Aggiornamenti di: Fabio Bertasi, Gian Andrea Pagnoni
ultimo aggiornamento: 22/11/2010
Situata appena sotto l'equatore, la Tanzania è il Paese più grande dell'Africa orientale ed è una delle destinazioni più affascinanti del continente africano.
I cataloghi delle agenzie di viaggi promuovono località di fama mondiale: le pianure del Serengeti, il cratere di Ngorongoro, il Kilimangiaro, la vetta più alta d'Africa, sempre incappucciato di neve e Zanzibar, con le idilliache spiagge incorniciate di palme e Stone Town, capitale storica dell'isola.
Ma la Tanzania non offre solo i luoghi di maggior richiamo. Quasi ovunque s'incontrano animali selvatici e panorami suggestivi: dai picchi di origine vulcanica ricoperti di foresta, alla polverosa savana popolata da elefanti, antilopi, leoni, leopardi e ghepardi.
La Tanzania è uno dei quattro Paesi con la più alta diversità naturalistica della terra: possiede una vasta gamma di specie ornitologiche (si contano circa 1500 specie), la più ampia popolazione di grandi mammiferi del continente e tre quarti delle specie botaniche presenti in Africa orientale. Se si aggiungono il grande numero di etnie del paese, le passeggiate fantastiche e altre attività, quali lo snorkeling e le immersioni, ci si rende conto che un viaggio in Tanzania può diventare un'esperienza straordinaria. Grazie alla sua grande eterogeneità, il principale patrimonio della Tanzania consiste nella sua gente: amichevole, accogliente, orgogliosa ma non pretenziosa e tuttavia riservata. Dovunque si trovino, i turisti vengono trattati con calore e cortesia straordinari ed è facile stringere amicizie.
L'etnia più conosciuta è quella dei Maasai, pastori seminomadi che vivono nella regione a nord dei grandi parchi, ma in Tanzania vivono almeno 127 altre etnie, forse non tutte altrettanto vistose quanto i guerrieri Maasai dai mantelli rossi e le lunghe lance, ma con tradizioni, storia, consuetudini, credenze e musica altrettanto ricche.
Nonostante le devastazioni del colonialismo, della modernità e della cristianizzazione, molte tradizioni sono riuscite a sopravvivere.
Per molti anni solo chi non aveva limiti di tempo ha avuto il privilegio di poter conoscere a fondo questi popoli, tuttavia, a partire dal 1995 un programma di turismo culturale che ha riscosso molto successo ha creato nuove basi volte a consentire ai turisti, anche quelli con poco tempo o pochi soldi, di fare un'esperienza diretta della vita locale in maniera intima e, inevitabilmente, affascinante.
Gnu, scimmie, antilopi, leoni, ghepardi, coccodrilli, gazzelle, fenicotteri: tutti questi animali sono stati sterminati dai 'grandi cacciatori bianchi', che oggi li puntano con le macchine fotografiche anziché i fucili.
Nazione povera, dal punto di vista economico, e afflitta da vicini turbolenti e da regimi coloniali opportunisti, la Tanzania offre tuttavia alcuni angoli di natura tra i più belli del continente. I suoi famosi parchi, come il Serengeti e il Mt Kilimanjaro o lo splendido cratere di Ngorongoro, rendono parecchie località di questo Paese, altrimenti scialbe, delle mete allettanti.
E poi c'è la sensualissima appendice del Paese, Zanzibar, una delle tante isole che si trovano al largo della costa, che fu un importante centro per il commercio delle spezie e che oggigiorno trasuda letteralmente aromi esotici.
Notizie pratiche su cosa vedere:
Itinerari consigliati e raccontati
Ancora non ci sono itinerari associati a questa guida.
Il visto d'ingresso è necessario, da richiedere prima della partenza presso l'Ambasciata della Tanzania a Roma o presso il Consolato di Tanzania a Milano.
Coloro che non potessero richiedere il visto in Italia possono ottenerlo all'arrivo nel Paese presso i tre aeroporti internazionali della Tanzania (Dar es Salaam, Kilimanjaro e Zanzibar) al costo di 50 USD.
Si richiama l'attenzione sul divieto assoluto di effettuare qualsiasi attività lavorativa se muniti di solo visto turistico; sono frequenti i casi d'arresto e di richieste di denaro nei confronti di connazionali sorpresi dalla polizia in possesso di visti che non consentono lo svolgimento di attività lavorative o commerciali, anche volontarie.
Tutti gli animali sono sottoposti ad un controllo e ad un periodo di quarantena. Gatti e cani devono essere stati vaccinati contro la rabbia e devono essere accompagnati da un certificato medico di idoneità sanitaria.
Gli effetti personali come vestiario, scarpe, oggetti da bagno, apparecchi foto, videocamere, binocoli etc. possono essere importati in franchigia. Tutti gli articoli importati devono essere dichiarati e la loro quantità e valore devono essere specificati. Può essere richiesta una dichiarazione scritta (modulo No. C 19).
Gli articoli sportivi vanno dichiarati: può essere richiesta una dichiarazione scritta. Per importare armi da fuoco e munizioni è necessario un permesso preventivo richiesto presso la polizia. Piante e prodotti per piante devono essere accompagnati da un certificato fitosanitario.
È da notare che la Tanzania è membro della convenzione "CITES" sul commercio internazionale delle specie faunistiche e floreali in via di estinzione. (Informazioni: The Commissioner Customs and Excise Department, Tanzania Revenue Authority Headquarters, P.O. Box 9053, Dar Er Salaam, Tel. +255 22 212 7783/4/6/8. Sito web:http:\www.tra.go.tz).
Vaccinazioni
La malaria è endemica e si consiglia di intraprendere la relativa profilassi.
Consigliate le vaccinazioni contro l'epatite A e B.
La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria solo per chi proviene da zone infette.
Ora
Sono 2 ore in più rispetto all'Italia (ora solare), 1 ora in più quando vige l'ora legale.
Quando andare
Il clima della Tanzania si può suddividere in due stagioni piovose e due stagioni secche.
La costa e le regioni lacustri sono quasi sempre calde e umide; le regioni montane godono di un clima più temperato; l'altopiano semi-arido è caldo e secco.
La stagione turistica si adegua allo schema delle piogge: l'afflusso turistico maggiore è tra dicembre e febbraio (quando il clima caldissimo e asciutto è considerato il più piacevole dell'anno) e, in minor misura, luglio e agosto.
Viaggiare durante la stagione secca presenta un certo numero di vantaggi, non ultima la possibilità di spostarsi attraverso il Paese, visto che durante la stagione delle piogge molte strade diventano inaccessibili.
La stagione secca è, inoltre, migliore per l'avvistamento degli animali, che tendono a concentrarsi nei pressi delle scarse fonti d'acqua.
Luglio e agosto sono probabilmente i mesi in assoluto migliori per avvistare gli animali.
Da ottobre a gennaio (novembre in particolar modo) offrono acque trasparenti, ideali per lo snorkeling e le immersioni.
Per visitare il Serengeti nel suo momento migliore sarà invece meglio evitare la stagione secca, poiché in questo periodo praticamente tutti gli animali del Paese 'vanno in vacanza' in Kenya.
La stagione delle piogge però, ad eccezione del periodo da marzo a maggio, durante i quali le possibilità di spostarsi sono decisamente limitate, non dovrebbero scoraggiare: la pioggia cade solo per brevi periodi al pomeriggio o verso sera e il paesaggio è straordinariamente verde e fresco anche se il cielo è carico di nuvole. Ci sono anche degli ulteriori vantaggi: pochi turisti, prezzi degli alloggi più bassi e, in generale, la gente del luogo ha più tempo da mettere a disposizione.
Il mese del Ramadan non ha che effetti limitatissimi se si viaggia nel continente, ma non è il periodo migliore per visitare Zanzibarperché molte attività sono più rallentate e molti ristoranti sono chiusi.
Se viaggiate nelle regioni umide (specialmente lungo la costa meridionale) preparatevi a dover affrontare dei disagi perché molte strade possono essere impraticabili per il fango.
Quanto stare
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Da mettere in valigia
Per i safari evitate indumenti che non siano color sabbia, kaki o verde. Cappello di tela, camicia a maniche lunghe, gilè e pantaloni con tasche (gli short non proteggono le gambe), maglione e giacca a vento (di notte fa freddo). Scarpe alte e robuste. Utile un buon binocolo.
Durante gli spostamenti in jeep tenete a portata di mano del burro di cacao per le labbra e della crema solare per proteggere la pelle.
Elettricità
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É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.
In questo paese (
Tanzania) abbiamo un voltaggio di
230 V con una frequenza di
50 Hz
, e le seguenti prese:
Britannica vecchio tipo a 3 poli
Britannica a 3 poli
Indirizzi utili
Burocrazia e Visti
Ambasciata italiana
Lugalo road, Plot 316, Dar-es-Salaam
tel: +255 22 2115935, fax: +255 22 2115938
tel 2: +255 22 2123010
numero di cellulare: +255 754 777701 (emergenze)
posta elettronica: cons.dar@esteri.it
Sanità e Sicurezza
Pronto soccorso Mnazi Mmoja Hospital
Dar-es-Salaam
tel: 24 2230713
Come arrivare
Non è possibile raggiungere il Paese direttamente dall'Italia, esistono comunque collegamenti con alcuni stati d'Europa.
L'aereoporto più utilizzato per chi arriva in Tanzania è quello di Dar es Salaam ma ci sono voli internazionali anche per gli aeroporti Kilimangiaro, vicino ad Arusha e per Zanzibar.
Molte linee aeree servono la Tanzania ad esempio: Air Tanzania, Aeroflot, Air Zimbabwe, Lufthansa, Air France, British Airways, Egypt Airway, Ethiopian Airline, Gulf Air, Kenya Airways,KLM, Royal Swazi, Swiss Air, Alliance Air and Zambia Airways.
Via terra, sia in auto che in treno, ci sono buono collegamenti con il Kenya, Ruanda e Uganda.
Ci sono tre linee ferroviarie: la linea Nord-Centrale e le due linee Tazara.
I treni sono comodi e sicuri. Con il treno è possibile l'entrata in Tanzania solo dallo Zambia con la Ferrovia Tanzam.
Gli autobus in servizio tra il Ruanda e l'Uganda non sono del tutto affidabili, ma offrono comunque un servizio discreto.
La Tanzania è raggiungibile dal lago Tanganyika, dal lago Victoria e dall'Oceano Indiano.
La nave MV Liemba ha servizi regolari fra il Burundi e lo Zambia attraverso il lago Tanganyika fino a Kigoma.
Il lago Victoria offre servizi fra Mwanza e Bukoba in Tanzania e Port Bell in Uganda.
Dall'Oceano Indiano è possibile raggiungere Dar es Salaam e Mombasa, in Kenya, via nave.
È possibile spostarsi in dhow (sambuco) tra Mombasa, Pemba e Zanzibar ma attualmente le partenze non sono molto frequenti.
Tasse di ingresso-imbarco
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Cosa vedere e cosa fare
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Dar es Salaam
Dar es Salaam è la città più importante della Tanzania.
Il 'Porto della pace' sorse come villaggio di pescatori verso la metà dell'Ottocento quando il sultano di Zanzibar decise di trasformare la laguna interna (ovvero l'attuale porto) in un approdo sicuro e in un centro di commerci. Oggi questa città è una metropoli brulicante di attività con 2.489.800 abitanti e il luogo in cui i dhow arabi si confondono con le gigantesche navi che solcano gli oceani.
Come in molte altre città africane non mancano vistosi contrasti tra i vari quartieri di Dar es Salaam ma, per quanto le animate vie centrali attorno al caratteristico Mercato Kariakoo e alla torre dell'orologio non possano essere più diverse dai viali alberati dei quartieri governativi a nord, pure non esistono dei veri e propri bassifondi. L'atmosfera di questa città è accogliente, con un vago sentore di salmastro, un'inebriante mistura di culture diverse e, soprattutto, nessuno degli aspetti spiacevoli di Nairobi. Il Museo Nazionale di Dar è situato nei pressi dei Giardini Botanici, in centro.
Questo museo ospita alcune importanti collezioni archeologiche, tra cui spiccano i fossili di Zinjanthropus (Australopiteco dalla robusta mandibola) e illustra la sordida storia della tratta degli schiavi di Zanzibar.
A una decina di chilometri dal centro, il Village Museum merita anch'esso una visita: si tratta di un villaggio con abitazioni autentiche, caratteristiche di varie regioni della Tanzania. Nel villaggio, durante il fine settimana, si può assistere a spettacoli di danze tradizionali.
La Oyster Bay è uno splendido (per il momento) tratto di costa tropicale dove si trova la spiaggia più vicina alla città. Tenete presente che può essere difficile trovare una camera a Dar es Salaam perch`, sebbene in questa città non manchino gli alberghi, sembra che siano sempre tutti al completo - cosa che vale per ogni genere di alloggio, dai più economici a quelli di lusso. Quindi non vi conviene scartare una stanza soltanto perch` non vi piacciono le tendine: prendetela, invece, e cercatevi qualcos'altro più tardi, con comodo.
Questa città è anche il principale aeroporto della Tanzania per gli arrivi internazionali e vi si trovano moltissimi uffici delle varie compagnie aeree.
Il treno Tazara fa servizio tra Dar es Salaam e Kapiri Mposhi (Zambia).
Gli autobus diretti alle principali località del Paese partono da diverse fermate in città dal momento che non esiste un'autostazione centrale.
Kilimanjaro
Vulcano dalle forme quasi perfette che si staglia a picco sulle remote pianure nord-orientali della Tanzania, il Kilimanjaro offre uno dei panorami più grandiosi dell'Africa.
Perennemente innevato e non ancora del tutto spento, questo vulcano di 5895 m è la vetta più alta del continente: dalle fattorie delle pianure si sale tra la lussureggiante vegetazione della foresta pluviale fino ai prati alpini per raggiungere infine, attraverso uno spoglio paesaggio lunare, le due cime gemelle.
La foresta pluviale ospita molti animali, tra cui elefanti, bufali, rinoceronti, leopardi e scimmie e ci si può anche imbattere in mandrie di antilopi alcine nella sella tra le cime Mawenzi e Kibo.
Conquistare la vetta e attendere il sorgere dell'alba, mentre lo sguardo spazia a perdita d'occhio sulla savana, è il sogno di ogni viaggiatore. La scalata dei 5895 m di questo monolite, però, non è certamente una scampagnata domenicale.
Moltissimi minibus raggiungono tutti i giorni il principale sentiero escursionistico, partendo da Moshi (sulla strada statale) e fermandosi all'inizio del percorso presso Marangu.
Latopiano Makonde
Pochi viaggiatori visitano la parte sud-orientale della Tanzania nei pressi del confine con il Mozambico, da dove provengono le celebri sculture makonde (copiate dagli artigiani di tutta l'Africa orientale): è una regione veramente splendida ma chi intende raggiungerla dovrà mettere in preventivo alcuni cambi di autobus e vari pernottamenti lungo il tragitto, anche se i mezzi pubblici che servono questa zona sono numerosi.
La prima tappa di questo itinerario si compie in autobus e comprende il tratto da Mbeya a Njombe, una delle regioni più alte e fredde del Paese; quindi si prosegue per la chiassosa cittadina di Songea, e oltre ancora fino ai remoti villaggi diTunduru e Masai, situati nel Makonde Plateau.
C'è inoltre un regolare servizio di traghetti tra Dar es Salaam e Mtwara, nei pressi dell'altopiano.
Mikumi National Park
Il parco offre la possibilità di vedere leoni, zebre, ippopotami, giraffe, impala, volatili selvaggi e facoceri.
Un luogo popolarissimo per i visitatori è Kikaboga Hippo Pool.
Sebbene il periodo migliore per visitare Mikumi sia da dicembre a marzo, gli animali popolano il cratere per tutto l'anno.
Ngoro ngoro
Si tratta della più imponente caldera vulcanica al mondo. Alcuni scienziati sostengono che, prima dell'eruzione, sarebbe stata più alta del Kilimanjaro, cima più alta dell'Africa.
Ricoprendo circa 260 kmq, il cratere, profondo 600 m, è rifugio permanente per più di 30.000 animali ed è uno dei pochissimi luoghi d'Africa in cui è possibile osservare i cinque grandi d'Africa (leone, leopardo, rinoceronte, bufalo ed elefante ) nel corso di una mattinata o di un pomeriggio di safari.
La notte ai limiti del cratere ( 2400 m) - dove sono situati i lodge - può essere anche molto fredda.
I Masai portano le greggi a pascolare in queste zone, e non è raro vedere le greggi masai accanto ai bufali, ed in vicinanza, a poche centinaia di metri, i leoni. Nel cratere dimorano circa 100 leoni, e più o meno venti rinoceronti.
La spettacolare foresta di Lerai è uno dei luoghi migliori per poter osservare i leopardi.
Il panorama offerto dal cratere del Ngorongoro può non essere particolarmente suggestivo dalla cima ma, scendendo lungo i sentieri che attraversano la fittissima giungla, cambierete senz'altro opinione.
Questo cratere è stato paragonato all'Arca di Noé e al Giardino dell'Eden ma, rispetto a quelli, ha il vantaggio di esistere tuttora. Lo stesso Noé resterebbe perplesso davanti all'attuale declino della fauna di questa regione, ma non avrebbe comunque difficoltà a trovare leoni, elefanti, rinoceronti, bufali e molti altri erbivori delle pianure come gnu, gazzelle di Thomson, zebre e antilopi dei canneti, oltre a migliaia di fenicotteri che sguazzano nelle acque poco profonde del Magadi, il lago salato in fondo al cratere.
Il cratere si raggiunge prendendo un autobus privato da Arusha (sulla strada principale), che vi porterà almeno fino a Karatu, ma oltre questa località può essere difficile trovare altri mezzi di trasporto. Fino a Karatu si spingono anche moltissimi camion.
Ruaha National Park
Ruaha National Park: 10.300 kmq, è il secondo parco più esteso della Tanzania, situato nella Tanzania Centrale, 128 km a ovest di Iringa.
Secondo unicamente a Katavi con la sua atmosfera di ineguagliabile selvaticità, ma di gran lunga più accessibile, Ruaha protegge un largo fronte di territorio semi-arido ed aspro, caratteristico della Tanzania centrale. La sua sorgente di vita è rappresentata dal fiume Grande Ruaha, che scorre lungo i confini orientali, divenendo un torrente alluvionale nei periodi delle piogge, che si disperde in preziosi stagni circondati da sabbia fine e ghiaia.
Selous game reserve
Questo vasto e sperduto angolo di natura selvaggia è stato definito la più grande riserva faunistica del mondo (54.600 kmq).
Praticamente intatta, sembra ospitare (secondo le stime ufficiali) la più grande concentrazione del pianeta di elefanti, bufali, coccodrilli, ippopotami e licaoni, oltre a numerosi leoni, rinoceronti e antilopi e a migliaia di splendide specie di uccelli.
Una delle principali attrazioni del luogo è l'enorme fiume Rufiji, e all'estremità settentrionale della riserva troverete il lodge di Stiegler's Gorge, una gola attraversata da una teleferica.
Il mezzo di trasporto più comodo per raggiungere Selous è il volo diretto da Dar es Salaam, mentre via terra non ci sono autobus ed è praticamente impossibile fare l'autostop. Soltanto la linea ferroviaria Tazara si spinge fino a Fuga, al limitare della riserva.
Serengeti
Il Serengeti, che si estende su di una superficie di 14.763 kmq, è il parco più famoso della Tanzania, dove potrete farvi un'idea di come doveva essere l'Africa occidentale prima dell'arrivo dei 'grandi cacciatori bianchi'. L'insensato sterminio degli animali delle pianure iniziò negli ultimi anni dell'Ottocento, ma anche in tempi più recenti i cacciatori di trofei e i contrabbandieri in cerca di avorio hanno continuato il massacro.
Nelle sconfinate pianure del parco, quasi del tutto prive di alberi, vivono milioni di ungulati in costante movimento alla ricerca di pascoli, sotto lo sguardo rapace di ogni sorta di predatori: è veramente uno degli spettacoli più incredibili a cui si possa assistere e il numero di animali coinvolti in questa migrazione sfida l'immaginazione umana. Gli gnu svolgono un ruolo importante in questa strabiliante migrazione annuale, ma il Serengeti è famoso anche per i leoni, i ghepardi e le giraffe. Non dimenticatevi il binocolo.
Probabilmente il periodo migliore per osservarli è da dicembre a maggio.
Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:
Itinerari consigliati e raccontati
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La Air Tanzania, la compagnia di bandiera, serve la maggior parte delle rotte interne ma ha una flotta non propriamente all'avanguardia. Le principali città risultano comunque regolarmente collegate.
Diverse aerolinee private fanno servizio con piccoli velivoli sulle rotte principali, su quelle secondarie e anche per i parchi nazionali e le riserve di Serengeti, Selous, Ruaha e per l'isola di Rubondo.
Mezzi pubblici
Praticamente ovunque sono disponibili gli autobus urbani (dala-dala). Ovviamente ci sono delle linee e degli orari, ma raramente vengono rispettati.
Le grandi città sono tutte collegate con autobus che sono generalmente poco costosi.
Il servizio degli autobus è buono e copre tutte le grandi distanze.
Vi sono due tipi di autobus, quelli di lusso e quelli economici, ma la differenza è minima anche se quelli di lusso sono più affidabili in termini di qualità ed orari.
Anche la rete ferroviaria raggiunge le località principali del Paese.
Mezzi a noleggio
Guidare un veicolo in questo Paese significa adeguare la velocità alle condizioni delle strade: fuori dai centri abitati non c'è molto traffico, quindi il peggior nemico degli automobilisti è il manto stradale pieno di buche.
L'illuminazione è molto scarsa ed è quindi sconsigliato di guidare di notte sia per evitare buche nell'asfalto sia per il pericolo di incidenti con animali selvatici.
Altri mezzi
Patente
Per guidare in Tanzania serve la patente internazionale (modello Convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968). Il conduttore di un veicolo immatricolato all'estero deve sottoscrivere una assicurazione di responsabilità civile.
Carburante
Dormire
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Mangiare
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Moneta e carte di credito
Gli euro e i dollari sono ugualmente accettati e convertibili in valuta locale presso i numerosi Uffici di cambio.
Le banche principali con servizio bancomat sono: Barclays, NBC, Standard Chartered Bank.
Le carte di credito accettate nei principali alberghi sono la Visa, la Master Card e la Diners Club; spesso, su ogni acquisto, viene applicata una commissione del 5-10%.
Cambio attuale:
1 Euro =
2.239,67
Scellino Tanzania 1 USD =
1.693,00
Scellino Tanzania
dati aggiornati al
28/11/11
Posta e telefono
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Sanità
Il sistema sanitario locale è carente per quanto riguarda il personale, le attrezzature mediche e la disponibilità di farmaci specifici.
La situazione sanitaria è particolarmente grave all’interno del Paese.
Sono presenti malattie come: colera, tifo, paratifo, epatiti virali A, B, C, tetano, bilarzia (si raccomanda, pertanto, di non effettuare la balneazione in laghi o fiumi).
L’Aids è molto diffuso ed è la seconda causa di morte dopo la malaria (si stima che il 12% della popolazione sia sieropositiva).
Per questo motivo le trasfusioni di sangue non sono sicure e sono quindi da evitare se non in caso di strettissima necessità.
Un’eventuale evacuazione sanitaria d’urgenza è possibile solo in aereo da Dar es Salaam o Zanzibar per l’Europa, per il Kenia o per il Sud Africa.
Si ricorda che, per incidenti che dovessero verificarsi all’interno del Paese, i rischi sono elevati, date le difficoltà di comunicazione e di trasporto.
Si consiglia pertanto, prima di intraprendere il viaggio, di stipulare un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre la copertura delle spese mediche, anche un eventuale rimpatrio e/o trasferimento sanitario d’emergenza o il trasferimento in altro Paese.
Durante il viaggio è opportuno acquistare bevande in contenitori sigillati; trattare l’acqua per uso alimentare (bollitura per oltre venti minuti, filtrazione e decantazione); evitare verdura e frutti di mare se non cotti o lavati con acqua di cui si è controllata l'origine, evitare di aggiungere ghiaccio nelle bevande se di questo non si conosce l'acqua di origine; consultare immediatamente un medico e richiedere le analisi ai primi sintomi di malessere (vomito, febbre, diarrea).
Alle persone che intendono recarsi ad alta quota sul Kilimanjaro si ricorda che non c’è possibilità di utilizzare bombole d’ossigeno e manca un pronto soccorso attrezzato. Pertanto, a causa del notevole impegno fisico richiesto dal lungo itinerario, solo le persone fisicamente molto in forma e solo previo parere di un medico dovrebbero effettuare l'escursione alle quote oltre i 4.000 m.
Attenzione all'attività sportivasubacquea: a Dar es Salaam non sono disponibili camere iperbariche.
Sicurezza
La Tanzania è uno dei Paesi africani più sicuri, ma non dobbiamo dimenticare che si è in un Paese del terzo mondo e, senza un'approfondita conoscenza del Paese, è consigliabile spostarsi in compagnia di persone che conoscono i luoghi e la lingua.
Zone a rischio da evitare: la regione di Kigoma, ovest di Kagera e la zona di Kariakoo.
Vanno evitate anche le aree a nord e a nord-ovest del Paese nei pressi dei campi profughi e confinanti con il Ruanda, il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo, a causa della presenza di bande armate.
Sono in aumento in tutto il Paese rapine ed episodi di criminalità nonostante le Autorità locali abbiano intensificato le misure di sicurezza.
A Dar es Salaam si consiglia di non mostrare oggetti di valore, cellulari o portafogli soprattutto se si cammina a piedi nelle zone del centro.
Cautela nelle piagge libere, luoghi isolati, principali strade di collegamento tra i grandi centri urbani ed in particolare la strada di collegamento Arusha-Nairobi.
Nei mezzi di trasporto collettivo, nei centri urbani, nelle zone commerciali e nelle banche sono frequenti ifurti.
Durante le visite nelle savana è opportuno verificare che le guide siano munite di radio.
L' uso e/o lo spaccio di droghe (leggere o pesanti) è duramente represso dalla polizia, che dispone di informatori ovunque.
Le condanne inflitte dai tribunali per reati di droga sono pesanti ed i controlli della polizia negli alberghi sono frequenti.
All'aeroporto, anche i bagagli dei viaggiatori della sala VIP possono essere ispezionati.
La legge locale per abusi o violenze nei confronti dei minorenni è rigidissima. Le condanne per violenza e pedofilia comportano pene da 20 anni fino all'ergastolo. La stampa riporta tali notizie con grande evidenza.
Va ricordato che coloro che commettono all'estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione) vengono perseguiti al loro rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese.
Comportamenti
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Viaggiare con bambini
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Viaggiatori disabili
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Curiosità
Si trova in Tanzania la costruzione umana più antica.
Si tratta di un cerchio di pietre ritrovato nella Gola di Olduvai; pare sia la base di una capanna e risalirebbe a 1,8 milioni di anni fa.
La Tanzania confina a nord con Kenya e Uganda, a est con l'Oceano Indiano, a sud con Zambia, Malawi e Mozambico, a ovest con Ruanda Burundi e Repubblica Democratica del Congo.
Terra di pianure, laghi e monti con una stretta e bassa fascia costiera, la Tanzania è il Paese più esteso dell'Africa orientale.
Il territorio è quasi interamente costituito da un altopiano, in parte semi-desertico e in altre zone coperto dalla savana e da radi arbusti.
Le montagne più alte della Tanzania - il Meru (4556 m) e il Kilimanjaro (che è la cima più elevata dell'Africa con i suoi 5895 m) - sono situate nella regione nord-orientale, lungo il confine con il Kenya.
A nord e a ovest si trovano invece i grandi laghi Vittoria e Tanganica. Un altro lago è il Natron, con acque saline, situato nella Rift Valley africana vicino al confine keniota.
L'isola di Zanzibar si trova nell'Oceano Indiano, nei pressi della costa della Tanzania.
Ecologia e ambiente
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Clima
Nonostante il Paese si trovi nella fascia equatoriale (tra 1° e 12° latitudine sud), il clima della Tanzania è di tipo tropicale, con stagioni alternate influenzate dagli alisei e soprattutto dai monsoni, e lievi escursioni termiche annue.
Agli alisei si deve fondamentalmente la stagione piovosa propria dell'inverno australe (precipitazioni tra marzo e maggio), mentre i monsoni sono responsabili di una seconda stagione piovosa tra ottobre e dicembre.
Asciutte e calde sono le stagioni intermedie, tra giugno e settembre e tra gennaio e febbraio.
Dalla costa alle zone interne più elevate, mitigate dall'altitudine, si assiste ad una diminuzione della temperatura media (a Dar es Salaam e a Tabora, a 1.265 m, le medie sono rispettivamente: a gennaio di 28°C e 22 °C, a luglio di 23°C e 21°C).
Sugli altipiani si possono avere escursioni termiche tra giorno e notte anche di 10°C.
Sugli altipiani la quantità delle precipitazioni è assai variabile in funzione dell'altitudine e dell'esposizione. Si hanno così contrasti netti (dai 1200 mm ai 600 mm di precipitazioni annui) tra i versanti elevati ed esposti ad est alle influenze monsoniche e le sottostanti depressioni: tipico il caso del Kilimangiaro, con versanti lussureggianti e vegetazione a macchia tra foreste pluviali e coltivi ad alta densità di popolazione che degradano verso la sottostante savana semiarida dei Masai, sfruttata solo dalla pastorizia.
La fascia costiera lungo l'Oceano Indiano e le isole al largo della costa (Pemba, Zanzibar e Mafia) hanno invece un clima caldissimo, umido e tropicale, mitigato dalle brezze marine.
Popolazione
La penetrazione e la diffusione di popolazionibantoidi (oggi maggioritarie), avvenute per gradi e a piccoli gruppi, sembra iniziare già a partire dal I millennio a.C., ma solo dal IV sec. d.C. si può parlare di una cospicua presenza bantoide nel territorio. Essa si rafforza successivamente e nei secoli XV-XVI si ha un consolidamento di quei grandi e piccoli gruppi umani che ancor oggi formano il 90% dell'ossatura etnica del Paese (bantu) oggi rappresentata soprattutto dalle etnie Kikuyu, Hehe, Sukuma e i Nyamwezi.
La fascia costiera ha caratteristiche peculiari, regione molto permeabile e antica area di traffici commerciali è stata soggetta a immigrazioni di genti non africane (in particolare arabi e asiatici).
Se nell'entroterra domina il gruppo bantu, nelle savane settentrionali, al confine con il Kenya, si sono insediati gruppi pastorali nilotocamitici le cui etnie dominanti sono quelle dei Masai e dei Luo.
Nei secoli successivi, per effetto della colonizzazione e della tratta degli schiavi, l'insediamento ha subito sensibili modificazioni e degradazioni, ma non ha sostanzialmente mutato la distribuzione dei vari gruppi etnici.
L'area costiera, inserita nel contesto economico e culturale dell'Oceano Indiano, si distinse dalla parte interna, rimasta profondamente africana. La popolazione è molto più eterogenea e i caratteri tipicamente africani sono dovuti alle importazioni conseguenti al commercio degli schiavi utilizzati qui nelle piantagioni.
I residenti non africani della terraferma e di Zanzibar (arabi, asiatici ed europei soprattutto britannici) costituiscono l'1% della popolazione.
Si stima che risiedano in Tanzania 70.000 arabi, 50.000 asiatici e 10.000 europei.
Oltre l'80% della popolazione abita in zone rurali e più della metà della popolazione ha meno di 20 anni.
L’area a maggiore densità è la fertile regione del Kilimangiaro, mentre gli aridi altipiani centrali (savana) hanno un insediamento a villaggio tradizionale.
Lingua
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Religione
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Storia
La Gola dell'Olduvai (Tanzania nord orientale) ha recentemente rivelato i resti di un nostro antico progenitore, l'Homo erectus. Ma a parte questo aspetto dell'evoluzione umana, ben poco si conosce in realtà della preistoria recente di questo Paese.
Sulla costa, la penetrazione commerciale araba inizia già nell'VIII sec., ma solo nei secoli X e XI si consolida attraverso la creazione di basi commerciali, tra cui Zanzibar, Tanga, Bagamoyo, Kilwa, che diventeranno veri e propri sultanati.
I primi documenti scritti risalgono al 1800, quando le tribù guerriere masai migrarono dal Kenya alla Tanzania.
Mentre la regione costiera assisteva da tempo alle scaramucce marittime tra portoghesi e mercanti arabi, verso la metà del XVIII sec. i mercanti arabi e i negrieri trovarono il coraggio di avventurarsi in territorio masai, nel selvaggio entroterra del Paese.
I primi esploratori europei giunsero nella regione verso la metà dell'Ottocento: i più celebri furono Stanley e Livingstone.
Alle soglie del XX sec. i tedeschi diedero inizio alla colonizzazione del Tanganyika (come si chiamava allora l'entroterra della Tanzania) costruendo la linea ferroviaria e avviando un'intensa attività commerciale e, se non fosse stato per la fastidiosa piccola mosca tsetse, questa regione sarebbe stata trasformata in un enorme pascolo a vantaggio della madrepatria.
La sconfitta in guerra rese ancora più difficile la posizione dei tedeschi e poco tempo dopo la Lega delle Nazioni affidò il territorio alla Gran Bretagna. Gli inglesi, intanto, si erano già impadroniti della vicina isola di Zanzibar, ponendo fine al secolare dominio dei mercanti arabi.
I movimenti nazionalisti apparsi dopo la seconda guerra mondiale diventarono attivi soltanto con la fondazione del Tanganyika African National Union (TANU), nel 1954, da parte di Julius Nyerere.
Il Tanganyika ottenne l'indipendenza nel 1961 con Nyerere come primo presidente e considerato il padre della patria, mentre Zanzibar restò sottomessa agli inglesi ancora per due anni per essere poi unita al continente e alla vicina isola di Pemba.
L'unione di Tanganika e Zanzibar portò alla nasicta della Tanzania.
Ma l'unità del Paese e il suo carismatico primo presidente non furono sufficienti a far fronte alla grave carenza di risorse della Tanzania.
Nyerere aveva riposto tutte le sue speranze nel socialismo radicale, un ideale davvero audace soprattutto considerando la propaganda anticomunista di potenziali elargitori di aiuti economici come gli Stati Uniti.
Grazie alle riforme del leader, sostenute dai cinesi, l'economia fu nazionalizzata, così come numerose proprietà in affitto, e le classi abbienti vennero pesantemente tassate nel tentativo di ridistribuire le ricchezze del Paese.
I primi anni Sessanta videro la Tanzania, il Kenya e l'Uganda unite in una tanto ambiziosa quanto complessa coalizione economica che gestiva in comune la compagnia aerea, le infrastrutture per le telecomunicazioni, i trasporti e le dogane. Le valute dei tre Paesi erano facilmente convertibili e la popolazione aveva libertà di movimento tra le frontiere.
Le prevedibili divergenze politiche tra i tre stati misero però in crisi questo accordo iniziale (1977).
Molti fattori hanno contribuito ai problemi della moderna Tanzania, una delle nazioni più povere del mondo.
L'annessione di Zanzibar, un tempo tra i Paesi più ricchi dell'Africa, e l'avere adottato un sistema politico pluripartitico non permisero di promuovere sufficiente stabilità (per gli standard occidentali).
Nell'ottobre del 1995 terminò il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche.
Il Chama Cha Mapinduzi (CCM) vinse le elezioni e il 23 novembre 1995 insediò Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo). Durante la presidenza di Benjamin Mkapa si è dovuta affrontare l'ondata di profughi ruandesi in fuga dai combattimenti che infuriavano nel loro Paese.
Alla fine del 1996 il governo Mkapa rilasciò una dichiarazione ufficiale, appoggiata dalle Nazioni Unite, in cui sosteneva che i profughi ruandesi stavano per lasciare la Tanzania ma migliaia di persone vi sono tuttora presenti.
Nell'agosto del 1998 alcuni terroristi fecero esplodere una bomba nelle ambasciate statunitensi di Dar es Salaam e di Nairobi, uccidendo più di 250 persone e ferendone oltre 5000. Queste tensioni non hanno certamente aiutato il Paese, già destabilizzato dai perduranti dissapori tra le varie tribù (soprattutto i chagga che vivono nella regione del Kilimanjaro).
Anche se non pare probabile che la Tanzania debba soccombere ai conflitti tribali che hanno devastato il Ruanda e il Kenya negli ultimissimi anni, la paralisi politica e le profonde divergenze tra le minoranze sono destinate a turbare il Paese ancora per molto tempo.
Il partito di governo (CCM), ha una posizione dominante anche a Zanzibar.
Il dialogo per permettere all'opposizione (il Civil United Front, CUF) di avere una più ampia partecipazione nel governo procede con alterne fortune, e spesso riesplodono le tensioni.
Nel maggio 2003, le elezioni supplettive a Zanzibar (ricordiamo che l'isola di Pemba dell'arcipelago di Zanzibar è una roccaforte del CUF) sono state turbate dall'esclusione di sei candidati del CUF dalle liste elettorali e, sebbene non vi siano stati scontri violenti, è restato nell'opposizione il sospetto che il partito di governo abbia esercitato pressioni per escludere dei rivali.
Nel marzo 2004 sono esplosi ordigni rudimentali nel corso di manifestazioni non autorizzate di giovani estremisti islamici in contrasto con le posizioni filoccidentali del governo locale, troppo aperto al turismo.
L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995, del 2000 e del 2005.
Il 20 dicembre 2005 diventa presidente della repubblica Jakaya Mrisho Kikwete.
Costituzione
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Situazione politica
Dal 1977 al 1992 il Paese è stato retto dal partito unico Chama cha Mapinduzi (CCM, Partito della Rivoluzione), guidato dal "padre della patria" Julius Nyerere. Il movimento è di ispirazione socialista e nasce dalla fusione dei fronti di liberazione nazionali del Tanganika e di Zanzibar.
Nyerere lascia il potere nel 1985.
Nell'ottobre del 1995 termina il regime di partito unico con le prime elezioni multi-partitiche. Il CCM vince le elezioni e il 23 novembre 1995 insedia Benjamin Mkapa alla carica di Presidente della Repubblica (che è anche capo del Governo); il Presidente viene riconfermato nel 2000. L'opposizione, divisa e instabile, non ha saputo proporsi come alternativa alle elezioni del 1995 e del 2000.
Il 20 dicembre 2005 diventa presidente della repubblica Jakaya Mrisho Kikwete (musulmano) che nomina primo ministro Edward Ngoyayi Lowassa.
Economia
La Tanzania è uno dei Paesi più poveri del mondo.
Il reddito annuo pro capite è di circa 220$. Il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 $ al giorno. Negli ultimi anni si è tuttavia registrata una crescita contenuta ma costante permessa dalla stabilità politica.
Il 60% della popolazione è privo dell'elettricità e il 40% dell'acqua potabile.
L'economia dipende in gran parte dall'agricoltura, che pesa per circa 60% del PIL, costituisce l'85% delle esportazioni e impiega il 80% della forza lavoro. Le condizioni geografiche e climatiche limitano i campi coltivati al 4% del territorio.
L'industria pesa circa il 10% del PIL ed è prevalentemente limitata alla trasformazione dei prodotti agricoli.
La Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e bilateral donors hanno fornito fondi per risollevare la deteriorata infrastruttura economica della Tanzania. Le grandi risorse naturali come giacimenti d'oro e i parchi nazionali non sono sfruttate appieno e creano poco reddito.
La crescita degli anni 1991-99 ha generato un aumento della produzione industriale e un sostanziale incremento dell'output di minerali trainato dall'oro.
Recenti riforme del sistema bancario hanno favorito la crescita degli investimenti.
Il bilancio dello stato è gravato da un onerosissmo debito pubblico che limita la possibilità di attuare riforme strutturali.