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Guida Laos

Il fatto che la città di Louang Prabang, città simbolo del Laos, sia tutelata dall’Unesco, la dice lunga su quanto questa terra sia bella e caratteristica. Contrariamente a come si potrebbe pensare, non è solo il Paese delle pagode e della stupa, ma anche dei panorami mozzafiato e sconfinati che lasciano sempre a bocca aperta i turisti. Che sono ancora pochi, per la verità, il che rende questa zona del sud-est asiatico ancor più affascinante, perché selvaggia e incontaminata. Il bello del Laos è che un Paese pacifico, dove la vita scorre lentamente. Le auto procedono quasi a passo d’uomo, producendo pochissimo inquinamento acustico, la gente è gentile e paziente e la religione non è un’ossessione, ma una convinzione radicata. E in un periodo in cui la globalizzazione e i suoi effetti, spesso negativi, impazzano, cosa si può desiderare di più?

Passaporto e visto per il Laos

Chi si accinge a partire per il Laos deve portare con sé sia il visto che un passaporto valido. Non esiste un’ambasciata laotiana in Italiana. Quella più vicina è a Parigi. Il visto turistico, tuttavia, può essere richiesto all’aeroporto di Luang Prabang o a quello di Vientiane: ha un costo di 35 dollari e, per ottenerlo, occorre presentare due copie del visa approval già compilato e due fototessere. Ma essendo tali norme spesso soggette a variazioni, è bene verificare sempre queste informazioni prima di partire.

Laos: cosa vedere

Da non perdere, tra le tante meraviglie che il Laos ha da offrire ai suoi visitatori, c’è certamente la capitale Vientiane. Non è da meno Luang Prabang, dove la natura e lo spirito buddhista la fanno da padroni. I templi che caratterizzano la zona hanno fatto la fortuna di questa splendida città, particolarmente apprezzata dagli appassionati di archeologia e storia antica. Chi ha la possibilità di soggiornare a lungo nel Laos, in ogni caso, farebbe bene a programmare una visita anche nel resto di questo bellissimo Paese. Vale la pena andare nella zona nordorientale, per esempio, per ammirare la Piana delle Giare, oppure in quella nordoccidentale, dove il melting pot e la mescolanza di etnie hanno dato vita a città ed atmosfere meravigliosamente uniche. Da programmare, sicuramente, una capatina al fiume Mekong, sulle cui rive si sono sviluppati piccoli villaggi e si trovano templi ed edifici storici.

Laos: quando andare

Non c’è un momento che sia migliore di altri per visitare il Laos. Qualunque periodo dell’anno, in linea di massimo, è perfetto. Da maggio ad ottobre, però, possono verificarsi piogge frequenti, che non rovinano la vacanza ma potrebbero causare, comunque, qualche imprevisto, soprattutto nel caso in cui abbiate programmato escursioni in zone impervie. Nei mesi di novembre e dicembre, tuttavia, il Laos è al massimo del suo splendore. Non piove più, i fiumi sono pieni d’acqua e la natura cresce rigogliosa e incontaminata. Anche la stagione delle secche offre paesaggi imperdibili, perché il fiume si ritira leggermente e fa spazio ad orti e prati sconfinati.

Quanto stare

La vacanza nel Laos non può durare meno di quattro giorni, che saranno comunque sufficienti solo ed esclusivamente per far tappa a Louang Prabang e a Ventiane. Avendo a disposizione 10 o 15 giorni, invece, si potrebbe programmare una visita in Vietnam e Cambogia e girare il Paese in lungo e in largo.

Da mettere in valigia

Portate abiti sobri e discreti e che rispettino, soprattutto, la filosofia delle popolazioni asiatiche, molto più tradizionaliste di quelle europee. Evitate, dunque, abiti succinti e troppo corti. Preferite capi che coprano braccia, spalle, petto e gambe. Se vi recate nel Laos nella stagione secca, mettete in valigia una giacca a vento, un maglione e un paio di scarpe comode. Ricordate di portare, inoltre, cappellino, occhiali da sole, farmaci e delle fototessere nel caso in cui ci siano particolari esigenze burocratiche.

Come arrivare: i voli per il Laos

Il Laos non è direttamente collegato agli aeroporti italiani. Il modo più rapido per raggiungerlo è quello di fare scalo a Bangkok per poi ripartire alla volta di Vientiane, dove ha sede un aeroporto ben attrezzato. Da Cina, Cambogia e Vietnam, questo Paese del sud-est asiatico è facilmente raggiungibile. Chi arriva via terra non dovrebbe avere particolari problemi, perché i valichi di frontiera tra Paesi confinanti sono sempre più o meno liberi.

Tasse di ingresso-imbarco

Al momento di fare ingresso nel Laos bisogna sborsare trenta dollari a titolo di tasse aeroportuali, mentre in uscita se ne pagano solo dieci. Accertatevi di averli in contanti, in moneta locale oppure in dollari. Per sicurezza, portate sempre con voi qualche dollaro in più.

Spostarsi e trasporti

I voli interni tra le principali città del Laos sono gestiti da Lao Aviation, compagnia di bandiera del Paese, che fanno rotta su Vientiane, Louangphrabang, Pakse e Savannakhet. I velivoli in uso non sono il massimo, tant’è che non ci sono garanzie sulla sicurezza nel caso in cui si verifichino condizioni atmosferiche avverse. Spesso, prima di raggiungere la destinazione, fanno scalo in un altro aeroporto.

Mezzi pubblici

Nel Laos non c’è una rete ferroviaria, ragion per cui il mezzo di trasporto più utilizzato è l’autobus. Purtroppo, però, i collegamenti non sono capillari e gli orari sono spesso approssimativi. In più, sono sempre stracarichi di merce e gente del posto. Il che non è propriamente un difetto, se si considera che conoscere le popolazioni locali è sempre un’esperienza interessante.

Mezzi a noleggio

La soluzione più comoda, sul fronte dei trasporti, consiste nel noleggiare un’automobile con autista una volta giunti sul posto. A Vientiane si può scegliere tra fuoristrada, pickup e auto, ma è sempre meglio contattare prima le aziende: l’Asia Vehicle Rental, al numero 21-21-217493 e la Khounta Rental al 21-513127. Nelle principali città, in alternativa, troverete anche motorini e biciclette da affittare direttamente negli alberghi. In ultimo, potreste rivolgervi ad un’agenzia locale: c’è la Asco Laos, per esempio (856-21213570) che organizza spostamenti all’interno del territorio di competenza. È gestito da gente italiana, affidabile e disponibile, che offre un servizio impeccabile e pianifica il viaggio in tutti i suoi dettagli.

Altri mezzi

Il mezzo più indicato per spostamenti brevi è il tuk-tuk, che è anche divertente. Si tratta di moto, bici o motocarri che sono stati riadattati dalle gente del posto per il trasporto dei passeggeri. Sono economici e più pratici degli autobus, sconsigliati per le visite turistiche. Occhio ai taxi: accordatevi sul prezzo prima che il tassista ingrani la marcia, onde evitare di incorrere in spiacevoli sorprese. Quanto alla rete stradale, occorre sottolineare che non tutte le strade del Laos sono perfettamente asfaltate. Tuttavia, si sta cercando di rimediare pian piano. Ciò nonostante, ci sono autocarri e pullman che fanno salire i turisti a bordo ovunque si trovino, in cambio di cifre veramente irrisorie e basate sulla lunghezza del percorso. Con un po’ di fortuna, addirittura, potreste provare l’ebbrezza di salire a bordo di un tipico sawngthaew, un camioncino dotato di panche e sedie di plastica con un telo in nylon che ripara dal vento. Non è il massimo della comodità, certo, ma a bordo si possono fare ottime conoscenze.

Hotel in Laos: dove dormire

Nelle zone decentrate e rurali, dove i turisti non si spingono quasi mai, le strutture ricettive scarseggiano. Ci sono vari hotel, guesthouses e pensioni, invece, nelle città principali, con fasce di prezzo per tutte le tasche. In genere si pernotta spendendo dai 20 agli 80 dollari al massimo, ma ci sono anche soluzioni low-cost che permettono di soggiornare con 3 o 6 dollari in una camera senza bagno. Dieci se volete i servizi igienici tutti per voi.

Cucina del Laos

La cucina del Laos, bene o male, segue la tradizione asiatica. E dunque, riso a volontà, accompagnato con verdure, pesce e carne di ogni tipo. A differenza di quella thailandese non è piccante, ma è comunque molto saporita e speziata. Qua e là è possibile trovare qualche ristoratore che segue la tradizione francese, offrendo ai commensali patè, croissant e perfino calde baguette appena sfornate. Si pranza e si cena con poco: il prezzo di un pasto completo può variare, a seconda del posto, dai 2 ai 15 dollari. Da provare le pietanze servite dalle bancarelle che si trovano lungo le strade più affollate delle città.

Comportamenti

Come già detto, chi si reca nel Laos deve tassativamente rispettare la cultura orientale. Niente abiti succinti, solo capi che non lascino in mostra nudità o parti del corpo maschile e femminili. Nei luoghi di culto, in particolare, i laotiani sono rigorosissimi. Ricordate sempre di togliervi le scarpe ogni qualvolta vi accingete ad entrare in una pagoda, dove non dovrete mai rivolgere la pianta dei vostri piedi verso l’effige che raffigura Buddha. In generale, per le strade, non siate mai chiassosi. Vi accorgerete subito che la gente del luogo bisbiglia e non fa mai chiasso per rispetto degli altri. Nei luoghi d’arte, resistete alla tentazioni di toccare con mano le opere che state visionando. Stesso discorso per i magnifici fiori in cui vi imbatterete in ogni angolo del territorio: guai a strapparli, potrebbero rimproverarvi. E infine, evitate gli atteggiamenti affettuosi. Nel Laos non è buon costume che una coppia si tenga per mano o si baci in pubblico.

Festival e tradizioni

In questo Paese c’è sempre una buona ragione per fare festa. Le ricorrenze preferite dalla popolazione, però, sono il Capodanno, la festa del lavoro, quella delle donne e il giorno della nazione, in cui si ricorda la vittoria, avvenuta nel 1975, del Partito comunista. L’anno nuovo, nel Laos, si saluta ad aprile: la festa dura per tre giorni e la cerimonia finale, alla quale tutti partecipano indossando abiti tradizionali, è condita da danze e canti della tradizione popolare. Tutte le altre ricorrenze sono religiose e cadono in concomitanza con i principali eventi che hanno caratterizzato la vita di Buddha. Si tratta, ad esempio, della feste delle acque, che segna la fine del ritiro dei monaci, durato oltre novanta giorni, in occasione della quale si fanno sfilare sul Mekong tantissime barche colorate con a bordo candele, fiori ed incenso. A novembre, ancora, i monaci si radunano nel monastero di That Luang, dove i fedeli, a loro volta, si riversano per portare offerte al tempio, marciare in processione e partecipare, per ultimo, ad un grande spettacolo pirotecnico.

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