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Che cosa vedere in Madagascar

A dispetto di una situazione politica instabile (ma non pericolosa), il Madagascar rappresenta una destinazione ideale per una vacanza da sogno. Il turismo ecologico trova nell’Isola Rossa un apprezzato punto di riferimento anche per l’ampio spettro di opportunità che mette a disposizione: che si abbia voglia di visitare un parco, di concedersi un’escursione avventurosa, di andare in spiaggia o di entrare in contatto con gli usi e i costumi di una popolazione di cui si sa poco, questa è la meta che vale la pena di prendere in considerazione.

In mezzo alla natura

Il Parc National de l’Isalo è il punto di partenza ideale per qualsiasi viaggio: situato nella parte meridionale del Paese, a 700 chilometri dalla capitale Antananarivo, è anticipato dal villaggio di Ranohira, abitato dai Bara, una tribù nomade che vive a un migliaio di metri di altitudine. Non ci si deve aspettare una vegetazione rigogliosa: qui la natura è rappresentata da rilievi rocciosi e canyon che sono stati erosi e modellati nel corso dei millenni dal vento e dalla pioggia. L’ambiente, quindi, è di tipo desertico, per certi versi paragonabile a quello che si può osservare in Arizona o in Colorado: gli appassionati di trekking qui possono trovare pane per i propri denti, per un’esperienza wild che può iniziare dalla Regina dell’Isalo per continuare con la Finestra dell’Isalo e, infine, la Piscina Naturale.

Ambohimanga

Una delle location più suggestive da vedere in occasione di speciali vacanze in Madagascar è la collina reale di Ambohimanga, che si trova a una ventina di chilometri di distanza rispetto alla capitale Antananarivo, più a nord. La Collina Azzurra è l’emblema del potere politico degli artefici dell’unificazione del Paese, i Merina. Ma questo è soprattutto un luogo spirituale, che non a caso viene scelto per i percorsi dei pellegrinaggi che vengono compiuti dagli abitanti del posto. Per una completa immersione nella natura si può esplorare – sempre con la massima cautela – la foresta che circonda il sito archeologico, sotto tutela Unesco da una decina di anni: non è difficile imbattersi in una pianta officiale sconosciuta dalle nostre parti come la Phyllarthron madagascariense.

Le foreste di pietra

La foresta di pietra del Parc de Tsingy de Bemeraha è un paesaggio a cui è quasi difficile credere per la sua particolarità; l’alone di mistero che la circonda è amplificato dal fatto che essa non è ancora stata esplorata in maniera completa. Se si ha in mente di venire da queste parti, è bene essere allenati dal punto di vista fisico, e non solo perché bisogna tollerare non meno di sette ore di viaggio fuoristrada, ma anche perché per arrivare nella parte interna del parco ci vogliono almeno altre due ore di attraversamento di corsi d’acqua.

Anakao

Andare in Madagascar e rinunciare ad ammirare la barriera corallina è un metaforico delitto che non si può proprio commettere. In tutto, sono circa 450 i chilometri lungo i quali si estende la barriera corallina del posto, che inizia a Morombé e prosegue verso sud fino a giungere a Tuléar. Da qui si può arrivare al villaggio di Anakao, che offre tutto lo splendore di una spiaggia incontaminata e non ancora inquinata dal turismo di massa. Tra le piroghe dei pescatori nomadi e i pochi occidentali che si dedicano allo snorkeling o al kitesurf, si sperimenta la quiete di un paradiso in cui, tra il mese di giugno e quello di settembre, si può pensare anche di cimentarsi nel whale watching: è proprio in estate che il canale del Mozambico viene attraversato dalle balene, che di conseguenza possono essere ammirate a distanza ravvicinata con l’aiuto delle imbarcazioni della popolazione del posto.

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