Autori:
Gian Andrea Pagnoni, Fabrizio Tabarelli , Silvia Rusca
Foto:
Michele Falzone, Fabrizio Tabarelli
Aggiornamenti di: Andrea Bicini, Gian Andrea Pagnoni, Fabrizio Tabarelli
ultimo aggiornamento: 31/5/2011
La Cina si sviluppa su di un area così vasta e offre al turista aspetti così diversi che può essere considerata più un continente che un Paese. Tali e tante sono infatti le differenze geografiche, climatiche, umane, linguistiche e ambientali che la caratterizzano che una conoscenza profonda risulta alquanto difficile anche a chi vi abbia speso lunghi periodi di tempo.
Spostandosi da e per i diversi confini del Paese passiamo attraverso climi, ambienti, paesaggi, etnie e culture profondamente diversi.
La parte nord è da sola un sub continente perché va dalle terre desertiche orientali del Taklamakan, dominate da popolazioni musulmane Uguiri, alle steppe mongole del Gobi meridionale e all'area subtemperata della Manciuria a nord di Pechino.
L'area centrale presenta un'enorme varietà di ambienti, da quelli rurali con i tipici terrazzi coltivati a riso alle zone industriali e alle zone minerarie che sono il motore dello sviluppo cinese e contemporaneamente del suo rapido degrado ecologico.
La parte meridionale è di tipo subtropicale ed alterna aree rurali ad enormi piantagioni di te (come lo Yunnan), a gradi metropoli occidentali (come Shangai e Hong Kong).
Infine, ma non ultimo, il Tibet, le cui caratteristiche geografiche, etniche e culturali ne fanno un Paese a se stante e per il quale abbiamo redatto una guida apposita.
Il turista che però si approcci a visitare la Cina per la prima volta, non deve dimenticare che questo è ancora un Paese in via di sviluppo e che come tale deve essere trattato e giudicato.
La maggior parte dei turisti che visita il Paese ne resta spesso delusa, e questo è dovuto a diversi motivi.
Dal punto di vista paesaggistico le aree di maggiore bellezza sono quelle più esterne come la Manciuria, il Tibet e lo Xinjiang, per il resto andando da nord a sud vedrete un susseguirsi di aree urbane e periurbane spesso collegate tra loro e inframezzate da una campagna estremamente antropizzata il cui orizzonte è spesso caratterizzato da centrali a carbone o nucleari.
Dal punto di vista sociale vi troverete spesso in mezzo ad una moltitudine chiassosa di cinesi, un vero e proprio esercito brulicante di operosità dal mattino presto alla sera tardi, abituato a distanze fisiche inferiori alle nostre e spesso intento a sputare per terra, poco interessato ad imparare l'inglese perché poco interessato a comunicare realmente con "l'altro", a meno che non vogliano vendere qualcosa.
Dal punto di vista architettonico i cinesi non hanno il concetto di restauro conservativo per cui la maggior parte degli edifici storici (dalla grande muraglia agli hutong di Shangai) di fatto sono continuamente ricostruiti con materiali nuovi ed hanno, ai nostri occhi, un aspetto finto.
Chi è interessato a vedere le bellezze del Paese generalmente si affida ad agenzie di viaggio. Chi viaggia in modo indipendente entrerà spesso in fiumi umani opprimenti, perderà (a causa della elevata incomunicabilità) alcune delle bellezze architettoniche della Cina, ma capirà molto meglio il Paese, i cinesi e soprattutto gli si aprirà una finestra mentale sul perché il secolo entrante viene definito - da storici, economisti e sociologi - il "secolo cinese".
E' necessario avere il passaporto in regola con le marche da bollo annuali e con ancora almeno 6 mesi di validità dal momento dell'entrata in Cina.
E' necessarioessere in possesso del visto d'ingresso.
Non è previsto il rilascio di visti ai posti di frontiera per cui, coloro che all'arrivo in territorio cinese ne risulteranno sprovvisti, verranno respinti o obbligati al pagamento di multe elevate.
Il visto costa 30 euro e viene rilasciato in una settimana, se urgente in 3 gg..
Viene rilasciato un visto collettivo per un minimo di 6 partecipanti dietro l'invio della fotocopia del passaporto, una foto tessera, e un modulo compilato e firmato in cui vanno indicati residenza e professione.
Via Hong Kong è possibile effettuare visti di ingresso in Cina in giornata. E' necessario rispettare i termini di scadenza del visto, per non incorrere nelle pesanti multe previste per i contravventori pari a 500 yuan/rmb al giorno di penale con un massimale di 5000 yuan/rmb (circa 500 euro).
E' possibile prorogare la validità del visto turistico cinese per un massimo di 30 giorni presentando domanda, tramite agenzie autorizzate o direttamente, all'Ufficio di Pubblica Sicurezza di domicilio temporaneo.
Caso a parte per chi si rechi in Cina per un periodo superiore a 1 anno. In questo caso sarà necessario eseguire tutta una serie di controlli medici (HIV, epatite) prima della partenza ed allegare i documenti sia per l'ottenimento del visto sia per l'ottenimento del permesso di soggiorno temporaneo in Cina.
Chi viaggia indipendentemente e quindi cerca di avere il visto da sè, deve necessariamente rivolgersi al CVASC (Chinese Visa Application Service Center; a Roma si trova in Viale Regina Margherita 279, tel. 0644250240, fax. 0644260770, Romacentre@visaforchina).
Al costo del visto di 30 euro vanno aggiunti 36 euro di diritti d'agenzia.
Per maggiori informazioni: www.fmprc.gov.cn (anche in inglese, francese e spagnolo).
Da notare che anche per il solo transito sul territorio cinese (pur senza scendere dal mezzo di trasporto) è necessario disporre del relativo visto, con un'unica eccezione: è stata infatti decisa per i soli aeroporti di Shanghai l'esenzione dal visto per i transiti (documentati con biglietto aereo e visti per il paese terzo) con soggiorno fino a 48 ore. E' assolutamente necessario rispettare i termini di scadenza del visto per non incorrere nelle pesanti multe previste per il contravventore.
Per entrare a Hong Kong basta il solo passaporto.
Se si intende visitare Hong Kong o Macao nell'ambito di un viaggio nella Cina continentale, e' necessario richiedere un visto ad ingressi multipli.
In mancanza, sarà indispensabile ottenere nelle due Special Administrative Regions un nuovo visto di ingresso per la Cina continentale, che potrà richiedere vari giorni di attesa.
Ricordate che il Tibetè visitabile solo con particolari formalità.
Nello Xingjiang in alcuni casi a gruppi turistici è stato vietato l'accesso a specifiche zone, ma la situazione è in rapido cambiamento e sempre meno sono le zone del Paese in cui vi sono difficoltà ad accedervi.
La Cina non riconosce la doppia cittadinanza. Coloro che la detengono in base alla legge italiana ed entrano in territorio cinese con passaporto cinese, non possono usufruire che di una limitata assistenza consolare da parte delle Autorità italiane in caso di necessita'. Al fine di evitare difficoltà o incidenti – che molto spesso si verificano in questi casi - con la polizia di frontiera cinese, si consiglia vivamente a coloro che godono della doppia cittadinanza di entrare ed uscire dal Paese con lo stesso passaporto, munendosi, a seconda della scelta, del visto necessario.
E' sconsigliato – se si soggiorna con un visto turistico - intraprendere attività lavorative o di affari. Si è di recente registrato più di un caso di cittadini italiani contravventori che sono stati multati ed espulsi.
Si consiglia di custodire con attenzione il passaporto durante il soggiorno in Cina e di portare con se' copia delle sue pagine rilevanti e del visto cinese. In caso di furto o smarrimento, andra' innanzitutto sporta denuncia presso il piu' vicino Ufficio di Pubblica Sicurezza. Quindi, con la denuncia e due foto, occorrerà recarsi presso la Rappresentanza diplomatico-consolare italiana più vicina per richiedere un titolo di viaggio sostitutivo.
Non è più necessario il cosidetto “visto d'uscita” cinese e non si pagano tasse di uscita all'areoporto. Diversamente da qualche anno fa il disbrigo di tutte le procedure è oggi molto veloce e difatto si fa tutto in dogana all'areoporto.
Vaccinazioni
Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria (sempre che il soggiorno sia inferiore a 1 anno) ma è consigliabile vaccinarsi contro la difterite, il tetano, la poliomielite, l'epatite A e l'epatite B (5-20% di portatori del virus HBV).
Chi visita la Cina meridionale e le zone rurali nei mesi estivi e per un certo periodo di tempo, dovrebbe valutare l'opportunità di vaccinarsi contro l'encefalite letargica o balise (il vaccino non è reperibile in Italia).
Diffusa la tubercolosi e, nella parte occidentale del Paese, l'epatite E.
Il rischio di malaria, soprattutto nella forma maligna da Plasmodium falciparum, esiste soprattutto nelle province di Hainan e Yunnan e, sporadicamente, nella regione di Guangxi. Il rischio di malaria da P. vivax esiste nelle province e nelle regioni di Fuijan, Guangdong, Guangxi, Guizhou, Hainan, Sichuan, Xinjiang (solo lungo la valle del fiume Yili), Xizang (solo lungo l'estremo sud-est del fiume Zangbo), e Yunnan.
Rischio molto basso nelle province di Anhui, Hubei, Hunan, Jiangsu, Jiangsu, Jangsu, Jangxi, Shandong, Shanghai e Zhejiang. Dove c'è trasmissione essa avviene al di sotto dei 1500 m da luglio a novembre a nord del 33° lat. N, da maggio a dicembre tra il 33° e il 25° lat. N e per tutto l'anno al di sotto del 25° di lat. N.
In entrata in Cina dovrete compilare una dichiarazione sanitaria di buona salute che dovrete consegnare al momento del controllo del passaporto.
Le persone che intendono soggiornare in Cina per più di 1 anno devono presentare al loro arrivo un certificato per l'HIV o sottoporsi ad un test entro 20 gg.
Ora
Al suo arrivo in Cina il turista italiano deve spostare il proprio orologio avanti di 7 h (quando in Italia sono le 12.00 in Cina sono le 18.00). Quando in Italia vige l'ora legale la differenza è di sole 6 h.
Nonostante l'enorme estensione del territorio, la Cina ha infatti adottato un orario unificato all'interno di tutto il territorio nazionale.
Quando andare
Se partecipate ad un viaggio organizzato, poiché i viaggi in Cina si diramano di solito da nord a sud interessando così regioni climatiche assai diverse tra loro, ricordate che le stagioni più adatte sono la primavera e l'autunno.
Nel caso in cui il vostro viaggio si svolga prevalentemente al sud ricordatevi che, a causa del regime monsonico, in primavera ed in estate piove sempre, e in alcune zone c'è un caldo umido soffocante. La stagione migliore è sicuramente l'autunno poiché le giornate sono mediamente serene, limpide e fresche. In alcune regioni, come la Mongolia e il Tibetl'unica stagione in cui è pensabile una visita è invece l'estate. In Tibet si può andare da maggio a ottobre, in Mongolia da giugno a settembre, e anche in questi periodi la temperatura rimane relativamente fresca, soprattutto la notte. Altre zone, come lo Yunnan, sono visitabili con condizioni climatiche ottimali tutto l'anno, ecco perché i cinesi chiamano quest'area il paese dell'eterna primavera.
Il Xinjiang e il Gansu sono zone desertiche con forti variazioni climatiche tra estate e inverno: anche qui sono dunque preferibili le stagioni intermedie. Durante l'estate la maggior piovosità crea ogni anno gravi fenomeni di inondazioni nelle regioni rurali dei bacini fluviali (soprattutto bacino del Fiume Giallo e dello Yangtze) che possono raggiungere intensità pericolosissime. Si sconsiglia pertanto di visitare tali regioni in questo periodo.
Avvertenza: si sconsiglia di visitare la Cina durante le due maggiori festività nazionali, il chunjie e la Festa della fondazione della Repubblica, sia perché in questi giorni masse enormi di cinesi si muovono per turismo e per motivi familiari rendendo invivibili gran parte delle zone turistiche già sature durante il resto dell'anno, sia perché trovare posti liberi e servizi è molto difficile.
Quanto stare
In media un viaggio in Cina dura dalle 2 alle 3 settimane, diffidate di chi vi offre pacchetti di durata inferiore alle due settimane! Perché? Perché la Cina è così grande che impieghereste gran parte del vostro tempo solo per spostarvi da una città all'altra, o nei trasferimenti dall'aeroporto al centro città. Ciò che sulla cartina sembra vicino per noi abituati alle distanze italiane è invece lontanissimo. Un esempio? Da Pechino a Xi'an ci sono più di 20 ore di treno!!!!!
Viaggi di una settimana sono pensabili solo se intendete recarvi a visitare una sola città come Pechino, Shanghai o Hong Kong, città ricchissime dal punto di vista storico e artistico.
Da mettere in valigia
Cosa portare dipende dalle aree della Cina in cui vi muoverete: un abbigliamento informale, pratico e sportivo è comunque preferibile. Scarpe comode e resistenti alla pioggia sono consigliate durante le escursioni. L'estate è calda un po' ovunque ma non tralasciate di portare qualcosa di pesante per la sera. Un abbigliamento invernale, come maglioni e giacche a vento, è consigliato se intendete andare in Tibet o Mongolia. Ricordate inoltre che i medicinali d'uso in Cina sono quelli che utilizzavamo da noi una ventina di anni fa. Se c'è qualche medicinale di cui non potete assolutamente fare a meno portatelo con voi, e visto che ci siete non dimenticate analgesici, antisettici intestinali, antibiotici, crema solare, repellente per zanzare. Per chi sia particolarmente attento al kit infermieristico raccomandiamo inoltre le siringhe monouso (non sempre sono disponibili negli ospedali cinesi, dove talvolta si adoperano ancora quelle in vetro).
Elettricità
La Cina è un Paese talmente grande che anche le prese elettiche variano da provincia a provincia.
Molto spesso si riesce ad utilizzare le spine italiane a due spinotti, ma è meglio portarsi un adattatore universale.
Per chi viaggia in modo organizzato spesso (ma non sempre) gli alberghi di standard elevato hanno l'adattatore da prestare.
É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.
In questo paese (
Cina) abbiamo un voltaggio di
220 V con una frequenza di
50 Hz
, e le seguenti prese:
Europea a 2 poli
Britannica vecchio tipo a 3 poli
Britannica a 3 poli
Israeliana a 3 poli
Australe-cinese-argentina a 2 e 3 poli
Indirizzi utili
Burocrazia e Visti
Ambasciata d'Italia
2, San Li Tun Dong Er Jie, 100600, Pechino
tel: +86(10) 65322131, fax: +86(10) 65324676
tel 2: +86(10) 65322132, tel 3: numero di emergenza +86 13520652007
posta elettronica: ambasciata.pechino@esteri.it
sito web: www.italianembassy.org.cn
Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese
Via Bruxelles 56, Roma
tel: 06 85350118, fax: 06 85352891
sito web: www.tuttocina.it
Ambasciata Repubblica Popolare Cinese in Italia
Via Bruxelles 56 - 00198, Roma
tel: 06 85350118, fax: 06 8413467
altre informazioni utili: Circoscrizione: Tutto il territorio della Repubblica Italiana eccetto Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Liguria, Umbria, Marche
Consolato Generale d'Italia a Canton
Room 5207-08, Citic Plaza 233 Tian He Bei Lu, Guangzhou (Canton)
tel: 0086 20 38770556/7/8/9, fax: 0086 20 38770270
posta elettronica: itconsgz@gitic.com.cn
Consolato Generale d'Italia a Hong Kong
805/810, Hutchison House - 10 Harcourt Road, Hong Kong
tel: 00852 25220033, fax: 00852 28459678
tel 2: 00852 25220034, tel 3: 00852 25220035
posta elettronica: itconshk@netvigator.com
sito web: www.italianconsulate.org.hk
Consolato Generale d'Italia a Shangai
19 F The Center, n.989 Changle rd. - 200031, Shanghai
tel: 0086 21 54075588, fax: 0086 21 64716977
tel 2: Funzionario di turno: Cell.139-01993054
posta elettronica: info@conitsha.org.cn
sito web: www.conitsha.org.cn
altre informazioni utili: Lun - Ven ore 9-16, Sab ore 9-12
Consolato Generale Repubblica Popolare Cinese
Via Brembo 3/A 7 - 20139, Milano
tel: 02 5693869
tel 2: 02 5694131
altre informazioni utili: Circoscrizione: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna
Consolato Generale Repubblica Popolare Cinese
Via dei Della Robbia 39 - 50132, Firenze
tel: 055-5058188, fax: 055-5520698
tel 2: 055-5520699
altre informazioni utili: Circoscrizione: Toscana, Liguria, Umbria, Marche
Turismo e Cultura
N.B.
altre informazioni utili: In Italia non esiste una rappresentanza turistica della Cina. Per chi sa il francese si può rivolgere all'Office du Tourisme de Chine, che si trova in Rue de Berri 15, Parigi, tel. 0033-1-56591010, fax 0033-1-53753288.
Associazione Italia-Cina
Piazza Grazioli 18, Roma
tel: 06 6798758
China International Travel Service (CITS)
tel: 0086-10-66053759 (fornisce informazioni in italian
sito web: old.cnta.gov.cn
altre informazioni utili: Ente che può fornire informazioni utili ai turisti in merito alle regioni visitabili ed a quelle vietate al turismo
3rd Floor, Swissotel Hong Kong Macao Center, Hong Kong
tel: 6501-2288
tel 2: 6501-2345
International Medical Center
2/F Ge Ru Building - No. 910, Hengshan Road, Xujiahui Shanghai
tel: 0086-21-64073898, fax: 0086-21-64073897
tel 2: 0086-21-64072283
International SOS (ex AEA)
Building C BITIC Center - No. 1, Northern Road Xin, Pechino
tel: 0086-10-64620555, fax: 0086-10-64629188
Polizia
tel: 110 (sulle autostrade 122)
Soccorso stradale CAA
tel: 400 810 8202
Vigili del Fuoco
tel: 119
Come arrivare
Sempre più numerose sono le possibilità di raggiungere la Cina via aereo.
Le compagnie che offrono voli diretti per Pechino, solo da Roma e Milano, sono purtroppo limitate all'Alitalia (www.alitalia.it) e all'Air China (www.airchina.com). In alternativa, varie sono le compagnie europee che offrono, a volte a prezzi più interessanti, numerosi voli settimanali che prevedono però scali a Parigi, Zurigo, Francoforte. Alitalia, Air China e Lufthansa (www.lufthansa.com) volano quotidianamente anche a Shangai (alcune con scalo).
il volo diretto dall'Italia dura circa 10/11 ore.
Hong Kong è raggiungibile con voli diretti giornalieri in partenza da Roma con la Cathay Pacific (www.cathaypacific.com) che ha su questa tratta tariffe abbastanza convenienti.
Sebbene il viaggio sia molto più lungo e a prezzi non meno sostenuti, esiste la possibilità di recarsi in Cina in treno. Due sono le linee a disposizione, con un solo servizio settimanale: la Transmongolica e la Transmanciuriana. Informatevi sui visti richiesti.
La Cina è inoltre raggiungibile via stradale attraverso il valico del Kunjerab, che collega il Xinjiang al Pakistan. E' una via spettacolare che attraversa i monti pachistani e l'altopiano cinese, ma che ancora oggi è quasi impraticabile a chi decida di passarvi individualmente. Rivolgetevi dunque a dei viaggi organizzati da parte pakistana (Pakistan Tourist Development Corporation) o cinese (China International Travel Service).
Tasse di ingresso-imbarco
Le tasse aeroportuali (circa 100 yuan a persona per voli internazionali e 50 yuan a persona per voli interni) sono solitamente comprese nel prezzo del biglietto.
Le tasse aeroportuali internazionali in uscita da Hong Kong ammontano a 15 USD.
Cosa vedere e cosa fare
L'itinerario classico tra i più completi, della durata di 15-20 giorni prevede, oltre a Pechino, la visita di: Xi'an (nonostante la città di per se stessa sia deludente, l'esercito di terracotta vale il viaggio sino in Cina. Recentemente, vicino a Xi'an è stato scoperto anche un Piccolo esercito di terracotta; il museo ha aperto al turismo nell'aprile del 2006); Shanghai (per chi ama le metropoli e le città cosmopolite Shanghai è il massimo: visitate il museo di storia di Shanghai, uno dei più belli dell'intera Cina); Nanchino (è una città ancora a misura d'uomo, ricca di aree verdi; non perdetevi la visita a Zhongshanglin, una collina ricca di storia e d'arte in una splendida cornice naturalistica); Suzhou (bella città ricca di canali navigabili e giardini splendidi risalenti alle dinastie Song, Yuan, Ming e Qing); Hangzhou (non trascurate di visitare, oltre allo splendido lago, anche lo Lingyinsi, il tempio principale della città, ricco di storia e di splendide sculture rupestri); Guilin (nonostante il caos di migliaia di turisti, il paesaggio fluviale e delle colline circostanti è mozzafiato) e Hong Kong (per vedere gli effetti che il capitalismo sfrenato avrebbe portato nell'intera Cina basta soggiornare ad Hong Kong, un misto di ultramodernismo e tradizionalismo ad alto prezzo).
Se ciò che vi attira sono i viaggi alla scoperta di aree naturali cristalline e vissute un po' all'avventura, non lasciatevi scappare la possibilità di visitare il Tibet o il Xinjiang . Se invece volete comunque rimanere tra la "civiltà" e i suoi comfort non rinunciando a bei paesaggi e alla scoperta delle minoranze etniche dovrete recarvi nello Yunnan e nel Gansu.
Un viaggio interessante e alternativo è la crociera sullo Yangze. Sarà possibile farla ancora per poco a causa della costruzione di una immensa diga che alzerà il livello delle acque spazzando via centinaia di villaggi (la crociera fino alle Tre Gole si potrà fare ancora, ma il paesaggio lungo i 600 km dell'invaso diventerà quello di un lago).
E' una splendida esperienza, estremamente rilassante, che dura da 5 a 7 giorni a seconda che si vada a favore o contro corrente.
Il prezzo di una crociera acquistata dall'Italia costa oltre 1000 euro, la stessa crociera acquistata in loco può costare dai 155 ai 310 euro.
Un appunto per chi non conosce l'inglese: le guide locali e le guide/interpreti "nazionali" parlanti italiano (come quelle i tutte le altre lingue) sono fornite dall'organizzazione turistica cinese. Le guide locali, utili per meglio gustare gli aspetti socio-storico-culturali dei monumenti e luoghi visitati, salvo rare eccezioni parlano anche italiano, ma può capitare che anche se confermate, all'ultimo momento non siano disponibili e vengano sostituite con guide parlanti inglese o con altre che parlano un italiano abbastanza approssimativo.
Hangzhou
Giardini stupendi, colline e rupi, ma soprattutto l'acqua fanno di Hangzhou un luogo celestiale. Un vecchio proverbio cinese recita "In cielo c'è il Paradiso, in terra c'è Suzhou e Hangzhou".
Questa città è raggiungibile in treno in tre ore e mezza da Shanghai. La sua storia è relativamente recente e la sua attrattiva principale è il Lago Occidentale o Lago Xi Hu, un bellissimo specchio d'acqua circondato da verde e pagode.
Merita la navigazione e la visita dei giardini che circondano il lago medesimo. In passato questo lago era un golfo in cui sfociava il vicino fiume Zhejiang che significa zig-zag.
Nei pressi del fiume si può visitare la Pagoda delle Sei Armonie edificata in onore delle divinità fluviali e poi usata come faro.
Fuori dal centro cittadino si può visitare il Tempio di Lingyin Si ovvero il "Tempio della Foresta di Nubi" al cui ingresso si possono osservare al cune grotte con delle sculture del Buddha.
Durante le escursioni nei dintorni di Hangzhou, degne di nota sono le enormi distese di tè verde, particolarmente pregiato in questa zona.
Hebei e Tianjin
Hebei è la provincia che circonda le due grandi città di Pechino e Tianjin e arriva fino al golfo di Bohai (Mar Giallo).
Il sud della provincia è caratterizzato da un paesaggio di pianure colonizzate da industrie pesanti e città minerarie mentre il nord è un brullo altipiano il cui marchio caratteristico è la Grande Muraglia che lo taglia da est ad ovest.
Tinajin è una città che si visita per lavoro e di passaggio, presenta ancora i bagliori di una architettura antica sempre più soffocata dallo sviluppo dei quartieri moderni.
A sud, presso la città di Shijiazhuang, si trovano il complesso monastico Cang Shan Si (all'estremità di un ponte e su uno strapiombo; camminata di 2 ore lungo il precipizio) e Zhaozhou, un ponte di pietra capolavoro dell'ingegneria del VII sec.
Molto frequentate fin dal periodo coloniale sono le spiagge di Beidahie.
Shanhaiguan è una città di passaggio tra le montagne e il mare, per secoli porta di ingresso dalle terre selvagge a nord all'Impero centrale.
Ancor oggi vi si ammira uno splendido tratto di muraglia che arriva fino nel mare.
A nord è Chengde, luogo di villeggiatura degli imperatori con palazzi ottimamente restaurati.
Hong Kong
Il passato coloniale britannico e la grande energia vitale della metropoli si può catturare con il colpo d'occhio dalla sommità del Victoria Peak, che domina uno dei porti più attivi del pianeta. Il motore economico di Honk Kong, una paese all'interno del paese, non ha però mai sepolto la radice culturale cinese che, probabilmente, ha reso la restituzione della colonia inglese alla Cina meno dolorosa del previsto (1997).
Nello stile di Hong Kong, il belvedere principale si trova sopra ad un centro commerciale, ma le principali attrazioni sono costituite dal Victoria Peak (552 m) da cui si gode un panorama spettacolare, dal porto di Aberdeen in cui alcune centinaia di pescatori vivono e lavorano su giunche ancorate, dal Mercato centrale, il Tempio di Man Mo e il Giardino zoologico e botanico.
Il ritmo frenetico di vita può essere difficile da assimilare e, in caso di esigenza di evasione, Hong Kong possiede tranquilli dintorni come la spiaggia di Repulse Bay, strapiena nei week end.
Nella penisola di Kowloon si trova Tsim Sha Tsui, luogo molto turistico con negozi di articoli fotografici, ristoranti e night.
A Kowloon ci sono anche il Centro culturale di Hong Kong e il Museo dello Spazio, il famoso Peninsula Hotel e il Museo di storia.
Interessante e suggestiva è la passeggiata nella zona orientale di Tsim Sha Tsui per ammirare il porto di Victoria e per visitare il mercatino notturno in Temple St. a Yau Ma Tei. La cima del monte si trova a dieci minuti di cammino, percorso che può essere fatto di giorno (per gli acquisti) o di notte per il panorama.
La Cina centrale lungo il Fiume Giallo
Enorme area molto diversificata sul piano climatico, ambientale, economico e paesaggistico che comprende le province Shanxi, Shaanxi, Henan e Shandong.
Il filo conduttore è costituito dagli ultimi 1500 km del Fiume Giallo che, serpeggiando a forma di drago, scorre dai territori sabbiosi della Mongolia interna a nord attraverso le pianure monocromatiche dominate da un terreno fertile limaccioso (loess) fino al delta.
Datong è una città ai confini con la Mongolia interna che sorge in mezzo ad un paesaggio semi-desertico caratterizzato da centrali elettriche e miniere di carbone (un terzo del carbone della Cina viene prodotto a Datong).
I dintorni sono particolarmente interessanti e spesso inseriti in molti itinerari turistici: i templi rupestri o grotte di Yungang (una serie di grotte buddhiste del 400 d.C. scavate in un dirupo di roccia arenaria), la Grande Muraglia (con tratti più vecchi e lunghi di quelli che si trovano presso Badaling a Pechino), il Tempio Sospeso (letteralmente in bilico su un dirupo e puntellato da lunghi pali di legno), la Pagoda di Yingxian (il più antico edificio in legno della Cina), le abitazioni rupestri (abitazioni tradizionali contadine scavate nelle pareti su cui si trovano generalmente terrazzi coltivati).
Manciuria (Dongbei)
In Manciuria, area dai climi estremi dominata sia da fertili pianure che da aspre montagne, viaggiare non è semplicissimo. E' quindi una delle aree meno turistiche della Cina e, forse anche per questo, la regione che più si avvicina a quella Cina tradizionale che i visitatori cercano ormai inutilmente nelle zone turistiche del centro sud.
A Dalian si trovano bellissime spiagge e a Dandong si può fare un passeggiata sul ponte Yalu (bombardato dagli Americani durante la guerra in Corea) fino alla chiusissima Corea del Nord.
Sempre lungo il confine coreano è la Riserva Naturale dei monti Changbai, difficile da raggiungere anche dopo il recente boom di infrastrutture turistiche. E' un'area dominata da pini, abeti e tundra dove sopravvivono il leopardo, la lince, l'orso nero e la rarissima tigre siberiana. L'area è considerata dai cinesi la migliore per il ginseng.
Shenyang è la seconda Città Proibita della Cina, ricca i palazzi imperiali Manciù eretti prima di spostare la capitale a Pechino.
A Changchun sorge il palazzo imperiale in miniatura che ricorda il regno dell'imperatore fantoccio Puyi, costretto ad abdicare dai nazionalisti nel 1912. L'imperatore vi visse, protetto dai giapponesi, con i sui anacronistici privilegi limitati ormai all'interno delle mura. La sua vita fu poi portata sul grande schermo da Bernardo Bertolucci nel film L'ultimo imperatore.
Harbin è il punto turistico più a nord della Cina ed è la porta per la selvaggia natura subsiberiana. Soprannominata piccola Mosca per l'antica architettura della Russia imperiale (oggi in parte sostituita da anonimi grattacieli), diventa particolarmente famosa in inverno per la Festa delle sculture di ghiaccio.
Ad ovest (verso la Mongolia Interna) è la Riserva Naturale di Zhalong, di grande interesse ornitologico soprattutto per la nidificazione della gru della Manciuria.
Pechino
Capitale politica del Paese e capitale economica del nord della Cina, Pechino ha avuto nell'ultimo ventennio uno sviluppo incredibile, tanto che intere industrie sono state prima inglobate nel centro città in espansione e poi smontate e ricostruite all'esterno. In alcuni casi le ristrutturazioni hanno dato nuova vita ad aree degradate storicamente importanti mentre in altri le ruspe hanno dato il colpo di grazia ad un processo di distruzione di aspetti tradizionali iniziato con la rivoluzione culturale di Mao.
Solitamente il turista si ferma a Pechino un paio di giorni, ma 4 giorni sono il minimo per dedicare il giusto tempo ai vari aspetti della capitale e dei suoi dintorni.
I percorsi di visita partono da centro cittadino dove sorge la Città Proibita , immenso e splendido palazzo imperiale e centro di potere per secoli, fino alla metà del ‘900. Di fronte è la Piazza Tien'anmen, il tristemente famoso luogo degli scontri del 1989 tra l'esercito e gli studenti universitari che chiedevano più libertà d'espressione e democrazia (il numero delle vittime del massacro e delle successive esecuzioni è ancora ignoto).
A sud, attraverso la porta Quianmen (XV sec.), si accede al quartiere commerciale omonimo, una parte della Pechino tradizionale scampata alle ruspe, groviglio di vicoli caotici in cui si trovano negozi di tessuti, alimentari, bancarelle e anche un emporio di medicina tradizionale cinese.
2 km più a sud è il Tempio del Cielo, considerato il vertice della architettura Ming.
A nord della Città Proibita si può fare una sosta rilassante nel parco Jingshan (dalla cui collinetta, artificialmente costruita per difendere la città dagli spiriti che provenivano da nord, si ha una splendida vista panoramica) e nel parco Baihai, in gran parte occupato da un laghetto e che si pensa costruito per Kublai Khan molto prima della ideazione della Città Proibita.
Ad ovest di Piazza Tien'anmen lo stile è più formale e consumistico, dominato dai quadri generali del partito comunista.
Oltre a due musei sono particolarmente interessanti l'Antico Osservatorio (Jianguomen) risalente al tempo di Kublai Khan e oggi schiacciato tra i grattacieli, e Baiyunguan Si, il tempio taoista più importante della Cina.
Nella immediata periferia nord si possono visitare il Tempio della Grande Campana (Dazhong Si) con una raccolta notevole di campane di bronzo provenienti da tutto il Paese e il Palazzo d'Estate (Yiheyuan), complesso tranquillo ed elegante di palazzi imperiali che si sviluppano lungo un lago.
Un viaggio a Pechino non è completo se non si effettua una visita alla Grande Muraglia.
Diversi sono i punti in cui è visibile e il più vicino, anche se un po' troppo turistico, è Badaling (70 km a NO) con tratti ben ristrutturati e bellissimi punti di osservazione.
Mutianyu (90 km a NO) è un tratto un po' meno turistico di 2 km lungo colline rigogliose e ondulate, Simatai e Jinshanling è forse il tratto meno turistico vicino a Pechino (110 km a NE) in cui la muraglia si snoda tra colline purpuree e montagne blu (alcuni tratti di salita ripidi e pericolosi).
Shangai
Shanghai è una creazione occidentale: non ha le vedute di Xi'an nè la storia di Pechino, ma è una città moderna, frenetica, cosmopolita, al centro di un rapido cambiamento culturale.
Jinmao Tower è l'edificio che domina la città; utilizzato per uffici, vi si può salire fino all'osservatorio (88° piano, orario 8.30-21) da cui si ha un'ampia vista sul fiume e sulla città.
Per chi fosse alla ricerca della storia recente, nel Bund (il lungo fiume Huangpu) e nel quartiere francese è possibile vedere il passato coloniale, mentre chi vuole rilassarsi può fare una passeggiata nel Fuxing Park (progettato dai Francesi nel 1909) o effettuare una crociera sul fiume per vedere Shanghai da un'altra prospettiva.
Il Jade Buddha Temple è uno dei pochi templi buddhisti attivi di Shanghai. Costruito nel 1911-1918 attorno ad un Buddha di giada bianca di 1000 kg e alto 2 m , durante la Festa della Primavera (gennaio/febbraio) è meta di pellegrinaggio di migliaia di buddhisti che vengono in adorazione del Buddha (vietato fotografare).
Per gli amanti dell'arte, lo Shanghai Art Museum è stato trasferito nel 2000 nella nuova sede; espone una collezione di opere moderne e d'arte cinesi tradizionali della scuola di Shanghai. Lo Shanghai Museum (Huangpu), attraverso oggetti e manufatti millenari, fornisce un'ampia lettura della storia cinese. Necessita di diverse ore per un vista approfondita ed è uno dei maggiori punti di richiamo della città (lunedì-venerdì 9-17, sabato 9-20).
Xi'an
Il significato del nome di questa città è a ovest del passo.
Xi’an si trova al centro di un vasto altopiano di loess che fu la culla della civiltà del Fiume Giallo ed è stata in passato il punto di partenza della Via della Seta.
La storia di Xi’an è una delle più antiche di tutta la Cina. Vicino alla città, infatti si trova il sito archeologico di Banpo, con reperti datati 7000 anni fa, al periodo neolitico.
La città antica è cinta dalle Mura Ming con il loro perimetro rettangolare di ben 14 km; inoltre, nel centro storico sono ancora perfettamente conservate la Torre della Campana e la Torre del Tamburo. Oltre a ciò, nella città vecchia è possibile visitare il Quartiere musulmano con la Vecchia Moschea, una delle più grandi della Cina.
A Xi’an ha sede il Museo Provinciale dello Shaanxi che raccoglie la cosiddetta “Foresta di Stele” cioè un insieme di stele di pietra contenenti trascrizioni.
All’esterno delle mura cittadine si può visitare la Grande Pagoda dell’Oca Selvatica costruita nel 647 e che contiene i testi sacri portati dall’India che introdussero il buddhismo in Cina. Ma senza ombra di dubbio, ciò che ha reso celebre Xi’an in tutto il mondo è la Tomba del Primo Imperatore della Cina Qinshi Huangdi e il suo favoloso esercito di terracotta. Entrambi si trovano ad una ventina di km a est della città.
L'aereo è sicuramente il mezzo più rapido e più comodo per spostarsi su distanze così vaste come sono quelle cinesi.
I cinesi usano l'aereo in modo sempre più assiduo, grazie anche all'aumentare del loro tenore di vita. La compagnia di bandiera è l'Air China, che svolge servizi a carattere internazionale e nazionale. Vi sono poi compagnie a carattere regionale che offrono servizi efficienti e puntuali (Shangai Airlines, www.shangai-air.com; China Northwest Airlines, www.chinanortherneair.com; China Southwest Airlines, www.cswa.com; China Eastern Airlines, www.chinaeasternair.com).
Mezzi pubblici
Due terzi del trasporto di passeggeri e metà del trasporto di merci viene effettuato su rotaie con una rete ferroviaria che raggiunge i 53.992 km.
La rete stradale (1.117.800 km) collega oggi Pechino a tutte le province, le regioni autonome, i porti e i centri ferroviari ed è ampiamente presente anche nelle zone rurali.
Le ferrovie (www.chinamor.cn.net) sono il mezzo più usato dai cinesi, d'altronde funzionano bene e sono sempre puntuali. I treni (ad eccezione dei locali), sono dotati di aria condizionata, servizio di hostess, filodiffusione e carrello porta vivande; i prezzi variano a seconda della classe prescelta: dura (yiugzuo) o morbida (ruanzuo).
Il problema più grande è acquistare il biglietto del treno. Questo deve essere acquistato con giorni di anticipo, più lontano dovete andare prima dovrete comprare il biglietto. E preparatevi a code lunghissime davanti a sportelli dove parlano solo il cinese (con l'eccezione di Pechino e Shangai, provviste di biglietterie per stranieri con personale parlante inglese. In genere il biglietto costa 5-10 rmb in più ma si evitano le code).
Prima di salire in treno bisogna passare una serie di controlli: si entra in stazione solo muniti di biglietto, alcuni metri dopo c'è il controllo bagagli ed infine si fa passare il biglietto dal lettore ottico (o si va timbrare dal controllore) per accedere all'equivalente ferroviario del gate. Questa procedura è molto lunga ed è quindi consigliabile presentarsi in stazione almeno 20-30 minuti prima della partenza anche per i treni a breve percorrenza. Tenete presente, tra le altre cose, che non è inconsueto che i treni cinesi partano con qualche minuto di anticipo sull'orario previsto.
Non è possibile portarsi la valigia nello scompartimento, bisogna caricare i bagagli sulla carrozza apposita, quindi sappiatevi regolare: consigliabile portarsi appresso quello che potrebbe occorrervi durante il viaggio.
Hong Kong vanta un sistema di trasporti tra i più moderni ed efficienti del mondo. Per girare la città il mezzo più veloce è la metropolitana mentre un treno ad alta velocità collega Knowloon con Hong Kong Island; economici e veloci anche i traghetti.
I cartelli stradali e i trasporti pubblici vengono segnalati sia in cantonese che in inglese.
Nelle aree urbane il trasporto pubblico è ben sviluppato, ma prendere un autobus in una metropoli può rivelarsi un'esperienza traumatica, un vero e proprio mistero della fisica. C'è talmente tanta gente che si rimane in piedi anche senza appoggiarli per terra!
Nelle aree extraurbane la situazione non è certo migliore perch` nonostante gli autobus siano meno affollati mancano completamente di ammortizzatori, non hanno orari e sono di una lentezza allucinante.
Gli autobus privati di linea sono invece comodi, dotati di aria condizionata e puliti.
Svolgono in genere servizio extraurbano da città a città (in genere medio/grandi) ed hanno un costo pari a quello del treno, se non a volte di poco superiore.
Gli autobus turistici sono comodi e hanno l'aria condizionata.
Mezzi a noleggio
Altri mezzi
Molto diffuso è l'utilizzo della bicicletta, utilizzata in massa poiché i cinesi medi non dispongono di auto private anche se negli ultimi tempi il numero di proprietari di auto private è aumentato a discapito delle biciclette (ed è aumentato notevolmente anche l'inquinamento, nelle grandi città il cielo è sempre grigio per la fuliggine).
Le auto che vedete sono costituite principalmente da taxi e da auto di rappresentanza delle aziende locali.
I taxi sono spesso il mezzo più comodo e meno stressante per muoversi in città. E' anche economico, una corsa di circa 15 minuti costa circa 1 dollaro. Come imparerete presto, sul finestrino posteriore dei taxi si trova l'indicazione della tariffa, costituita da un fisso (che varia da città a città e si aggira dai 7 ai 10 yuan) e da una quota aggiuntiva (anche questa variabile) che cambia a seconda del confort e delle condizioni in cui si trova il taxi e del chilometraggio percorso al superamento della quota fissa.
Molti trasporti nel Paese avvengono attraverso gli oltre 110.000 km di canali navigabili. I principali sono, oltre allo Yangtze di cui abbiamo già parlato nella sezione cose da vedere, il Chang Jiang e il Gran Canale, che si estende da Pechino a Hangzhou. E' qui possibile effettuare delle piccole crociere che partono con scadenza irregolare.
In alcune zone i canali di irrigazione e di drenaggio vengono usati dai contadini come idrovie interne. Il turista non può usufruire di queste vie, tra le più belle e caratteristiche, poiché si snodano tra le campagne e i piccoli villaggi, a meno che non abbia delle conoscenze locali che lo possano agevolare. Non sono comunque mai comprese di queste gite all'interno dei pacchetti offerti dalle agenzie di viaggi. Interessante è poi usufruire del giro dei canali della città di Suzhou, costa circa 10 USD, e dura un paio d'ore.
Patente
La patente internazionale non è riconosciuta in Cina, quindi non potrete guidare la macchina ma tutt'al più affittarne una con autista.
Se però pensate di soggiornare a lungo potete farvi rilasciare una patente temporanea.
La domanda della patente temporanea deve essere presentata all'ufficio regionale (al punto d'ingresso in Cina) della direzione della Sicurezza dei Veicoli (Vehicle Security Management Office) con la seguente documentazione: patente nazionale o patente internazionale; lettera d'invito; 2 foto formato tessera; modulo debitamente compilato (in lingua cinese). Al candidato della patente temporanea verrà impartita una lezione di guida di 2 ore.
Carburante
Dormire
L'apertura della Cina al mercato turistico occidentale è relativamente recente. Comunque le strutture ricettive frutto di joint venturesoccidentali sono di ottimo livello e dotate di ogni comfort: piscine, saune, palestre, discoteche, bar, business center e numerosi ristoranti sia di cucina cinese sia occidentale.
I prezzi sono elevati e vanno dai 150 ai 300 USD.
Le strutture a gestione unica cinese sono generalmente di buon livello, ma il servizio risulta leggermente inferiore.
Anche i prezzi sono decisamente più bassi e si aggirano tra i 60 e i 150 USD.
E' in queste due prime categorie che alloggia il turista occidentale che si rechi in Cina con i viaggi organizzati.
Per chi invece si rechi in Cina con un budget meno sostanzioso, vi sono anche alberghi e pensioni che accettano stranieri ed hanno strutture e servizi minimi, a volte spartani. I prezzi sono molto più abbordabili: circa 20/50 USD.
Per chi cerchi di risparmiare sino all'osso ci sono i dormitori per studenti stranieri delle università. Con 5/8 USD si può alloggiare in camere doppie senza servizi igienici.
Da sottolineare che la pulizia lascia a volte a desiderare, ma risultano molto comode poiché generalmente situate in centro città e ottimamente servite dai mezzi pubblici.
Mangiare
In nessun Paese come in Cina la cucina si può definire un'arte. Gusti raffinati, sapienti accostamenti di profumi e sapori, grande attenzione alle virtù salutari del cibo e all'eleganza della presentazione.
Sebbene preparati in modi diversi, gli elementi principali dei piatti della cucina cinese sono gli stessi dell'Occidente: pollo, maiale, vitello, pesce, riso (anche la pasta si può fare con il riso), tutti i tipi di verdure. Meno comuni sono le uova e i pomodori. La cucina cinese non prevede né pane né formaggio o i suoi derivati.
La cucina di Pechino e quella di gran parte del nord del Paese, usa in abbondanza gli spaghetti (mian tiao) in brodo o saltati con carne e verdure.
Nella capitale inoltre si possono assaggiare piatti come la famosa "anatra laccata" e la "pentola mongola", a Canton il "maialino laccato" e i ravioli di carne o pesce, mentre Shanghai è famosa per i suoi piatti di pesce e per i xiao long bao, ravioli di carne e verdura in brodo.
Molto diffusi in tutta la Cina sono poi i piatti dello Xinjiang. Sono questi piatti tipicamente musulmani, estremamente gustosi e piccanti.
Per quanto riguarda le bevande, buona la birra di produzione locale (la migliore è la "Qindao" o la "Tiger Bear"o la "Five Stars"), alcuni tipi di vini ed i liquori cinesi.
Vini tipicamente cinesi sono i numerosi distillati di riso e di altri cereali. Tra i più famosi segnaliamo il "Mao Tai" che assomiglia alla nostra grappa.
E di posti e occasioni per assaggiare tante specialità ce ne sono molti: si va dalle bancarelle per la strada che offrono dagli stuzzichini alle vere delizie culinarie (da meno di 1/2 dollaro ad un massimo di 2); ai ristorantini a conduzione familiare dove si assapora la vera cucina cinese popolare fatta di semplicità, gusto e colore (dai 3 ai 10 dollari); ai ristoranti dei grandi alberghi, dove la raffinatezza culinaria non è sempre associata al gusto e alla tradizione, quanto ad accontentare i gusti dei turisti occidentali (dai 20 ai 50 dollari). Questi ultimi hanno però un grande punto di forza, l'igiene è assicurata, altrettanto non si può spesso dire delle bancarelle e dei ristorantini. Ricordatevi che in Cina si mangia prestissimo: dalle 11.30 alle 12.00 si pranza; dalle 17.30 alle 18.00 si cena.
Moneta e carte di credito
L'unità monetaria ufficiale è il renmimbi la cui unità base è lo yuan o kua . 1 yuan è poi diviso in 10 mao (oppure jiao) a loro volta divisi in 10 fen.
Ad Hong Kong la valuta è ancora il dollaro di Hong Kong che ha lo stesso valore dello yuan.
Quando cambiate valuta, presso la banca o alla reception dell'hotel, ricordatevi di conservare le ricevute! Senza le ricevute non riuscireste a cambiare gli yuan rimasti in euro.
Le banche sono aperte dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17: gli stranieri possono cambiare solo presso la Bank of China. Il modo più comodo per viaggiare in Cina è quello di portare con sè oltre a un poco di contante (ricordate che in Italia non si possono comperare yuan), dei traveller's cheques e una carta di credito tra quelle più conosciute: Visa, Mastercard, American Express.
Prelievi in contante con carta di credito sono possibili presso quasi tutte le banche mentre pochi sono i bancomat (ATM) abilitati ai prelievi in contanti.
In molte cittadine più piccole inoltre i tempi di attesa per prelevare con le carte di credito sono estremamente lunghi (sino a raggiungere talvolta 2/3 ore).
I grandi alberghi e i grandi centri commerciali accettano in genere la carta di credito, ma non certo i negozi o i mercati, dove non vedono volentieri nemmeno i dollari. Se pagate con carta di credito il negoziante si premurerà di controllare che il circuito della vostra carta sia valido, non vi offendete.
All'uscita di molte banche incontrerete molti uomini che si offriranno di comperare i vostri dollari (mai euro) al mercato nero: il tasso è decisamente migliore rispetto a quello delle banche ma fidarsi è tutto a vostro rischio e pericolo. Vi consigliamo, se lo fate, di far controllare immediatamente i vostri yuan dalla banca in modo da non farvi raggirare o quantomeno evitare problemi con la polizia.
Cambio attuale:
1 Euro =
8,43
Renminbi(Yuan) 1 USD =
6,37
Renminbi(Yuan)
dati aggiornati al
28/11/11
Posta e telefono
Al turista italiano può risultare alquanto difficile utilizzare i servizi postali cinesi perché tutto è sempre e solo scritto in caratteri cinesi e anche gli impiegati non parlano l'inglese, non solo nelle piccole città ma anche nelle grandi metropoli. E' di conseguenza più comodo utilizzare il servizio postale, fax e telegrammi offerto dai principali grandi alberghi.
Per spedire pacchi la situazione si fa più complicata. Questi possono essere spediti solo dagli uffici postali dove devono essere portati ancora aperti per permettere il controllo doganale, generalmente alquanto severo.
All'ufficio postale, al contrario dell'Italia, si compra tutto il necessario all'imballo, dallo spago al cartone, e con una soprattassa di qualche yuan procedono anche ad imballare le merci per voi.
Compilate attentamente i documenti e assicuratevi di avere una ricevuta della spedizione altrimenti rischiate di essere derubati dagli stessi impiegati della posta o dell'hotel. Gli uffici postali chiudono alle 17.00.
I telefoni pubblici nelle strade sono di due tipi: quelli pubblici veri e propri che si usano quasi esclusivamente per mezzo di carte telefoniche prepagate, e quelli privati ma a disposizione del pubblico dei piccoli negozi sparsi un po' ovunque ai lati delle strade. Questi ultimi possono essere utilizzati solo per le telefonate locali.
Se dovete telefonare in Italia non vi consigliamo di usare il telefono dell'albergo, potreste spendere una fortuna (circa 5 euro al min.!)
Molto meglio fare affidamento alle carte telefoniche prepagate da acquistare direttamente in Cina (aeroporti, hotel) perché quelle internazionali non funzionano quasi mai.
Ve ne sono molte, ma quelle più diffuse, sempre disponibili in tagli da 50, 100, 200 e 500 yuan, sono:
I.P. card: sono carte prepagate dotate di un chip simile alle nostre carte sim dei telefonini cellulari, e vano inserite all'interno del telefono come le nostre schede telecom nazionali (consigliate perché più semplici da usare delle successive).
I.C. card: sono carte prepagate dotate di un numero di serie e di un numero segreto pin che permettono di effettuare chiamate da qualsiasi telefono, anche da quelli non a scheda, come le carte telefoniche prepagate internazionali che oggi si usano in Italia. L'uso è relativamente semplice: si compone un numero di telefono locale gratuito, si sceglie la lingua (inglese o cinese) e poi si seguono le semplici istruzioni. Ovunque, anche nelle piccole cittadine di campagna, vi sono banchetti che vendono sim card prepagate cinesi. Si sceglie il numero (di solito i numeri che contengono il 4, cifra ritenenuta di malaugurio, costano meno), si inserisce la sim nel proprio cellulare ed è fatta.
Fate attenzione perché le carte cambiano da città a città, dunque se comperate una carta telefonica a Pechino, spesso non la potrete utilizzare a Shanghai, anche se si tratta dello stesso tipo di carta. Ciò succede anche tra città tra loro molto più vicine come Shanghai e Nanchino.
A Pechino il posto migliore per effettuare telefonate internazionali è l'International Post & telecommunications Office di Yabao Lu.
I cellulari in Cina sono diffusissimi.
E' meglio non usare il cellulare per telefonare, costa moltissimo, preferite i messaggi o al limite il telefono dell'albergo (non è così caro, circa 3 euro un paio di minuti, comunque meno del cellulare).
Molto diffuso l'uso di internet anche se, a parte Pechino, Shangai e poche altre località, i collegamenti possono essere lenti o soggetti ad interruzioni.
Sanità
Non ammalatevi in Cina, a meno che non vogliate soffrire. Le condizioni sanitarie e igieniche sono purtroppo così scarse che ammalarsi in Cina può diventare un vero e proprio calvario anche perché i medici non parlano mai inglese. Fate dunque un buon check-up prima di partire e soprattutto controllate i denti.
Se proprio non riuscite a farne a meno, fate riferimento alle poche, costose ma buone cliniche per stranieri sorte soprattutto a Pechino e a Shanghai gestite da medici occidentali che parlano inglese (60/80 USDla visita). La lista delle più importanti è nella sezione "Indirizzi utili sanità".
I costi di degenza ospedaliera per gli stranieri sono assai elevati (anche 500 euro al giorno nella capitale), come costosissimi sono i servizi di tipo occidentale offerti dalle cliniche straniere in territorio cinese (anche 50.000 dollari per un trasferimento sanitario d'urgenza da Pechino ad Hong Kong).
In caso di viaggi turistici organizzati si consiglia di controllare attentamente il contenuto delle assicurazioni sanitarie comprese nei pacchetti di viaggio. Se queste mancano stipulate una polizza assicurativa individuale che preveda non solo un'adeguata copertura delle spese medico-ospedaliere ma anche il rimpatrio con aereo sanitario attrezzato.
Data la difficoltà di reperimento di medicinali occidentali si suggerisce di partire con una scorta adeguata: non dimenticate analgesici, disinfettanti intestinali e antibiotici. Fate attenzione a ciò che mangiate, sembra tutto buono, e spesso lo è ma non è sempre altrettanto pulito, e a volte può causare dei gravi e fastidiosi problemi di stomaco.
Non sempre l'acqua è potabile, meglio bere acqua imbottigliata; non mangiate verdura e carne cruda o poco cotta, evitate le uova crude, mangiate solo la frutta che potete sbucciare personalmente. Ricordate che in Cina sono estremamente diffuse malattie trasmesse attraverso il consumo di granchi crudi, gamberi e salse preparate con crostacei, pesce di acqua dolce.
Non immergetevi nei numerosi corsi d'acqua del sud-est della Cina, lungo la valle del Chang Jiang (Yangtze) e dei suoi affluenti perché esiste il rischi di contrarre la bilharziosi.
Tubercolosi, epatite A e B sono molto diffuse, l'encefalite giapponese costituisce un rischio solo nelle zone umide del Paese, ricorrenti sono le epidemie di meningite.
Sicurezza
La Cina per uno straniero è un Paese ancora abbastanza sicuro in cui viaggiare.
I cinesi sono cordiali e spesso pronti ad aiutarvi, anche se non vi capiscono! Ricordate che però i ladri esistono ovunque e, anche se in Cina sono puniti molto severamente, dovete tenere d'occhio non solo i contanti ma anche i bagagli (anche quelli ingombranti) durante gli spostamenti, soprattutto se in treno.
Una delle pratiche più comuni è quella di approfittare della distrazione del turista gettando i bagagli dal finestrino ad un complice in attesa alla stazione oppure tornando poi indietro a riprenderli se lontani dalla stazione. Non ostentate una ricchezza troppo sfacciata, attirereste le mire dei ladri. Di fatto la microcriminalità è in aumento, specialmente nelle grandi città (anche a Pechino, in particolare nel quartiere di San Li Tun).
Molti sono ancora i luoghi della Cina che il turista straniero non può visitare.
Transitare in queste aree espone al rischio di essere fermati dalle locali Autorità di polizia, multati e poi espulsi (o talvolta arrestati).
È importante accertarsi presso il China International Travel Service (0086-10-85228150 / 65222533) che le località che si intendono visitare non rientrino tra quelle interdette. Va tenuto anche presente che il Governo cinese può, senza preavviso, limitare l’accesso a determinate zone.
In alcuni casi è stato negato l'accesso a specifiche zone dello Xinjiang mentre sono pericolose le zone di confine con il Pakistan, l'Afghanistan, il Kazakistan, il Kirghizistan e il Tadjikistan.
Attenzione sulla linea transiberiana: forte attività di contrabbando nelle zone di frontiera con diminuita sicurezza dei passeggeri, furti ed aggressioni.
Si ricorda che, qualora uno straniero venga citato in giudizio per cause civili, avrà sequestrato il passaporto fino alla soluzione della controversia.
Sono previste pene molto severe da scontare ai lavori forzati in caso di detenzione e consumo di droga. Per gli spacciatori è prevista anche la pena di morte.
Comportamenti
Le norme di sicurezza più comuni sono le seguenti:
fate attenzione ad attraversare la strada. Il fatto che il semaforo sia verde non vi mette al riparo dall'essere investiti. I cinesi sono dei veri pirati sia con l'automobile, sia con la bicicletta. In media si vedono più di 3 incidenti nell'arco di una sola giornata;
evitate temi politici con la popolazione, li mettereste in imbarazzo e potreste essere espulsi come persone indesiderate;
evitate baci e abbracci, o comunque effusioni in genere con persone cinesi poco conosciute, specialmente se di sesso opposto;
come in qualsiasi altra parte del mondo è ovunque vietato fotografare o filmare zone o apparati militari o industriali di interesse strategico, zone esplicitamente vietate, persone che non vogliono esser riprese;
non soffiatevi il naso a tavola: è ritenuto sconveniente. Perchè non sia ritenuto altrettanto sconveniente lo sputare e scatarrare ovunque, sport in cui i cinesi sono campioni, non saprei dirvelo...
Se si è ospiti mai rifiutare il cibo offerto, nè finire tutto quel che c'è nel piatto: va lasciato qualche chicco di riso per mostrare che il pasto era abbondante. E, durante il pasto, mai piantare le bacchette in una ciotola di riso: è una pratica funeraria.
Viaggiare con bambini
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Viaggiatori disabili
La Cina non è attrezzata per ospitare al meglio i viaggiatori disabili, fatta eccezione per qualche hotel di lusso.
Curiosità
Il 2010 sta segnando una svolta importante per una delle principali citta' della Cina, ovvero Shanghai.
Sede dello Shanghai World Expo 2010 (che si concludera' il 31 ottobre) dal tema Better city, better life (Città migliore, vita migliore).
Particolarmente di successo il padiglione italiano a testimonianza di come l'oriente sia attratto dal nostro paese.
La Repubblica Popolare Cinese (zhonghua renmin gongheguo) è circondata a nord dai deserti e ad ovest dalla inospitale pianura tibetana del Qinghai.
Si affaccia a est sul Mar Giallo e sul Mare della Cina con più di 5.000 km di coste. Confina ad est con la Corea settentrionale, a nord con la Mongolia, a nord-est con la Repubblica Popolare Sovietica, a nord-ovest con il Kazakistan, a ovest con il Kirghizistan e l'Afghanistan, a sud-ovest con il Pakistan, l'India, il Nepal, il Buthan e il Sikkim, a sud con la Birmania, il Laos e il Vietnam.
La Cina è un paese vastissimo che presenta una ricca varietà di regioni naturali.
Caratteristica comune a gran parte del territorio cinese è la diffusa montuosità, pari a circa il 59% della superficie totale. La montuosità è più accentuata ad ovest, dove si trovano i sistemi montuosi più elevati e i più estesi altipiani, e meno evidente nella sezione orientale, dove i rilievi presentano un andamento più disordinato e sono notevolmente meno elevati.
Il 31% della superficie è invece costituito da pianure di cui la metà fertilissime e l'altra metà desertiche. Le più vaste pianure fertili della Cina si trovano in corrispondenza dei bassi corsi dei maggiori fiumi cinesi.
La zona collinare occupa solo il 10% del territorio nazionale.
Le regioni occidentali meglio definite morfologicamente sono: il Tibet, il Turkestan orientale (un profondo bassopiano in gran parte desertico), la Mongolia (esteso altipiano), lo Yunnan (esteso altipiano), l'ampio bacino dello Sichuan e al Manciuria (vasto bassopiano).
Ecologia e ambiente
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Clima
Data l'immensa estensione del territorio cinese, il Paese presenta sensibili disparità climatiche. Anche le precipitazioni variano molto, sono molto elevate nel centro sud e minime a nord ovest.
Nella Cina del nord il clima è continentale: molto caldo d'estate, molto freddo d'inverno, con stagioni intermedie assai ridotte.
In via di massima, l'inverno cinese mostra in gennaio temperature medie di circa 4° C a Shangai e di ben 13° C a Canton, nell'estremo sud tropicale. Ma già a Pechino, l'influenza mitigatrice del mare si attenua e le medie scendono a -4° C, con minimi estremi che, in casi eccezionali, possono toccare i -27° C (l'estate è invece molto umida e piovosa)
Ancora più a nord-est, presso il confine con l'estremo oriente russo, Qiqihar ha una temperatura media a gennaio pari a -19° C ed estremi fino a -36° C.
Nella Cina centrale il clima è sub-tropicale, con venti molto miti ed estati molto piovose mentre nella Cina meridionale il clima è monsonico con venti freddi e secchi in autunno-inverno, venti caldi e umidi in primavera-estate. Settembre-ottobre è la stagione dei monsoni.
Nell'estremo sud il clima diventa tropicale con picchi di umidità e piovosità da maggio a settembre.
Popolazione
La Cina, con una popolazione di 1.313.973.700 abitanti (dato 2006), è lo stato più popolato al mondo e rappresenta circa un sesto dell'intera popolazione mondiale. Tale popolazione è sparsa in modo irregolare con maggiori concentrazioni nelle grandi pianure orientali e basse densità nelle zone aride del nord ovest.
La Repubblica Popolare Cinese si definisce ufficialmente uno stato multietnico unitario e pertanto riconosce 56 gruppi etnici o mínzú.
Il gruppo principale è quello Han (92% della popolazione), ma la distribuzione è molto irregolare con vaste zone della Cina occidentale in cui questa etnia è una minoranza.
La natura multietnicha della Cina è il risultato in parte dei territori incorporati dalla dinastia Qing, i cui imperatori erano essi stessi di etnia Manchu e non membri della maggioranza Han.
La politica ufficiale afferma di essere contro l'assimilazione e sostiene che ogni gruppo etnico deve avere il diritto di sviluppare i propri linguaggio e cultura.
Il grado di integrazione dei gruppi entici di minoranza con la comunità nazionale varia largamente da gruppo a gruppo. Alcuni di essi, come i Tibetani e gli Uyghur provano tutt'oggi un forte sentimento di ostilità verso la maggioranza. Altri gruppi come gli Zhuang, gli Hui e l'etnia dei cinesi coreani sono invece ben integrati.
Per citarne qualcuno in ordine di popolazione, le etnie della Cina sono rappresentate dai seguenti gruppi: Han, Zhuang, Manchu, Hui, Miao, Uiguri,Yi, Tujia, Mongoli, Tibetani, Buyei, Dong, ecc.
Lingua
Ciò che i cinesi parlano comunemente tra di loro è il dialetto della città da cui provengono. Le differenze dialettali sono enormi, non solo da nord a sud ma anche da città a città. Ecco perché in Cina si è sentita l'esigenza di creare dal nulla una lingua nazionale (putonghua: lingua comune) che permetta ai cinesi di capirsi indipendentemente dalla loro regione di origine. E' una lingua basata sul lessico del gruppo dialettale di Pechino, assai utilizzata nei mezzi di comunicazione di massa, negli atti ufficiali e nell'insegnamento scolastico. E' perciò compresa quasi ovunque, ma parlata assai meno.
In Cina però alcuni dialetti possono essere considerati delle famiglie linguistiche vere e proprie. Si evidenziano sopra tutti 7 gruppi dialettali principali: dialetti settentrionali (parlati dal 70% della popolazione), dialetti Wu (Zhejiang e area di Shanghai), dialetti Gan (Jiangxi), dialetti Xiang (Hunan), dialetti Min (Fujiang e Guangdong nord-orientale) dialetti Hakka (Guangdong e Sichuan), dialetti Yue (Guangxi e Guangdong Occidentale).
L'inglese non è molto diffuso, e quando viene parlato, viene parlato male e capito ancor meno. Viaggiare in Cina da soli senza sapere il cinese non è impossibile, ma è molto complicato perché le scritte sono tutte in cinese (orari dei treni e degli arei sono anche in numeri occidentali, ma le destinazioni sono con i caratteri cinesi) e taxisti, camerieri, fattorini, enti pubblici e polizia non sanno una parola di inglese!
Un'appunto per chi non conosce l'inglese: le guide locali e le guide/interpreti nazionali parlanti italiano (come quelle i tutte le altre lingue) sono fornite dall'organizzazione turistica cinese.
Le guide locali sono soprattutto utili per meglio gustare gli aspetti socio - storico - culturali dei monumenti e luoghi visitati. Le guide locali, salvo rare eccezioni, parlano anche italiano ma può capitare che, anche se richiesta e confermata una guida in italiano, all'ultimo momento non sia disponibile e venga sostituita con guida parlante inglese o che il suo italiano sia abbastanza approssimativo.
Religione
La posizione ufficiale del Partito Comunista Cinese è a favore dell'ateismo.
Sino a qualche anno fa le religioni, soprattutto quelle di derivazione occidentale, erano fortemente ostacolate e in alcuni casi perseguitate. Oggi c'e' una maggiore tolleranza nei loro confronti, e la possibilità di riunione religiosa viene quantomeno tollerata.
L'atteggiamento della popolazione nei confronti della religione è un quieto vivi e lascia vivere.
La maggior parte dei cinesi non riconosce l'esistenza di Dio o di dei tanto che spesso recarsi al tempio a pregare o ad accendere incenso è dovuto più a una sorta di scaramanzia e di superstizione che ad una vera fede nelle immagini iconografiche.
Vi è comunque una notevole influenza confuciana, diffusa in tutti gli strati sociali, che rappresenta più un insieme di direttive morali che una religione.
Le altre religioni esistenti più diffuse sono: buddhista (21%), taoista (4,3%), musulmana (7%), cristiana (3-4%).
Un discorso a parte merita il lamaismo. E' questa una particolare forma di buddhismo diffusa soprattutto in Tibet il cui capo politico e spirituale è il Dalai Lama.
Storia
I siti preistorici - rinvenuti nei 600 km che si estendono lungo il Fiume Giallo e lungo il suo affluente, lo Wei He, nel centro-nord orientale del Paese - identificano quest'area come la culla della civiltà cinese. Prima del 221 a.C., data della fondazione del primo Impero cinese, la Cina era divisa in tanti stati feudali che combattevano tra loro guerre cruente al fine di ottenere la supremazia politica e territoriale. Quest'epoca, detta degli "Stati Combattenti", non fu solo un periodo caratterizzato da scontri sanguinosi ma anche da un grande fermento filosofico e artistico .
L'unificazione della Cina risale all'imperatore Qin Shihuang che regnò dal 221 al 206 a.C. a Xi'an, lasciando grandiose testimonianze del suo operato, dalla Grande Muraglia ottenuta quale completamento delle fortificazioni erette da diverse popolazioni, allo stupefacente esercito di terracotta formato da oltre 7000 soldati alti tra i 1,75 e i 1,94 m e pesanti sino a 200 Kg. La struttura dell'impero cinese, basata sui cardini dell'imperatore e della burocrazia stabiliti da Qin Shihuang, era destinata a conservarsi inalterata fino al principio di questo secolo.
I confini raggiunti nei periodi di massima espansione sono stati nel complesso mantenuti anche dopo il passaggio dalla forma di governo monarchica a quella repubblicana. Durante la sua lunga storia l'impero cinese ha conosciuto epoche di grande splendore e di decadenza, epoche di unità nazionale ed epoche più buie caratterizzate da scontri e divisioni.
I successivi periodi sotto la dinastia Han Occidentale (Xi'an, 206 a.C.- 23 d.C.) e Han Orientale (Luoyang, 25-220 d.C.) diedero grande impulso allo sviluppo della regione e della Cina tutta, grazie anche all'apertura della Via della Seta (114 a.C.). Seguirono circa tre secoli e mezzo di relativa disgregazione nazionale durante i quali le quattro città, insieme a Datong a nord, Hanyang a sud e Nanjing a sud-est, si contesero la supremazia sull'intero territorio.
La riunificazione avvenne sotto la dinastia Sui (Xi'an, 581-618) ed è soprattutto sotto la successiva dinastia Tang (Xi'an, 618-907) che si ebbe un altro straordinario sviluppo.
Si riaprì la Via della Seta e Xi'an divenne la città più importante del mondo, con un milione di abitanti entro le poderose mura di 8,5 per 10 km, ed un altro milione di persone ammassate al di fuori di queste.
L'ultimo periodo di grande splendore della regione fu sotto la dinastia Song che stabilì la capitale prima a Kaifeng (970-1126) e poi a Hangzhou (1126-1279), 1000 km a sud est, sul mare.
Nel 1279 la capitale venne spostata a Pechino da Qubilai Kan, nipote del conquistatore mongolo Gengis Kan, ed è alla sua corte che giunse Marco Polo.
La dinastia mongola Yuan regnerà sino al 1368, seguita dalla cinese Ming (1368-1644) e infine dalla dinastia Qing (1644-1911) di conquistatori Manciù, sino all'ultimo imperatore Puyi.
E' a partire dal 1842, data che segna la fine della Guerra dell'Oppio (1839-1842) e l'apertura della Cina al commercio occidentale, che comincia la trasformazione e la disintegrazione del vecchio mondo cinese.
Gran parte della Cina che noi oggi vediamo è però il frutto degli avvenimenti di questi ultimi 90 anni, anni in cui l'avvento del partito comunista e le figure di due grandi leader come Mao Zedong e Deng Xiaoping hanno dominato il pensiero e il comportamento di milioni di persone. Le trasformazioni da essi realizzate hanno stravolto completamente l'assetto politico sociale della nazione, toccando e rivoluzionando ogni aspetto della vita quotidiana del cittadino cinese e rendendolo più di ogni altra cosa ciò che egli è oggi.
In un viaggio in Cina si sente infatti molto più forte l'influenza del comunismo piuttosto che l'influenza del retaggio storico millenario che ha caratterizzato questo grande Paese.
Costituzione
La Costituzione del 4 dicembre 1982, la quarta nella storia della Repubblica Popolare Cinese, ha sancito il predominio del partito comunista cinese sulla società e sullo stato. La Costituzione ha inoltre confermato che la Cina Popolare è uno Stato Socialista di dittatura del proletariato e ha affermato che essa è uno stato unitario plurinazionale. Nel 1993 è stato iscritto il principio dell'"economia socialista di mercato" e nel 1999 è stato riconosciuto il ruolo del settore privato nell'economia e il diritto alla proprietà privata.
Situazione politica
Il potere in Cina è tenuto saldamente dal Partito Comunista.
Negli ultimi anni la morsa politica economica e sociale che attanagliava i cinesi si è comunque allentata.
Rispetto al passato oggi viene incentivata la proprietà privata e l'arricchimento personale. Coesistono perciò due sistemi ben diversi: il capitalismo e il comunismo. I cinesi lo chiamano il terzo sistema, un modo non troppo doloroso e veloce per permettere all'individuo di riacquisire diritti sino ad ora negati.
Attualmente il Presidente della Repubblica è Hu Jintao. Il Primo Ministro, nominato dal Presidente ed approvato dal Parlamento, è Wen Jiabao.
Economia
Con una superficie coltivata pari al 10% circa del territorio, la Cina è uno dei maggiori produttori agricoli mondiali.
L'agricoltura in Cina è molto sviluppata e occupa più della metà della popolazione, praticamente l'80% dei cinesi vive in campagna. Le principali coltivazioni sono quelle dei cereali (soprattutto riso, grano e soia) insieme al cotone, la canna da zucchero e il tè; importante è anche l'allevamento (suini e bovini).
La Cina è il primo Paese al mondo nel settore della pesca ed è ricchissima di risorse minerarie, in particolare carbone (che rappresenta la principale fonte energetica), petrolio e gas naturale. Nella struttura della produzione industriale si è operato un significativo passaggio dall'industria pesante (concentrata nel nord-est e sud-est) all'industria leggera, con produzioni destinate al mercato interno e internazionale. Nelle aree costiere meridionali e soprattutto nelle "zone economiche speciali" predominano le industrie leggere produttrici di beni destinati all'esportazione. La Cina e' il maggior produttore mondiale di acciaio, carbone, cemento, fertilizzanti chimici, prodotti tessili.
La Cina e', inoltre, il detentore delle maggiori risorse idroelettriche; il terzo maggiore armatore dopo Giappone e Corea; l'ottavo come fatturato nel turismo.
La progressiva liberalizzazione dell'economia e il cospicuo afflusso di capitali stranieri stanno determinando profonde trasformazioni in quasi tutti i comparti del settore industriale.
Principali prodotti importati: attrezzature elettromeccaniche 42,0%; prodotti chimici 14,6%; filati, tessuti e loro prodotti 6,7%; acciai e ferri 4,6%; prodotti petroliferi 4,3%.
Principali prodotti esportati: attrezzature elettromeccaniche 30,0%; abbigliamento e accessori 15,5%; filati, tessuti e loro prodotti 6,7%; prodotti chimici 5,4%; calzature 4,5%.
Festival e tradizioni
In Cina vengono usati contemporaneamente sia i calendario occidentale sia il calendario lunare. Le feste principali, più tradizionali e sentite dalla popolazione seguono quest'ultimo, e non hanno perciò una data fissa.
La più importante è il Capodanno cinese o Festa di Primavera (chunjie), che cade tra gennaio e febbraio. E' questa la grande festa dei cinesi, e nonostante ufficialmente duri solo 3 giorni, negozi ristoranti e servizi al pubblico chiudono anche per una settimana. E' l'occasione per fare piccoli viaggi e recarsi a trovare amici e parenti spesso lontani. E' una festa che si trascorre principalmente in famiglia, un poco come il nostro Natale, tutti insieme intorno a una tavola imbandita, dove mai possono mancare i biscotti della luna (yuepin). La tradizione vuole inoltre che si vada a trovare i parenti e le persone di maggiore riguardo della comunità o del lavoro, portando con se i suddetti biscotti e dei messaggi augurali.
Del calendario lunare, spesso legate ai cicli dell'agricoltura, sono poi rimaste altre festività, come la Festa delle Lanterne (15° giorno dopo la chunjie), la Festa del Drago (5° giorno del 5° mese, Maggio/Giugno), la Festa dell'Autunno (Settembre/Ottobre), e tante altre feste a carattere regionale.
In base al calendario solare sono invece state fissate le feste della Cina moderna, tra le quali, la più popolare e sentita è quella del 1 ottobre, anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese (1 ottobre 1949).
Dal 1963 l'Harbin Ice Festival attira ogni inverno, a gennaio, centinaia di migliaia di turisti che giungono ad Harbin per ammirare le grandiose sculture di ghiaccio e di neve, luci e musiche. E' questa l'eredità di un'arte secolare che già nel Seicento, all'epoca della dinastia Qing, si esprimeva nella realizzazione di lanterne di ghiaccio.