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Guida Libia (1 voto)

Autori: www.iMondonauti.it

Foto: Flavia Daneo

Aggiornamenti di: Federica Lipari
ultimo aggiornamento: 14/5/2010


                        © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Magia del Sahara

Esclusa per anni dai circuiti turistici, la Libia offre al viaggiatore curioso un paese "vergine", ricco di attrattive archeologiche e di paesaggi incontaminati. Gli amanti del deserto potranno percorrere una delle regioni più affascinanti del Sahara che conserva le memorie di un passato remoto ricco di suggestioni: migliaia di pitture costituiscono una dei più grandi musei a cielo aperto del mondo mentre tutt'intorno rocce erose dal tempo ed enormi dune di sabbia dorata ci avvolgono nel caldo abbraccio dell'Africa.




Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico Necessario
Passaporto Necessario con validità di almeno 6 mesi dalla data di uscita
Vaccino Febbre Gialla Necessaria se si proviene da Paesi infetti
Profilassi Antimalarica Non necessaria
Vaccino Epatite A Consigliato
Vaccino Epatite B Consigliato
Vaccino Antitifico Non necessario
 

Quando andare


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Cielo terso e colori saturi incantano ogni viaggiatore

I mesi invernali sono i migliori per compiere un viaggio nel deserto: la temperatura è accettabile durante il giorno anche se la notte scende notevolmente, il cielo è terso. Da metà marzo a metà giugno e da metà settembre a metà dicembre l'aria è meno tersa ma la visita delle zone costiere è senz'altro più piacevole. Nel Sahara, nei mesi primaverili (marzo-aprile), soffia il ghibli che può essere veramente insopportabile. Raramente però una tempesta di sabbia dura più di un giorno e la cosa migliore da fare in questo caso è rifugiarsi in macchina sia per mangiare che per dormire, aspettando che passi.

 

Ora

Il Libia vi è 1 ora in più rispetto all'Italia (quando in Italia sonole 12 in Libia sono le 13), nessuna quando in Italia è in vigore l'ora legale.

 

Burocrazia e visti

Una premessa è d'obbligo: la Libia sta costruendo giorno dopo giorno la propria politica turistica e quindi le regole burocratiche possono cambiare, senza preavviso, da un giorno all'altro.

 

Per entrare in Libia occorre il passaporto valido per un periodo non inferiore a sei mesi dalla data di uscita dal Paese e privo del visto israeliano. 

A partire dall’11 novembre 2007 i cittadini stranieri in entrata ed in uscita dal Paese sono tenuti ad esibire, attraverso un apposito timbro, la traduzione in lingua araba dei dati anagrafici risultanti dal passaporto all'interno dello stesso libretto. Le Questure in possesso del necessario timbro bilingue sono quelle di Roma, Milano, Palermo, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Torino e Venezia. Il passaporto così predisposto deve essere presentato al momento della richiesta di visto d'ingresso presso l'Ambasciata libica a Roma (Ufficio Popolare della Jamahiria Araba Libica Popolare Socialista).

I cittadini stranieri sprovvisti di tale traduzione sul passaporto non saranno ammessi  nel Paese anche se in possesso del regolare visto d' ingresso. 

 

Il costo del visto è di 60 euro e si ottiene in 15-20 gg. riempiendo un apposito formulario e allegandovi due fotografie e il passaporto; la domanda va inoltrata al Consolato di Libia di Milano, Roma o Palermo unitamente ad un invito di un'agenzia turistica libica (vengono ritenute agenzie valide solo quelle ufficialmente registrate; non è quindi più valida la possibilità di farsi rilasciare la lettera d'invito da un qualsiasi cittadino libico).

Al momento del ritiro del visto verificate con attenzione che compaiano le coordinate dell'autorizzazione concessa dalle Autorità centrali dei Servizi di Immigrazione alla Rappresentanza Diplomatica che ha rilasciato il visto.

E' possibile ottenere il visto turistico anche al momento dell'arrivo all'aeroporto di Tripoli, ma si deve essere un gruppo di almeno 4 persone e avere l'appoggio di un'agenzia locale.

Il visto è valido 45 gg. dalla data del rilascio; se si intende prolungarlo bisogna rivolgersi al jawwazat (ufficio permessi) di Tripoli allegandovi 2 foto.

 

Talvolta viene richiesto, per la concessione del visto, un certificato comprovante la sieronegatività al virus dell'AIDS (soprattutto ai lavoratori stranieri e ai visitatori a lunga permanenza).

 

Ultimamente è richiesto che compaia sul passaporto anche il nome dell'agenzia garante: in sua mancanza può darsi non succeda nulla, ma per legge si dovrebbe essere espulsi dal Paese.

 

Inoltre, dall'8 gennaio 2008 ogni visitatore straniero deve dimostrare di possedere 1000 usd o 650 euro in contanti al momento della sua entrata in Libia, in mancanza dei quali dovrebbe essere impedito l'ingresso nel Paese. Questo vale anche se si viaggia con gruppo organizzato all inclusive. Bontà loro non si è obbligati a spendere questa cifra durante il soggiorno!

 


Pratiche di frontiera per chi arriva/esce dalla Libia con mezzo proprio


All'ingresso in frontiera occorre compilare il solito formulario in arabo per timbrare il passaporto (sportello nel boureau della polizia).

Poi, prima di tutto, dovete recarvi allo sportello della banca, un piccolo container situato nel parcheggio proprio di fronte al grande portale di accesso all'hangar. Qui dovete cambiare 55 dollari americani in dinari e farvi rilasciare la ricevuta.

Dopodiché vi dovete recare al palazzo giallo che sorge circa 200 metri oltre il grande hangar, sulla destra, subito oltre la sbarra di uscita dal posto di frontiera. Chiaramente dovete andarci a piedi e lasciare l'auto nel grande parcheggio. Lì, compilato un altro formulario in arabo (hanno le copie con le varie righe tradotte in inglese/francese/italiano etc.), riceverete il Carnet de passage, che dovrete pagare con 50 euro.

Subito dietro il palazzo del Carnet, tenendo il controviale che costeggia la strada che torna all'hangar, trovate un piccolo portico con l'ufficio dell' assicurazione, dove dovrete consegnare il passaporto timbrato e i dinari cambiati in banca con la relativa ricevuta. Riceverete in cambio una serie di documenti che sono l'Assicurazione Libica. Fatto ciò dovete entrare nell'hangar, recarvi al piccolo sportello che si apre nel muro a sinistra dell'ufficio della polizia, consegnare i fogli del carnet e dell'assicurazione che vi verranno restituiti debitamente timbrati e compilati insieme alle targhe libiche.

 

Attenzione: pare che l'assicurazione rilasciata alla frontiera non sia come la nostra Rc auto.

Ho avuto un sinistro con un mercedes di un libico a Gadamesh, con mio pieno torto: ebbene, nonostante la mia buona volontà e la presenza della polizia la mia assicurazione libica non prevedeva alcun rimborso per il malcapitato da me urtato. Il problema nel mio caso è stato facilmente risolvibile, dato la piccola entità del danno: con i dollari avrei accomodato la cosa, se il tizio in questione li avesse accettati (se n'è andato senza volere neanche un soldo!).

La mia preoccupazione è per un incidente grave, magari con feriti se non peggio, e con torto nostro: l'assicurazione obbligatoria che paghiamo in frontiera non copre un bel niente! Quindi guidate sempre con gli occhi bene aperti.

So che la Fondiaria stipula una polizza assicurativa sulle persone fisiche valida in Libia, e l'Elvia copre anche i mezzi e le spese legali etc. Fatevi una di queste assicurazioni!)


Ma non è finita. Saliti in auto ed oltrepassata la prima sbarra verso Tripoli dovete fermarvi nel piazzale di fronte al palazzo del Carnet, quello giallo, e farvi registrare dalla Polizia.
Anche se avete il visto, la lettera d'invito e tutto il resto, non vi permetteranno di entrare in territorio libico se ad attendervi in frontiera non c'è un agente d'Agenzia Viaggi o Tour Operator locali. Acoordatevi pertanto in tal senso fin dal momento della vostra partenza dall'Italia.


Per quanto riguarda il ritorno verso la Tunisia, preparate una lista con i nomi degli occupanti le varie auto, indicando oltre ai numeri di passaporto anche la targa dell'auto ed il conducente. Possibilmente procuratevi una traduzione in arabo della lista suddetta. Anche una copia della lettera d' invito va bene, se aggiungete targhe ed evidenziate i conducenti: contiene già i nomi e gli altri dati in lingua araba.

Quando arrivate alla sbarra adiacente al Palazzo dei carnet, parcheggiate e andate all'interno del palazzo a far vidimare il carnet. Poi, con l'auto, oltrepassate la sbarra ed incolonnatevi verso uno dei gabbiotti della polizia. Staccate le targhe e consegnatele, insieme ai documenti allegati; consegnate anche la lista contenente i dati di ogni auto con relativo conducente e tutti i passaporti che vi verranno restituiti col timbro d'uscita e con 50 dinari libici per ogni auto, restituzione in valuta locale del Carnet. Fatto ciò entrate nell'hangar, dove vi verrà controllato il bagaglio.

Se avrete l'assistenza di un agente d'Agenzia Libica questa parte vi verrà risparmiata.

(ATTENZIONE IN TUNISIA: all'entrata dalla Libia ora va di moda controllare meticolosamente il bagaglio. Questo accade solamente in caso di alterchi col personale di dogana: mostratevi quindi sempre tranquilli, cordiali e, soprattutto, pazienti!).

 

Agenzie garanti e accompagnatori

L'ingresso in Libia con un automezzo di proprietà è vincolato ad una serie di limitazioni ultimamente applicate molto rigorosamente, prima tra tutte l'obbligo di essere accompagnati per tutta la durata della permanenza in Libia da un agente della compagnia che ha rilasciato l'invito per ottenere il visto.

Circa l'Agenzia di cui sopra vengono ritenute Compagnie valide solo quelle ufficialmente registrate, ed è quindi acqua passata la possibilità di farsi rilasciare la lettera d'invito da un qualsiasi cittadino della Jamahyria. L'elenco delle Agenzie o T.O. ufficiali comprende circa un centinaio di nomi. Molte sono quelle non registrate i cui servizi non vengono riconosciuti dal governo.

Ultimamente è richiesto che compaia sul Passaporto anche il nome dell'Agenzia garante: in caso di controllo ad un blocco, in mancanza dell'agente accompagnatore può anche darsi che nessuno batta ciglio (l'Africa è proverbiale per la sua mancanza di regole precise), ma per legge invece si dovrebbe essere immediatamente riaccompagnati alla Frontiera ed espulsi. Non solo: l'Agenzia rilasciante l'invito per legge verrebbe privata della licenza di operare con il Turismo.

 

Timbro di registrazione

 

Una volta entrati in Libia occorre farsi registrare dalla polizia turistica entro 7 gg. e non si può espletare tale formalità in frontiera.

Il timbro di registrazione costa 12 dinari libici a persona, di cui 5 per la marca da bollo da applicare al passaporto. E' possibile che vi richiedano una fototessera: portatene sempre dietro almeno 3 per persona.

La registrazione è vidimata con l'applicazione del timbro apposito sul passaporto. Tale formalità è in genere assolta dalla vostra Agenzia libica o dal personale dell'hotel in cui alloggiate.

 

Per permanenze superiori alla settimana è necessario richiedere il relativo timbro rettangolare (costo 10 euro).

 



 

Vaccinazioni

Per entrare in Libia non è obbligatoria alcuna vaccinazione.

E'richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla solo per i viaggiatori provenienti da zone infette.

Sono consigliate le vaccinazioni antitifica e quelle contro l'epatite A e B.

Il rischio malarico, molto limitato, esiste da febbraio a fine agosto in due piccoli focolai a sud ovest del Paese; non si ritiene necessaria alcuna profilassi.

 

Da mettere in valigia

Abiti in cotone, una maglia pesante e una giacca a vento per la sera nei mesi invernali, prodotti per l'igiene personale (sapone, shampoo, dentifricio, carta igienica sono difficili da reperire), cappello e occhiali da sole.

Se decidete di visitare il deserto, eventuale tenda con picchetti da sabbia, sacco a pelo, abbigliamento pesante per la notte (calzamaglia, una tuta, berretto di lana), scarpe robuste e sandali, borraccia, farmacia da viaggio (oltre ai medicinalidi base, collirio, pastiglie per depurare l'acqua, pastiglie di destrosio e di sale, crema idratante e contro le scottature), scatolame, torcia elettrica e pile di ricambio, coltellino multiuso, sacco di plastica antisabbia per la macchina fotografica. Si consiglia di usare uno zaino o un borsone morbido, le valigie rigide sono del tutto inadatte. Portate almeno 3 fototessera soprattutto se viaggiate in maniera indipendente: possono rivelarsi utilissime nel caso dobbiate richiedere permessi vari.

 

Elettricità

La corrente è a 220 volt quasi ovunque e vengono usate prese rotonde o quadrate a doppio o triplo ingresso. La presenza talvolta di prese ditipo americano consigliano di portare con sè un adattatore.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Libia) abbiamo un voltaggio di 127 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Britannica vecchio tipo a 3 poli
 
 

Indirizzi utili

 
  Burocrazia e Visti 
Ambasciata d'Italia Shara Wahran 1, Tripoli
tel: 21 3334131/2/3, fax: 21 3331673
tel 2: 3333447, tel 3: 3331192/3
numero di cellulare: 091 3201848 (solo in caso di emergenza)
posta elettronica: ambasciata.tripoli@esteri.it
sito web: www.ambitalia-libia.org
Ambasciata di Libia Via Nomentana 365, Roma
tel: 06-86320951, fax: 06-86205473
Consolato di Libia Via Baracchini 7, Milano
tel: 02-86464285, fax: 02-874504
Consolato di Libia Via della Libertà 161, Palermo
tel: 091-343930
Consolato generale italiano Sciara Uahran 1, Tripoli
tel: 00218-(0)21-3333630, fax: 00218-(0)21-3330365
tel 2: 00218- (0)21-3330742, tel 3: 00218-(0)21-3337916
numero di cellulare: 091 3200648 (solo per emergenze)
posta elettronica: italconstrip@esteri.it
 
  Turismo e Cultura 
Automobile and Touring Club of Lybia Sayedy Street, Tripoli
tel: 21-3605986, fax: 3605866
Istituto italiano di cultura Maidan Shohda Al Karamin Dahara, Tripoli
tel: 21-3331604
sito web: www.iicly.8m.com
Tourism Investment & promotion board INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Tripoli
tel: 21-3341088, fax: 21-4445545
sito web: www.visitlybia.com
 
  Sanità e Sicurezza 
Al Afia Clinic Gasser Ben Geshier, Tripoli
tel: 22 33051
Libyan Swiss Clinic Jraba Street, Ben Ashour Area, Tripoli
tel: 021 3619693
tel 2: 091 3205816.
Ospedale centrale INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Tripoli
tel: 021 4623921
tel 2: 021 3608361, tel 3: 021 3608370
Polizia Piazza verde, Tripoli
 
 
 

Quanto stare

Se si decide di visitare le colonie greche della Cirenaica, Tripoli, Sabratha e Leptis Magna in Tripolitania 8 gg. sono sufficienti; possono diventare 10 con l'escursione a Ghadames, oasi nel deserto libico e centro di cultura berbera. Lungo le piste del deserto libico sono possibili diversi itinerari che richiedono da un minimo di 5 gg. fino a 15 gg. e più a seconda della difficoltà e della lunghezza del percorso.

4-5 gg. sono necessari per vedere la zona del Tadrart Akakus, 7-8 gg. se si intende visitare anche la regione delle incisioni rupestri del Mathendush.

 

Come arrivare

Cessato l'embargo, è possibile raggiungere direttamente la Libia con voli di linea della Libyan Arab Airlines (Roma, tel. 0665956570; Shara Haiti, P.O. Box 2555, Tripoli, tel. 21-20333, 20193) che collega Roma con Tripoli il lunedì, mercoledì e venerdì. Bisettimanalmente è possibile volare da Roma e da Milano a Tripoli con Alitalia (www.alitalia.it). Altri voli sono offerti da Lufthansa (via Francoforte) e Austrian Airlines (via Vienna), Swiss (via Zurigo), Air Malta (via Malta). Voli Alitalia anche per Bengasi da Roma (una volta la settimana).

(ATTENZIONE: riconfermate sempre per tempo il volo di rientro in Italia per evitare probemi di overbooking). 

Più convenienti le tariffe aeree per Tunisi o Djerba, plurisettimanali sia con Alitalia che con Tunis Air (www.tunisair.com); dalla Tunisia è poi necessario proseguire via terra raggiungendo la frontiera di Ras al-Jedir in taxi; da Djerba a Tripoli si impiegano circa 8 ore di viaggio.


E' possibile raggiungere Tripoli o Bengasi anche partendo dall'Egitto (Alessandria o Il Cairo) e viaggiando in autobus o in taxi collettivi.

Non vi sono servizi di traghetti diretti Italia-Libia; vi sono servizi di traghetto alquanto irregolari con partenze da Malta, Marocco o Egitto. In particolare è possibile partire da Catania o Reggio Calabria per La Valletta (Malta) e da qui proseguire per Tripoli (Sea Malta, www.seamalta.com.mt).



 

Tasse di ingresso-imbarco

Il timbro di registrazione per i turisti che va apposto entro 7 gg. dall'ingresso in Libia (non si può richiedere alla frontiera) costa 12 DL a persona.

 

Il costo complessivo per entrare in Libia via terra con la propria auto è di 105 USD; all'uscita vi verranno restituiti 50 DL (vedi Burocrazia e visti).

Non vi sono da pagare tasse di uscita dal Paese.

Per chi viaggi con mezzi propri

Ai posti di blocco è possibile che vi venga richiesto il pagamento di una tassa governativa.

Se ve la richiedessero (ma non ci sono regole in merito), sappiate che la richiesta vi viene fatta mostrandovi un foglio scritto in inglese, con classico timbro in inchiostro verde, che spiega il motivo del balzello.

Fatevi rilasciare la ricevuta (un foglio prestampato giallo) ed assicuratevi che porti registrato il numero di targa. Se non l'avete al prossimo blocco ve la potrebbero fare pagare nuovamente!

 

 
 

Cosa vedere e cosa fare


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Akakus: immensità sahariane

Tripoli è il punto di partenza per la visita del Paese; da non perdere l'interessante Museo che consente un primo approccio con la storia della Libia e una passeggiata attraverso la città vecchia e il souk fino all'Arco di Marco Aurelio.

Da Tripoli a Leptis Magna, in origine emporio fenicio e poi ricca città romana di cui restano grandiose rovine, l'Arco di Settimio Severo che qui nacque, le Terme,il Foro imperiale, il Teatro.

Oltre Misurata e Bengasi Qsar Lybia la cui solitaria basilica bizantina aveva un pavimento musivo con l'unica rappresentazione del Faro di Alessandria, e poi Apollonia e Cyrene ricca di grandiose testimonianze greche. Da qui una nuova strada panoramica scende fino a Tolemaide ai cui piedi si stendono le più belle spiagge della Libia.

Tornati a Tripoli si può fare tappa a Sabratha, città romana il cui splendido Anfiteatro rivela un periodo di grande potenza e poi iniziare la discesa verso Nalut, antico villaggio berbero, e Ghadames, città dichiarata patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, posta all'incrocio di antiche strade e piste carovaniere.

Ancora più a sud, in direzione di Ghat, per entrare nel parco naturale dell'Akakus (obbligatoria una guida con regolare permesso). Nell'angusto canyon dell'oued Techouinet si scoprono antichissime pitture e graffiti rupestri poi, traversando l'erg Uan Kasa, si raggiungono le dune rosate dell'erg di Murzuq. Da qui in avanti è tutta una scoperta: centinaia di graffiti rupestri raccontano di antichi popoli e di un mondo oggi completamente scomparso.

Risalendo si raggiunge la valle dell'Ajal e la strada che porta aduna serie di laghi (Mahfan, Umm-el ma, Gabr'aoum) una volta abitati dai Daudà, popolazione paleonegritica. Da Guerma che altro non era che l'antica Garama, capitale dei misteriosi Garamanti che dominarono vaste zone del Sahara per più di un millennio, la risalita verso il nord e verso Tripoli è ormai quasi completata.



 

Come spostarsi

 
 
 

Voli interni

Le principali città della Libia sono collegate da voli interni plurigiornalieri e plurisettimanali offerti dalle linee aeree libiche (Libyan Arab Airlines, tel. 21/606551-52; Roma, 0665956014), voli che possono essere ritardati o annullati senza preavviso.

Le tariffe sono ragionevoli.

 

Mezzi pubblici

Da Tripoli e Bengasi partono pullman per tutte le destinazioni almeno 1 volta al giorno; le tariffe sono convenienti ma spesso i pullman sono affollati e obsoleti.


Una buona alternativa può essere costituita dai taxi collettivi: il percorso Tripoli-Sabratha, per es., costa circa 15 dinari.

 

Mezzi a noleggio

Il noleggio di un'auto è possibile presso le agenzie che si trovano solo a Tripoli e a Bengasi: i prezzi sono molto alti e, per contro, la manutenzione assai carente (bisogna considerare circa 80-100 dinari al giorno + una cifra fissa ogni km + una cauzione di 200-300 dinari).


Per affrontare il deserto conviene noleggiare un fuoristrada: una 4x4 costa circa 100-160 euro al giorno per persona (a seconda che sia o meno comprensiva di guida, pasti ed eventuali permessi). Per alcuni itinerari è obbligatorio avere una guida, per altri no; di fatto, se avete con voi una guida locale nessun posto di blocco vi impedirà di passare.

Per visitare la zona dell'Akakus e del Mathedush una guida vi verrà a costare circa 120 DL al giorno, 200 DL in caso di gruppo numeroso di veicoli.

 

 

Altri mezzi

La rete stradale è ottima ma indicazioni stradali, limiti di velocità, informazioni turistiche e commerciali sono esclusivamente in arabo.

 

Se si viaggia su auto propria, nell'area doganale bisogna stipulare la locale assicurazione, richiedere il Carnet de Passage dell'Automobil Club libico e la targa provvisoria previo pagamento di una cauzione (vedi Burocrazia e visti).

 

Regole locali per la circolazione

Il trittico di ingresso (targa, assicurazione e carnet de passage) costa 105 USD per auto, in parte restituiti in dinari al momento dell'uscita (50 per auto).

 

Una circolare del Ministero del Turismo Libico vieta l'utilizzo di piste desertiche per raggiungere due città o paesi collegati da strada bitumata. In teoria questo vieterebbe l'attraversamento di qualsiasi area desertica in fuoristrada, ma questa legge non viene applicata se si è accompagnati da un'Agenzia locale.

Il viaggiatore solitario viene solitamente riaccompagnato alla strada asfaltata più vicina se incappa in una pattuglia.

Molte volte tali regole non vengono applicate, ma gli ultimi fatti di vandalismo avvenuti a danno dei siti archeologici e naturalistici nel sud ovest libico hanno portato gli addetti al controllo ad una maggiore severità.

Già da un decennio alcune aree del sud sono sottoposte all'obbligo di accompagnamento: l'Akakus, il Namous, la stessa pista Gadamesh-Ghat o Awaynat.

 

Permessi di circolazione nelle aree desertiche

Non c'è una regolamentazione precisa: alcuni itinerari prevedono l'obbligo della guida, altri no, ma anche i cosiddetti obbligatori a volte si possono percorrere senza guida locale e nessuno fa storie, altre volte le piste solitamente ritenute libere invece possono venire precluse al traffico turistico da un posto di blocco messo su in un attimo.

Il permesso di circolazione è un documento che di solito viene affidato alla guida dal T.O. locale presso cui l'ingaggiate.
Sappiate che con una guida al seguito nessun posto di blocco vi impedirà di passare: questo per una politica turistica sempre più attenta a richiedere denaro.
Il permesso a circolare nelle aree desertiche è in lingua araba e riporta annotati i nomi ed i numeri di passaporto di ogni membro del gruppo nonché le date di imbocco e presunta uscita dalla pista in oggetto; tutto ciò anche per una forma di sicurezza.

 

Le Agenzie locali possono fornire l'accoglienza in frontiera ed il disbrigo di tutte le formalità, e garantire un accesso certo a tutti gli automezzi che richiedano i loro servizi, fermo restando il fatto che resta imperativa la presenza di un loro Agente per tutta la durata del viaggio, sia su asfalto che in off road.

Dal 2000 il governo impone la presenza di un militare armato al seguito, a salvaguardia della sicurezza dei turisti, a causa dell'aumento degli episodi di brigantaggio in alcune zone desertiche.

 

I costi vivi di un raid così organizzato si aggirano sui 140-190 euro al giorno per un'auto con guida-autista-militare che faccia strada ai vostri veicoli.

Detta cifra non varia per gruppi composti da un massimo di 6 auto. Oltre le 6 auto viene imposta una seconda vettura di accompagnamento, anche se la regola non viene quasi mai seguita.

Nel calcolo dei giorni di servizio vengono calcolati solitamente due giorni in più rispetto agli effettivi, che coprono i giorni di avvicinamento delle guide ai luoghi di ritrovo prestabiliti ed il tempo per il ritorno alle loro città al termine del raid.

Alcune Agenzie organizzano anche tours per viaggiatori non automuniti, con servizio comprendente l'accoglienza in aeroporto a Tripoli e trasporto con 4x4 locali in circuiti sia desertici che archeologici di durata variabile dai 10 ai 20 giorni effettivi a costi che si aggirano sui 100-120 dollari al giorno per persona, comprensivi di pasti serali.

 

Attualmente non è permesso l'ingresso a turisti solitari in motocicletta mentre non vi è alcun problema per gruppi di motociclisti con auto al seguito.

 



 

 

Patente

E' sufficiente la patente di guida italiana con la traduzione in arabo dei dati contenuti.

 

Carburante

Il costo della benzina è irrisorio: 10 litri di benzina costano 1,5 dinari, poco meno di 1 euro.

Le stazioni di rifornimento si trovano in tutte le città e restano aperte ininterrottamente.



 

Dormire


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Risveglio tra le dune

Gli alberghi tendono a raggrupparsi in due opposte categorie: quelli di lusso e quelli molto economici (max 220 DL in quelli governativi, min 8 DL, doppia media 30-60 DL con prima colazione); in entrambi il servizio e la manutenzione sono alquanto discutibili se non inesistenti. Da tenere presente che i migliori alberghi sono sempre a rischio di requisizione da parte del governo libico per ospitare eventuali delegazioni in visita ufficiale.

Numerosi gli ostelli della gioventù, semplici ma abbastanza ben tenuti, che spesso costituiscono l'unica possibilità di alloggio in zone più fuori mano (costo 5-6 dinari a notte; Associazione italiana Alberghi per la gioventù, via Cavour 44, Roma, tel. 06-4871152 oppure info all'Ostello centrale di Tripoli, Sharia Amr ibn al-As, tel.21-45171).

Il campeggio libero è possibile praticamente ovunque anche se è sempre consigliabile chiedere prima il permesso. Se volete dormire nel deserto, a meno che non pernottiate in un campo tendato attrezzato, dovrete portare con voi tenda da campeggio, sacco a pelo, materassino e il minimo indispensabile per la toletta. Ricordate che nel deserto la notte può fare molto freddo, quindi attrezzatevi di conseguenza. Di certo, il risveglio tra le dune vi ricompenserà di ogni disagio e non rimpiangerete certamente un qualsiasi, anonimo, hotel a 5 stelle.



 

Mangiare


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Tè nel deserto

La cucina libica è decisamente semplice: minestre (chorba) a base di carne e verdure, couscous, riso, pollo o montone serviti con verdure bollite o insalata. Lungo la costa è possibile mangiare buon pesce. Come bevande, spremute di frutta o acqua minerale mentre gli alcolici sono proibiti (esiste una birra senza alcol). Il numero dei ristoranti è in continua crescita, sono economici e di buona qualità soprattutto nelle città più turistiche (pasto medio 8-15 DL); è sempre possibile mangiare qualcosa nei piccoli caffè che servono bibite e spuntini a prezzi veramente economici.

A Tripoli i ristoranti chiudono tra le 22 e le 22.30 ed è quindi buona norma non arrivare dopo le 20.30; più tardi è possibile trovare aperto solo qualche fast food. Nelle località minori è necessario affidarsi al proprio fiuto non potendo contare su uno standard qualitativo costante.

Durante le escursioni nel deserto è necessario essere autosufficienti dal punto di vista alimentare; le principali organizzazioni turistiche affiancano agli autisti dei cuochi in grado di preparare una cucina semplice e appetitosa. Nel sud-est, nei negozi si trovano bibite e alimenti in scatola di importazione mentre nei mercati è possibile acquistare sia frutta che verdura. Il pane è sempre ottimo, costa pochissimo e, se conservato correttamente, può durare anche una settimana.

 

Posta e telefono

L'ufficio postale centrale di Tripoli si trova in Maidan al-Jazayir, vicino all'antica cattedrale. Spedire una lettera in Europa costa 350 dh ma spesso i ritardi di consegna sono molto forti. Nelle città principali esiste un servizio di fermoposta

Il codice telefonico internazionale per la Libia è 00218 seguito dal prefisso della località senza lo zero e dal numero dell'abbonato. Per telefonare in Italia dalla Libia comporre lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato. Non si può telefonare dalle cabine pubbliche, è necessario sempre chiamare tramite operatore: basta dargli un bigliettino con scritto il numero che volete chiamare e attendere la linea.

E' possibile che venga richiesto un documento di identità. E' bene armarsi di pazienza perché avere la linea può essere una vera impresa; in particolare, è difficile telefonare dal sud-est del Paese e, in occasione di forte vento o di tempeste di sabbia, è praticamente impossibile riuscire a comunicare.

I telefoni cellulari GSM sono operativi solo nella zona di Tripoli e delle maggiori città.

 

Moneta e carte di credito

La moneta della Libia è il dinaro libico (DL).

Sebbene negli anni passati il cambio al mercato nero fosse molto più conveniente di quello ufficiale attualmente le cose non stanno più così. Conviene pertanto portare con sè gli euro, facilmente convertibili presso le banche (aperte dal sabato al giovedì con orario 8-14) e spendibili direttamente anche nei negozi più frequentati dai turisti. Alcuni commercianti si rifiutano perfino di accettare dollari americani in quanto il cambio è molto sfavorevole.
Le carte di credito internazionali sono utilizzabili solo negli hotel principali presso i quali si può anche cambiare quando le banche sono chiuse.

 

Cambio attuale:

1 Euro = 1,62 Dinaro Libico
1 USD = 1,28 Dinaro Libico

dati aggiornati al 23/08/10

 

Sanità

E' necessaria particolare cura igienica durante tutta la permanenza: depurare l'acqua o bere acqua imbottigliata al fine di evitare spiacevoli diarree, non mangiare verdura cruda, sbucciare la frutta.

Le strutture ospedaliere locali sono spesso molto distanti dagli standard occidentali e mancano le ambulanze; per le situazioni meno gravi sono affidabili i medici locali. A seguito della recente sospensione dell'embargo aereo risulta più semplice un'eventuale evacuazione medica per la quale resta comunque indispensabile la stipula di una buona assicurazione medica privata.

I medicinali non sono facilmente reperibili e quindi, se avete bisogno di qualche medicina particolare portatevene una buona scorta.

 

Sicurezza

Tripoli può considerarsi abbastanza tranquilla anche se sono stati segnalati casi di furto e violenza.

Anche se raramente, è possibile imbattersi in sentimenti di ostilità nei confronti degli italiani, ex colonizzatori.

 

Va adottata molta prudenza nelle zone al confine con l'Egitto e, ancor di più, con l'Algeria.
Le città di Ghadames e Ghat sono sicure, ma le aree desertiche circostanti sono considerate a rischio. 
Assolutamente sconsigliati
i viaggi nelle zone al confine con Niger, Ciad e Sudan.
Si raccomanda quindi di fare molta attenzione, negli itinerari desertici, a non attraversare la frontiera con i Paesi limitrofi.

Sono in aumento le aggressioni agli stranieri nonché i furti di auto per cui è prudente viaggiare in gruppo ed evitare di sostare o campeggiare in luoghi isolati. Per questo motivo il governo libico attualmente impone la presenza di un poliziotto turistico al seguito.

 

E' vietato introdurre materiale pornografico; a questo proposito fare attenzione perché spesso vengono considerati tali anche i nostri settimanali con donne nude o servizi di biancheria intima.

Il possesso e l'uso di droghe e di alcolici nonché critiche al sistema politico e religioso vigente sono punite con pene detentive severe; la polizia solitamente non avverte le rappresentanze diplomatiche dell'arresto di stranieri.

 

Comportamenti

La Libia è un paese musulmano e quindi è bene prestare attenzione all'abbigliamento (evitare vestiti scollati e succinti per le donne, gli uomini farebbero meglio ad indossare pantaloni lunghi e ad evitare le canottiere): questo vale anche se ci si trova in pieno deserto dove è sempre possibile un incontro con gente locale o con militari che svolgono funzioni di controllo.

 

Le manifestazioni di affetto tra uomini e donne, anche sposati, sono disapprovate.

 

Durante il Ramadan è bene non mangiare, bere e fumare in pubblico durante le ore diurne.

Ricordate inoltre che non si mangia, non ci si serve nè si saluta con la mano sinistra.

 

Chiedete sempre il permesso prima di fotografare qualcuno,soprattutto le donne, e non fotografate potenziali obiettivi strategici.

 

 

Nel deserto libico è importante sapere che esiste una norma di comportamento fondamentale: chi nota delle persone o un automezzo qualsiasi è obbligato a dirigersi verso di loro anche in assenza di qualsiasi tipo di segnale. Attenetevi quindi a questa norma e non cercate di eluderla perchè un tale comportamento potrebbe essere male interpretato soprattutto nel caso in cui il veicolo incrociato risultasse appartenere a qualche pattuglia in giro per controlli.

Il deserto è un luogo meraviglioso e tale deve restare: evitate quindi di inquinarlo con i resti dei vostri bivacchi. Fate una buca profonda e gettate i vostri rifiuti, bruciateli e ricoprite il tutto.

 

Viaggiare con bambini

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Viaggiatori disabili

Pochissimi hotel possiedono qualche camera equipaggiata e, anche in questi casi, mai paragonabile agli standard europei.

Tutti i siti archeologici non sono attrezzati per poter accogliere disabili e lo stesso vale per molte aree pubbliche.

 

Curiosità

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Guide e libri

 


Il paese in cifre
Capitale Tripoli
Superficie 1.775.500 kmq
Popolazione 6.036.900 (luglio 2007)
Densità 3.1 ab./kmq
Religione Musulmana
 

Geografia e territorio

Il territorio libico, chiuso entro confini rettilinei politici ma non morfologici, confina a N con il Mar Mediterraneo (900 km), a O con Algeria e Tunisia, a S con il Ciad e il Niger, a S-E con il Sudan e a Econ l'Egitto.

Il Paese è in gran parte occupato dal Sahara. Sabbioso oghiaioso a est (deserto Calanscio), arido e roccioso a sud- ovest(Murzuk e Ubari), desertico nel Fezzan, solo lungo la costamediterranea presenta rilievi collinari (Jebel Akhdar) e brevi, fertili pianure (pianura di Jefara). All'estremo sud si innalzano i monti Tibesti (3000 m) e l'altopiano del Tassili (1000 m).

In Libia non visono fiumi permanenti, ma solamente uadi a carattere stagionale.All'interno compaiono alcune oasi: quelle di Kufra e di Sebha sono le maggiori.

 

Clima


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
L'arco naturale di Tin Ghalega in Akakus

Il clima è aridissimo, caratterizzato da forti escursioni termiche, venti caldi e secchi che soffiano dal deserto e rare piogge invernali lungo la costa (max 100 mm alla fine di dicembre).

L'estate è molto calda: lungo il litorale, dove il tasso di umidità può essere molto alto, si raggiungono i 30° C mentre a sud si può arrivare anche a 50° C. Nel deserto l'escursione termica tra il giorno e la notte è sempre notevole.

In inverno le medie diurne sono di 20°-25° C di massima e le notturne di di 5°-6° C di minima con punte di 0° C in dicembre e gennaio. In inverno il clima è comunque più fresco, decisamente più freddo lungo la costa dove la piovosità ha i massimi (100 mm) alla fine di dicembre. In primavera soffia il ghibli, un vento caldo e secco proveniente dal deserto che può alzare sensibilmente la temperatura.



 

Ecologia e ambiente


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Nell'immensità dell'hammada si possono incontrare dromedari selvatici

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Popolazione


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Abitante di Ghat

La maggioranza della popolazione è arabo-berbera, discendente cioè dalla primitiva popolazione berbera linguisticamente arabizzata. Altri elementi etnici sono i Cologli (frutto di incroci tra donne indigene e giannizzeri turchi), gli Ebrei e gli Africani sub-sahariani. A sud, soprattutto nei dintorni di Ghat, risiedono vaste comunità di tuareg.

A causa della conformazione del territorio, la popolazione si concentra lungo il più ospitale litorale mediterraneo: nelle città della costa, soprattutto a Tripoli e Bengasi, risiede il 90% degli abitanti la metà dei quali ha meno di 15 anni. Considerando che la Libia ha un incremento annuo del 2-3%, la popolazione dovrebbe attualmente ammontare a oltre 6.000.000 di abitanti.

 

Lingua

La lingua ufficiale è l'arabo. Nei rapporti internazionali è utilizzato l'inglese mentre al sud e nelle regioni desertiche è facile trovare chi parla francese; parte della popolazione anziana comprende ancora l'italiano. Alcuni gruppi berberi usano il loro dialetto e i tuareg parlano arabo e tifinagh.

 

Religione


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
Per pregare basta volgersi in direzione della Mecca, ovunque ci si trovi...

Predominano in maniera assoluta i musulmani sunniti (97%) mentre i Berberi sono in parte hibaditi, appartenenti cioè a una setta musulmana eretica unico ramo sopravvissuto dell'eresia kharigita.

Piccole comunità di cattolici, soprattutto nella capitale (50.000), minoranze esigue di copti, anglicani, unionisiti e protestanti.

 

Storia


                              © Flavia Daneo / iMondonauti.it
I tuareg raccolgono le punte di freccia e di lancia che affiorano tra le sabbie del deserto, testimonianza di un'epoca romota in cui queste zone erano verdi e ricche d'acqua e di animali

Circa 10.000 anni fa, nell'attuale immensa superficie coperta dal Sahara libico, le cose andavano diversamente da oggi. All'epoca infatti, il Sahara aveva un regime delle piogge di tipo monsonico e mandrie di bovini, ma anche elefanti, ippopotami, struzzi, antilopi, scorazzavano liberamente in ambienti verdeggianti e ricchi d'acqua. In queste zone vivevano anche gruppi di cacciatori-raccoglitori probabilmente simili alle popolazioni che ancora sopravvivono nel deserto del Kalahari. A loro si devono le centinaia di incisioni rupestri e le pitture che ancor oggi possiamo ammirare nei ripiani sottoroccia degli altipiani sahariani o lungo le pareti rocciose degli antichi fiumi.

Poi il clima cominciò a cambiare, con fluttuazioni tra l'umido e l'arido: i grandi animali selvaggi cominciarono a sparire, poi sparirono anche le mandrie e cominciarono ad apparire gli attuali abitanti del deserto ossia i dromedari. Ormai l'età dell'oro del Sahara verde era terminata.

 

In epoca storica, intorno al 1000 a. C., i Fenici sbarcarono sulle coste libiche fondando Sabratha, Oea (Tripoli), Leptis Magna, Macomades-Euphranta e Charax.

Più tardi, nel 630 a.C., giunsero i Greci che fondarono Cirene e altre città nella regione che prese il nome di Cirenaica ed ebbe un fiorente sviluppo fino all'arrivo dei Romani a seguito della distruzione di Cartagine.

Durante la dominazione romana la regione prosperò e si svilupparono centri periferici come Leptis Magna, città che darà a Roma addirittura un imperatore, Settimio Severo (193 d.C.).

Invasa dai Vandali e più tardi soggetta al dominio bizantino, nel VII sec. anche Tripoli fu conquistata dagli arabi che vi importarono l'islam.

Nel 1551 la Libia cadde sotto l'impero ottomano.

Fonte di arricchimento del Paese furono le attività illecite dei pirati che per secoli furono il terrore delle navi europee che navigavano nel Mediterraneo e che scomparvero definitivamente solo nel 1830.

Retto da una serie di sovrani che non favorirono un'effettiva coesione politica e nazionale, il Paese raggiunse una parvenza di autonomia nel 1711 quando Ahmed Karamanli fondò una dinastia che durò fino al 1835.

Nel 1911, dopo una breve guerra, la Libia passò sotto la dominazione dell'Italia. Con il Trattato di Losanna, l'Impero ottomano cedette al regno d'Italia la Cirenaica e la Tripolitana. La conquista italiana conobbe momenti di grande crudeltà (deportazioni, esecuzioni pubbliche, uso di gas asfissianti) fino a che, nel 1942, gli Alleati scacciarono gli italiani e diedero il controllo della Cirenaica e della Tripolitana ai britannici mentre il Fezzan veniva amministrato dai francesi.

 

La Libia si proclamò Stato indipendente nel 1951: al trono salì re Idris al-Sanusi, sovrano senusso della Cirenaica.

Nel 1969, con un colpo di stato militare, l'anziano re fu deposto e al potere andò il colonnello Muammar Gheddafi, che ribattezzò il Paese Jamahirija libico del popolo socialista configurandolo sempre più come polo nevralgico di un panarabismo radicale. Per prima cosa Ghedadfi abolì i partiti politici, eliminò le basi militari straniere e impose limitazioni alle imprese transnazionali attive nel Paese; poi, nel 1973, varò una "rivoluzione culturale" per giungere all'autogoverno del popolo.

Nel 1991 la giustizia americana e inglese giudicarono il governo libico colpevole degli attentati di Locherbie (Scozia) e di Nigeria del 1988 mentre l'Onu impose l'embargo che verrà intensificato tre anni dopo. Solo nel 2003 Tripoli riconoscerà le proprie responsabilità nell'attentato di Locherbie mentre nello stesso anno Gheddafi decide di abbandonare lo sviluppo delle armi di distruzione di massa.

 

Costituzione

La Libia (nome ufficiale: Al-Jamahirya al-Arabiya al-Libiya ash-Shabiya al-ishtarakiya al-Uzma) è una Repubblica socialista popolare. Nel Paese vige un sistema di governo popolare diretto, istituito dopo la riforma costituzionale del 1977, i cui organismi culminano nel Congresso Generale del Popolo e in un Segretariato generale composto da 5 membrie presieduto dal Capo dello Stato che però, formalmente, non esiste. Gheddafi, che in precedenza ricoprì la carica di presidente, adottò poi il titolo di Capo della Rivoluzione; di fatto Gheddafi detiene le reali leve del potere da più di 25 anni (dall'1/9/1969).

 

Situazione politica

Le posizioni politiche del colonnello Gheddafi, se da un lato ottennero consensi, dall'altro suscitarono opposizione anche tra i regimi arabi. Attualmente la Libia cerca di uscire da una situazione diisolamento provocata dall'embargo ordinato dall'ONU dopo l'abbattimento di un aereo americano nei cieli di Locherbie (1992). Nonostante questa situazione abbia provocato grossi problemi interni, Gheddafi gode nel Paese ancora di ampio favore, soprattutto fra i giovani.

Nell'aprile 1999 l'embargo aereo imposto dagli Stati Uniti contro la Libia è stato revocato e ciò ha permesso una ripresa dei rapporti del Paese con i Paesi occidentali. Gheddafi, dal canto suo, cerca ora dicancellare l'immagine di un leader nazionalista e terrorista partendo anche da piccole cose: non più Colonnello, non più Rais (Capo) ma semplicemente al-Qaid, una Guida che vuole un Paese pacificato. Il futuro politico della Libia dipende dalla capacità che egli avrà di por fine agli effetti delle sanzioni e di equilibrare il malcontento esistente sia tra i militari che nel mondo del lavoro.

 

Economia

L'attuale prosperità del Paese, poverissimo per secoli ma attualmente con il reddito pro-capite più alto dell'Africa, è legata alla scoperta nel dopoguerra, ad opera di compagnie petrolifere straniere, dei ricchi giacimenti di petrolio della Cirenaica e della Sirtica. Il petrolio rappresenta il 90% delle entrate statali e le riserve accertate ammontano a 180 miliardi di barili, il che significa che fino al 2085 la Libia potr contare su una ricchezza petrolifera ininterrotta (ma alcuni ritengono che queste cifre siano sottostimate).

All'industria petrolifera è legata la riorganizzazione portuale delle principali città costiere e dei porti mediterranei di Es Sidra, Ras Lanuf e Marsa Brega. Altre risorse estrattive sono quelle del sale e della soda nel Fezzan e soprattutto del gas metano i cui giacimenti potrebbero durare per alcune generazioni.

Primo partner commerciale della Libia è l'Italia verso cui converge il 41% delle esportazioni libiche.

Improduttivo per il 94% del totale, il suolo libico produce orzo, frumento, agrumi, olivi, datteri, tabacco, uva, pomodori; l'allevamento è affidato essenzialmente ai nomadi. Vengono incoraggiati l'industria mentre il turismo, affidato ad Aicha Gheddafi, figlia del Presidente, è in costante crescita.

 

Festival e tradizioni

Festività nazionali sono il 2 marzo (fondazione della Jamahiriya), 11 giugno (anniversario dell'evacuazione della base militare americana di Wheelus Field), 1 settembre (Giornata della Rivoluzione: a Tripoli, parate, bande musicali e compagnie folcloristiche) e 26 ottobre (Giornata del lutto: si ferma ogni attività, non funzionano i telefoni pubblici e i traghetti, chiudono le frontiere).

In ottobre si tiene il Festival della raccolta dei datteri a Ghadames mentre, a Capodanno, Festival tuareg a Ghat (30, 31 dicembre e 1 gennaio). Interessante è anche la Festa del Qasr che si tiene a Kabaw ad aprile.

Vengono osservate tutte le festività islamiche quali il Capodanno, la vigilia e la fine del Ramadan, il Giorno della nascita del profeta Maometto. Esse seguono il calendario lunare islamico il che significa che cadono ogni anno in momenti diversi.



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