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India

 

 

 

 

 

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Autori: www.iMondonauti.it

Aggiornamenti di: Raffaella Milandri 

Foto: Susanna BalzarroRaffaella Milandri

Un viaggio in India è una di quelle esperienze che non si scordano più.

L'India è un Paese che non può lasciarvi indifferenti: o lo si adora o lo si odia, ma indifferenza proprio no.

Non è un Paese facile da visitare e molti turisti sono felicissimi di risalire sull'aereo ed andarsene, salvo poi desiderare di tornarci l'anno successivo.

E', come molti lo definiscono, un continente più che un Paese, offre una moltitudine di cose da fare, da vedere e, soprattutto, da vivere totalmente lasciandosi coinvolgere dalle atmosfere che di continuo vi avvolgono anche passeggiando semplicemente per strada o durante uno degli interminabili viaggi in treno.


 

Passaporto e visto

Per entrare in India è necessario il passaporto con almeno 6 mesi di validità.

 

Il visto è obbligatorio.

Per il rilascio del visto, chi risiede nel Nord Italia (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Trentino alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) deve rivolgersi all' Indian Visa Outsourcing Centre situato in Via Marostica 34, Milano (metro fermata Gambara; tel. 0248701173, fax 0248715436; www.indianvisamilan.com ; info telefoniche dalle 14.30 alle 18).

Chi risiede nel Centro e Sud Italia (Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna) deve rivolgersi all'Ambasciata d'India a Roma, via XX Settembre 5 (tel. 064884642, fax 064819539, www.indianembassy.it ).

Se non si abita a Milano e dintorni, è possibile ottonere il visto anche a mezzo corriere: dal sito scaricate i moduli e compilatene accuratamente sia il lato A che quello B; inviateli in busta assieme al passaporto con scadenza non inferiore a 6 mesi, 2 foto 5x5 cm, bonifico di 68 euro per il visto + 20 euro + 20 euro per spese di spedizione tramite corriere.

Il rilascio avviene generalmente in una settimana, ma può essere richiesta una procedura d'urgenza con pagamento di relativo supplemento.

 

Fate bene attenzione che il visto che vi é inizialmente rilasciato in Italia è valido dal giorno del rilascio e non dal momento dell'ingresso nel Paese, e che solamente i visti di 6 mesi sono poi eventualmente prorogabili una volta arrivati in India.

 

Se il passaporto in vostro possesso è stato emesso da meno di 6 mesi dovete presentare anche il passaporto vecchio oppure una dichiarazione in inglese attestante che fine ha fatto quello vecchio.

 

Secondo la nuova normativa, i titolari di visti turistici per l’India ad ingresso multiplo dovranno rispettare un intervallo di due mesi tra una visita in India e la successiva. Deroghe sono previste in caso di itinerari che prevedano visite in Paesi confinanti e quindi se l’India è base di rientro tra un viaggio e l’altro, e in caso di emergenze.

Il visto di transito viene concesso per un periodo massimo di 3 giorni e costa 12 euro (è bene esserne in possesso se si decide di proseguire il viaggio per Nepal, Sri Lanka o Maldive perché, in caso di ritardi di volo con conseguente perdita delle coincidenze, senza il visto di transito è impossibile lasciare l'aeroporto).

Una volta entrati nel Paese è possibile prolungare il visto solo in casi gravi e documentati (in alternativa potete uscire dal Paese e rientrare rapidamente dalla Thailandia per eventuali altri 6 mesi ).

 

Per alcune zone (Kashmir, Uttar Pradesh, Himachal Pradesh, Arunachal Pradesh, Sikkim, Nagaland, Manipur, Mizoran) è necessario ricevere un permesso speciale (Restricted  Area Permit, RAP) da richiedersi prima della partenza all'Ambasciata o al Consolato indiano in Italia o, in loco, al Foreigners' Regional Registration Office (Hans Bhavan, vicino alla stazione di Tilak Bridge, Delhi, tel. 23319489, orario da lun. a ven. 9.30-13.30, 14.00-16.00; quest'ufficio rilascia anche, in caso di necessità e gratuitamente, proroghe del visto di 15 gg.)

 

Per le isole Andamane è necessario richiedere il visto che viene rilasciato in aeroporto al momento dell'arrivo. Ha validità di 1 mese.

 

Vaccinazioni

A chi entra in India partendo dall'Italia non sono richieste vaccinazioni particolari, anche se è opportuno prendere alcune precauzioni.

Sono consigliate le vaccinazioni antitifica, antitetanica e contro l'epatite A e B.

Il rischio di malaria esiste tutto l'anno in tutto il Paese ad eccezione degli stati di Himachal Pradesh, Jammu, Kashmir e Sikkim. Registrata una forte resistenza del P. falciparum alla clorochina.

 

Ora

Il fuso orario è di 4 ore e mezzo avanti rispetto all'Italia, 3 ore e mezzo quando in Italia è in vigore l'ora legale. Ciò significa che quando a Delhi è mezzogiorno in Italia sono le 7.30 (le 8.30 quando in Italia vige l'ora legale).

 

Cosa vedere

Le possibilità di visita in un territorio così vasto e diversificato come lquello dell'India del Nord sono praticamente infinite.

Per chi si reca in India per la prima volta un buon punto di partenza potrebbe essere quello attraverso il colorato stato del Rajastan, con tappe a Jaipur, Bikaner, Jaisalmer, Jodhpur, Pushkar, Bundi, Chittorgarh, Udaipur più un eventuale estensione fino ad Agra per ammirare il maestoso Taj Mahal. Questo tragitto offre la possibilità di visitare il deserto del Thar, l'architettura moghul, i ritrovi hippy del lago di Pushkar e le città fortificate.

 

Un secondo itinerario potrebbe essere quello di aggiungere alle città del Rajasthan il territorio del Gujarat per ammirare i templi jainisti in cima a Girnar Hill o le spiagge della zona di Diu.

Ma altre estensioni, da affiancare alle città fortificate del Rajasthan che restano l'attrattiva di maggior richiamo del territorio settentrionale, si possono fare fino a Varanasi, una delle città sante più importanti, oppure i centri di villeggiatura in collina di Shimla e Dalhhousie, spingendosi fino a Daramshala, cento culturale e residenza del Dalai Lama.

Per gli amanti del trekking a Manali si possono trovare moltissimi percorsi interessanti che vanno da un paio di giorni a due settimane.

 

Da non dimenticare inoltre una visita ad una delle città più affascinanti dell'India, Calcutta.

Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati





 

Quando andare

Se si escludono le regioni dell'estremo nord il rimanente territorio dell'India settentrionale è preferibile visitarlo da ottobre ad aprile quindi dopo e prima l'arrivo dei monsoni, calcolando che i primi tre mesi sono decisamente più freschi e con temperature gradevoli (da un minimo di 7°-15° C a un massimo di 20°-30° C) rispetto agli ultimi in cui si raggiungono giornate veramente calde (min. 20°C, max 35°-40° C).

Sconsigliati vivamente i mesi di luglio e agosto in cui i monsoni raggiungono il massimo della loro forza, portando inondazioni e disastri un po' ovunque (fino a 1500-2000 mm. di precipitazioni).

 

Quanto stare

Almeno un mese sarebbe il minimo necessario per ammirare con calma quello che il territorio dell'India del Nord può offrire, tenendo conto delle estrema lentezza degli spostamenti tra un luogo e l'altro. Certo chi affronta l'itinerario offerto da un viaggio organizzato può contare sul risparmio di tempo negli spostamenti, ma deve fare anche il conto spesso con visite a monumenti e luoghi tutto sommato molto veloci.

Chi viaggia per proprio conto si renderà conto, al momento di firmare i registri degli alberghi dove é richiesto il tempo che una persona ha deciso di soggiornare in India, che c'e' gente in giro per il Paese anche per periodi lunghissimi come tre o sei mesi.

 

Da mettere in valigia

Blue-jeans e pantaloni leggeri di cotone, calze di lana e scarpe robuste per chi si reca nelle zone più a nord, sandali, magliette e camicie di cotone, un maglione di lana, giacca a vento e sacco lenzuolo o a pelo. 

Le donne indiane non mostrano mai le gambe e le spalle quindi evitate pantaloncini corti, minigonne e canottiere.

Una farmacia da viaggio con collirio, antinevralgici, antipiretici, antibiotici, cerotti, disinfettanti intestinali e amuchina per disinfettare l'acqua. Naturalmente un buon repellente per gli insetti, una torcia elettrica con pile di ricambio, un adattatore e un coltello multiuso.

 

Elettricità

La corrente elettrica è a 230-240 volt ma spesso salta a causa di continui guasti e delle linee sovraccariche.

Le prese sono di un tipo simile a quelle europee, con tre buchi rotondi anche se a volte un po' più grossi di quelli italiani, oppure di tipo inglese con lamelle piatte; per questo è consigliabile avere con sè una torcia elettrica e un adattatore.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( India) abbiamo un voltaggio di 230 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Europea a 2 poli

Britannica vecchio tipo a 3 poli
 
 
 

Ambasciate e indirizzi

 
Ambasciata e Consolati 
Ambasciata d'Italia in India 50-E Chandragupta Marg , Chanakyapuri, New Delhi
tel: +91-11-26114355, fax: +91-11-26873889
tel 2: cell. funzionario di turno: 9810158737
posta elettronica: ambasciata.newdelhi@esteri.it
sito web: www.italembdelhi.com/
Ambasciata indiana Via XX Settembre 5, Roma
tel: 064884642, fax: 064819539
tel 2: 064884643, tel 3: 064884644; 064884645; 0642013916 (info)
posta elettronica: visa.query@indianembassy.it
sito web: www.indianembassy.it/
altre informazioni utili: Rilascio visti per i residenti in Centro, Su Italia e Isole. Presentazione domanda visti: da lunedì a venerdì dalle 14:00 alle 15:30 (individuale) dalle 9:30 alle 10.30 ( per agenzie)
Consolato Generale d'Italia 3, Raja Santosh Road, Alipore, Calcutta
tel: 033-24792414, fax: 033-24793892
tel 2: 033-24792426, tel 3: Cell. Funzionario di Turno: 9831212216
posta elettronica: consolatogenerale.calcutta@esteri.it
Consolato Generale d’ Italia Mumbai
tel: 022-23804071/73, fax: 022-23874074
tel 2: 022-23811941/42, tel 3: Cell. di servizio: 09820154078
posta elettronica: consulgeneral.mumbai@esteri.it
Consolato Indiano in Italia Via Larga 16, 20122 Milano
tel: 02-805769
altre informazioni utili: Per i visti: Indian Visa Outsourching Centre , Via Marostica 34 (M fermata Gambara)
Consolato Onorario C/o Guala Closures (I) Pvt. Ltd., D-1, Sesa Ghor,, Panjim, Goa
tel: +91-832-2438944/5, fax: +91-832-2438943
posta elettronica: gualaclosures@vsnl.com
Foreigner's Registration Offices 237 Acharya J.C.Bose Rd, Calcutta
tel: 033-2473301
Foreigner's Registration Offices 1° piano, Hans Bhavan, Tilak Bridge, Delhi
tel: 011-3319489
Indian Visa Outsourching Centre Via Marostica 34, Milano
tel: 0248701173, fax: 02 48715436
posta elettronica: visa@indianvisamilan.com
sito web: www.indianvisamilan.com
altre informazioni utili: Rilascia i visti per i residenti in Nord Italia. Presentazione domanda visti: dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30
 
Turismo e Cultura 
Campeggi YMCA P.O.B. 14, Massey Hall, Jai Singh Road, New Delhi
Federation of Hotel and Restaurant Associations M-75 (Market), Greater Kailash II, New Delhi
tel: 11-26484779, fax: 11-26464194
posta elettronica: hotels@planetindia.net
sito web: www.fhraindia.com/
Jet Airways Reservation & Ticketing Office Via Bissolati 54, Roma
tel: 0642011953, fax: 0642012479
posta elettronica: sima.rm@sima.it
Jet Airways Reservation & Ticketing Office Via Albricci 8, Milano
tel: 0280509185, fax: 0280298694
posta elettronica: sima.mi@sima.it
Ufficio del turismo 191 The Mall, Agra
tel: 0562-363377
Ufficio del turismo Kentucky Fried Chicken Bldg.48 Church St, Bangalore
tel: 080-25585417
Ufficio del turismo SEmbassy 4 Shakespeare Sarani, Calcutta
tel: 033-22821402
tel 2: 033-22821475
Ufficio del turismo 88 Janpath, Delhi
tel: 011-23320005
tel 2: 011-23320342, tel 3: 011-23320008
sito web: www.incredibleindia.org/
Ufficio del turismo State Hotel, Khasa Kathi, Jaipur
tel: 0141-2372200
Ufficio del turismo 15B The Mall, Varanasi
tel: 0542-2501784
Ufficio Nazionale del turismo Indiano Via Albricci 9, Milano
tel: 02804952, fax: 02-2021681
posta elettronica: info@indiatourismmilan.com
sito web: www.indiatourismmilan.com
Youth Hostels Association of India 5 Nyaya Marg, Chanakyapuri, New Delhi
tel: 11-26871969, fax: 11-26113469
tel 2: 11-26110250
posta elettronica: yhostel@del2.vsnl.net.in
sito web: www.yhaindia.org/
 
Sanità e Sicurezza 
AAUI (soccorso stradale in tutta l'India del Nord New Delhi
tel: 11-26672574
tel 2: 11-26234636, tel 3: 11-26232828
altre informazioni utili: funzionante 24h su 24
Apollo Hospital Sarita Vihar - Mathura Road, New Delhi
tel: 11-26925858, fax: 11- 26823629
tel 2: 11-26925801, tel 3: 11-2692588
sito web: www.apollohospdelhi.com/
altre informazioni utili: tel. 16001111 (ambulanza)
Centro specializzato nei rimpatri per emergenza 112 Jor Bagh, New Delhi
tel: 11-24658075, fax: 11-24618286
tel 2: 11-24611667, tel 3: 11-24653170
posta elettronica: pbery@vsnl.com
sito web: www.meereessistance.com/
altre informazioni utili: rivolgersi al dott. Pradeep Bery
Polizia tel: 100
Privat Hospital DLF Qutb Enclave phase II , Mehrauli Road, Gurgaon (vicinanze New Delhi)
tel: 11- 28351162, fax: 11-28352527
tel 2: 11- 28352907
Pronto soccorso tel: 101
 
 
 

Voli e come arrivare

Alitalia (www.alitalia.it) offre voli diretti con partenza da Roma e destinazione Delhi o Mumbay. Essendo voli diretti le tariffe sono naturalmente più alte di quelle di Air India (tel. 0286453641, www.airindia.com) che vola su Delhi, Mumbai e Bangalore via Francoforte. 

Voli diretti anche quelli di Eurofly (www.eurofly.it) in partenza trisettimanalmente da Roma per Delhi. Sempre da Roma /Milano  si possono raggiungere le principali destinazioni indiane anche con Air France (via Parigi), British Airways (via Londra), Klm (via Amsterdam), Qatar Airways (via Doha). Interessante la proposta della Lufthansa e di Austrian Airlines che collegano l'Italia a Delhi e Mumbay con voli giornalieri via Francoforte o via Vienna con partenza da Roma e Milano, ma anche da altre città italiane del nord come Torino, Bologna, Firenze, Venezia e Verona (tel. 199400044, www.lufthansa.it; tel. 0289634296, www.austrianairlines.it).

I tempi medi di volo variano invece dalle 8 h 10 min. di un volo diretto Milano-Delhi alle 12 h 35 min. di un volo Roma-Chennai via Londra.

 

Per chi volesse tentare l'avventura in macchina o moto, è meglio consultare prima della partenza l'ACI, che vi darà la lista completa della documentazione necessaria per attraversare i vari Stati, oltre alle delucidazioni sull'itinerario consigliato da seguire.



 

Tasse di ingresso-imbarco

Normalmente incluse nel costo del biglietto internazionale.

 

Spostarsi e trasporti

Voli interni

Per chi intende spostarsi in aereo, se da un lato la qualità dei vettori, e conseguentemente il livello di sicurezza,  sono decisamente migliorati, dall'altro lato bisogna tener presente che sono ancora frequenti problemi lagati ad overbooking, ritardi o cancellazione di voli. 

Indian Airlines (www.indian-airlines.com), ma soprattutto Jet Airways (www.jetairways.com, stessi prezzi e servizio eccellente) offrono una grande quantità di collegamenti con le principali città del Paese.

Indian Airlines ha uffici praticamente in tutte le città: vi saranno utili per informazioni e prenotazione di biglietti (accettano pagamenti sia in valuta straniera che con carta di credito).

Ricordate comunque che è sempre meglio fare la prenotazione con largo anticipo visto che i voli sono sempre molto affollati.

Acquistare voli interni indiani dall'Italia non è cosa semplice.

I siti delle compagnie aeree indiane, come quello delle ferrovie, accettano solo carte di credito emesse in India. Per acquistare i voli della Jet Airways ci si può comunque rivolgere alla rappresentanza italiana della compagnia, a Roma (via Bissolati 54, tel. 0642011953).

Attualmente sono attive anche altre numerose compagnie aeree (comprese quelle low cost) ma attenzione a non barattare il prezzo con la sicurezza! Ottima e supereconomica Air Deccan (www.airdeccan.net).

La Sahara Airlines (www.saharaairline.com) è invece il terzo vettore indiano per grandezza e raggiunge diverse importanti destinazioni.

 

Se pensate di spostarvi molto in aereo potrebbe essere conveniente acquistare qualche pass (Discover India o Visit India o Indian Wonder) ma confrontate sempre prima il costo del pass e quello dei singoli biglietti perchè non sempre il pass conviene.

 

Le isole Andamane sono raggiungibili con voli interni in partenza da Delhi, Calcutta, Chennay o Mumbay.

Mezzi pubblici

Uno dei modi più affascinanti di spostarsi all'interno del Paese rimane comunque il treno.

In India c'è una tra le più estese reti ferroviarie del mondo, un viaggio in seconda classe è sempre molto economico e vi dà la possibilità di spostarvi lentamente sul territorio in vecchie carrozze con i sedili ancora in legno e trainati da locomotive a vapore. Non mancano comunque i treni rapidi (Special Express e Express Mail) che, puntuali e dotati di aria condizionata, fermano solo nelle grandi città.

Per sapere tutto su orari e itinerari, con poche rupie potrete comprare nelle edicole delle stazioni  la guida nazionale Trains at a Glance.

Se poi avete intenzione di usare il treno come mezzo privilegiato potete procuravi l'Indrail Pass, valido fino a un max di 3 mesi e acquistabile o in Italia o presso l'International Tourist Bureau della stazione di Delhi e nelle principali stazioni ferroviarie indiane (www.indianrailways.gov.in; www.indianrailway.com).

Ricordate anche che nelle stazioni principali si trovano i tourist quota, uffici per i turisti dove è possibile acquistare i biglietti ferroviari (a prezzo sicuro) relativi a posti riservati ai turisti medesimi (per qualsiasi classe e partendo la stessa sera se lo si desidera).

Nelle stazioni minori l'acquisto di un biglietto può essere piuttosto complicato: dovrete compilare un modulo per ogni tratta e ci sarà sempre la possibilità di finire in lista di attesa (waiting list), il che significa sapere solo il giorno stesso della partenza se si potrà partire o no.

Presso il sito delle ferrovie indiane (www.irctc.co.in) è possibile acquistare anticipatamente i biglietti ferroviari solo se si è in possesso di carta di credito indiana. Un'ottima alternativa è costituita dal sito www.cleartrip.com dove si possono verificare le tratte e acquistare i relativi biglietti pagando con la Visa.

Le tariffe variano notevolmente a seconda del treno e del tipo di posto prescelto.

 

Il modo più comune di spostarsi rimane comunque il bus.

Ve ne sono di diverse categorie: ordinary, deluxe, express, semi-delux anche se in realtà, a parte qualche raro caso, non si discostano tanto uno dall'altro per quel che riguarda la comodità, mentre l'unica differenza è costituita dal numero delle fermate.

Rispetto ai treni gli autobus hanno il vantaggio di essere più veloci ma meno sicuri, infatti lo stile di guida dei conducenti, specialmente all'inizio, vi creerà qualche tensione ma vi abituerete presto alle loro manovre a volte veramente spericolate.

I bus pubblici sono meno comodi di quelli privati ma sono abbastanza puntuali e arrivano direttamente nelle stazioni dei bus e quindi nei centri delle città: per questi motivi sono da preferire se vi spostate da uno Stato all'altro e quindi se dovete compiere lunghi tragitti.

I bus privati (Vip) sono dotati di maggiori comfort (sedili reclinabili, aria condizionata a palla) ma sono sconsigliabili se dovete scendere non alla fine del percorso, ma in qualche località intermedia. In questi casi infatti in genere vi fanno scendere in corrispondenza di qualche incrocio e poi vi dovete arrangiare per arrivare a destinazione.

 

Nelle isole Andamane, un servizio di traghetto vi consentirà di arrivare all'isola di destinazione con partenza da Port Blair. Orari di partenza e durata della traversata sono molto variabili.

Mezzi a noleggio

Per quanto riguarda le automobili, in genere in India si noleggiano comprensive dell'autista, che sarà a vostra completa disposizione 24 ore su 24 e vi lascerà liberi di scegliere quello che volete vedere, accontentandosi pure di dormire in auto (questo per loro è assolutamente normale, non fatevene un problema).

Noleggiare un'auto con autista è inoltre senz'altro più economico e vi solleverà dal problema di viaggiare in mezzo al caotico traffico indiano.

Mediamente si spendono 35-40 euro al giorno benzina inclusa per una Ambassador con aria condizionata, 55-65 euro al giorno per un mini van Toyota, ottimo se viaggiate in più di due persone. Più giorni intendete usare del noleggio meno pagate: in ogni caso la contrattazione è d'obbligo.

Ricordate che con un'auto noleggiata potete visitare comodamente uno Stato ma non andare da uno Stato all'altro: per sconfinare bisogna pagare tasse molto alte al confine e non conviene. 

Per chi se la sentisse di guidare personalmente, nelle principali città è pur sempre possibile noleggiare un'auto rivolgendosi ad agenzie internazionali come la Hertz o la Budget o a più economiche agenzie locali. 

Evitate in ogni caso di viaggiare di notte.

Altri mezzi

Per spostarsi nei centri urbani il mezzo più usato è l'autorisciò, praticamente un apecar adibito al trasporto di due o più persone, molto economico e pratico; ne troverete a centinaia e un po' ovunque e vi costerà poche rupie per una corsa (da contrattare sempre con l'autista il prezzo prima della partenza!).

In alternativa troverete anche molti ciclorisciò ancora più economici visto che non consumano benzina ma ovviamente vanno bene, vista la lentezza, per brevi tratti, e i motorisciò (nelle grandi città).

La terza opportunità sono i taxi, ma vedrete che li userete veramente poco. Meno economici, permettono anche gli spostamenti da città a città (per es., il tragitto da Delhi a Dharamsala, circa 500 km, viene a costare 5000 rupie). Quasi tutti sono dotati di tassametro, ma non è detto che il tassista lo metta in funzione: in questo caso contrattate prima il prezzo della corsa.

Negli Stati centro settentrionali dell'India si trovano poi i tempo, carretti o furgoni trainati da vecchie motociclette: funzionano come taxi collettivi nelle campagne e collegano tra loro i piccoli centri. 

Patente

E' necessaria la patente internazionale.

Carburante



 

Hotel e pernottamento

In un albergo economico, una camera doppia con bagno privato costa in media 450 rupie, ma trovate anche camere a partire da 50-80 rupie; è consigliabile vedere sempre prima la stanza perché a questo prezzo ne troverete di carine, ma anche di estremamente sporche. Inoltre, se vi va, potete sempre contrattare sul prezzo, un'abitudine molto diffusa in India.

Nei pressi delle stazioni vi sono retiring rooms al costo di 50-60 rupie per persona in camerata, 200 rupie se volete una camera doppia. 

 

Per gli alberghi con prezzi medi si va dalle 300 alle 1400 rupie mentre se volete orientarvi su qualcosa di più costoso (ex palazzi di maharaja) si arriva a prezzi anche di 130-600 dollari e oltre, sempre naturalmente per una camera doppia con servizi e vari comfort.

In alternativa agli alberghi è possibile pernottare nei tanti ostelli della gioventù: hanno buoni servizi e talvolta sono in ottime condizioni, unico inconveniente è che spesso sono lontani dal centro della città. Ecco di seguito alcuni indirizzi: Delhi-Youth Hostel, 5 Nyaya Marg, Chanakyapuri; Rajasthan- Youth Hostel, SMS Stadium, Bhagwandas Rd.Jaipur; Jammu e Kashmir- Patnitop Youth Hostel, c/o Tourist Office, Kud.; Uttar Pradesh- Youth Hostel, Malli Tal, Agra.

 

Nelle isole Andamane è possibile pernottare in bungalow di buon livello al costo di 6000-8000 rupie la camera, in camere di livello medio al costo di 2000-3000 rupie la camera, o in camere economiche situate in capanne di paglia con servizi in comune a partire da 150 rupie a notte.

I resort di categoria più alta sono prenotabili anche via internet mentre gli altri si devono prenotare direttamente sul posto (magari dopo aver visionato le camere offerte). Tenete presente che non tutti i resort di medio livello sono disposti a dare una stanza ai turisti occidentali preferendo spesso destinarle al turismo indiano.



 

Cucina e mangiare

La cucina  indiana varia da regione a regione. Al Sud è più piccante e ricca di piatti vegetariani; al Nord, per l’influenza musulmana, meno piccante e con maggioranza di piatti a base di carne (pollo e montone). E’ raro trovare carne bovina e suina.

Il pasto indiano è composto da una vasta scelta di piatti di verdura cotta e talvolta di carne o pesce, accompagnati da riso e da lenticchie (il dhal, il piatto tipico).
Non mancano salse di vario genere, spesso piccanti, ed  i numerosi tipi di pane locale (chapati, nan, rhoti, etc.).
Da assaggiare il formaggio cotto indiano (paneer) ed i famosi piatti tandoori (carne o pesce marinati in salsa di limone, spezie e yogurt e cotti in uno speciale forno di terracotta).

Poca la frutta al nord e in Rajasthan, abbondante e gustosissima al sud.
 

 

Mangiare in India è piacevolmente economico anche se spesso, quando vi trovate fuori dei grandi centri, la scelta è abbastanza scarsa e si limita ad un piatto di riso con verdure e chapati (spesso i piatti sono eccessivamente speziati per il palato europeo: se non siete amanti del piccante (hot) è opportuno che lo diciate al cameriere). 

Per questo è bene approfittare quando vi capita l'occasione di imbattervi in un buon ristorante anche se la spesa di 5-10 euro vi potrà sembrare una follia visti gli standard indiani che consentono di mangiare con veramente poche rupie (in genere un piatto costa 20-50 rupie nei ristoranti più economici, 75-120 rupie in quelli medi). 

Diciamo comunque che, accontentandosi dei ristorantini sulla strada (dhaba), un pasto completo costa in media 1-3 euro.

Di ristoranti se ne incontrano tantissimi, un po' per tutte le esigenze, compresi quelli degli alberghi, in genere più cari (550-750 rupie per una cena a buffet in hotel di lusso) e preferiti talvolta dai turisti nella convinzione che siano più "sicuri". In realtà di sicuro c'è solo la presenza dell'aria condizionata al massimo, cosa che non facilita certo una buona digestione...

 

Nelle isole Andamane, per mangiare potete andare nei ristoranti annessi ai resort di alto livello se volete un servizio di qualità. Ovviamente i prezzi sono proporzionati: spenderete circa 800-900 rupie a persona.

Nei ristorantini economici potrete invece cavarvela con molto meno: 60-100 rupie a persona, 120 rupie se opterete per un pranzo/cena a base di pesce.

 

In India si mangia con la mano destra e, se si è ospiti, non farlo è sinonimo di poco rispetto.

Se cenate presso una famiglia sikh ricordatevi di finire tutto quanto avete nel piatto: avanzare qualcosa è un insulto alla povertà. Ricordate anche di non offrire carne.

 

Moneta e cambio

La moneta indiana è la rupia suddivisa in 100 paise. Ci sono monete da 5, 10, 20, 25 e 50 paise, 1, 2, 5 rupie; banconote da  10, 20, 50, 100, 500 rupie.

 

Nelle maggiori città indiane è possibile cambiare tranquillamente sia valuta straniera (portate tranquillamente euro) che travellers' cheque, ma attenzione che fuori dalle città più importanti e in particolar modo in piccoli centri potrete trovare difficoltà a cambiare addirittura i dollari in quanto non tutte le banche di paese sono abilitate al cambio.

Vi conviene cambiare direttamente in hotel, ancor meglio negli uffici di cambio, le banche aprono piuttosto tardi, alle 10 di mattina (orario: lun.-ven.10-14, sab. 10-12).

Le carte di credito più diffuse (MasterCard, Visa, Cirrus, Maestro) sono accettate senza problemi solo negli hotel e ristoranti di alto livello.

Solo nelle città principali si trovano bancomat da cui prelevare direttamente moneta in valuta locale.

Cercate di avere con voi sempre un po' di rupie in banconote di piccolo taglio perché difficilmente tassisti, piccoli negozianti ecc. saranno in grado di darvi il resto.

Non accettate banconote sporche, strappate o in condizioni pietose perché difficilmente poi ve le accetteranno

 

Cambio attuale:

1 Euro = 84,22 Rupia Indiana
1 USD = 61,59 Rupia Indiana

dati aggiornati al 25/10/13

 

Posta e telefono

Il servizio postale in India è molto efficiente, l'orario di apertura degli uffici  va dalle 10 alle 17 tutti i giorni esclusa la domenica e il sabato (chiusura ore 12); spesso i francobolli si possono acquistare negli alberghi di categoria elevata evitando così lunghe code.

 

La rete telefonica indiana è buona, gli apparecchi pubblici si trovano nei negozi riconoscibili  dalla scritta esterna STD/ISD. Sono diffusissimi e aperti anche la notte.

In media una telefonata costa 13 rupie al minuto, si può seguire la tariffa sullo schermino accanto perché sono computerizzati e bisogna richiedere la ricevuta (molto più caro telefonare dagli hotel). Informatevi prima perché in certe ore del giorno le tariffe sono ancor più convenienti. 

Per telefonate locali anteporre lo 0 al prefisso della località. 

Nella maggior parte di questi negozietti ci si può collegare a internet: mediamente il costo è di 50-60 rupie per 1 ora di collegamento. Più caro il collegamento fatto dall'hotel: circa 200 rupie all'ora.

 

Il prefisso internazionale per chiamare l'Italia è lo 0039 seguito dal numero desiderato, potete anche richiedere una telefonata a carico del destinatario digitando lo 0003917. 

I cellulari funzionano quasi ovunque a meno che non vi rechiate in zone rurali particolarmente disagiate.

La scelta migliore per telefonare e ricevere telefonate è quella di acquistare una simcard indiana (costo 99 rupie ossia circa 2 euro con cui si possono effettuare circa 25 min. di telefonate locali. Tenete inoltre conto che gli operatori telefonici solitamente sono su base regionale e anche le tariffe per cui, se uscite dalla regione in cui avete acquistato la scheda, le telefonate vi costeranno un po' di più).

 

Sanità

I principali rischi sanitari cui possono essere soggetti i viaggiatori in India sono legati alle malattie trasmesse dagli alimenti e dall'acqua. 

Non bevete acqua dai rubinetti: in commercio troverete diverse marche di acqua minerale di cui è bene controllare la chiusura di sicurezza sul tappo. E' consigliabile usarla pure  per lavarsi i denti.

Non mangiate  verdura cruda o frutta che non potete sbucciare personalmente, crostacei e carni non ben cotte, evitate il ghiaccio.

 

Non dimenticate prima di partire di stipulare un'assicurazione sanitaria per far fronte ad eventuali ricoveri o rimpatri di emergenza e comunque, in presenza di disturbi sospetti, rivolgetevi ad un medico con tempestività. Gli alberghi di alto livello hanno generalmente un medico a disposizione dei turisti.

 

Tra le malattie si segnala una recrudescenza di dengue, un notevole rischio di gastroenteriti (amebiasi, salmonellosi) e la possibilità di focolai di encefalite balise (specie nel periodo monsonico) e leishmaniosi cutanea. Anche il colera è endemico, con possibili focolai epidemici. 

Alto il rischio di AIDS, da contagio e da emotrasfusione.

 

Sicurezza

L'India non è un posto pericoloso, si può circolare senza particolari problemi un po' ovunque sia di giorno che di notte. Ovviamente valgono le solite precauzioni indispensabili in ogni parte del mondo visto che piccoli furti sono possibili specialmente nelle grosse città.  In caso di furto dovete recarvi al più vicino posto di polizia e sporgere denuncia ricordandovi di farvi rilasciare una copia della denuncia per avvalervi della eventuale assicurazione.

 

Per le donne che viaggiano sole, visto che il sesso al di fuori del matrimonio non è più tabù, è consigliabile fare attenzione al modo di vestire (le spalle sono considerate una zona erogena e quindi vanno tenute coperte), e comunque non fate troppo caso a come sarete guardate, cercate piuttosto di ignorare eventuali corteggiatori  in maniera garbata ma decisa.

 

La legislazione indiana prevede condanne severe di almeno dieci anni di carcere per il possesso anche di modeste quantità di stupefacenti senza distinzione tra droghe leggere e pesanti, e la pena capitale in caso di rediciva. I casi di connazionali arrestati per reati di questo tipo sono in aumento; le autorità di polizia locali, un tempo più tolleranti, hanno inasprito la loro condotta.

 

Evitate le zone di confine con il Pakistan e prestate particolare attenzione in Kashmir dove la situazione politica è piuttosto delicata, anzi, se potete farne a meno per il momento evitatelo.

Prudenza nei trekking in Uttaranchal e Himachal Pradesh.

 

Comportamenti

Spesso gli indiani possono sembrare invadenti. Ovunque andiate avrete sempre persone che vi fanno un sacco di domande o bimbi che chiedono l'elemosina: non siate scontrosi con loro e non scacciateli in malo modo, questo comportamento fa parte del loro modo di vivere, quindi un semplice sorriso ed un invito energico a desistere e la cosa finisce lì, per poi ritrovarvi nella stessa situazione dopo cinque minuti, ma ci farete l'abitudine.

Se chiedete un'informazione a qualcuno sappiate che gli indiani, piuttosto che ammettere di non sapere dove si trova una via o un monumento, si inventano una risposta qualsiasi pur di farvi piacere. Quindi, prima di seguire un'indicazione chiedete a due o tre persone!

 

Avete presente come facciamo noi a dire "no" scuotendo la testa? Bene, per gli indiani fare un gesto simile vuol dire "sì"! Quindi, attenzione ai fraintendimenti!

 

Ricordate di entrare nei templi e nelle moschee dopo esservi tolti sempre le scarpe; molti luoghi non sono accessibili ai non indù, quindi non insistete.

Nei santuari sikh bisogna avere il capo coperto, nei templi jaina non si possono indossare oggetti in pelle. Al Taj Mahal non si può entrare con sigarette, fiammiferi o accendini.  

Prima di entrare nei recinti di stupa o gompa bisogna togliersi scarpe e cappello ed, eventualmente, chiudere l'ombrello; gambe e spalle devono essere coperte.

Non date mai la schiena alle immagini di Buddha, non arrampicatevi sulle statue anche se vi sembrano mezze diroccate e girate attorno agli stupa sempre in senso orario.

Non toccate mai i bramini, la casta sacerdotale.  

Se parlate con qualcuno di religione, non dichiaratevi mai atei poichè vi priva del senso di appartenenza: se siete europei per loro siete cristiani, ma se non volete definirvi tali rispondete che "Dio è uno".

 

Non scandalizzatevi mai e non lasciatevi andare a commenti pesanti davanti a spettacoli non proprio occidentali: gli indiani spesso con estrema disinvoltura si lavano o defecano per strada.

 

Non sparate a raffica fotografie per riprendere situazioni di miseria o di deformazioni e malattie, insomma lo scatto lo potete anche ottenere ma prima abbiate il buon senso di scambiare due chiacchere con loro e abbiate eventualmente voglia di sentire la loro storia, al limite contraccambiata da un piccolo dono (penne e quaderni ai bimbi, biscotti, piccolo giochi).

 

Evitate di toccare la gente, soprattutto i bambini, con la mano sinistra considerata impura, ed evitate anche di fare eccessivi complimenti a un bel bimbo in presenza della madre poichè gli indiani, piuttosto superstiziosi, ritengono che esista un "occhio malefico" geloso della bellezza.

Per questo motivo le mamme, oltre a riempire i figli di amuleti, truccano pesantemente bimbi anche molto piccoli cercando, in tal modo, di imbruttirli. E anche disdicevole accarezzare la testa dei bambini perché è la sede del chakra Sahasrara.

 

Viaggiare con bambini

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Viaggiatori disabili

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Curiosità

Tradizionalmente costituito da polvere di curcuma tritata ed impastata con succo di lime o di limone, oggi rimpiazzato da un piccolo adesivo di feltro di più facile uso, il kumkum è il caratteristico piccolo cerchio rosso o marrone che le donne indiane portano disegnato sulla fronte, all'incrocio delle sopracciglia.

Le sue origini risalgono a pratiche rituali e religiose antichissime ed è citato in vari testi religiosi, mitici ed epici.

Il colore rosso rappresenta la dea Shakti e alcuni ritengono che richiami le antiche e cruente pratiche di offrire sacrifici di sangue alle divinità.

Tutti i pensieri e le azioni sono governati da questo punto situato tra le sopracciglia in quanto lì sarebbe la sede della saggezza segreta, del controllo e della concentrazione.  Pertanto, il kumkum simboleggia la ricerca per l'apertura del terzo occhio. Gli indiani chiamano questa zona Agna o sesto Chakra.

Si crede che il kumkum venga portato solamente dalle donne sposate, ma non è corretto, perché anche le ragazze e gli uomini lo ricevono. La credenza deriva dal fatto che una volta il kumkum non era portato dalle vedove e dalle famiglie colpite da un lutto.

 

Guide e libri

 
 

Geografia e territorio

Le regioni che costituiscono l'India del Nord sono: Jammu Kashmir, Himachal Pradesh, Punjab, Haryana, Delhi, Rajastan, Gujarat, Uttar Pradesh.

Bhihar, West Bengal, Sikkim, Meghalaya, Assam Arunachal Pradesh, Nagaland Manipur, Mezoram, Tripura costituisco più propriamente l'India nordorientale.

 

Quella che é definita India settentrionale è delimitata a nord dalla catena dell'Himalaya e confina quindi con Cina, Nepal e Bhutan; ad ovest dal deserto del Thar e dalla Valle dell'Indo (Pakistan); ad est dalle montagne della Birmania.

L'Himalaya non è un'unica catena montuosa, ma è costituito da diverse catene intervallate da vallate, come quella di Kullu, nell'Himachal Pradesh, o la valle del Kashmir. La vetta più alta del territorio è il Kanchenjunga con i suoi 8598 m, ma tra i picchi più elevati  si ricorda pure il Nanda Devi (7817 m). Comunque, visto che la catena dell'Himalaya comprende le montagne più alte del mondo, si segnalano altre cime ben oltre i 7000 m come il Kamet (7756 m), il Shilla (7026 m) o, nella sezione occidentale, il Kangto (7089 m).

 

A sud della catena meridionale dell'Himalaya, quella dei monti Siwalik, si estende improvvisamente la pianura attraversata dal Gange, il fiume più importante dell'India, la cui sorgente si trova nel Kailash (Tibet). L'altro fiume più importante del nord è il Brahmaputra, mentre l'Indo nella parte nord occidentale entra in India dal Ladakh e devia verso il territorio del Pakistan di cui è il fiume più importante. Il deserto del Thar è una zona estremamente arida, ma di grande bellezza, della regione del Rajasthan e si estende fino al Pakistan, mentre nel Gujarat s'incontra  la palude chiamata Rann of Kutch che, nella stagione umida, s'ingrossa fino a formare un vero e proprio mare all'interno del territorio.

 

Ecologia e ambiente

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Clima e meteo

Il clima é distinto in tre stagioni, quella calda-secca, la stagione umida e quella fresca.

La prima, quella secca, inizia nelle pianure dal mese di febbraio, con temperature che aumentano con il passare dei giorni fino a raggiungere anche i 45° C. E' il periodo migliore per abbandonare le pianure  e ritirarsi sulle colline specialmente per chi ama fare trekking.

 

Verso la fine di maggio si iniziano ad avvertire i primi segni dei monsoni che, partendo dal sud del Paese, si estendono verso il nord raggiungendolo nei primi giorni di luglio e dando inizio così alla stagione umida e delle piogge. Pur non abbassando di molto la temperatura il monsone porta un gran sollievo e permette ai contadini l'inizio della semina nei campi.

Anche se fonte indispensabile per la vita degli abitanti delle regioni del nord, il monsone provoca innumerevoli disastri ed inondazioni rendendo la strada d'ogni viaggiatore decisamente più difficile da affrontare. Se il monsone tarda, le cose non vanno meglio perché ciò provoca la siccità con conseguenti possibilità di scarsi raccolti.

 

Ad ottobre anche questa stagione volge al termine dando inizio al periodo più piacevole per un viaggio nella parte settentrionale del Paese.

La temperatura è più fresca e piove meno.

Andando avanti con i giorni si arriva ai mesi di dicembre e gennaio con temperature piuttosto fredde specialmente nelle ore notturne mentre sui rilievi le notevoli precipitazione nevose danno inizio alla stagione invernale alimentando un turismo legato allo sci, come nella valle di Kullu.

 

Popolazione

Nel 2005 la popolazione indiana ha raggiunto i 1.080.264.388 abitanti, collocando l'India al secondo posto dopo la Cina nelle proiezioni demografiche mondiali.

Nonostante il tentativo di attuare programmi per il controllo delle nascite, il tasso d'incremento demografico è ancora troppo alto e si aggira intorno al 2% annuo.

Il 76% degli indiani vive nelle zone rurali mentre i rimanenti, addensati nei grandi centri urbani come Delhi, Mumbay o Calcutta spesso vivono in condizioni igieniche precarie se non addirittura per strada. L'esodo  verso le città è in continua crescita nel tentativo di  cercare di fuggire alla miseria e all'isolamento. Il tasso d'alfabetismo è del 53% con una percentuale superiore degli uomini rispetto alle donne.

 

Ancora particolarmente diffuso è il sistema delle caste che, anche se in misura minore rispetto al passato, continua ad essere uno dei grandi misteri dell'India. Sembra comunque che le caste siano sorte per rendere possibile ai brahmani, cioè ai sacerdoti, di stabilire la propria posizione di superiorità sulle altre che sono rappresentate dai kshatrya, cioè i soldati e gli amministratori, dai vaisya, cioè gli artigiani e i commercianti,  dai sudra, cioè i braccianti e i servi.

Al di sotto di queste quattro caste si colloca il quinto gruppo, quello degli intoccabili, formato da persone che svolgono i lavori più umili e degradanti e alle quali è praticamente proibito entrare in contatto con le altre caste.

 

Survival International, l’organizzazione internazionale che difende i diritti dei popoli indigeni nel mondo, ha appena lanciato il boicottaggio del turismo nelle Isole Andamane, in India, per fermare i “safari umani” nella terra del popolo degli Jarawa. Il boicottaggio continuerà fino a quando le autorità delle Andamane non avranno messo fine ai “safari umani” che si svolgono lungo la strada illegale che attraversa la terra degli Jarawa, creando una via di comunicazione alternativa, al di fuori del territorio della tribù.

Gli Jarawa hanno contatti pacifici con l’esterno solo dal 1998. Per questa ragione, rischiano di essere decimati da malattie trasmesse dai turisti, verso cui hanno basse difese immunitarie. Inoltre, i convogli dei turisti impediscono alla tribù di muoversi liberamente nella foresta per andare a cacciare e a raccogliere.

Ogni mese, migliaia di turisti indiani ed internazionali viaggiano lungo la strada, trattando gli Jarawa come animali in un parco da safari. Alcuni operatori hanno persino costretto alcuni membri della tribù a ballare in cambio di dolci e biscotti. Un turista ha descritto così il suo viaggio: “Il percorso attraverso la riserva della tribù era come un safari: ci addentravamo nella fitta foresta tropicale in cerca di animali selvatici, nello specifico gli indigeni Jarawa.” I “safari umani” sono stati ampiamente condannati dalle massime autorità. Il Ministro indiano agli Affari Indigeni li ha definiti “scandalosi”, “riprovevoli” e “imbarazzanti”.

L’ONU ha scritto al governo indiano nel 2012, esprimendo “profonda preoccupazione” e sollecitando la chiusura del tratto di strada che attraversa la riserva della tribù. Nel 2002, la Corte Suprema indiana aveva imposto alle autorità delle Andamane di chiudere la strada, ma l’ordine è stato sin qui ignorato. Nel gennaio di quest’anno, la Corte Suprema ha dato alle autorità locali l’opportunità di fare la cosa giusta allontanando i turisti dalla Andaman Trunk Road. Ma le autorità hanno modificato le proprie leggi per consentire ai “safari umani” di continuare: l’ordine della Corte Suprema è stato revocato a marzo, permettendo ai degradanti “safari umani” di riprendere. Survival sta lanciando il boicottaggio del turismo nelle Andamane proprio in risposta a quest’ultimo fatto.

 

Lingua

Non esiste una vera è propria lingua indiana anche se l'hindi è la lingua nazionale:  il Paese è infatti diviso in un gran numero di lingue locali.

In tutto ci sono 18 lingue riconosciute dalla Costituzione che formano due categorie: quella indo-ariana con origine nel nord del Paese, e quella dravidica sviluppatasi nella parte meridionale dell'India. Oltre a queste ci sono più di 1600 lingue e dialetti minori.

L'hindi è  la lingua predominante nelle regioni centrali del Nord; nelle zone musulmane settentrionali è diffuso l'urdu.

L'inglese è ancora ampiamente usato ed è la lingua ufficiale del sistema giudiziario.

 

Religione

In India esiste un vero e proprio caleidoscopio di religioni.

L'hinduismo è professato da circa l'80% della popolazione, ma anche il buddhismo riveste una grande importanza. Benché in India vi siano solo 6,6 milioni di buddhisti, questa religione è sorta qui e ci sono molti segni del suo ruolo storico.

Tra gli altri gruppi religiosi si ricordano gli islamici che sono circa 105 milioni (13,4%) tanto da far sì che l'India rappresenti una delle più grandi nazioni musulmane del mondo, ma anche 18 milioni (1,9%) di sikh raggruppati soprattutto nel Punjab, 4 milioni e mezzo di jainisti, una religione simile all'hinduismo e al buddhismo sorta intorno al 500 a.C.

Non bisogna dimenticare i 22 milioni (2,3%) di cristiani e le più piccole comunità d'ebrei e di devoti allo zoroastrismo, una delle religioni più antiche della terra fondata in Persia nel VI sec. a.C.

 

Storia

Le prime civiltà nascono nella valle dell'Indo intorno al 3000 a.C. e si sviluppano ed estendono fino al 2100 a.C. Dal 1900-1200 a.C. popolazioni ariane provenienti dall'Asia centrale e dall'Iran si insediano nella pianura del Gange. Originariamente pastori nomadi, iniziano a praticare l'agricoltura e successivamente si espandono verso il sud fino a circa il 600 a.C.

Risale a questo periodo  la nascita del buddhismo e la diffusione del sistema delle caste mentre nel III sec. a.C. si registra la prima unificazione politica e culturale con l'imperatore Ashoka della dinastia Maurya.

 

Nel I sec. a.C. si registra il declino dell'impero Maurya e l'avvento di popoli provenienti dall'Asia centrale che fondano, nella parte nord occidentale, un reame Shaka, seguiti un secolo dopo dalla dinastia Kushan. Sarà nel IV sec. d.C., con la dinastia Gupta, che la civiltà indù conoscerà una vera e propria prosperità economica e culturale.

Nel VI sec. nella valle del Gange si afferma il regno di Harsha mentre nel meridione è la dinastia Pallava a dominare la scena.

 

Il periodo che va dal VII al XI sec. corrisponde a quello che é definito il medioevo indiano caratterizzato da un vasto frazionamento politico e territoriale e precedente le invasioni delle armate islamiche che conquistano gran parte della zona settentrionale. L'introduzione della religione musulmana nel Paese sarà rafforzata dalla dinastia degli imperatori moghul; durante questo periodo l'India conoscerà un lungo periodo di tolleranza religiosa tra indù e musulmani e di prosperità economica.

Contemporaneamente alla dinastia moghul giungono i primi europei con in testa i portoghesi capitanati da Vasco de Gama, ma saranno gli inglesi sbarcati nel 1612 a Surat ad avviare inizialmente scambi commerciali e mercantili e, successivamente, una vera e propria conquista politica e territoriale del Paese.

 

Soltanto all'inizio del Novecento inizia la lotta per l'Indipendenza con l'emergente figura di Mohandas Karamchand Gandhi, indipendenza riconosciuta soltanto nel 1947 e che provocò la spartizione del territorio in due Stati distinti e indipendenti, l'India e il Pakistan.

La proclamazione della Repubblica Indiana avviene più tardi, nel gennaio del 1950, ma altre guerre come quella con la Cina nel 1962-64 e soprattutto i tre conflitti  con il Pakistan (1965-1971-1972), a causa d'incidenti di confine, ci fanno conoscere una delle figure più importanti ed emergenti dell'India degli anni '60-'70, il primo ministro Indira Gandhi, alla guida della nazione con l'obiettivo di fare del Paese una grande potenza economica e industriale. Politica purtroppo destinata a fallire e conclusasi con l'assassinio d'Indira Gandhi da parte delle guardie sikh e con la reazione indù che causò scontri e migliaia di morti.

A Indira succede il figlio Rajiv Gandhi, che riesce a dare al Paese una linea nuova anche grazie all'arrivo d'investimenti stranieri e all'introduzione dello sviluppo tecnologico. Durante la campagna elettorale del 1989, mentre si trovava nel Tamil Nadu, anche Rajiv viene assassinato insieme a diversi suoi collaboratori.

Il successivo primo ministro Narasimha Rao, pur non avendo un gran carisma, è riuscito con una notevole dose di buon senso a portare l'India nella realtà economica del Duemila, ora in mano all'attuale premier M. Singh. Presidente della Repubblica è A. Kalam.

 

Costituzione

L'India è una Repubblica democratica di tipo federale retta da un Presidente (eletto ogni 5 anni), che comprende 29 stati e 6 territori.

Il Parlamento è composto dal Consiglio degli Stati (Rajya Sabha; 245 membri) e dalla Camera del popolo (Lok Sabha; 545 membri).

Hanno diritto al voto i cittadini indiani che abbiano compiuto il 18° anno d'età.

 

La Costituzione, entrata in vigore nel 1950, descrive in maniera particolareggiata sia i poteri del governo centrale e delle amministrazioni statali che quelli gestiti congiuntamente dalle due autorità.

Tra i diritti del governo centrale vi è anche quello di assumere il potere in uno Stato se la sua situazione interna non è più governabile.

In genere si è concordi nell'affermare che l'India del Nord ha più peso politico di quella del sud, probabilmente anche perché la capitale Delhi si trova al nord e sempre al nord si trovano gli Stati più popolosi. 

 

Situazione politica

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Economia

L'India è oggi una delle realtà economiche e politiche emergenti. In fase di crescita economica deve però fare i conti con il grossissimo problema della redistribuzione delle ricchezze complicato da un tasso di crescita della popolazione molto alto (15 milioni di persone in più ogni anno). La povertà è molto diffusa, le speranze di vita modeste.

 

Il Paese è ancora prevalentemente agricolo anche se l'apertura agli investimenti stranieri ha permesso all'India di diventare una potenza industriale nel mondo.

Principale coltivazione è quella del riso seguita dal frumento e dal mais, ma anche coltivazioni di frutta tropicale ed in particolare di banane costituiscono prodotti molto importanti per l'economia agricola, come pure le coltivazioni di prodotti oleaginosi come le arachidi (secondo posto al mondo per la produzione).

 

L'allevamento non contribuisce al reddito nazionale e non è molto sviluppato. Ciò è dovuto a motivi di carattere religioso che proibiscono agli induisti il consumo di carne bovina, motivo questo di un ulteriore impoverimento delle popolazioni rurali che, nel bene o nel male, devono provvedere al sostentamento della bestia dalla quale traggono solo il latte e i suoi derivati.

La pesca, che potrebbe fornire un notevole contributo all'alimentazione del popolo indiano, è per lo più svolta a livello artigianale e quindi poco sfruttata.

 

Il Paese è alquanto ricco da un punto di vista minerario, con notevoli riserve di carbone, ferro, manganese, bauxite e petrolio che ha i suoi principali giacimenti nel Gujarat. La presenza di questi minerali ha permesso il diffondersi di una fiorente industria siderurgica e petrolifera, ma una notevole espansione ha registrato l'industria chimica comprendente la produzione d'acido solforico, nitrico e cloridrico, nonché di fertilizzanti e prodotti farmaceutici.

Uno dei settori industriali più sviluppati e più antichi rimane comunque quello tessile, soprattutto l'industria cotoniera, ma anche la seta greggia vanta prestigiose tradizioni nel Kashmir.

L'India è anche ai primi posto nel mondo nella produzione di software; diffusissimi i call center di società occidentali. 

Incredibile successo ha l'industria cinematografica mentre il turismo è sempre in buona posizione (tra l'altro, circa un terzo dei turisti stranieri si reca proprio nell'India del Nord: Rajastan, Delhi, Gujarat).

 

Festival e tradizioni

Vista la moltitudine di religioni, le feste e tradizioni popolari sono veramente tantissime e non c'è praticamente giorno dell'anno in cui qualche località indiana non faccia festa. E' necessaria quindi una suddivisione, con riferimento particolare all'India del nord.

 

Tra le feste indù più importanti  possiamo ricordare: la Vasant Panchami ossia la festa di primavera che si tiene il 5 gennaio; tra febbraio e marzo si ricorda il Sivaratri dedicato al dio Shiva (si ricorre al digiuno e alla formazione di processioni verso i templi); Holi, la festa dell'addio all'inverno, celebrata tra febbraio e marzo è una delle più vivaci e si festeggia gettandosi addosso acqua e polvere colorata; Teej è una festa tipica del Rajastan che saluta l'arrivo dei monsoni tra giugno e luglio; Dussehra è tra le più celebri feste indiane, dura 10 giorni e ricorre per simboleggiare la vittoria del bene sul male, mentre la Govardhana Puja è dedicata al più sacro tra gli animali, la vacca, e si tiene tra ottobre e novembre.

 

Tra le feste buddhiste ricordiamo il Tso-Pema durante il quale migliaia di persone si recano in pellegrinaggio al lago di Rewalsar, nell'Himachal Pradesh, dove il Dalai Lama tiene preghiere nel monastero. Tra quelle islamiche, il Ramadam e il Milad-un-Nabi, l'anniversario della nascita di Maometto.

 

Si tengono anche numerosi manifestazioni come quella che si tiene ogni anno a gennaio a Delhi, cioè il Republic Day Festival, una processione con elefanti e parate militari.

 

Principali eventi in Rajastan: Bikaner Camel Festival (gennaio; danze, corse di dromedari, artigianato); Nagaur Fair (gennaio-febbraio; corse dromedari, mercato del bestiame, folklore); Jaisalmer Desert Festival (febbraio; è la più famosa festa del Rajastan e dura 3 giorni); Jaipur Elephant Festival ( marzo; elefanti rivestiti di colorate gualdrappe seguiti da cammelli e cavalli); Jodhpur Marwar Festival (ottobre; musiche e danze); Pushkar Camel Fair (ottobre-novembre; mostra mercato di migliaia di dromedari, vi confluiscono nomadi, fachiri, incantatori di serpenti, maghi da tutto lo Stato).

 

Per info più dettagliate sulle feste indiane: www.indiatimes.com e www.hindunet.org/festivals 




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