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Guida Messico (1 voto)

Autori: Gian Andrea Pagnoni, Nicola Piffanelli

Foto: Gian Andrea Pagnoni

Aggiornamenti di: Iria Servizi, Gian Andrea Pagnoni
ultimo aggiornamento: 17/5/2009


                        © Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it

Uno straordinario crogiolo di culture e di bellezze naturali a cavallo del Tropico del Cancro. Non si può raccontare il Messico: si deve credere nel Messico, con passione, con rabbia, con totale abbandono, dice il personaggio di un romanzo di Carlos Fuentes, il più celebre e amato scrittore messicano vivente. Terra d'estremi, dove tutto é in apparenza eterno e al tempo stesso in frenetica evoluzione e capace d'improvvise eruzioni per noi inaspettate.

Anche se la maggior parte dei viaggiatori resta sedotta dai maestosi monumenti maya ed aztechi, per i curiosi il Messico è un’ inesauribile fonte di meraviglie che trova il principale punto d'avvio proprio nel suo popolo, drammaticamente attaccato alla vita e gioiosamente innamorato della morte tanto da poterlo definire surreale.

Come conseguenza di una topografia e geografia estremamente varie, il Messico è un Paese molto diversificato sotto tutti i punti di vista. Per questo gli appassionati naturalisti dovranno venire più volte per poter visitare le numerose riserve della biosfera presenti in Messico con flora e fauna quanto mai varia: dai giaguari, scimmie urlatrici e coccodrilli delle foreste pluviali ai pellicani e fenicotteri che sorvolano le mangrovie costiere, alla flora dei deserti e ai leoni marini delle coste del Pacifico.

Gli amanti di storia e archeologia troveranno impossibile non visitare i numerosissimi siti maya e aztechi perché Chichen Itza, Uxmal, Palenque, Tenochitlàn sono solo i più famosi di una miriade di siti sparsi per il Paese tra deserti e foreste pluviali. Detentori di questa storia affascinante sono le popolazioni maya del sud, ancora attaccate ai riti che mescolano pratiche animistiche a porzioni di fede cristiana introdotta dai conquistadores.

Il Messico offre ovviamente anche momenti di svago per trascorrere una rilassante vacanza di mare sulle coste del Pacifico alla scoperta della Ruta de l'Indipendencia o dello Yucatan, lungo la Riviera Maya.

In definitiva, qualunque sia il vostro tipo di interesse, in Messico troverete quello che cercate: sta a voi scoprirlo tra deserti, foreste, vulcani, spiagge bianche, resti di civiltà scomparse e popolazioni tradizionali.




Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico Non necessario per permanenze inferiori ai 3 mesi
Passaporto Necessario, con validità di almeno 6 mesi dalla data di entrata
Vaccino Febbre Gialla Non necessaria
Profilassi Antimalarica Consigliata
Vaccino Epatite A Consigliato
Vaccino Epatite B Consigliato
Vaccino Antitifico Consigliato
 

Quando andare

Il Messico è visitato durante durante tutto l'anno (sugli altopiani in maggio-ottobre e nelle zone costiere in ottobre-maggio), ma l'alta stagione si concentra nel periodo meno piovoso (dicembre-marzo) quando massima è l'affluenza nelle località balneari come Cancun o Acapulco e quando altrettanto massimi saranno i prezzi: dicembre è il mese più affollato dell'anno.

Marzo è un ottimo mese e ideale è novembre quando le piogge (maggio-ottobre) sono finite e la stagione di punta deve ancora iniziare.

Va ricordato che l'area meridionale del Messico (Yucatan e Chiapas) presenta spesso rovesci temporaleschi anche nella stagione secca di ottobre-maggio cui seguono quasi immediatamente cieli rischiarati e tersi).

 

Durante la stagione delle piogge (maggio-ottobre e in particolare agosto-settembre) bisogna fare attenzione alle previsioni se si frequentano le zone meridionali di foresta pluviale perché spesso le strade sono fangose e difficilmente agibili.

Il mese di settembre è considerato il più a rischio per quanto riguarda gli uragani. Le zone solitamente colpite da tali fenomeni sono tutta la costa del Pacifico, il Golfo del Messico, la penisola dello Yucatan e, in generale, il sud-est del Paese.

 

Il clima di Città del Messico, situata ad oltre 2200 m sopra il livello del mare, è temperato con precipitazioni periodiche. L'altezza e l'alto tasso di inquinamento (soprattutto marzo-aprile-maggio) consigliano cautela a chi ha problemi cardiocircolatori e di respirazione.

 

Durante i mesi che vanno da giugno a novembre, le giornate sono caratterizzate da mattinate soleggiate con progressivi annuvolamenti e temporali pomeridiani e serali.

Per i restanti mesi dell'anno il clima si presenta estremamente secco.

La temperatura massima nel periodo delle piogge e di 25°C, con elevatissima umidità (sensazione percepita: oltre 30°C), per raggiungere poi nelle ore notturne un valore minimo che va dai 7° ai 10°C. Durante il periodo secco la temperatura supera abbondantemente i 30 °C nelle ore più calde, mentre la notte si registra un forte sbalzo di temperatura con valori che possono raggiungere i 4°-6°C.

 

Ora

Il Messico abbraccia 3 fusi orari differenti.

L'Hora Oficial de Pacifico comprende la zona della Bassa California e comporta 9 ore in meno rispetto all'Italia;.

l'Hora Oficial de las Montanas comprende la zona della Bassa California del Sud, Chiuahua, Nayarit, Sinaloa e Sonora e comporta 8 ore in meno rispetto all'Italia;

l'Hora Oficial del Centro comprende la zona di Città del Messico e comporta 7 ore in meno rispetto all'Italia. 

Il Messico adotta l'ora legale, quindi il fuso orario nei confronti del nostro Paese resta tale tutto l'anno.

 

 

 

Burocrazia e visti

Per entrare in Messico per turismo ai cittadini italiani basta il passaporto con validità di almeno 6 mesi e non occorrono visti per permanenze inferiori ai 3 mesi (avvertenza: se fate scalo negli Stati Uniti è necessario essere in possesso di passaporto a lettura ottica).

Necessaria la tarjeta de turista (carta turistica) rilasciata durante il volo dalla compagnia aerea e convalidata dalle autorità di frontiera; la tarjeta dovrà poi essere riconsegnata alla dogana al momento della partenza.

Per permanenze superiori ai 3 mesi viene rilasciata una forma migratoria (FMT). Se la smarrite durante il viaggio, contattare il Consolato italiano o l'Ufficio Turistico Sectur (55-5252-0123) di Città del Messico. L'eventuale estensione del visto FMT prevede un costo di 205 pesos.



 

Vaccinazioni

Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria.

In Messico il tifo è molto comune e l'epatite A è diffusa. Consigliate in genere le vaccinazioni antitifica e contro l'epatite A, contro l'epatite B per chi sosta a lungo.

 

Il rischio di malaria (quasi esclusivamente nella forma benigna da Plasmodium vivax) esiste per tutto l'anno in alcune zone rurali con elevata umidità per la presenza di zone umide o foreste pluviali. Rischio alto di trasmissione in alcune località degli stati di: Chiapas, Quintana Roo, Sinaloa e Tabasco. Rischio moderato negli stati di Chihuahua, Durango, Nayarit, Oaxaca e Sonora. Il rischio è basso negli stati di: Campeche, Guerrero, Michoacàn e Jalisco. Ricordarsi di usare sulla pelle repellenti contro le punture di zanzare, vestiario che non lasci troppo scoperti gli arti, insetticidi, zanzariere.

Profilassi raccomandata nelle zone a rischio (Clorochina), verificare dal proprio medico o presso un centro specializzato eventuali controindicazioni personali.

 

Da mettere in valigia

Dizionario spagnolo di conversazione (pochissimi parlano inglese!), medicinali, sacco a pelo per chi viaggia con mezzi pubblici (nei pullman notturni e sul treno Chepe fa molto freddo), una torcia (in molte località la notte tolgono la luce), un adattatore per le prese elettriche a due lamelle piatte (tipo americano), abbigliamento pratico ed informale, felpa termica, k-way (in estate piove spessissimo e anche durante il resto dell'anno sono possibili brevi rovesci), antirepellente per zanzare, lozione solare ad altissima protezione.

 

Elettricità

La corrente ha un voltaggio inferiore all'Italia (vedi sotto), e quindi è da tenere presente che i tempi di ricarica delle batterie sono maggiori e la potenza di alcuni strumenti elettrici è inferiore. In generale non ci sono problemi, ma è bene informarsi sul tipo di strumento per l'eventuale necessità del trasformatore (per alcune marche di cellulari). Spesso gli hotel di lusso hanno invece impianti a 220 volt.

In alcune zone del Paese sono abbastanza frequenti le interruzioni dell'energia elettrica (portarsi una torcia elettrica).

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Messico) abbiamo un voltaggio di 120 V con una frequenza di 60 Hz , e le seguenti prese:

 

Americana a 2 contatti
 
 

Indirizzi utili

 
  Burocrazia e Visti 
Ambasciata del Messico Via Lazzaro Spallanzani 16, Roma
tel: 06 441151, fax: 06 4403876
tel 2: 06 44251990
posta elettronica: emexpart@tin.it
Ambasciata Italiana in Messico Av. de las Palmas 1994, Colonia Lomas de Chapultep, Città del Messico
tel: +52 55-55963655, fax: +52 55-55967710
posta elettronica: segreteria.messico@esteri.it
sito web: iic.org.mx/
Consolati onorari a: altre informazioni utili: Cancun, Guadalajara, Monterrey, Queretaro, Tampico, Veracruz; Vice Consolati onorari ad Acapulco, Puebla; Agenzie consolari onorarie a Oaxaca e Tijuana
Consolato del Messico in Italia Via S. Quintino 32, Torino
tel: 011-546955
Consolato del Messico in Italia Via Solferino 26, Bologna
tel: 051-6447829
Consolato del Messico in Italia Via Arte della Lana, Firenze
tel: 055-217831
Consolato del Messico in Italia Largo Sermoneta 22, Napoli
tel: 08-15751185
Consolato del Messico in Italia Via Amari 40, Palermo
tel: 09-1587144
Consolato del Messico in Italia S. Marta, Punto franco fabbr. 17, Venezia
tel: 041-2712642
 
  Turismo e Cultura 
Association des Hotels et Motel mexicains Thiers 83, Colonia Anzurez, Città del Messico
tel: 55-52030466
sito web: www.hotelesenmexico.com.mx/
Associazione degli ostelli della gioventù Insurgentes Sur 1510 D, Città del Messico
tel: 5-6628244, fax: 5-6631556
Ufficio per il Turismo Via Barberini 3, Roma
tel: 06-4872182, fax: 06-483630
tel 2: 06-4827160, tel 3: num. verde 0080011112266
sito web: www.visitmexico.com/
Ufficio turismo messicano Presidente Mazaryck 172, Colonia Chapultepec Moral, Città del Messico
tel: 55-30026300
sito web: www.sectur.gob.mx/
 
  Sanità e Sicurezza 
Polizia tel: 061
Pronto Intervento e Polizia tel: 06 da qualsiasi località del Messico senza alcun p
Soccorso stradale tel: 55-54886600 (a Città del Messico)
tel 2: 01800522624357 (nel resto del Paese)
soccorso stradale del Ministero del Turismo tel: 55-52508221 (servizio gratuito 24 h su 24 in alta
 
 
 

Quanto stare

Un gran numero di turisti italiani si riversa tutto l'anno lungo la Riviera Maya, in particolare Cancun e Playa del Carmen mentre Acapulco è una meta più frequentata da americani. Per una vacanza di solo mare i pacchetti sono generalmente di una o due settimane.

Per la visita del Paese, data la sua dimensione, bisogna starci a lungo o fare delle scelte e magari tornarci.

15 giorni sono il minimo per dedicarsi anche solo alla visita approfondita di una zona (Città del Messico e dintorni, Costa pacifica e Baja California, Yukatan e Chiapas, ecc.) o ad una tipologia di interesse (es. siti maya, riserve naturali, etnie).

Per farsi un'idea più generale del Paese servono almeno tre settimane nelle quali è possibile seguire il percorso classico da Città del Messico a Cancun lasciando spazio ad eventuali deviazioni per interessi specifici o per alcuni giorni di relax sulla costa.

Consigliamo di optare per un programma poco rigido, sia per potersi riprendere dai lunghi trasferimenti sia per poter gustare pienamente l'atmosfera di paesaggi, luoghi e incontri che, potete starne certi, si riveleranno interessantissimi.

 

Come arrivare

Il modo più comodo e veloce per arrivare in Messico è ovviamente l'aereo.

Non esistono collegamenti diretti da Milano/Roma con Città del Messico, ogni compagnia di bandiera prevede uno o più scali.

Aeromexico (www.vamos.it), compagnia di bandiera messicana, arriva ogni giorno a Città del Messico via Madrid. Anche Iberia (www.iberia.com) offre collegamenti quotidiani dalle principali città italiane via Madrid o Barcellona.

Il costo dei voli di linea può oscillare dai 470 agli 840 euro, molto dipende dal periodo prescelto e dalle offerte lanciate sul mercato dalle varie compagnie aeree.

Ci sono invece voli charter diretti da Milano/Roma/Bologna per Cancun (i costi dipendono molto dalla stagione; www.air-europa.com; www.bluepanorama.com).

Una buona soluzione per risparmiare significativamente sul costo del biglietto è trovare uno dei numerosi lastminute o fly and drive sulle mete balneari più conosciute come Cancun, Acapulco e Playa del Carmen. Spesso questi pacchetti charter offrono anche una prima notte di soggiorno in un hotel all'arrivo, dopo di che potrete tranquillamente organizzarvi la vacanza in libertà.

Una limitazione a questo tipo di soluzione è la durata del viaggio: generalmente infatti si trovano pacchetti di una o due settimane (anche se è possibile richiedere alcuni giorni prima, una settimana in più in caso si sia liberato il posto sul volo di ritorno).



 

Tasse di ingresso-imbarco

Non c'è alcuna tassa di ingresso, ma esiste una tassa sui voli internazionali in partenza per il Messico (circa USD 25) di solito compresa nel prezzo del biglietto emesso in Italia.

Le tasse aeroportuali sono sempre da pagarsi in loco: 23 dollari per le partenze internazionali e 15 dollari + 5 di tasse per quelle nazionali.

Per le modalità di pagamento va ritirato un formulario presso gli uffici aeroportuali di Emigraciòn mentre bisogna pagare presso lo sportello bancario dell'aeroporto.

Attenzione! Se la tassa di soggiorno non è già inclusa nel biglietto aereo (sigla UK), all'uscita dal Paese (prima del chek in o alla frontiera) si dovranno pagare 290 pesos, o 25 USD o 23 euro (i minori di due anni non pagano). Il pagamento va fatto in contanti per cui è opportuno tenersi il denaro o prelevare con la carta di credito dai bancomat all'aeroporto.

In caso di perdita della forma migratoria (FMT) non va pagata alcuna multa se sul biglietto aereo è presente la sigla UK, altrimenti si pagano 412 pesos.

 
 

Cosa vedere e cosa fare

Il Messico offre una moltitudine di opportunità per tutti i gusti, dai paesaggi desertici del nord alle foreste pluviali del sud, dalle coste con barriere coralline dell'Atlantico alle acque mosse del Pacifico, dai siti archeologici maya e aztechi alle popolazioni indigene del Chiapas con i loro riti che mescolano la tradizione animistica locale del sacrificio con la devozione cristiana ai santi.

   Archeologia e storia

© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Palenque, Chiapas. Di questa estesa città maya è stato portato alla luce solo il 5% in superficie, ma è uno dei siti più importanti del Messico e sicuramente il principale del Chiapas

Messico vuol dire anche cultura e quindi musei: da non perdere nella capitale Città del Messico il Museo de Arte Moderno con opere di artisti messicani di questo secolo. Qui si viene soprattutto per tre grandi protagonisti del moralismo: Diego Ravera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros oltre ad altri nomi celebri, da Rufino Tamayo a Frida Khalo. Inoltre il Museo Nacional de Antropologia con la più spettacolare collezione archeologica del mondo, fondamentale per capire le civiltà che hanno attraversato il Paese nel periodo antecedente all'invasione spagnola: Olmechi, Zapotechi, Huaxtechi, Toltechi, Maya e Aztechi. Il pezzo più celebre, diventato il simbolo stesso del museo, è la Pietra del Sole, lo stupefacente calendario azteco scolpito su un monolito di 24 tonnellate.

Per riprendere la storia nel momento in cui il Museo di Antropologia l'aveva conclusa, il Museo Nacional de Historia espone le vicende della conquista spagnola fino alla rivoluzione del 1911-17.

Tra gli altri musei sparsi in altre città si segnalano il Museo Antropologico di Mérida, il Museo y Casa Diego Rivera a Guanajuato, il Museo Frida Kahlo di Coyoacàn e il Museo Regional di Oaxaca.

Sempre vicino al centro è ciò che resta della capitale dell'Impero atzeco Tenochtitlan, meravigliosa città che aveva lasciato basiti gli Spagnoli, giunti qui nel XVI sec. A 50 km da Città del Messico è Teotihuacan la più grande città del Messico antico con la famosa e imponente Piramide del Sole (terza piramide del mondo) e il Templo de Quetzalcoatl.

Tra Cancun e Mérida si trova Chichén Itzà, sviluppato su un'area di 300 ettari, racchiude i resti di una città maya che prosperò dal IX al XII sec. d.C. ed è il sito archeologico più famoso e visitato del Messico. A sud di Merida è Uxmal, che merita indubbiamente una visita approfondita con la sua Piramide dell'indovino, la più straordinaria di tutte le piramidi messicane, che si innalza con una stupefacente angolazione dalla sua base ovale fino a un tempio che si trova a circa 30 m dal suolo, con un'ampia ma terribilmente ripida scalinata su ogni lato.

Scendendo la costa in direzione sud, a circa 130 km da Cancun, si incontra il sito di Tulum posto su una scogliera che guarda al Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti maya.

Avvertenza

Per la visita ai siti archeologici più famosi tenete presente che sono presi d'assalto dai gruppi di turisti organizzati che però arrivano dalle 10.30 del mattino e non si trattengono mai oltre le 15.30 del pomeriggio. Pianificare quindi la vostra visita prima o dopo questi orari vi farà vedere i luoghi sotto un'altra luce; inoltre, di prima mattina o al tramonto, la calura non è soffocante e la scalata alle piramidi è meno faticosa essendoci sempre almeno un lato in piena ombra.

Le scalinate di alcune piramidi sono impressionantemente ripide e la discesa può talvolta incutere un po' di timore: un buon metodo è quello di scendere non in linea retta, ma in leggere diagonali come se doveste sciare.

E' bene anche sapere che presso i più importanti siti archeologici potete trovare sempre un deposito bagagli gratuito: la cosa è molto comoda se la visita al sito è solo una tappa del vostro viaggio.

Ricordate che i musei non sono più gratuiti la domenica e che per tutti i musei e siti statali si paga un biglietto di ingresso di 38 pesos (circa 3,5 dollari).

Infine ricordiamo che da alcuni anni non si può salire sulla quasi totalità delle piramidi in Messico, questo in seguito alla morte di turisti in conseguenza della notevole ripidità delle gradinate. Raccomandiamo, per le piramidi e templi su cui si può ancora salire (es. Palenque), di fare molta attenzione, soprattutto mentre si cammina in alto osservando il panorama e durante la discesa.

 

   Baja California

Tra gennaio e aprile, nelle tiepide acque della Baja California arrivano le balene e le gigantesche balenottere azzurre. Qui svernano, si accoppiano e partoriscono e, a fine stagione, i cuccioli si avvicinano incuriositi alle barche permettendo incontri ravvicinati. Le zone migliori per osservarle da vicino sono Bahia Sebastian Vizcaino, Laguna San Ignacio e Bahia Magdalena.

   Divertimento e relax

© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
I Cenote, grotte carsiche scavate dall'acqua nel calcare, erano il baricentro di sviluppo delle popolazioni maya. Nella foto un cenote utilizzato per fini turistici vicino a Chichen Itza.

Gli appassionati di mare e vita da spiaggia troveranno il loro paradiso sulla costa sud dell'Oceano Pacifico. E' in questa striscia di terra che si trovano le più famose località balneari del Messico a cominciare da Acapulco, luogo di spiagge immortalate in decine di film, di locali notturni e di clavadistas, i famosi tuffatori che si gettano dalla scogliera di La Quebrada in un canale stretto e roccioso. Più a nord di Acapulco troviamo Puerto Escondido, paradiso inizialmente di surfisti ed hippy e conosciuto dagli italiani dopo il successo del film di Gabriele Salvadores.

Risalendo verso il nord di Acapulco incontriamo la spiaggia di Zihuatanejo scoperta da uno dei capitani di Cortés: è un pezzo di vecchio Messico con vita notturna praticamente inesistente ed è la meta ideale per trascorrere una vacanza all'insegna del romanticismo.

Ancora verso nord incontriamo Puerto Vallarta, al centro della Baia de las Banderas, che contende ad Acapulco il titolo di regina del Pacifico e fu in passato set di diversi film da La notte dell'iguana di John Huston ai più recenti Terminator o Revenge con Kevin Costner.

La penisola dello Yucàtan rimane ancora una delle mete di punta di un viaggio in Messico. Nella parte est dello Yucatan (da Cancun al Belize) nello stato del Quintana Roo, si sviluppa la Riviera Maya, circa 300 km di costa in cui si riversano turisti da tutto il mondo e soprattutto italiani. La Riviera Maya presenta tre principali luoghi turistici balneari: Cancun, Playa del Carmen e Tulum (in ordine di importanza); da queste località vengono organizzate escursioni in giornata ai siti maya di Chichen Itza, Tulum e (con una sosta di una notte) a Uxmal. Andando da Cancun verso il confine con il Belize le spiagge diventano meno attrezzate, ma soprattutto meno caotiche.

Da Cancun è possibile, in battello, raggiungere Isla Mujeres con la sua barriera corallina o (da Playa del Carmen) la Isla Cozumel che ospita una riserva ornitologica di grande interesse. Vicino a Playa del Carmen è il parco multimediale Xcaret, un luogo molto turistico, ben attrezzato in cui si possono fare interessanti esperienze ludico-balneari (spiaggia attrezzata, snorkeling lungo un torrente in parte sotterraneo, delfinario) ed educative dal punto di vista culturale e naturalistico (area di riproduzione di uccelli, acquario, butterfly house, animali ben ambientati come coccodrilli, puma, giguari, scimmie, testuggini d'acqua, ecc.; da non perdere se si viaggi con bambini).

Scendendo la costa in direzione sud, a circa 130 km da Cankun, si incontra il sito di Tulum posto su una scogliera che guarda al Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti maya. Se volete farvi una nuotata potete tuffarvi direttamente in mare dalla spiaggia presso il sito, inoltre la zona offre illimitate possibilità di godervi il mare anche alloggiando in cabanas sulla spiaggia e possibilità di escursione verso la Riserva Naturale di Sian Ka'an a sud di Tulum (60 km di strada sterrata).

Merida, la pittoresca capitale dello Yucatàn, vanta origini maya e un pizzico d'atmosfera europea essendo stata fondata da Francisco de Montejo nel 1542. Offre un vivacissimo mercato con bei prodotti artigianali e parecchie cose da vedere a cominciare dalla Cattedrale cinquecentesca e il Parque Santa Lucia, ritrovo serale dei musicisti.

L'acquisto di prodotti artigianali non richiede più una visita ai luoghi dove sono prodotti: sia a Città del Messico che nei luoghi più frequentati dal turismo si trovano negozi specializzati che raccolgono gli articoli migliori e più popolari provenienti da varie parti del Paese. Tra di essi ricordiamo le ceramiche con disegni e tecniche di lavorazione diverse per ciascuna regione, l'argento lavorato a Taxco, la lana ed in particolare i tappeti provenienti da Oaxaca, le amache di Merida, il vetro di Jalisco e il cuoio, specialmente gli huaraches cioè i sandali.

   Natura

© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Due amazzoni, pappagalli presenti nelle foreste pluviali del Messico meridionale

Per chi fosse interessato alle meraviglie della natura, il Messico offre un'eccezionale varietà di paesaggi, dai deserti aridi ai vulcani attivi, dalla seconda barriera corallina al mondo a paesaggi alpini che d'improvviso sprofondano in canyon coperti da una lussureggiante vegetazione tropicale.

Per chi fosse interessato a visitare parchi o riserve, dove l'avventura è assicurata giacché molti sentieri non sono nemmeno segnalati e le mappe non sono facili da trovare, Quinto Sol (Presa Las Pilas 37 PH 11500 Città del Messico tel. 0052-5-3955225, fax 0052-5-3958431) organizza circuiti ecoturistici in Messico mentre sul sito americano www.gorp.com è possibile trovare notizie sulle aree protette del Paese.

   Yucatan e Chiapas

© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Campeche. Importante città dello stato omonimo affacciata sul Golfo del Messico, per la sua architettura coloniale e per la cinta muraria è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO

La penisola dello Yucàtan rimane ancora una delle mete di punta di un viaggio in Messico. In effetti, i centri di richiamo che offre sono molteplici, a cominciare dai siti archeologici dell'epoca maya: non distante dalla capitale della regione (Mérida) è Chichén Itzà, uno dei siti archeologici più famosi del mondo, certamente il più famoso e visitato del Messico.

A sud della capitale è Uxmal, che merita indubbiamente una visita approfondita con la sua Piramide dell'indovino, la più straordinaria di tutte le piramidi messicane, che si innalza con una stupefacente angolazione dalla sua base ovale fino a un tempio che si trova a circa 30 m dal suolo, con un'ampia ma terribilmente ripida scalinata su ogni lato.

Chichén Itzà rimane il sito più famoso del Messico, copre un area di 300 ettari e racchiude i resti di una città maya che prosperò dal IX al XII sec. d.C.

Nella parte est dello Yucatan (da Cancun al Belize) nello stato del Quintana Roo, si sviluppa la Riviera Maya, circa 300 km di costa in cui si riversano turisti da tutto il mondo e soprattutto italiani.

La Riviera Maya presenta tre principali luoghi turistici balneari: Cancun, Playa del Carmen e Tulum (in ordine di importanza); da queste località vengono organizzate escursioni in giornata ai siti maya di Chichen Itza, Tulum e (con una sosta di una notte) a Uxmal.

Le spiagge diventano meno attrezzate e meno caotiche man mano che ci si spinge a sud verso il confine con il Belize.

Ad est della penisola troviamo Cancun, famosa località balneare con belle spiagge da dove è possibile, in battello, raggiungere Isla Mujeres con la sua barriera corallina o (da Playa del Carmen) la Isla Cozumel che ospita una riserva ornitologica di grande interesse. Sempre vicino a Playa del Carmen è il parco multimediale Xcaret, un luogo molto turistico, ben attrezzato in cui si possono fare interessanti esperienze ludico-balneari (spiaggia attrezzata, snorkeling lungo un torrente in parte sotterraneo, delfinario) ed educative dal punto di vista culturale e naturalistico (area di riproduzione di uccelli, acquario, butterfly house, animali ben ambientati come coccodrilli, puma, giaguari, scimmie, testuggini d'acqua, ecc.; da non perdere se si viaggi con bambini).

Scendendo la costa in direzione sud, a circa 130 km da Cankun, si incontra il sito di Tulum posto su una scogliera che guarda al Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti maya. Se volete farvi una nuotata potete tuffarvi direttamente in mare dalla spiaggia presso il sito, inoltre la zona offre illimitate possibilità di godervi il mare anche alloggiando in cabanas sulla spiaggia e possibilità di escursione verso la Riserva Naturale di Sian Ka'an a sud di Tulum (60 km di strada sterrata).

A 50 km a nord di Tulum è Cobà, una delle più grandi città maya dello Yucatan: un sito immerso nella giungla, non molto conosciuto.

Merida, la pittoresca capitale dello Yucatàn, vanta origini maya e un pizzico d'atmosfera europea essendo stata fondata da Francisco de Montejo nel 1542. Offre un vivacissimo mercato con bei prodotti artigianali e parecchie cose da vedere a cominciare dalla Cattedrale cinquecentesca e il Parque Santa Lucia, ritrovo serale dei musicisti.

Affacciata sul Golfo del Messico, nello stato omonimo è la città di Campeche, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1999 per l'architettura coloniale e soprattutto le mura (ancora oggi ben conservate). Il successo commerciale della città indusse i reali di Spagna a costruire le mura nel 1668, rendendola sicura dagli attacchi dei pirati, attratti dalle mercanzie che partivano dal porto (legname, oro, argento) verso l'Europa.

Il Chiapas, lo stato più meridionale del Paese, è il più verde ma anche il più difficile da raggiungere ed è l'ideale per quei viaggiatori che cercano di cogliere l'ultimo sussulto rivoluzionario del millennio con la speranza di incontrare il sub comandante Marcos, l'uomo icona che lancia comunicati via internet dal suo rifugio nella Selva Lacandona.

E' l'occasione per una visita a San Cristòbal de Las Casas con il suo mercato, il museo di Santo Domingo e le due chiese di Guadalupe e San Cristòbal che vantano le più belle viste sulla città.

In giornata si può effettuare una escursione nei villaggi indios circostanti San Cristobal in particolare San Juan Chamula e Zinacantan.

San Cristobal è anche la base di partenza per un'escursione verso uno dei più affascinanti siti archeologici, quello di Palenque probabilmente il più bel sito archeologico del Messico: ancora immerso nella foresta è stato esplorato solo il 5%.

Altre escursioni da San Cristòbal sono una visita alle cascate di Misol-ha e Agua Azul e, per i più avventurosi, la Laguna di Miramar, all'interno della Riserva della Biosfera di Montes Azules, patrimonio dell'Umanità UNESCO ai confini con il Guatemala in pieno territorio filo-zapatista (informarsi sulle condizioni della strada e sulla sicurezza prima di partire). Qui, in un piccolo villaggio maya, potrete trovare sistemazioni molto spartane e visite guidate alla riserva, immergendovi in una foresta pluviale praticamente incontaminata con migliaia di specie animali tra cui le chiassosissime scimmie urlatrici.



 

Come spostarsi

 
 
 

Voli interni

Per gli spostamenti più lunghi l' aeroplano rimane il mezzo consigliato: Mexicana (www.mexicana.com) e Aeromexico (num. verde 8000214000; www.vamos.it) offrono collegamenti con più di cinquanta aeroporti nazionali.

Le tariffe sono piuttosto alte e i viaggiatori dei voli intercontinentali dovrebbero approfittare del Mexipass che consente un buon risparmio ma è acquistabile solo prima della partenza dall'Italia.

Chi compie il volo intercontinentale con Aeromexico ha inoltre diritto, compreso nel prezzo, a 2 passaggi aerei interni gratuiti, sempre che ci sia disponibilità di posti. 

 

Mezzi pubblici

Il pullman è sicuramente il mezzo di trasporto più efficacie ed economico per viaggiare attraverso il Messico, a patto di avere tempo a disposizione per i trasferimente da/per le autostazioni. Esistono diverse compagnie private con uffici situati in modernissime stazioni (soprattutto nelle grandi città) che effettuano collegamenti da e per qualsiasi località. I mezzi sono quasi sempre nuovi, comodi e con aria condizionata, le tariffe economiche e variabili a seconda della compagnia e della categoria.

La maggior parte dei turisti occidentali preferisce utilizzare i pullman di prima classe perché, rispetto alla affidabilità e alla comodità, non hanno costi molto più elevati rispetto a quelli di seconda classe. Molte società (ADO, Autobus de Oriente, www.adogl.com.mx; Estrella de oro, www.autobus.com.mx; Etn, Enlaces Terrestres Nacional, www.etn.com.mx) collegano anche i paesi più piccoli e potete scegliere tra veicoli di prima classe con posti numerati e riservati e quelli di seconda classe, anche se la differenza più rilevante consiste nel numero delle fermate (quindi in linea di massima la prima è consigliata per spostamenti lunghi mentre la seconda per brevi tragitti; potete prenotare i biglietti del bus tramite www.ticketbus.com.mx).

Sugli autobus di prima classe si sale già muniti di biglietto e con il posto già assegnato: è possibile scegliersi il posto preferito consultando la piantina del bus in biglietteria! Al momento del pagamento vi daranno anche la ricevuta per il bagaglio, da conservare sino a quando si scende, per il ritiro.

Gli autobus di Prima classe o Lusso coprono le tratte più lunghe: sono dotati di comodi sedili reclinabili, bagno e aria condizionata. Questi percorrono le strade principali senza fare fermate; vanno tuttavia piuttosto piano sia per le condizioni generali delle vie di comunicazione sia perché sulle strade messicane ci sono infiniti topes, i dossi artificiali in cemento rallenta-traffico, che devono essere superati quasi a passo d'uomo.

Avvertenze: talvolta gli orari di passaggio dei bus sono "indicativi" e quindi meglio arrivare con un po' di anticipo alla fermata soprattutto se non si tratta di una  fermata importante. La leggendaria pazzia degli autisti messicani è sicuramente esagerata anche se qualche esperienza da farvi rizzare i capelli probabilmente l'avrete; tuttavia è più facile avere guasti meccanici che incidenti visto anche il limite di velocità è di 90 km/h nelle strade ad alta velocità e di 70 km/h in quelle normali.

Ricordatevi sempre di avere a portata di mano un maglione poichè l'aria condizionata è sempre altissima (protestare non serve a nulla) e perché nei trasferimenti notturni attraverso gli altipiani la temperatura può scendere notevolmente. Buona norma è anche quella di tenere d'occhio il bagaglio verificando che sia stato caricato proprio sul vostro bus e non magari su un altro in partenza contemporaneamente per la stessa destinazione.

 

Il viaggio in treno (Ferrocarril mexicano, www.ferromex.com.mx) è più a buon mercato del pullman, ma anche molto più lento, visti i continui ritardi (e con ciò si intendono ore e non minuti).

 

Traghetti collegano la Baja California alla costa nord occidentale e la terraferma con diverse isole (www.ferrysernatur.com.mx). 

 

Mezzi a noleggio

L'auto a noleggio rappresenta un valida alternativa, anche se meno economica, in quanto permette di muoversi a piacimento senza dover rispettare alcun orario.

Si deve ricordare comunque che il Messico è un Paese piuttosto esteso e se si vogliono coprire distanze lunghe e non si ha molto tempo a disposizione si rende necessario l'uso dell'aereo.

I trasferimenti sono piuttosto lunghi per una serie di motivi: le distanze sono notevoli, poche sono le autostrade e la maggior parte delle strade è a doppia corsia e passa ll'interno dei numerosi paesini nei quali sono frequentissimi i riduttori di velocità sull'asfalto (topes). Per questo motivo, a parte le vie di grande comunicazione del Quintana Roo e le grandi strade rettilinee del nord, nella maggior parte delle altre strade risulta difficile tenere velocità medie superiori ai 70 km orari.

Per avere una idea dei tempi di trasferimento controllate i tempi degli autobus perché non ci metterete meno tempo.

 

Le strade non sono più dissestate come qualche anno fa, negli ultimi anni infatti è stato avviato un grosso programma di risistemazione della rete viaria e troverete molte strade nuove e cantieri aperti per il raddoppio delle corsie.

 

All'uscita degli areoporti internazionali sono presenti diverse compagnie internazionali di noleggio auto (è necessario un documento di identità e la carta di credito che strisceranno come garanzia), ma consigliamo di prenotare dall'Italia perché il noleggio auto attraverso agenzia è molto meno costoso rispetto al noleggio sul posto (fino al 50% in meno).

Raccomandiamo di verificare attentamente il contratto di assicurazione perché generalmente copre solamente il furto-incendio e i danni alle auto e consigliamo quindi (se non è previsto) di aggiungere l'assicurazione per danni a persone (7-10 USD al giorno più tasse).

Un'auto economy (Fiat Palio) con assicurazione all'auto l'abbiamo pagata (dall'Italia) 20 USD/giorno e localmente abbiamo aggiunto, per l'assicurazione a persone, 9 USD/giorno (agosto 2006). 

 

Le carte stradali che abbiamo trovato in Messico sono di bassa qualità, per cui invitiamo ad acquistare In Italia una mappa stradale di buona qualità. L'orientamento è comunque molto facile e spesso non è nemmeno necessaria la carta, questo sia perché le strade non sono tante sia perché in genere le località principali di visita sono molto ben segnalate. 

 

Altri mezzi

Nelle grosse città i mezzi pubblici sono poco costosi per quanto riguarda autobus o metropolitana (ottima quella di Città del Messico).

Il costo dei taxi (comunque abbastanza a buon prezzo) è molto variabile: ad esempio a Tulum (Quitana Roo) ci si può spostare tranquillamente nei dintorni della città perché il prezzo della corsa è fisso (400 pesos), mentre a Città del Messico è consigliabile fissare il prezzo prima di salire.

 

Patente

E' sufficiente la patente di guida italiana.

 

Carburante

La benzina costa 6,30-6,70 pesos al litro, il diesel circa 5 pesos.

Non esistono distributori automatici e si paga in contanti.



 

Dormire

Se non avete deciso di trascorrere il vostro soggiorno in località di mare nei periodi di Pasqua o Natale (in questo caso è sempre meglio prenotare con largo anticipo), trovare una stanza anche a buon mercato è molto semplice. Gli alberghi più a buon mercato in genere sono situati intorno alla piazza principale (lo Zòcalo), vicino al mercato o alla stazione dei treni o dei pullman, mentre quelli più costosi sono stati costruiti nelle periferie delle città e sono raggiungibili in macchina o in taxi.

 

Per chi si ferma almeno una settimana o per chi paga in contanti, in alcuni casi sono praticati sconti o tariffe convenienti e comunque vale sempre la pena contrattare un po' con gli albergatori.

Il prezzo per un hotel di media categoria si aggira sui 30 euro la camera su una gamma di prezzi che comunque va da meno di 10 euro per i più economici (cabanas) a più di 100 euro per gli hotel di lusso affacciati eventualmente sulla spiaggia (nello Yucatan i prezzi sono generalmente più alti: mediamente una camera doppia viene a costare sui 60 euro).

Sappiate che in tutto il Messico le camere si devono pagare adelantados, ovvero anticipatamente all'inizio del soggiorno.

Nettamente di lusso il soggiorno nelle haciendas: testimonianze del potere e della ricchezza degli antichi proprietari hanno prezzi che vanno dai 238 ai 320 euro la camera.

 

Un alternativa all'albergo rimangono i bungalows, qui chiamati cabanas, che di solito si trovano sulle spiagge e qualche volta anche all'interno. Inizialmente adatti ai viaggiatori con lo zaino, nell'ultimo decennio si sono sviluppate varie tipologie e vanno da quelle piuttosto spartane (spesso fatti solo in legno, con tetto di paglia e pavimento in cemento o sabbia e amaca su cui riposare) a quelle di lusso, elegantissime e dotate di tutti i comfort compresa l'aria condizionata.

I prezzi variano ovviamente a seconda dell'offerta e del luogo e vanno da pochi USD per la camera ad oltre 150 dollari. Per una cabanas molto semplice, ma pulita si possono spendere 20 USD la camera nei posti meno turistici fino a 80 USD la camera per quelli più turistici.

 

Per i più giovani, con 6-10 USD è possibile garantirsi un letto in uno dei 26 ostelli della gioventù sparsi per il Paese (www.fonatur.gob.mx).

Il campeggio libero è consentito ovunque ma è assolutamente sconsigliato. Meglio optare per un camping custodito il cui costo può variare da 1 a 10 dollari per notte.



 

Mangiare

I classici alimenti della dieta messicana sono il mais e i suoi derivati, i fagioli e il chili.

Una volta arrivato in Messico, chi di voi ha sempre sentito parlare di cucina super piccante dovrà un po' ricredersi, anzi di solito i cibi non sono nemmeno troppo piccanti e dato che la maggior parte del cibo messicano è semplice, in tutti i ristoranti un modo per arricchirli è costituito dalle varie salse che troverete sul tavolo. Oltre ai conosciuti tacos o alle tortillas moltissime sono le ricette messicane da assaggiare come ad esempio i tamales, un pasticcio di mais e carne ripieno fatto cuocere in foglie di banano o granturco, oppure i fiori di zucca ripieni di pollo e tortillas, il barbacoa è invece la grigliata mista di carni; la taquiza mixta sono cinque tipi di tacos con riso; i chiles rellenos, peperoni ripieni con salsa di mango, ma anche pesce nelle zone di mare, deliziosi i cocktail di gamberetti e polipo.

 

Oltre ai ristoranti è possibile mangiare nei mercati o nelle bancarelle lungo le strade (da provare quelle in Plaza Garibaldi a Città del Messico): anche se spesso l'ambiente non è dei più invitanti sono senz'altro più a buon mercato.

I prezzi sono molto abbordabili: mediamente 40 pesos nelle bancarelle, 70-150 pesos nei ristoranti di medio livello.

In alcuni supermercati della catena Oxxo si possono acquistare piatti precotti che potete riscaldare nei forni a microonde e consumare nei tavolini messi a disposizione dei clienti.

 

Posta e telefono

I servizi postali messicani sono ragionevolmente efficienti, gli uffici postali rimangono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, mentre al sabato dalle 9 a mezzogiorno.

Diffuso internet: potrete collegarvi sia nei cybercafè che in un certo numero di hotel.

 

Per telefonare in Messico dall'Italia bisogna selezionare il prefisso internazionale 0052 seguito dal prefisso del distretto (05 per Città del Messico) senza lo zero e dal numero desiderato.

Per chiamare l'Italia si digita lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato.

E' ancora possibile effettuare chiamate a carico del destinatario (por cobrar): per prendere contatto con l'operatore dai telefoni pubblici premere il tasto con l'asterisco e digitare il 671, mentre dagli alberghi è sufficiente premere due volte l'asterisco seguito dal numero 17.

Molti telefoni pubblici dovrebbero accettare le carte di credito; leggermente più costose e di sicuro più affidabili sono le casetas de teléfono. Ce ne sono parecchie poiché molti residenti non hanno il telefono in casa: possono essere semplici negozi o bar con telefoni pubblici riconoscibili da un insegna esterna con il telefono.

Sono inoltre sempre più diffusi lungo le strade telefoni utilizzabili con schede telefoniche da 30, 50 o 100 pesos.

In Messico funziona la rete AMPS, quella GSM è stata introdotta di recente. E' necessario possedere un cellulare triband.

 

Moneta e carte di credito

Il nuovo Peso Messicano o Nuevo Peso è stato introdotto nel 1993 (solitamente scritto N$). E' formato da 100 centavos ed è l'equivalente a 1000 vecchi pesos. Per il momento è emesso in banconote da 10, 20, 50, 100, 200 e 500 N$ e in monete da 5, 10, 20, 50 centavos e da 1, 2 ,5, 10N$.

Fate attenzione al fatto che la sigla del peso (S barrata una sola volta) e quella del dollaro (S barrata due volte) si assomigliano notevolmente!

Giacché il peso non è reperibile in Italia si consiglia di cambiare direttamente gli euro (o i dollari) all'arrivo in Messico.

 

In tutto il Paese accettano tranquillamente banconote in dollari e in euro anche nei negozi (generalmente non accettano tagli da 100 USD nei negozi).

La situazione è diversa per il Chiapas dove anche nei luoghi più turistici avrete difficoltà a pagare in moneta diversa da quella locale e con difficoltà accettano biglietti in euro o dollari di piccola taglia purché in ottime condizioni (la biglietteria di Palenque non ci ha accettato 20 USD perché leggermente stropicciati e abbiamo dovuto chiedere ad una guida il favore di cambiarci degli euro in pesos, ovviamente con sua convenienza sul cambio).

Avvertenza: pagare in dollari o euro è spesso fattibile, ma generalmente è sconveniente perché applicano la trasformazione 10 euro=10 USD=100 pesos, che vi fa perdere il 10% del potere di acquisto se pagate in dollari e il 30% se pagate in euro. Consigliamo di cambiare e pagare con moneta locale.

 

Le banche sono aperte dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30; la commissione varia da una banca all'altra, mentre il tasso di cambio, in teoria, dovrebbe essere lo stesso ed è fissato ogni giorno dal Governo.

Si può cambiare anche in aeroporto, negli hotel e nelle agenzie di cambio che, in genere, hanno un orario di apertura più flessibile di quello delle banche e un tasso di cambio più conveniente.

Accettate le carte di credito internazionali (ma con percentuali di ricarico anche del 15%), qualche difficoltà a ritirare contanti col bancomat nelle località minori.

La carta di credito è molto diffusa e nella maggior parte degli hotel, ristoranti e altri servizi riuscirete a pagare con carta di credito Visa e Master Card, attenzione perché spesso non accettano American Express. Avvertenza: i pagamenti con carta di credito spesso non vengono accettati di sabato perché alcuni esercizi preferiscono fare accertamenti.

 

Le mance sono una consuetudine indispensabile per garantirsi un buon servizio. La mancia in Messico si chiama propina ed è una fondamentale fonte di guadagno per camerieri, facchini e baristi. Laddove non sia inclusa occorre sempre lasciarla: partite avendo con voi una buona scorta di dollari di piccolo taglio. Generalmente equivale a un 5-15% del conto, ma in questo paese la mancia è veramente percepita come tale e non come obbligo: raramente, infatti, troverete persone contrariate se date una mancia bassa o se non la date affatto.

 

Cambio attuale:

1 Euro = 16,22 Peso Messicano
1 USD = 12,76 Peso Messicano

dati aggiornati al 23/08/10

 

Sanità

Per problemi medici di lieve entità recatevi in farmacia: le potete riconoscere dalla croce verde esposta con l'insegna.

I farmacisti sono in genere ben preparati e disponibili e di solito parlano un po' di inglese, se necessario possono anche vendere al banco farmaci che a casa otterreste solo con la ricetta.

Per problemi più gravi potete informarvi presso il Consolato che vi fornirà una lista di medici che parlano italiano.

Le strutture sanitarie pubbliche, comunque, non rispecchiano in media i livelli europei e quelle private, migliori, sono generalmente assai costose.

Non ci sono accordi in campo sanitario tra il Messico e gli altri Paesi per cui è indispensabile stipulare qualche tipo di assicurazione sanitaria prima di mettersi in viaggio. 

 

In Messico, oltre al tifo (del quale sono segnalate forme dovute a germi resistenti ai farmaci) e all'epatite A, sono molto diffuse le dissenterie amebiche e bacillari, le malattie da vermi intestinali ed è stata segnalata l'epatite E.

Rischio di colera, di epatiti e di salmonella nelle zone rurali e nelle periferie delle maggiori città.

Recentemente si sono registrati casi di dengue anche in prossimità di località turistiche (zona di Acapulco) della costa del Pacifico ed epidemie di epatite A ed E. La malattia di Chagas è presente nelle aree rurali al di sotto dei 1500 m in vari stati della costa del Pacifico, del Golfo del Messico, della costa caraibica e del Messico centrale.

Molto diffusa la rabbia animale (cani e pipistrelli in particolare).

 

L'alto tasso di inquinamento presente nella capitale (soprattutto nella stagione secca che va da novembre a maggio) consigliano cautela a chi a problemi respiratori e cardiocircolatori; chi non ne soffre può comunque avvertire mal di testa, nausea, bruciore agli occhi.

Lievi infezioni gastroenteriche sono frequenti dovute ad alimenti o bevande inquinati, in linea di massima l'unico problema che avrete probabilità di incontrare è la diarrea (dai turisti chiamata simpaticamente la vendetta di Montezuma), quindi attenzione ai cibi e alle bevande!

In caso di diarrea lieve bevete molti liquidi (acqua minerale, succhi di frutta). Se la diarrea e' più grave usate le soluzioni reidratanti o seguite altre terapie dopo aver consultato un medico.

A causa delle elevate temperature e nel sud della elevata umidità, gli alimenti deteriorano velocemente, raccomandiamo pertanto di mangiare solo cibi cotti di recente.

Lavatevi le mani prima dei pasti e dopo aver usato i servizi igienici.

L'acqua del rubinetto è di scarsa qualità e non la bevono nemmeno gli abitanti delle città, troverete infatti spesso grossi contenitori di acqua potabile a pagamento o (negli hotel) in camera. Raccomandiamo di bere sempre acqua imbottigliata, di evitare il ghiaccio, le verdure crude e la frutta che non potete sbucciare o lavare personalmente con disinfettanti (es. amuchina).

 

 

Sicurezza

Nonostante gli alti tassi di criminalità il rischio non è superiore a quello che si corre in una città media dell'Europa o del Nord America e in generale non si hanno particolari problemi a patto di seguire le più elementari regole di prevenzione dei rischi.

Nello stato controllato dagli zapatisti, il Chiapas, incontrerete numerosi posti di blocco dell'esercito e talvolta qualche gruppo di guerriglieri, ma non preoccupatevi troppo perché nessuno dei due ha di mira i turisti e le relazioni tra il governo e i ribelli zapatisti sono molto più tranquille dal 2004.

 

Se vi muovete in auto tenete presente che sono possibili furti e anche assalti, specialmente nella zona nord occidentale e in particolare nello stato di Sinaloa.

A volte i rapinatori si travestono da poliziotti, a volte da autostoppisti o da automobilisti in panne per cui è meglio pensarci due volte prima di fermarsi per dare un passaggio.

E' consigliabile inoltre non circolare di notte. Tra le strade a maggiore rischio: la 2 ( Mexicali-Agua Prieta), la 40 (Matamoros-Monterrey), la 5 (Città del Messico-Acapulco), la 75 (Oaxaca-Tuxtepec), la 57 (San Luis Potosi-Matehuala) e la 1 a Sinaloa.

 

A Città del Messico la microcriminalità è assai diffusa, con furti e rapine soprattutto nei luoghi di maggior affollamento o isolati. Buona norma è quindi essere prudenti, non indossare gioielli e non mostrare di possedere denaro (prelevate soldi solo agli sportelli all'interno delle banche).

Se dovete muovervi, evitate di prendere il metro o i taxi libres, più prudente servirsi solo di taxi sitio (a fermata fissa) o dei taxi dell'hotel.

Particolare cautela anche per recarsi a visitare le piramidi di Teotihuacan.

 

Attenzione a chi fa il bagno nelle acque del Pacifico: anche i nuotatori più esperti non ne devono sottovalutare le insidie (soprattutto nella zona di Puerto Escondido).

 

L'uso personale di droghe e il loro traffico comporta pene pesanti nelle legislazione messicana.

 

Comportamenti

Nelle zone degli altos del Chiapas alcune popolazioni indigene (totzil) non vedono di buon occhio i turisti, in particolare per la tendenza a far fotografie che vengono vissute in modo molto negativo perché ritenute poco rispettose di usi e costumi locali. La visita dei villaggi non comporta alcun problema finché non si tira fuori la macchina fotografica. Raccomandiamo pertanto il massimo rispetto ricordando che è assolutamente vietato fotografare riti religiosi tradizionali e l'interno delle chiese; è possibile fotografare all'esterno delle chiese purché non vi siano situazioni rituali tradizionali.

Le persone vestite normalmente non gradiscono  essere fotografate, ma la cosa generalmente non comporta problemi, mentre fotografare persone in abiti tradizionali va fatto previo permesso tenendo presente che, se risultate invadenti, non avranno grossi problemi a prendervi la macchina fotografica con il benestare della popolazione locale.

Non entrate mai nelle case dei nativi se non siete stati espressamente invitati a farlo e, se lo siete, rispettate il rituale di ingresso.

 

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Curiosità

In Messico vi è l'atollo corallino più grande dell'emisfero settentrionale: il Banco di Chinchorro, nello stato del Quintana Roo (Yucatan), ai confini con il Belize.

 
 

Guide e libri

 


Il paese in cifre
Capitale Città del Messico
Superficie 1.972.550 kmq
Popolazione 109.955.400 (2008)
Densità 55 ab./kmq
Religione cattolica (89%), protestante (6%), altre (5%)
 

Geografia e territorio

Il Messico, con i suoi confini attuali, esiste da meno di 150 anni. La ricostruzione storica di un'entità politica di nome Messico è possibile fino alla conquista spagnola, mentre tutto quello che risale ad epoche precedenti si basa su racconti orali, registrati molto tempo dopo gli eventi, e su congetture archeologiche poiché gli spagnoli hanno fatto veramente un buon lavoro nel distruggere ogni traccia delle culture che li avevano preceduti.

 

Il Messico confina a nord con gli U.S.A., a sud-est con Guatemala e Belize, a ovest con l’Oceano Pacifico e a est con l’Oceano Atlantico.

Il Paese ha il suo cuore geografico nelle terre dell'altopiano vulcanico (Altopiano Centrale o, secondo l'antica denominazione azteca, Anàhuac) in cui avviene la saldatura tra le due catene - la Sierra Madre Orientale e la Sierra Madre Occidentale - che, da nord a sud, formano l'ossatura fondamentale del Paese.

E' una regione dominata dai superbi coni vulcanici del Popocatépetl (5452 m), dell'Ixtaccìhuatl (5286 m), del più marginale Citlaltépetl (5747 m) e di altri ancora, tra loro divisi da depressioni e bacini in parte chiusi situati a ca. 2000-2500 m d'altitudine.

E' la zona dove sorge Città di Messico e i maggiori centri popolati. Il nome della capitale del Messico è fonte d'infiniti equivoci per i turisti, infatti, la denominazione Città del Messico non si trova su nessuna cartina, e non é utilizzata da nessuno. Per i messicani si tratta di México, o meglio El DF (El Deefe): lo Stato ha preso il nome della città e México, nelle conversazioni, si riferisce sempre a quest'ultima.

Di là di questa zona d'altopiani vulcanici, le due Sierre corrono insieme come una singola catena attraverso gli stati meridionali di Oaxaca e del Chiapas. Solo nella parte orientale dei tavolati dello Yucatan il territorio è sostanzialmente pianeggiante.

 

Il fiume più lungo del Messico è il Rio Bravo che, per un lungo tratto, fà da confine tra Messico e U.S.A. sfociando nel golfo del Messico dopo 3000 km di corso; altri fiumi di una certa importanza li troviamo nella parte meridionale del Paese, come il Tehuantepec che sfocia nel golfo omonimo (Oceano Pacifico) e il Papaloapàn (Golfo del Messico).

 

 

Clima

Dato il notevole sviluppo latitudinale del Paese, il clima varia in misura sensibile da nord a sud ed in modo anche più forte in funzione dell'altitudine.

Rispetto a questa si distinguono diverse fasce. La prima è quella delle Tierras Calientes, le terre calde situate vicino al mare di cui pertanto avvertono gli influssi.

La seconda fascia è quella delle Tierras Templadas, le terre temperate poste tra i 600 e i 1600 metri; le temperature sono mitigate, risentono già delle differenze stagionali, sebbene ci siano delle notevoli differenze passando da sud a nord del Paese (Chihuahua, situata a quasi 1500 m, ha una media annua di 20° C, una estiva di 26° C).

Condizioni ancora migliori si ritrovano ai bassi livelli della successiva fascia superiore, quella delle Tierras Frias, le terre fredde che si spingono fino a 2800 m a Città di Messico, la cui altitudine è di circa 2300 m. Le medie sono di 9°C in gennaio e di 23°C in luglio.

Più oltre si passa gradatamente verso le Tierras Heladas, le terre gelate, tra l'altro limitate in Messico alle cime dei più alti vulcani.

 

La stagione delle piogge va da giugno ad ottobre, e nel cuore del Paese ci si deve aspettare un acquazzone breve e violento in pratica ogni pomeriggio mentre a nord non piove quasi mai.

Il Chiapas è lo stato più piovoso, ma anche nelle basse zone costiere del sud è facile in estate essere travolti da spettacolari tempeste tropicali.



 

Ecologia e ambiente

La vegetazione varia in corrispondenza delle caratteristiche climatiche delle diverse regioni. Così nel sud (Yucatan e rilievi che dominano l'istmo di Tehuantepec e il golfo del Messico) si hanno le foreste tropicali che ospitano tutte le specie dell'ambiente caraibico, dai mogani ai cedri,  alle piante del chicle, alla sapotiglia o alla sapodilla.

Nelle zone dove più marcato è il clima a due stagioni la vegetazione è savanica con specie xerofile: particolarmente numerose sono qui le piante grasse come le agavi e le yucche, tipiche del paesaggio messicano, oltre a piante cespugliose come il mezquite o l'ocotillo.

Di fatto, in Messico si trovano più di 900 specie di cactus, 1000 di orchidee e altrettante di mammiferi anche se è la diversità ornitologica a colpire maggiormente, con un migliaio di specie di uccelli tra i quali spicca il famoso quetzal, "l'uccello degli aztechi".

Luogo di eccellenza per poter vedere centinania e centinai di volatili di tutti i tipi sono le foreste di mangrovie, in quanto in questi luoghi essi trovano abbondanza di nutrimento.  Le mangrovie svolgono anche un'altra importantissima funzione: con le loro radici stabilizzano le rive attenuando al tempo stesso il potere erosivo delle acque.

 

Popolazione


                              © Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Ocosingo, Chiapas. Indios di derivazione maya si riposano nella piazza principale del villaggio

La popolazione messicana è costituita per il 55% da meticci, per il 29% da amerindi diffusi specialmente nel nord e nel sud, mentre i creoli, messicani di origine spagnola, e gli altri bianchi molti dei quali nordamericani immigrati di recente, sono il 15%; di scarsa entità gli altri gruppi tra cui cinesi, malesi ecc.

Lungo le coste meridionali si trovano minoranze negre e di zambos, derivanti dall'incrocio tra indios e negri.

 

La densità di popolazione (la media è di 55 ab./kmq) varia da zona a zona.

L'incremento tumultuoso si ebbe dagli anni Quaranta quando la mortalità subì sensibili riduzioni mentre la natalità conservava i valori tradizionali, elevatissimi, pari al 40-50%.

Nel 1940 la popolazione era di 19 milioni di abitanti, nel 1960 già di 38 milioni, mentre oggi supera i 100 milioni. Il coefficiente di accrescimento annuo è stato elevatissimo negli ultimi decenni toccando il 3,6%, valore tra i più alti del mondo, sceso recentissimamente all'1,6%.

La popolazione messicana, che sino al 1940 era in maggior parte considerata rurale, oggi è urbanizzata in una percentuale elevata: il 73%, raggiungendo il massimo nell'agglomerato urbano della capitale Città di Messico con oltre 20 milioni di abitanti.

La popolazione rurale vive nei pueblos, villaggi che hanno funzioni centrali nell'ambito di territori agricoli disseminati di nuclei di peones (composti di non più di 50-100 famiglie) e di haciendas.

Poche sono ormai le zone dove gli indios vivono nelle loro condizioni originarie, in vecchie abitazioni di legno o paglia.

 

Lingua

La lingua ufficiale del Messico è lo spagnolo (non però il castigliano, dato che ormai 5 secoli hanno modificato sia la pronuncia che gli accenti).

Permangono molte lingue amerinde nelle zone più remote dei villaggi tradizionali maya.

Nelle zone più turistiche la gente parla anche l'inglese e, nell'area di Cancun, anche l'Italiano.

 

Religione


                              © Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Il mercato di San Juan Chamula (nei pressi di Palenque) nella piazza principale davanti alla Chiesa dove si svolgono riti sincretisti cristiani che si rifanno ad antici riti pagani.

Il 92% della popolazione è di religione cattolica, introdotta dagli spagnoli dopo l'arrivo di Hernàn Cortés nel 1519, ma in alcune regioni del sud ed in particolare nel Chiapas cerimonie cattoliche e antichi rituali maya si fondono ancora oggi ed è facile imbattersi in questi tipi di esperienze durante il corso di un viaggio.

 

Storia


                              © Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Eufemio e Emiliano Zapata, due ribelli che ai primi del '900 sfidarono il potere per rivendicare diritti agli indios del sud del Messico


                              © Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Manifestazione zapatista. Negli anni '90 gli zapatisti furono al centro di una lotta armata contro il Governo centrale in difesa dei diritti per gli indios del sud.

Le prime prove di vita umana si hanno nel Messico centrale dal 20.000 a.C., ma la prima vera civiltà fu fondata nell'era pre-classica (1500 a.C.-300 d.C.) e fu quella degli Olmechi.

Le città olmeche, facenti parte della meno conosciuta tra tutte le società antiche, sorsero nelle basse giungle costiere di Tabasco e Veracruz.

Proprio in queste società, che sono considerate la vera culla delle culture meso-americane, nascono invenzioni come il primo calendario e il primo sistema geroglifico dell'emisfero occidentale, e una religione, basata sul dio giaguaro, che fu diffusa grazie ai loro commerci in tutto il Messico centrale e meridionale.

Sono di questo periodo le prime fasi del sito di Monte Albàn, vicino ad Oaxaca, e molte piccole città sorte dove oggi è situata Città di Messico, ma anche grandi centri come Cuicuilco, prima di essere sepolta da un eruzione vulcanica verso l'inizio del I sec. d.C. per lasciare il posto alla costruzione di Teotihuacàn che dominò il periodo classico (300-900 d.C.).

Anche oggi la città, con le sue grandi piramidi del Sole e della Luna, è l'imponente testimonianza di una società urbana governata da un'elite religiosa molto severa.

Compaiono per la prima volta le figure degli déi che diventeranno in seguito familiari come Tlaloc, dio della pioggia e della fertilità, e Quetzalcoatl, il serpente piumato che ha portato la civilizzazione all'uomo. Storicamente non sappiamo quasi nulla di Teotihuacàn in quanto la mancanza di registrazioni scritte sul suo popolo o governanti c'impedisce di conoscere addirittura il suo vero nome (Teotihuacàn fu coniato successivamente dagli Aztechi e significa "il luogo dove gli uomini divennero dei"). E' certo comunque che il periodo storico in cui fu abbandonata la città, terminato il periodo di splendore, sia il 650 d.C.

Pare che le civiltà della Meso-America e in particolare i Maya si siano estinte nello stesso periodo anche se i siti più a sud, in Guatemala e Honduras, sopravvissero più a lungo, in pratica fino all'800 d.C.

Nello Yucatàn i Maya durarono più a lungo e le loro città rifiorirono intorno al 900 d.C.; pare, infatti, che le strutture che formano il sito di Chichén Itzà risalgano al periodo che va dal 900 al 1100 d.C.

 

Sempre verso questo periodo, che coincide con l'inizio dell'era post-classica (900-1520 d.C.), nuove invasioni provenienti dal nord del Paese arrivarono nella fertile vallata del Messico fondando nuove città sullo stesso stile dei loro predecessori; di queste popolazioni, denominate Chichimechi, che significa barbari, ne emergono due d'estrema importanza: i Toltechi e gli Aztechi.

I Toltechi, che dominarono le vallate centrali dal 950 al 1150 d.C. furono tra i primi ad arrivare, anzi si dice addirittura che a loro si debba l'attacco che distrusse Teotihuacàn. Diedero il loro apporto al rafforzamento del culto di Quetzalcoatl, con una società strutturata in maniera sia militaristica che religiosa che applicava il rito del sacrificio umano su scala più ampia che in precedenza.

Quanto agli Aztechi, arrivarono nel Messico centrale verso la fine del XII sec., ma fu solo nel 1345, dopo un periodo trascorso spesso in condizioni di semi schiavitù o lavorando come mercenari per i governanti locali, che si verificarono le condizioni e venne il segno profetizzato (un’aquila posata su un cactus che divora un serpente) ad annunciare la costruzione di una loro città, Tenochitlàn.

Scelta la posizione, un’ isola di un lago (dove ora sorge Città del Messico) e formata una triplice alleanza con i vicini di Texcoco e Tlacopàn, l'Impero azteco era pronto alla conquista del Messico.

Le sue conquiste furono notevoli: in meno di cento anni gli Aztechi giunsero a controllare e ad esigere tributi e tasse da tutto il Messico centrale e meridionale.

Teotihuacàn divenne enorme tanto che, più tardi, gli invasori spagnoli non riuscivano a credere alle sue dimensioni e potenza.

Nel frattempo altre popolazioni si spostavano per il Messico. Ad Oaxaca gli Zapotechi erano soggetti alle invasioni dei Mixtechi, provenienti dalle montagne, i quali solo negli ultimi anni prima dell'invasione spagnola si assoggettarono agli Aztechi. Nello Yucatàn invece i Maya non furono mai conquistati ma la loro cultura volgeva al declino.

 

La conquista spagnola del Messico cominciò quando Hernàn Cortès che, a capo di appena 550 uomini, giunse sulla costa vicino all'odierna Veracruz il 21 aprile 1519.

L'indecisione del re azteco Montezuma nel contrastare l'arrivo delle navi spagnole, giacché le sue spie ne avevano comunicato l'arrivo con largo anticipo, è da ricercarsi nel suo subire molto l'influenza di presagi religiosi, e l'arrivo di Cortés coincise con la data per la quale era stato predetto il ritorno di Quetzalcoatl. Gli invasori avevano la pelle chiara e la barba, come Quetzalcoatl, ed erano venuti da est, vale a dire da dove lui era svanito: ciò lo indusse a riceverli con doni in oro e gioielli, con il risultato di accendere la bramosia degli spagnoli.

In meno di tre anni gli spagnoli riuscirono poi, con diverse spedizioni, a sconfiggere gli Aztechi e a stabilire un efficace controllo sulla maggior parte del Messico.

A sterminarli, più ancora delle spade e dei cannoni, furono le malattie portate dall'Europa come vaiolo e tisi. Insieme alle vite umane (nel 1519, all'arrivo di Cortés, gli indigeni erano 25 milioni scesi a 17 milioni nel 1532 e quindi a soli 2 milioni nel 1580), anche la cultura dei popolo precolombiani fu cancellata dando inizio al territorio della Nuova Spagna, con la nomina di Cortés a Governatore. Iniziarono così 300 anni di dominio spagnolo diretto durante il quale furono costruite centinaia di città sullo stile della Spagna, con una plaza circondata da un reticolo di strade, migliaia di chiese, spesso in aree considerate sacre dagli Indios come in cima alle loro piramidi (fino al 1800 in Messico ce n'erano 12.000) e con il conseguente arrivo, nel 1524, dei primi monaci francescani per la conversione cattolica della popolazione.

La Chiesa, che inizialmente aveva difeso i diritti degli indigeni spesso ridotti a veri e propri schiavi ed impiegati nella costruzione delle nuove città, divenne in seguito sempre meno interessata a conservare la loro cultura e ad educare i loro bambini, a favore del denaro e della ricchezza del Paese.

Nel Seicento la Chiesa possedeva metà del territorio del Messico, ma si allargarono anche le haciendas, le grandi proprietà agricole gestite da una piccola classe di ricchi proprietari spagnoli.

 

Il Messico divenne così una delle più ricche colonie spagnole, e tutto questo durò fino all'inizio del XIX sec., quando cominciò il declino della Spagna come potenza mondiale.

Nel 1767 Carlo III espulse dal Messico i gesuiti, ritenuti troppo potenti, provocando risentimenti nei fedeli e nel basso clero.

Nel 1804 la Corona confiscò i beni della Chiesa. Ma fu l'invasione della Spagna da parte della Francia ad accendere la scintilla, perché le colonie in America latina rifiutarono di riconoscere il regime di Napoleone Bonaparte. E' a questo punto che emersero i primi leader del movimento per l'Indipendenza: Padre Miguel Hidalgo y Costilla, un prete creolo, e Ignacio Allende, un ufficiale dell'esercito dissidente.

Il 16 settembre 1810, al grido d'indipendenza di "viva México" pronunciato da Higalgo dai gradini della sua chiesa a Dolores, una folla d'indios e mestizos si raccolse dietro la bandiera e conquistò rapidamente le città di San Miguel, Guanajuato iniziando la marcia verso la capitale. Ma nella primavera 1811 l'esercito di Hidalgo, numeroso ma indisciplinato, si disgregò con la stessa rapidità con la quale si era costituito, favorendo la cattura di Hidalgo, Allende e di altri leader che furono giustiziati.

Molti mestizos e la maggior parte della popolazione indigena rimase tuttavia in uno stato di rivolta e, nel 1821, dopo l'introduzione di riforme liberali in Spagna proprio del tipo temuto dalle classi governative messicane, Augustin de Iturbide, un generale mestizo, unì le sue truppe a Guerrero e propose il Piano Iguala alle autorità spagnole - che non furono in grado di rifiutare - e il Messico proclamò la sua Indipendenza.

Alla nascita della Repubblica, nel 1924, seguirono anni d'anarchia mentre l'economia crollò.

Fra il 1833 e il 1855 si alternarono ben 36 presidenze, 11 delle quali rette dal generale Santa Ana.

Nel 1835 l'abolizione della schiavitù scatenò la reazione del Texas che si staccò dal Messico dando inizio alla guerra USA-Messico (1845) che si concluse con la cessione della California e New Mexico per soli 15 milioni di dollari. Successivamente la vendita nel 1855 anche del territorio dell'Arizona portò ad una rivoluzione che depose definitivamente Santa Ana.

Nel frattempo era cresciuta una nuova generazione che aveva conosciuto solamente un Messico indipendente ed aveva vissuto l'umiliazione statunitense, ma soprattutto identificava il suo nemico nella Chiesa, più ricca e potente di qualsiasi governo legittimo. Fu questo l'inizio delle guerre della riforma tra i liberali di Benito Juàrez e i conservatori sostenuti dalla Chiesa, che si concluse nel 1861 con il trionfo di Juàrez. Dopo la morte di Juàrez, nel 1872, il Paese conobbe per quasi quattro decenni la cosiddetta "dittatura costituzionale" del generale Porfirio Diaz e solo nel 1911, con l'esilio di Diaz, la parola tornerà alle armi ed alle lotte rivoluzionarie di Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Il primo, ladro di bestiame e bandito ai tempi di Diaz, si batteva soprattutto per un proprio tornaconto personale; il secondo fu forse l'unico vero rivoluzionario nel lungo conflitto che seguì; il suo grido di battaglia Tierra y Liberdad (Terra e Libertà) e l'insistenza sul fatto che "è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio" continuano a fare di lui una figura venerata fra i contadini.

Dal 1920 possiamo iniziare a parlare del Messico moderno.

Nel 1942 il Messico partecipò alla seconda guerra mondiale a fianco degli americani. Avila Camacho fu sostituito alla presidenza da Miguel Alemàn Valdès (dal 1946 al 1952) che continuò la politica interna ed estera del suo predecessore.

Gustavo Dìaz Ordaz (dal 1964 al 1970) impostò la campagna elettorale sulla solidarietà verso i contadini poveri. Anche se ci fu un massiccio investimento di capitali da parte dei stati Nord Americani, egli riuscì a mantenere una certa indipendenza politica da Washington rafforzando peraltro la cooperazione con i paesi dell'America Centrale. Sotto la sua presidenza si intensificarono le proteste studentesche. Il 22 luglio, per placare una futile polemica tra studenti di due licei, intervengono con una gratuita, brutale ferocia i ”granaderos”, i carabinieri messicani, con quella repressione viene violato il principio di autonomia delle università e delle scuole messicane. Il 30 luglio per reprimere una protesta nell’Università di Città del Messico la polizia usa i bazooka, si ha per risposta la nascita dei comitati di lotta in tutte le scuole, e di un comitato nazionale a cui aderiscono studenti e professori. Vengono occupate tutte le sedi scolastiche e universitarie di Città del Messico. Il 3 ottobre: migliaia di studenti si erano radunati a Tlatelolco (piazza delle Tre culture), a nord del centro. Polizia e esercito spararono all’impazzata, dopo avere bloccato le uscite della piazza, contro gli studenti, ancora oggi non si conosce il numero esatto delle vittime, comunque furono centinaia di studenti a perdere la vita in quel massacro. La scrittrice italiana Oriana Fallaci, che si trovava nella piazza durante gli scontri, venne colpita da una raffica di mitra.

Luis Echeverrìa Alvarez (dal 1970 al 1976), candidato del partito rivoluzionario istituzionale (PRI) espresse subito una volontà riformatrice, agraria e fiscale: nazionalizza l'industria mineraria, concede crediti ai piccoli proprietari terrieri e tiene un'intensa lotta all'analfabetismo. La vasta popolarità del presidente, però, non impedì l'esplosione di manifestazioni, anche violente, dirette contro il suo partito (al potere da circa 40 anni), ed è stata anche l’epoca che ha registrato il maggior numero di vittime della repressione ufficiale, con centinaia omicidi politici, sparizioni e migliaia di arresti illegali e torture. Con Echeverrìa il Messico appoggiò (anche se non ufficialmente, ma di fatto) la politica statunitense contro il rischio del “comunismo”, portando avanti una personale ”crociata” anticomunista.

Josè Lopez Portillo (dal 1976 al 1982) si trova a dover fronteggiare una delle più dure crisi economiche, il debito estero era diventato insostenibile e incontrollabile, con circa sei milioni di disoccupati, il malcontento dei contadini ormai senza terra e sempre più poveri e la crescente guerriglia nel Chiapas. Portillo decise di seguire la politica estera del suo predecessore, ma con una politica interna diversa che riapre il parlamento ai partiti di opposizione, legalizzando il Partito Comunista, il Partito Socialista dei Lavoratori e il Partito Democratico. Mitiga le rivendicazioni sindacali e organizza il primo piano quinquennale che prevede il finanziamento di molti programmi socioeconomici aumentando l’esportazione del petrolio, nazionalizzo il sistema bancario, imponendo il controllo sui cambi.

Miguel de la Madrid Hurtado (dal 1982 al 1988) si trovò a governare un paese prostrato da un elevatissimo tasso inflazionistico, disoccupazione crescente, la guerra tra i contadini e latifondisti, l’arrivo nel Chiapas di circa centomila profughi guatemaltechi, in maggioranza indios, per sfuggire ai massacri che si compiono nel loro paese. L’apertura di una nuova miniera d’argento e la nazionalizzazione delle banche per arginare l’esportazione dei capitali (che creò non poco scontento tra i settori medioalti della finanza) non apportarono significativi miglioramenti. Nel 1985 si trovò a fronteggiare uno spaventoso terremoto che provocò trentamila vittime, mezzo milione di senzatetto e ingenti danni. (tre anni più tardi l'uragano Gilbert devastò la penisola dello Yucatàn).

Nel Novembre 1987 ha avuto luogo una riunione dei capi di Stato e di governo di Messico, Argentina, Brasile, Colombia, Panama, Perù, Uruguay e Venezuela, nella quale è stata richiesta una riduzione degli interessi sul debito estero ed è stato proposto l'avvio di un progetto comune di sviluppo per l'America latina.
Carlos Salinas de Gortari (dal 1988 al 1994) perseguì una decisa politica di privatizzazione e accentuò il carattere neoliberista della politica economica in modo di attirare capitali stranieri. La politica economica liberista di Salinas, pur ottenendo un notevole calo dell'inflazione, non riuscì a ridurre l'enorme debito estero, ne la povertà nel paese. L'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), un gruppo di ribelli dello stato meridionale del Chiapas, instaura un vero e proprio ”stato di guerra” nei confronti del governo messicano.

Ernesto Zedillo Ponce de Lèon (Dal 1994 al 2000) vince le elezioni in un clima di grande tensione. Si asssite al crollo della moneta e il conseguente indebitamento con l’estero, e in Chiapas la lotta degli zapatisti viene tragicamente repressa: ad Acteal, il 22 dicembre 1997, in un vero e proprio massacro che non ha risparmiato uomini, donne e bambini componenti una popolazione inerme, i componenti di un gruppo paramilitare uccidono 45 persone. L'EZLN proclama "autonomi e ribelli" 38 municipi dello Stato. Il 10 febbraio 1995 Zedillo, in un messaggio alla nazione, rivelò l’identità del subcomandante MARCOS, leader e stratega militare dell'EZLN, come Rafael Sebastian Guillen Vicente, e di altri dirigenti dell'EZLN e fa scattare gli ordini di cattura. L'Esercito attacca i ribelli. L'EZLN non risponde e si ritira. Non riuscendo a schiacciare i ribelli, il Governo si vede obbligato a riprendere il dialogo. Si firmano gli Accordi di San Miguel, che stabiliscono le regole degli incontri e inizia il dialogo a San Andrès Sacamchèn.

Vicente Fox (ex presidente per l'America latina della CocaCola e governatore dello stato di Guanajuato dal 1995, strettamente legato agli Usa e alla loro politica) si aggiudicò la presidenza del Messico nelle elezioni del luglio 2000. Il 30 gennaio 2003 una serie di 12 comunicati (le 12 "stele") del subcomandante Marcos descrive le situazioni di ingiustizia e la resistenza in atto in Messico. Il 31 gennaio 2003, nella capitale, centomila manifestanti chiedono la revisione del capitolo agricolo del trattato di libero commercio del Nordamerica (Nafta), nella regione dei Montes Azules, riprendono le minacce di aggressione contro gli insediamenti di desplazados, organizzazioni indigene denunciano alla Commissione per i diritti umani dell'Onu che proseguono in Messico "gravi, sistematiche e reiterate violazioni delle libertà e dei diritti dei popoli indigeni". Una serie di comunicati dell'EZLN (la tredicesima "stele") annuncia cambiamenti interni e una ristrutturazione delle relazioni con la società civile nazionale e internazionale. Gli zapatisti decidono di sospendere qualsiasi contatto con il governo messicano e i partiti politici. Il subcomandante Marcos è designato temporaneamente portavoce dei municipi autonomi.
Il 23 dicembre, a Queretaro, viene liberato il penultimo prigioniero zapatista. Delle tre condizioni poste dall'EZLN per la ripresa dei dialoghi di pace, il governo deve ottemperare ancora alla più importante: l'approvazione di una ley indigena che recepisca gli accordi di San Andrès.

 

Costituzione

Il Messico è una repubblica federale costituita da 31 stati (il nome ufficiale è Stati Uniti Messicani) la cui capitale federale è Città del Messico (Ciudad de México).

Il potere legislativo spetta al Congresso formato da Senato e Camera dei Deputati eletta a suffragio universale mentre il potere esecutivo spetta al Presidente della Repubblica eletto per sei anni a suffragio diretto.

 

La Costituzione degli Stati Uniti Messicani è del 5 febbraio 1917. Oltre a tendere alla soppressione dei privilegi del clero (titolo VI), fu caratterizzata da un orientamento fortemente socialista, particolarmente esplicito nell'articolo 27, nel quale si prevede che la proprietà della terra appartiene allo Stato, il quale ha il diritto di cederla ai privati.

Tutto il titolo VI, inoltre, riguarda il diritto al lavoro ed alla previdenza sociale, compresi dunque i diritti sindacali ed il diritto di sciopero.

La legislazione messicana è composta da leggi federali e leggi dei singoli Stati (i quali possiedono anche un codice civile e penale lolcali) comunque subordinate alla costituzione e alle leggi federali.

 

Situazione politica

Nel 2000 venne eletto Presidente del Messico Vicente Fox, esponente della destra cattolico-integralista messicana, strettamente legato agli Stati Uniti e alla loro politica. Dopo ben 13 elezioni presidenziali vinte dal Partito Rivoluzionario Istituzionale (ultimo presidente Ernesto Zedillo) i messicani scelgono una strada diversa.

Il 3 luglio 2006 ci sono state le elezioni presidenziali nelle quali, dopo un serrato testa a testa ha vinto, con uno scarto dello 0,57%, il candidato della destra Felipe Calderon (Partito d'Azione Nazionale, di impostazione cattolica e conservatrice, appoggiato dai ceti alti del mondo economico e finanziario e dal precedente governo).

Il suo principale rivale, Andres Manuel Lopez Obrador del Partito della Rivoluzione Democratica, non ha trovato l'accordo con il resto della sinistra, una disfatta per le sinistre perchè assieme a Roberto Madrazo (del Partito Rivoluzionario Istituzionale) avrebbero raccolto un numero di voti largamente sufficienti a battere la destra.

La campagna elettorale è avvenuta all'insegna della disponibilità degli zapatisti e di forti polemiche di frodi elettorali; tuttavia il riconteggio dei voti ha confermato la vittoria di Calderon, che ora non potrà permettersi sbagli nella gestione della cosa pubblica in quanto non sufficientemente appoggiato ad una forte maggioranza dei messicani.

 

Economia

Il Messico occupa una posizione di primo piano tra i Paesi in via di sviluppo ed è la nazione che ha sviluppato il maggior numero di trattati di libero commercio con il resto del mondo.

Grazie alla sua favorevole posizione geografica tra gli Stati Uniti e l'America Latina ha vissuto negli ultimi decenni un notevole sviluppo economico e si colloca per importanza economica al secondo posto tra gli Stati dell'America Latina preceduto solo dal Brasile. Nonostante ciò il Messico risente ancora di squilibri sociali e territoriali molto marcati e lo Stato interviene con molteplici iniziative allo scopo di porre rimedio alle più pesanti sperequazioni ed eliminare le maggiori sacche d'arretratezza.

Dopo la rivoluzione zapatista in Chiapas del 1994, dal 2004 sono stati sottoscritti accordi per i quali gli indigeni possono accedere a finanziamenti per lo sviluppo locale.

 

La cprincipale coltura agricola è il mais coltivato tanto dai piccoli proprietari terrieri quanto dalle grandi e più moderne aziende agricole.

Nelle zone del nord è diffuso il frumento e nei bassopiani umidi è praticata la risicoltura. Fondamentale pure la coltivazione dei fagioli che insieme al mais sono alla base dell'alimentazione messicana. Nelle zone meridionali il clima consente buoni raccolti di frutta tropicale (banane, cocco, ananas); non meno importanti e coltivati un po' ovunque sono gli agrumi ai quali si aggiunge, nelle regioni asciutte del nord e del centro, la vite.

 

L'allevamento è un’attività importante: ha preminenza l'allevamento bovino da carne mentre nelle terre del centro e del sud prevale il bovino da latte.

 

All'interno del suo territorio si trovano giacimenti di petrolio, raffinerie, ed è un importante esportatore di greggio. E' il primo produttore al mondo d'argento che si estrae da miniere antichissime.

E' tra i primi produttori al mondo di piombo. Ha industrie siderurgiche, meccaniche, tessili, ma le importazioni superano ancora notevolmente le esportazioni e appesantiscono la bilancia dei pagamenti.

 

L'inflazione che, solo 10 anni fa era al 30%, oggi si aggira nonostante le diverse cure ancora sul 18%. Cospicuo è l'apporto valutario degli oltre 6 milioni di turisti che ogni anno visitano il Paese.

 

Festival e tradizioni

Feste se ne celebrano ovunque e tutti i pretesti sono buoni. Fondamentale, per saperne di più, è un libretto edito in Messico, vera e propria bibbia per sapere dove e quando andare: Fiestas de México, Guias Panorama. Tra le feste da non perdere segnaliamo:

- Città del Messico, El Grito, ovvero l'insurrezione contro l'impero spagnolo capeggiata dal mitico padre Hidalgo. La notte del 15 settembre una folla enorme si riunisce nello Zocalo, tra la Cattedrale e il Palacio Nacional, con innumerevoli banchetti che vendono i cibi più inverosimili, il tutto in un crescendo fino al mattino.

- Città del Messico, Festa della Madonna di Guadalupe: nella prima metà del mese di dicembre, a partire dal giorno 3, processioni di contadini provenienti da tutto il Messico affluiscono nel grande santuario, e tra l'undicesimo e il dodicesimo giorno ufficiale della festa in migliaia ballano ininterrottamente le spettacolari " danze della Conquista". Il personaggio principale, che raffigura la morte con una maschera nera sul viso e una falce in mano, si aggira tra Mori che hanno copricapi sormontati da mezzelune e cristiani che brandiscono croci. Nell'enorme piazzale i venditori offrono la Gordita de la Virgen, una torta di mais a forma di Madonna.

- Aguascalintes, Fiera di San Marco : dal 18 aprile al 10 maggio nella città di Aguascalientes, capitale dell'omonimo stato, si svolge la più importante fiera del Messico. L'apice é raggiunto il 25 aprile, anniversario del santo patrono, con una grande parata seguita da rodei, corride, fuochi d'artificio e peleas de gallos, combattimenti di galli.

- Huejotzingo (Puebla), Carnevale : uno dei più affascinanti carnevali messicani che raggiunge il culmine il martedì grasso con la battaglia tra due gruppi di abitanti del paese, i "francesi" e i "messicani"; migliaia di persone per le strade hanno tutti il volto coperto da bellissime maschere in legno.

- Janitzio (Michoacàn), Dia de los muertos : è un' occasione per capire il rapporto che hanno i messicani con la morte, esorcizzata in molti modi. I riti più impressionanti si celebrano nei villaggi Purepecha intorno al lago Janitzio quando, nella notte che precede il 2 novembre, l'intera popolazione si riversa nei cimiteri dove porta cibo e bevande trascorrendo la notte a dialogare con i defunti.

- Juchitàn (Oaxaca), Festa di San Isidro : le donne dell'istmo, che controllano il commercio locale e quindi sono economicamente autonome, celebrano la loro indipendenza in grandi feste con bellissimi balli che culminano nella Tirada de Frutas, il 15 maggio, quando dall'alto dei tetti bersagliano con ortaggi vari gli uomini in strada.

- Oaxaca, Guelaguetza : il terzo e l'ultimo lunedì di luglio, allo Stadio del Cerro del Fortin, esibizione di gruppi di danzatori che provengono dalle sette regioni dello stato di Oaxaca; è un'ottima occasione per ammirare splendidi costumi tradizionali e balli che spesso hanno origini antichissime legate ai miti preispanici.

- Papantla (Veracruz), Voladores : la cerimonia, nata come rito di fecondazione della terra, si svolge il 29 giugno: i cinque voladores partecipanti scalano un palo alto più di 20 m e cominciano lentamente a danzare al ritmo di suoni arcaici suonati da uno di loro. Poi i quattro rimanenti voladores, che rappresentano uomini-uccello, si appendono per i piedi a lunghe funi e scendono lentamente verso terra mentre il palo gira.

- San Juan Chamula (Chiapas), Carnevale : le cerimonie che celebrano i cinque "giorni perduti" del calendario Maya sono molto suggestive come quando gruppi di uomini saltano attraverso una barricata incendiata davanti alla chiesa. Attenzione agli Indios Chamula: non amano i turisti ed è assolutamente proibito scattare fotografie mantenendo quindi un atteggiamento di massimo rispetto.

 

Giorni di festa nazionale sono: 1 gennaio, 5 e 24 febbraio, 1 e 5 maggio, 16 settembre, 12 ottobre, 20 novembre e 25 dicembre.



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