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Guida Tanzania

Autori: www.iMondonauti.it

Aggiornamenti di: Gian Andrea Pagnoni
ultimo aggiornamento: 24/1/2008

Situata appena sotto l'equatore, la Tanzania è il paese più grande dell'Africa orientale ed è una delle destinazioni più affascinanti del continente africano. I cataloghi delle agenzie di viaggi promuovono località di fama mondiale: le pianure del Serengeti, il cratere di Ngorongoro, il Kilimangiaro, la vetta più alta d'Africa, sempre incappucciato di neve e Zanzibar, con le idilliache spiagge incorniciate di palme e Stone Town, capitale storica dell'isola. Ma la Tanzania non offre solo i luoghi di maggior richiamo. Quasi ovunque s'incontrano animali selvatici e panorami suggestivi: dai picchi di origine vulcanica ricoperti di foresta, alla polverosa savana popolata da elefanti, antilopi, leoni, leopardi e ghepardi. La Tanzania è uno dei quattro paesi con la più alta diversità naturalistica della terra: possiede una vasta gamma di specie ornitologiche, si contano circa 1500 specie, la più ampia popolazione di grandi mammiferi del continente e tre quarti delle specie botaniche presenti in Africa orientale. Se si aggiungono il grande numero di etnie del paese, le passeggiate fantastiche e altre attività, quali lo snorkelling e le immersioni, ci si rende conto che un viaggio in Tanzania può diventare un'esperienza straordinaria.
Grazie alla sua grande eterogeneità, il principale patrimonio della Tanzania consiste nella sua gente: amichevole, accogliente, orgogliosa ma non pretenziosa e tuttavia riservata. Dovunque si trovino, i turisti vengono trattati con calore e cortesia straordinari ed è facile stringere amicizie. L'etnia più conosciuta è quella dei Maasai, pastori seminomadi che vivono nella regione a nord dei grandi parchi, ma in Tanzania vivono almeno 127 altre etnie, forse non tutte altrettanto vistose quanto i guerrieri Maasai dai mantelli rossi e le lunghe lance, ma con tradizioni, storia, consuetudini, credenze e musica altrettanto ricche. Nonostante le devastazioni del colonialismo, della modernità e della cristianizzazione, molte tradizioni sono riuscite a sopravvivere. Per molti anni solo chi non aveva limiti di tempo ha avuto il privilegio di poter conoscere a fondo questi popoli, tuttavia, a partire dal 1995 un programma di turismo culturale che ha riscosso molto successo, ha creato nuove basi volte a consentire ai turisti, anche quelli con poco tempo o pochi soldi, di fare un'esperienza diretta della vita locale in maniera intima e, inevitabilmente, affascinante.

Gnu, scimmie, antilopi, leoni, ghepardi, coccodrilli, gazzelle, fenicotteri: tutti questi animali sono stati sterminati dai 'grandi cacciatori bianchi', che oggi li puntano con le macchine fotografiche anziché i fucili. Nazione povera, dal punto di vista economico, e afflitta da vicini turbolenti e da regimi coloniali opportunisti, la Tanzania offre tuttavia alcuni angoli di natura tra i più belli del continente. I suoi famosi parchi, come il Serengeti e il Mt Kilimanjaro o lo splendido cratere di Ngorongoro, rendono parecchie località di questo paese, altrimenti scialbe, delle mete allettanti. E poi c'è la sensualissima appendice del paese, Zanzibar, una delle tante isole che si trovano al largo della costa, che fu un importante centro per il commercio delle spezie e che oggigiorno trasuda letteralmente aromi esotici.

Notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati

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Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico
Passaporto
Vaccino Febbre Gialla
Profilassi Antimalarica
Vaccino Epatite A
Vaccino Epatite B
Vaccino Antitifico
 

Quando andare

Il clima della Tanzania si può suddividere in due stagioni piovose e due stagioni secche. La costa e le regioni lacustri sono quasi sempre calde e umide; le regioni montane godono di un clima più temperato; l'altopiano semi-arido è caldo e secco. La stagione turistica si adegua allo schema delle piogge: l'afflusso turistico maggiore è tra dicembre e febbraio (quando il clima caldissimo e asciutto è considerato il più piacevole dell'anno) e, in minor misura, luglio e agosto.

Viaggiare durante la stagione secca presenta un certo numero di vantaggi, non ultima la possibilità di spostarsi attraverso il paese, visto che durante la stagione delle piogge molte strade diventano inaccessibili. La stagione secca è, inoltre, migliore per l'avvistamento degli animali, che tendono a concentrarsi nei pressi delle scarse fonti d'acqua. Luglio e agosto sono probabilmente i mesi in assoluto migliori per avvistare gli animali. Da ottobre a gennaio (novembre in particolar modo) offrono acque trasparenti, ideali per lo snorkelling e le immersioni. Per visitare il Serengeti nel suo momento migliore sarà invece meglio evitare la stagione secca, poiché in questo periodo praticamente tutti gli animali del paese 'vanno in vacanza' in Kenya.

La stagione delle piogge però, ad eccezione del periodo da marzo a maggio, durante cui le possibilità di spostarsi sono decisamente limitate, non dovrebbero scoraggiare: la pioggia cade solo per brevi periodi al pomeriggio o verso sera e il paesaggio è straordinariamente verde e fresco, anche se il cielo è carico di nuvole. Ci sono anche degli ulteriori vantaggi: ci sono pochi turisti, i prezzi degli alloggi sono più bassi e, in generale, la gente del luogo ha più tempo da mettere a disposizione.

Il mese del Ramadan non ha che effetti limitatissimi se si viaggia sul continente, ma non è il periodo migliore per visitare Zanzibar perché molte attività sono più rallentate e molti ristoranti sono chiusi. Se viaggiate nelle regioni umide (specialmente lungo la costa meridionale) preparatevi a dover affrontare dei disagi perché molte strade possono essere impraticabili per il fango.

 

Ora

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Burocrazia e visti

Il visto d'ingresso è necessario, da richiedere prima della partenza presso l'Ambasciata della Tanzania a Roma o presso il Consolato di Tanzania a Milano. L'application form può essere ricavata dal sito web www.tanzania-gov.it. Coloro che non potessero richiedere il visto in Italia possono ottenerlo all'arrivo nel Paese, presso i tre aeroporti internazionali della Tanzania (Dar es Salaam, Kilimanjaro e Zanzibar) al costo di 50 US$.

E' necessario il passaporto.

Si richiama l'attenzione sul divieto assoluto di effettuare qualsiasi attività lavorativa se muniti di solo visto turistico; sono frequenti i casi d'arresto e di richieste di denaro nei confronti di connazionali sorpresi dalla polizia in possesso di visti che non consentono lo svolgimento di attività lavorative o commerciali, anche volontarie.

L'euro e i dollari sono ugualmente accettati e convertibili in valuta locale presso i numerosi Uffici di cambio. Le Banche principali con servizio Bancomat sono: Barclays, NBC, Standard Chartered Bank. Non esistono particolari restrizioni per l'importazione di valuta. I traveller cheques sono accettati nei principali Hotel di Dar es Salaam, nelle Banche ed in alcune agenzie di viaggio della capitale. Il servizio Bancomat è da poco stato istituito in alcune principali banche. Le carte di credito accettate nei principali alberghi sono la Visa, la Master Card e la Diners Club; spesso viene applicata una commissione su ogni acquisto del 5%-10%.

Tutti gli animali sono sottoposti ad un controllo e ad un periodo di quarantena. Gatti e cani devono essere stati vaccinati contro la rabbia e devono essere accompagnati da un certificato medico di idoneità sanitaria.

Gli effetti personali come vestiario, scarpe, oggetti da bagno, apparecchi foto, videocamere, binocoli etc. possono essere importati in franchigia. Tutti gli articoli importati devono essere dichiarati e la loro quantità e valore devono essere specificati. Può essere richiesta una dichiarazione scritta (modulo No. C 19).Gli articoli sportivi vanno dichiarati: può essere richiesta una dichiarazione scritta. Per importare armi da fuoco e munizioni è necessario un permesso preventivo richiesto presso la polizia. Piante e prodotti per piante devono essere accompagnati da un certificato fitosanitario.È da notare che la Tanzania è membro della convenzione "CITES" sul commercio internazionale delle specie faunistiche e floreali in via di estinzione.

Informazioni

The Commissioner Customs and Excise Department. Tanzania Revenue Authority Headquarters. P.O. Box 9053. Dar Er Salaam. Tel. +255 22 212 7783/4/6/8. Sito web: http:\www.tra.go.tz



 

Vaccinazioni

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Da mettere in valigia

Per i safari, evitate indumenti che non siano color sabbia, kaki o verde. Cappello di tela, camicia a maniche lunghe, gilè e pantaloni con tasche (gli short non proteggono le gambe), maglione e giacca a vento (di notte fa freddo). Scarpe alte e robuste. Utile un buon binocolo.

Durante gli spostamenti in jeep tenete e portata di mano del burro di cacao per le labbra e della crema solare per proteggere la pelle.

 

Elettricità

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É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Tanzania) abbiamo un voltaggio di 230 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Britannica vecchio tipo a 3 poli

Britannica a 3 poli
 
 
 

Indirizzi utili

 
 
 

Quanto stare

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Come arrivare

Non è possibile raggiungere il Paese dall'Italia, esistono comunque collegamenti con alcuni stati d'Europa. Via terra, sia in auto che in treno, ci sono buono collegamenti con il Kenya, Ruanda e Uganda.

L'aereoporto più utilizzato per chi arriva in Tanzanie è quello di Dar es Salaam ma ci sono voli internazionali anche per gli aeroporti Kilimangiaro, vicino ad Arusha e per Zanzibar. Molte linee aeree servono la Tanzania ad esempio: Air Tanzania, Aeroflot, Air Zimbabwe, Lufthansa, Air France, British Airways, Egypt Airway, Ethiopian Airline, Gulf Air, Kenya Airways,KLM, Royal Swazi, Swiss Air, Alliance Air and Zambia Airways.

Per viaggiare all'interno della Tanzania, Air Tanzania provvede voli interni per tutte le maggiori città. Ci sono 3 linee ferroviarie: la linea Nord- Centrale e le due linee Tazara. I treni sono comodi e sicuri. Con il treno è possibile l'entrata in Tanzania solo dalla Zambia con la Ferrovia Tanzam. La Tanzania è raggiungibile dal lago Tanganyika, dal lago Victoria e dall'oceano Indiano. La nave MV Liemba ha servizi regolari fra il Burundi e la Zambia attraverso il lago Tanganyika fino a Kigoma. Il lago Victoria offre servizi fra Mwanza e Bukoba in Tanzania e Port Bell in Uganda. Dall'oceano indiano è possibile raggiungere Dar es Salaam e Mombasa, in Kenya, via nave. Il miglior modo per entrare in Tanzania è dal Kenya, le condizioni stradali però variano da zona a zona.

La Air Tanzania, la compagnia di bandiera, serve la maggior parte delle rotte interne ma ha una flotta non esattamente all'avanguardia. Diverse aerolinee private fanno servizio con piccoli velivoli sulle rotte principali, su quelle secondarie e anche per i parchi nazionali e le riserve di Serengeti, Selous, Ruaha e per l'isola di Rubondo. La tassa d'imbarco per i voli nazionali è di TSh 1000. Con la sola eccezione di Arusha, le principali località della Tanzania sono tutte collegate dalla linea ferroviaria. Guidare un veicolo in questo paese significa adeguare la velocità alle condizioni delle strade: fuori dai centri abitati non c'è molto traffico, quindi il peggior nemico degli automobilisti è il manto stradale pieno di buche. Inoltre, sul continente il noleggio di un'automobile è parecchio costoso. Non aspettatevi molto nemmeno dagli autobus: sui percorsi più lunghi in genere si può scegliere tra luxury e ordinary, anche se c'è poca differenza tra le due classi. Nei tratti più brevi i mezzi sono di due tipi: gli autobus ordinari e i dalla dalla - l'equivalente tanzaniano dei 'matutu kenyoti'.

Sono moltissimi i voli economici e affidabili tra Dar es Salaam e Nairobi, e anche tra Zanzibar e Mombasa. Via terra esistono invece diversi collegamenti tra la Tanzania e il Kenya, in particolare tra Mombasa e Dar es Salaam, Nairobi e Dar es Salaam, Nairobi e Arusha e tra Voi e Moshi. In treno c'è una corsa settimanale tra Voi e Moshi. Gli autobus in servizio tra il Ruanda e l'Uganda non sono del tutto affidabili, ma offrono comunque un servizio discreto. È possibile spostarsi in dhow (sambuco) tra Mombasa, Pemba e Zanzibar ma attualmente le partenze non sono molto frequenti. I servizi sul lago tra Port Bell (Kampala) e Mwanza (Tanzania) sono invece più regolari.



 

Tasse di ingresso-imbarco

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Cosa vedere e cosa fare

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   Dar es Salaam

Dar es Salaam è la città più importante della Tanzania. Il 'Porto della pace' sorse come villaggio di pescatori verso la metà dell'Ottocento, quando il sultano di Zanzibar decise di trasformare la laguna interna (ovvero l'attuale porto) in un approdo sicuro e in un centro di commerci. Oggi questa città è una metropoli brulicante di attività con 2.489.800 abitanti e i dhow arabi si confondono con le gigantesche navi che solcano gli oceani. Come in molte altre citt africane non mancano vistosi contrasti tra i vari quartieri di Dar es Salaam, ma, per quanto le animate vie centrali attorno al caratteristico Mercato Kariakoo e alla torre dell'orologio non potrebbero essere più diverse dai viali alberati dei quartieri governativi a nord, pure non esistono dei veri e propri bassifondi. L'atmosfera di questa città è accogliente, con un vago sentore di salmastro, un'inebriante mistura di culture diverse e, soprattutto, nessuno degli aspetti spiacevoli di Nairobi.
Il Museo Nazionale di Dar è situato nei pressi dei Giardini Botanici, in centro. Questo museo ospita alcune importanti collezioni archeologiche, tra cui spiccano i fossili di Zinjanthropus (Australopiteco dalla robusta mandibola) e illustra la sordida storia della tratta degli schiavi di Zanzibar. A una decina di chilometri dal centro, il Village Museum merita anch'esso una visita: si tratta di un villaggio con abitazioni autentiche, caratteristiche di varie regioni della Tanzania. Nel villaggio, durante il fine settimana, si può assistere a spettacoli di danze tradizionali. La Oyster Bay è uno splendido (per il momento) tratto di costa tropicale dove si trova la spiaggia più vicina alla città.
Tenete presente che può essere difficile trovare una camera a Dar es Salaam perché, seppure in questa città non manchino gli alberghi, sembra che siano sempre tutti al completo - cosa che vale per ogni genere di alloggio, dai più economici a quelli di lusso. Quindi non vi conviene scartare una stanza soltanto perché non vi piacciono le tendine: prendetela, invece, e cercatevi qualcos'altro più tardi, con comodo. Questa città è anche il principale aeroporto della Tanzania per gli arrivi internazionali e vi si trovano moltissimi uffici delle varie compagnie aeree. Il treno TAZARA fa servizio tra Dar es Salaam e Kapiri Mposhi (Zambia). Gli autobus diretti alle principali località del paese partono da diverse fermate in città, dal momento che non esiste un'autostazione centrale.

   Kilimanjaro

Vulcano dalle forme quasi perfette, che si staglia a picco sulle remote pianure nord-orientali della Tanzania, il mt Kilimanjaro offre uno dei panorami più grandiosi dell'Africa. Perennemente innevato e non ancora del tutto spento, questo vulcano di 5895 m è la vetta più alta del continente: dalle fattorie delle pianure si sale tra la lussureggiante vegetazione della foresta pluviale fino ai prati alpini per raggiungere infine, attraverso uno spoglio paesaggio lunare, le due cime gemelle. La foresta pluviale ospita molti animali, tra cui elefanti, bufali, rinoceronti, leopardi e scimmie e ci si può anche imbattere in mandrie di antilopi alcine nella sella tra le cime Mawenzi e Kibo. Conquistare la vetta e attendere il sorgere dell'alba, mentre lo sguardo spazia a perdita d'occhio sulla savana, è il sogno di ogni viaggiatore; la scalata dei 5895 m di questo monolite, però, non è certamente una scampagnata domenicale. Moltissimi minibus raggiungono tutti i giorni il principale sentiero escursionistico, partendo da Moshi (sulla strada statale) e fermandosi all'inizio del percorso presso Marangu.

   Latopiano Makonde

Pochi viaggiatori visitano la parte sud-orientale della Tanzania nei pressi del confine con il Mozambico, da dove provengono le celebri sculture makonde (copiate dagli artigiani di tutta l'Africa orientale): è una regione veramente splendida ma chi intende raggiungerla dovrà mettere in preventivo alcuni cambi di autobus e vari pernottamenti lungo il tragitto, anche se i mezzi pubblici che servono questa zona sono numerosi. La prima tappa di questo itinerario si compie in autobus e comprende il tratto da Mbeya a Njombe, una delle regioni più alte e fredde del paese; quindi si prosegue per la chiassosa cittadina di Songea, e oltre ancora fino ai remoti villaggi di Tunduru e Masai, situati nel Makonde Plateau. C'è inoltre un regolare servizio di traghetti tra Dar es Salaam e Mtwara, nei pressi dell'altopiano.

   Mikumi National Park

Il parco offre la possibilità di vedere leoni, zebre, ippopotami, giraffe, impala, volatili selvaggi e facoceri. Un luogo popolarissimo per i visitatori è Kikaboga Hippo Pool. Sebbene il periodo migliore per visitare Mikumi sia da dicembre a marzo, gli animali popolano il cratere per tutto l'anno.

   Ngoro ngoro

Si tratta della più imponente caldera vulcanica al mondo; alcuniscienziati sostengono che, prima dell'eruzione, sarebbe stata più alta del Kilimanjaro, cima più alta dell'Africa. Ricoprendo circa 260km², il cratere, profondo 600 metri, è rifugio permanente per più di 30.000 animali ed è uno dei pochissimi luoghi d'Africa in cui è possibile osservare i cinque grandi d'Africa ( leone, leopardo, rinoceronte, bufalo ed elefante ), nel corso di una mattinata o di un pomeriggio di safari. La notte ai limiti del cratere ( 2400 mt ) - dove sono situati i lodge - può essere anche molto fredda. I Masai portano le greggi a pascolare in queste zone, e non è raro vedere le greggi masai accanto ai bufali, ed in vicinanza, a poche centinaia di metri, i leoni.
Nel cratere dimorano circa 100 leoni, e più o meno venti rinoceronti. La spetacolare foresta di Lerai è uno dei luoghi migliori per poter osservare i leopardi.

Il panorama offerto dal Cratere del Ngorongoro, largo 20 km e alto 600 metri e situato nella regione nord-orientale del paese, può non essere particolarmente suggestivo dalla cima ma, scendendo lungo i sentieri che attraversano la fittissima giungla, cambierete senz'altro opinione. Questo cratere è stato paragonato all'Arca di Noé e al Giardino dell'Eden ma, rispetto a quelli, ha il vantaggio di esistere tuttora. Lo stesso Noé resterebbe perplesso davanti all'attuale declino della fauna di questa regione, ma non avrebbe comunque difficoltà a trovare leoni, elefanti, rinoceronti, bufali e molti altri erbivori delle pianure come gnu, gazzelle di Thomson, zebre e antilopi dei canneti, oltre a migliaia di fenicotteri che sguazzano nelle acque poco profonde del Magadi, il lago salato in fondo al cratere.
Le locali tribù masai hanno il diritto di pascolo in questa zona e può capitare di incontrarle con il loro bestiame. Il cratere si raggiunge prendendo un autobus privato da Arusha (sulla strada principale), che vi porterà almeno fino a Karatu, ma oltre questa località può essere difficile trovare altri mezzi di trasporto. Fino a Karatu si spingono anche moltissimi camion.

   Ruaha National Park

Ruaha National Park : 10,300 Km quadrati, è il secondo parco più esteso della Tanzania, situato nella Tanzania Centrale, 128 km a ovest di Iringa.

Secondo unicamente a Katavi con la sua atmosfera di ineguagliabile selvaticità, ma di gran lunga più accessibile, Ruaha protegge un largo fronte di territorio semi-arido ed aspro, caratteristico della Tanzania centrale. La sua sorgente di vita è rappresentata dal fiume Grande Ruaha, che scorre lungo i confini orientali, divenendo un torrente alluvionale nei periodi delle piogge, che si disperde in preziosi stagni disseminati, circondati da sabbia fine e ghiaia.

   Selous game reserve

Questo vasto e sperduto angolo di natura selvaggia è stato definito la più grande riserva faunistica del mondo (54.600 kmq). Praticamente intatta, sembra ospitare (secondo le stime ufficiali) la più grande concentrazione del pianeta di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami e licaoni, oltre a numerosi leoni, rinoceronti e antilopi e a migliaia di splendide specie di uccelli. Una delle principali attrazioni del luogo è l'enorme fiume Rufiji, e all'estremità settentrionale della riserva troverete il lodge di Stiegler's Gorge, una gola attraversata da una teleferica. Il mezzo di trasporto più comodo per raggiungere Selous è il volo diretto da Dar es Salaam, mentre via terra non ci sono autobus ed è praticamente impossibile fare l'autostop; soltanto la linea ferroviaria TAZARA si spinge fino a Fuga, al limitare della riserva.

   Serengeti

Roccaforte selvaggia di 14,763 km² in Tanzania, raggiunge il confine con il Kenya ed è considerata la più importante in Africa. Qui coesistono 35 specie di animali, incluse le zebre che effettuano spettacolari migrazioni ed una impressinante varietà di volatili selvatici. Probabilmente il periodo migliore per osservarli è da dicembre a maggio. Questo è uno dei migliori luoghi in Africa per poter osservare zebre e leoni da vicino. Le vaste e sconfinate praterie del Serengeti sono senza dubbio una delle più significative aree selvagge; essere qui per un Safari in Tanzania al culmine del periodo delle migrazioni è un'esperienza che non si può dimenticare.

Il Serengeti, che si estende su di una superficie di 14.763 kmq, è il parco più famoso della Tanzania, dove potrete farvi un'idea di come doveva essere l'Africa occidentale prima dell'arrivo dei 'grandi cacciatori bianchi'. L'insensato sterminio degli animali delle pianure iniziò negli ultimi anni dell'Ottocento, ma anche in tempi più recenti i cacciatori di trofei e i contrabbandieri in cerca di avorio hanno continuato il massacro. Nelle sconfinate pianure del parco, quasi del tutto prive di alberi, vivono milioni di ungulati in costante movimento alla ricerca di pascoli, sotto lo sguardo rapace di ogni sorta di predatori: è veramente uno degli spettacoli più incredibili a cui si possa assistere e il numero di animali coinvolti in questa migrazione sfida l'immaginazione umana. Gli gnu svolgono un ruolo importante in questa strabiliante migrazione annuale, ma il Serengeti è famoso anche per i leoni, i ghepardi e le giraffe. Non dimenticatevi il binocolo.

Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati

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Come spostarsi

 
 
 

Voli interni

La compagnia nazionale Air Tanzania garantisce giornalmente i collegamenti con le maggiori città del Paese. Inoltre ci sono voli con piccoli aerei sui parchi nazionali e le riserve di Serengeti, Selous, Ruaha e per l'isola di Rubondo.

 

Mezzi pubblici

Preticamente ovunque sono disponibili gli autobus urbani (dala-dala), ovviamente ci sono delle linee e degli orari, ma raramente vengono rispettati. Assicurarsi degli orari nelle visite urbane e periurbane.

Le grandi città sono tutte collegate con autobus che sono generalmente poco costosi. Il servizio degli autobus è buono e copre tutte le grandi distanze. Vi sono due tipi di autobus, quelli di lusso e quelli economici, ma la differenza è minima anche se quelli di lusso sono più affidabili in termini di qualità ed orari.

Anche la rete ferroviaria raggiunge le località principalidel Paese.

 

Mezzi a noleggio

I veicoli delle seguenti categorie possono essere importati in Tanzania tramite un carnet di passaggio in dogana FIA (durata massima di dodici mesi):autovetture private;ciclomotori fino a 50 cm3;motociclette;autovetture da corsa;campers;roulottes;rimorchi per bagagli o per natanti;veicoli attrezzati per trasmissioni radio-televisive;veicoli di soccorso;autocorriere;veicoli commerciali per trasporto merci. Nessun altro documento può essere utilizzato per l'importazione temporanea in Tanzania. Un automobilista visitatore che non sia in possesso di un carnet FIA deve depositare una cauzione pari all'ammontare dei diritti.

Veicoli a noleggio: il carnet di passaggio in dogana deve essere intestato a nome del locatario. Se il documento è intestato a nome della società di noleggio, il locatario deve essere provvisto di un'autorizzazione scritta di utilizzo del veicolo.

Veicolo condotto da persona diversa dal proprietario: il carnet di passaggio deve essere intestato a nome di una persona.Se il veicolo non circola con il proprietario a bordo, è sufficiente che egli fornisca al conducente o all'autista una lettera di autorizzazione che gli permetta di importare il veicolo e di sottoscrivere tutti i documenti a nome del proprietario.Un parente o un amico del proprietario può condurre il veicolo in Tanzania a condizione che abbia una lettera di autorizzazione del proprietario.

Norme di guida
Si guida a sinistra con sorpasso a destra. Quando non segnalato, i limiti di velocità sono di 40 km/h nei centri urbani e 80 km/hnelle strade principali.

Il limite legale del tasso alcolico nel sangue è di 0,05% (la polizia può chiedere ai conducenti di sottoporsi a un test dell'alito). La polizia è autorizzata a riscuotere sul posto l'ammontare di una multa. È obbligatorio indossare le cinture di sicurezza sui sedili anteriori dei veicoli.

La rete stradale è in discrete condizioni anche se l'illuminazione è molto scarsa. Sconsigliamo quindi diguidare di notte sia per evitare buche nell'asfalto sia per il pericolo di incidenti con animali selvatici.

Benzina normale: 750 TZS al litro, Gasolio: 860 TZS al litro. La benzina senza piombo non è disponibile.

 

Altri mezzi

 

Patente

Per guidare in Tanzania serve la patente internazionale (modello Convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968). Il conduttore di un veicolo immatricolato all'estero deve sottoscrivere una assicurazione di responsabilità civile.

 

Carburante



 

Dormire

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Mangiare

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Posta e telefono

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Moneta e carte di credito

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Cambio attuale:

1 Euro = 1.932,52 Scellino Tanzania
1 USD = 1.520,35 Scellino Tanzania

dati aggiornati al 23/08/10

 

Sanità

Il sistema sanitario locale è carente per quanto riguarda il personale, le attrezzature mediche e la disponibilità di farmaci specifici. La situazione sanitaria è particolarmente grave all’interno del Paese. La malaria è endemica si consigliala terapia contro la Malaria (lariam).

La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria per chi proviene da zone infette.

Sono presenti altre malattie come: colera, tifo, paratifo, epatiti virali A, B, C, tetano, bilarzia (si raccomanda, pertanto, di non effettuare la balneazione in laghi o fiumi). L’AIDS è molto diffusa ed è la seconda causa di morte dopo la malaria (si stima che il 12% dellapopolazione sia sieropositiva), per questo le trasfusioni di sangue non sono sicure e sono quindi da evitare se non in caso di strettissima necessità. Un’eventuale evacuazione sanitaria d’urgenza è possibile solo in aereo da Dar es Salaam o Zanzibar per l’Europa, per il Kenia o per il Sud Africa. Si ricorda che, per incidenti che dovessero verificarsi all’interno del Paese, i rischi sono elevati, date le difficoltà di comunicazione e di trasporto.

Prima della partenza, è preferibile consultare un medico circa l’opportunità disottoporsi alla profilassi antimalarica ed eventualmente in casi particolari vaccinarsi contro le altre malattie endemiche. Si consiglia, prima di intraprendere il viaggio, di stipulare un’assicurazione sanitaria che preveda oltre la copertura delle spese mediche, anche un eventuale rimpatrio e/o trasferimento sanitario d’emergenza o il trasferimento in altro Paese.
Durante il viaggio è opportunoacquistare bevande in contenitori sigillati;trattare l’acqua per uso alimentare (bollitura per oltre venti minuti, filtrazione e decantazione);evitare verdura e frutti di mare se non cotti o lavati con acqua di cui si è controllata l'origine, evitare di aggiungere ghiaccio nelle bevande se di questo non si conosce l'acqua di origine,consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea).

Le persone che intendono recarsi ad alta quota sul Kilimanjaro, si ricorda che non c’è possibilità di utilizzare bombole d’ossigeno e mancaun pronto soccorso attrezzato, pertanto a causa del notevole impegno fisico richiesto dal lungo itinerario, solo le persone fisicamente molto in forma esolo previo parere di un medico dovrebbero effettuare l'escursione alle quote oltre i 4.000 m.

Attenzione all'attività sportivasubacquea, a Dar es Salaam non sono disponibili camere iperbariche.

 

Sicurezza

La Tanzania è uno dei paesi africani più sicuro, ma non dobbiamo dimenticare che si è in un paese del terzo mondo esenza un'approfondita conoscenza del Paese, consiglia di spostarsi in compagnia di persone che conoscono i luoghi e la lingua, inoltresono da evitare spostamenti da soli a piedi in particolare durante le ore notturne. Sono in aumento in tutto il Paese rapine ed episodi di criminalità, nonostante le Autorità locali abbiano intensificato le misure di sicurezza. Si consiglia a coloro che intendano recarsi in Tanzania di contattare prima del viaggio ed immediatamente all’arrivo l’Ambasciata d’Italia a Dar-es-Salaam comunicando eventuali spostamenti sul territorio e di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel sito: www.dovesiamonelmondo.it. Si sono registrati in passato nel Paese gravi attentati terroristici.

Nelle visite nelle savana è opportuno verificare che leguide sianomunite di radio.

I mezzi pubbliciper i grandi trasferimenti sono di qualità abbastanza bassa e frequenti sono gli incidenti a causa dell'alta velocità degli autisti,della bassa qualità del manto stradale e della scarse condizionidimanutenzione del parco macchine.

Zone a rischio da evitare: la regione di Kigoma, ovest di Kagera e la zona di Kariakoo. Vanno evitate le aree a nord e a nord-ovest del Paese nei pressi dei campi profughi e confinanti con il Ruanda, il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo, a causa della presenza di bande armate.

Zone di cautela A Dar es Salaam si consiglia di non mostrare oggetti di valore, cellulari o portafogli soprattutto se si cammina a piedi nelle zone del centro. Spiagge libere, luoghi isolati, principali strade di collegamento tra i grandi centri urbani ed in particolare la strada di collegamento Arusha-Nairobi. Nei mezzi di trasporto collettivo, nei centriurbani, nellezone commerciali e nelle Banche, sono frequenti ifurti.

Zone generalmente sicure: infrastrutture alberghiere, taxi, abitazioni private se provviste di sistemi di sicurezza.

Avvertenze
La normativa per uso e/o spaccio di droghe (leggere o pesanti) è duramente represso dalla polizia, che dispone di informatori ovunque. Le condanne inflitte dai tribunali per reati di droga sono pesanti ed i controlli della polizia negli alberghi sono frequenti. All'aeroporto anche i bagagli dei viaggiatori della sala VIP possono essere ispezionati. Normativa prevista per abusi sessuali o violenze contro i minori: la legge locale è rigidissima; le condanne per violenza e pedofilia comportano pene da 20 anni fino all'ergastolo. La stampa riporta tali notizie con grande evidenza. Va ricordato che coloro che commettono all'estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione) vengono perseguiti al loro rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese.

 

Comportamenti

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Curiosità

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Guide e libri

 


Il paese in cifre
Capitale Dodoma (capitale e sede del Parlamento), Dar es Salaam (capitale economica)
Superficie 945.087 kmq
Popolazione 38.139.640 abitanti (2007)
Densità 43 abitanti/kmq
Religione 35% musulmana, 35% credenze e culti indigeni, 30% cristiana,
 

Geografia e territorio

La Tanzania è montuosa nella zona nordorientale; vi si trovano il monte Kilimanjaro, la montagna più alta di tutto il continente africano, e le Pare Mountains. A nord e a ovest si trovano invece i grandi laghi Vittoria e Tanganica. Un altro lago è il Natron, di acque saline, situato nella Rift Valley africana vicino al confine keniota. La parte centrale del Paese comprende un grande altopiano, mentre la parte orientale è calda e umida.

L'isola di Zanzibar si trova nell'Oceano Indiano, nei pressi della costa della Tanzania.

Terra di pianure, laghi e monti con una stretta e bassa fascia costiera, la Tanzania è il paese più esteso dell'Africa orientale. Il territorio è quasi interamente costituito da un altopiano, in parte semi-desertico e in altre zone coperto dalla savana e da radi arbusti. Le montagne più alte della Tanzania - il Meru (4556 m) e il Kilimanjaro (che è la cima più elevata dell'Africa con i suoi 5895 m) - sono situate nella regione nord-orientale, lungo il confine con il Kenya.
In nessun'altra parte del mondo potete vedere gnu, gazzelle, zebre e antilopi in branchi altrettanto numerosi - e il fatto che la Tanzania sia composta principalmente da pianure rende molto facile l'avvistamento degli animali selvatici. Ospitando alcune delle riserve più grandi del mondo, il paese vanta anche una delle maggiori concentrazioni di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami, licaoni e scimpanzé.
Alle condizioni geografiche estremamente varie del paese va imputata l'esistenza di diverse regioni climatiche. La quota elevata dell'altopiano tempera notevolmente quello che sarebbe altrimenti un clima tropicale e in molte località può fare abbastanza fresco di notte. La fascia costiera lungo l'Oceano Indiano e le isole al largo della costa - Pemba, Zanzibar e Mafia - hanno invece un clima caldissimo, umido e tropicale, mitigato dalle brezze marine, e soltanto le pendici dei monti situati nella regione nord-orientale beneficano di un clima quasi temperato per buona parte dell'anno. Un periodo decisamente sconsigliabile per un viaggio in Tanzania è la lunga stagione delle piogge, da marzo a maggio, quando piove quasi ogni giorno; c'è un'altra, più breve stagione delle piogge da novembre a gennaio.

 

Clima

nonostante il Paese sina nella fascia equatoriale (tra 1° e 12° latitudine sud) Il clima della Tanzania è di tipo tropicale, con stagioni alternate influenzate dagli alisei e soprattutto dai monsoni e lievi escursioni termiche annue. Agli alisei si deve fondamentalmente la stagione piovosa propria dell'inverno australe (precipitazioni tra marzo e maggio), mentre i monsoni sono responsabili di una seconda stagione piovosa tra ottobre e dicembre. Asciutte e calde sono le stagioni intermedie, tra giugno e settembre e tra gennaio e febbraio. Dalla costa alle zone interne più elevate, mitigate dall'altitudine, si assiste ad una diminuzione della temperatura media (a Dar es Salaam e a Tabora, a 1.265 m, le medie sono rispettivamente: a gennaio è di 28 e 22 °C, a luglio 23 e 21 °C). Sugli altipiani si possono avere escursioni termiche tra giorno e notte anche di 10 °C.

La costa registra piogge abbondanti, che si aggirano sui 1.100 mm annui a Dar es Salaam (1.500 mm a Zanzibar), sugli altipiani la quantità delle precipitazioni è assai variabile in funzione dell'altitudine e dell'esposizione. Si hanno così contrasti netti (dai 1.200 mm ai 600 mm di precipitazioni annui) tra i versanti elevati ed esposti ad est alle influenze monsoniche e le sottostanti depressioni: tipico il caso del Kilimangiaro, con versanti lussureggianti e vegetazione a macchia tra foreste pluviali e coltivi ad alta densità di popolazione che degradano verso la sottostante savana semiarida dei Masai, sfruttata solo dalla pastorizia.



 

Ecologia e ambiente

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Popolazione

Nell'area della Tanzania vi è probabilmente un substrato etnico khoisanide (popolazione affine ai Boscimani), nell'area settentrionale del paese è presente un substrato etiopide o, almeno, con tracce europoidi che nella Tanzania meridionale caratterizzano le cosiddette popolazioni cafre. La penetrazione e la diffusione di popolazioni bantoidi (oggi maggioritarie), avvenute per gradi e a piccoli gruppi, sembrano iniziare già a partire dal primo millennio a.C., ma solo dal IV secolo d.C. si può parlare di una cospicua presenza bantoide nel territorio. Essa si rafforza successivamente e nei secoli XV-XVI si ha un consolidamento di quei grandi e piccoli gruppi umani che ancor oggi formano il 90% dell'ossatura etnica del Paese (bantu) oggi rappresentata soprattutto dalle etnie Kikuyu, Hehe, Sukuma e i Nyamwezi. La fascia costiera ha caratteristiche peculiari, regione molto permeabile e antica area di traffici commerciali è stata soggetta a immigrazioni di genti non africane (in particolare arabi e asiatici). Se nell'entroterra domina il grupp bantu, nelle savane settentrionali, al confine con il Kenya, dove, si sono insediati gruppi pastorali nilotocamitici, le cui etnie dominanti sono quelle dei Masai e dei Luo. Nei secoli successivi, per effetto della colonizzazione e della tratta degli schiavi, l'insediamento ha subito sensibili modificazioni e degradazioni, ma non ha sostanzialmente mutato la distribuzione dei vari gruppi etnici. L'area costiera, inserita nel contesto economico e culturale dell'Oceano Indiano, si distinse dalla parte interna, rimasta profondamente africana. Molto più eterogenea è la popolazione e i caratteri tipicamente africani sono dovuti alle importazioni conseguenti al commercio degli schiavi utilizzati qui nelle piantagioni. I residenti non africani della terraferma e di Zanzibar (arabi, asiatici ed europei soprattutto britannici) costituiscono l'1% della popolazione. Si stima che risiedano in Tanzania 70.000 Arabi 50.000 Asiatici e 10.000 Europei.

Gli sviluppi demografici della Tanzania non sono bene conosciuti. Nel 1935 la popolazione è stata calcolata pari a circa 5 milioni di abitanti, saliti a 7,4 milioni nel 1948 e a 9,4 milioni nel 1958. Oggi la Tanzania ha una popolazione di 38.139.640 abitanti (2007), la densità della popolazione varia da 1/km2 nelle regioni aride, a 51/km2 negli altipiani fertili fino ai 134/km2 di Zanzibar, il paese ha una densità media di 43 abitanti per km2. Oltre l'80% della popolazione abita in zone rurali e più della metà della popolazione ha meno di 20 anni. L’area a maggiore densità è la fertile regione del Kilimangiaro, mentre gli aridi altipiani centrali (savana) hanno un insediamento a villaggio tradizionale.

 

Lingua

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Religione

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Storia

Nella Gola dell'Olduvai (luogo della Tanzania nord orientale famoso agli antropologi) ha recentemente rivelato i resti di un nostro antico progenitore, l'Homo erectus. Ma a parte questo aspetto dell'evoluzione umana, ben poco si conosce in realtà della preistoria recente di questo paese. Sulla costa la penetrazione commerciale araba inizia già nell'VIII secolo, ma solo nei secoli X e XI, si consolida attraverso la creazione di basi commerciali, tra cui Zanzibar, Tanga, Bagamoyo, Kilwa che diventeranno veri e propri sultanati. I primi documenti scritti risalgono al 1800, quando le tribù guerriere masai migrarono dal Kenya alla Tanzania. Mentre la regione costiera assisteva da tempo alle scaramucce marittime tra portoghesi e mercanti arabi, verso la metà del XVIII secolo i mercanti arabi e i negrieri trovarono il coraggio di avventurarsi in territorio masai, nel selvaggio entroterra del paese. I primi esploratori europei giunsero nella regione verso la metà dell'Ottocento: i più celebri furono Stanley e Livingstone. Alle soglie del ventesimo secolo i tedeschi diedero inizio alla colonizzazione del Tanganyika (come si chiamava allora l'entroterra della Tanzania) costruendo la linea ferroviaria e avviando un'intensa attività commerciale e, se non fosse stato per la fastidiosa piccola mosca tsetse, questa regione sarebbe stata trasformata in un enorme pascolo a vantaggio della madrepatria. La sconfitta in guerra rese ancora più difficile la posizione dei tedeschi e poco tempo dopo la Lega delle Nazioni affidò il territorio alla Gran Bretagna. Gli inglesi, intanto, si erano già impadroniti della vicina isola di Zanzibar, ponendo fine al secolare dominio dei mercanti arabi.

I movimenti nazionalisti apparsi dopo la seconda guerra mondiale diventarono attivi soltanto con la fondazione del Tanganyika African National Union (TANU), nel 1954, da parte di Julius Nyerere. Il Tanganyika ottenne l'indipendenza nel 1961 con Nyerere come primo presidente e considerato il padre della patria, mentre Zanzibar restò sottomessa agli inglesi ancora per due anni per essere poi unita al continente e alla vicina isola di Pemba. L'unione di Tanganika e Zanzibar portò alla nasicta della Tanzania.

Ma l'unità del paese e il suo carismatico primo presidente non furono sufficienti a far fronte alla grave carenza di risorse della Tanzania. Nyerere aveva riposto tutte le sue speranze nel socialismo radicale, un ideale davvero audace soprattutto considerando la propaganda anticomunista di potenziali elargitori di aiuti economici come gli Stati Uniti. Grazie alle riforme del leader, sostenute dai cinesi, l'economia fu nazionalizzata, così come numerose proprietà in affitto, e le classi abbienti vennero pesantemente tassate nel tentativo di ridistribuire le ricchezze del paese. I primi anni Sessanta videro la Tanzania, il Kenya e l'Uganda unite in una tanto ambiziosa quanto complessa coalizione economica che gestiva in comune la compagnia aerea, le infrastrutture per le telecomunicazioni, i trasporti e le dogane. Le valute dei tre paesi erano facilmente convertibili e la popolazione aveva libertà di movimento tra le frontiere. Le prevedibili divergenze politiche tra i tre stati misero però in crisi nel 1977 questo accordo iniziale. Molti fattori hanno contribuito ai problemi della moderna Tanzania, una delle nazioni più povere del mondo. L'annessione di Zanzibar, un tempo tra i paesi più ricchi dell'Africa, e l'avere adottato un sistema politico pluripartitico non ha permesso di promuovere sufficiente stabilità (per standard occidentali).

Nell'ottobre del 1995 terminò il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il Chama Cha Mapinduzi (CCM) vinse le elezioni e il 23 novembre 1995 insediò Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo). Durante la presidenza di Benjamin Mkapa si è dovuta affrontare l'ondata di profughi ruandesi in fuga dai combattimenti che infuriavano nel loro paese. Alla fine del 1996 il governo Mkapa ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, appoggiata dalle Nazioni Unite, in cui sosteneva che i profughi ruandesi stavano per lasciare la Tanzania ma, migliaia di persone sono tuttora presenti. Nell'agosto del 1998 alcuni terroristi hanno fatto esplodere una bomba nelle ambasciate statunitensi di Dar es Salaam e di Nairobi, uccidendo più di 250 persone e ferendone oltre 5000. Queste tensioni non hanno certamente aiutato il paese, già destabilizzato dai perduranti dissapori tra le varie tribù (soprattutto i chagga che vivono nella regione del Kilimanjaro). Anche se non pare probabile che la Tanzania debba soccombere ai conflitti tribali che hanno devastato il Ruanda e il Kenya negli ultimissimi anni, la paralisi politica e le profonde divergenze tra le minoranze sono destinate a turbare il paese ancora per molto tempo. Mkapa è stato rieletto presidente nell'ottobre 2000.

Il partito di governo (CCM), ha una posizione dominante anche a Zanzibar. Il dialogo per permettere all'opposizione (il Civil United Front CUF) di avere una più ampia partecipazione nel governo procede con alterne fortune, e spesso riesplodono le tensioni. Nel maggio 2003 le elezioni supplettive a Zanzibar (ricordiamo che l'isola di Pemba dell'arcipelago di Zanzibar è una roccaforte del CUF) sono state turbate dall'esclusione di sei candidati del CUF dalle liste elettorali e, sebbene non vi siano stati scontri violenti, è restato nell'opposizione il sospetto che il partito di governo abbia esercitato pressioni per escludere dei rivali.

Nel marzo 2004 sono esplosi ordigni rudimentali nel corso di manifestazioni non autorizzate di giovani estremisti islamici in contrasto con le posizioni filoccidentali del governo locale, troppo aperto al turismo. Una granata, che non è esplosa, è stata gettata in un ristorante frequentato anche da stranieri. Nel centro di Zanzibar una chiesa cattolica è stata incendiata. L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995, del 2000 e del 2005. Il 20 dicembre 2005 diventa presidente della repubblica Jakaya Mrisho Kikwete che nomina primo ministro Edward Ngoyayi Lowassa. Attualmente il CCM detiene 244 seggi su 296.

 

Costituzione

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Situazione politica

Dal 1977 al 1992 il Paese è stato retto dal partito unico Chama cha Mapinduzi (CCM: Partito della Rivoluzione), guidato dal "padre della patria" Julius Nyerere. Il movimento è di ispirazione socialista e nasce dalla fusione dei fronti di liberazione nazionali del Tanganika e di Zanzibar. Nyerere lascia il potere nel 1985.

Nell'ottobre del 1995 terminò il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il CCM vinse le elezioni e il 23 novembre 1995 insediò Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo); il Presidente venne riconfermato nel 2000. L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995 e del 2000. Nell'ottobre 2005 si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento e del Presidente della Repubblica, alle quali, dopo due mandati, Benjamin Mkapa non può ricandidarsi. Il 20 dicembre 2005 diventa presidente della repubblica Jakaya Mrisho Kikwete (musulmano) che nomina primo ministro Edward Ngoyayi Lowassa.

Attualmente il CCM detiene 244 seggi su 296.

 

Economia

La Tanzania è uno dei Paesi più poveri del mondo. Il reddito annuo pro capite è di circa 220$. Il 60% della popolazione è privo dell'elettricità e il 40% dell'acqua potabile. Il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 $ al giorno. Negli ultimi anni si è tuttavia registrata una crescita contenuta ma costante permessa dalla stabilità politica.

L'economia dipende in gran parte dall'agricoltura, che pesa per circa 60% del PIL, costituisce l'85% delle esportazioni e impiega il 80% della forza lavoro. Le condizioni geografiche e climatiche limitano i campi coltivati al 4% del territorio. L'industria pesa circa il 10% del PIL ed è prevalentemente limitata alla trasformazione dei prodotti agricoli . La Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e bilateral donors hanno fornito fondi per risollevare la deteriorata infrastruttura economica della Tanzania. Le grandi risorse naturali come giacimenti d'oro e i parchi nazionali non sono sfruttate appieno e generano poco reddito. La crescita degli anni 1991-99 ha generato un aumento della produzione industriale e un sostanziale incremento dell'output di minerali trainato dall'oro. Recenti riforme del sistema bancario hanno favorito la crescita degli investimenti. Il bilancio dello stato è gravato da un onerosissmo debito pubblico, che limita la possibilità di attuare riforme strutturali.

 

Festival e tradizioni

Il più importante evento a cadenza annuale della Tanzania inizia nel Serengeti National Park, vicino al confine con il Kenya, dove le enormi mandrie di gnu si dirigono ai più verdi pascoli del Kenya: a partire dal mese di aprile, ogni anno più di due milioni di capi migrano attraverso le pianure meridionali del Serengeti accompagnati da zebre, antilopi, gazzelle, leoni e turisti. La festa dell'indipendenza della Tanzania (9 dicembre) impallidisce al confronto.



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