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Guida Bolivia
Autori: www.iMondonauti.it
Foto: Michele Falzone
Aggiornamenti di: Nicola Piffanelliultimo aggiornamento: 23/8/2009
Quando i viaggiatori più intraprendenti e curiosi pensano ad un viaggio nel continente sudamericano raramente pensano alla Bolivia. Brasile, Argentina, Perù sono le mete che destano i maggiori consensi mentre alla Bolivia al massimo si dedica una brevissima estensione, giusto per vedere il lago Titicaca o fare un salto a La Paz. Della Bolivia si parla poco e se ne sa ancora meno, e questo è un vero peccato perchè questo Paese racchiude alcuni tra i paesaggi più straordinari del pianeta, una cultura indigena viva e vitale, ricca di tradizioni, una eccezionale biodiversità, vestigia archologiche e località degne di essere annoverate dall'Unesco tra i grandi patrimoni dell'umanità. Certo, un buon spirito di adattamento è necessario se si vuole visitare in maniera approfondita il Paese, ma i costi mai eccessivi, la presenza di pochi turisti, la straordinaria varietà del territorio, i panorami mozzafiato, gli spazi e i silenzi, una popolazione sempre disponibile e semplice fino all'ingenuità, ma legatissima ai suoi usi e costumi, ne fanno una meta degna del viaggiatore più esigente. Che non ne resterà assolutamente deluso.
Notizie pratiche su cosa vedere:
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Quando andare
La Bolivia, trovandosi nell'emisfero meridionale, ha le stagioni invertite rispetto alle nostre: l'inverno dura da maggio ad ottobre (stagione secca), l'estate da novembre ad aprile (stagione delle piogge; il massimo delle precipitazioni si ha tra dicembre e marzo).
Il periodo migliore per visitare la Bolivia va da giugno ad ottobre, durante l'inverno boliviano che coincide con la stagione secca. L'alta stagione turistica (e quindi il maggior affollamento) si ha da fine giugno ad inizio settembre.
Negli altopiani si raggiungono anche temperature "polari" (-25° C); nei bassopiani tropicali, tra giugno e settembre, il caldo è umido, ci sono molti acquazzoni e ciò può rendere difficoltoso spostarsi.
Ora
Al vostro arrivo in Bolivia dovrete spostare il vostro orologio indietro di 5 ore rispetto all'Italia, 6 ore se in Italia vige l'ora legale.
Burocrazia e visti
Per entrare in Bolivia è necessario essere in possesso di passaporto con validità di almeno 6 mesi dal momento di entrata nel Paese.
Il visto non è necessario se intendente fermarvi nel Paese per meno di 3 mesi.
Al vostro arrivo in Bolivia dovrete consegnare all'Ufficio Immigrazione la Tarjeta Internationale che avrete ricevuto in aereo, completandola con i vostri dati. Vi verrà apposto un timbro d'ingresso che vi consentirà la permanenza di 30 gg. nel Paese (o di 90 g. su richiesta. In uscita, se avrete superato il tempo di permanenza concesso in entrata, dovrete pagare una multa di 10 Bs per ogni giorno extra, 5 Bs per i minorenni e gli studenti).
Conservate la tarjeta con cura perchè vi verrà richiesta al momento di uscita dal Paese.
Vaccinazioni
E' raccomandata la vaccinazione contro la febbre gialla per i viaggiatori che si rechino nelle regioni tropicali a rischio (dip. di Beni, Chuquisaca, Cochabamba, Pando, Santa Cruz, Tarija e una parte del dip. di La Paz). La vaccinazione contro la febbre gialla è invece obbligatoria qualora proveniate da zone infette.
Tutto l'anno, al di sotto dei 2500 m, esiste il rischio di contrarre la malaria principalmente nella forma benigna da P. vivax. Ne sono escluse le zone urbane, il dip. di Oruro, le province di Ingavi, Los Andes, Omasuyos e Pacajes, il sud ed il centro del dip. di Potosì. Rischio di malaria falciparium per i visitatori che intendano visitare la zona amazzonica o quelle tropicali ad est del Paese (Chapare) e i dip. al confine con il Brasile e il Perù (dip. di Beni, Pando, località di Guayaramerin, Riberalta, Puerto Rico).
Consigliate le vaccinazioni per l'epatite A e B, sempre bene fare un richiamo della vaccinazione antitetanica.
Da mettere in valigia
Se vi recate in Bolivia durante i nostri mesi estivi (il loro inverno), portate con voi un abbigliamento caldo e pesante. Basta anche un maglione e una felpa, poi sul posto potrete sempre acquistare degli ottimi maglioni di alpaca. L'ideale è vestirsi "a cipolla" in modo da potersi rapidamente adeguarsi ai cambi di temperatura. Portate creme solari ad alto valore protettivo per evitare bruciature ed eritemi solari provocati dall'altitudine, e non dimenticate gli occhiali da sole. Non dimenticate neppure i repellenti per le zanzare e, magari, una zanzariera se intendete recarvi nelle zone tropicali.
Elettricità
In Bolivia gli apparecchi elettrici funzionano a 220 volt (La Paz) e a 110 v. Indispensabile un adattatore per prese a lamelle.
É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.
In questo paese ( Bolivia) abbiamo un voltaggio di 220/230 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:
Indirizzi utili
tel: 06 8841001, fax: 06 8840740
tel 2: 06 8841008
posta elettronica: embolivia-roma@rree.gov.bo
sito web: www.bolivia.gov.bo
tel: +591 (2) 2788506, fax: +591 (2) 2788178
tel: 06 8841001, fax: 06 8840740
tel: 02 3319127
tel: 00591-2-2419065, fax: 00591-2-2419065
Quanto stare
Per poter ammortizzare i costi del volo aereo e i lunghi tempi necessari per arrivare nel Paese è bene non prevedere un soggiorno inferiore alle 2 settimane. In 3 settimane è possibile prevedere un giro abbastanza completo della Bolivia e comprendente la visita delle città coloniali, delle missioni gesuitiche e degli splendidi altopiani.
Come arrivare
Non esistono voli aerei diretti tra l'Italia e la Bolivia.
Restando in Europa, esiste un volo diretto da Madrid a La Paz o da Monaco/Francoforte (www.lufthansa.com) via Miami sempre per La Paz..
Voli molto economici da Madrid a Santa Cruz sono offerti dalla LAB (www.vamos.it). Tale alternativa permette un notevole risparmio acquistando il pacchetto comprensivo dei voli interni (e consente, anche, di ovviare al famoso e temutissimo soroche. Arrivando infatti a Santa Cruz e procedendo con calma fino alle quote più alte di Potosì e La Paz si ha tutto il tempo di acclimatarsi).
In alternativa si può optare per voli che prevedono scali negli Stati Uniti (www.americanairlines.com), Argentina (www.aerolineasargentinas.com), Brasile o Perù da dove poi si può proseguire con voli della compagnia boliviana Lloyd Aereo Boliviano. Per risparmiare sul volo potete, in alternativa, arrivare in Argentina, Brasile, Perù o Cile e da lì entrare in Bolivia via terra.
Tasse di ingresso-imbarco
E' prevista una tassa di imbarco sui voli internazionali di 28 USD (per chi soggiorna meno di 3 mesi).
Sui voli nazionali invece la tassa di imbarco è di 2,50 USD.
Sono sempre possibili variazioni di tali tasse senza alcun preavviso.
Cosa vedere e cosa fare
Data l'estrema varietà dei paesaggi boliviani diverse sono le opportunità che si offrono al viaggiatore che desideri approfondire la sua conoscenza dei diversi aspetti del Paese più autentico del Sudamerica.
Gli amanti della natura non dovranno perdere il Madidi National Park, un'area che comprende selva e pampa e che, quanto ad altitudine, varia dai 250 m delle zone amazzoniche ai 6000 m di quelle andine. Gli amanti della storia invece potranno alternare le rovine preincaiche dell'antico centro cerimoniale di Tiahuanaco o di Samaipata alle missioni gesuitiche di S. Javier, Concepion, S. Ignacio, Santa Ana, S. Rafael e S. Josè, dichiarate dall'Unesco patrimonio culturale dell'umanità. Storia più recente si respira invece nei luoghi che videro gli ultimi giorni di vita di Che Guevara: La Higuera e Vallegrande.
Magnifiche architetture coloniali invece a Sucre, città universitaria molto giovane, dove troverete l'unico parco preistorico in cui si possono toccare con mano le impronte lasciate dai dinosauri, e a Potosì, la città dell'argento, posta ai piedi del Cerro Rico. Qui veniva coniata tutta la moneta distribuita poi nella colonia spagnola.
Da Potosì si raggiunge Tupiza, verso il confine argentino: qui inizia la parte più spettacolare del viaggio, quella delle lagune e dei salares.
Le lagune prendono il nome dal colore delle loro acque: abbiamo così la Laguna Celeste, quella Verde e la Laguna Colorada, abitata da colonie di fenicotteri.
Indescrivibile è l'immensa ed accecante distesa di sale del Salar de Uyuni, il lago si sale più grande al mondo, che da sola vale il viaggio. Ma si può anche decidere di vedere il lago Titicaca e la sua mitica Isla del Sol, la località da cui partirono i figli del Sole che andarono a fondare Cuzco.
Da ultimo una sosta nella capitale La Paz, distesa nella conca ai piedi dell'Illimani.
Partendo della città di La Paz (o Cochabamba e adesso anche da Santa Cruz), potrete poi prendere un aereo per il piccolo paese di Rurrenabaque, dove da molti anni la popolazione accoglie turisti avventurosi di tutto il mondo per fare insieme a loro delle meravigliose gite nella foresta amazzonica, visitare la pampa, vedere i coccodrilli, le anaconde, le scimmie gialle, insomma tutto quello che può piacere a chi vuole fare un viaggio fuori dal comune in 3 o 4 giorni e a prezzi contenuti.
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Come spostarsi
Voli interni
L'aereo è il mezzo di trasporto più veloce: voli interni collegano tutte le città principali ed alcune città minori del Paese. Purtroppo i voli (gestiti dalle compagnie LAB, TAM, Aeroxpress, AeroSur, Amaszonas) non sono sempre affidabili e i ritardi sono una costante. LAB e AeroSur offrono anche pass per volare a prezzi scontati. Nel bassopiano è comune l'affitto di piccoli velivoli.
Mezzi pubblici
La rete ferroviaria è in pratica inesistente (circa 3700 km totali); esistono solo alcuni tratti carenti di manutenzione. Nonostante il nome altisonante di trenexpreso il treno in questione è molto lento (anche se non quanto il tren mixto, così chiamato perchè composto sia da carrozze passeggeri che vagoni merci); se proprio volete prendere il treno scegliete il ferrobus, un treno rapido che percorre la linea Santa Cruz-Qujarro (mentre l'Expreso del Sur percorre invece la linea Oruro-Villazon). Oruro e Uyuni sono collegate 4 volte la settimana e il viaggio dura in media 8 ore (raramente è puntuale). Altri collegamenti (Rete Occidentale) tra Uyuni e Ollague (frontiera cilena) e Santa Cruz e Puerto Quijarro (frontiera brasiliana) e Yacuiba (frontiera argentina; Rete Orientale)..
Autobus ed pulmini sono spesso in condizioni di manutenzione precarie, ma sono frequenti ed economici. Vi sono autobus a lunga percorrenza, bus per percorsi di media lunghezza, minibus e micro (per percorsi urbani ed interurbani). In alternativa potete optare per un taxi e anche qui la scelta è molto ampia: va dal taxi privato o radio-taxi (contrattate sempre la corsa prima di salire perchè sono quasi sempre privi di tassametro) al trufi o taxi collettivo (che percorre un percorso prestabilito a tariffa fissa), al moto-taxi (un taxi-motocicletta). Nelle campagne si utilizza il camiòn: costa la metà del bus ma il viaggio può rivelarsi molto faticoso. Se pensate di usare l'autobus per lunghi percorsi e quindi viaggiare di notte, portatevi una copertina di pile e copritevi bene: la notte fa freddo. Le migliori compagnie di bus sono la Bolivar e la Cosmos.
Mezzi a noleggio
Sempre comodo l'uso dell'automobile per gli spostamenti. La rete stradale è solo in minima parte asfaltata e quindi, proprio in considerazione dello stato delle strade boliviane, conviene noleggiare un fuoristrada, magari con autista.
Altri mezzi
Patente
Se decideste di guidare, sappiate che è necessaria la patente internazionale modello Convenzione di Ginevra 1949.
Carburante
La benzina costa mediamente 3,35 - 3,95 boliviani.
Tenete presente che tutte le strade della Bolivia, siano esse asfaltate o di terra, sono sottoposte a pedaggio.
Dormire
Nelle principali località boliviane la scelta tra diverse categorie di alloggio è piuttosto ampia pur restando estremamente economica per il viaggiatore italiano (mediamente si spendono tra i 10 e i 40 USD per una doppia con bagno, 6-15 USD se optate per una sistemazione più economica; www.hostelbolivia.com).
Nei centri minori le sistemazioni disponibili sono invece molto semplici e richiedono un po' di spirito di adattamento; in compenso i costi sono ancora inferiori.
Se farete il giro dei salares e delle lagune usufruirete di sistemazioni spartane, avrete disponibilità di elettricità solo la sera per poche ore e non avrete certo acqua calda sempre a disposizione; un buon sacco a pelo vi tornerà utile perchè la notte può fare davvero tanto, ma tanto freddo.
Mangiare
La cucina boliviana varia molto se ci si sposta dai bassopiani agli altopiani. E' in genere molto semplice, con piatti a base di riso, patate, cipolle, legumi, carne di manzo o di pollo, mais.
Il pesce lo potrete mangiare sulle rive del lago Titicaca (trote) o in Amazzonia (surubì, una specie di pesce gatto).
Buoni i succhi e i frullati di frutta e la birra; da assaggiare la chica, un distillato di mais.
Nei centri di maggior interesse turistico è possibile anche gustare la cucina internazionale.
I prezzi sono sempre molto abbordabili: mediamente si spendono circa 10 USD per un buon pasto, ma potrete mangiare anche con 2-5 dollari.
Posta e telefono
Gli uffici postali sono aperti dal lunedì al venerdì con orario 8-18.30, il sabato dalle 8 alle 13.
Per chiamare la Bolivia dall'Italia è necessario comporre lo 00591 seguito dal numero del distretto con lo 0 e dal numero desiderato.
Per telefonare dalla Bolivia in Italia è necessario comporre lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato desiderato.
E' possibile telefonare sia dalle cabine telefoniche che dai posti di telefono pubblici usando sia monete che schede acquistabili in chioschi e supermercati. Naturalmente verificate prima che la scheda acquistata sia quella della compagnia telefonica che volete utilizzare.
Se intendete valervi dell'aiuto di un operatore fate il 101.
Per le chiamate nazionali dovrete anteporre al numero desiderato il prefisso della località con lo 0.
Diffusissimi sono gli internet cafè, molto comodi se volete spedire e ricevere notizie tramite mail.
Moneta e carte di credito
La moneta che potete cambiare più favorevolmente sono i dollari, ma anche gli euro sono accettati quasi ovunque e potrete cambiarli nelle banche o negli uffici di cambio o, ancora, presso i cambiavalute autorizzati lungo la strada (ma in questo caso evitate di attirare l'attenzione maneggiando troppo denaro).
Quando cambiate chiedete che vi vengano date preferibilmente banconote di piccolo taglio perchè c'è una certa difficoltà ad avere il resto.
Potrete usare le carte di credito nelle principali città (con commissioni non inferiori al 3%) mentre nei luoghi meno turistici sarà sempre meglio avere del contante a portata di mano. Sempre nelle principali località potrete prelevare denaro contante presso gli sportelli bancomat presenti nelle banche (aperte dal lunedì al venerdì con orario 9-12, 14.30-17; alcune sono aperte anche sabato mattina).
Cambio attuale:
1 Euro = 8,92 Boliviano
1 USD = 7,02 Boliviano
dati aggiornati al 23/08/10
Sanità
A causa della diffusa presenza dell'ameba e di batteri o parassiti intestinali si consiglia di non bere assolutamente acqua del rubinetto ma solo acqua imbottigliata o disinfettata, di non consumare ghiaccio, latte e verdure crude, di sbucciare la frutta prima di mangiarla. Questo al fine di evitare il più possibile casi di diarrea del viaggiatore, ma anche colera, altre diarree acquose, amebiasi ed epatite A.
Nelle aree rurali e suburbane al di sotto dei 3600 m nei dip. di Beni, Chuquisaca, Cochabamba, La Paz, Potosi, Santa Cruz, Tarija c'è il rischio di contrarre la malattia di Chagas. Per cercare di evitare al massimo il rischio è consigliabile non pernottare in abitazioni fatiscenti con crepe nei muri e con soffitti e tetti in paglia (habitat ideale per il riprodursi del parassita vettore, in loco conosciuto come vinchuca). Segnalata anche la presenza di dengue (dip. di Beni, Pando, area del Chapare).
Attenzione ai serpenti (zona amazzonica), alle sanguisughe e agli animali rabidi.
Sulle montagne andine, salite di quota con cautela per permettere al corpo di abituarsi all'altitudine: date all'organismo il tempo di acclimatarsi ed evitate sforzi fisici intensi. Il soroche (o mal di montagna) può essere molto pericoloso e si manifesta con cefalea, tachicardia, insonnia.
L'assistenza sanitaria boliviana pubblica è alquanto carente, migliora nelle strutture private delle principali città. In considerazione di ciò è oltremodo consigliato stipulare prima della partenza dall'Italia una buona assicurazione sanitaria che assicuri, in caso di bisogno, non solo la copertura delle spese mediche, ma anche il rimpatrio sanitario d'emergenza in Italia o in altro Paese più attrezzato. In caso di ricovero ospedaliero cercate di evitare, per quanto possibile, ogni trasfusione di sangue (non viene adeguatamente controllato).
Sicurezza
La situazione è complessivamente buona anche se stanno aumentando gli episodi di rapine ai danni di turisti in particolare a La Paz, Sucre e zona del lago Titicaca. Prestate quindi particolare attenzione a non trovarvi da soli in zone scarsamente frequentate o quando salite sui mezzi pubblici.
E' sempre ottima cosa muoversi con pochi soldi (utilizzate una cinta porta soldi, tenete a mano solo pochi spiccioli se non potete depositare il denaro in albergo, evitate di cambiare denaro per strada) e con le fotocopie dei documenti, tenendo gli originali in luogo sicuro.
Un cenno merita la segnalazione di prestare particolare attenzione qualora veniate fermati da persone che si spacciano per poliziotti della sezione antidroga o antiimmigrazione: ricordate che la polizia boliviana può agire solamente in divisa (verde), mai in borghese. Nel caso foste fermati dite loro che preferite andare a chiarire di persona alla più vicina stazione di polizia; fatelo a piedi, non salite mai in taxi con degli sconosciuti, soprattutto se il taxi in questione compare miracolosamente pronto nelle vicinanze).
Ovviamente, evitate assolutamente qualsiasi contatto con chi propone l'acquisto di droghe, anche in considerazione del fatto che uso e spaccio di droga sono puniti severamente.
Sono considerate zone a rischio le zone di frontiera con il Cile e la regione del Chapare a causa di possibili scontri tra i coltivatori di coca e le forse di polizia incaricate di distruggerla.
Cautela invece nella valle delle Yungas (da La Paz a Coroico), il circuito verso Rurrenabaque nonché l'adiacente regione della foresta vergine per possibili aggressioni a turisti. Nel caso disgraziato in cui doveste essere vittime di aggressioni non opponete resistenza: è la cosa migliore.
La situazione politica boliviana è attualmente piuttosto tesa mentre si stanno estendendo le rivolte popolari tra cocaleros fedeli al presidente Morales e gruppi di oppositori. Manifestazioni si sono svolte alla periferia di la Paz. Si consiglia di prestare la massima prudenza e di evitare ogni assembramento.
A causa del ricorrente rischio di manifestazioni politiche, con possibilità di blocchi stradali, ferroviari ed aeroportuali, nonché di improvvisi scioperi, si consiglia cautela negli spostamenti all'interno del Paese ed in particolare nei Dipartimenti di Beni, Santa Cruz, Tarija e Chuquisaca. Si consiglia inoltre molta prudenza nel visitare alcune zone più sensibili, come la città di El Alto e la zona dell’Altopiano.
Rimane sconsigliato qualsiasi viaggio al Dipartimento del Pando e nella regione del Chapare (Dipartimento di Cochabamba), così come l'avvicinarsi alle zone minerarie, comprese quelle contigue al Salar de Uyuni.
Comportamenti
Chiedete sempre prima il permesso se volete fotografare le persone ed evitate nel modo più assoluto di fotografare installazioni militari, stazioni di polizia, aeroporti.
Vestitevi sempre rispettando le abitudini locali; non ostentate nè denaro nè gioielli sia per evitare inutili guai sia per rispetto alla popolazione che spesso vive in stato di dignitosa povertà.
Viaggiare con bambini
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Viaggiatori disabili
La Bolivia non è attrezzata in alcun modo per accogliere il viaggiatore disabile.
Curiosità
K'oca, in lingua quechua, significa sacro. E sacro era questo arbusto che le popolazioni indigene ritenevano loro donato dallo stesso dio Sole. Già al tempo degli Inca la coca era importante per le sue proprietà stimolanti e divinatorie. Gli indios delle Ande la coltivavano da secoli e la smerciavano ovunque. Da certi ritrovamenti è possibile dedurre che, ai tempi antichi, la coca era un lusso ed era comunque riservata alle caste dei nobili e dei sacerdoti. Gli spagnoli ne disprezzavano l'uso, ma ben presto scoprirono che gli indios non avrebbero lavorato senza: al pari di mangiare patate, masticare foglie di coca è praticamente indispensabile per riuscire a sopportare la fame, la fatica e la stanchezza, il freddo e l'adattamento alle alte quote andine. Le foglie della coca, che vengono raccolte 4 volte l'anno e poi lasciate essiccare, nel loro uso tradizionale si consumano masticandole mescolate con calce o cenere e tenendo il bolo all'interno della guancia per ore. Non produce assuefazione, ben diversamente da quanto invece accade dal consumo della droga che se ne estrae, la cocaina.
Link utili
www.bolivia.sudamerica.it/
Sito sulla Bolivia dell'Associazione Magia delle Ande
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Guide e libri
Geografia e territorio
La Bolivia confina a N e ad E con il Brasile, a S con l'Argentina e il Paraguay, a O con il Perù ed il Cile. Situata al centro dell'America meridionale, non ha sbocchi sul mare.
Vi si possono distinguere cinque aree geografiche: i bassopiani (oltre 700.000 kmq, il 60% del territorio) coperti da foreste tropicali, savane alluvionali, grandi fiumi tributari del Rio delle Amazzoni e grandi laghi amazzonici; il Chaco, zona pianeggiante sudorientale; lo Yungas, zona coltivata di transizione tra bacino amazzonico e Ande; l'altopiano andino (altitudine media 3600 m) compreso tra la Cordigliera Orientale e quella Occidentale e caratterizzato da zone poverissime d'acqua ed altre coperte da laghi (lago Titicaca, lago Uru Uru e lago Poopò); l'area delle Ande che qui prendono il nome di Cordigliera Occidentale composta da vari vulcani ormai inattivi, e Cordigliera Orientale o Reale che annovera tra le sue cime alcune delle montagne più alte delle Ande (Illimani, 6438 m; Illampu, 6485 m; Samaja, 6580 m; Tacora, 5950 m).
Il monte più alto della Bolivia è invece il Nevado Sajama che raggiunge i 6542 m.
Clima
Bassopiani tropicali, altopiani che raggiungono altezze medie superiori ai 3500 m, vette che superano i 5000 m: questa varietà di territori e l'ampio spazio latitudinale occupano fanno facilmente comprendere come la Bolivia sia caratterizzata da una notevole varietà climatica.
I bassopiani tropicali del sud-est e del nord hanno due climi principali: a nord del 18º parallelo S il clima è propriamente amazzonico, con una stagione secca breve, precipitazioni abbondanti e temperature medie che oscillano tra i 22° e i 26ºC ; a sud del 18º parallelo S il clima è più mite e secco, precipitazioni meno abbondanti e temperature comprese tra i 20° e i 22ºC . In questa zona si hanno le maggiori escursioni termiche del tropico boliviano, con massime superiori ai 35º C e minime anche inferiori allo 0º C.
Sulle Ande boliviane può fare molto freddo durante la notte ed il primo mattino. In inverno le precipitazioni possono assumere il carattere di nevicate.
Nella capitale la neve cade abbastanza sporadicamente, più facile che faccia la sua comparsa verso la primavera. Mediamente, a La Paz le temperature ad aprile oscillano sui 9° C, 7° C a luglio e 11° C a novembre; in inverno le escursioni termiche giornalieri sono molto forti, con minime che spesso scendono sotto lo zero.
L'estate (dicembre-marzo) è la stagione piovosa ad eccezione che nel sud del Paese, verso il confine cileno, zona estremamente arida.
A La Paz invece, piove abbastanza e gennaio è in genere il mese più piovoso.
L'inverno (stagione secca) va da aprile a novembre.
Ecologia e ambiente
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Popolazione
I gruppi etnici presenti nel Paese sono circa 40 la maggior parte dei quali abitano nelle pianure tropicali orientali, ma la parte del leone la fanno i quechua (30%) e gli aymarà (25%) che rappresentano insieme oltre la metà della popolazione indigena. Il resto della popolazione è costituita da meticci (30%) e da europei (15%).
I quechua e gli aymarà sono due gruppi etnici dalle caratteristiche specifiche che vivono fra le cordigliere andine. Come quechua vengono indicati tutti i popoli andini che parlano la lingua omonima; sono i discendenti degli Inca e dei loro vassalli. Gli aymarà pensano di essere stati creati dal grande dio Virachoca nello stesso momento in cui il sole venne creato dal lago Titicaca. Nelle loro leggende non vi è traccia di una migrazione da un luogo qualsiasi verso l'altopiano ed essi non ricordano nulla del loro passato. Quelli che oggi chiamiamo aymarà e che vivono nelle zone più alte dell'altopiano ad est del lago Titicaca, nell'area di confine tra Perù e Bolivia, si definivano collettivamente haqe (uomini) o con i nomi dei gruppi territoriali in cui erano organizzati. Dopo l'arrivo degli spagnoli, il nome aymarà finì con l'indicare tutte le genti delle coste meridionali del lago e quelle dell'altopiano.
In una zona arida e remota della provincia di Carangas vive un migliaio di chipaya, ultimi rappresentanti di popolazioni molto più antiche di cui mantengono i tratti somatici (facce più larghe e pelle più scura), l'abbigliamento (molto simile ai costumi che si portavano prima della conquista spagnola) e lo stile abitativo (case rotonde, con muri di zolle, tetti a cupola ricoperti di paglia e un'unica apertura costituita dalla porta). Vi sono anche 20.000 afroboliviani, discendenti degli schiavi africani portai in Bolivia per lavorare nelle miniere.
I criollos sono i bianchi nati in Bolivia. Hanno ascendenze spagnole, sono europeizzati e detengono in massima parte il potere economico e politico.
Lingua
La Bolivia ha tre lingue ufficiali: spagnolo, aymarà e quechua. Parlato anche il guaranì, oltre ad un'altra ventina di lingue appartenenti ai vari gruppi linguistici. La maggior parte della popolazione parla spagnolo, ma molti parlano anche una lingua indigena.
La lingua dei quechua deriva dalla lingua ufficiale che gli Inca usavano a corte. Ricca e fantasiosa, dotata di parole capaci di descrivere sensazioni e fatti anche molto complicati, è unanimamente riconosciuta come la lingua più elegante di tutta l'America meridionale. Non va però dimenticato come il quechua fosse stato mantenuto dagli spagnoli come strumento di omogeneizzazione linguistica nelle terre andine per facilitarne il dominio (con graduale rimozione delle altre lingue andine) e come la sua diffusione fosse stata favorita anche dalla chiesa: si deve infatti ad un frate domenicano la prima grammatica di tale lingua. Di conseguenza, al giorno d'oggi la lingua quechua è usata da molte più persone di quante la usassero nel XVI sec., il che non significa automaticamente che tutti coloro che parlano quechua appartengano a tale etnia.
Religione
La stragrande maggioranza (95%) della popolazione boliviana è di religione cattolica anche se sono in forte crescita gli evangelici metodisti, che non accettano alcun compromesso con le forme di religiosità locale, e alcune sette cristiane. Una minoranza fa ancora riferimento a culti animistici e a rituali religiosi preispanici.
La cultura cattolica sembra aver influenzato solo superficialmente il folclore quechua. Dopo la conquista spagnola i missionari cattolici compresero che il cristianesimo poteva far presa sugli indigeni solo a patto che venisse sovrapposto, senza brusche fratture, alla religione preesistente. La religione assunse quindi una tendenza curiosamente sincretistica che permise di combinare elementi degli antichi riti ad elementi della liturgia cattolica.
Le antiche pratiche (come ad es. il sacrificio degli animali) sono ancora abbastanza frequenti, magari ricoperte di una parvenza di riti cattolici mentre i santi sono venerati insieme a divinità più antiche. A volte Dio viene identificato con Inti, il sole, e la Vergine Maria è identificata soprattutto con Pachamama, la terra madre, fonte di fertilità. Le dottrine cristiane sulla vita futura, sulla salvazione, sul castigo e sulla ricompensa futura non hanno praticamente peso sulla vita quotidiana; i relativi riti sono adempiuti con la dovuta sottomissione solo per ricavarne un influsso favorevole sulle cose di questo mondo, non sulla vita futura.
Storia
Abitata fin dalla preistoria, tra il II sec. a. C. e il XV sec. la Bolivia vide il fiorire di numerose culture tra le quali le più importanti furono quella Tiwanaku e quella Inca.
Invasa nel 1538 dallo spagnolo Pizarro che la chiamò Alto Perù, divenne territorio di disumano sfruttamento delle popolazioni locali che culminò in gravi disordini e ribellioni antispagnole con spinte via via sempre più indipendentistiche (sec.XVIII, rivolta dell'inca Tupac Amaru II).
Nel 1808 cominciò la lotta decisiva per l'indipendenza che terminò nel 1824 con la vittoria di Anton Josè de Sucre.
L'anno successivo furono proclamate l'indipendenza e la repubblica (che abbandonò il nome di Alto Perù per prendere quello dell'eroe Simon Bolivar, poi trasformato in Bolivia). Simon Bolivar divenne il primo Presidente del nuovo Stato mentre vicepresidente divenne l'altro eroe della lotta di liberazione Josè de Sucre.
Per tutto l'Ottocento la Bolivia venne a trovarsi in uno stato di guerra aperta o latente con gli stati confinanti (Perù, Cile, Brasile, Paraguay); durante la Guerra del Pacifico contro il Cile, la Bolivia perse il suo unico sbocco sull'oceano mentre la situazione politica ed economica del Paese finì in mano ai baroni dello stagno, che instaurarono un governo favorevole agli USA.
Nel 1952 il malcontento sfociò nella rivoluzione guidata da V. Paz Estenssoro e dal Movimento Nazionalista Rivoluzionario (MNR) che nazionalizzarono le miniere di stagno, avviarono la riforma agraria e concessero il voto a donne e indios (fino ad allora esclusi in quanto "analfabeti).
L' MNR governò fino al 1964 quando, con un colpo di stato, salì al potere il generale Barrientos Ortuno, passato alla storia per aver dato l'ordine di assassinare Che Guevara (1967). Per il Paese iniziarono anni terribili: prima di repressione ed assassinii politici (Plan Condor), poi di narco-dittatura con Garcia Meza.
Solo nel 1982 la Bolivia riuscirà a tornare alla democrazia anche se il baratro tra la schiacciante maggioranza degli indios e la minuscola elite dei bianchi (ma classe dominante) era incolmabile così come incolmabile era la povertà del Paese e il suo indebitamento. Per decenni la nazione si trovò in un subbuglio quasi permamente, con comunità intere che lottavano per i loro diritti organizzate da clero radicale e sindacati locali.
Finalmente, nel 2005, gli indios boliviani decisero di puntare tutto su Evo Morales, che infatti vinse le elezioni con il 54% dei voti e il tasso d'astensione più basso mai registrato nel Paese. A cinque secoli dalla conquista spagnola per la Bolivia si profilava finalmente la possibilità di un riscatto.
Costituzione
La Bolivia è una Repubblica presidenziale. Capitale amministrativa e sede del governo è La Paz mentre Sucre è la capitale costituzionale.
La Costituzione è stata emanata nel 1967 ed emendata nel 1994. Il Presidente della Repubblica, che è anche capo del governo, esercita il potere esecutivo mentre quello legislativo è affidato al Senato (27 membri) e alla Camera dei deputati (130 membri). Senato e Camera costituiscono il Consiglio Nazionale, che vige in carica 5 anni. Attuale Presidente della Bolivia è Evo Morales.
A gennaio 2009 è stata approvata la nuova Costituzione di taglio 'indigenista' voluta con determinazione dal presidente Morales e che ha ottenuto il 54,6% dei voti al referendum consultivo appositamente indetto.
Il nuovo testo costituzionale prevede ampi spazi alle comunità aymara, quechua e alle altre etnie del Paese e dovrebbe permettere, ha più volte sostenuto Morales, la "rifondazione" della nazione. La Costituzione è orientata tra l'altro alla costruzione di uno Stato "unitario sociale di diritto plurinazionale, libero, indipendente" che dia ascolto "alle richieste di tutti i movimenti sociali sull'educazione, la salute e la casa".
Amministrativamente la Bolivia è costituita da 9 dipartimenti, a loro volta divisi in province (112).
Situazione politica
Attuale Presidente della Bolivia è Evo Morales, leader del MAS (Movimento al Socialismo), partito di sinistra con forte componente indigena.
Appena salito al potere il presidente boliviano ha proceduto con la nazionalizzazione degli idrocarburi e con l'applicazione della nuova riforma agraria che dovrebbe contribuire alla redistribuzione delle terre ai contadini. Quest'ultimo obbiettivo, accanto agli evidenti aspetti positivi ne ha però altri che potrebbero creare problemi, quali ad es. l'instaurarsi di conflitti tra i vari gruppi indigeni coinvolti nella redistribuzione e la distruzione degli ecosistemi e delle aree protette.
Di fatto, attualmente (febbraio 2008), la situazione politica boliviana è piuttosto tesa, con manifestazioni e disordini diffusi.
Economia
La Bolivia è uno dei Paesi più poveri dell'America Latina anche se l'agricoltura ha subito notevoli trasformazioni negli ultimi decenni, principalmente dopo la riforma agraria del 1953 trasformandosi da un'attività quasi esclusivamente di sussistenza in uno dei motori economici più importanti del Paese. Le attività agricole si sono sviluppate soprattutto nelle terre orientali tropicali dove parte delle foreste originarie sono state tagliate per far spazio alle coltivazioni.
Grazie all'approvazione della nuova Costituzione (2009) si è messo inoltre finalmente fine allo strapotere dei latifondisti: il voto ha infatti stabilito che la proprietà privata di terra non dovrà superare i 5000 ettari. In questo modo si eliminerà progressivamente il latifondo.
Attualmente la Bolivia è uno dei principali esportatori mondiali di soia; esporta inoltre sorgo, zucchero, cotone, girasole, sesamo.
Nelle aree tropicali si coltiva anche il riso, la manioca, il mais, il banano e moltissimi altri prodotti mentre nelle zone andine, di gran lunga meno produttive, si coltivano mais, orzo, grano, ortaggi, patate.
Di notevole importanza l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, polli, ma anche del lama, dell'alpaca e della vigogna, dalla lana pregiatissima.
L'itticoltura viene praticata principalmente nell'area del lago Titicaca e del bacino amazzonico.
Dalle foreste si estraggono il caucciù e la noce del Brasile di cui la Bolivia è il principale esportatore mondiale.
Nel sottosuolo abbondano oro, stagno, zinco, piombo antimonio, petrolio, gas naturale.
Tra le industrie, le principali sono quella alimentare, tessile, della produzione della birra, dei materiali da costruzione. Due le raffinerie di petrolio, numerosi i cementifici.
Nonostante la grande ricchezza delle risorse naturali e la scarsità abitativa, la Bolivia ha uno dei redditi pro-capite più bassi del Sudamerica a causa di una politica sociale che favorisce una scorretta distribuzione della ricchezza e scarsissime garanzie sociali per i lavoratori, una forte dipendenza dai mercati esteri unita ad un fiorente contrabbando, una inadeguata formazione scolastica e un largo sfruttamento del lavoro minorile, una scadente rete di trasporti sia su strada che su rotaia.
Festival e tradizioni
I giorni festivi ufficiali sono: 1 gennaio, Carnevale, Pasqua, 1 maggio, Corpus Domini, 6 agosto (festa dell'Indipendenza), 2 novembre, Natale.
Vi sono poi giorni festivi celebrati da ogni dipartimento in giornate diverse.
Si celebrano festosamente tutte le ricorrenze cattoliche che cadono negli stessi periodi delle feste agricole del calendario inca.
Tra le fieste principali ricordiamo la Fiesta de la Virgen de Candelaria (a Copacabana, inizio febbraio) e la Festividad de Nuestro Senor Jesus de Gran Poder (a La Paz, maggio-giugno).
Per quanto riguarda invece i riti religiosi più antichi si è fatto in modo che essi sopravvivano sotto forma di "giochi". Il Carnevale si festeggia in modo particolare ad Oruro.
Le cerimonie comunitarie dei villaggi boliviani sono state generalmente coordinate con il calendario cattolico. Dalla messa annuale nel giorno festivo del santo patrono dipende la prosperità dell'annata: così la comunità india al completo spende con gioia in occasione della fiesta più ricca ed importante dell'anno.
La fiesta inizia di solito il pomeriggio precedente al giorno del santo, sulla piazza principale del paese antistante la chiesa. Si balla, si beve, si fuma e si mastica coca.
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