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Guida Bali

Un’atmosfera da sogno, senza tempo. La natura tropicale che pervade lo spazio circostante, le spiagge lunghe e assolate, i templi sacri, la vivace vita notturna e le manifestazioni culturali e artistiche di rilevanza internazionale, rendono Bali una delle mete più gettonate e famose tra le oltre 13000 isole che formano la Repubblica Indonesiana.

Passaporto e visto per entrare a Bali

Prima di ammirare le meraviglie di Bali, è necessario fare un po’ di chiarezza in ordine a passaporto e visti necessari per l’ingresso. Per entrare in Indonesia, infatti, qualsiasi viaggiatore italiano deve essere in possesso passaporto con validità minima di 6 mesi dal giorno del suo arrivo nel Paese. Il visto, invece, al costo di 38€, è richiedibile presso qualsiasi Ambasciata Indonesiana in Italia ed è obbligatorio per chiunque arrivi nel Paese per motivi di lavoro, sia per coloro che giungono in visita con voli speciali, non di linea.
I turisti, invece, al semplice costo di 20€, potranno richiedere il visto turistico: valido un mese, esso si potrà richiedere comodamente in aeroporto. Per evitare di incorrere in sanzioni, si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite e di non superare il periodo di permanenza in essi indicato.

Bali: cosa vedere

Immensi gli spunti di visita per conoscere Bali. Tra le principali attrazioni, il tempio Pura Luhur Uluwatu in cima a una scogliera, il Pura Tanah Lot, affacciato sul mare e il Pura Luhur Batukau, circondato dalla natura benefica. Per chi è in cerca di paesaggi sconfinati, non c’è luogo migliore di Jatiluwih. Completamente circondata dalle risaie terrazzate, incanta con i suoi scenari da favola, quelli in cui ancora si possono ammirare gli uomini lavorare sapientemente il riso.
Tra le destinazioni più in voga tra i turisti, non si può certo tralasciare Ubud: a soli 30 chilometri da Denpasar, Ubud è considerata la capitale culturale di Bali, con le sue tradizionali sculture in pietra, i suoi pittori naif, la spettacolare grotta dell’elefante e l’imperdibile tempio di Bangli, immerso in una foresta di bambù e palme da cocco. Ma, in un viaggio a Bali, non si può certo perdere una visita all’antica capitale di Klungkung, la suggestiva grotta dei pipistrelli di Goa Lawah e il magico tempio Besakih. Pur essendo famosa nel mondo intero per i magici scenari offerti dalle sue incredibili spiagge, le località di Kuta, Legian e Sanur – le più battute dal turismo di massa – iniziano a soffrire di un certo declino, dato dal rumore e dalla sporcizia che, inevitabilmente, porta il turismo. Il resto dell’isola, inoltre, non è certo avaro di scorci panoramici. Basti pensare alla zona settentrionale di Bali, ricca di laghi, vulcani, montagne e le incontaminate spiagge di Singaraja, caratterizzate da acque cristalline e sabbia nera. E, siccome Bali si conferma una destinazione a portata di tutta la famiglia, spazio anche al divertimento. Chi preferisce crogiolarsi al sole, può decidere di alternare la tintarella a variopinte immersioni subacquee, jet ski, windsurf, sci nautico e persino paracadutismo al traino. Inoltre, mentre i più ardimentosi potranno provare l’ebbrezza del rafting sulle rapide, gli altri potranno cimentarsi con la pesca d’altura, partite di golf, escursioni a cavallo, a piedi o in mountain bike.

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Il fuso orario a Bali

Arrivando a Bali, il viaggiatore italiano dovrà aver cura di spostare le lancette del proprio orologio in avanti di ben 7 ore oppure di 6 quando in Italia è in vigore l’ora legale. Quindi, quando in Italia le lancette batteranno mezzogiorno, a Bali saranno già le 19.

Bali: quando andare

Ma quand’è il periodo migliore per visitare Bali? Mentre gli europei preferiscono farlo durante l’alta stagione, gli australiani prediligono i mesi di dicembre e gennaio, gli indonesiani amano dicembre, luglio e il periodo subito dopo il Ramadan.La stagione migliore per visitare Bali, resta quella secca, compresa tra aprile e ottobre.
Le piogge scarse e il bel tempo, assicurano un viaggio ideale.

Quanto stare

Come una tentazione irresistibile, è quasi impossibile non lasciarsi inondare dal fascino emanato da Bali. Quindi, sarebbe opportuno, prima di partire, decidere quanto tempo restarci effettivamente, giacché chi avrà deciso di rimanere solo qualche giorno, potrebbe rimpiangere la scelta di non aver pianificato un soggiorno più lungo. Per una visita approfondita e accurata dei luoghi più importanti del Paese, occorrono almeno 15 giorni.

Da mettere in valigia

In valigia, spazio a un abbigliamento comodo, fresco e informale in cotone, con scarpe comode, occhiali, cappelli a falde larghe e scarpe di gomma per evitare di tagliarsi con le punte acuminate dei coralli. Da non dimenticare la necessaria farmacia da viaggio e creme solari per evitare scottature.

Voli per Bali

Dall’Italia, Bali è raggiungibile con voli di linea grazie alle compagnie aeree Emirates, Qatar Airways, Air France, con scalo a Parigi, Cathay Pacific, KLM, Lufthansa, Singapore Airlines e Thai. Per arrivare a Bali da Jakarta, il turista avrà una duplice possibilità: in aereo con AirAsia, oppure dopo un lungo viaggio con la compagnia di autobus Sari Express. Da Giava, invece, ci si può imbarcare sui traghetti che partono da Ketapang-Banguwangi e arrivare a Gilimanuk.

Tasse di ingresso e imbarco

Per raggiungere Bali, inoltre, è necessario pagare la tassa di imbarco, il cui costo si aggira sulle 150.000 rupie per i voli internazionali e di 30.000 rupie per quelli nazionali.

Spostarsi e trasporti

I mezzi pubblici a Bali

Le distanze non eccessive da un luogo all’altro, un’ottima rete stradale e i trasporti pubblici piuttosto efficienti, consentono di visitare Bali in tutta comodità. I maggiori villaggi di Bali sono raggiungibili in autobus che, però, non brillano di certo per velocità ed efficienza. Un’altra alternativa per raggiungere e visitare i villaggi balinesi, è costituita dai bemo,caratterizzati da prezzi e distanze direttamente indicati sulle fiancate dei veicoli. Inoltre, se decidete di spostarvi in taxi, abbiate cura di scegliere quelli della Blue Bird Group, con il simbolo dell’airone, e diffidate da quelli con la scritta Taksi.

Mezzi a noleggio

Anche il noleggio auto è una valida alternativa per visitare Bali: una circolazione piuttosto caotica, la mancanza di un’efficiente indicazione stradale e regole non sempre rispettate, però, potrebbero rendere difficile guidare a Bali. Noleggiare una macchina con autista costa 25-30 euro al giorno e circa 50 euro se desiderate anche una guida che parli in italiano. Più contenuti i costi se si decide di noleggiare un fuoristrada. Per chi sceglie di visitare Bali in modo avventuroso, si può pensare a noleggiare una moto, al costo di 130 rupie indonesiane oppure una bicicletta, sicuramente molto pittoresca.

Altri mezzi

Tra gli altri mezzi di trasporto, c’è da tener presente che tutti i principali porti di Bali sono collegati tra loro da imbarcazioni private e piroscafi appartenenti alla compagnia di navigazione PELNI e inoltre, da Bali, ci si può servire dei traghetti per raggiungere Nusa Penida e Lombok.

Dormire a Bali: hotel e pernottamento

Quanto alle strutture ricettive, Bali offre una scelta davvero molto ampia. Le maggiori località turistiche di Bali offrono alberghi di lusso, alberghi di categoria intermedia e i caratteristici losmen. Inoltre, è possibile trovare ospitalità proprio nei villaggi: in questo caso, la sistemazione è gratuita, ma l’ospite si può sdebitare regalando qualcosa di proprio.

Mangiare a Bali

I ristoranti e i classici warung, variopinte bancarelle che offrono cucina locale tradizionale, sono disseminati praticamente ovunque e offrono un tipo di cucina piuttosto allettante. Oltre alla raffinata cucina balinese, si trovano anche quella internazionale e quella italiana.
Attenti, però, se scegliete il pesce: le bilance, tendenzialmente, sono tarate in modo errato, per eccesso, con la conseguenza che il pesce peserà di più, facendo schizzare verso l’alto il prezzo.
In questo caso, sarebbe opportuno scegliere prima il pesce e, solo in un secondo momento, contrattare il prezzo, non tenendo in considerazione il peso. Tra i piatti tipici di Bali, non si può non assaggiare il porcellino da latte cotto al forno, avendo cura di ordinarlo con un giorno di anticipo, le rane fritte, anatra e pollo farciti e succulenti involtini di riso. Da non perdere, ovviamente, un assaggio di pesce e frutti di mare, oltre che della spettacolare e coloratissima frutta tropicale.

Comportamenti

Benché i comportamenti degli occidentali siano, generalmente, accettati, è bene attenersi alle principali regole di comportamento. Anche se il contatto fisico tra persone dello stesso è piuttosto consueto, a Bali è meglio evitare effusioni o scambi di tenerezze tra persone di sesso opposto, anche se legate sentimentalmente tra loro. Non bisogna mai indicare qualcosa o qualcuno con il dito medio, bensì con il pollice, non servirsi o mangiare con la mano sinistra, non incrociare le gambe e mai esibire la pianta del piede. Da evitare accuratamente lo stare in piedi accanto ad una persona che, al contrario, è seduta o toccare i bambini. Questa, in realtà, appare come una prescrizione: la testa, infatti, per i balinesi, è la parte più importante del corpo umano, giacché è da essa che entra la divinità che genera la vita. Quando si accede ai templi, in segno di rispetto per la divinità, è necessario cingersi i fianchi con una fascia di stoffa. I turisti sono sempre accolti con benevolenza, offrendo loro cibi e bevande. E’ buona educazione accettare questi doni ma essi si potranno consumare solo dopo un invito esplicito e mai prima del padrone di casa.

Viaggiatori disabili

Pu essendo così battuta dal turismo, Bali presta poca attenzione alle esigenze dei disabili. Purtroppo, le barriere architettoniche sono davvero numerose e raramente si potranno trovare rampe di accesso facilitato per i portatori di handicap. Questa difficoltà, si riverbera anche sulle strutture alberghiere: anche in alberghi di fascia media, un disabile potrà incontrare una certa difficoltà di sistemazione adeguata alle proprie necessità.

Curiosità

Considerata uno dei luoghi con la maggiore concentrazione di templi, a Bali, tutti i villaggi, sono caratterizzati da almeno tre templi. Il primo, Pura Puseh, è quello più antico, dedicato alla comunità e da cui si origina il villaggio; il Pura Desa, quello in cui si concentrano tutte le cerimonie della collettività e, infine, il Pura Dalam, il tempio dei morti, dedicato alle divinità della morte e della cremazione. Ciò che non tutti sanno, però, è che a Bali si può scoprire a chi è dedicato il tempio, anche solo contando il numero dei tetti, sempre in numero dispari. Qualche esempio? Nove tetti, indicano il dio del lago, sette per gli dei del riso e della prosperità, cinque per il dio del mare e uno per lo spirito degli antenati. Solo Shiva, particolarmente amato e venerato, ne conta 11, cioè il massimo.

Festival e tradizioni

A Bali, di certo, non mancano i motivi per festeggiare: celebrazioni di festività e cerimonie religiose, sono disseminate lungo tutto l’arco dell’anno. Le cerimonie più importanti, tradizionalmente, si tengono ben due volte al mese: una, per commemorare la luna piena e l’altra, per rendere omaggio alla luna nuova. Tra le principali occasioni di festa a Bali, non possiamo certo dimenticare il Nyepi, per il novilunio di marzo o aprile, il Purnama Kedasa, che segue il plenilunio dopo Nyepi e le famigerate feste di Besakih e di Pura Batur che durano 11 giorni. Ovviamente, poi, le occasioni di festa, non finiscono certo qui. Per i balinesi, ogni ricorrenza della vita, va puntualmente celebrata: non solo nascita, i primi passi del bambino, la caduta e limatura dei denti e il matrimonio, ma anche morte e cremazione. Se vi trovaste a Bali in occasione di tali festeggiamenti e riceveste un invito a prenderne parte, abbiate cura di vestirvi con sobria eleganza e di portare con voi un piccolo ma gradito dono. Da non perdere, se arrivate a Bali nel periodo compreso tra metà giugno e metà settembre, il Pesta Seni di Denpasar, il famigerato festival delle arti, ricco di mostre, balli, danze e musiche tradizionali.

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