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Kenya

 

 

 

 

 

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Autori: www.iMondonauti.it , Fabio Miggiano

Aggiornamenti di: Fabrizio Tabarelli 

Foto: Fabrizio Tabarelli

Se non fosse stato per le esplorazioni nell'Africa orientale, la parola swahili safari (letteralmente: viaggio) non avrebbe avuto nessun significato per il resto del mondo.

Considerato dagli antropologi come la "culla dell'umanità", il Kenya è anche il cuore dei safari africani, in cui vivono le più diverse specie di animali selvatici di tutto il continente. Per quanto possiate aver visto decine di film su Tarzan, nulla è in grado di prepararvi allo spettacolo dell'annuale migrazione in massa degli animali selvatici.
Purtroppo il carattere selvaggio del Paese non è circoscritto agli spazi aperti: la micro-criminalità nei centri urbani del Kenya è una delle poche industrie in espansione del Paese. Dal momento che l'unico effetto che può ottenere un qualunque contatto con la polizia è quello di uno scambio di denaro, avete maggiori possibilità di conservare i vostri averi passeggiando tra un branco di leoni con una gazzella legata al fianco.

Tuttavia, a chi ha un po' di coraggio, il Kenya offre meravigliosi parchi faunistici, spiagge incontaminate, splendide barriere coralline, cime maestose e antiche città swahili.


 

Passaporto e visto

Il turista italiano che intende recarsi in Kenya dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dal momento della richiesta del visto e di un biglietto di andata e ritorno.

Dal 1 marzo 2001 il governo kenyota ha reintrodotto l'obbligo del visto turistico per tutti gli stranieri che intendono recarsi in Kenya anche per periodi inferiori a 30 giorni. Pertanto i cittadini italiani dovranno munirsi di tale visto valido generalmente 3 mesi presentando una foto formato tessera, il passaporto e compilando un modulo di richiesta da presentare all'Ambasciata del Kenya (Via Archimede 164, Roma, tel. 068078792).

In alternativa, il visto può essere richiesto anche al momento dell'arrivo in aeroporto in Kenya o agli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino.

Il visto va utilizzato entro 3 mesi dalla data del rilascio.

Il visto di transito (1-7 gg.) costa 20 USD, il visto turistico (valido 1-3 mesi) e quello per entrata doppia (nel caso dobbiate uscire e rientrare in breve tempo in Kenya) costano 50 USD, il visto multiplo (per affari) costa 110 USD.

 

Vaccinazioni

Il vaccino contro la febbre gialla è richiesto solo ai viaggiatori, di età superiore ad 1 anno, che provengono da zone infette.

Trattandosi di zona a rischio è comunque consigliato.


Per quanto riguarda la malaria è presente la forma maligna da Plasmodium falciparum con forte resistenza alla clorochina, in particolare nella zona costiera, nelle aree prossime al Lago Vittoria ed in alcuni parchi soprattutto durante e subito dopo la stagione delle piogge (marzo-giugno ed ottobre-novembre).

Vi sono normalmente pochi rischi nella città di Nairobi e sugli altipiani (al di sopra dei 2500 m) delle province Centrale, Valle del Rift, Orientale, Occidentale e Nyanza.

 


Consigliati il vaccino antiepatite A e B (alta prevalenza di portatori del virus HBV) e l'antitifica.

 

Cosa vedere

Nairobi, a capitale del Kenya, è cosmopolita, vivace, interessante, gode di una piacevole posizione e, in generale, è un buon posto per realizzare piccoli affari.

È possibile attraversare il distretto commerciale del centro, da un capo all'altro, in soli 20 minuti. La zona è inoltre ideale per assaporare la moderna vita urbana africana.

Come gran parte delle città, anche Nairobi possiede un mercato molto vivace e attive aree commerciali, sobborghi per gli impiegati e per la classe media e immense ville con giardini pensili per i più abbienti.

I sobborghi cittadini sono luoghi pieni di energia, aspirazioni e opportunità, dove operai, esausti conducenti di matatù (minibus), disoccupati e gente senza scrupoli si mescolano a turisti squattrinati, prostitute, borseggiatori, liceali, venditori ambulanti di cibo, guardie sonnolente e piccoli spacciatori di merci illecite. Tutti questi personaggi ruotano attorno a River Rd, una strada centrale che vale la pena visitare anche se non è consigliabile alloggiare da queste parti.

La maggior parte dei turisti preferisce dormire e mangiare nel centro di Nairobi; trovare un albergo tranquillo su una strada silenziosa da queste parti potrebbe dunque rivelarsi un arduo compito.

Sono molto interessanti e facilmente raggiungibili il National Museum, lo Snake Museum e il National Archives, nel quale ultimo troverete non solo i soliti, freddi documenti, ma anche dipinti e mostre di artigianato.

Nelle immediate vicinanze della metropoli si trova il Nairobi National Park, la più accessibile tra le meraviglie naturali del paese.

Se viaggiate con bambini, non mancate di portarli a visitare il vicino e divertente Ostrich Park.

 

Mombasa, il più importante porto sulla costa orientale africana (712.600 abitanti), è una città calda, fumosa e ricca di storia, risalente al XII sec.. Da secoli dominio esclusivo dei musulmani, la città venne in passato attaccata dai Portoghesi che, nel 1505, la rasero al suolo.

Fu ricostruita in fretta e furia per essere poi nuovamente ridotta a un ammasso di macerie da un governatore di Mombasa, armato fino ai denti, durante la lunga battaglia contro i Portoghesi.

Passeggiando per la Città Vecchia, che reca ancora molte testimonianze di questo turbolento periodo, potrete ammirare molti deliziosi balconi e facciate dei negozi in legno decorato.

L'attrazione principale della parte vecchia è Fort Jesus, la fortezza che domina l'ingresso al porto: fu costruita dai Portoghesi nel 1593 e cambiò occupanti nove volte tra il 1631 e il 1875. Trasformata oggi in museo, la fortezza presenta un'interessante combinazione di elementi architettonici italiani, portoghesi e arabi.

Il nucleo centrale della città si sviluppò sull'Isola Mombasa, collegata alla terraferma tanto a nord quanto a sud.

La stazione ferroviaria si trova al centro dell'isola, vicina a numerosi buoni alberghi, ristoranti e luoghi interessanti.

Una fascia di bellissime spiagge si estende lungo la costa appena a sud della città.

Mombasa è collegata a Nairobi da numerosi voli, treni e autobus. È in funzione anche un regolare servizio di autobus e traghetti tra Mombasa e la Tanzania.

 

Nella parte settentrionale del Marsabit National Park & Reserve vivono i grandi mammiferi del Kenya: leoni, leopardi, ghepardi, rinoceronti, bufali, facoceri, zebre, giraffe, iene e gazzelle.

Dal momento che la regione è ricoperta da una fitta foresta non avrete molte possibilità di avvistare gli animali, a meno che non decidiate di trascorrervi un po' di tempo, magari campeggiando presso Lake Paradise, un lago vulcanico che fa onore al nome che porta.

Si tratta di un luogo incantevole per sperimentare la vita in armonia con la natura: pochi altri campeggi del Kenya possono vantare simili paesaggi e una tale tranquillità.
Marsabit, la cittadina più vicina al parco, è collegata da un servizio di autobus con la città keniota di Isiolo, vicino al monte Kenya.

 

Lamu è una fantastica cittadina piena di meraviglie, ammantata da un'atmosfera medievale.

Popolata quasi esclusivamente da musulmani, la più antica città abitata del Kenya non ha cambiato di molto l'aspetto e il carattere nel corso dei secoli. In passato florida cittadina portuale, oggi Lamu è un centro fuori mano e autosufficiente, estremamente tranquillo e rilassante.

Nessun'altra città swahili, ad eccezione di Zanzibar, è in grado di offrire tanta ricchezza culturale e un tradizionale stile architettonico ancora intatto (antenne televisive a parte).

Potrete avere un eccellente panorama della cultura e della storia della città visitando il Lamu Museum, sul lungomare.

Se il museo riuscirà a stuzzicare la vostra curiosità sulla cultura swahili, allora non mancate di ammirare l'edificio, splendidamente restaurato, che ospita lo Swahili House Museum.

Una delle più bizzarre attrazioni di Lamu è il Donkey Sanctuary. È vivamente consigliabile fare un giro in dhow.
Adagiata sull'Isola Lamu, lungo la costa superiore del Kenya orientale, Lamu è raggiungibile con imbarcazioni diesel in partenza da Mokowe, sulla terraferma; in alternativa potete prendere un volo che atterra nella vicina isola di Manda.

 

La Masai Mara National Reserve, (Mara, come lo chiamano i veterani), il più frequentato parco faunistico del Kenya, ricchissimo di animali selvatici, è una riserva naturale (dove le tribù Masai hanno il premesso di lavorare la terra e di cacciare) che si estende su una superficie niente affatto piatta di 320 kmq e occupa un'ampia porzione del Serengeti.

Molti turisti si avventurano nell'esplorazione di almeno una parte delle vaste praterie, procurando di non occupare la pista battuta della fauna selvatica durante l'annuale migrazione di massa.

Al confine occidentale del parco si trova lo spettacolare Esoit Olooloo (Siria) Escarpment, mentre la più alta concentrazione di animali si registra lungo i bordi della riserva.

Dovunque sono visibili grandi branchi di leoni e, con un pizzico di fortuna, potrete vederli impegnati a cacciare.

Nel parco vivono anche numerosi esemplari di elefanti, bufali, zebre e ippopotami. Riserva naturale piuttosto che parco nazionale.

All'interno del Mara sorge anche un villaggio Masai aperto ai turisti.

Masai Mara, collegata a Nairobi da due voli giornalieri, ospita un gran numero di alberghi. La cittadina provinciale di Narok - poche ore di macchina a ovest di Nairobi - costituisce il principale ingresso al parco (info sui Parchi: Kenya Wildlife Service, P.O. Box 40241, Nairobi, tel. 20-600800; www.kws.org).

 

L'attività più ovvia da svolgere in Kenya è il safari del quale ricordate però che esistono varie tipologie e prezzi (ovviamente, se li prenotate in loco li pagherete molto meno che prenotandoli dall'Italia).

I safari su cammello nelle aree tribali di Samburu e Turkana, tra Isiolo e il Lago Turkana, sono senza dubbio i più indimenticabili.

Il più rinomato parco faunistico del Kenya è la splendida Masai Mara National Reserve, a ovest di Nairobi.

Gli altri parchi degni di nota sono quello di Amboseli, in cui vivono i rinoceronti neri, la fitta foresta di Kakamega che ospita oltre 330 specie diverse di uccelli e l'altrettanto ricco Lago Baringo.

 

Il monte Kenya è certamente il luogo più adatto per il trekking.

Se preferite località panoramiche ma meno impervie, vi consigliamo il mt Elgon, al confine con l'Uganda e le Ngong Hills, vicino a Nairobi.

Il Kenya è anche famoso per le battute di pesca al largo delle coste di Malindi, ma sta prendendo sempre più piede anche il rafting sulle rapide mozzafiato del fiume Athi/Galana.

Alcuni lodge nel Masai Mara offrono viaggi in mongolfiera da cui potrete godere una splendida e silenziosa vista panoramica aerea del Serengeti.

I dintorni di città costiere come Malindi e l'arcipelago di Lamu offrono ottime possibilità agli amanti delle immersioni subacquee, del windsurf nonché bellissime spiagge su cui sdraiarsi al sole.

Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati





 

Ora

In Kenya vi sono 2 ore in più rispetto all’Italia (quando in Italia sono le 12 in Kenya sono le 14), 1 ora soltanto nel periodo in cui in Italia è in vigore l'ora legale.

Ricordatevi che la definizione del tempo in swahili è sfasata di 6 ore rispetto alla nostra: mezzogiorno e mezzanotte sono le 6 (saa sitta), le 7 e le 19 sono l'una (saa moja).

Non dovete far altro che aggiungere o sottrarre 6 ore all'ora che vi viene indicata e si spera che, dal contesto, capiate se vi stanno parlando delle ore del mattino o del pomeriggio! Non vi succederà spesso se non parlate swahili, ma è meglio saperlo.

 

Quando andare

© Fabrizio Tabarelli / iMondonauti.it
Masai Mara: Klipspringer
www.spedizionitom.it

L'alta stagione turistica va da gennaio a febbraio in quanto il clima -sempre caldo e umido- è considerato in questo periodo più sopportabile.

In questi due mesi, inoltre, si verificano le grandi ondate migratorie di volatili che dal Kenya si dirigono ai laghi di Rift Valley.

Il periodo che va da giugno a settembre è considerato stagione di passaggio in quanto ha un clima ancora piuttosto secco mentre tra marzo e maggio (e in misura minore da ottobre a dicembre) si scatenano le piogge che, solitamente, non impediscono ai turisti di compiere escursioni.

In questi mesi la situazione è molto più tranquilla: negli alberghi ci sono più camere disponibili e a prezzi più accessibili.

 

Quanto stare

© Fabrizio Tabarelli / iMondonauti.it
Leonessa del Masai Mara
www.spedizionitom.it

Un soggiorno che permetta di visitare le bellezze del Paese richiede una permanenza minima di almeno 2 settimane.

I safari nei parchi naturali organizzati da tour operator esperti durano dai 3 agli 11 gg.

 

Da mettere in valigia

Per i safari, evitate indumenti che non siano color sabbia, kaki o verde.

Cappello di tela, camicia a maniche lunghe, gilè e pantaloni con tasche (gli short non proteggono le gambe), maglione e giacca a vento (di notte fa freddo). Scarpe alte e robuste. Utile un buon binocolo.

Durante gli spostamenti in jeep tenete e portata di mano del burro di cacao per le labbra e della crema solare per proteggere la pelle.

Portate con voi anche repellenti per le zanzare e una pila.

 

Elettricità

La corrente è a 240 volt. La maggior parte degli alberghi possiede adattatori da affittare giornalmente con spesa minima.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Kenya) abbiamo un voltaggio di 240 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Britannica vecchio tipo a 3 poli

Britannica a 3 poli
 
 
 

Ambasciate e indirizzi

 
Ambasciata e Consolati 
Ambasciata del Kenya Via Archimede 164, Roma
tel: 068078792
Ambasciata d’Italia in Kenya International House - 9th Floor, Mama Ngina Street, Nairobi
tel: 020 337356/337777
tel 2: 337320, tel 3: 337373
Consolato del Kenya C.so Italia 21, Trieste
tel: 040630284
Consolato onorario d'Italia Southern Engineering, Mombasa
tel: 041312626
tel 2: cell. (00254 733) 631480
Consolato onorario d'Italia Lamu Road, (Post Office Area), Mulla Building, Malindi
tel: 042- 20502/31170
tel 2: cell. (00254 722) 825392
 
Turismo e Cultura 
Kenya Association of Hotel Keepers and Caterers P.O. Box 46406, Nairobi
tel: 20-726642, fax: 20- 721505
Ufficio del turismo (Kenya Tourist Board) Kenyake Towers, Ragati Road, Upper Hill, Nairobi
tel: 20-719924/26/28/31, fax: 02.719925
sito web: www.magicalkenya.com
Ufficio del turismo (Kenya Tourist Board) Malindi Centre, Lamu Rd, Malindi
tel: 0123-70747
Ufficio del Turismo in Italia presso la sede dell'Ambasciata, Roma
Young Men's Christian Association (YMCA) P.O.Box 63063, Nairobi
tel: 20-72 63 98
Youth Hostel Association P.O.Box 48661, Nairobi
tel: 20-721765, fax: 20-724862
 
Sanità e Sicurezza 
AMREF Flying doctors tel: 315454
tel 2: 315455
Centro comunicazioni sicurezza tel: 20-601343
tel 2: 604730, tel 3: cell. 733617499
Emergenze tel: 999
Polizia tel: 222222
Pronto soccorso tel: 222181
tel 2: 222182, tel 3: 222183
Servizi medici di soccorso tel: 20-604767
Soccorso stradale tel: 02-825067 per tutto il Paese
 
 
 

Voli e come arrivare

© Fabrizio Tabarelli / iMondonauti.it
Il Kilimangiaro sommerso dalle nubi - Parco Amboseli
www.spedizionitom.it

Il mezzo più comodo e veloce per arrivare in Kenya dall'Italia è ovviamente l'aereo.

Voli diretti Milano/Roma-Nairobi (circa 7 ore e 30 min. di viaggio) sono offerti dalla compagnia kenyota East African (tel. 199141010; www.eastafrican.it) con cadenza bisettimanale.

L'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi, collegato a numerosi scali europei e statunitensi, è il principale nodo di trasporti dell'Africa orientale.

È più probabile ottenere un biglietto a prezzo relativamente contenuto partendo da Nairobi, ma vale comunque la pena verificare la disponibilità degli economici voli charter da Mombasa per l'Europa.


Potete recarvi dal Kenya alla Tanzania in autobus.

Le strade principali passano per Mombasa e Nairobi e si dirigono a Dar es Salaam, oppure collegano Nairobi ad Arusha e Moshi.

Un treno settimanale collega Voi in Kenya a Moshi in Tanzania. Traghetti e, talvolta, dhows fanno la spola tra Mombasa, Zanzibar e Dar es Salaam.


Se giungete in Kenya con un vostro mezzo di trasporto e possedete un carnet de passage valido, potrete entrare nel Paese ottenendo alla frontiera un permesso gratuito per tre mesi, ma ricordate che per percorrere alcune strade della parte nordorientale è necessario ottenere il permesso dalla polizia.
Il principale valico di confine per l'Uganda si trova a Malaba, oppure a Busia, se provenite da Kisumu.

Nairobi e Kampala, la capitale dell'Uganda, sono collegate da strade e linee ferroviarie.

Esiste anche un valico di confine con l'Etiopia, utilizzato di frequente dai turisti e dai mezzi pesanti diretti a Moyale.

Attualmente, non c'è nessun modo di entrare o uscire dal Kenya via terra passando per la Somalia o il Sudan.



 

Tasse di ingresso-imbarco

La tassa aeroportuale per i voli internazionali è di US$20.

 

Spostarsi e trasporti

Voli interni

Numerose linee aeree collegano Nairobi con Mombasa, Kisumu, Nanyuki, Malindi, Lamu, i parchi e riserve nazionali di Amboseli, Masai Mara e Samburu.

Voli interni sono effettuati dalla Flamingo Airlines (www.flamingoairlines.com), Regional Air (www.regionalair.net) e Air Kenya (www.airkenya.com).

Molti voli sono quasi sempre completi anche perch` gli spostamenti in aereo, sia all'interno del Kenya sia per i Paesi confinanti, sono un modo relativamente sicuro ed economico per coprire lunghe distanze.

Indicativamente una tratta in aereo Nairobi-Mombasa costa circa 65 euro.

Mezzi pubblici

Molto utilizzati sono anche i treni anche se le condizioni di carrozze, binari e altre infrastrutture lasciano piuttosto a desiderare (Kenya Railways Corp., tel. 20-221211; www.eastafricashuttles.com/train).

In genere i treni viaggiano in orario e sono molto più sicuri degli autobus o dei matatu.

Una linea passeggeri della Uganda Railways collegava Mombasa a Nairobi in 13 ore circa, ma è andata distrutta negli ultimi recenti disordini.

 

Il Kenya possiede un regolare servizio di autobus (Kenya Bus Services), matatu (caratteristici bus locali molto convenienti per i quali è richiesta una buona capacità di adattamento), taxi collettivi e normali taxi privati.

Per questi ultimi, la contrattazione è d'obbligo prima di salire essendo totalmente sprovvisti di tassametro.

A causa delle grandi distanze tra una città e l'altra e del traffico caotico lungo le principali strade, la bicicletta viene utilizzata essenzialmente nei centri urbani.

Ricordate che in Kenya il numero di incidenti stradali in cui sono coinvolti anche mezzi pubblici è molto alto a causa dello scarso rispetto delle norme di circolazione.

Mezzi a noleggio

Il noleggio di un veicolo per visitare il Paese, o quanto meno i parchi nazionali, è piuttosto costoso, ma costituisce un'ottima soluzione in grado di rendervi indipendenti e, in genere, è l'unico modo per raggiungere le zone più remote del paese.

 

Le strade del Kenya sono quasi tutte in buone condizioni.

 

Tutte le strade verso ovest sono impraticabili (30.1.2008) con posti di blocco continui: viene chiesta la carta di identità e si può essere uccisi semplicemente in base all'appartenenza tribale.

Altri mezzi

Una delle esperienze più belle e indimenticabili, riservate agli amanti del mare, è una crociera in dhow lungo le coste keniote dell'Africa orientale.

Alcuni tra i più popolari e dispendiosi viaggi in mare partono da Nyali, di fronte all'Isola Mombasa.

Patente

E' consentita la guida con la patente italiana a chi abbia almeno 23 anni compiuti e possegga la patente da più di 2 anni.

Carburante

La benzina normale costa 65,20-72,99 KSh al litro (si consiglia di portare sempre in auto, per sicurezza, una tanica di benzina).



 

Hotel e pernottamento

E' possibile trovare sistemazioni alberghiere per ogni esigenza, dagli hotel di lusso presenti nella capitale e nelle più rinomate località turistiche agli alloggi economici, ai lodge, agli ostelli presenti delle città principali.

Un hotel di media categoria nella capitale costa mediamente 30-50 dollari la camera doppia, oltre i 70 dollari un hotel di lusso, 15-20 dollari un hotel economico.

Nei parchi naturali le possibilità di alloggio sono offerte da campeggi, campi tendati, lodge.

Mediamente si spendono circa 60 euro al giorno per un safari con pensione completa+autista se si pernotta in campo tendato, il doppio in lodge.



 

Cucina e mangiare

Vi sono numerosi ristoranti di medio-buona qualità a prezzi bassi rispetto agli standard europei, soprattutto sulla costa tra Mombasa e Malindi (8-15 euro).

Vi sono poi anche ristoranti più costosi con menu a base di pesce e crostacei.

Per chi vuole evitare problemi di stomaco è meglio evitare i venditori ambulanti, a parte coloro che vendono frutta (ovviamente freschissima e naturale), da mangiare dopo averla accuratamente sbucciata. Il coco de agua (il cocco appena colto, e non secco) è tra i frutti più buoni che abbia mai gustato e anche molto dissetante nelle giornate particolarmente calde.

 

La cucina del Kenya si compone essenzialmente di pesanti pietanze ripiene con fagioli o salsa di carne. Per la popolazione locale, si tratta di cibo per la pura sopravvivenza: la massima sazietà al minimo costo.

Il principale piatto nazionale del Kenya è il famoso nyama choma, ovvero carne di capra alla griglia.

Nella zona costiera le specialità swahili riflettono i contatti avuti con i mercanti arabi e con altri popoli che commerciavano sulle rotte dell'Oceano Indiano: vengono infatti usate in abbondanza spezie e noci di cocco e i risultati sono di solito eccellenti.

I sambusa sono con ogni probabilità lo spuntino più comune: sono frittelle di forma triangolare, fritte e farcite di carne macinata speziata.

A quasi ogni angolo della strada troverete qualcuno che vende pannocchie arrostite sulla brace. Un altro snack facile da reperire è la patata dolce fritta, mangiata calda e cosparsa di succo di limone e di un pizzico di peperoncino in polvere.

Gli amanti della birra troveranno di che saziare le loro voglie. I kenyoti amano la loro birra tanto quanto le loro danze; nel Paese infatti esiste un importante birrificio.

Tra i succhi di frutta il più comune è quello fatto col frutto della passione, sempre fresco e molto buono.

 

Moneta e cambio

Moneta ufficiale del Kenya è lo scellino kenyota (KSh), diviso in centesimi.

 

Gli euro sono facilmente convertibili, ma è bene portare anche qualche dollaro (il visto all'aeroporto bisogna generalmente pagarlo in dollari contanti. Ricordate che, se portate dollari, devono essere emessi dopo il 2000).

Le banche sono aperte dal lun. al ven. con orario 9-14 mentre la banca dell'aeroporto è aperta 24 ore su 24.

Le banche applicano commissioni piuttosto alte, più convenienti sono i foreign exchange bureau.

Le carte di credito sono accettate solo nei grandi centri.

 

Cambio attuale:

1 Euro = 115,96 Scellino Keniota
1 USD = 84,80 Scellino Keniota

dati aggiornati al 25/10/13

 

Posta e telefono

Le poste sono affidabili ma molto lente. è consigliabile lasciare la posta da spedire alla reception degli alberghi che si incaricheranno di effettuare il servizio.


Per telefonare all'interno del Paese è necessario far precedere il prefisso della località desiderata preceduto dallo 0 e seguito dal numero desiderato. Le telefonate sono più care se fatte dagli alberghi.

Il sistema GSM 900/1800 consente l'uso dei cellulari.

 

Sanità

Le principali malattie endemiche presenti in Kenya sono: amebiasi, giardia, parassitosi intestinale, tifo, epatite A, schigellosi, malaria, colera; molte malattie virali, trasmesse da zanzare, flebotomi, zecche, si possono presentare sotto forma di febbri emorragiche gravi.

Malattie endemiche più rare sono la bilarzia e la tripanosomiasi (malattia del sonno).

Inoltre vi sono insetti urticanti (es. alcuni millepiedi): per questi motivi va posta particolare attenzione agli insetti. Evitare punture e contatti di qualunque tipo con insetti mediante l'uso di repellenti (da applicare sulla pelle), insetticidi e vestiario idoneo.
Avvertenza: durante tutte le escursioni (anche quelle nelle città) è importante coprirsi con pantaloni lunghi, non essere troppo sbracciati e soprattutto indossare calzature chiuse (scarpe da tennis o meglio pedule) per evitare contatti con l'acqua stagnante delle pozzanghere o con insetti dal terreno.

Quando si cammina nella savana è opportuno fare molta attenzione ai serpenti, la possibilità di essere morsi è molto bassa, ma il rischio di morte in caso di morso è molto elevato.


Al fine di evitare infezioni gastrointestinali si raccomanda ovunque di non mangiare cibi crudi (alberghi e ristoranti compresi) e di bere sempre bibite confezionate, acqua minerale o filtrata, senza aggiungere ghiaccio.
Non bisogna fidarsi della qualità dell'acqua di rubinetto, e, come in tutti i Paesi non industrializzati, l'acqua è una delle principali cause di diarrea ed epatite A per cui è senz'altro consigliabile bere acqua minerale oppure potabilizzarla con le apposite pastiglie.

Non mangiare frutta e verdura a meno che non siano state sbucciate e lavate sotto il vostro controllo e in modo da non aver toccato acqua che non sia rigorosamente di bottiglia.


Altissima incidenza di infezione da HIV (AIDS) in tutto il Paese. Chi pensa di avere rapporti sessuali occasionali lo tenga ben presente.
E' altamente raccomandata un'assicurazione sanitaria dato il costo molto elevato delle cure nel Paese, almeno di quelle di livello comparabile a quello europeo, e dell'eventuale rimpatrio sanitario.

Rimpatri di emergenza possono essere effettuati attraverso compagnie private quale la "Flying Doctors", che possono trasportare il malato a Nairobi da dove l'Italia è praticamente raggiungibile ogni giorno. I costi del trasporto con aereo speciale sono naturalmente molto elevati.


Raccomandiamo ai viaggiatori indipendenti una farmacia da viaggio (concordata con il proprio medico) costituita da: creme solari e antiustione, creme solari, antidiarroici e antibiotici gastrointestinali, repellenti e antistaminici per uso locale, cerotti e disinfettante.

 

Sicurezza

A Nairobi la sicurezza è un vero problema, soprattutto di notte, e non per niente la città dai residenti viene anche chiamata "Nairobbery" (dall'inglese robbery, rapina). Rilevante è infatti il numero di rapine di autovetture, non solo del tipo fuoristrada, anche in zone abbastanza centrali della città.

Di recente si sono verificati numerosi casi di rapine a mano armata con scontri a fuoco anche in zone densamente abitate.

A rischio anche tutte le strade extra-urbane nelle ore notturne, nonchè gli slums (quartieri poveri o baraccopoli).


Zone a rischio sono considerate i distretti di Isiolo e Marsabit (da visitare eventualmente solo con scorta da richiedere alla polizia); le zone di confine con Somalia ed Etiopia; la regione del lago Turkana e le strade di collegamento Malindi-Lamu (si raccomanda di recarsi a Lamu solo per via aerea; collegamenti regolari da Nairobi, Mombasa, Malindi) e Malindi-Garissa.
Cautela nella regione di Trans-Nzoia (violenti incidenti legati al furto di bestiame).

Sebbene le zone dei parchi siano generalmente piuttosto sicure, si consigliano le visite con guide autorizzate e si raccomanda di rivolgersi ad agenzie riconosciute per organizzare gli spostamenti all'interno del Paese.

In generale si sconsiglia vivamente l'uso degli autobus per lunghi tragitti. Di recente si sono verificati numerosi gravissimi incidenti che hanno coinvolto questo tipo di mezzi, per lo più addebitabili allo scarso rispetto delle più elementari norme di sicurezza da parte degli autisti.


La legge in vigore sulle sostanze stupefacenti prevede una pena minima di 10 anni per il solo possesso per uso personale di droghe leggere e di 20 per quelle pesanti.

 

L'attuale situazione politica, fortemente instabile, e i conseguenti disordini e scontri tra etnie sconsigliano, al momento, di programmare viaggi in Kenya.

 

Comportamenti

E' raccomandato il rispetto assoluto del divieto di fotografare affisso sui principali edifici pubblici mentre è buona norma di condotta non fotografare le persone senza il loro consenso.


Evitare di muoversi in abbigliamento succinto soprattutto nelle zone abitate da musulmani (zona costiera). La nudità e il topless sulle spiagge sono proibiti.


E' severamente proibito portare fuori dal Kenya i seguenti articoli e loro derivati: avorio di elefante, corno di rinoceronte, tartaruga marina, coralli e madrepore, pelli di rettili.

 

Viaggiare con bambini

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Viaggiatori disabili

I viaggiatori disabili incontrano molte difficoltà in Kenya.

Le strutture turistiche attrezzate sono molto scarse e limitate agli alberghi e ai lodge più costosi.

Molti alberghi della catena Lonrho Hotels hanno servizi specifici. Nell'Amboseli National Park, l' Ol Tukai Lodge ha due cottage per i disabili.

Alcuni indirizzi utili per chi comunque non vuole rinunciare a questo Paese: Travel Scene Services (02-215404; travelscene@insightkenya.com) è un'agenzia che ha molta esperienza con i viaggiatori disabili.

 

Curiosità

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Guide e libri

 
 

Geografia e territorio

Situato sulla costa orientale dell'Africa, il Kenya è attraversato dall'equatore e confina con la Somalia, l'Etiopia, il Sudan, l'Uganda e la Tanzania.

 

Le sue coste sono lambite dall'Oceano Indiano, mentre all'interno il Lago Vittoria segna il confine con i vicini occidentali.
La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali, in cui si trovano i paesaggi più spettacolari, costituisce la spina dorsale del Paese. L'umida fascia costiera comprende l'estuario del fiume Tama e un tratto di belle spiagge.

Nel Kenya occidentale si trovano i fertili terreni a ridosso del Lago Vittoria e alcuni splendidi parchi faunistici.

I territori più selvaggi, rimasti incontaminati dal mondo moderno, si estendono nella vasta e arida regione nordorientale.
Le vaste pianure meridionali sono punteggiate da acacie a ombrello, arbusti spinosi e dai caratteristici baobab a forma di bottiglia.

Gli alti pendii del monte Elgon e del monte Kenya sono ricoperti da foreste di bambù e, più in alto ancora, crescono i bizzarri seneci, dagli enormi fiori a forma di cavolo, e le lobelie giganti, dalle lunghe spighe.

 

Ecologia e ambiente

© Fabrizio Tabarelli / iMondonauti.it
Giraffe al Parco Amboseli
www.spedizionitom.it

Se siete più interessati a mammiferi e volatili, visitate i ricchi parchi faunistici.

In almeno due dei più vasti parchi avrete la possibilità di osservare leoni, bufali, leopardi, elefanti e rinoceronti in tutta libertà.

Gli animali in pericolo di estinzione, come il rinoceronte nero, stanno lentamente tornando ed è possibile visitare le riserve create appositamente per queste specie nei parchi nazionali di Tsavo e del Lago Nakuru.

 

Clima e meteo

Le condizioni atmosferiche del Kenya variano enormemente da una zona all'altra.

Il clima della Rift Valley è quello più piacevole mentre nelle aride brughiere e nelle regioni semidesertiche la temperatura può raggiungere e superare i 40°C di giorno e scendere a 20°C la sera.

Le regioni occidentali e la costa sono generalmente calde e umide tutto l'anno.

La stagione delle piogge va da marzo a maggio (grandi piogge) e da ottobre a dicembre (piccole piogge).

 

Popolazione

Esistono più di settanta tribù tra gli africani del Kenya.

Le differenze tra molti gruppi tribali si sono andate smussando nel tempo, in quanto i valori della cultura occidentale tendono a imporsi, distruggendo le tradizioni. Tuttavia, sebbene l'africano medio si stia apparentemente allontanando dalle tradizioni tribali, l'appartenenza a una tribù rimane ancora l'elemento più importante dell'identità personale.

Tra i grandi gruppi tribali ricordiamo i kikuyu, i luhya, i luo, i kalenjin, i kamba, i masai, i meru, i samburu, gli swahili e i turkana.

 

Lingua

L'inglese e lo kiswahili sono le due lingue ufficiali e vengono insegnate in tutto il Paese, ma esistono molte altre lingue tribali tra cui il kikuyu, il luhia, il luo, il kikamba e una grande quantità di lingue tribali minori.

È estremamente utile per il turista avere un'infarinatura sia pure superficiale dello kiswahili specie se si viaggia fuori dalle aree urbane e nelle zone più remote del Paese.

Un'altra lingua che avrete modo si ascoltare è lo sheng, parlato quasi esclusivamente dalla popolazione più giovane. Sviluppatasi di recente, lo sheng è un miscuglio di kiswahili e inglese, con elementi provenienti da altri idiomi.

 

Religione

La maggior parte dei kenyoti che vive fuori delle province costiere e orientali è cristiana di varie confessioni (45% protestanti, 33% cattolici) mentre gli altri sono prevalentemente musulmani. Questi ultimi costituiscono il 10% dell'intera popolazione.

Nelle aree tribali più isolate convivono cristiani, musulmani e seguaci di antichi credo tribali (10%).

 

Storia

Le più antiche tra le numerose tracce umane del Kenya appartengono ad alcune popolazioni bantu (2000 a.C. circa) seguite, mille anni dopo, da popoli nilotici provenienti dal Sudan e cusciti, provenienti dall'Etiopia, che occuparono gran parte del Kenya centrale. Antenati di altre tribù arrivarono da ogni parte dell'Africa tra il 500 a.C. e il 500 d.C..

Con la migrazione delle tribù verso l'interno del Paese, i musulmani provenienti dalla penisola arabica e da Shirazis in Persia (oggi Iran) si stabilirono, a partire dall'VIII sec., lungo le coste dell'Africa orientale.
Attirati dal profumo di spezie e denaro, i portoghesi cominciarono ad interessarsi alla zona intorno al XV sec. Dopo essersi spinto all'estremità sud delle coste occidentali africane, Vasco da Gama giunse finalmente a doppiare il Capo di Buona Speranza nel 1498 risalendo poi le coste orientali. Sette anni più tardi, i portoghesi sferrarono un furioso attacco alla regione. Già nel XVI sec., gran parte delle città commerciali indigene swahili, tra cui Mombasa, furono saccheggiate od occupate dai portoghesi: in questo periodo ebbe così fine il monopolio arabo sul commercio nell'Oceano Indiano.

I portoghesi imposero per lungo tempo un duro regime coloniale, ponendo un sultano contro l'altro. Ma il controllo lusitano sulla regione fu sempre in precario equilibrio, data l'esigenza di approvvigionare i loro avamposti con forniture provenienti da Goma, in India. Gli arabi riuscirono a riprendere il controllo sulle regioni costiere nel 1720.


Nel XVIII sec. le dinastie Omani, provenienti dal Golfo Persico, presero ad avanzare lungo le coste dell'Africa orientale. Le ruberie compiute dai Portoghesi e le costanti tensioni tra i governatori arabi causarono il declino commerciale ed economico della regione. Ciò comportò un disinteresse da parte delle nazioni potenti, come Gran Bretagna e Prussia, che durò fino alla metà del XIX sec.


Con l'improvvisa invasione di tutta l'Africa da parte degli europei, anche le misteriose regioni interne del Kenya furono costrette a svelare i propri segreti agli estranei. Fino agli anni 1880 la Rift Valley e gli altipiani di Aberdare rimasero il principale insediamento masai, una fiera tribù guerriera. Alla fine del XIX sec., dopo anni di guerre civili tra due opposte fazioni, la tribù masai si ritrovò molto indebolita. Malattie e carestie avevano inflitto loro un ulteriore contributo di morte. Questa situazione convinse gli inglesi a negoziare un trattato con il laibon (comandante, capo spirituale) masai, perché accordasse loro il diritto di costruire la ferrovia Mombasa-Uganda, destinata a passare sui terreni da pascolo della tribù. Il punto centrale della tratta ferroviaria si trova nell'area su cui oggi sorge la città di Nairobi.


Cominciò così l'inesorabile declino dei masai. Le pressanti richieste di terra fertile da parte dei coloni bianchi costrinsero i Masai all'interno di riserve sempre più ridotte. Molti appezzamenti di terra furono sottratti anche ai Kikuyu, una tribù bantu dedita all'agricoltura proveniente dagli altipiani a ovest del monte Kenya.


La colonizzazione europea nei primi anni del XX sec. risultò, almeno all'inizio, un vero disastro ma, dopo essersi presi la briga di conoscere la terra che occupavano, gli inglesi riuscirono a migliorare la loro colonia. Gli altri coloni europei crearono piantagioni di caffè e, già negli annì50, la popolazione bianca aveva raggiunto le 80.000 unità. Costrette a partecipare al sistema economico creato dagli europei, le varie trib, tra cui i Kikuyu, mantennero comunque intatta la loro voglia di lottare. Harry Thuku, uno dei primi leader dell'associazione politica kikuyu, venne stupidamente incarcerato dagli inglesi nel 1922. Il suo successore, Johnstone Kamau (chiamatosi in seguito Jomo Kenyatta) sarebbe diventato il primo presidente del Kenya indipendente.


L'opposizione al regime coloniale crebbe sempre più; il neonato Kenya African Union (KAU) fece sentire forte la propria voce e le proprie richieste. Altre associazioni del genere si unirono all'appello per la libertà, tra cui i Mau Mau, i cui membri (soprattutto Kikuyu) invocavano la cacciata dei bianchi dal Kenya. La Mau Mau Rebellion terminò nel 1956 con la sconfitta dei Mau Mau. Il tributo fu di oltre 13.500 morti africani, tra guerriglieri, civili e militari Mau Mau, e di più di 100 europei.


Kenyatta trascorse diversi anni in carcere o agli arresti domiciliari, ma venne liberato nel 1961 e divenne il capo del nuovo KAU, il Kenya African National Union (KANU). Egli portò il paese all'indipendenza, ottenuta il 12 dicembre 1963 e, sotto la sua presidenza, il Kenya divenne una delle nazioni più ricche e stabili di tutta l'Africa. Alla morte di Kenyatta, avvenuta nel 1978, salì al potere Daniel Arap Moi, membro della tribù Tugen. Il governo di Moi fu caratterizzato da tensioni interne e dissensi. Non riuscendo ad accettare le critiche che gli venivano mosse ordinò lo scioglimento delle società tribali e lo smembramento delle università. Nelle elezioni del 1993 l'opposizione si diede la zappa sui piedi: il mancato raggiungimento di un accordo sul nome di un leader da parte del Forum for the Restoration of Democracy (FORD) portò alla divisione del partito in tre gruppi, vanificando ogni possibilità di successo. Moi, unico beneficiario della vanagloria del FORD, vinse con appena un terzo dei voti.


Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come vicepresidente) e dopo un ennesimo tentativo di preparare una nuova costituzione ad hoc prima delle elezioni di fine 2002, Arap Moi indicò quale suo successore Uhuru Kenyatta (figlio dell'ex presidente Kenyatta), uomo d'affari senza grande esperienza politica, da poco incaricato di reggere il ministero dei governi locali. Ma il 30 dicembre 2002 centinaia di migliaia di persone assistettero alla cerimonia del giuramento del nuovo presidente Mwai Kibaki, che per dieci anni era stato il vicepresidente del governo Moi. Kibaki ha fatto della lotta alla corruzione il proprio cavallo di battaglia. Fonti diplomatiche hanno calcolato che il Kenya, tra il 1990 e il 1997, abbia perso proprio a causa della corruzione 870 milioni di dollari. Il nuovo presidente ha abolito le tasse scolastiche nelle scuole elementari, compiendo subito una delle promesse della campagna elettorale. Caduta la barriera economica per l'accesso all'istruzione, si è verificato il sovraffollamento nelle classi, un problema nuovo che è stato risolto garantendo agli esclusi una preiscrizione per l'anno successivo.

 

Costituzione

Il Kenya è una Repubblica presidenziale.

Attuale Presidente dello Stato è Emilio Mwai Kibaki, per dieci anni vicepresidente del governo Moi.

Il sistema di governo prevede un Presidente, che detiene il potere esecutivo e che dura in carica 5 anni, e un'assemblea legislativa formata da 210 membri, dal procuratore capo, dal presidente del parlamento e da 12 membri nominati dai principali partiti presenti in parlamento in proporzione al numero di seggi ottenuti alle elezioni.
Ufficialmente il Kenya è uno stato pluripartitico, ma l'ex partito di governo, il Kanu (guidato fino a poco tempo fa da Daniel Arap Moi), ha più volte intimato ai partiti di opposizione di non interferire nella politica se non nel periodo elettorale.

 

Nel 2004 è stata completata la tanto attesa bozza di Costituzione, ma disaccordi  tra le varie correnti in parlamento ne impediscono il varo. La riforma costituzionale prevede infatti l'introduzione della figura di un primo ministro forte capace di togliere potere ed influenza al presidente.

 

Situazione politica

Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come vicepresidente) e dopo un ennesimo tentativo di preparare una nuova costituzione ad hoc prima delle elezioni di fine 2002, Arap Moi indicò quale suo successore Uhuru Kenyatta (figlio dell'ex presidente Kenyatta), uomo d'affari senza grande esperienza politica, da poco incaricato di reggere il ministero dei governi locali. Ma il 30 dicembre 2002 centinaia di migliaia di persone assistettero alla cerimonia del giuramento del nuovo presidente Mwai Kibaki, per dieci anni vicepresidente del governo Moi.

Tra le principali accuse che vengono rivolte a Kibaki, la corruzione che continua a tutti i livelli anche se apparentemente più contenuta rispetto al passato, la politica clientelare e la criminalità mentre, tra i suoi successi, egli annovera una buona crescita economica senza dimenticare però che l'economia del Paese continua a rimanere nelle mani di una ristretta cerchia di persone legate al governo.

 

A seguito delle ultime elezioni presidenziali, lo sconfitto Odinga (del partito Orange Democratic Movement, la cui base è costituita dall'etnia Luo) ha accusato il presidente Kibaki (di etnia Kikuyu) di brogli elettorali. Ai pesanti disordini che ne sono derivati ha cercato di porre fine l'intervento mediatore di Kofi Annan il quale è riuscito a far sottoscrivere ai due contendenti un accordo per un governo di coalizione. Secondo tale accordo il primo ministro sarà espressione della maggioranza dell'Odm di Odinga: banco di prova sarà la spartizione delle cariche ministeriali.

 

Economia

Dall'inizio degli anni '90 il governo keniota ha avviato una seria politica di riforme e di liberalizzazione economiche; tra le misure approntate, la rimozione delle licenze di importazione, del controllo sui prezzi, del controllo sugli scambi con l'estero, l'attuazione di politiche molto restrittive su fisco e moneta e la riduzione del peso del settore pubblico attraverso una politica di privatizzazione di imprese statali e ridimensionamento dei servizi civili.

Le riforme, supportate da Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e diversi paesi donatori, hanno consentito al Kenya di registrare un miglioramento delle sue performance economiche, soprattutto dopo le difficoltà vissute dal Paese nei primi anni '90.
A partire dal 1997 la crescita del Paese ha avuto comunque un notevole rallentamento anche a causa delle numerose violenze politiche che hanno danneggiato l'industria turistica.

A peggiorare ulteriormente la situazione sono intervenute, tra il 1997 e il 1998 (in coincidenza con l'esplosione del fenomeno meteorologico del Nino), precipitazioni piovose torrenziali che hanno disastrato raccolti e rovinato molte infrastrutture.

Attualmente (2008), la crisi politica ha potato con sè anche una grossa crisi economica. Con i disordini post-elettorali cibo e carburante hanno cominciato a scarseggiare, i piccoli commercianiti chiudono le loro attività e nei campi nessuno si azzarda a lavorare per paura di essere ucciso mentre lo scellino kenyano sta perdendo sempre più valore sui mercati internazionali.


Gli istituti internazionali considerano che, nel lungo termine, ostacoli allo sviluppo economico del Kenya arriveranno da scadenti riserve energetiche, dalla persistente e preminente presenza dello Stato nei settori chiave dell'economia, da una corruzione dilagante e dall'eccessivo tasso di crescita della popolazione.

In agricoltura (tè, caffè, mais, grano, canna da zucchero, frutta, vegetali) è tuttora impegnato il 70% della forza lavoro e, senza gli aiuti internazionali, si assisterebbe a un'ulteriore diminuzione del reddito pro capite con conseguente peggioramento delle condizioni di vita di gran parte della popolazione.

 

Festival e tradizioni

L'evento più spettacolare dell'anno viene organizzato da madre natura e, in particolare,dalle mandrie di animali selvatici.

Tra luglio e agosto, milioni e milioni di antilopi si spostano in massa dal Serengeti alla ricerca di pascoli più verdi per poi dirigersi nuovamente verso sud intorno al mese di ottobre. Il luogo migliore per osservare il fenomeno è il parco di Masai Mara.

 

Le vere e proprie festività nazionali del Kenya sono il Kenyatta Day (20 ottobre) e l'Independence Day (12 dicembre).




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