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USA (Stati Uniti)

 

 

 

 

 

(1 voto)

Autori: Eraldo Rabino, Mara Zonta

Aggiornamenti di: Nicola Piffanelli 

Foto: Flavia DaneoMatti Mattila

© Flavia Daneo / iMondonauti.it
New York: Manhattan vista dal Top of the Rock

La più potente nazione del mondo, il Paese che con la sua cultura spesso contraddittoria, o almeno discutibile, ha influenzato i popoli di tutto il mondo per l'intero XX sec., la terra dove tutto è portato all'eccesso, un miscuglio di razze e varietà di modi di vivere: così si potrebbero descrivere gli Stati Uniti d'America.

Dalle sterminate città nelle quali la vita si svolge spesso in maniera frenetica, ai grandi parchi o alle numerose meraviglie che la natura ha regalato a questi territori: sono questi i grandi motivi di richiamo di chi si appresta ad affrontare un viaggio negli USA.

Milioni di turisti ogni anno decidono di vedere di persona quello che per molto tempo hanno sentito raccontare da chi c'é già stato o tramite i mass media, per assaporare di persona, almeno una volta nella vita, l'ebbrezza del sogno americano.


 

Passaporto e visto

A partire dal 1° ottobre 2003, sulla base di nuove disposizioni americane, i cittadini italiani che intendono recarsi senza visto negli Stati Uniti, per turismo o affari, per un periodo inferiore ai 90 giorni, dovranno essere in possesso di passaporto a lettura ottica valido almeno per tutta la durata del soggiorno. L'obbligo si estende anche ai minori, compresi i neonati (0-2 anni), che non potranno più essere registrati sul passaporto dei genitori ma dovranno essere muniti di passaporto individuale.

E' necessario anche essere in possesso di biglietto aereo di ritorno.

I detentori di passaporto non a lettura ottica, o i minori iscritti sul passaporto dei genitori, dovranno comunque richiedere il visto alle autorità consolari americane o rivolgersi ai competenti uffici italiani per la sostituzione del vecchio libretto con il nuovo modello di passaporto.

Se non si possiede un passaporto a lettura ottica, e non si ha intenzione di richiederlo subito, è necessario presentare un visto d'ingresso negli USA come non immigrante. Per ottenerlo è necessario recarsi personalmente presso un consolato americano (di Milano per il nord Italia, di Roma per il centro e di Napoli per il sud; telefonare preventivamente al Servizio Informazione Visti, tel. 166128634) e sostenere un colloquio volto a definire il vostro status di "visitatore temporaneo". La richiesta del visto ha un costo di 100 dollari e la pratica può richiedere tempi lunghi per cui è consigliabile organizzarsi per tempo e non acquistare il biglietto aereo prima di averlo ottenuto. Tale obbligo vale anche per i minori, i quali pertanto dovranno essere muniti di visto emesso a loro nome sul proprio passaporto o su quello dell'adulto sul quale sono registrati. Considerati tempi e costi, il nostro consiglio è quello di richiedere comunque il nuovo passaporto a lettura ottica.

Attenzione! per i passaporti a lettura ottica emessi dopo il 26.10.2005 è obbligatoria anche la fotografia digitale. Se privi di tale foto sarà necessario essere in possesso del visto. Coloro che ne saranno sprovvisti verranno respinti alla frontiera.

 

Da ricordare che, se la permanenza in USA supera i 90 giorni, è d'obbligo richiedere il visto di ingresso anche se si possiede già un passaporto a lettura ottica. La domanda di visto deve essere spedita via posta prioritaria agli uffici del Consolato, con documentazione allegata. Non è possibile presentare personalmente le domande al Consolato. Si consiglia di contattare comunque gli uffici consolari per approfondire le modalità di presentazione della domanda.

Se nel corso di un vostro precedente soggiorno negli Stati Uniti avete avuto problemi anche di lieve entità con le autorità di polizia, con rilascio delle vostre generalità (ad es. qualche contravvenzione alle norme di circolazione stradale) è meglio se vi informate prima della partenza se necessitate di visto: potreste avere problemi nel disbrigo delle formalità di ingresso al vostro arrivo nel Paese.

Durante il volo aereo viene consegnato il modulo I-94 W in italiano ed inglese: tale modulo dev'essere compilato in ogni sua parte e presentato alla dogana d'arrivo.

Chi esce temporaneamente dagli USA per recarsi in Canada, Messico o Caraibi per poi rientravi, deve conservare con il passaporto la parte del mod. I-94 W che verrà ritirata al momento della partenza definitiva. Accertatevi che ciò avvenga: il mancato ritiro potrebbe far risultare negli archivi informatici una situazione di illegalità che potrebbe complicare o rendere addirittura impossibile un vostro eventuale ritorno nel Paese.

Tenete anche presente che, al momento della vostra entrata negli U.S.A., verrete sottoposti al rilevamento dei dati biometrici (impronte digitali e fotografia digitale) e che il controllo doganale dei bagagli verrà effettuato al vostro primo scalo di entrata e non a destinazione finale. Ciò significa che, se arrivati negli Stati Uniti dovrete proseguire con un volo interno, dovrete ritirare il bagaglio e poi reimbarcarlo.

Chi si reca negli Stati Uniti per studio necessita del modulo I-20 A&B da richiedere al proprio istituto scolastico.

 

 

ATTENZIONE: dal 12 gennaio 2009 tutti i cittadini italiani che vorranno recarsi negli USA per turismo o affari (max 90 gg.) dovranno richiedere un'autorizzazione al viaggio elettronica (Esta) prima di salire a bordo del mezzo di trasporto, aereo o navale, in rotta verso gli Usa.

Basta accedere al sito web https://esta.cbp.dhs.gov/esta/esta.html?_flowExecutionKey=_c6B5DAD12-3525-825A-C2B8-EB5DB8100CBD_k8F26D114-A715-60BA-E2E6-8F9871CBA3EA e compilare la domanda online. Il sistema solleciterà le risposte ad alcune domande biografiche basilari e richiederà informazioni sull’idoneità, simili a quelle riportate sul vecchio modello cartaceo I-94W.

Le domande possono essere inoltrate in qualsiasi momento, prima di partire, ma è consigliabile farlo il prima possibile. Nella maggior parte dei casi, si riceverà una risposta entro pochi secondi. Se non revocata, l’autorizzazione al viaggio è valida per un periodo massimo di due anni, o fino alla scadenza del passaporto del viaggiatore.

Quando vengono pianificati altri viaggi, o se gli indirizzi di destinazione o gli itinerari del richiedente cambiano dopo l’approvazione elettronica, le informazioni possono essere facilmente aggiornate tramite il sito web di Esta.

La documentazione non garantisce al viaggiatore l’ingresso negli Stati Uniti all’arrivo al porto di entrata. L’approvazione Esta autorizza soltanto il viaggiatore a salire a bordo del mezzo di trasporto in rotta per gli Usa.

 

Il costo dell'ESTA è di 14 dollari da pagare tramite carta di credito al momento della compilazione del modulo.

La misura non riguarda chi, invece, è in possesso di una visto di ingresso.

 

A complemento del programma di Sicurezza ESTA, una ulteriore procedura denominata Secure Flight Program entrata in vigore dal 6 settembre 2010. Tale programma, sviluppato dall’Autorità statunitense TSA (Transportation Security Administration), si applica a tutti i passeggeri che viaggiano da/per e all’interno degli Stati Uniti.
Il Secure Flight Program richiede che una serie di informazioni (cognome e nome, data di nascita, genere maschile o femminile) siano fornite per tutti i passeggeri che prenotano e acquistano biglietti per viaggi da/per o all'interno degli USA.
Informazioni complete e dettagliate su quanto è richiesto al passeggero sono reperibili consultando il sito: www.tsa.gov, o attraverso la compagnia aerea utilizzata o il proprio agente di viaggio

 

Vaccinazioni

A chi si reca negli Stati Uniti non è richiesta alcuna vaccinazione.

L'unico consiglio che si può dare prima della partenza è di verificare se l'antitetanica è ancora valida e farne eventualmente un richiamo.

 

Ora

© Flavia Daneo / iMondonauti.it
Las Vegas: finte Venezie e finte cascate abbelliscono la capitale del gioco d'azzardo

Quattro diversi fusi orari dividono la Nazione da est ad ovest.

La regione orientale comprendente gli Stati di: Maine, New Hampshire, Vermont, Massachusetts, Rhode Island, New York, Connecticut, New Jersey, Pennsylvania, Deleware, District of Columbia, Ohio, Michigan, Indiana, Kentucky (parte est dello Stato), West Virginia, Maryland, Virginia, North Carolina, South Carolina, Georgia e Florida, è 6 ore indietro rispetto all'Italia.

La regione centrale, che comprende: North Dakota, Minnesota, Wisconsin, South Dakota, Nebraska, Iowa, Illinois, Kansas, Missouri, Kentucky (parte ovest), Oklahoma, Arkansas, Tennessee, Texas, Louisiana, Mississippi e Alabama, registra 7 ore in meno nei confronti dell'Italia.

La regione delle montagne, che comprende: Montana, Idaho, Wyoming, Utah, Colorado, Arizona e New Mexico, è 8 ore in meno rispetto all'Italia.

Infine la regione del Pacifico che comprende gli Stati di: Washington, Oregon, Nevada e California, si trova ben 9 ore indietro nei confronti dell'Italia; 10 ore di differenza per Alaska e Hawaii.

Oltre alla differenza di fuso orario, alcuni Stati (per es. Utah e Nevada) applicano anche l'ora legale (DST ovvero daylight saving time).

L'Arizona invece non l'adotta per cui, in estate, Arizona e Nevada verranno ad avere la stessa ora pur avendo fusi orari diversi.

Tenete inoltre presente che, in Arizona, la Nazione Navajo adotta invece l'ora legale da aprile ad ottobre per cui dovrete modificare l'orario a seconda di dove effettivamente vi verrete a trovare! Tanto per fare un esempio, in questo periodo, in territorio navajo vi troverete 1 ora avanti rispetto ad altre città dell'Arizona tipo Phoenix, Flagstaff, Page o Grand Canyon.

 

Cosa vedere

Sarebbe impossibile in poche righe riassumere tutto ciò che gli Stati Uniti hanno da offrire al viaggiatore che ha scelto come meta questa nazione.

A tal scopo potete consultare la serie degli Itinerari scritti da voi viaggiatori, adatti a soddisfare le più disparate esigenze, dalle città alle bellezze naturali dei parchi e del territorio o più semplicemente dei luoghi di svago e divertimento.

  Bryce Canyon

Nonostante il nome, Bryce Canyon non è un vero canyon bensì un altopiano calcareo scolpito dall'erosione in centinaia e centinaia di hoodoos, pinnacoli dentellati che si innalzano dal terreno come stalagmiti che vanno dal colore bianco, al rosa, all'arancione, al rosso.

La parte principale del parco può essere percorsa in auto, da parte a parte, in una ventina di minuti. La vista dai vari punti panoramici è fenomenale.

Ma se avete un po' di tempo in più non fate a meno di percorrere almeno il Navajo Loop, un facile trail che vi permette di scendere nel canyon e di farvi sovrastare dagli impressionanti pinnacoli di roccia.

  Cape Code

Il luogo migliore della costa orientale degli Stati Uniti dove praticare il whale watching, ossia l'osservazione delle balene nel loro ambiente naturale, è considerato Cape Code.

Da aprile ad ottobre è possibile avvistare megattere e balenottere comuni e, in primavera, anche la rarissima balena franca boreale che qui trova l'habitat adatto alla riproduzione.

  Death Valley

Lo dice già il nome: la Death Valley è un luogo estremo.

Arida e caldissima, nasconde angoli di grande fascino paesaggistico.

I mesi estivi sono ovviamente mesi assolutamente sconsigliati per la visita (tra giugno e settembre la temperatura diurna si mantiene oltre i 40° C), molto meglio andare nelle stagioni intermedie o in inverno se si vuole intraprendere qualche piacevole trail.

Tra i luoghi imperdibili: Zabriskie Point, dalle magnifiche formazioni rocciose; Artist Drive e Artist's Palette, rocce dai colori pastello che ricordano la tavolozza di un pittore; Badwater, 85 m sotto il livello del mare, la località più bassa del Nord America; Dante's View, punto panoramico mozzafiato da cui potrete ammirare tutta la vallata, Badwater compresa; le Sand Dunes, dune di sabbia dorata dove si va per assaporare una magica alba.

  Grand Canyon

E' il canyon per antonomasia e merita appieno questo suo titolo: è grandioso, vastissimo, talmente vasto che difficilmente si riesce a percepirne le reali dimensioni.

Geologicamente, osservare le varie stratificazioni del Grand Canyon è come leggere la storia della Terra: pensate che gli strati più bassi del Canyon risalgono a 1,8 miliardi di anni fa!

E' composto da due sponde (North e South Rim) che, in linea d'aria sembrano vicine, ma che in realtà richiedono circa 5 ore d'auto per passare dall'una all'altra.

Per visitare il South Rim del Grand Canyon (la parte più battuta turisticamente) è necessaria almeno una giornata. Lasciate l'auto al parcheggio del Visitor Centre e prendete lo shuttle che, tramite vari percorsi, vi porterà ai vari punti panoramici.

Se decidete di fare trekking o qualche breve percorso calcolate molto bene le vostre forze e il vostro equipaggiamento: scendere può essere semplice, ma risalire non lo è affatto senza contare il caldo, la mancanza d'acqua, la differenza di altitudine...

Se ne avete la possibilità, prenotate un sorvolo del Grand Canyon in elicottero. Ci sono voli di 25-30 min. o di circa 45 min. che vi consentiranno di avere una grandiosa visione d'insieme di questa meraviglia della natura.

  Mesa Verde National Park

Designato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, Mesa Verde N.P. conserva i resti di numerosi insediamenti costruiti dagli antichi Popoli ancestrali.

I villaggi sono scenograficamente costruiti in rientranze della roccia e sono costituiti da decine di edifici collegati tra loro e disposti attorno a una buca centrale chiamata kiva.

Il maggiore insediamento è quello denominato Cliff Palace ed è visitabile solo con la guida mentre si può accedere liberamente a Spruce Tree House tramite un comodo sentiero asfaltato da percorrere a piedi.

  Monument Valley

Nell'immaginario collettivo la Monument Valley è ormai divenuta il simbolo del sud-ovest americano.

Ed effettivamente la Monument Valley merita la fama che ha conquistato: suggestiva ed estremamente fotogenica, riesce a trasportare il visitatore nel mitico West.

Il giro della valle può essere affrontato tranquillamente in auto fermandosi con calma ai vari punti panoramici (11) che, sostanzialmente, corrispondono ad altrettante formazioni rocciose. Imperdibile la vista dei famosissimi Mittens e Merrick Butte e il tramonto con vista sulla valle.

Se avete qualche ora in più potete noleggiare un cavallo ed addentrarvi nella Monument con una guida navajo: la suggestione è assicurata.





 

Quando andare

Durante tutto l'arco dell'anno è possibile visitare gli Stati Uniti d'America: unico parametro da tenere in considerazione è il fattore climatico che può consigliare il viaggio nei diversi luoghi del Paese in una stagione particolare.

I periodi migliori per recarsi a New York sono la primavera e l'autunno mentre gli inverni sono rigidi e lunghi. Quando i venti artici attraversano la regione dei grandi laghi, si caricano di umidità e scaricano su New York molta neve (mediamente 57 cm di neve totale ogni inverno).  A luglio invece si raggiungono facilmente i 30 ° C mentre l'elevata umidità rende l'aria piuttosto afosa. Ad ogni modo, tenete presente che il clima locale è molto variabile e che è difficile incappare in lunghi periodi privi di pioggia.

New York ha una ventina di kilometri di spiagge, ma l'acqua dell'oceano si mantiene piuttosto fresca anche in piena estate.

Da aprile a settembre è il periodo ideale per recarsi a San Francisco, mentre Los Angeles presenta un clima prettamente mediterraneo con inverni miti ed estati molto calde e secche.

Nelle zone del sud-est (dalla Carolina alla Lousiana) i periodi migliori sono la primavera e l'autunno; anche in inverno comunque le temperature diurne sono miti. La Florida gode di un clima quasi tropicale: da novembre ad aprile è alta stagione e il momento più adatto per frequentare le sue splendide spiagge.

Nelle grandi pianure centrali (Michigan, North Dakota, Oklahoma) il clima è nettamente continentale con inverni freddi ed estati calde.

In Texas l'estate è torrida con clima secco a Dallas, più caldo umido a Houston. La parte nord della costa del Pacifico è quella più piovosa con piogge più intense nel periodo invernale che, tuttavia, non registra temperature particolarmente basse. In California, specialmente nel sud, il clima è di tipo mediterraneo con estati calde e secche ed inverni miti.



Per tradizione, l'alta stagione va dal week-end del Memorial Day (fine di maggio) al week-end del Labor Day (primo lunedì di settembre): in questo periodo troverete praticamente ovunque prezzi più alti e maggior affollamento.

 

Quanto stare

© Flavia Daneo / iMondonauti.it
Petrified Forest N.P.: i colori di un tronco ormai pietrificato

Almeno una ventina di giorni è il periodo minimo per chi voglia assaporare l'american dream di un viaggio itinerante toccando diverse località. La maggior parte dei visitatori si limita a trascorrervi dai 10 ai 15 giorni, concentrandosi su una zona ristretta del Paese come la California o la Florida, altri anche meno per visitare una sola città come New York oppure Miami. Il tempo necessario per un'avventura coast to coast è di almeno un mese. Per i più giovani, un'esperienza di 5 o 6 mesi costituirà senz'altro un'esperienza d'approfondimento del territorio e della cultura a stelle e strisce.

 

Da mettere in valigia

Il minimo indispensabile giacché si è nel più grande Paese del mondo e negli USA si trova tutto ciò di cui una persona necessita, ora anche a prezzi convenienti visto il cambio euro-dollaro.

Certamente l'elemento fondamentale da tener presente è la situazione meteo della zona che si intende visitare. Un bagaglio leggero è certamente d'aiuto anche per il fatto che un viaggio negli Stati Uniti è spesso di natura itinerante, quindi con frequenti spostamenti.
Da non dimenticare: trasformatore ed adattatore per la corrente elettrica, creme da sole, cappello e occhiali (se fate il sud ovest il sole può essere davvero forte), farmacia da viaggio e ricette delle medicine particolari che assumete abitualmente preferibilmente tradotte in inglese, un binocolo per avvistare gli animale se intendete visitare i parchi americani dell'Ovest..

 

Elettricità

La corrente elettrica è di 110 V. Per usufruire degli apparecchi elettrici europei, predisposti per la corrente elettrica a 220 V, sarà necessario quindi munirsi di un trasformatore e di un adattatore per le spine americane a sbarrette piatte.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( USA (Stati Uniti)) abbiamo un voltaggio di 120 V con una frequenza di 60 Hz , e le seguenti prese:

 

Americana a 2 contatti

Americana con contatto a terra
 
 
 

Ambasciate e indirizzi

 
Ambasciata e Consolati 
Agenzia consolare USA in Italia Via Alighieri 2, Genova
tel: 010-584492
Agenzia consolare USA in Italia Via Roma 15, Trieste
tel: 040-660177
Agenzia consolare USA in Italia Via Vaccarini 1, 90143, Palermo
tel: 091-343532
Ambasciata italiana Whiteheaven 3000, Washington
tel: 001202-6124400, fax: 001202 518.2151/2154
tel 2: 001202-6124408 (uff. passaporti)
numero di cellulare: 001202-2573753 (cell. di servizio)
posta elettronica: stampa.washington@esteri.it
sito web: www.ambwashingtondc.esteri.it
altre informazioni utili: Orario. lun-ven., 10-12.30
Ambasciata USA in Italia Via Veneto 119/A, 00187, Roma
tel: 06 46742511
tel 2: 06 46741
sito web: www.usembassy.it
Consolato Generale Italiano a New York 690 Park Avenue, New York
tel: 001212-7379100, fax: 001212-2494945
posta elettronica: info.newyork@esteri.it
sito web: www.consnewyork.esteri.it
altre informazioni utili: altri Consolati Generali a: Boston, Chicago, Houston, Los Angeles, Miami, San Francisco, Philadelphia
Consolato Italiano a Los Angeles 12400 Wilshire Bld. Suite 300, Los Angeles
tel: 001 310-8200622, fax: 001 310-8200727
tel 2: 001 310-8266207
numero di cellulare: 310-433 5422
sito web: www.consolosangeles.esteri.it
altre informazioni utili: Giurisdizione: Arizona, California (le seguenti contee: Imperial Valley, Kern, Los Angeles, Orange, Riverside, Santa Barbara, San Bernardino, San Diego, San Luis Obispo, Ventura), New Mexico, Nevada.
Consolato Italiano a Miami 4000 Ponce de Leon, Suite 590, Coral Gable, Miami
tel: 001 305-3746322, fax: 001 305-374945
numero di cellulare: 305 7530532
posta elettronica: italconsulmiami@gmail.com
sito web: www.consmiami.esteri.it
altre informazioni utili: Giurisdizione: Alabama, British Virgin Islands, Cayman Islands, Florida, Georgia, Island of Saba, Mississippi, Puerto Rico, St. Maarten, St. Eustatius, South Carolina, Turks and Caicos, U.S. Virgin Islands.
Consolato Italiano a San Francisco 2590 Webster St., San Francisco
tel: 001 415-9314924, fax: 001 415-9317205
numero di cellulare: 415-9990094
posta elettronica: it.sanfrancisco@esteri.it
sito web: www.conssanfrancisco.esteri.it
altre informazioni utili: Giurisdizione: Alaska, California (eccetto per le seguenti contee: Imperial Valley, Kern, Los Angeles, Orange, Riverside, San Diego, Santa Barbara, san Bernardino, San Luis Obispo and Ventura che sono sotto la giurisdizione di Los Angeles), Idaho, Montana
Consolato USA in Italia Largo Donegani 1, Milano
tel: 02 290351, fax: 02 29001165
Consolato USA in Italia Lungarno Vespucci, Firenze
tel: 055 284088
Consolato USA in Italia Piazza della Repubblica 2, Napoli
tel: 081-583811, fax: 081-7611869
 
Turismo e Cultura 
Ufficio Informazioni turistiche tel: 02-55303366 (orario 9-13, 14.30-17.30)
sito web: www.info-usa.it
 
Sanità e Sicurezza 
Emergenze sanitarie altre informazioni utili: comporre da un qualsiasi telefono pubblico lo zero, vi risponderà un operatore in grado di indicarvi il più vicino ospedale o centro medico
Pronto intervento tel: 911 (polizia, ambulanza, vigili del fuoco)
Soccorso stradale tel: 1800
altre informazioni utili: AAA-HELP (per conoscere il numero di soccorso a voi più vicino)
 
 
 

Voli e come arrivare

Il mezzo più comodo e veloce per arrivare negli Stati Uniti è senz'altro l'aereo. Alitalia (www.alitalia.it) ha voli giornalieri diretti da Roma e Milano su New York. La durata del volo è di 9h 25 min. Su Miami, sempre da Roma, il volo dura 10h 35 min. 

British Airways (www.britishairways.com) effettua, via Londra, voli giornalieri verso San Francisco, Miami, New York, Phoenix (città base per le visite al Gran Canyon), Los Angeles e Seattle con partenze da Roma e Milano; si vola anche con Iberia via Madrid, Air France via Parigi, Klm via Amsterdam, Swiss via Zurigo, Sas via Stoccolma e Lufthansa via Francoforte.

American Airlines (www.americanairlines.com) ha voli quotidiani da Roma e Milano con destinazione finale Chicago, l'aeroporto più importante degli Stati Uniti, da dove è possibile raggiungere tutte le maggiori città americane. Delta Airlines (www.delta.com) e Continental (www.continental.com) collegano l'Italia con voli giornalieri in partenza da Roma, Milano e Venezia, verso Atlanta e New York, da dove sarà possibile rimettersi in viaggio per tutte le altre città statunitensi. Anche Napoli, Bologna e Palermo sono collegate trisettimanalmente a New York da Eurofly (www.eurofly.it). Ricordate che il periodo di alta stagione va dal 1 giugno al 15 settembre, quello di bassa stagione dal 1 novembre al 31 marzo.



 

Tasse di ingresso-imbarco

L'ingresso ai Parchi nazionali costa generalmente 12 USD.  

Se avete intenzione di visitare più di 3-4 parchi conviene acquistare l' America The Beautiful Pass: costa 80 USD (per auto) e consente l' accesso a ogni parco USA entry fee (www.nationalparks.org). Ha validità di 1 anno.

 

Per accedere ai Navajo Tribal Parks (ad es. Monument Valley) è richiesto il pagamento di una tassa di 5 USD.

 

Spostarsi e trasporti

Voli interni

Gli Stati Uniti hanno un territorio così vasto che, per spostarsi, gli americani si servono dei voli aerei interni con la stessa frequenza con cui noi prendiamo il treno.

Pensate: da New York a Los Angeles si impiegano 5 ore di aereo, 6 ore per arrivare a San Francisco, solo 3 ore per giungere a Miami...

I voli di collegamento tra le principali città del Paese sono molto frequenti: ci sono ben 25 voli giornalieri da New York a Los Angeles, San Francisco e Miami mentre per raggiungere città come Boston o Washington sono disponibili voli navetta ogni 30 min.

Via internet, e con un certo anticipo, è possibile spuntare buone tariffe per i voli aerei interni con le 16 compagnie aeree low cost che operano sulla costa orientale degli U.S.A. Tra queste segnaliamo: American Trans Air (www.ata.com), l'unica ad offrire voli low cost per le Hawaii (Honolulu); Indipendence Air (www.flyi.com) e Southwest Airlines (www.southwest.com) con ottime tariffe via Washington e Chicago rispettivamente per Las Vegas, Los Angeles, Boston, Chicago e Washington (Indipendence Air).

Per Miami provate Spirit Airlines (www.spiritair.com), Song Air (www.flysong.com) e USA 3000 Airlines (www.usa3000airlines.com), queste ultime interessanti anche per raggiungere le Bahamas.

Mezzi pubblici

A chi ama l'avventura, ma soprattutto può permettersi un lungo soggiorno in USA, il viaggio attraverso i vari stati in autobus a prezzi decisamente economici, è caldamente consigliato.

Il pullman rappresenta il mezzo più utilizzato per gli spostamenti interni in quanto comodo, confortevole ed economico al tempo stesso.

I collegamenti sono frequentissimi: giusto per fare un esempio, ci sono ben 50 corse al giorno che collegano New York e Washington!

L'acquisto dei biglietti avviene normalmente almeno 1 ora prima della partenza.

La compagnia di pullman Greyhound (www.greyhound.com), principale compagnia nazionale, offre pass (Ameripass) valevoli per tutte le linee e tutte le fermate senza alcun limite di kilometraggio. Tale pass può essere acquistato solo in Italia prima della partenza tramite un'agenzia di viaggi e ha validità di 4-7-15 o 30 gg.. Il prezzo varia in proporzione. In alternativa si può optare, per la ancor più economica Green Tortoise (tel.800-227-4766).


La rete ferroviaria Amtrak (numero verde 1-800-321-8684; www.amtrak.com), serve solo le medie e grandi città e non è così capillare come per es. in Italia.

Ciò non toglie che per alcune tratte (per es. New York-Washington) sia preferibile il treno all'aereo per rapidità e comfort.

Anche qui sono disponibili comodi pass. USArailpass è conveniente se pensate di utilizzare prevalentemente il treno per i vostri spostamenti: presentandolo allo sportello viene emesso il biglietto che poi dovrete presentare al controllore unitamente al pass e al passaporto.

Mezzi a noleggio

Il modo migliore per vedere gli Stati Uniti in autonomia è l' automobile.

Ci si può affidare ad una delle numerose compagnie di auto noleggio con filiali in Italia, ma non è certamente un problema affittare un auto direttamente all'aeroporto d'arrivo.

Una cosa da tenere ben presente nel momento in cui si sceglie la "taglia" della macchina è che il concetto americano di "piccolo" è altamente opinabile dato che, a differenza di noi, sono abituati a spazi immensi e a cose enormi.

Quindi ciò che per loro è "piccolo" per noi normalmente è grande. Per farvi un esempio noi (conoscendo le loro misure) avevamo acquistato una macchina piccola su un sito che vendeva auto a nolo in tutto il mondo.

Quando siamo arrivati lì abbiamo trovato un'auto a 5 porte, una nuovissima Dodge Caliber 1800 o 2000 dotata di aria condizionata, antifurto satellitare, e impianto stereo. L'unico difetto era l'assenza di chiusura centralizzata. Ovviamente la signora del noleggio ha cercato in tutti i modi di dirci che era troppo piccola e che era meglio cambiarla ma per noi andava benissimo. Sarebbe stata perfetta anche per 4 persone che viaggiano leggere (nel bagagliaio ci stavano 3 grossi valigioni).

Tra l'altro non dimenticatevi che più è grossa l'auto più consuma e quindi spenderete molto di più di benzina. E se fate tante miglia ciò influirà molto sul vostro budget.

Possedere una carta di credito per noleggiare un'auto è indispensabile (il nome sulla carta di credito dev'essere lo stesso di chi noleggia la vettura; in caso contrario si viene indicati come secondo guidatore e ciò fa scattare una sovratassa).

 

 

Praticamente tutte le auto americane hanno il cambio automatico. Quindi dite addio alla frizione!

Al suo posto un mega pedale per il freno e uno più piccolo per l'acceleratore. Preparatevi, perchè nei primissimi minuti le frenate accidentali si sprecheranno: il piede sinistro vola sul freno indipendentemente dalla vostra volontà, abituato com'è a cercare la frizione.

Ecco le tre lettere principali che dovrete conoscere:

La P vi serve per parcheggiare e, in generale, per far stare ferma l'auto.

La R è la retromarcia.

La D vi serve per guidare.

Poi c'è la N = folle; e la L = marce molto basse.

 

Quando percorrerete le infinite e deserte distese americane, e non vedrete l'ombra di una macchina, e un sacco di segnali stradali che indicano il limite di velocità, la tentazione di accelerare sarà spesso irresistibile.

Non lo fate!!! Appena commettere la più piccola delle infrazioni la macchina della polizia vi si materializzerà davanti agli occhi piena di lucine colorate come un albero di Natale.

In base alla nostra esperienza le zone più controllate dalla polizia sono quelle dentro e in prossimità dei parchi, dove vi consigliamo di osservare rigorosamente i limiti di velocità, che spesso sono di sole 25 miglia all'ora.

A noi è capitato (dentro allo Yosemite National Park) di essere fermati da un ranger infuriato. In questi casi ricordatevi che non siete in Italia, in Usa le regole sono diverse. Quindi rimanete dentro alla macchina, tenete le mani ben visibili sul volante (per eccesso di zelo noi, prima di aprire il finestrino, abbiamo chiesto il permesso al poliziotto), rivolgetevi a lui chiamandolo Sir, e dite sempre I'm sorry dopo che lui vi avrà sciorinato le vostre colpe.

Nel nostro caso noi eravamo colpevoli di eccesso di velocità. In quel tratto del parco bisognava andare a 25 miglia mentre noi ne facevamo 48 (quasi il doppio). Dopo averlo ascoltato in religioso silenzio, gli abbiamo spiegato che avevamo letto che il limite di velocità dentro il parco era di 45 miglia e che non ci eravamo accorti del cartello che ne indicava 25 (era la verità). Il poliziotto dopo averci visti affranti, totalmente remissivi e in buona fede (i "mi scusi" e gli "ha ragione lei" si sono sprecati) ci ha lasciati andare senza farci la multa ma dicendoci di stare attenti e che il suo era solo un avvertimento (warning). Viste le premesse iniziali gli abbiamo chiesto quasi increduli se un warning significava che dovevamo pagare qualcosa e lui ci ha confermato di no.

Ma ricordatevi che se per caso un poliziotto vi mette in mano un foglietto di carta è finita: trattasi di multa da pagare! E, se non vorrete diventare cittadini indesiderati in Usa, vi consigliamo di pagarla.

In ogni caso abbiamo notato un generale ‘ammorbidimento' dei poliziotti nei confronti dei turisti. Sarà a causa della grave crisi economica che l'America sta attraversando ma in effetti il turista sembra diventato un bene prezioso da trattare col guanto di velluto, posto ovviamente che il turista in questione dimostri di conoscere e rispettare le regole americane.

Attenzione quindi anche a rispettare rigorosamente gli stop e a fermarvi se ci sono pedoni che devono attraversare sulle righe. Vale la regola di sopra: fatelo anche se non la vedete la polizia è presente.

 

Lo stato delle strade è ottimo anche se abbiamo notato che le strade in California sono mediamente in peggiori condizioni rispetto agli altri Stati da noi visitati e che i cartelli stradali sono fatti meno bene.

Per esempio, negli altri Stati, prima di ogni uscita indicavano sempre cosa c'era (Motel 6, Super 8, McDonald,...) mentre in California no! E per di più i californiani su molte strade si limitano ad indicare le uscite fornendo solo il nome delle vie senza numerarle o indicare il nome della città. Decisamente poco pratico.

L'organizzazione degli altri Stati è, a nostro avviso, di gran lunga superiore.

 

Attenzione ad alcune particolarità:

- i semafori a tre luci sono collocati dopo l'incrocio e non prima come da noi. Quindi, dovrete fermarvi ben prima, altrimenti, se vi fermate all'altezza del semaforo, verrete a trovarvi nel bel mezzo dell'incrocio!

- svolta a destra ad un incrocio: se siete sul limite destro della strada in genere potete girare a destra anche con il semaforo rosso dopo esservi assicurati di avere via libera. Ciò vale in California, Utah, Arizona, Wyoming...

- non parcheggiate mai in corrispondenza di un idrante, davanti alla fermata di un autobus o dove c'è il cartello Tow away (che significa "rimozione forzata").

- quando uno scuolabus giallo si ferma è obbligatorio che vi fermiate anche voi in entrambi i sensi di marcia.  Se vi trovate dietro allo scuolabus non dovrete assolutamente superarlo finchè i lampeggianti sono arancione.

 

 



 

Altri mezzi

Patente

E' sufficiente la patente italiana alla quale consigliamo di affiancare una traduzione giurata in inglese (in caso di controlli da parte della polizia o di incidenti).

Molte compagnie di noleggio non noleggiano automobili alle persone che non abbiano compiuto i 25 anni (e di conseguenza è pure vietato guidare una macchina a chi abbia meno di tale età); altre compagnie, come la Alamo, consegnano la macchina a chi ha compiuto i 21 anni, ma si deve pagare una sovratassa giornaliera variabile (dipende dalle leggi di ogni Stato): in questo caso consigliamo di evitare gli Stati del sud (Texas, Mississipi, Alabama e Georgia) dove sono in vigore leggi che potrebbero creare dei problemi a chi guida con meno di 25 anni.

Il contratto di noleggio indica anche che tipo di benzina che dovrete usare: normale (regular), super (hightest) o super senza piombo (unleaded).

 

Le autostrade (national interstate highways) di solito sono gratuite mentre solo alcuni tratti (toll roads o tumpikes) sono a pagamento.

Prima di immettervi in strada consultate sempre una carta stradale (le trovate gratis nelle stazioni di servizio): la segnaletica indica il numero della strada che si incrocia unita alla sua direzione geografica, raramente sono indicati i nomi delle città.

Carburante

Il prezzo della benzina è diverso di Stato in Stato.

All'interno dei Parchi nazionali il prezzo della benzina aumenta sensibilmente per cui vi conviene tenerne conto.

Regola aurea del viaggiatore on the road: fate benzina appena potete, anche se avete il serbatoio quasi pieno. Vi capiterà di attraversare zone desertiche dove non troverete un benzinaio nemmeno a pagarlo oro.



 

Hotel e pernottamento

Il luogo più comodo ed economico dove trascorrere la notte rimane il motel. Se ne incontrano ovunque, nelle città ma anche lungo la strada.

Molti offrono servizi adatti a rilassarsi dopo tanti km percorsi in auto, come piscina, vasca idromassaggio, televisore ed aria condizionata.

I costi vanno per una camera doppia con bagno dai 20 agli 80 dollari: dipende dalla zona in cui ci si trova, da Stato a Stato e anche dai giorni della settimana in cui si pernotta (costa di più durante il weekend).

I motel si possono grosso modo distinguere a seconda della catena cui appartengono: Super 8 (buoni, 40-80 $ la doppia), Motel 6 (meno cari ma un po' più brutti), Travelodge (ottimi), Econolodge, Best Westwern (ottimi).

I Motel americani rappresentano la soluzione più comoda ed economica.

Sono sempre situati in prossimità delle uscite autostradali (quindi facilmente raggiungibili) e, proprio come nei film, le camere sono solitamente disposte su uno o due piani.

Davanti alla camera potete parcheggiare l'auto.

Chiedete sempre, se possibile, una stanza silenziosa perché altrimenti potrebbe capitarvene una affacciata sulla strada e potreste non dormire sonni tranquilli.

 

Appena arrivati negli Usa entrate in un qualsiasi albergo delle 4 catene della fascia economica e prendete gratuitamente il libretto in cui vengono indicati tutti i Motel della catena presenti nelle varie città americane. Noi abbiamo apprezzato particolarmente quello della catena dei Motel 6, molto ben organizzato: c'è la cartina di tutti gli Stati americani con tutti i motel presenti in ogni Stato e per ciascuno viene indicato il costo, come raggiungerlo, quali caratteristiche presenta, quali servizi offre (piscina, internet free,...). 

I Motel offrono gratis anche depliants e cartine stradali. 

Ricordatevi, se volete risparmiare, di scegliere la città dove dormire anche in base al prezzo, alcune non hanno nemmeno la maggiorazione del weekend.

Noi ci siamo trovati benissimo con i Motel 6 che offrono uno standard minimo più che adeguato alle nostre esigenze: sempre puliti, offrono il caffè la mattina e camere spaziose (alcune vecchie, altre nuove, dipende dalla struttura), l'aria condizionata non manca mai (gli americani non possono vivere senza), quasi sempre c'è la piscina (mai usata perché con un viaggio on the road si arriva la sera e si riparte la mattina presto), e spesso vi sono servizi come la lavanderia o Internet wireless gratis.

La doccia era sempre spettacolare! Calda e con un getto da paura.Alcune camere hanno il frigo, altre no, quindi, se ci tenete particolarmente, chiedetelo!

Di solito, allo stesso prezzo (ma chiedete sempre per sicurezza), vi danno una camera con un letto queen size (trattasi del famigerato letto alla francese) o una con due letti queen size. Ovviamente noi optavamo per quella a due letti. Nei Motel 6 generalmente non hanno il letto king size (il lettone mega tipicamente americano).  

I prezzi dei Motel sono sempre fissi e normalmente non trattabili, a meno che non disponiate degli sconti dei coupons oppure non andiate in bassa stagione (forse allora sono più disposti a qualche sconto).  Una sola volta ci è capitato di avere uno sconto per una suite con idromassaggio in un Super 8, ma solo perché era l'ultima camera rimasta e la ragazza ci aveva presi in simpatia.

Nei Motel 6 si spende da un minimo di 48 US$ (30 euro circa per due persone) ad un massimo (a Jackson, vicino a Teton e Yellowstone) di 96 US$.  

Il venerdì e il sabato quasi tutti gli alberghi aumentano le tariffe. Alcuni le raddoppiano addirittura.

 

In alta stagione (in generale va da giugno ai primi di settembre, ma dipende dalle città) cercare un motel economico dalle 19 in poi in certi posti altamente turistici può essere difficile perché moltissimi turisti (soprattutto americani) sul far della sera iniziano a cercare l'albergo.

Se volete evitare di girare a vuoto basta che arriviate nel pomeriggio o, meglio ancora, chiedete al Motel dove alloggiate di prenotarvi una stanza nella successiva città in cui intendete andare. L'operazione è totalmente gratuita dato che si tratta della stessa catena.  

Gli alberghi, per segnalare se hanno o meno stanze libere, utilizzano la scritta Vacancy (la camera c'è) oppure No Vacancy (nessuna camera libera).

In generale tenete presente che nel territorio indiano la ricettività alberghiera è davvero scarsa, i prezzi tendono ad alzarsi e la qualità ad abbassarsi.

Comunque, anche nella situazione peggiore, quando arrivate alle 22 e non riuscite a trovare una camera in un albergo di fascia economica, non rimarrete certo per strada. Basta provare in alberghi un po' più costosi per trovare qualcosa.  

 

Normalmente i Motel 6 mettono sempre a disposizione del caffè caldo dalle 6 del mattino. Alcuni offrono anche del tè.

Portatevi un thermos e riempitelo di caffè (lì tutti i camionisti fanno così). Scelta grandiosa perché trovare un caffè in certe lande desolate a volte è un'impresa quasi impossibile. Poi potete comperarvi pane da toast e marmellata per fare la colazione in camera. Anche perché verso le 6 del mattino è difficile trovare qualcosa aperto.

 

In generale negli alberghi i bambini (sono considerati tali fino a 17 anni!) non pagano mentre gli adulti che dormono nella stessa camera pagano un supplemento di circa 3 dollari a testa. Spesso ci è addirittura capitato di vedere ristoranti offrire pranzi gratis ai bambini. Ecco perché le famiglie americane, nonostante siano numerose (mediamente hanno almeno 2-3 figli), viaggiano molto. Praticamente i bambini che viaggiano coi genitori sono quasi ininfluenti dal punto di vista economico.

 

Differente è il discorso per gli alberghi che mediamente applicano prezzi a partire da 100 dollari per una doppia con bagno (American Hotel and Lodging Association, 1201 New York Avenue, Suite 600, Washington, tel. 202-2893100, www.ahla.com).

Il servizio di prenotazione è gratuito se effettuato tra alberghi della stessa catena.

La carta di credito è sempre richiesta a titolo di garanzia.

E' bene ricordare che i letti americani sono molto più grandi dei nostri per cui una doppia può andar bene anche per 4 persone (se siete tra amici potete risparmiare in tal modo un bel po' di soldi!).
E' consuetudine lasciare una mancia di 1-2 dollari a facchini, accompagnatori e portieri d'albergo.

 

In America hanno l'abitudine di dire sempre i prezzi esentasse. Ricordatevi quindi di chiedere sempre quanto costa con le tasse soprattutto negli alberghi dove le tasse influiscono parecchio (anche se dipende dallo stato in cui vi trovate).

 

Una soluzione interessante può essere quella di pernottare in un ranch. I dude ranches sono semplici e confortevoli e rendono possibile partecipare alla vita dei cow-boys.

Per spendere un po' di meno, ma avere anche meno comodità, ci si può rivolgere anche a qualche fattoria: un po' ovunque famiglie di agricoltori offrono camere a chi intende soggiornare al di fuori dei percorsi più battuti.

Gli ostelli costituiscono una soluzione che va bene per i giovani con un budget limitato.

Posizionati in centro città o nelle regioni più turistiche richiedono la prenotazione preventiva e, in massima parte, la tessera di soci (Hostelling international, 8401 Colesville road, Suite 600, Silver Spring, tel. 301-4951240, www.hiayh.org; YMCA, 101 North Wacker Drive, Chicago, tel. 312-9770031, www.ymca.net).

Ci sono anche alberghi per sole donne (YWCA): i costi sono leggermente più alti di quelli degli ostelli.

Il campeggio libero è vietato, ma vi sono ben 20.000 aree attrezzate soprattutto per i camper, mezzo molto amato dagli americani per spostarsi (KOA, Kampgrounds of America, P.O. box 30558, Billings, Montana, tel. 406-2487444; www.koakampgrounds.com; National Park Service, www.nps.gov; USDA, National Forest Service, www.fs.fed.us).



 

Cucina e mangiare

Un po' come per dormire, trovare un punto di ristoro in USA non é un problema.

Anche lontanissimi dai maggiori centri, sarà sempre possibile trovare un fast food o un piccolo ristorantino dove consumare un pranzo.

Per la prima colazione in media si spende dai 2 ai 7 dollari, un pranzo in uno snack-bar costa circa 7-16 dollari, 15-35 in ristorante; più cara la cena, sempre in ristorante (20-50 dollari).

Chi desiderasse qualcosa di più può approfittarne per provare tutti i tipi di cucina mondiali: francese, italiana, greca, indiana, cinese, coreana, vietnamita, ecc. ecc.

Il breakfast inizia presto, intorno alle 7.30, e può essere un pranzo vero e proprio: pancetta affumicata, salcicce, frittata o uova strapazzate, salumi e formaggi vari o, per chi preferisce il dolce, muffins e pancakes da mangiare con sciroppo d'acero e bevendo spremute e caffè a volontà.

Variante più lenta, ricca e domenicale della prima colazione è il brunch, generalmente servito tra le 11 e le 15, una via di mezzo tra la prima colazione e il pranzo.

Per pranzo le abitudini sono molto sbrigative, il lunch time è veloce. In genere si mangia molta carne, presentata in tutti i modi: ci sono fino a 10-15 tipi di cottura per lo steak. Le bevande si bevono ghiacciatissime, sempre.

Ricordate che per pranzo, nei ristoranti i prezzi possono scendere anche del 40% e che, se decidete di concedervi una visita in un ristorante famoso o alla moda, a pranzo è molto più facile trovare posto che non alla sera quando è sempre indispensabile prenotare anche con qualche giorno di anticipo.

Se poi desiderate cenare in camera d'hotel sappiate che potete ordinare i piatti che volete a un ristorante o deli: quasi tutti i locali fanno volentieri questo servizio a domicilio senza costi aggiuntivi. Naturalmente la mancia alla consegna è però obbligatoria. 

Mangiare dopo le 19 in Usa (nella zona parchi, non nelle grandi città) può rivelarsi assai difficile. Alle 21-22 i ristoranti chiudono e non vi resterà che il fast food, l'unico a tenere aperto 24 ore su 24. Anzi, in certe cittadine, anche il fast food chiude alle 22. Quindi regolatevi di conseguenza.

 

Se decidete di mangiare al sacco, potete acquistare generi alimentari nei vari supermercati o presso i distributori di benzina che troverete un po' dovunque. Procuratevi per pochi dollari una scatola-frigorifero in polistirolo da riporre nell'auto: riempitela di ghiaccio e mettetevi al fresco bibite e alimenti deperibili. Il ghiaccio lo troverete distribuito gratuitamente presso tutti gli hotel/motel oppure potete acquistarlo in grandi sacchi nei supermercati.


Quando entrate in un ristorante americano, a meno che non ci sia un cartello con scritto Please, seat yourself dovrete attendere all'ingresso che un cameriere vi faccia accomodare al tavolo. Quindi, non sedetevi al primo tavolo libero che trovate o a quello che vi piace di più: sare invitati ad alzarvi e ad attendere.


Il discorso della mancia nei ristoranti americani merita un discorso a sè.

I camerieri sono forse l'unica categoria di lavoratori pagati meno del minimo sindacale; 2 dollari l'ora è una paga comune e questo proprio perché la mancia è parte integrante del loro salario. Non lasciare la mancia significa non pagare il cameriere per il lavoro che ha svolto quindi, quando si va a mangiare al ristorante la mancia è una spesa da mettere senz'altro in conto.

In altre parole: scelgo di andare a mangiare in ristorante ed essere servito e pago separatamente il cibo e chi me lo serve...

Lo stesso discorso vale anche per il bar, anche se scegliete di consumare al banco.

In genere si lascia una mancia pari al 15-20% del conto. Alcuni ristoranti vi presenteranno già nel conto la mancia consigliata da lasciare: verificatelo sempre prima di pagare.

Se pagate con carta di credito, ricordatevi di riempire la casella Gratuity che compare nel conto (altrimenti rischiate che lo faccia direttamente il cameriere).

Tenete anche presente che ai conti dei ristoranti e degli hotel va aggiunto un 5-10% del totale in imposte locali. Prima di ordinare verificate perciò se i prezzi esposti le includono o no.

 

Moneta e cambio

La moneta statunitense, semmai ci fosse bisogno di ricordarlo, è il dollaro, suddiviso in 100 cents, e presente con monete da 1 (penny), 5 (nickel), 10 (dime), 25 (quarter), 50 (half dollar), e con banconote da 1, 2, 5, 10, 20, 50 e 100 dollari aventi tutte la stessa dimensione.

Conviene sempre cambiare gli euro in dollari qui in Italia e partire, se possibile, anche con un po' di spiccioli in tasca per pagare le prime piccole spese.

Le carte di credito sono accettate praticamente ovunque (anche per pagare il semplice panino al fast food) e in alcuni casi, come per il noleggio di un'automobile, diventano indispensabili.

Le banche in genere rimangono generalmente aperte al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00 (gli orari possono variare da Stato a Stato e da città a città).

Per prelevare contanti con la carta di credito ci si può affidare ai numerosi sportelli automatici, aperti 24 ore il giorno.

Se invece avete necessità di contante e non ci sono banche o sportelli automatici nei pressi potete anche fare così: nei supermercati acquistate quello di cui avete bisogno e pagate con il bancomat, richiedendo che vi venga saldata una cifra superiore.

 

 

Cambio attuale:

1 Euro = 1,37 Dollaro USA
1 USD = 1,00 Dollaro USA

dati aggiornati al 25/10/13

 

Posta e telefono

Il servizio postale degli USA è molto efficiente.

In genere gli uffici rimangono aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00 e il sabato dalle 8.00 alle 15.00 anche se in alcune zone osservano orari elastici. Nei piccoli centri gli uffici postali in genere si trovano all'interno dei drugstores.

I francobolli si possono acquistare oltre che agli uffici della posta, presso hotel, aeroporti, fermate dell'autobus, negozi o centri commerciali (distributori automatici, ma costano di più e si vendono a blocchetti).

Il servizio telefonico USA funziona bene e non è particolarmente costoso.

I telefoni pubblici presenti ovunque funzionano con monete da 5, 10 e 25 cents, ma é possibile anche reperire schede telefoniche prepagate da 5, 10, 20, 40 e 50 dollari (in vendita presso supermercati, drugstore, negozi di souvenir ecc.).  Alcuni apparecchi accettano pure le carte di credito.

Per telefonate interurbane bisogna aggiungere sempre il numero 1 prima dell'area code (es. 1-212-718-2778). Se, al posto del numero 1 mettete lo 0, parlerete con l'operatore del centralino.

Quando trovate dei prefissi 1-800, 1-888, 1-877 o 1-866 significa che la telefonata è toll free ossia l'equivalente del nostro numero verde (lo hanno in genere le catene alberghiere, le compagnie d'autonoleggio, le compagnie aeree ecc.) 

E' possibile anche trovare numeri telefonici composti da lettere: in questo caso basta guardare la tastiera del telefono per trovare il numero corrispondente. Sotto ogni numero infatti, ci sono tre lettere: ad es. sotto il numero 1 ci sono le lettere a, b, c, sotto il 2 d, e, f e così via, quindi se le prime due lettere sono f ed a, dovrai comporre rispettivamente 2 ed 1.

Il prefisso telefonico dall'Italia per gli Stati Uniti è 011, cui segue il prefisso del distretto più il numero desiderato.
Per telefonare in Italia dagli Stati Uniti tramite centralino bisogna fare lo zero e chiedere dell'overseas operator (è il centralinista che ti collega con l'estero).

Se invece si vuol chiamare direttamente bisogna comporre il prefisso 01139 seguito da numero dell'abbonato.

Con carta prepagata dovrete comporre il numero gratuito che compare sulla carta e che inizia per 1-800. Ascoltate la voce registrata e digitate il codice segreto (PIN) presente sulla carta; solo successivamente digitate lo 01139 seguito dal numero dell'abbonato completo di prefisso con lo 0.

Una carta prepagata da 10 USD vi consente già una buona autonomia. Il credito si consuma più rapidamente se farete telefonate numerose e brevi quindi sappiatevi regolare.

Per chiamate a carico del destinatario: 1-800-5437662 (collect call AT&T); 1-800-2348259, 1-800-8888000 (collect call MCI); 1-800-3663050 (collect call Sprint); 80-02994176 (collect call Worldcon ).

Evitate le telefonate intercontinentali dalle camere dell'hotel: spesso costano il doppio, e anche di più, di quelle effettuate da qualsiasi telefono pubblico. Talvolta gli hotel fanno pagare la telefonata anche se il telefono squilla a vuoto: informatevi prima!

Negli U.S.A. i tradizionali cellulari dual band (900, 1800 MHz) non funzionano; serve un cellulare che funzioni con la frequenza 1900 Mhz (Tri-band).

Per non spendere troppo, acquistate una Sim locale prepagata (e, possibilmente, verificate la sua compatibilità mentre siete ancora dal venditore).

 

Per comunicare via internet troverete molte zone wifi oppure internet point. Se volete andare sul sicuro, ricordatevi che le biblioteche pubbliche dispongono sempre di uno o più accessi internet gratuiti.

 

Sanità

I servizi medici negli Stati Uniti sono eccellenti ma molto costosi, anche diverse centinaia di dollari per una notte di ricovero in ospedale. Per questo motivo, stipulare una buona polizza sanitaria prima della partenza è assolutamente indispensabile. In caso di bisogno è sufficiente comporre lo zero da un qualsiasi telefono pubblico ed informarsi sul punto di soccorso più vicino; si può inoltre chiedere l'intervento di un'ambulanza.

Una raccomandazione per le persone che intendono recarsi nel Paese: fare molta attenzione al West Nile Virus, è molto pericoloso e non esiste antidoto. Ultimamente si parla di un propagarsi dei casi in tutto il Paese . Si stanno seguendo alcuni casi a LA, nello Stato del Wyoming e dell'Idaho. Per saperne di più...

 

Sicurezza

Nelle grandi città prestate maggior attenzione rispetto ai piccoli centri. La regola essenziale da osservare con la massima attenzione anche se può sembrare banale consiste nel sapere sempre dove si è. Il che significa che se improvvisamente ci si scopre in una zona deserta significa che c'è qualcosa che non va e se questo succede di notte è peggio ancora.

Ricordate di notte di mettere sempre le sicure in auto e di evitare di fermarvi per soccorrere sconosciuti, limitatevi ad avvertire telefonicamente la polizia.

Gli oggetti di valore è meglio non lasciarli in auto, chiudeteli a chiave nel baule, depositate il denaro o gli oggetti preziosi nelle casseforti degli alberghi ed usate carte di credito e travellers' piuttosto che denaro contante.

Gli intensificati controlli a seguito degli atti terroristici dell'11 settembre 2001 potranno creare disagi per attese e difficoltà durante i controlli in aereoporti, stazioni, ingressi ai musei ecc.

In caso di fermo di polizia (anche nel caso di infrazioni stradali) seguire disciplinatamente le istruzioni che vi verranno date.

 

Sono previste forti pene in caso di detenzione di sostanze stupefacenti.

 

Comportamenti

La mancia, negli Stati Uniti, è il modo più comune per manifestare gratitudine: ciò che per noi italiani rappresenta un gesto simbolico, negli States è un vero e proprio "obbligo". Chi non lascia mance, generalmente, lascia ad intendere di avere subito un servizio decisamente scadente. In genere si lascia il 15-20% del conto a baristi e camerieri di ristorante, mentre qualche dollaro può andar bene per i facchini o le cameriere degli hotel. Non si usa invece lasciare denaro ai portieri d'albergo, salvo il fatto che non abbiano reso qualche servizio di particolare utilità.

 

Viaggiare con bambini

In generale negli alberghi i bambini (sono considerati tali fino a 17 anni!) non pagano mentre gli adulti che dormono nella stessa camera pagano un supplemento di circa 3 dollari a testa.

Spesso ci è addirittura capitato di vedere ristoranti offrire pranzi gratis ai bambini. Ecco perché le famiglie americane, nonostante siano numerose (mediamente hanno almeno 2-3 figli), viaggiano molto. Praticamente i bambini che viaggiano coi genitori sono quasi ininfluenti dal punto di vista economico.

 

Viaggiatori disabili

 

Sarà probabilmente a causa dell'obesità imperante che costringe moltissimi americani ghiotti di fast food sulla sedia a rotelle (scordatevi di vedere le prosperose e bellissime ragazze sulle spiaggia, alla Baywatch, le più belle sono sempre straniere, perlopiù europee), sta di fatto che l'America è un paese idilliaco per i disabili.

Il disabile lì è una persona totalmente indipendente (non come in Italia) grazie alla totale assenza di barriere architettoniche e alla presenza massiccia di strutture atte a facilitargli la vita: i mezzi pubblici sono dotati di elevatori, i locali pubblici sono accessibili, gli hotel hanno sempre almeno una camera adeguatamente attrezzata, nei Parchi Nazionali vi sono percorsi senza barriere (grazie a pavimentazioni o a delle passerelle costruite ad hoc), vi è una notevolissima disponibilità da parte di tutti nel cercare di aiutare il disabile in difficoltà.

E' normalissimo vedere un disabile prendere l'autobus da solo (l'autista si fa in quattro per aiutarlo e i passeggeri aspettano in religioso silenzio), e anche nei supermercati e nei centri commerciali vi sono con larghe corsie e "sedie elettriche" a disposizione dei clienti.

 

Curiosità

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Guide e libri

 
 

Geografia e territorio

Gli Stati Uniti (United States of America) confinano a nord con il Canada, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con il Messico e il Golfo del Messico, ed a ovest con l'Oceano Pacifico.

Per estensione sono il quarto Paese al mondo.

Dei 51 Stati che li compongono, 48 occupano la metà meridionale del Nordamerica, all'estremità nordovest si estende l'Alaska e, nell'Oceano Pacifico, l'arcipelago delle Hawaii; a questi 50 Stati si aggiunge il Distretto Federale (District of Columbia, sede del governo federale).

Dagli USA dipendono inoltre, sotto varia forma, nell'America Centrale lo Stato di Puerto Rico, le Isole Vergini e la baia di Guantanamo a Cuba; nell'Oceano Pacifico l'isola di Guam e l'arcipelago delle Marianne, le isole Midway, Samoa Americane, Caroline e Marshall.

 

Il territorio degli Stati Uniti, geologicamente parlando, vede partendo da est, le pianure costiere atlantiche che si estendono fino al versante sud del Paese in corrispondenza del golfo del Messico; il sistema dei Monti Appalchi; le Pianure Centrali; la cordigliera delle Montagne Rocciose con i connessi altopiani e le catene costiere prospicienti l'Oceano Pacifico.

Il sistema degli Appalachi si estende per circa 2500 km interessando anche il Canada; è segnato dal fiume Hudson a nord del quale si ergono i Monti della Nuova Inghilterra, mentre nella parte meridionale spicca la catena degli Allegheny.

La grande fascia territoriale che si frappone tra gli Appalachi e le Montagne Rocciose, attraversata dal corso del fiume Mississippi e dal suo affluente Missouri, prende il nome di Pianure Centrali.

Bacino tettonico, le Pianure Centrali comprendono tre zone fondamentali: a nord il Bassopiano Centrale esteso intorno alla zona dei Grandi Laghi delimitato ad est dagli Appalachi; ad ovest la Valle del Missouri, mentre il rimanente territorio è occupato dalla gigantesca pianura alluvionale del Mississippi che inizia dal punto in cui il fiume Ohio confluisce nel Mississippi e termina nelle pianure costiere del golfo del Messico.

Il principale asse idrografico è costituito proprio dal sistema Mississippi-Missouri, che convoglia nel Golfo del Messico anche le acque di affluenti quali il Wisconsin, l'Illinois, l'Ohio, il Tennessee da sinistra, il Platte, il Kansas, l'Arkansas e il Red River da destra. Uno sviluppo minore hanno i fiumi del versante atlantico (Hudson, Potomac, Savannah).

Le Montagne Rocciose, formate da una serie di catene d'origine vulcanica, offrono nel Parco Nazionale di Yellowstone uno spettacolo vulcanico particolare, rappresentato dai geysers. Culminano nei 4399 m del monte Elbert in Colorado.

L'ultimo grande elemento strutturale del territorio statunitense è rappresentato dalle catene occidentali che si estendono dall'Alaska, dove troviamo il monte McKinley alto 6194 m, fino alle coste della California e alla depressione della Valle della Morte.

I laghi sono molto numerosi: i più estesi sono il Michigan, l'Huron, l'Erie, l'Ontario e il Superiore, dei quali soltanto il primo appartiene interamente agli USA.

 

Ecologia e ambiente

© Flavia Daneo / iMondonauti.it
Zion N.P.: delicati fiori occhieggiano tra le rocce

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Clima e meteo

Gli USA hanno un clima essenzialmente temperato benché molto vario in rapporto sia alla vastità del territorio sia alla sua conformazione, ad eccezione dell'Alaska che ha caratteristiche subpolari.

La parte orientale del Paese interessata dall'aliseo e dalle masse d'aria d'origine atlantica è colpita da precipitazioni durante tutto l'arco dell'anno, in particolar modo nella zona meridionale.

Le temperature in inverno risentono degli influssi polari nelle regioni della Nuova Inghilterra, poco protette dagli Appalachi, ma si estendono anche più a sud.

New York, ad esempio, pur essendo situata sul mare e ad alla stessa latitudine di Napoli, ha inverni freddi e gelidi. Migliore la situazione durante l'estate, con temperature che si aggirano su medie di 20°-25° C.

Caratteri climatici diversi si trovano nella parte più meridionale del territorio: qui le temperature d'inverno vanno dai 12° C di una città come New Orleans, ai 20° C della Florida, mentre d'estate si elevano notevolmente arrivando anche a più di 30° C.

Le precipitazioni sono abbondanti come pure frequenti sono gli uragani provocati dallo scontro tra masse d'aria fredda continentali e masse d'aria calda tropicali.

Di tipo continentale è il clima nei territori delle Pianure Centrali. Le temperature variano secondo l'altitudine dai -6° C ai 5 ° C durante il mese di gennaio, e dai 20° ai 27° C nel mese di luglio, prendendo come campione gli Stati del Minnesota e del Tennessee.

Per quanto riguarda il clima delle regioni occidentali, la zona delle Montagne Rocciose è notoriamente arida con precipitazioni annue massime di 370 mm; il termometro varia da medie inferiori allo 0 durante la fase invernale fino ai 20° C dell'estate.

Un discorso a parte merita la Valle della Morte all'interno della quale si raggiungono le temperature più alte dell'intero pianeta, anche fino a 50° C all'ombra in estate.

La costa pacifica è caratterizzata invece da modeste escursioni termiche tra inverno ed estate: il clima è spesso gradevole, quasi di tipo mediterraneo, ed ha contribuito non poco allo sviluppo di uno Stato come la California.

Da giugno ad ottobre (e talvolta novembre) possono verificarsi uragani anche a latitudini più basse delle usuali. Per info in tempo reale: www.nhc.noaa.gov

 

Popolazione

La popolazione degli Stai Uniti è formata al 75% da genti di origine europea, al 12% di origine africana, 5,4% di origine italiana, 4% di origine asiatica e 1% di origine amerindia.

In totale, tra il 1820 e il 1984, 50 milioni di persone provenienti da tutti i Paesi europei sono entrate nel crogiolo americano.

La popolazione negra, discendente dagli schiavi importati dall'Africa fino al secolo scorso, è insediata ancora oggi prevalentemente negli Stati del Sud, anche se New York si può considerare la più grande città nera del mondo.

Gli Stati delle Pianure Centrali, come Kansas, Iowa, Dakota o Minnessota sono, etnicamente parlando, più vari anche se la prevalenza è rappresentata da popoli d'origine anglosassone o slava. Stesso discorso può essere valido per l'Ovest dove si registra una forte presenza di popoli d'origine ispanica, mentre il nord ovest ha attirato principalmente slavi, scandinavi e tedeschi.

 

Lingua

A livello federale nessuna lingua viene considerata lingua ufficiale dello Stato; di fatto, la lingua più diffusa è l'inglese, affiancato dallo spagnolo parlato da un considerevole numero di persone specialmente negli Stati del sud e nelle grosse città.

Tra gli amerindi sono parlati gli idiomi sioux, navaho e hopi.

 

Religione

© Flavia Daneo / iMondonauti.it
Giovane ebreo ortodosso

Grazie all'enorme varietà delle etnie presenti nel Paese ogni religione vi è rappresentata.

Il 45% della popolazione degli USA è di fede protestante (battisti, metodisti) mentre il 40% è cattolica; minoranze di mormoni e di ortodossi.

Sono poi presenti comunità di musulmani, buddhisti, shintoisti, indu e animisti; notevole è anche la percentuale d'atei stimata intorno al 9%.

Gli ebrei sono circa il 2,5% della popolazione; per quanto riguarda la rimanente popolazione ricordiamo anche le religioni delle tribù native americane, tra le più antiche del Paese.

 

I valori religiosi rappresentano una parte importantissima nella vita degli americani come aveva dimostrato anche la vittoria di Bush che, durante la sua campagna elettorale, aveva puntato più sui valori familiari e sociali che sul rilancio dell'economia americana.

Fenomeno tipicamente americano sono poi le tv and web churches ossia le chiese presenti solo attraverso la televisione e il web.

Tali "chiese" spesso celano grosse truffe, come hanno evidenziato recenti indagini, che si concretizzano in forti richieste di denaro ai fedeli, denaro necessario, teoricamente, a finanziarle.

 

Storia

Abitata originariamente dai nativi americani poi occupata e sfruttata da olandesi, svedesi, francesi e spagnoli, l'origine degli Stati Uniti risale alla Dichiarazione d'Indipendenza proclamata da 13 colonie britanniche nel 1776. Tali colonie, trasformatesi in Repubbliche confederate (Delaware, Pennsylvania, New Jersey, Rhode Island, Georgia, Connecticut, Massachusetts, Maryland, Carolina del Sud, New Hampshire, Virginia, New York, Carolina del Nord), conobbero un periodo di incertezza politica e istituzionale in relazione alla formalizzazione dei rapporti reciproci, finché si riunì una Convenzione a Filadelfia (maggio 1787) che preparò la Costituzione federale che, con alcuni emendamenti posteriori, vige tuttora.

Il 4 marzo 1789 nascevano gli Stati Uniti di cui Washington fu primo presidente. Durante il XIX sec., ai 13 Stati fondatori si aggiunsero via via altri Stati e i confini si estero fino a coprire tutto il Nord America.Nella prima metà del XIX sec. iniziava intanto la colonizzazione del West attraverso continui scontri con le popolazioni indiane. Nel 1845 venivano ammessi il Texas e la Florida e, dopo pochi anni, anche California e Nuovo Messico entravano nell'Unione. Allorché si trattò di considerare i nuovi Stati dell'Ovest come schiavisti o antischiavisti nacquero gravi contrasti fra il Sud schiavista e il Nord che aveva abolito la schiavitù.

L'elezione a Presidente del repubblicano Lincoln accelerò la secessione che si formalizzò nel 1861 con la creazione degli Stati confederati dell'America sotto la presidenza di J. Davis. Ne seguì la Guerra civile che terminò nel 1865. Nello stesso anno Lincoln veniva assassinato. Agli inizi del 1900 (Roosvelt) gli USA sono già una potenza imperiale mondiale. L'attacco giapponese a Pearl Harbor (7 dicembre 1941) determinò l'entrata degli USA nella Seconda Guerra Mondiale la cui fine fu affrettata dall'uso della bomba atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945). Dopo la fine della Guerra gli Stati Uniti diventarono la principale super potenza mondiale, posizione rafforzatasi con il crollo dell'Unione Sovietica avvenuto nel 1991, ma già il presidente Kennedy (1960) aveva avviato una politica di distensione unita ad uno sforzo riformistico interno teso anche a fare progredire la causa dei negri.

In seguito all'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 da parte di terrostisti islamici appartenenti ad Al Qaeda, gli Stati Uniti hanno esteso la lotta al terrorismo oltre i confini nazionali abbattendo prima il regime dei talebani in Afghanistan e poi iniziando una guerra in Iraq, guerra che ha portato al crollo del regime di Saddam Hussein, ma che ha anche creato un forte clima di instabilità non solo nell'area medio-orientale ma in tutto il mondo.

 

Costituzione

Repubblica federale democratica, gli Stati Uniti sono una federazione di cinquanta Stati più un Distretto federale, District of Columbia, sede del governo.

La Costituzione è la più antica tra quelle scritte ancora in vigore: risale al 1787, fu approvata definitivamente il 4 marzo 1789.

Oltre alla Costituzione bisogna ricordare i Dieci Emendamenti, che costituiscono la Dichiarazione dei Diritti nella quale sono affermate le fondamentali libertà costituzionali.

Il potere legislativo spetta al Senato e alla Camera dei rappresentanti (House of Representatives): assieme formano i Congresso. Entrambi sono eletti dal popolo.

Il potere esecutivo spetta al Presidente della Repubblica, affiancato da un vice presidente, eletto ogni 4 anni.

L'elezione del Presidente avviene in modo indiretto: i cittadini eleggono i grandi elettori che, a loro volta, eleggono il Presidente. Ogni Stato possiede un numero di grandi elettori pari al numero di deputati e senatori che lo Stato esprime.

La scelta del candidato alla presidenza avviene attraverso le elezioni primarie. Il meccanismo elettorale spinge i candidati a concentrare i propri sforzi negli Stati in cui il risultato è maggiormente incerto trascurando gli Stati in cui la vittoria finale è più scontata.

Il potere giudiziario è esercitato dalla Corte Suprema i cui membri sono nominati dal Presidente e dai tribunali federali.

 

Situazione politica

L'11 settembre 2001 gli Stati Uniti venivano sconvolti da gravi attentati terroristici. Il 7 ottobre dello stesso anno gli USA, insieme alla Gran Bretagna, con l'appoggio dei Paesi della NATO e con il consenso di molti Paesi musulmani, dava inizio alla campagna bellica denominata Enduring Freedom (Libertà Duratura) contro obiettivi militari in Afghanistan che porteranno alla caduta del regime dei talebani.

Nel corso del 2002 maturava un'altra grave crisi internazionale che sfocerà, l'anno successivo, nell'attacco all'Iraq e al regime di Saddam Hussein. Terminate le operazioni belliche, l'esercito rimaneva in Iraq per garantire la sicurezza del Paese ma il bilancio di questa impresa si rivelava gravoso sia in termini economici che in termini di perdite di vite umane sia statunitensi che irachene. Nonostante la popolarità del Presidente G. Bush fosse data in calo, nel 2004 questi veniva riconfermato presidente degli Stati Uniti battendo il candidato democratico Kerry.

Tra i punti più controversi della sua amministrazione ricordiamo l'accusa di aver falsificato le prove contro Saddam Hussein (possesso di armi di distruzione di massa e appoggio al terrorismo internazionale) al fine di giustificare l'entrata in guerra contro l'Iraq, la mancata adesione al protocollo di Kyoto (sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera che contribuisco all'aumento del riscaldamento globale), la politica fiscale che ha aumentato in maniera notevole il debito pubblico americano.

Il 4 novembre 2008, in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi che vedevano opporsi il candidato repubblicano J. McCain al candidato democratico B. Obama, la vittoria è andata al candidato democratico che ha ottenuto un numero di Grandi Elettori tale da consentirgli di diventare il 44esimo Presidente degli U.S.A.

L'insediamento ufficiale di Barack Obama è avvenuto il 20 gennaio 2009.

 

 

Economia

L'economia statunitense è, per tecnologia sviluppo e diversità, la più potente del mondo.

I fattori che hanno permesso il suo sviluppo sono due: la disponibilità di uno spazio esteso e ricco di risorse naturali, e l'afflusso di milioni di persone da tutto il mondo che, richiamate dalla possibilità di occupare e sfruttare questi territori, hanno creato attraverso l'accumulo d'ingenti capitali un sistema di produzione liberista e capitalista

La superficie agraria degli USA si estende su poco più di 428 milioni di ha, pari cioè a ca. il 45% del territorio nazionale, ma solo il 3% della popolazione americana lavora nel settore agricolo.

Ne consegue che l'agricoltura privilegia una tecnica di tipo estensivo con una forte meccanizzazione del lavoro.

Immense coltivazioni di granoturco, grano, avena, orzo, segale e altrettanto imponenti allevamenti di bestiame (bovini, ovini, suini) sono una caratteristica costante del panorama americano.

Gli USA sono anche uno dei massimi produttori di cotone coltivato nel settore meridionale del Paese (Texas, Alabama, Louisiana, Arkansas, Mississippi). Abbondante e di qualità la produzione del tabacco, la cui coltura si concentra negli Stati orientali (Carolina del Nord, Kentucky, Virginia, Connecticut, Florida, Maryland).

Per quanto riguarda la pesca, gli Stati Uniti sono il quinto Paese in assoluto più pescoso al mondo.

Notevole il patrimonio forestale, soprattutto negli Stati del Nord, che fa degli USA il massimo produttore mondiale di legname.

Alla base della potenza industriale statunitense è tuttavia la larghissima disponibilità di fonti energetiche (carbon fossile, diffuso in particolare nella regione degli Appalachi; petrolio in Texas e gas naturale).

L'industria è altamente competitiva e specializzata nella produzione di apparecchi high tech.

Secondo Paese al mondo nella produzione automobilistica, ha una crescita industriale costante in settori quali quello petrolifero, siderurgico, aerospaziale, chimico, elettronico e minerario.

L'elevato reddito medio dei cittadini americani consente poi il prosperare di tutta una serie di industrie per la produzione di beni di consumo i più diversi. Sviluppatissimo il terziario (trasporti, attività commerciali ad essi legati, scuole private ecc.) e l'industria turistica.

 

Festival e tradizioni

Le 11 feste nazionali celebrate negli USA sono: il 1° gennaio Capodanno, il terzo lunedì di gennaio compleanno di Martin Luther King (Martin Luther King Day), il terzo lunedì di febbraio giorno del Presidente (President's Day), il terzo lunedì di maggio Memorial Day, il 4 luglio giorno dell'Indipendenza (Indipendence Day), il primo lunedì di settembre festa del lavoro (Labour Day), il secondo lunedì di ottobre Columbus Day, il primo martedì di novembre Election Day, l'11 novembre Veterans Day, il quarto giovedì di novembre giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day) e il 25 dicembre il Santo Natale. Durante queste festività gli uffici, le banche e molti negozi e ristoranti restano chiusi. Altre manifestazioni di particolare importanza che si festeggiano in alcune città sono: San Patrizio il 17 marzo a New York e Boston, il Patriot's Day il 18 aprile nel Massachusetts e il Mardi Gras ovvero il carnevale durante il mese di febbraio a New Orleans.




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