www.iMondonauti.it - Le tue guide di viaggio
iMondonauti.it
Le tue guide di viaggio
NOME UTENTE
PASSWORD
password dimenticata?  
 
home » Asia » Indonesia
 
-->
A A A

Guida Indonesia

Autori: www.iMondonauti.it

 

L'Indonesia è terra di molte verità e molte contraddizioni. Paese di sconvolgente e primitiva bellezza vede convivere tra i suoi confini vulcani attivi e tribù rimaste all'età della pietra, enormi risorse naturali e straordinarie diversità storiche, artistiche e culturali. Giava e Sulawesi, Sumatra e Bali, Lombok, Flores-Komodo e Papua Ovest, ogni isola è diversa dalle altre ma al tempo stesso parte di un Paese scosso da profonde tensioni e ben lontano dallo stereotipato modello tipo depliant turistico con popolazioni perennemente intente a sorridere e danzare per rallegrare il viaggiatore straniero. L'Indonesia è una nazione ancor oggi alla ricerca della sua identità il che rappresenta un ulteriore invito a conoscere meglio questo affascinante Paese.

Notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati

    Ancora non ci sono itinerari associati a questa guida.
    Vuoi scrivere il tuo? Contattaci  




Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico Obbligatorio
Passaporto Valido per sei mesi dopo la data di uscita
Vaccino Febbre Gialla Obbligatoria per chi proviene da paesi infetti
Profilassi Antimalarica Consigliata
Vaccino Epatite A Consigliato
Vaccino Epatite B Consigliato per chi sosta a lungo
Vaccino Antitifico Consigliato
 

Quando andare

Il periodo migliore per visitare gran parte dell'Indonesia va da maggio ad ottobre anche se un minore afflusso di turisti si ha soprattutto nei mesi di maggio-giugno e settembre-ottobre. (L'alta stagione turistica va da luglio ad agosto per gli europei, da dicembre a gennaio per gli australiani mentre gli indonesiani preferiscono dicembre, luglio e fine del Ramadan). Da ottobre ad aprile è la stagione delle piogge caratterizzata da improvvisi scrosci tropicali; in alcune zone piove invece quasi senza interruzione (Maluku) e viaggiare può diventare più problematico.

 

Ora

L'Indonesia è attraversata da tre fusi orari ed è quindi suddivisa in tre zone orarie: Sumatra, Giava e Kalimantan occidentale e centrale hanno 6 ore in più rispetto all'Italia; Nusa Tenggara, Kalimantan orientale e meridionale, Bali, Lombok e Sulawesi 7 ore; Molucche e Irian Jaya 8 ore (1 ora in meno quando in Italia è in vigore l'ora legale). 

 

Burocrazia e visti

Per entrare in Indonesia il viaggiatore italiano dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese e del biglietto aereo di andata e ritorno.

 

Il visto è obbligatorio. Può essere richiesto prima della partenza all'Ambasciata indonesiana in Italia (USD 38, validità 60 gg.) oppure direttamente al momento dell’arrivo nel Paese (costo 10 USD per soggiorni di max 6 notti; 25 USD per soggiorni di max 30 giorni, non rinnovabile. E’ però possibile uscire e rientrare immediatamente nel Paese richiedendo un nuovo visto).

Oltre i 30 gg. non è prevista alcuna proroga del visto, salvo casi eccezionali. Si raccomanda di non superare il periodo di permanenza previsto dal visto per non incorrere in pesanti sanzioni.



 

Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che intenda recarsi in Indonesia; se si proviene da zone infette è invece obbligatoria quella contro la febbre gialla. Consigliata è la vaccinazione antitifica e quella contro l'epatite A e B (quest'ultima solo se si intende soggiornare a lungo nel Paese; 5-20% di portatori del virus HBV). Nell'intero Paese e durante tutto l'anno esiste pericolo di malaria, fatta eccezione per le grandi città e le principali località turistiche di Giava e Bali. E' segnalata forte resistenza del Plasmodium falciparum alla clorochina e resistenza alla sulfadossina/pirimetamina.

 

Da mettere in valigia

Abbigliamento comodo e informale in cotone, qualche capo più pesante se si visitano le regioni montuose dell'interno, scarpe comode e sandali, cappello, occhiali da sole e crema solare, ombrello, farmacia da viaggio, una zanzariera, un adattatore e una torcia elettrica, alcune foto formato tessera.

 

Elettricità

In Indonesia l'energia elettrica è a 220 volt, ma esistono ancora villaggi con corrente a 110 volt. Le prese sono generalmente a due fori rotondi e spesso sono prive del collegamento a terra. E' bene portare con sé un adattatore e una torcia elettrica perché in campagna l'elettricità viene spesso a mancare.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Indonesia) abbiamo un voltaggio di 127/220 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Europea a 2 poli

Francese a 2 poli con contatto di terra femmina
 

Tedesca a due poli con contatti di terra laterali
 
 

Indirizzi utili

 
  Burocrazia e Visti 
Corrispondente consolare a Padang sig.ra Maria Felisia, Jl. Hayam Wuruk 22/4, Padang,
tel: 0751-31013
tel 2: cellulare 0811663836
Ambasciata d'Italia in Indonesia Jalan Diponegoro 45, 10310 Jakarta Pusat
tel: 31937445, fax: 31937422
tel 2: cell. di servizio: 0815 1811344
sito web: www.italambjkt.or.id/
altre informazioni utili: per chi telefona dall'Italia anteporre ai numeri lo 0062 e omettere lo 0
Ambasciata e Consolato d'Indonesia in Italia Via Campania 55, Roma
tel: 06-4200911
tel 2: 06-42011498, tel 3: 06-42014186
sito web: www.indonesianembassy.com/
Consolato onorario d'Indonesia Via V. Monti 33, Milano
tel: 0299990024
Consolato onorario d'Indonesia Via Roma 8, Genova
tel: 010-6404375
Consolato onorario d'Indonesia Via Incoronata 20, Napoli
tel: 08-15519694
Consolato onorario d'Indonesia Via Cognetti 31, Bari
tel: 080-5237108
Corrispondente consolare a Dili Suor Letizia Soldi, Susteran Kanossian Becora, Kotak Pos
tel: 6729390
tel 2: 67322663
Corrispondente consolare a Sulawesi sig. Fabrizio Tonucci, Balambano, Soroako (Sulawesi sud)
tel: 021-5705434
tel 2: 021-5705437, tel 3: cellulare 0873685100640
Sezione consolare Jalan Diponegoro 45, Jakarta Pusat
tel: 021-323490, fax: 021-337422
 
  Turismo e Cultura 
Automobile Club (Ikatan Motor Indonesia) Tennis Stadium Right Wing, Senayan, Jakarta
tel: 021-5712032
Alitalia Arcade hotel Indonesia, Jalan Thamrin, Jakarta
tel: 021-31904133
Assistenza in lingua straniera INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Jakarta
tel: 021-4896558
Indonesia Tourism Promotion Board (ITPB) Wisma Nugra Santana Building, 9th Floor Jalan Jend, Jakarta
tel: 21-5704879
sito web: www.tourismindonesia.com/
Istituto italiano di cultura Jl. Jalan Cokroaminoto 117, Jakarta
tel: 021-3927531
sito web: www.itacultjkt.or.id/
Jakarta City Government Tourist Office Jl. Kuningan Barat 2, Jakarta
tel: 021- 5205455; 021- 5251369
tel 2: 021- 5209671; 021-5251073, tel 3: 021- 5250738
 
  Sanità e Sicurezza 
Alarm Center tel: 021-7506001
Polizia Comando e Centro di Controllo Operativo, Jakarta
tel: 021-5234005
tel 2: 021-5707998
Rumah Sakit Angkatan Laut (Ospedale della Marina militare) Jl. Gadung 1, Surabaya (Giava orient)
tel: 031-838153, fax: 031-837511
altre informazioni utili: presente camera di decompressione
SOS Medika Clinic Jl. Puri Sakti 10, Cipete, Jakarta Selatan
tel: 021-7505980
Tim Sar INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Jakarta
tel: 021-5501111
altre informazioni utili: per soccorsi urgenti in tutta l'Indonesia e per rintracciare persone; per le altre città il relativo numero di telefono si trova sulla prima pagina dell'elenco telefonico alla voce SAR
 
 
 

Quanto stare

In considerazione dei tempi di viaggio necessari per raggiungere l'Indonesia, della vastità del Paese e della profonda diversità che distingue un'isola dall'altra è necessario partire avendo già fatto una scelta realistica di cosa vedere in base al tempo, ai soldi e alle forze a disposizione.

Se si decide di dedicarsi al mare e al relax, 8-10 gg.possono andare benissimo, ma per un viaggiatore che desideri entrare un minimo nella realtà del Paese non sono ipotizzabili meno di 3 settimane di soggiorno. E' possibile in tal modo visitare l'area archeologica del Borobudur e di Prambanan, il Dieng Plateau, Solo e il tempio di Candi Sukuh, la zona del vulcano Bromo e incamminarsi sulla via di Bali, oppure dedicare 1 settimana alla visita di Giava (Yogjakarta e dintorni), 1 settimana a quella di Sulawesi (villaggi Toraja) e un'altra a quella di Bali. In 4-5 settimane si possono approfondire molti aspetti di questo multiforme Paese e chi ha la possibilità di soggiornare per un periodo maggiore avrà sempre l'occasione di affrontare itinerari diversi ed estremamente interessanti (artistici, archeologici, culturali, naturalistici, etnologici).

 

Come arrivare

Il modo più comodo e veloce per arrivare in Indonesia è naturalmente l'aereo. La compagnia di bandiera Garuda (www.garuda-indonesia.com) offre voli da Roma a Jakarta via Kuala Lumpur mentre Alitalia (www.alitalia.it) fa scalo a Francoforte. Volano su Jakarta anche molte altre compagnie aeree tra cui Thai (via Bangkok), Singapore Airlines (via Singapore), Malaysia Airlines (via Kuala Lumpur); la durata del viaggio varia tra le 15 ore e 50 minuti e le quasi 19 ore. E' possibile volare anche da Roma a Denpasar (Bali).

 

L'unica frontiera via terra dell'Indonesia è quella di Entikong, fra Kalimantan e Sarawak.

 

Per chi proprio lo desideri vi è la possibilità di arrivare in Indonesia con una nave da carico proveniente da Londra, Rotterdam o Anversa (Polish Ocean Lines, Ost-West- Strasse 59, 2000 Hamburg Sud, Germany); il viaggio dura da uno a due mesi.



 

Tasse di ingresso-imbarco

Per voli internazionali le tasse aeroportuali ammontano a 23 euro in entrata, 100.000 rupie in uscita.

Per i voli nazionali le tasse sono di 20.000 rupie da pagarsi in valuta locale direttamente in aeroporto (30.000 rupie nella trata Bali/Lombok).

Gli importi indicati sono soggetti a variazioni senza preavviso.

 
 

Cosa vedere e cosa fare

BALI: Delle oltre 13000 isole che formano la Repubblica Indonesiana Bali è senz'altro la più famosa non solo per lo splendore della sua natura tropicale e per le sue incantevoli spiagge, ma anche per le sue manifestazioni artistiche e culturali e per la serena sacralità che tutto pervade. Secondo una leggenda indù a Bali trovarono rifugio gli dei in fuga da Giava e ancor oggi questa palpabile convivenza con l'invisibile fa dell'isola una meta affascinante ed indimenticabile.

GIAVA: Yogjakarta è il punto di partenza ideale per la visita al tempio buddhista di Borobudur, il monumento più celebre dell'Indonesia, al santuario buddhista candi Mendut, al complesso religioso induista di Prambanan e a quello buddista di Sewu; interessanti i templi del Dieng plateau cui si giunge attraversando splendidi paesaggi caratterizzati da risaie e terrazzamenti edalla vista su due dei più grandi vulcani spenti dell'isola; nei dintorni di Surabayasi visitano la riserva Bromo Tengger, straordinaria zona vulcanica, i templi di Malang e il tempio di Panatarn, il più grande e importante di Giava dopo il Borobudur.


KALIMANTAN (Borneo): una delle regioni meno visitate dell'Indonesia con una fauna insolita (orangutan, gibboni, macachi, coccodrilli, farfalle giganti, buceri), una flora spettacolare e popolazioni e culture uniche (dayak).


KOMODO (Flores): famosa per i varani, mostruosi rettili lunghi 3-4 metri. I luoghi migliori per osservarli sono la valle Poreng e Banu Nggulung.


PAPUA OVEST: offre montagne spettacolari e una giungla incontaminata, una ricchissima fauna (compresi i rari uccelli del paradiso) e l'opportunità di entrare in contatto con popolazioni primitive come gli Asmat e i Dani. Nello Papua Ovest si trovano alcune delle poche zone ancora inesplorate del mondo.

LOMBOK: isola vicino a Bali (la si può raggiungere in aereo o via mare) altrettanto bella. Splendida la vista che si gode dal vulcano Rintani sulla caldera con il lago Segara Anak, color verde smeraldo. Interessante la visita alle popolazioni Sasak che abitano a oriente dell'isola.

MALUKU (Molucche): nell'arcipelago delle Molucche, l'isola di Ambon, quelladi Seram, di Halmahera e quella di Saparua hanno magnifiche spiagge, antiche fortezze e graziosi villaggi. Le isole Banda sono forse le isole più belle con magnifiche fortezze, favolose spiagge e splendidi vulcani.


SULAWESI (Celebes): si visitano gli spettacolari villaggi Toraja dalle superbe abitazioni con i tetti arditamente arcuati sul fronte anteriore e con le pareti dipinte a molti colori. Di fronte alle abitazioni sorgono i depositi del riso, spesso più sontuosi delle stesse case. Tipici villaggi Toraja sono Mende, Marante, Nanggala, Siguntu. Londa e Lemo sono invece due località dove, tra alte rocce ricche di cavità, hanno sede le tombe toraja; affacciati a una veranda o a un balcone di legno sporgono i tau-tau, manichini di legno a grandezza naturale che hanno il compito di proteggere i morti dagli spiriti maligni. Estremamente interessanti le cerimonie funebri tradizionali. L'isola è famosa anche per le spiagge e le barriere coralline stupende (Palau Bunaken, isole Togian).

SUMATRA: il lago Toba e il lago Maninjau offrono alcuni dei panorami più affascinanti e spettacolari dell'isola; in mezzo al lago Toba è l'isola di Samosir, centro dei Batak di cui si visitano i villaggi; Bukittinggi è una cittadina coloniale famosa per il suo mercato e lo zoo dove si trovano splendidi esemplari della fauna dell'isola; chi non ha difficoltà ad affrontare qualche disagio può visitare l'isola di Nias a 125 km dalla costa di Sumatra in cui tutto, dai giganteschi monumenti megalitici alle mura ciclopiche, pare affondato nella preistoria; stupendi anche i numerosi villaggi; estremamente interessante dal punto di vista etnologico l'isola di Siberut abitata dai tatuati mentawaiani che abitano su palafitte.

Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati

    Ancora non ci sono itinerari associati a questa guida.
    Vuoi scrivere il tuo? Contattaci  



 

Come spostarsi

 
 
 

Voli interni

Una vasta rete di voli interni consente di raggiungere anche le zone più remote dell'arcipelago indonesiano.

Le compagnie aeree più importanti che effettuano i collegamenti interni sono Garuda (www.garuda-indonesia.com), Merpati (www.merpati.co.id), Bouraq Airlines (www.bouraq.com), Silk Air (www.silkair.com), Lion Air (www.lionair.co.id) e Mandala Airlines (www.mandalaair.com). Interessante anche la compagnia di voli low cost Adam Air (www.flyadamair.com).

Garuda offre una tessera Visit Indonesia che, a un prezzo assai conveniente soprattutto per chi ha intenzione di spingersi verso Irian Yaja, Malaku o Sulawesi, permette di effettuare un minimo di tre voli interni.

 

Mezzi pubblici

Pratici anche i minibus pubblici che percorrono linee fisse a tariffe fisse o trattabili per i tragitti più lunghi. I minibus si possono anche noleggiare: trasportano generalmente fino a 12 persone, quindi sono l'ideale per piccoli gruppi e il costo del noleggio è calcolato moltiplicando per 12 la tariffa individuale della corsa (al giorno si possono calcolare circa 60.000 rupie con autista, benzina a parte). Speciali minibus turistici collegano le località di maggior interesse turistico; comodi e rapidi prelevano i viaggiatori direttamente all'albergo.

Nel sud di Sumatra e a Giava una valida alternativa all'autobus è offerta dal treno che collega le città maggiori e raggiunge anche il porto dei traghetti per Bali. Su tutte le altre isole la ferrovia non esiste. Per spostarsi in città e fare escursioni nei dintorni non c'è che l'imbarazzo della scelta: taxi, bemo (vetture a 3-4 ruote che trasportano fino a 10 persone), opelet (taxicollettivi), dokar (carretti a cavalli), becak (risciò a pedali o a motore) sono alcuni dei mezzi pubblici più comuni che circolano lungo le trafficatissime vie indonesiane.

 

Mezzi a noleggio

Chi vuole viaggiare in piena autonomia può noleggiare un'auto o una moto. Le tariffe variano a seconda delle zone e del tipo di veicolo noleggiato; in genere si può calcolare un costo di 10-13.000 rupie al giorno per la moto e di 250.000-300.000 rupie al giorno con autista per l'auto (a Bali il costo diminuisce sensibilmente).

 

Altri mezzi

Traghetti regolari (Pelni Lines, Jalan Angkasa 18, Jakarta, tel. 021-4211921; www.pelni.com) collegano Sumatra e Giava, Giava e Bali e quasi tutte le isole del Nusa Tenggara. Navi mercantili o passeggeri raggiungono i porti più piccoli e lontani: i prezzi si possono contrattare anche a bordo ma bisogna avere altissime capacità di adattamento. E' sempre possibile noleggiare barche da pesca per raggiungere le isolette più vicine.

 

Patente

La guida è a sinistra ed è necessario essere in possesso della patente di guida internazionale (in alternativa è possibile richiedere presso le autorità di polizia locali una patente di guida, per auto o moto, della durata provvisoria di 1 mese previo superamento di esame teorico e pratico).

 

Carburante

La benzina costa 700-920 rupie al litro.



 

Dormire

In Indonesia non esistono problemi per dormire. La scelta spazia dagli alberghi di lusso che si trovano nelle grandi città o in quelle più turistiche (oltre 110 dollari la camera doppia) ad alberghi più economici ma abbastanza confortevoli e puliti (20-30 dollari), ad alberghi molto economici (losmen), tipici alberghi indonesiani puliti ma spartani frequentati dalla gente del luogo, alle guest houses (wisma) un po' più confortevoli e costose dei losmen (2-5 dollari). Si raccomandadi non lasciare valori, effetti e documenti in custodia nelle cassette di sicurezza degli alberghi (soprattutto in quelli minori) senza aver compilato un elenco degli effetti depositati.

Anche nei villaggi meno turistici, dove può essere difficile trovare un losmen, è sempre possibile trovare da dormire rivolgendosi al capo villaggio che provvederà a trovare un alloggio, magari a casa sua. La sistemazione è generalmente gratuita nel qual caso è buona educazione contraccambiare con qualcosa di proprio o lasciando un piccolo compenso (5000 rupie circa).

In alcune città indonesiane è possibile dormire negli ostelli della gioventù (Indonesian Youth Hotel Association, Jl. Tambak 2, Jnkopak Building, Jakarta), soluzione non molto sfruttata vista la ricchissima gamma di soluzioni economiche alternative.



 

Mangiare

La cucina indonesiana, ricca di numerose varianti, non solo muta di isola in isola, ma anche di regione in regione; molto speziata, va dai semplici cibi indigeni ai raffinati e complicati piatti giavanesi e cinesi. Nelle città principali si trova da mangiare di tutto, ovunque, a qualsiasi ora e a prezzi convenienti.

 

I ristoranti si distinguono in: rumah makan, ristoranti di alto livello, spesso cinesi, dove si può trovare anche la cucina internazionale (dai 10 dollari in su ); rumah makan tiong hoa tipici ristoranti dove si gusta la cucina classica cinese a prezzi medi (2-5 dollari ); rumah makan padang, punti di ristoro numerosi e popolari, offrono piatti indonesiani che vengono portati tutti contemporaneamente sul tavolo e si paga solo quello che si mangia (1-2 dollari ), gerobak, ristorantini ambulanti che offrono spiedini e verdure, warung, banchetti che propongono piatti unici a prezzi economici.

 

Posta e telefono

Gli uffici postali restano aperti dal lunedì al giovedì con orario 8-14, il venerdì fino alle 11 e il sabato fino alle 13. Nelle città maggiori le poste centrali sono aperte più a lungo e offrono i servizi essenziali anche alla domenica; conviene imbucare personalmente la propria corrispondenza negli uffici postali dopo essersi fatti annullare l'affrancatura.

Esistono anche agenzie di recapito private che danno un servizio efficiente a tariffe un po' più alte rispetto a quelle pubbliche.

 

 

Per telefonare dall'Italia in Indonesia bisogna digitare lo 0062 (codice internazionale indonesiano) seguito dal numero telefonico che interessa.

Per telefonare dall'Indonesia in Italia bisogna comporre il 39 preceduto dallo 001 e seguito dal numero dell'abbonato (es. 001-39-0612345678).

 

Per chiamate nazionali in Indonesia digitare lo 0 e poi il prefisso della città seguito dal numero desiderato.

Gli uffici telefonici pubblici in genere sono sempre aperti e consentono anche di fare chiamate a carico del destinatario; le agenzie di telecomunicazioni private (Wartel, Warpostal, Warparpostel) costano un po' di più ma in genere sono più efficienti (orario 7-24).

 

I telefoni cellulari GSM funzionano senza problemi.

 

 


 

 

Moneta e carte di credito

La moneta ufficiale è la rupia indonesiana.

 

Il dollaro è la moneta più facilmente convertibile sempre che le banconote non siano troppo usurate o macchiate nel qual caso possono essere anche rifiutate; non sono accettate nemmeno le banconote anteriori al 2001 e i biglietti da 50 dollari di determinate serie.

Gli euro hanno tassi di cambio più favorevoli nei tagli da 50 o 100 euro. Talvolta si cambia meglio il dollaro, talvolta l'euro: molto dipende dal cambio giornaliero e dalle oscillazioni delle due monete.

 

Le banche sono aperte da lunedì a giovedì con orario 8-15, al sabato 8-12, chiuse la domenica. Gli uffici di cambio autorizzati offrono, nelle regioni più turistiche, tassi competitivi; gli sportelli osservano orari diversi e sono aperti fino alle 18, domenica inclusa. I tassi praticati dagli hotel sono invece in genere poco convenienti.

Le carte di credito sono accettate negli esercizi turistici e consentono di prelevare contanti presso alcune banche. Se le usate siate comunque prudenti e soprattutto non perdete mai di vista la vostra carta perchè sono in costante aumento le truffe ai danni dei malcapitati possessori.

 

Cambio attuale:

1 Euro = 11.400,50 Rupia Indonesiana
1 USD = 8.969,00 Rupia Indonesiana

dati aggiornati al 23/08/10

 

Sanità

Al fine di evitare malattie trasmesse dagli alimenti e dall'acqua è bene rispettare le più elementari norme sanitarie ed igieniche: bere solo acqua imbottigliata, non mangiare verdura cruda e sbucciare la frutta, prestare attenzione ai frutti di mare (possono manifestarsi colera e altre diarree acquose, dissenterie amebiche e bacillari, febbre tifoide, epatite A ed E).

Le filarosi sono endemiche in gran parte delle zone rurali del Paese.

Possono verificarsi epidemie di dengue, anche di tipo emorragico, tanto nelle zone urbane che rurali mentre casi di febbre fluviale del Giappone sono stati segnalati nelle zone disboscate della maggior parte dell'Indonesia.

 

Fate attenzione ai morsi di serpente e agli animali rabidi.

 

Sicurezza

Sebbene la tensione degli ambienti islamici indonesiani contro l'intervento americano in Afghanistan stia diminuendo, restano possibili manifestazioni di piazza con eventuali violenze contro cittadini stranieri soprattutto a Jakarta e nell'isola di Giava. Più in generale, data l'instabilità che ancora caratterizza la situazione politica e sociale dell'Indonesia si raccomanda di evitare assembramenti di persone, dimostrazioni e luoghi in cui si svolgono manifestazioni di protesta e di prestare particolare attenzione in vicinanza di ambasciate e uffici pubblici.

L'Ambasciata italiana consiglia di segnalare sempre la propria presenza in Indonesia indirizzando alla medesima Ambasciata un fax con generalità e numeri telefonici.

Sconsiglia inoltre viaggi nelle seguenti zone considerate a rischio: Timor, Molucche, Aceh (Sumatra), Sumatra sud occidentale, Kalimantan, Sulawesi (Celebes) centrale, Iran Jaya.

 

Cautela è raccomandata a Lombok (dove si sono segnalati episodi di attività criminale), a Jakarta dove si sono recentemente verificati diversi attacchi di attivisti musulmani a chiese cattoliche, pubs e discoteche frequentate da stranieri nonchè un generale aumento degli episodi di criminalità, e nelle acque dello Stretto di Malacca per i frequenti episodi di pirateria.

 

In generale è bene ricordare che, se si affrontano itinerari impegnativi al di fuori dei normali circuiti turistici, è prudente informare circa la propria destinazione e gli orari di arrivo previsti; se possibile conviene viaggiare in convoglio e portare con sé un telefono cellulare.

 

Uso e commercio di droghe sono equiparati penalmente e la legge indonesiana prevede per i trasgressori anche la pena di morte.

Pene severissime anche per abusi sessuali ai danni di minori.

 

Comportamenti

Benché i comportamenti degli occidentali vengano entro certi limiti tollerati è bene conoscere alcune regole di buona educazione indonesiana: mentre il contatto fisico tra persone dello stesso sesso è molto diffuso e privo di significati sessuali, è bene evitare in pubblico effusioni o baci tra persone di sesso opposto anche se sposate.

Non bisogna mai indicare col dito medio ma con il pollice, porgere prendere o mangiare con la mano sinistra, esibire la pianta dei piedi o incrociare le gambe, rimanere in piedi vicino a una persona seduta e soprattutto toccare la testa dei bambini (la testa infatti è la parte più importante del corpo perché è in essa che entra la divinità che porta la vita).

Per accedere ai templi è necessario annodare intorno alla vita una fascia di stoffa in segno di rispetto e non stare in posizione sovrastante rispetto agli oggetti sacri, ai sacerdoti e alle persone che pregano; i visitatori vengono sempre accolti con cibo e bevande che devono onorare solo dopo essere stati invitati a farlo e mai prima del padrone di casa.

Da ultimo un invito: contrattate sempre gli acquisti e, se raggiungete un accordo, comprate e non tiratevi indietro: è molto offensivo fare altrimenti, se volete solo perdere tempo o divertirvi lasciate perdere e fate qualcosa d'altro.

 

Viaggiare con bambini

Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito.

 

Viaggiatori disabili

Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito.

 

Curiosità

Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito.

 
 

Guide e libri

 


Il paese in cifre
Capitale Jakarta
Superficie 1.919.440 kmq
Popolazione 241.937.870 (luglio 2005)
Densità 111 ab./kmq. (Giava oltre 800 ab./kmq)
Religione Musulmana, cristiana, induista
 

Geografia e territorio

L'Indonesia è formata dal più grande arcipelago del mondo, 13677 isole di varia dimensione di cui circa 6000 abitate. Le isole maggiori sono Giava, Sumatra, Kalimantan, Sulawesi (o Celebes) e Papua Ovest mentre una trentina sono gli arcipelaghi minori. Complessivamente il territorio indonesiano è di 1.919.440 kmq. di cui 1.826.440kmq. terrestri e 93.000 kmq. acquei.

Il territorio indonesiano si estende per quasi 5000 km da ovest verso est tra la penisola di Malacca e l'Australia dividendo l'Oceano Pacifico da quello Indiano; unici confini terrestri sono la Malesia e il Papua Nuova Guinea.

Il paesaggio dell'Indonesia è caratterizzato da una linea continua di vulcani, in parte attivi e in parte estinti, che corre lungo la costa occidentale di Sumatra per proseguire attraverso Giava, Bali e Nusa Tenggara per poi girare lungo le isole Banda del Maluku e terminare nel Sulawesi nord-orientale. Alle catene montuose corrispondono in mare profonde fosse oceaniche.

Le isole della Sonda si affacciano a sud sulla fossa della Sonda (-7455 m) mentre a nord il Mare di Giava non supera mai profondità di circa 200 m; ad est degli stretti di Lomboke di Makassar, e quindi in tutto il settore in cui sono le isole della Sonda, di Banda e le Molucche, il fondo marino presenta improvvise grandi profondità che contrastano con secche, scogliere e isolotti distribuiti nelle vicinanze. Il fiume più lungo è il Kapuas (km 1150) che scorre nel Borneo, dove si trovano anche il Barito e il Mahakam. Il lago più grande del Paese è quello di Toba nel settore settentrionale di Sumatra; a Celebes si trovano i laghi Towuti e Poso.

 

Clima

Situata all'equatore, l'Indonesia ha un clima caldo umido con temperature medie di circa 28°C tutto l'anno. Vi sono due stagioni distinte: quella secca che va da aprile ad ottobre e quella monsonica che va da novembre a marzo con piogge prevalenti in gennaio e febbraio. La differente altitudine e l'enorme estensione dell'arcipelago influiscono notevolmente sulle caratteristiche  del clima: sopra i 1000 m la temperatura non è mai molto elevata e di notte fa freddo. In genere il clima tende ad essere più caldo e umido di giorno e più temperato la notte.



 

Ecologia e ambiente

Nessuno ha ancora proposto contenuti per questa parte della guida, vuoi farlo tu? Per poter compiere questa operazione devi esserti registrato ed aver effettuato l'accesso sul sito.

 

Popolazione

I gruppi etnici presenti in Indonesia sono circa 300 e questo dato basta a far capire come nel Paese vivano popolazioni molto differanti tra loro, ognuna con lingua e cultura proprie. La maggioranza degli indonesiani appartiene al ceppo malese (90%) e discende da quei popoli che, migrando dalla Cina e dall'Indocina, occuparono in ondate successive le fertili terre dell'Asia insulare. Il secondo gruppo per importanza è quello melanesiano stanziato nell'Indonesia orientale. Giavanesi e balinesi sono gruppi compatti e con caratteristiche peculiari, i cinesi (2%) rappresentano una minoranza piuttosto influente. Molte sono le tribù che vivono isolate all'interno del Paese come ad es. i papua dani (Papua Ovest), i dayak (Borneo), i badui (Java), i kubu (Sumatra). La popolazione dell'Indonesia si concentra in particolare a Giava che è una delle regioni più popolate del mondo e nelle grandi città, con una densità di abitanti superiore agli 800 abitanti per kmq; nel resto dell'Indonesia la popolazione è distribuita in modo molto diseguale. Circa il 70% degli indonesiani ha meno di 30 anni mentre il tasso di crescita resta alto nonostante le campagne di controllo demografico intraprese dal governo.

 

Lingua

Lingua ufficiale dell'Indonesia è il bahasa Indonesia , sorto dall'esigenza di dare una lingua nazionale ed unitaria al Paese. Insegnata a scuola e utilizzata in uffici e atti ufficiali non è ancora entrata nell'uso comune di tutti i popoli indonesiani che preferiscono parlare i loro dialetti. Molto diffusi sono il giavanese parlato dal 45% della popolazione, il sundanese (14%), il madurese e il malese (7,5%); le lingue europee più diffuse sono l'inglese e il tedesco.

 

Religione

In Indonesia la religione più diffusa è quella musulmana (88%) che ha sostituito l'induismo ancora praticato nel Paese, soprattutto a Bali (2%). Abbastanza numerosi sono i cristiani, in particolare protestanti (5%) e cattolici romani (3%). I buddhisti rappresentano l'1% della popolazione (cinesi) mentre ancora praticate sono le religioni di tipo animista.

 

Storia

Il rinvenimento a Giava di resti di Pithecanthropus fa dell'Indonesia una delle culle dell'umanità. Nel IV-III millennio a.C. giunse in Indonesia una prima ondata migratoria di popolazioni provenienti dall'India e dalla Birmania mentre una seconda ondata sarebbe giunta dalla Cina meridionale e dall'Indocina. A partire dal VII sec. a.C. è comunque documentata la presenza di società sviluppate e complesse. Prima potenza commerciale e marittima dell'Indonesia fu il regno hindo-buddhista di Sriwijaya sorto a Sumatra (VII sec. d.C.); più tardi (VIII-X sec.) cominciarono ad affermarsi a Giava la dinastia buddhista Sailendra e quella induista di Mataram (stupa di Borobudur e complesso religioso di Prambanan). Uno dei più grandi stati indonesiani dell'antichità fu quello di Majapahit (XIII-XIV sec.) che giunse al suo massimo splendore sotto il primo ministro Gajah Mada.

Tra il XV e il XVI sec. l'Islam divenne la religione ufficiale dell'Indonesia sovrapponendosi all'induismo mentre il centro del potere si spostò verso i regni di Melaka (Malacca), Makassar e Gowa (Sulawesi). Nel XVI sec. comparvero gli europei: portoghesi, inglesi, spagnoli ed olandesi; questi ultimi conquistarono il monopolio del commercio delle spezie cacciando i loro rivali europei e diventando un vero e proprio impero coloniale. Dal 1596 al 1945, anno dell'indipendenza dell'Indonesia, il dominio olandese sfruttò a fondo le risorse del Paese diventando una delle maggiori potenze coloniali del mondo.

Durante i primi anni del 1900 i movimenti nazionali indipendentisti si moltiplicarono e continuarono a svilupparsi anche durante il periodo dell'occupazione balise (1942-1945). Proclamata l'indipendenza nel 1945, dopo un periodo di instabilità politica l'Indonesia proclamò Sukarno quale suo Presidente. Sukarno in breve tempo assunse il potere assoluto inaugurando un'era di burrascoso nazionalismo e rivelandosi incapace di migliorare le condizioni economiche del Paese. Nel 1965, a seguito di un tentativo di golpe attribuito ai comunisti, un'ondata di anticomunismo spazzò l'Indonesia provocando centinaia di migliaia di morti. Ciò favorì la caduta di Sukarno e l'avvento del generale Suharto che diede avvio a una nuova stabilità politica con un governo che poggiava solidamente sul potere militare.

L'alto livello di corruzione del Paese e le sempre maggiori tensioni politiche interne culminarono nella rivolta degli studenti indonesiani del maggio 1999 e nelle successive dimissioni di Suharto. Nuovo presidente diventò Habibie che promise minore corruzione e maggiori riforme; tardando ad arrivare entrambe, a seguito di una nuova ondata di proteste fu eletto quarto Presidente dell'Indonesia Abdurrahman Wahid che propose una politica di compromesso e riconciliazione. Attuale Presidente è S.B. Yudhoyono.

 

Costituzione

L'indipendenza dell'Indonesia, proclamata il 17 agosto 1945, non fu inizialmente riconosciuta dagli olandesi e solo il 27 dicembre 1949 l'Indonesia diventò legalmente indipendente dall'Olanda dopooltre 300 anni di dominazione straniera. Repubblica presidenziale, l'Indonesia ha quale attuale Presidente S.B. Yudhoyono che è anche capo del governo. Presidente e vice presidente sono eletti dall'Assemblea Consultativa del Popolo ogni 5 anni. Il Governo è unicamerale ed è formato da 500 membri. Amministrativamente l'Indonesia è divisa in 23 province e in 2 regioni speciali.

 

Situazione politica

L'alto livello di corruzione del Paese e le sempre maggiori tensioni politiche interne culminarono nella rivolta degli studenti indonesiani del maggio 1999 e nelle successive dimissioni del generale Suharto che aveva governato l'Indonesia per più di un trentennio. Nuovo presidente diventò il vicepresidente Habibie che promise minore corruzione e maggiori riforme; tardando ad arrivare entrambe, a seguito di una nuova ondata di proteste venne eletto quale quarto Presidente dell'Indonesia Abdurrahman Wahid, meglio conosciuto come Gus Dur, che propose una politica di compromesso e riconciliazione.

Destituito nell’estate 2001 al suo posto è stata nominata la vice presidente, figlia dell’ex-presidente Sukarno, Megawati Sukarnoputri mentre nel 2004 è stato eletto S.B. Yudhoyono. Per l’Indonesia è un periodo di grande instabilità politica: scoppiano violenze a Timor Est tra fazioni favorevoli all’indipendenza di Timor e altre favorevoli alla sua unione all’Indonesia (Timor Est diventa indipendente nell’ottobre 1999). La rivolta si estende a Maluku e attualmente la situazione rimane tesa a causa di movimenti separatisti in Papua, Kalimantan centrale e Aceh (Sumatra) e di scontri a sfondo etnico-religioso. Grossi problemi interni stanno creando anche i molti profughi che affluiscono a Sulawesi e in altre zone dell’Indonesia e che non sono bene accetti dalle popolazioni locali.

 

Economia

Nonostante l'Indonesia vanti uno degli sviluppi economici più rapidi del mondo essa rimane uno dei paesi più poveri del sud-est asiatico in quanto la rapidità dello sviluppo non basta a sostenere l'altissimo incremento demografico. Dotato di enormi quantità di materie prime il Paese ha visto sviluppare solo le infrastrutture necessarie a favorire le esportazioni mentre ben pochi investimenti hanno toccato l'industria di base e quella manifatturiera.

I punti forti dell'economia indonesiana sono il petrolio e il gas naturale mentre altri prodotti importanti sono legname, stagno, carbone, rame e bauxite. Altro settore trainante è l'agricoltura nel quale è impegnato il 50% della popolazione attiva e grazie al quale l'Indonesia si trova, per ben 20 prodotti, nella classifica dei maggiori produttori mondiali: caucciù, copra, noci di cocco, patate dolci, riso, banane, soia, palma da olio, manioca, tè, arachidi, caffè, cereali, pesca ecc.. Negli ultimi anni sono state potenziate le cooperative artigiane e le società a capitale misto il che ha permesso il decollo di alcune industrie e del settore turistico, in forte crescita.

Purtroppo nel mondo indonesiano degli affari prosperano incompetenza e corruzione, male endemico del paese, che vanno di pari passo con alti tassi di interesse, forte inflazione e altrettanto forte debito estero. Ciò nonostante il futuro economico dell'Indonesia sembra orientato ad un costante miglioramento.

 

Festival e tradizioni

A causa delle molteplici religioni professate nel Paese, in Indonesia sono festività nazionali le maggiori ricorrenze cristiane, musulmane, buddiste e indù. In date fisse cadono il Capodanno (1gennaio), Kartini day (21 aprile), l'Ascensione di Cristo (24 maggio), la Giornata dell'Indipendenza (17 agosto) e il Natale (25 dicembre). Cadono in date variabili di anno in anno le seguenti feste: Ascensione del profeta Maometto, Fine del Ramadan, Festa del sacrificio di Abramo, Capodanno islamico, Anniversario della nascita del profeta Maometto (feste musulmane); Venerdì Santo (festa cristiana); Nyepi o Capodanno balinese (festa induista); Giorno di Waisak o Commemorazione della nascita, illuminazione e morte di Buddha (festa buddhista).

Molteplici sono le feste, cerimonie e spettacoli che si svolgono in ogni regione indonesiana. Tra le più importanti ricordiamo: Labuhan (Parang Kusumo, Puncak Gunung derapi, Yogjakarta) offerte rituali e solenni sfilate con costumi sontuosi a Yogjakarta; Sesami Mahesa Lawung (Surakarta, Giava) offerte e sacrifici di bufali (febbraio); Sea Festival (Pelabuhanratu, Giava) sacrifici di bufali, danze tradizionali, concerti di gamelan e canti (aprile); Festival del Borobudur (Giava) dieci giorni di festeggiamenti con teatro delle obre, esibizioni di danzatori e musicisti, artigianato locale; Horas festival (Sumatra) con gare di cavalli e di barche sul lago Toba (maggio); Festival del lago Toba (Prapat, Sumatra) con esposizioni dell’artigianato batak; Ya’howu festival (Nias) occasione unica per vedere gli antichi costumi di battaglia dei niassesi (giugno); Festival di Bunaken (Sulawesi) con rappresentazioni teatrali dell’originalissima tradizione locale; Mejuah-Juah Festival (Karo, Sumatra) cerimonie religiose, danze e musiche, danze tipiche anche a Aceh e a Sulawesi; Combattimento dei bufali (Bukittinggi, Sumatra) (luglio); Kerapan sapi (Mandra, Giava) corse di buoi e tori; Gare con canoe (Pacu Jalur, Taluk Kuantan e Indragiri Hulu, Riau); Funerali toraja (Sulawesi) (agosto); Festival Kraton, Yogyakarta e Solo (Giava) con gruppi artistici e folkloristici; Festival di Erau (Tenggarong, Kalimantan) con danze e giochi tradizionali (settembre); Selamatan Suran (Balekambang, Giava) danze e musiche (ottobre); Rondang Bintang Festival (Pematang Purba, Sumatra) danze e bellissimi costumi tradizionali; Kesodo (Monte Bromo, Giava) antica cerimonia propiziatoria con offerte votive (dicembre).



Altre guide di questo continente:





   

Invia le tue foto

Possiedi qualche bella immagine di questo paese scattata da te e vorresti che venisse pubblicata su questo sito?

Per inviare le tue immagini
registrati!

Per maggiori informazioni
guarda qui