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Guida Cile
Autori: www.iMondonauti.it
Aggiornamenti di: Stefania Verrecchia, Gian Andrea Pagnoniultimo aggiornamento: 17/5/2008
Notizie pratiche su cosa vedere:
Itinerari consigliati e raccontati
Ancora non ci sono itinerari associati a questa guida.
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Quando andare
Il periodo migliore per programmare un viaggio in Cile va da ottobre a marzo ossia durante l'estate australe: tenete infatti presente che in Cile le stagioni sono invertite rispetto alle nostre e che quindi l'inverno italiano corrisponde all'estate cilena.
Il Nord può essere visitato durante tutto l'anno ricordando che in inverno alle temperature gradevoli del giorno si alternano forti escursioni temiche notturne.
Visitabile tutto l'anno è anche la zona centrale da Santiago a Puerto Montt che gode di un clima temperato. In estate le temperature possono raggiungere anche i 30°C.
Nella Terra del Fuoco cilena anche in estate il tempo è assai variabile con temperature massime che non oltrepassano generalmente i 20° C e temperature minime tra i 3° C e gli 8° C. Il vento è una caratteristica costante.
L'isola di Pasqua ha un clima semitropicale durante tutto l'anno, più temperato luglio e agosto.
Ora
In Cile la differenza oraria con l'Italia è di -4h (quando in Italia sono le 12 in Cile sono le 8) da ottobre a marzo, quando è in vigore l'ora legale locale. La differenza oraria con l'Italia è invece di -6h quando in Italia vige l'ora legale.
Burocrazia e visti
Ai cittadini italiani per entrare in Cile non occorre il visto ma è sufficiente il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dal momento di ingresso.
Il genitore che intenda entrare in Cile con figli minori al seguito dovrà essere in possesso di un'autorizzazione vidimata dal Consolato cileno in Italia e firmata dal genitore non accompagnante.
Nel momento in cui si entra in Cile la Polizia Internazionale consegna al turista una Carta di Turismo, documento non tasferibile e personale, che ha la durata 90 giorni e può essere prolungato per altri 90 giorni. Il turista dovrà quindi restituire tale carta quando lascia il Paese.
Vaccinazioni
Per entrare in Cile non è richiesta alcuna vaccinazione.
Consigliate le vaccinazioni contro l'epatite A e B.
Rischio di meningite meningococcica in varie zone del Paese: prima di partire valutate l'opportunità di vaccinarvi presso la vostra Asl.
Da mettere in valigia
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Elettricità
Poichè in tutto il territorio nazionale sono possibili black out elettrici si consiglia di portarsi una pila per ogni eventualità.
É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.
In questo paese ( Cile) abbiamo un voltaggio di 220 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:
Indirizzi utili
Quanto stare
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Come arrivare
Il mezzo più comodo e veloce con cui arrivare in Cile è ovviamente l'aereo.
La compagnia cilena Lan Chile (www.lan.com) assicura collegamenti dall'Italia per Santiago via Madrid.
Tasse di ingresso-imbarco
Per le partenze internazionali è previsto il pagamento di una tassa aeroportuale di 30 USD.
Per i voli nazionali la tassa da pagare è di 9 USD.
Cosa vedere e cosa fare
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Itinerari consigliati e raccontati
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Come spostarsi
Voli interni
Vari voli raggiungono le diverse località cilene, ma è bene ricordare che il Cile è Santiagocentrico, nel senso che è sempre necessario fare scalo a Santiago e da lì imbarcarsi per le diverse destinazioni.
E' senz'altro conveniente acquistare i voli interni in concomitanza con il volo intercontinentale Lan Chile: in questo modo si abbattono notevolmente i prezzi. Altra valida alternativa è l'acquisto del Lan pass che consente di compiere 3 voli interni a scelta al costo di circa 350 euro (www.lan.com).
Tratte diverse sono coperte dalla compagnia Sky Airline (tel. 6006002828; www.skyairline.ch).
Se invece avete intenzione di visitare Cile e Argentina insieme può tornarvi utile il South America Pass, acquistabile con il volo intercontinentale di Aerolinas Argentinas.
Mezzi pubblici
Mezzi a noleggio
Altri mezzi
Patente
Carburante
Dormire
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Mangiare
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Posta e telefono
Per telefonare dal Cile in Italia e necessario digitare lo 0039 seguito da numero dell'abbonato desiderato.
Per telefonare dall'Italia al Cile è necessario selezionare il prefisso 0056 seguito da prefisso del distretto e dal numero dell'abbonato desiderato.
I telefoni pubblici sono molto diffusi e funzionano sia a moneta che con carta telefonica.
I cellulari GSM triband sono utilizzabili in quasi tutto il Paese anche se è sempre meglio verificare preventivamente con il vostro operatore l'effettiva copertura, più difficvoltosa all'interno dei Parchi nazionali e nelle regioni del nord.
Diffusi ed economici gli internet cafè.
Moneta e carte di credito
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Cambio attuale:
1 Euro = 682,11 Peso Cileno
1 USD = 531,07 Peso Cileno
dati aggiornati al 23/07/10
Sanità
Sebbene l'acqua sia potabile, si consiglia di bere acqua imbottigliata o adeguatamente depurata al fine di evitare fastidiose diarree. E' inoltre buona norma non mangiare verdura cruda, mangiare la frutta che si può sbucciare personalmente ed evitare gelati e ghiaccio nelle bevande.
Le strutture sanitarie pubbliche cilene sono sono all'altezza di quelle europee mentre le strutture private sono di ottimo livello solo nell’area di Santiago (Regione Metropolitana) e nella V Regione (Viña del Mar e Valparaíso). Si consiglia pertanto, prima della partenza, di stipulare un'assicurazione sanitaria che preveda anche un eventuale rimpatrio sanitario d'emergenza.
Nelle regioni del centro e del sud è endemica la presenza di topi portatori del virus Hanta, che può contagiare l’uomo e può essere mortale. Per le precauzioni da adottare consultate il sito della Corporacion Nacional Forestal (www.conaf.cl).
E’ frequente che i viaggiatori (singoli o in gruppi) desiderino visitare luoghi di alta montagna, quali i deserti del nord del Paese che generalmente si trovano sopra i 3.000 metri. E’ opportuno informarsi sull’altitudine dei luoghi che si intendono visitare onde evitare di trovarsi in difficoltà in località difficilmente raggiungibili dai mezzi di soccorso. Si sconsigliano vivamente dette visite ai viaggiatori affetti da insufficienza cardiaca o polmonare a meno che non siano accompagnati da guide esperte che portino con sé l’ossigeno.
Con l'arrivo della stagione fredda (giugno - settembre) a Santiago i livelli di inquinamento dell'aria si innalzano e determinano spesso uno stato di pre-emergenza ambientale. L'alto livello di inquinamento è dovuto alla particolare ubicazione della città di Santiago che è situata fra le Ande ad oriente ed i rilievi montuosi a Sud. L'inquinamento può provocare seri problemi respiratori e cardiocircolatori specie nei bambini e negli anziani, nonché frequenti casi di allergie.
Sicurezza
Il Paese nel complesso offre adeguate garanzie di sicurezza.
Nell'area Metropolitana di Santiago si è registrato ultimamente un incremento della delinquenza, in particolare di rapine ed assalti nelle abitazioni private nella zona residenziale della capitale.
Sono considerate zone a rischio il centro storico della capitale e, soprattutto la notte, tutti i quartieri a sud-ovest (Recoleta, Independencia, Pudahuel, La Florida, P.A.C., Lo Espejo, Cerrillos, Conchali', La Granja, Quilicura, San Miguel, Estaciòn Central) mentre i quartieri della zona orientale (Las Condes, Providencia, Vitacura, La Reina, Lo Barnechea, La Dehesa) e in generale la maggior parte del Paese possono considerarsi zone tranquille. Nel resto del Paese è preferibile evitare le periferie di tutte le maggiori città.
Le zone di confine con Bolivia e Perù è consigliabile visitarle esclusivamente con una guida locale.
Il Paese è a forte rischio sismico.
La produzione, la trasformazione e il possesso di droghe o stupefacenti sono severamente puniti dalla legge.
La normativa locale per abusi sessuali o violenze contro i minori prevede pene severe. Va ricordato che coloro che commettono all'estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione) vengono perseguiti al loro rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese.
In caso di problemi con le autorità locali di Polizia (stato di fermo o arresto) si consiglia di informare l'Ambasciata o il Consolato italiano presente nel Paese per la necessaria assistenza.
Comportamenti
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Viaggiare con bambini
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Viaggiatori disabili
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Curiosità
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Guide e libri
Geografia e territorio
Il Cile occupa la parte sud-occidentale del continente sudamericano e si estende per circa 4300 km dal desertico nord al glaciale sud. E’ delimitato ad est, al confine con l’Argentina, dalla Cordigliera delle Ande ed ad ovest dall’Oceano Pacifico. A nord confina inoltre con Perù e Bolivia. In media, il Cile non supera i 200 km di larghezza, ed il suo territorio si eleva rapidamente dal livello del mare fino a raggiungere i 6000 m sulla catena andina. Fanno parte del Cile anche l’ Isola di Pasqua o Rapa Nui (situata a 3700 km ad ovest), l’arcipelago di Juan Fernández, le isole San Felix, San Ambrosio, Salas e Gomez e metà della meridionale isola di Tierra del Fuego (la metà orientale appartiene all'Argentina). Inoltre il Cile sta rivendicando sovranità su una parte del territorio antartico chiamato Territorio Cileno Antartico, rivendicazione che però e’ stata congelata dal cosiddetto Trattato Antartico.
Il Cile continentale viene solitamente suddiviso in cinque regioni geografiche: 1) l'estremo settentrione, chiamato Norte Grande; 2) il centro-settentrione, chiamto Norte Chico
la zona centrale, chiamata Zona central; 3) l'area meridionale, chiamata Zona sur; 4) l'estremo meridione, chiamato Zona austral.
A fronte della sua presenza in America, Antartide e Oceania il Cile può quindi essere definito un paese tricontinentale. L’estensione longitudinale ha conferito a questo paese una grandissima varietà paesaggistica: si passa attraverso il Grande Norte (il Grande Nord), dove si trova l’area desertica più arida del mondo, alla Patagonia nevosa, alle altissime montagne andine, alla levigata costa con splendide spiagge e baie.
Vi sono diverse teorie sull'origine del nome Chile. Secondo una di queste, descritta dal cronista del XVIII sec. Diego de Rosales, il termine deriva dal nome di uno dei capotribù (cacique) chiamato "Tili" che governava la valle dell'Aconcagua fino alla conquista da parte degli Incas.
Un'altra teoria punta sulla somiglianza tra la valle dell'Aconcagua e la valle di Casma in Perù, nella quale si trovavano una città e una vallata chiamate Chili.
Altre teorie sostengono che il nome Chile derivi dal termine Mapuche chilli, che significa dove finisce la terra oppure dal termine quechua chin, "freddo". I primi spagnoli sentirono il nome dagli Incas e dai pochi sopravvissuti della prima spedizione in Perù di Diego de Almagro (1535-36) che si definivano "uomini di Chilli".
L'abate Molina nel suo Compendio de la historia geográfica, natural y civil del reino de Chile fa risalire il termine alla parola mapuche chi o trih con cui veniva definito un uccello con una macchia rossa sulle ali.
Clima
Il Cile, a causa della sua estesa longitudine, presenta una grande varietà climatica oltre che paesaggistica.
Nella zona nord del Paese il clima è di carattere desertico, con scarse precipitazioni. Le temperature hanno lievi variazioni durante l’arco dell’anno, mantenendosi in media attorno ai 20°C.
La Corrente di Humboldt stabilizza e raffredda le zone costiere e favorisce una abbondante nuvolosità conosciuta come camachaca.
Nelle zone interne, l’oscillazione termica è alta con assenza di umidità e di nuvole, cosa che ha permesso in tale area l’ installazione di molti osservatori.
Nella zona dell’altipiano le temperature si abbassano a causa dell’altitudine determinando un clima stepposo freddo caratterizzato da precipitazioni estive, conosciuto come inverno dell’altopiano.
Nella zona del Norte Chico (Piccolo Nord) si incontra un clima stepposo caldo o semiarido che passa gradatamente ai climi più freddi del sud.
Le precipitazioni sono irregolari e si concentano nella stagione invernale.
Dalla Valle del Aconcagua fino al sud il clima dominante è mediterraneo in tutto il territorio, ad eccezione delle alte cime delle Ande che presentano un clima freddo a causa dell’elevata altitudine. Le quattro stagioni sono ben definite, con una estate secca e calda ed un inverno piovoso e freddo.
Nelle zone costiere le temperature sono regolate dall’influenza del mare mentre nelle zone interne è presente un’alta oscillazione termica poichè la Cordigliera svolge una funzione di barriera climatica.
In Santiago le temperature durante l’estate hanno una media di 20º C con punte estreme di 36º C in gennaio mentre in inverno (giugno) le temperature possono toccare i -2º C con medie attorno ai 9.8º C.
Le piogge aumentano spostandosi verso sud, dove è presente un clima marino piovoso tra la Regione della Araucania e la Penisola di Taitao.
Nell’estremo sud australe si sviluppa invece un clima stepposo freddo con una diminuita quantità di piogge che si presentano generalmente nella stagione invernale sotto forma di neve, mentre nel Territorio Antartico predomina il clima polare.
Nelle zone insulari del Paese, il clima e’ fortemente influenzato dall’effetto refrigerante dell’oceano. L' isola di Pasqua presenta un clima unico dalle caratteristiche subtropicali con una media di 1138 mm di precipitazioni distribuite durante tutto l’arco dell’anno.
Ecologia e ambiente
I vari habitat che si incontrano nei vasti territori cileni sono enormemente diversificati tra di loro e sono popolati da una flora e una fauna caratteristiche, protette con l'istituzione di vasti parchi nazionali che costituiscono uno dei maggiori motivi di richiamo per i visitatori. Purtroppo però, al di fuori delle aree protette, l'intensa attività di disboscamento sta spogliando il paesaggio a un ritmo sempre più allarmante.
Popolazione
Il Cile è relativamente omogeneo, e la maggior parte della popolazione è costituita da bianchi principalmente, e meticci in vari gradi, ovvero il prodotto della miscela razziale fra le tribù amerinde ed i conquistatori spagnoli. Si ritiene che nel 1570 il Cile fosse abitato da 10.000 bianchi, 10.000 meticci, e 600.000 amerindi.
Attualmente, e secondo il censimento 2002, soltanto 4.6% della popolazione (692.192 persone) si è dichiarato amerinda ed appartenente ad uno degli otto grupi etnici riconosciuti nella legislazione corrente (cioè che ancora esercitano e parlano le loro culture e lingue autoctone). Di questi, l'87,3% si dichiara mapuche.
Nel censimento di 1992, al contrario, il 10.5% del totale si è dichiarato indigeno, indipendentemente dal fatto che esercitasse o parlasse cultura e lingua indigena.
Quasi un milione di persone (9,7% del totale) si è dichiarato mapuche; 0,6% si è dichiarato aymara, e un 0,2% si è dichiarato rapanui (cioè appartenente all'etnia dell'Isola di Pasqua).
Un grande numero d'immigranti d’origine europea non spagnola é arrivato in Cile (principalmente agli estremi nord e sud del Paese) durante i secoli XIX e XX, compresi inglesi, irlandesi, italiani, francesi e iugoslavi. Nle 1848 venne intrapresa una piccola ma significativa immigrazione tedesca promossa dal governo cileno allo scopo di colonizzazione il sud. Col tempo quel nucleo, pur piccolo in quanto composto da non più di 7.000 tedeschi, ha influenzato la composizione etnica delle province del sud di Valdivia, Llanquihue e di Osorno. Oltre a queste ondate migratorie, degne di nota sono le colonie coreane e palestinesi. L'immigrazione dai paesi limitrofi con il Cile durante questi stessi periodi è stata della stessa entità.
Dalla fine degli anni '90 l'immigrazione in Cile è raddoppiata fino a raggiungere il numero di 184.464 persone nel 2002, pricipalmente dai Paesi limitrofi (Argentina, Bolivia e Perù). D'altra parte, nonostante l'emigrazione sia diminuita durante l'ultimo decennio, è stato stimato che 857.781 cileni vivono all'estero, di cui il 50,1% in Argentina, il 13,3% negli Stati Uniti ed il 4,9% in Svezia.
La mobilità della popolazione all'interno del Paese è aumentata durante gli ultimi decenni a causa di un inurbamento voluminoso dalle zone rurali verso le più grandi città del Cile. Mentre nelle regioni centromeridionali del Paese più dell'80% della popolazione è formato da persone nate nella stessa regione (nella regione del Biobío raggiunge 86,11%), nella regione metropolitana di Santiago soltanto il 71% della popolazione è ivi nata, mentre nelle regioni estreme (come la regione di Magallanes) questo numero arriva soltanto a 55%.
Lingua
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Religione
Secondo l'ultimo censimento, 7.853.428 dei cileni con più di 14 anni sono cattolici (equivalente a 69.96%), rappresentando una perdita forte nel numero dei fedeli alla Chiesa cattolica. Il 15,14% dei cileni si è dichiarato protestante, 1,06% testimoni di Geova, 0,92% mormone e un 0,13% ebreo. L'8,3% del Paese si è dichiarato non-credente o agnostico, mentre 4.39% ha indicato altre religioni. Anche se la fede cattolica rimane la religione dominante nel Paese ed ha grande influenza nella società, questa influenza é andata declinando negli anni scorsi.
Storia
Epoca precolombiana
Diversi studi collocano l'epoca della popolazione dell'attuale territorio cileno a circa 10.500 anni prima di Cristo. Il Cile preispanico era popolato da una varietà di culture di indigeni che si stanziarono in bande longitudinali incrociando anche le Ande ed arrivando a territori attualmente argentini nell'Atlantico. Nella zona del nord del paese, i gruppi amerindi aymara, atacameña e diaguita stabilirono culture fortemente agricole da parte dell'impero Inca che, dal secolo XV, dominò una grande parte del territorio attuale del Cile fino al fiume Maule. Al sud del fiume Aconcagua, si stabilirono le varie comunità seminomadi degli amerindi mapuche, la principale etnia indigena del paese. Nei canali australi, infine, hanno abitato diversi gruppi indigeni come gli amerindi chono, yámana, alacalufe ed ona. Nell'Isola di Pasqua si sviluppò un'avanzata e misteriosa cultura polinesica, praticamente estinta oggi.
La conquista
Nel 1520, Ferdinando Magellano fu il primo esploratore europeo a visitare il territorio cileno percorrendo lo stretto che porta il suo nome. Ma fu soltanto nel 1535 che i conquistatori spagnoli provarono a conquistare le terre della "valle del Cile" dopo aver destituito l'impero Inca. La prima spedizione, condotta da Diego de Almagro, non ebbe i risultati voluti, seguì il tentativo di conquista guidato da Pedro de Valdivia. Lungo il suo cammino verso sud, ed attraversando il Deserto di Atacama, Valdivia fondò una serie di centri abitati, il primo ed il più importante, il 12 febbraio del 1541, la città di Santiago della Nuova Estremadura. Valdivia iniziò in seguito una campagna militare diretta verso i territori più meridionali dove erano insediate le tribù mapuche, dando così inizio alla guerra di Arauco, che Alonso de Ercilla riportò magistralmente nella sua opera La Araucana (1576). I contrasti si protrassero per circa tre secoli, benché con numerosi interavvalli di pace grazie alla realizzazione di "Parlamenti" come quello di Quilín nel 1641 che avrebbe stabilito un limite tra il governo coloniale e le tribù indigene lungo il fiume Bío bío, dando nome alla zona conosciuta ancora oggi come La Frontiera.
La Capitanía General de Chile, chiamata anche il Regno del Cile, era una delle colonie più australi dell'Impero Spagnolo. A causa della sua lontana posizione dai grandi centri e dalle strade commerciali imperiali ed a causa del conflitto con i mapuche, il Cile è stato una provincia povera appartenente al Vicereame del Perù e la cui economia era praticamente destinata per sostenere i pochi abitanti del territorio.
Nel 1810, cominciò, con la costituzione della prima assemblea di governo, il processo di autodeterminazione del Cile e iniziò un periodo chiamato Patria Vecchia, che durò fino alla catastrofe di Rancagua nel 1814, quando le truppe reali spagnole riconquistarono il territorio. Le truppe indipendentiste, profughe a Mendoza, formarono con i soldati argentini l'Esercito delle Ande guidato da José de San Martín che liberò il Cile dopo la battaglia di Chacabuco, il 12 febbraio del 1817. L'anno successivo il governo del "Direttore Supremo" Bernardo O'Higgins Riquelme dichiarò l'indipendenza del Cile.
L'indipendenza
O'Higgins inaugurò un periodo di riforme che però lasciarono insoddisfatta una grande parte dell'opinione pubblica, provocando la sua abdicazione nel 1823. Durante i 10 anni successivi, il Cile avviò una serie di politiche per costruire il nuovo stato. Dopo una serie di fallimenti, la vittoria conservatrice nella Rivoluzione del 1829 diede inizio ad un periodo di stabilità: il nuovo regime si chiamò Repubblica Conservatrice, ed ebbe come massimo capo il ministro Diego Portales, che grazie alla Costituzione del 1833 riuscì a costruire le basi politico-amministrative del Cile del XIX secolo. Il Cile lentamente iniziò a svilupparsi ed a stabilizzare le sue frontiere. L'economia cominciò ad avere una grande crescita grazie alla scoperta dei giacimenti di Chañarcillo e alla crescita del porto di Valparaíso, cosa che portò ad un conflitto con il Perù per la supremazia marittima nell'Pacifico. La formazione della confederazione fra il Perù e la Bolivia fu considerata una minaccia per la stabilità del paese, e Portales dichiarò ai due paesi una guerra che terminò con la vittoria cilena nella battaglia di Yungay (1839) e con la dissoluzione della confederazione. Allo stesso tempo, si provò a rafforzare il controllo sul Sud del paese intensificando la penetrazione nell'Araucanía e la colonizzazione della Llanquihue con immigranti tedeschi. La regione di Magallanes fu incorporata allo Stato e la zona di Antofagasta iniziò ad essere abitata. Dopo quaranta anni di governo conservatore, nel 1871 ebbe inizio un periodo di governo del partito liberale che fu caratterizzato dalla crescita economica dovuta alla estrazione mineraria del potassio nitrico nella zona di Antofagasta. L'attività estrattiva andava così bene che la Bolivia iniziò a reclamare questo territorio come suo. Nonostante la firma di trattati nel 1866 e 1871, i due paesi non riuscirono a risolvere i loro conflitti ed il 14 febbraio del 1879, il Cile bombardò il porto di Antofagasta, dichiarando la guerra alla Bolivia. Il Perù, come prevedeva un accordo segreto, si alleò con la Bolivia: fu questo l'inizio alla guerra del Pacifico che finì con la vittoria cilena nella battaglia di Huamachuco, il 10 luglio del 1883. Dopo il conflitto, il Cile ottenne il dominio sui dipartimenti di Antofagasta e le province di Tarapacá, Arica e Tacna (quest'ultimo fino al 1929) e la contemporanea risoluzione dei problemi di confine con l'Argentina in Patagonia e Puna di Atacama. Nello stesso periodo finì Guerra di Arauco con la Pacificazione dell'Araucania nel 1881 e l'annessione dell'Isola di Pasqua nel 1888. Nel 1891, il conflitto tra il Presidente José Manuel Balmaceda ed il Congresso causò la Guerra Civile: i membri del Congresso ottennero la vittoria e stabilirono la Repubblica Parlamentare. Questi anni si caratterizzarono, nonostante la crescita economica, per l'instabilità politica e la nascita del movimento proletario che portava l'attenzione sulla Questione Sociale. Dopo anni di dominio delle oligarchie, fu eletto Arturo Alessandri con l'appoggio dei movimenti popolari in 1920. La crisi però si accentuò e portò alla rinuncia di Alessandri in due occasioni dopo la promulgazione della Costituzione del 1925, che diede nascita alla Repubblica Presidenziale. Carlos Ibáñez del Campo assunse il governo nel 1927 con un grande sostegno popolare, ma la fine della Prima Guerra Mondiale (nella quale il paese si è dichiarato neutrale) e la Grande Depressione seppellirono il commercio del potassio nitrico, producendo una forte crisi economica nel paese: il Cile fu infatti tra i più colpiti dalla recessione a livello mondiale. Ibáñez rinunciò nel 1932 e l'instabilità politica dopo il colpo di stato militare diede vita alla Repubblica Socialista del Cile, che però durerà soltanto 3 mesi finché Alessandri riassunse il potere e rimise in sesto l'economia, senza però calmare la tensione tra i partiti. Dopo il massacro del Segundo Obrero, i partiti di tendenza fascista decisero di sostenere il candidato del Partito Radical, Pedro Aguirre Cerda che venne nominato Presidente nel 1938. Il mandato di Aguirre Cerda dà inizio ad un periodo di governi di stampo radicale, riesce ad effettuare diverse riforme e stabilisce una rivendicazione sul territorio antartico antistante il Cile, ma finisce con la precoce scomparsa del mandatario. Juan Antonio Ríos, il suo successore, deve fare fronte all'opposizione ed alle pressioni degli Stati Uniti per dichiarare la guerra all'asse durante la Seconda Guerra Mondiale, cosa che accade nel 1943. Dopo essere stato sostenuto dal partito comunista, il radicale Gabriel González Videla è eletto Presidente in 1946. Tuttavia, con l'inizio della Guerra Fredda i comunisti verranno esclusi dalla politica attraverso la Legge Maledetta. Nel 1952, Ibáñez torna alla politica ed è eletto con l'appoggio dei cittadini, ma lo perde dopo una serie di misure liberal per ravvivare l'economia. Nel 1958, è eletto l'indipendente dalla Destra Jorge Alessandri, il figlio di Arturo Alessandri, che dovrà fare fronte al caos prodotto dal terremoto del 1960, il più forte registrato nella storia del paese, cosa che non impedì che si tenessero i Mondiale di Calcio in Cile, in 1962. In questo periodo, si stabilisce un sistema politico chiamato "Dei Tre Terzi" composto dalla Destra, la Democrazia Cristiana e l'Unità Popolare. Temendo una vittoria dell'UP, la Destra sostiene il Democratico Cristiano Eduardo Frei Montalva che è eletto nel 1964. Benché Frei Montalva provi ad effettuare la sua "Rivoluzione in Libertà" attraverso la riforma agricola e cilenizzazione del rame, alla fine del suo mandato, la tensione politica produce una serie di scontri. Nel 1970 fu eletto il socialista Salvador Allende con l'appoggio dell'Unità Popolare. Tuttavia, il suo governo si confrontò con molti problemi economici e la forte opposizione del resto dello spettro politico, delle élites economiche che tentarono di bloccare le sue riforme, e del governo degli Stati Uniti di Richard Nixon. Il rame è finalmente nazionalizzato, ma questo non impedisce che il paese cada in una forte crisi economica e che l'inflazione arrivi a cifre impressionanti. I confronti tra momios ed upelientos raggiungono livelli di terrorismo ed Allende, che credeva in una rivoluzione democratica, perde l'appoggio ideologico del Partito Socialista che crede in un sollevamento popolare armato.
Il golpe e l'era Pinochet
L'11 settembre del 1973 si attua il colpo di stato cileno, con l'aiuto della CIA. Durante il golpe perderà la vita lo stesso Allende, morto all'interno del Palazzo della Moneda, e secondo la versione ufficiale suicidatosi poco prima di cadere nelle mani dei militari golpisti. Prima di morire, Salvador Allende affida alla radio il suo ultimo messaggio, che influenzerà la futura coscienza del paese. L'Esercito cileno conduce materialmente il golpe, ma non restituisce il potere alla Destra politica ed economica che l'aveva ideato: lo consegna invece nelle mani del Generale Augusto Pinochet Ugarte, nato a Valparaiso il 25 novembre 1915, che passerà alla storia come uno dei più disumani dittatori del Novecento, tristemente celebre per la barbara eliminazione dei suoi oppositori. Durante la sua feroce dittatura, durata dal 1973 al 1990, furono torturate, uccise e fatte sparire almeno trentamila persone, tra cui gli uomini di Unidad Popolar (la coalizione di Allende), militanti dei partiti comunista, socialista e democristiano, accademici, artisti e musicisti (come Victor Jara), professionisti, religiosi, studenti e operai. Pinochet salì al potere rimpiazzando il rinunciatario comandante in capo dell'esercito, Generale Carlos Prat (il quale aveva deciso di abbandonare l'incarico), a causa delle forti pressioni esercitate dai settori più reazionari della società: la destra e l'oligarchia cilena. Bisogna sottolineare il fatto che la nomina a Generale (precedente al colpo di stato) contò inizialmente proprio sull'approvazione di Allende, e fu resa possibile da un dettaglio tecnico legato all'anzianità del generale Prat, più che a doti particolari nel comando o a qualità professionali di Pinochet. Questa decisione politica fu presa nel tentativo estremo di placare il colpo di stato che era nell'aria da tempo, nonostante i precedenti della carriera professionale di Pinochet avessero già evidenziato il suo profilo repressivo e violento. Negli anni '60, ad esempio, durante il governo del cristiano-democratico Eduardo Frei Montalva, gli venne dato l'incarico di soffocare uno sciopero nella zona desertica situata nel nord del Cile: la repressione fu sanguinosa, il numero dei morti e dei feriti fu elevato. Malgrado questi precedenti l'esecutivo approvò la sua nomina, segnando involontariamente la propria sorte. Ad ogni buon conto Pinochet e l'Esercito giocarono un ruolo abbastanza secondario nell'organizzazione e nella realizzazione del complotto che il giorno 11 settembre 1973 sfociò nel golpe sanguinoso che travolse il governo di "Unidad Popular". I veri artefici e mandanti intellettuali del "golpe" furono, secondo storici autorevoli, come detto l'oligarchia e le élites imprenditoriali, appoggiate dai settori politici che le rappresentavano, ovvero la destra e la direzione della Democrazia Cristiana (tranne poche eccezioni). Un aiuto fondamentale dal punto di vista organizzativo all'ascesa del dittatore è stato fornito da parte degli Stati Uniti, timorosi che la "macchia" socialista si espandesse anche nell'area sudamericana. La soluzione della crisi di governo venne affidata all'Esercito in quanto storico garante dell'ordine costituzionale e istituzionale della Repubblica, mito rafforzato dal profilo apolitico e professionale delle forze armate cilene. Formazione attuata principalmente attraverso la tristemente celebre scuola "delle Americhe", allora stanziata a Panama (in cui vengono insegnati tuttora vari metodi di repressione psichica e fisica, dalle minacce al genocidio alla tortura). Dal 1973 al 1990 dunque il mondo fu testimone di migliaia di sparizioni, decine di migliaia di arresti, torture ed esili. Tutto si concluse, apparentemente, con il "Plebiscito" del 1989, proposto dalla stessa giunta pinochetista. Il rifiuto a Pinochet scaturito dal plebiscito, in realtà fu una farsa che portò ad una pseudo-democrazia nella quale l'ex dittatore mantenne la carica di comandante supremo delle forze armate. La costituzione emanata dalla dittatura rimase invariata; i delitti commessi furono "liquidati" con l'attuazione della politica della riconciliazione nazionale; l'omicidio di Stato nei confronti di coloro che denunciavano il proseguo della repressione ai danni dell'opposizione rimaneva una realtà; l'assegnazione a Pinochet, una volta in pensione, della carica di Senatore a vita con conseguente immunità ed impunità venne difesa ferocemente.
La fine del potere di Pinochet
La "caduta" di Pinochet, fino a poco tempo fa considerato in Cile un intoccabile (negli ambienti militari ha ancora numerosi seguaci), è iniziata il 22 settembre del 1998, quando l'ex generale andò a Londra per una operazione chirurgica. Amnesty International e altre organizzazioni chiesero subito il suo arresto per violazione dei diritti umani. Pochi giorni dopo il giudice spagnolo Baltasar Garzon emise un mandato di cattura internazionale, chiedendo di incriminare il generale per la morte di cittadini spagnoli durante la dittatura cilena. A sostegno di questa richiesta si espressero le sentenze dell'Audiencia Nacional di Madrid e della Camera dei Lords di Londra, richiamandosi al principio della difesa universale dei Diritti dell'Uomo e stabilendo rispettivamente che la Giustizia spagnola era competente per giudicare i fatti avvenuti durante la dittatura militare in Cile - dal momento che si tratta di "crimini contro l'umanità" che colpiscono, come soggetto giuridico, il genere umano nel suo insieme - e che i presunti autori di gravi delitti contro l'umanità, come appunto Pinochet, non godono di immunità per i loro crimini, neanche se si tratta di capi di Stato o ex capi di Stato. Il ministro dell'Interno del Regno Unito, il laburista Jack Straw, il 2 marzo 2000 decise di liberare Pinochet e di permettere il suo ritorno in Cile, negando quindi l'estradizione e adducendo "ragioni umanitarie": un'espressione che suonò come un insulto alla memoria e al dolore dei familiari delle migliaia di vittime della sua dittatura. Santiago il giudice Guzman continua la sua inchiesta contro Pinochet, ma il vecchio ex dittatore resiste in tutti i modi per non essere portato davanti a un tribunale del suo Paese, quel Cile che per oltre vent'anni ha dominato col pugno di ferro. In seguito ad un attacco di cuore, Pinochet muore il 10 dicembre 2006 dopo alcune settimane di degenza nell'ospedale militare di Santiago, a 91 anni.
Il dopo-Pinochet
Dopo elezioni combattute, Ricardo Lagos nel 2000 viene nominato terzo presidente della Concertación de Partidos por la Democracia in un'atmosfera economica instabile. La diffusa corruzione peggiora il quadro generale agli inizi del suo mandato, ma in seguito inizia ad ottenere una grande popolarità che va di pari passo con il recupero dell'economia. Lagos ottiene livelli di approvazione del 75% grazie all'inserimento del paese nel concerto internazionale con la partecipazione nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con il suo rifiuto all'Invasione dell'Iraq e la firma di trattati di libero commercio con l'Unione Europea, gli Stati Uniti, e la Cina, tra altro. Nel 2006, Michelle Bachelet, socialista, è eletta Presidente con 53.5% dei voti.
Costituzione
Il Cile è una repubblica presidenziale. Il Congresso Nazionale ha funzioni legislative ed è composto da Senato e Camera dei Deputati. Attuale Capo dello stato è Michelle Bachelet, socialista, eletta nel 2006.
Nel 1979 il Cile fu diviso in 13 regioni, suddivise a loro volta in province e, queste ultime, in comuni. Attualmente il Paese conta di 15 regioni, 53 province e 346 comuni in totale. Ognuna delle regioni possiede un numero romano assegnato consecutivamente da nord a sud, eccetto la Regione Metropolitana di Santiago. Con la creazione di due nuove regioni nel 2007, la numerazione ha perso il suo significato originale ed ad oggi esiste un progetto di legge al fine di eliminare detto tipo di denominazione.
Situazione politica
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Economia
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Festival e tradizioni
Nonostante l’omogeneità etnica esistente in Cile, le espressioni culturali variano molto nelle differenti zone del Paese principalmente a causa della grande varietà geografica che presenta il suo territorio.
La zona nord del Cile si caratterizza per diverse manifestazioni culturali che mescolano l’influenza delle popolazioni indigene andine con quella dei conquistatori ispanici, a cui si sovrappone la grande importanza che ebbero nel corso dei secoli le tradizioni religiose. Tra queste da evidenziare las diabladas, danze folcloristiche di ispirazione religiosa dove si ripetono coreografie e cantici ancestrali, e i carnevali come la Fiesta de La Tirana, una festa religiosa in onore della Vergine del Carmen celebrata il 16 luglio proprio a La Tirana. La zona centrale del Cile si identifica principalmente con le tradizioni rurali della campagna cilena e la denominata cultura huasa. Poichè in questa regione si concentra la maggior parte della popolazione cilena, la si considera tradizionalmente come la
principale identità culturale del Paese. La sua massima espressione si ha durante le festività delle Fiestas Patrias (Feste patrie), in settembre. Le feste patrie consistono fondamentalmente di due giorni: il 18 di settembre, in commemorazione della proclamazione della Prima Giunta di Governo che ebbe luogo nel 1810 e che ha dato inizio al processo indipendentista;
il 19 di settembre conosciuto come il Día de las Glorias del Ejercito (Giornata delle Glorie dell’Esercito).
Le celebazioni delle Fiestas Patrias occupano praticamente una settimana e per questo motivo molti college e uffici indicono le Vacaciones de Fiestas Patrias (vacanze delle Feste Patrie) della durata di una settimana, utilizzate da molti cileni per visitare i propri familiari residenti in altre parti del Paese o per raggiungere le vicine mete balneari del Pacifico come Viña del Mar
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