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Guida Messico

Il Messico è uno straordinario mix di culture e bellezze naturali situato a cavallo del Tropico del Cancro.
È quasi impossibile raccontare il Messico: è necessario, invece, credere nel Messico, con passione, con rabbia, con totale abbandono, afferma il personaggio di un romanzo di Carlos Fuentes, il più celebre e amato scrittore messicano vivente. Terra di estremi, dove tutto é in apparenza eterno e al tempo stesso in frenetica evoluzione e capace d’improvvise ed inaspettate eruzioni.
Anche se la maggior parte dei viaggiatori resta sedotta dai maestosi monumenti maya ed aztechi, per i più curiosi il Messico è un’inesauribile fonte di meraviglie, a cominciare dal suo popolo, drammaticamente attaccato alla vita e gioiosamente innamorato della morte.
Come conseguenza di un’orografia e di una geografia estremamente varie, il Messico è un Paese assai diversificato, sotto tutti i punti di vista.
Gli appassionati di natura dovranno raggiungere questa terra più volte per poter visitare le numerose riserve della biosfera qui presenti: una fauna variegata che annovera giaguari, scimmie urlatrici e coccodrilli delle foreste pluviali, ma anche pellicani e fenicotteri che frequentano le mangrovie costiere, fa eco ad una flora eccezionalmente diversificata.
Gli amanti della storia e dell’archeologia troveranno impossibile non visitare i numerosi siti Maya e Aztechi: Chichen Itza, Uxmal, Palenque e Tenochitlàn sono solo i più famosi di una miriade di località sparse per il Paese, tra deserti e foreste pluviali.
Principali detentrici di questa storia affascinante sono le popolazioni Maya del sud, ancora attaccate ai riti che mescolano pratiche animiste alla fede cristiana introdotta dai conquistadores spagnoli nel corso del XVI secolo.
Il Messico offre la possibilità di trascorrere rilassanti vacanze al mare sulle coste del Pacifico, piuttosto che alla scoperta della Ruta de l’Indipendencia o dello Yucatan, lungo la Riviera Maya.
In definitiva, qualunque sia il vostro tipo di interesse, in Messico troverete quello che cercate: sta a voi scoprirlo, tra deserti, foreste, vulcani, spiagge candide ed immacolate, resti di civiltà scomparse e antichissime tradizioni.

Passaporto e visto per il Messico

Per entrare in Messico, ai cittadini italiani basta il passaporto con validità residua di almeno 3 mesi.
(Avvertenza: se fate scalo negli Stati Uniti è necessario essere in possesso di un passaporto a lettura ottica).
Per permanenze turistiche inferiori ai 3 mesi non è necessario alcun visto. Basta compilare la tarjeta de turista (FMT), rilasciata durante il volo dalla compagnia aerea e convalidata dalle autorità di frontiera. La tarjeta dovrà essere riconsegnata alla dogana al momento della partenza. Chi la smarrisce è soggetto ad una sanzione pecuniaria.
Il visto è obbligatorio per coloro che si recano nel Paese per motivi diversi da quelli turistici (studio, lavoro, affari) e dev’essere richiesto presso i Consolati messicani in Italia.

Messico: cosa vedere

Il Messico offre una moltitudine di opportunità per tutti i gusti, dai paesaggi desertici del nord alle foreste pluviali del sud, dalle barriere coralline dell’Atlantico alle acque blu del Pacifico, dai siti archeologici ai villaggi indigeni del Chiapas.

Archeologia e storia

Messico vuol dire anche cultura e musei: da non perdere a Città del Messico il Museo d’Arte Moderna, ricco di opere di artisti messicani del ‘900. Qui si viene soprattutto per i tre grandi protagonisti del moralismo: Diego Ravera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros. Ma sono tanti i nomi celebri qui presenti, da Rufino Tamayo a Frida Khalo. Il Museo Nacional de Antropologia offre la più spettacolare collezione archeologica del mondo, fondamentale per comprendere le civiltà che hanno attraversato il Paese nel periodo antecedente all’invasione spagnola: Olmechi, Zapotechi, Huaxtechi, Toltechi, Maya e Aztechi. Il pezzo più celebre, diventato il simbolo stesso del museo, è la Pietra del Sole, lo stupefacente calendario azteco scolpito su un monolito di 24 tonnellate.
Il Museo Nacional de Historia espone le vicende della conquista spagnola fino alla rivoluzione del 1911-17.
Tra gli altri musei segnaliamo il Museo Antropologico di Merida, il Museo y Casa Diego Rivera a Guanajuato, il Museo Frida Kahlo di Coyoacàn e il Museo Regional di Oaxaca.
Incantevole è l’antica capitale dell’Impero atzeco Tenochtitlan, città che lasciò senza parole gli spagnoli. A 50 km da Città del Messico sorge Teotihuacan, la più grande città del Messico antico, famosa per l’imponente Piramide del Sole (terza al mondo per dimensioni) e per il Templo de Quetzalcoatl.
Tra Cancun e Merida si trova Chichén Itzà, sviluppata su un’area di 300 ettari, racchiude i resti di una città Maya che prosperò dal IX al XII secolo d.C. Si tratta del sito archeologico più famoso e visitato del Messico. A sud di Merida è Uxmal, che merita indubbiamente una visita approfondita allo scopo di osservare la Piramide dell’Indovino, la più straordinaria di tutte le piramidi messicane, che si innalza per 30 metri e ospita sulla sua sommità un tempio raggiungibile percorrendo le ripide scalinate presenti su ogni lato.
Circa 130 km a sud di Cancun, sorge il sito di Tulum, posto su una scogliera che domina il Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti Maya del Centro America.
Avvertenza
I siti archeologici più famosi, tra le 10.30 del mattino e le 15.30 del pomeriggio, sono letteralmente presi d’assalto dai gruppi turistici organizzati. Pianificate la vostra visita prima o dopo questi orari: vedrete questi luoghi sotto un’altra luce. Inoltre, di prima mattina e al tramonto, la calura non è soffocante e la scalata alle piramidi risulterà molto meno faticosa.
Le scalinate di alcune piramidi sono incredibilmente ripide e la discesa può incutere un po’ di timore: il consiglio è di scendere in diagonale come se si stesse sciando.
I più importanti siti archeologici offrono sempre un deposito bagagli gratuito.
Per accedere a tutti i musei e siti statali è necessario un biglietto di ingresso di 38 pesos (circa 3,5 dollari).

Baja California

Tra gennaio e aprile, nelle tiepide acque della Baja California giungono le gigantesche balenottere azzurre. Qui svernano, si accoppiano e partoriscono e, a fine stagione, i cuccioli più curiosi si avvicinano alle barche permettendo incontri ravvicinati. Le zone migliori per osservarle da vicino sono Bahia Sebastian Vizcaino, Laguna San Ignacio e Bahia Magdalena.

Divertimento e relax

Gli amanti delle spiagge troveranno il loro paradiso sulla costa sud dell’Oceano Pacifico. È lungo questa striscia di terra che si trovano le più famose località balneari del Messico, a cominciare da Acapulco, celebre anche per la scogliera di La Quebrada, meta di tuffatori spericolati e situata in un canale stretto e roccioso. Più a nord troviamo Puerto Escondido, paradiso di surfisti ed hippy e conosciuto dagli italiani per il successo del film di Gabriele Salvadores.
Risalendo verso nord incontriamo la spiaggia di Zihuatanejo, scoperta da uno dei capitani di Cortés: è la meta ideale per trascorrere una vacanza all’insegna del romanticismo.
Procedendo in direzione nord incontriamo Puerto Vallarta, al centro della Baia de las Banderas, che contende ad Acapulco il titolo di regina del Pacifico.
La penisola dello Yucatan rimane una delle mete di punta di un viaggio in Messico. Nella parte orientale (da Cancun al Belize), nello stato del Quintana Roo, si sviluppa la Riviera Maya, circa 300 km di costa in cui si riversano turisti da tutto il mondo. Nelle stazioni balneari di Cancun, Playa del Carmen e Tulum vengono organizzate escursioni in giornata ai siti maya di Chichen Itza, Tulum e, con sosta di una notte, a Uxmal. Procedendo da Cancun verso il confine con il Belize le spiagge diventano meno attrezzate, ma soprattutto meno caotiche.
Da Cancun è possibile raggiungere in battello Isla Mujeres e visitare la sua barriera corallina, o Isla Cozumel, che ospita una riserva ornitologica di grande interesse. Vicino a Playa del Carmen è il parco multimediale Xcaret, gettonato dagli amanti dello snorkeling e sede di un delfinario, oltre che di una riserva popolata da coccodrilli, puma, giaguari, scimmie, testuggini etc.
Merida, la pittoresca capitale dello Yucatan, vanta origini Maya, pur essendo stata fondata da Francisco de Montejo nel 1542. Offre un vivacissimo mercato di prodotti artigianali e parecchi monumenti storici, a cominciare dalla Cattedrale cinquecentesca.
L’artigianato locale annovera ceramiche con disegni e tecniche di lavorazione differenti regione per regione, l’argento lavorato di Taxco, la lana e i tappeti di Oaxaca, le amache di Merida e il vetro di Jalisco.

Natura

Per chi fosse interessato alle meraviglie della natura, il Messico offre un’eccezionale varietà di paesaggi, dai deserti, ai vulcani, passando per la seconda barriera corallina al mondo per estensione, ai paesaggi montuosi coperti dalla lussureggiante vegetazione tropicale.
Per chi fosse interessato a visitare parchi e riserve, segnaliamo Quinto Sol (Presa Las Pilas 37 PH 11500 Città del Messico tel. 0052-5-3955225, fax 0052-5-3958431), che organizza circuiti eco-turistici. Sul sito americano www.gorp.com è possibile trovare notizie sulle aree protette del Paese.

Yucatan e Chiapas

La penisola dello Yucatan è una delle mete più gettonate del Messico. I centri di richiamo sono molti, a cominciare dai siti archeologici: non distante dalla capitale Merida sorge Chichén Itzà, uno dei siti più famosi al mondo, certamente il più famoso e visitato del Messico, con i suoi 300 ettari di estensione.
Circa 50 km a nord di Tulum è Cobà, una delle più grandi città Maya dello Yucatan: un sito immerso nella giungla, non molto conosciuto, ma denso di fascino.
Affacciata sul Golfo del Messico, nello stato omonimo, è la città di Campeche, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1999 per l’architettura coloniale e per le mura di cinta perfettamente conservate. Il successo commerciale della città indusse i reali di Spagna a costruire delle mura nel 1668, rendendola immune agli attacchi dei pirati, attratti dalle mercanzie che partivano alla volta dell’Europa.
Il Chiapas, lo stato più meridionale del Paese, è il più verde ma anche il più difficile da raggiungere, ed è l’ideale per quei viaggiatori che cercano di cogliere l’ultimo sussulto rivoluzionario del millennio, con la speranza di incontrare il sub comandante Marcos, l’uomo icona che lancia comunicati dal suo rifugio nella Selva Lacandona.
Imperdibile San Cristobal de Las Casas, con il suo mercato, il museo di Santo Domingo e le due chiese di Guadalupe e San Cristobal, che vantano entrambe una meravigliosa vista sulla città.
In giornata si può effettuare un’escursione nei villaggi indios circostanti ed in particolare presso San Juan Chamula e Zinacantan.
San Cristobal è anche la base di partenza ideale per un’escursione verso uno dei più affascinanti siti archeologici, quello di Palenque, probabilmente il più bel sito archeologico del Messico: ancora immerso nella foresta è stato esplorato soltanto per il 5% della sua superficie.
Da San Cristobal è possibile raggiungere anche le cascate di Misol-ha e Agua Azul e, per i più avventurosi, la Laguna di Miramar, all’interno della Riserva della Biosfera di Montes Azules, patrimonio UNESCO situato ai confini con il Guatemala, in pieno territorio filo-zapatista. Qui troverete sistemazioni spartane e visite guidate alla riserva, all’interno di una foresta pluviale incontaminata, ricca di migliaia di specie animali tra cui le chiassosissime scimmie urlatrici.

Messico: quando andare

Il periodo migliore per visitare le regioni degli altopiani centrali è quello compreso tra maggio e ottobre, mentre quello per visitare le zone costiere è compreso tra ottobre e maggio. L’alta stagione combacia con il periodo meno piovoso (dicembre-marzo) quando l’affluenza è massima nelle località balneari più note, quali Cancun ed Acapulco.
L’area meridionale del Messico (Yucatan e Chiapas) è spesso colpita da rovesci temporaleschi anche durante la stagione secca (ottobre-maggio).
La stagione delle piogge (maggio-ottobre ed in particolare agosto e settembre) impone di prestare particolare attenzione alle previsioni del tempo, soprattutto se si vogliono raggiungere le regioni meridionali e la foresta pluviale. In questo periodo le strade si presentano spesso fangose e difficilmente percorribili.
Il mese di settembre è considerato il più rischioso per quanto riguarda gli uragani. Le zone più colpite da questi fenomeni sono la costa del Pacifico, il Golfo del Messico, la penisola dello Yucatan e il sud-est del Paese.
Il clima di Città del Messico, situata ad oltre 2200 metri sopra il livello del mare, è temperato in ogni stagione. L’altitudine e l’elevato tasso di inquinamento (soprattutto in marzo, aprile e maggio) impongono cautela a chi ha problemi cardiocircolatori e respiratori. Durante il periodo compreso tra giugno e novembre, le giornate sono generalmente caratterizzate da mattinate soleggiate con progressivi annuvolamenti e temporali pomeridiani e serali.
Per i restanti mesi dell’anno il clima si presenta estremamente secco.
La temperatura media diurna rilevata durante il periodo delle piogge è di 25°C, con elevata umidità. Durante le ore notturne i valori minimi sono compresi fra i 7° e i 10°C. Durante il periodo secco la temperatura supera abbondantemente i 30°C nelle ore più calde, mentre la notte si registra un forte sbalzo termico, con valori che possono raggiungere i 4°- 6°C.

Quanto tempo restare

Un gran numero di turisti italiani si riversa tutto l’anno lungo la Riviera Maya e in particolare tra Cancun e Playa del Carmen. Acapulco è una meta molto frequentata dagli americani. Le dimensioni del Messico e le difficoltà negli spostamenti impongono scelte precise ed una programmazione accorta del proprio itinerario.
15 giorni sono il periodo ideale per una visita approfondita di una sola zona del paese (Città del Messico e dintorni, Costa pacifica e Baja California, Yucatan e Chiapas e così via).
Per farsi un’idea più completa del Paese servono almeno tre settimane, durante le quali è possibile seguire il percorso classico e più frequentato, che unisce Città del Messico a Cancun, lasciando spazio ad eventuali deviazioni per interessi specifici o per godere di qualche giorno di relax sulla costa.
Consigliamo di optare per un programma flessibile, sia per recuperare dai lunghi trasferimenti, sia per godere a pieno dell’atmosfera, dei luoghi e dei paesaggi.

Cosa mettere in valigia per il Messico

Dizionario spagnolo (pochissimi parlano l’inglese!), medicinali, sacco a pelo per chi viaggia con i mezzi pubblici (nei pullman notturni e sul treno Chepe fa molto freddo), una torcia (in molte località manca l’illuminazione pubblica), un adattatore per le prese elettriche a due lamelle piatte (tipo americano), abbigliamento pratico ed informale, felpa termica, k-way (in estate piove spesso e anche durante il resto dell’anno sono possibili brevi ma intensi rovesci), repellente per zanzare e lozione solare ad altissima protezione.

Voli per il Messico

Il modo più comodo e veloce per arrivare in Messico è l’aereo.
Non esistono collegamenti diretti da Milano e Roma con Città del Messico. Ogni compagnia di bandiera prevede, infatti, uno o più scali.
Aeromexico (www.vamos.it), compagnia di bandiera messicana, vola ogni giorno su Città del Messico facendo scalo a Madrid. Anche Iberia (www.iberia.com) offre collegamenti quotidiani dalle principali città italiane via Madrid o Barcellona.
Il costo dei voli di linea può oscillare dai 470 agli 840 euro: molto dipende dal periodo prescelto e dalle offerte delle varie compagnie aeree.
Esistono, invece, voli charter diretti da Milano, Roma e Bologna per Cancun (i costi dipendono dalla stagione; www.air-europa.com; www.bluepanorama.com).
Una buona soluzione per risparmiare sul costo del biglietto è trovare un lastminute o un “fly and drive” diretto presso le mete balneari più conosciute, quali Cancun, Acapulco e Playa del Carmen. Spesso questi pacchetti offrono anche una prima notte di soggiorno in albergo all’arrivo.
Una limite importante di questo tipo di soluzione è rappresentato dalla durata del viaggio: una o due settimane, con opzione per la terza.

Tasse di ingresso-imbarco

Non esiste alcuna tassa di ingresso, sebbene sia presente una tassa sui voli internazionali in partenza per il Messico (circa 25 dollari americani), di solito già compresa nel prezzo del biglietto emesso in Italia.
Le tasse aeroportuali vanno pagate in loco: 23 dollari per le partenze internazionali e 20 dollari per quelle nazionali.
È necessario versare le suddette quote presso gli sportelli bancari situati negli aeroporti.
Attenzione: Se la tassa di soggiorno non è già inclusa nel biglietto aereo (sigla UK), all’uscita dal Paese (prima del check-in o alla frontiera) si dovranno versare 290 pesos, ovvero 25 USD o 23 euro (i bambini che non hanno ancora compiuto due anni d’età non pagano). Il pagamento va eseguito in contanti, per cui è opportuno prelevare con la carta di credito dai bancomat in aeroporto.

Spostamenti e trasporti

Voli interni

Per gli spostamenti più lunghi l’aeroplano resta il mezzo più consigliato: Mexicana (www.mexicana.com) e Aeromexico (num. verde 8000214000; www.vamos.it) offrono collegamenti con più di 50 aeroporti nazionali.
Le tariffe sono piuttosto alte, pertanto è consigliabile che i viaggiatori giunti in loco a bordo di un volo intercontinentale approfittino del Mexipass, che consente un buon risparmio ma è acquistabile solo prima della partenza dall’Italia.
Chi compie il volo intercontinentale con Aeromexico ha diritto a 2 passaggi aerei interni gratuiti, a patto che ci sia disponibilità di posti.

Mezzi pubblici

Il pullman è il mezzo di trasporto più capillare ed economico.
Esistono diverse compagnie private che effettuano collegamenti da e per qualsiasi località.
I mezzi sono quasi sempre nuovi, comodi e dotati di aria condizionata, le tariffe economiche e variabili a seconda della compagnia e della categoria.
Molte società (ADO, Autobus de Oriente, www.adogl.com.mx; Estrella de oro, www.autobus.com.mx; Etn, Enlaces Terrestres Nacional, www.etn.com.mx) raggiungono anche i borghi più piccoli. La differenza più rilevante fra mezzi di prima e di seconda classe sta nel numero delle fermate effettuate, pertanto, in linea di massima, la prima è consigliata per gli spostamenti lunghi, mentre la seconda per i tragitti brevi. È possibile prenotare i biglietti del bus tramite il portale www.ticketbus.com.mx.
Sugli autobus di prima classe si sale già muniti di biglietto e con il posto assegnato. Al momento del pagamento si riceve la ricevuta per i bagagli, da conservare fino a quando si scende, perché utile per il ritiro degli stessi.
Gli autobus di prima classe o “lusso” coprono le tratte più lunghe: sono dotati di sedili reclinabili, bagno e aria condizionata. Percorrono le strade principali senza effettuare fermate intermedie.
Avvertenze: talvolta gli orari di passaggio dei bus sono “indicativi” e quindi è preferibile giungere in loco con leggero anticipo.
Ricordate di portare con voi un maglione o una felpa poiché l’aria condizionata è sempre alta (protestare non serve a nulla) e perché durante i trasferimenti notturni attraverso gli altipiani centrali la temperatura può scendere notevolmente.
I viaggi in treno (Ferrocarril mexicano, www.ferromex.com.mx) costano meno rispetto agli autobus, ma sono molto più lenti, considerati anche i continui ritardi.
Numerosi traghetti collegano la Baja California alla costa nord occidentale e la terraferma con molte isole. (www.ferrysernatur.com.mx).

Mezzi a noleggio

L’auto a noleggio rappresenta una valida alternativa. I trasferimenti, tuttavia, risultano spesso piuttosto lunghi: le distanze sono notevoli, poche sono le autostrade e molto frequenti sono i riduttori di velocità sull’asfalto (dossi generalmente chiamati topes). Per questo motivo, fatta eccezione per le vie di grande comunicazione del Quintana Roo e per le grandi strade rettilinee del nord, lungo la maggior parte delle strade risulta difficile mantenere velocità medie superiori ai 70 km orari.
Presso gli aeroporti internazionali sono presenti diverse compagnie per il noleggio auto (saranno necessari un documento di identità e una carta di credito). Tuttavia, consigliamo di prenotare dall’Italia, perché il noleggio auto attraverso agenzia è molto meno costoso rispetto al noleggio sul posto (fino al 50% in meno).
Il noleggio di un’auto economy completa di assicurazione (prenotata dall’Italia) costa circa 20 USD al giorno, con aggiunta di ulteriori 9 USD al giorno per l’assicurazione contro eventuali danni a carico dei passeggeri.
Perdersi è difficile perché le strade non sono molte e le località principali sono ben segnalate.

Altri mezzi

Nelle grandi città i mezzi pubblici sono poco costosi (comoda e moderna la metropolitana di Città del Messico).
Il costo dei taxi è assai variabile: ad esempio a Tulum (Quintana Roo) ci si può spostare tranquillamente anche nei dintorni della città perché il prezzo della corsa è fisso (400 pesos), mentre a Città del Messico è consigliabile fissare il prezzo prima di salire.

Hotel: dove dormire in Messico

A meno che non abbiate deciso di trascorrere il vostro soggiorno in una località di mare durante i periodi di Pasqua o Natale (in questo caso sarà meglio prenotare con largo anticipo), trovare una stanza a buon mercato è molto semplice. Gli alberghi più economici sono situati intorno alla piazza principale della città (lo Zòcalo), vicino al mercato o alla stazione dei treni o degli autobus, mentre quelli più costosi sorgono in periferia ed offrono strutture moderne e super attrezzate.
Per chi si ferma una settimana o più e per chi paga in contanti, vengono praticati sconti o tariffe piuttosto convenienti.
I prezzi vanno dai 10 euro a notte per i più economici (cabanas) a 100 e più euro per gli hotel di lusso. Nello Yucatan i prezzi sono generalmente più alti che altrove: mediamente una camera doppia viene a costare sui 60 euro.
In tutto il Messico le camere si pagano in anticipo, all’inizio del soggiorno. Chi vuole, può godere del lusso delle haciendas, che testimoniano il potere e la ricchezza degli antichi proprietari terrieri. Queste sistemazioni hanno prezzi che vanno dai 230 ai 320 euro a camera.
I bungalows rappresentano una buona alternativa agli alberghi. In Messico vengono chiamati cabanas e di solito si trovano sulle spiagge; più raramente nell’entroterra. Molti bungalow sono elegantissimi e dotati di ogni comfort, compresa l’aria condizionata. Per i più giovani, con 6-10 USD è possibile fittare un letto in uno dei 26 ostelli della gioventù sparsi per il Paese (www.fonatur.gob.mx).
Il campeggio libero è consentito ovunque ma è assolutamente sconsigliato. Meglio optare per un camping custodito il cui costo può variare da 1 a 10 dollari per notte.

Cosa mangiare in Messico

Gli alimenti tipici sono il mais e i suoi derivati, i fagioli e il chili.
Il cibo messicano è semplice e poco speziato, pertanto, tutti i ristoranti offrono numerose salse con cui condire le pietanze. Oltre ai famosissimi tacos e alle tortillas, molte sono le ricette messicane da assaggiare. Fra queste i tamales, un pasticcio di mais e carne fatto cuocere in foglie di banano o granturco; i fiori di zucca ripieni di pollo e tortillas; il barbacoa, che consiste in una grigliata mista di carni; la taquiza mixta, ovvero cinque tipi di tacos con riso; i chiles rellenos, peperoni ripieni con salsa al mango.
Oltre che nei ristoranti è possibile mangiare presso i mercati e le bancarelle sistemate lungo le strade (da provare quelle di Plaza Garibaldi a Città del Messico).
I prezzi sono decisamente abbordabili: si spendono mediamente 40 pesos nelle bancarelle, 70-150 presso i ristoranti di medio livello.
In alcuni supermercati della catena Oxxo si possono acquistare piatti precotti da riscaldare nel forno a microonde e consumare sui tavolini messi a disposizione dei clienti.

Festival e tradizioni

Le feste che animano il Messico sono numerosissime. Per saperne di più, risulta fondamentale un libretto edito in Messico, vera e propria bibbia delle celebrazioni tradizionali: Fiestas de México, Guias Panorama.
Tra quelle da non perdere segnaliamo:
– Il giorno della Candelora (2 febbraio), celebrato in tutto il Paese con danze, sfilate e musiche, è uno degli eventi clou del calendario messicano. Ha origine dall’antica usanza di celebrare la nascita di Gesù nel pieno dell’inverno, a metà tra il solstizio e l’equinozio. La tradizione prevede processioni a lume di candela seguite da feste in compagnia di amici e delle persone più care.
– Città del Messico, El Grito, ovvero l’insurrezione contro l’impero spagnolo capeggiata dal mitico padre Hidalgo. La notte del 15 settembre una folla enorme si riunisce nello Zocalo, tra la Cattedrale e il Palacio Nacional, con innumerevoli banchetti che vendono i cibi più inverosimili, il tutto in un crescendo che dura fino al mattino.
– Città del Messico, Festa della Madonna di Guadalupe: nella prima metà del mese di dicembre, a partire dal giorno 3, processioni di contadini provenienti da tutto il Messico affluiscono nel grande santuario. Tra l’undicesimo e il dodicesimo giorno della festa, in migliaia ballano ininterrottamente le spettacolari “Danze della Conquista”. Il personaggio principale, che raffigura la morte con una maschera nera sul viso e una falce in mano, si aggira tra i Mori, che hanno copricapi sormontati da mezzelune, e i cristiani, che brandiscono croci. Nell’enorme piazzale i venditori offrono la Gordita de la Virgen, una torta di mais a forma di Madonna.
– Aguascalientes, Fiera di San Marco: dal 18 aprile al 10 maggio nella città di Aguascalientes, capitale dell’omonimo stato, si svolge la più importante fiera del Messico. L’apice é raggiunto il 25 aprile, anniversario del santo patrono, con una grande parata seguita da rodei, corride, fuochi d’artificio e i tipici peleas de gallos, i combattimenti fra galli.
– Huejotzingo (Puebla), Carnevale: uno dei più affascinanti carnevali messicani, che raggiunge il culmine il martedì grasso con la battaglia tra due gruppi di abitanti del paese, i “francesi” e i “messicani”; migliaia di persone si riversano per le strade con i volti coperti da bellissime maschere in legno.
– Janitzio (Michoacàn), Dia de los muertos: è un’occasione per comprendere il rapporto che hanno i messicani con la morte, esorcizzata in infiniti modi. I riti più impressionanti si celebrano nei villaggi Purepecha, intorno al lago Janitzio, quando nella notte che precede il 2 novembre, l’intera popolazione si riversa nei cimiteri portando con sé cibi e bevande e trascorrendo la notte a dialogare con i defunti.
– Juchitàn (Oaxaca), Festa di San Isidro: le donne dell’istmo, che controllano il commercio locale e sono economicamente autonome, celebrano la loro indipendenza con grandi feste e balli che culminano nella Tirada de Frutas, il 15 maggio, quando dall’alto dei tetti bersagliano gli uomini con frutta e ortaggi.
– Oaxaca, Guelaguetza: il terzo e l’ultimo lunedì di luglio, allo Stadio del Cerro del Fortin, esibizione di gruppi di danzatori che provengono dalle sette regioni dello stato di Oaxaca; è un’ottima occasione per ammirare splendidi costumi tradizionali e balli che spesso hanno origini antichissime legate ai miti preispanici.
– Papantla (Veracruz), Voladores: la cerimonia, nata come rito di fecondazione della terra, si svolge il 29 giugno. I cinque voladores partecipanti scalano un palo alto più di 20 metri e cominciano a danzare al ritmo di suoni arcaici. Poi i quattro rimanenti voladores, che rappresentano gli uomini-uccello, si appendono per i piedi a lunghe funi e scendono lentamente verso terra mentre il palo gira.
– San Juan Chamula (Chiapas), Carnevale: le cerimonie che celebrano i cinque “giorni perduti” del calendario Maya sono molto suggestive. Attenzione agli Indios Chamula: non amano i turisti ed è assolutamente proibito scattare loro fotografie.
I giorni di festa nazionale cadono: 1 gennaio, 5 e 24 febbraio, 1 e 5 maggio, 16 settembre, 12 ottobre, 20 novembre e 25 dicembre.

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