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Guida Mongolia

Autori: Graziella Lunetta

Foto: Graziella Lunetta, Cristiano Lissoni

Aggiornamenti di: Graziella Lunetta, Cristiano Lissoni, Fabio Bertasi
ultimo aggiornamento: 4/12/2009


                        © Graziella Lunetta / iMondonauti.it
Jurte di un tipico accampamento delle steppe mongole
www.terramongolia.com

“Chi beve l'acqua di una terra straniera deve seguirne usi e costumi"

(detto mongolo)


Oceano di steppe desolate e deserti di venti,

Foreste secolari e alte montagne innevate,

La Mongolia si offre incontaminata all’occhio del viaggiatore

Su questa terra di orizzonti senza confini,

Il vento delle pianure si mescola col blu del cielo

Per creare delle pitture impressionistiche

Fuggitivo come la luce è il passaggio del cavaliere sulla pista,

Effimera è la stabilità della yurta nel cuore della collina

La Mongolia si merita... e lascia scoprire il suo splendore...

Piano piano...passo dopo passo

Secondo gli incontri e i capricci del suo clima

 

Questa poesia del grande poeta mongolo D. Natsagdorj traduce la straordinaria bellezza dei paesaggi della Mongolia, l’immensità delle sue steppe dove liberi corrono ancora allo stato semi brado la più bella conquista dell’uomo e senza i quali un mongolo non sarebbe un mongolo: i cavalli. Percorrere queste terre ancora vergini, dove la mano dell’uomo non ha lasciato ancora la sua impronta , dove nessun steccato impedisce lo sguardo, rimane la più intensa delle avventure di oggigiorno.

Notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati

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Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico Necessario
Passaporto Necessario, con validità di almeno 6 mesi dalla data di entrata
Vaccino Febbre Gialla Non necessaria
Profilassi Antimalarica Non necessaria
Vaccino Epatite A Consigliato
Vaccino Epatite B Consigliato
Vaccino Antitifico Consigliato
 

Quando andare

Il periodo migliore per un viaggio in Mongolia va da maggio a inizio ottobre mentre giugno-agosto è il periodo più caldo. A giugno vi sono ancora pochi turisti e i prezzi dei voli sono migliori.

L'escursione termica tra il giorno e la notte può essere anche di 10° -15° C.

A partire della metà di settembre le giornate, come le notti, possono essere fredde e le temperature scendere sotto zero. 

Sconsigliato invece recarsi in Mongolia durante il rigidissimo inverno.

 

Una nota particolare per chi vuole fare gite a cavallo da solo o con guide: sconsigliato andarci sino al mese di maggio causa forti piogge e sicure difficoltà.

 

 

Ora

I turisti italiani devono mettere avanti l'orologio di 7 ore al momento del loro arrivo in Mongolia (quando in Italia sono le 12 in Mongolia sono le 19 ), di 6 ore nelle province occidentali di Bayan-Olgii, Uvs e Khovd. 1 ora in meno quando in Italia è in vigore l'ora legale.

 

Burocrazia e visti


                              © Cristiano Lissoni / iMondonauti.it
Incontri al tempio Erdene Zuu, Kharkhorin
photo.lissoni.it

Per entrare in Mongolia è necessario il passaporto valido per almeno sei mesi dalla data di entrata.

Il visto è obbligatorio, è valido un mese e si ottiene in pochi giorni richiedendolo ad uno dei Consolati onorari della Mongolia in Italia (Torino o Trieste).

Il visto ha una durata di 30 gg. e viene rilasciato in circa 3 gg. lavorativi al costo di 55 euro, in 1 giorno (urgente) al costo di 80 euro.

Le formalità tuttavia cambiano rapidamente per cui si prega d'informarsi presso le autorità competenti: www.consolatomongolia.com/index.html

In caso di reale necessità e in via del tutto eccezionale, il visto può essere ottenuto direttamente all'aeroporto di Ulaan Baatar o nelle stazioni ferroviarie al confine con Russia e Cina pagando 50 USD.

Se non vi siete fatti il visto in Italia potete farlo a Pechino (5 giorni per ottenerlo) o, più velocemente, a Mosca (in poche ore al costo di 55 USD).

Per un soggiorno superiore a un mese è necessario una lettera di invito (contattare in inglese: mejet69@yahoo.com) e comunque, qualora la permanenza in Mongolia superi i 7 gg., è necessario registrarsi (pagando circa 12 USD) presso l'Immigration, Naturalization and Foreign Citizens Agency (in mongolo questo Ufficio e' chiamato EBMONT, Erigni Burtghel Medelin Tuv) ubicato al secondo piano del Dipartimento di Polizia di Zuun Ail in Ulaan Baatar. Al momento della partenza tale registrazione dovrà essere cancellata presso lo stesso Ufficio.

I viaggiatori che si trovano fuori della capitale debbono registrarsi presso gli uffici di Polizia locali. L'inosservanza di detti obblighi comporta multe che variano da 100 a 300 USD.

Si fa presente che i visitatori che rimangono in Mongolia oltre il periodo previsto dal visto possono essere fermati alla frontiera, con diniego di uscire dal Paese e assoggettati a multe.

Vi è la possibilità di prolungare il visto sul posto (solo una volta per 30 gg. e solo ad Ulaan Bator): è necessario andare alla Polizia con tre foto d'identità per scrivere una lettera di motivazione (4 gg. lavorativi per avere l'autorizzazione, se urgente: la tassa sarà di 12000 T al posto di 5000 T oltre al prezzo di 2 USD per ogni giorni in più richiesto; 7gg.= 15 USD + la tassa, 30 gg.= 61 USD + la tassa) è la migliore soluzione); rilasciata l'autorizzazione, con altre foto e denaro in contanti andare all'Ambasciata e avere molta pazienza, soprattutto in estate!

Importante: quando fate la domande per estendere il visto, l'organizzatore mongolo che vi aiuta a prolungare il visto è considerato responsabile perchè avrete scritto il suo indirizzo nel formulario. Se vi chiede di contattarlo durante il vostro soggiorno fatelo! Non è per sorvegliarvi ma per sapere se tutto va bene: in tal modo eviterete che la Polizia si lanci alla vostra ricerca.

Ricordatevi di comunicare loro la vostra partenza dalla Mongolia soprattutto se non dovete più usare dei loro servizi. Questo vale sia per le agenzie, guest house e le persone mongole che vi aiutano.

 

I punti doganali, così come gli uffici della Polizia dai quali si va per il rilascio di certi permessi, sono spesso chiusi durante il fine settimane e durante il Nadam (a volte, per il nadam, gli uffici e le dogane terrestri possono rimanere chiusi per 5 gg. consecutivi).

Per chi arriva in treno o aereo il problema della dogana non si pone, solo chi pensa di varcare il confine con i propri mezzi (piedi, cavallo, bicicletta, auto, camion) è bene faccia un controllo preventivo delle date di transito.

Per recarsi presso la popolazione tsatan viene richiesto un permesso speciale rilasciato solo ad Ulaan Baator nel quale dovrenno essere scritti i vostri nomi e relativi numeri di passaporto, il nome dell'autista e il numero di targa dell'auto con la quale viaggerete. Contattate con largo anticipo (20-30 gg.) il vostro referente locale che potrà richiedere il permesso per voi (il costo del permesso è di pochi euro).

Il permesso dovrà essere vistato all'andata e al ritorno sia a Moron che a Tsaganur Nur

Stessa procedura se intendete visitare zone molto vicine ai confini di Stato.






 

Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che si rechi in Mongolia. Restano consigliate la vaccinazione antitifica e le vaccinazioni contro l'epatite A e l'epatite B (per soggiorni superiori ai 6 mesi; 5-20% di portatori del virus HBV). Casi di colera e di tifo durante il periodo estivo.

 

Da mettere in valigia

Prevedere qualche vestito caldo (piumino) anche in estate perché le notti possono essere fredde specialmente nel nord e centro. In questo periodo, la differenza di temperatura tra giorno e notte può essere anche di 30°-35° C.

D’inverno portare vestiti pesanti per proteggersi dal freddo, dal vento e della pioggia.

Portare sempre con sé un sacco a pelo e una tenda visto il rischio di notti fresche e della scarsità di alberghi.

Cappello e occhiali da sole, scarpe comode, farmacia da viaggio, una torcia, un filtro per l'acqua (difficilmente troverete acqua potabile se non in bottiglia).

 

A coloro che decidessero di impegnarsi in escursioni più impegnative (magari a cavallo) consigliamo un equipaggiamento più articolato: tenda con doppio tetto (rischio di pioggia, neve o ghiaccio); sacco a pelo per alta montagna (-30° consigliato a causa di notti molto fredde anche d’estate); vestiario caldo (vestirsi con vari strati) prevedendo abiti di ricambio in caso di pioggia o cadute in acqua; guanti caldi, berretto di lana, sciarpa, cappellino e impermeabile (evitare la mantellina perché se c’è vento e siete a cavallo l'animale può avere paura dei movimenti della mantellina); calze calde, scarpe alte e resistenti (stivali o proteggi gambe; si trovano stivali mongoli di vari tipi e a buon prezzo al Black Market di Ulaan Bator o a Moron e possono essere regalati alla fine della gita se non si li si vuole come souvenir); pantaloni da cavallo o, in alternativa, mutande da ciclista da indossare sotto i pantaloni in modo da addolcire il contatto con la sella (non indossate mai gli slip sotto le mutande da ciclista o il pantalone da cavallo onde evitare lo sfregamento degli elastici e i tagli della pelle che provocano); ideale in ogni stagione un pantalone di pile perchè molto confortevole; pantaloni impermeabili resistenti da indossare sopra il pantalone da cavallo; occhiali da sole con un cordone (in caso di caduta da cavallo); crema per proteggersi dal sole; pomata anti sfregamenti, antalgici e anti infiammatori (al mattino, prima di partire, prendete un antalgico per diminuire la sensazione delle ossa rotte), cerotti medicati, disinfettante, bende; repellente contro le mosche e tafani in estate; bagagli poco fragili, piuttosto piccoli e impermeabili per essere caricati facilmente sui cavalli. Prevedete anche sacchi di iuta o di tela resistenti per coprire i vostri bagagli e della corda per legarli.

Sigarette, accendini e coltelli da regalare alle guide potrete acquistarli anche sul posto.

 

 

Elettricità

La corrente elettrica è a 220 volt. Nei mesi invernali, anche nelle principali città come Ulaan Baator, Darhan e Erdenet si registrano problemi di forniture elettriche ed interruzioni nella fornitura del riscaldamento centralizzato; nelle piccole località si possono registrare interruzioni di corrente elettrica da novembre ad aprile. Le prese degli hotel sono di tipo standard europeo per cui non serve adattatore ma meglio averne uno con sè!

Nelle iurte dei nomadi è difficile poter ricaricare le batterie dei cellulari, apparecchi di fotografie e video anche se hanno dei pannelli solari: la loro produzione è sufficiente per il loro consumo cioè per una lampadina di 40 V.  Il consiglio è di portarsi appresso batterie di riserva.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Mongolia) abbiamo un voltaggio di 230 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Europea a 2 poli

Francese a 2 poli con contatto di terra femmina
 
 
 

Indirizzi utili

 
  Burocrazia e Visti 
Ambasciata italiana in Cina Sanlitun dong er jie, Pechino
tel: +86-10-65322131/2/3/4/5, fax: +86-10-65324676
numero di cellulare: +86 13901032957 (attivo in orario di chiusura uff.)
posta elettronica: ambasciata.pechino@esteri.it
sito web: www.italianembassy.org.cn/
altre informazioni utili: E' competente anche per la Mongolia
Ambasciata tedesca in Mongolia P.O.Box 708, Ulaan Baator
tel: +976-11-323325, fax: +976-11-323905
tel 2: emergenze: +976-99114665
altre informazioni utili: Competente per fornire assistenza anche ai cittadini italiani
Consolato onorario di Mongolia in Italia Via Giulia 10, Trieste
tel: 040-575422, fax: 040-575431
Consolato onorario di Mongolia in Italia Via Vandalino 56 d, Torino
tel: 011-19507843
numero di cellulare: 3386313447
sito web: www.consolatomongolia.com
Corrispondente consolare italiano INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Ulaan Baatar
tel: +976 11 34 2657
numero di cellulare: +976 99101330
posta elettronica: franco.lontani@yahoo.it
altre informazioni utili: Il corrispondente è il sig. Franco Lontani
 
  Turismo e Cultura 
Informazioni turistiche sito web: www.mongoliatourism.gov.mn/
MIAT Ulaan Baatar Hotel, 1° piano, Ulaan Baator
tel: +976-111818
MIAT Montsame building, 1° piano, Ulaan Baator
tel: +976-11321502
MIAT tel: 976-1322273 (Ticketing Office, Information), fax: 976-1313385
tel 2: 976-1325633 (Reservation), tel 3: 976-1322144 (Domestic Flight Section)
sito web: www.miat.com.mn/
MIAT Sig. Aldo Colleoni, Via Giulia 10, Trieste
tel: 040-575422, fax: 040-575431
 
  Sanità e Sicurezza 
Dentista Dental group, Ulaan Baator
tel: +976-11452201 (Dental group)
tel 2: +976-11310490 (Hope dental clinic)
altre informazioni utili: dietro l’ambasciata russa; le cure dentarie sono molto care
Fraternité Notre Dame Hôpital de la Charité INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Ulan Baator
tel: +976- 11458309
tel 2: +976-11450773
 
 
 

Quanto stare

Un permanenza che consenta di visitare a fondo il Paese non può essere inferiore alle due settimane. E' bene tuttavia sapere che già a una decina di km fuori della capitale si è in mezzo alla steppa e ai nomadi e che quindi, anche chi ha pochissimo tempo (magari facendo una breve estensione), può avere un bellissimo ricordo della Mongolia e potrà dividere la vita dei nomadi sotto la iurta seppur per solo poche sere.

A chi ne avesse la possibilità consigliamo però di fermarsi in Mongolia almeno 1 mese, includendo anche il deserto del Gobi. Anzichè prevedere tour che comportano intere giornate a bordo di una jeep, fermatevi ogni tanto nel bel mezzo della steppa. Ascoltate il silenzio che vi circonda. E' rotto solo dal frinire di alcune cicale, a volte il fischio di qualche rapace. Sentirete il rumore del vento sull'erba. E' poco? Provate ad ascoltarlo....  

 

Come arrivare


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it

Non ci sono voli diretti dall'Italia per la Mongolia, è necessario partire dall'Italia per Berlino, Mosca o Pechino e lì imbarcarsi per Ulaan Baator.

L'Aeroflot (via Mosca) rimane per ora la linea più economica.

Con la compagnia di bandiera mongola MIAT (Montsame building, 1° piano, Ulaan Baatar, tel. 976-11321502; http://www.miat.com/; a Berlino tel. 0049 30 28498141) è possibile raggiungere Ulaan Baator da Berlino (voli bisettimanali il giovedì e la domenica) o via Pechino.

C'è anche un volo estivo bisettimanale Blue Panorama con partenza da Milano.

 

Avendo maggior tempo a disposizione è possibile arrivare da Mosca a Ulaan Baatar in 4-5 giorni col treno transiberiano (visto di transito russo obbligatorio; il biglietto costa molto di meno se comperato a Mosca presso l'agenzia della ferrovia della metropolitana russa Chistyie Prudy. Preparatevi scritte in cirillico le informazioni da chiedere relative a destinazione, prezzo, date e orari perchè il personale non parla che il russo; http://www.poezda.net/; http://www.seat61.com/TransSiberiantimetable.htm.

N.B.: d'estate può essere difficile trovare posti, meglio prenotare con largo anticipo, tenendo presente che il treno non ha cadenza quotidiana. I biglietti sono messi in vendita 40 gg. prima della data di partenza, se prenotate tramite un'agenzia e riservate i posti prima dei 40 gg. sarete messi in lista di attesa ma avrete ottime possibilità di riuscire a partire). 

Da Irkoust (Russia) è possibile ogni sera prendere il treno per Ulaan Bataar senza doverlo prenotare il che è una buona soluzione se i voli e /o la transiberiana sono pieni o se non si vuole prenotare in anticipo.

Tempi di viaggio: Mosca-Irkoust: circa 88 ore; Irkoust-Ulan Ude: 7 ore; Ulan Ude-Naoutchk (frontiera mongola): 6 ore; Naoutchk-Ulaan Bataar.

Se non riuscite a trovare posto sul Transiberiano potete optare per un'alternativa più economica (ma tenete presente che avrete bisogno anche di maggior tempo, circa 3 gg. in più di viaggio): a Mosca acquistate un biglietto per il treno locale diretto a Perm o Yekatarinburg, Omsk, Novosibirsk, Krasnoyark, Irkoust, Ulan De, Ulaan Baator (meglio avere nozione di russo per comperare i biglietti nelle stazioni).

Da Irkoust potrete raggiungere la capitale mongola anche in bus (cambio a Ulan De; costo circa 1200 rubli; consigliabile prenotare inanticipo).

 

In alternativa è possibile raggiungere Ulaan Baatar da Pechino con il treno transmongolico (2-3 volte la settimana. Spesso si aspetta circa 15 gg. a Pechino per ottenere il biglietto del treno, si deve per forza andare al CITS per comperarlo; e-mail: chenh@cits.com.cn, tel. 0086-010 -185228408 o contattare Richard Tian: richard@oceantravel.com.cn oppure oceantravelcn@yahoo.com.cn; http://www.ctn.com.cn/).

Potrebbe anche essere un'idea andare in bus da Pechino (la stazione LuiliQiao è raggiungibile con la metropolitana linea 1 Gongzhufen, poi taxi o 40 min. a piedi) fino ad Ereen/Zamyn-Uud, al confine sino-mongolo, passare il confine in taxi e da lì prendere il treno per Ulaan Baatar (il martedì e il venerdì, costo circa  15USD; per saperne di più: www.chinatripadvisor.com/english; http://www.travelchinaguide.com/china-trains/http://www.china-train-ticket.com/).

Ricordate che ad Ulaan Baatar potreste avere  difficoltà per comperare i biglietti per Mosca e Pechino.

 

Le frontiere d'accesso per viaggiatori che si muovono via terra variano con facilità ed è sempre meglio informarsi preventivamente presso l'Ambasciata mongola.

Al momento sono aperti i seguenti quattro valichi: Tsagaan Nur nella provincia di Olgii, Altanbulag nella provincia di Selenge , Ereen Tsav nella provincia di Dornod e Zamyn Uud nella provincia di Dornogobi (dal lunedì al venerdi dalle 9.00-18.00). Il valico di Borshoo (di Ak Dovurak nella provincia di Tuva in Siberia verso Uvs in Mongolia) non è aperto.

Non potete passare dagli altri valichi tra la Mongolia e la Russia  in quanto aperti solo durante certi periodi e soltanto alle popolazioni mongole, cinesi e russe locali.



 

Tasse di ingresso-imbarco

Le tasse di entrata e di uscita sono incluse nel costo del biglietto aereo.

 
 

Cosa vedere e cosa fare

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   A contatto con i nomadi

© Graziella Lunetta / iMondonauti.it
Infinita Mongolia
www.terramongolia.com

La Mongolia è un immenso Paese con paesaggi molto diversificati. La Mongolia che uno immagina con la sua steppa sempre verde è solo parte della realtà, il sud è un vero deserto con poca sabbia, il centro e l’ovest sono montagnosi ma quasi senza boschi e il nord è il regno delle grandi foreste. Consigliabile quindi, prima di tutto, scoprire i paesaggi mozzafiato nelle immense steppe e dei deserti dove si possono vedere le tradizionali tende e la fauna selvatica, cacciare la marmotta da metà agosto a metà settembre, cacciare la volpe con l’aquila in novembre con i kazaki.

 

Chi ha poco tempo a disposizione deve sapere che la steppa inizia subito usciti della capitale, e che un’escursione di 2-3 giorni vi darà già una buona visione della sorprendente bellezza della steppa mongola.

 

Altre opzioni: il contatto con i nomadi e con etnie quali quelle dei Tsaatani (nord ovest) e dei Kazaki al confine con il Kazasthan; il parco Tavanbogd; le montagne dell’Altai; il deserto del Gobi con le dune Khongoryn Els, la sua valle di ghiaccio eterno (Yolyn Ann) e Bayangzag; la regione di Khövsgöl con i suoi laghi, foreste, fauna ricca di 170 specie di uccelli e flora variegata; Saarjalud, vicino Bayanghogor, dove vi aspettano 300 sorgenti di acqua calda; Khatgal, vicino il fiume Egiin Gol (un po' turistico); Ulan Bataar con i suoi monasteri; Kharakorum, antica capitale di Gengis Khan, con il suo famoso monastero Ederni-Dzu dove ogni giorno alle 11 si può assistere al rito buddhista; Tsangan nuur, il lago bianco vicino Tseterleg e il parco nazionale di Terkhin (sito vulcanico), le cascate di Orkhongol.

   A piedi, in bici o a cavallo


© Cristiano Lissoni / iMondonauti.it
Tipica sella mongola
photo.lissoni.it


 

Se avete a disposizione una quindicina di giorni potete andare alla scoperta della Mongolia in bici, a cavallo o a piedi. Tra le varie regioni più adatte a questo tipo di viaggio consigliamo: l'Arkhangai, il Khentii e il Gobi.

L'Arkhangai per la sua gente felice di vivere, il suo lago Bianco (Terkhin Tsagan nur);

il Khentii, per le sue capanne di legno, le foreste e l'ambiente molto selvatico. E' la regione nativa di Gengis Khan e non è molto popolato;

il Gobi per la varietà dei suoi paesaggi: deserti di sassi, di sabbia, paesaggi lunari, oasi, pianure ventose e desolate, animali selvatici, cammelli.

Se siete avventurosi e di buona condizione fisica potete tentare di raggiungere da Gurvantes la Cina senza pensare però di oltrepassare questa frontiera! La pista è ben frequentata da commercianti e allevatori, villaggi ogni 30 km.

Non esitate a chiedere consigli a Mejet in inglese: mejet69@yahoo.com

   Olgy

 

Per raggiungere Olgy occorrono da Ulaan Bator sono necessari 5 giorni di jeep. In tal modo non si avranno problemi di spostamenti una volta arrivati sul posto e, lungo il tragitto, si potrà fare sosta per godere dei meravigliosi paesaggi.

In alternativa, dalla capitale partono mezzi pubblici che compiono lo stesso percorso in 5 gg. senza soste. Arrivati a Olgy, per ulteriori spostamenti potrete avvalervi di un taxi per pochi tugrug.

E' possibile arrivare a Olgy anche in aereo partendo da Ulaan Bator. I voli non sono quotidiani e, durante l'estate come durante il festival delle aquile, è molto difficile di trovare dei posti perchè tutti sono prenotati dai tour operator. Il prezzo A/R va da 300 a 500 USD a seconda della stagione con solo 15kg di bagagli permessi. (www.aeromongolia.mn ; www.eznisairways.com).

 

Per spostarsi nella regione di Olgy è necessario contattare un autista, cosa abbastnza facile in estate ma molto complicata e quasi impossibile d'inverno e fuori stagione turistica.

I prezzi, in tutti i casi, rimangono cari. Prendetevi sempre il tempo di negoziare, e fatevi sempre specificare cosa comprende o non comprende il prezzo pattuito.

Davanti il mercato troverete sempre dei taxi collettivi che aspettano di essere completi per partire verso i piccoli centri (sum) della regione.

 

Alberghi e ristoranti a Olgy

Troverete pochi alberghi e ristoranti, ma moltissime guantz hanno aperto ultimamente (chiudono verso le 19; prezzi da 1 a 5 euro)

Si possono indicare tre alberghi a Olgy con prezzi che cambiano seconda la stagione: il Tavanbogd Hotel (prezzo da 5 a 25 euro), il Bastau Hotel (da 2 euro nel dormitorio a 12 euro la doppia), il Duman Hotel, il più lussuoso, dotato ogni tanto di acqua calda (da 12 a 30 euro la camera doppia). Si raccomanda di visitare i vari alberghi prima di fare la scelta definitiva.

Attenzione: durante il festival delle aquile è molto difficile trovare una camera all'ultimo momento, meglio arrivare vari giorni prima, le prenotazioni non sono sempre sicure anche se fatte dal vostro autista!

Durante il periodo estivo alcuni Tourists Camps aprono lungo il fiume. In tal modo sarà possibile dormire sotto una iurta.

Nella regione, per ora, non esistono alberghi o simili: si dorme dai nomadi se il vostro autista vorrà portarvi, o nella vostra propria tenda.

 

A Olgy, l'unica sorgente affidabile di acqua calda sono i bagni pubblici della città (400 m circa dalla posta partendo dal teatro khazako). E' possibile fare la doccia o la sauna previa prenotazione

Da non perdere una visita al mercato di Olgy (chiuso al martedì) e, anche se molto difficile da trovare, all' Altai Craft dove potrete trovare vari articoli di artigianato della regione (dietro il mercato, informarsi sul posto).

Durante il festival delle aquile comperate i vostri ricordi di artigianato l'ultimo giorno: sarà più facile negoziare perchè la stagione turistica è finita sino all'estate prossima!

 

Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati

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Come spostarsi

 
 
 

Voli interni

I voli tra le principali città del Paese sono effettuati dalla compagnia di bandiera MIAT (a Ulaan Baator la MIAT si trova vicino alla posta centrale. Bagagli limitati a 15 kg, 1dollaro di supplemento per ogni kilo in più) e  da compagnie minori come Aereomongolia e Eznis.

I mongoli pagano quasi nulla ma per i turisti non è la stessa cosa: per es. 100 USD per sola andata Ulaan Baator- Mörön, Olgii-Ulaan Baator circa 250 USD per sola andata.

Attenzione: i voli sono spesso cancellati a causa delle avverse condizioni meteo o del cattivo stato della pista.

In estate, prenotate con largo anticipo. 

La tratta Ulaan Bator-Katgal (charter) è in funzione solo nel periodo estivo. 



 

Mezzi pubblici

 

Esiste solo una linea ferroviaria che attraversa la Mongolia dal nord al sud e che permette di giungere a Irkustsk in Siberia, o a Pechino in Cina. Ci sono tre biforcazioni, l'una verso Erdernet, l'altra verso Sharyn Gol e l'ultima verso Baganuur.

Viaggiare in treno costa poco ma bisogna prevedere tempi di percorrenza piuttosto lunghi (Mongolian Railways tour bureau, room 331, PO box 376, Ulaan Baatar; www.mol.mn/mrt).

Qui di seguito diamo i giorni di partenza e i costi di alcune tratte:

Pechino-Ulaan Baator, gio/sab, circa 80 USD; Ulaan Baator- Mosca, gio/ven., 105-190 USD; Ulaan Baator- Irkusk, giornaliero, circa 30 USD;

Ulaan Baator-Erlian, lun/giov., circa 20 USD; Ulaan Baator-Zamun-Udd, giornaliero, 15 ore di tragitto; ven./dom. espresso in 12 ore; Ulaan Baator-Sukhbaatar, giornaliero, 8 ore di tragitto, 3-8 USD.

 

 

Una rete di bus serve i capoluoghi delle province, ma appena si vuole uscirne diventa necessario disporre di un veicolo e non è per niente sicuro di trovarne uno fuori della capitale.

I bus sono pochi, sempre colmi e molto lenti, non vanno dappertutto e non circolano sempre.

Gli autisti partono se hanno una volta e mezzo il numero dei viaggiatori per il loro veicolo!

 

Anche i camion possono effettuare trasporto a pagamento di passeggeri: molto fisico, nessuna intimità e autonomia e poche fermate.

 

Nelle campagna esiste una buona rete di mini bus e jeep collettive, ma hanno dei tragitti detti "a stella", con punto di convergenza nella capitale, per es.: Ulaan Baator-Arvaykheer-Ulan Baator (costo circa 15.000 T. per 400 km, partono solo se completi e non si fermano, o raramente, per strada a prendere viaggiatori).

I tragitti sono generalmente molto stancanti: sulle lunghe distanze gli autisti si alternano alla guida e guidano notte e giorno anche per 4 gg. di fila.

Le jeep collettive (da non confondere con  i giri in jeep o mini van organizzati dalle guest house con autista privato) partono della stazione dei bus a Ulaan Baator (informarsi per le altre cittadine, in genere la stazione di partenza è nei pressi del mercato), caricano da 6 a 12 persone per un prezzo modico e velocità superiore rispetto a quella dei bus, ma vanno solo nelle capitali delle province (per es.: Ulaan Baator-Tseterleg, 12 ore per 400 km, costo 15 USD; Tseterleg-Tariat, 10 ore, costo 12 USD).

 

Però, ricordate,  tutto quello che circola può essere affittato per circa 0,2 USD/km in città.

Ogni macchina fa da taxi per arrotondare lo stipendio e basta fermare una macchina e spiegare dove si vuole andare.

A questo proposito è altamente consigliabile farsi scrivere tutte le destinazioni in cirillico perché poche persone vi capiranno altrimenti. Lo stesso vale anche per i numerosi taxi di Ulaan Baator (niente paura, il vostro albergo potrà provvedere).

Per i tragitti più lunghi il prezzo dipende dalla vostra abilità a mercanteggiare, dalla lunghezza del tragitto, dal numero delle persone che effettueranno il viaggio, dal prezzo della benzina che ha tendenza ad aumentare in estate.

Ricordate anche che esiste spesso una tariffa per la popolazione locale, una per i russi (un po' più cara) e una per gli altri (ancora più cara)!

 

Le strade sono spesso delle piste in cattivo stato, quindi tenete sempre presente anche questo aspetto per calcolare i tempi di viaggio necessari.

 

 

 

Mezzi a noleggio

Se volete muovervi in autonomia potete affittare una jeep 4x4 al costo di circa 100 USD al giorno tutto incluso (benzina e autista).

Se affittate un mini bus (van) ricordate che può accogliere oltre 6 persone ma non può andare ovunque a causa delle piste in cattivo stato. Il prezzo del noleggio può essere superiore a quello di una jeep.

Da alcuni anni jeep e minibus giapponesi si trovano a noleggio anche in Mongolia. Sono sicuramente più confortevoli delle tradizionali Watz russe, ma attenzione: le seconde sono completamente meccaniche e, in caso di guasto, anche nei luoghi più remoti della steppa troverete qualcuno in grado di aggiustare il danno mentre, con le prime, le probabilità di restare appiedati aumentano considerevolmente.

Non tutti gli autisti  sono competenti e, a volte, si rifiutano di recarsi in certi siti invocando vari motivi: la verità è la limitata conoscenza delle piste. Informatevi bene prima della partenza perché rinunciare al tragitto che si era sognato può rivelarsi frustante.

Alcuni autisti preferiranno insistere per portarvi nei tourist camp a dormire invece di condurvi dai nomadi nelle iurte.

Con un buon autista la guida diventa superflua, perché un buon autista è in grado di farvi scoprire tutto quello che avete sempre sognato.

Non pensate di affittare un veicolo senza autista perché le piste non sono segnalate e non esistono cartelli! Il GPS non vi sarà di grande aiuto, gli autisti si orientano con le montagne, foreste... e chiedono, in caso di dubbio, ai nomadi che vi accoglieranno con una ciotola di airak o del te al latte salato!  

Se cercate un ottimo autista contattate Mejet (mejet69@yahoo.com, tel. 00976 11 45 41 67 in inglese o russo, la sera). Vi farà scoprire il suo bellissimo paese, che conosce perfettamente, e pernottare dai nomadi sotto le iurte; può anche ospitarvi al vostro arrivo a Ulaan Batoor e venire ad accogliervi all’aeroporto.

Un altro ottimo driver è Bayar (bayaraa777@yahoo.com), onesto e simpatico che lavora senza intermediari o agenzie.

 

(Fate attenzione se fate un giro organizzato da una guest house perchè quest'ultima avrà tendenza ad ottimizzare il tempo di trasporto rispetto alla qualità del circuito: giorni prefissati del circuito senza possibilità di allungare o accorciare il giro, percorso impossibile di modificare anche di soli pochi chilometri. Fatevi sempre ben specificare che cosa include il prezzo, spesso un prezzo basso non include l'autista, il carburante, il cibo o cambia in base al numero dei partecipanti facendo lievitare i prezzi quasi, se non di più, di un noleggio indipendente).

 

 



   


 

Altri mezzi

il cavallo è il mezzo di trasporto il più diffuso in Mongolia e se fate solo gite a corto raggio (ad es. attorno al lago Terkhin o Kosgol) non occorre essere provetti cavalieri.

Per l'affitto prevedete circa 5/10 USD al giorno o 200 USD per comperarlo.

Meglio comperare il cavallo laddove inizia il vostro giro.

Per i prezzi, se possibile, fatevi aiutare da una persona del posto; prevedete un cavallo  per i bagagli ogni due persone, preparate con cura il percorso (fiumi, montagne), evitate le zone aride o poco popolate dove c'è il rischio di non trovare acqua per gli animali e dei nomadi per darvi una mano in caso di necessità.

Non partite mai da soli o in gruppo senza guida perché la steppa può dimostrarsi pericolosa (animali selvatici) ed è molto facile perdersi come pure perdere i cavalli o farseli rubare.

Una guida costa circa 5/7 USD al giorno e vi sarà di aiuto anche per fare da tramite con i nomadi se necessario; inoltre, se non siete capaci di caricare i cavalli o di occuparvi delle cure che necessitano, la guida vi sarà di un gran aiuto.

Le selle mongole sono di legno e poco confortevoli per i  tragitti più lunghi, prevedete quindi il vostro equipaggiamento; si trovano articoli di equitazione al Black Market e nei grandi magazzini (sella inglese ca 200 USD). 

Il miglior periodo per andare a cavallo pare essere giugno perchè è il mese dei fiori e il tempo è clemente; in luglio, durante il giorno fa molto caldo, ma può fare altrettanto freddo di notte. Rischio  di  temporali e pioggia: proteggete bene i bagagli.

Da ultimo: perchè non pensare di regalare il vostro cavallo ad un nomade alla fine del vostro giro?

 

Se veramente vi piace camminare con qualsiasi tempo (caldo, freddo, temporali), girare la Mongolia a piedi  non è pericoloso, soprattutto se seguite una pista o il letto di un fiume. 

Meglio essere almeno in due nell'Arkhangai, regione ben popolata, dove incontrerete spesso nomadi per confermare la vostra strada e aiutarvi a trovare i pozzi d'acqua.

Una buona idea, visto la vastità del Paese, è quella di farsi portare in un punto della steppa e farsi venire a riprendere in un altro punto: in tal modo potrete percorrere le zone di più difficile accesso.

 

Maggiori difficoltà se optate per la bicicletta: la Mongolia è attraversata da una sola strada asfaltata, le piste sono in cattivo stato, vi è elevato rischio di vento durante la primavera.

Il GPS non vi indicherà quale passo è transitabile: davanti a una barriera montuosa dovrete essere esperti e prevedere anche di dover tornare indietro per lunghi tratti. Indispensabile quindi essere autonomi (prevedete una tenda con doppio tetto, cibo, filtro per l'acqua, sacco a pelo caldo, copri bagagli).

 

Sia che viaggiate a cavallo che in bicicletta o a piedi non dimenticate alcuni consigli: se siete stanchi chiedete a una famiglia che ha una jeep di portarvi nella città più vicina, fate pure autostop ma sempre avendo un' idea del vostro itinerario, altrimenti dimostratevi flessibili e non dimenticatevi di mettervi d'accordo sul prezzo del tragitto!

Evitate di bere con l'autista, quello che non si può rifiutare sotto la ger può essere rifiutato in un veicolo. Attenzione alle sabbie mobili (diffidate di erba molto verde e terreno fangoso), alle mandrie di tori che vagano  in libertà sorvegliata (se dimostrano di essere poco pacifici rimanete immobili sino alla loro partenza), ai cani di guardia che appartengono ai nomadi, ai temporali che possono raggiungere picchi di intensità davvero elevata.

 

 


 

Patente

 

Carburante

Il costo della benzina è di 0.90 euro/l con tendenza al rialzo.

Le jeep russe consumano parecchio ma sono le sole, con i cavalli mongoli, a saper fronteggiare la steppa e il clima mongolo; meno affidabili le jeep giapponesi.



 

Dormire


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it
Jurta nella steppa
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A Ulaan Baator ci sono hotel di varie categorie (anche 70 USD la camera doppia, prezzo del tutto eccessivo per gli standard di qualità), guesthouses e camere da affittare che permettono l'incontro con le famiglie mongole.

Alberghetti economici (8-10 euro la notte) e di scarso confort in alcuni villaggi: fatevi sempre mostrare le camere prima di decidere!

 

Le guest houses sono spesso degli appartamenti di tre locali adibiti a hotel: non aspettatevi un grande lusso, ma docce calde, possibilità di cucinare e prezzo modico (5-7 USD a notte per persona.). Durante il Naadam non è raro vedere le camere trasformarsi in dormitorio.

 

Dormire sotto una iurta, dividere la vita tradizionale dei nomadi, rende il viaggio in Mongolia indimenticabile e unico, un'esperienza da non perdere. Prima di partire, al mattino, si pagano  alla padrona di casa circa 3-5 USD per persona per il pernottamento. E' inclusa la cena: formaggio, minestra mongola, airak e latte in abbondanza (l'autista vi indicherà il prezzo esatto da pagare).

Portate con voi dei regali che saranno bene accetti perché i nomadi sono lontano da tutto (i regali i più apprezzati, perché utili, sono: coltelli tipo svizzero, accendini, fiammiferi, candele, batterie per la radio, pile, sapone e articoli da toilette, berrettini, penne e matite, quaderni e libri per bimbi da comperare sul posto, filo e aghi da cucire, forbici, utensili da cucina, stoviglie, vestiti per tutti, giocattoli, palloncini gonfiabili e sigarette perché i mongoli amano fumare).

Molto ben tenuti, i tourist camp sono dei campeggi con una decina di vere iurte molto spaziose, i servizi sono in un iurta a parte e un'altra iurta serve da ristorante. Prevedete circa 20 - 50 USD a notte per persona cena inclusa.

Il tourist camp costituisce una buona alternativa dopo settimane passate a lavarsi poco...

Si trovano anche dei tourist camp (guest ger) a conduzione famigliare, sono meno lussuosi (non ci sono docce nè ristorante) ma vale la pena fermarsi: costano infatti 5-15 USD a notte per persona. 

 

A Ulaan Baator non è più permesso campeggiare.

Nelle cittadine meglio chiedere il permesso di campeggiare dietro le mura di legno di una proprietà per non essere disturbati dagli ubriaconi;  per questa stessa ragione evitate di piantare la tenda sulla pista che porta al villaggio, come pure di mettervi troppo vicino a un fiume (rischio inondazioni) o sul passaggio delle greggi (sterco fresco!).

Campeggiare è totalmente naturale nella mentalità dei mongoli e si può campeggiare ovunque, ma mettersi vicino a una iurta vuol dire approfittare della vita dei nomadi.

Anche se non avete intenzione di campeggiare è preferibile portare la tenda con sé perché potreste ritrovarvi lontano da tutto dopo avere bucato o fatto un incontro... nella steppa più si è autonomi meglio è!

 





 

Mangiare


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it
Preparazione del cibo presso i tsatan
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                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it
Latticini, arak...
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I mongoli apprezzano particolarmente i derivati del latte chiamati "il cibo bianco": è quello che offrono per primo ai visitatori poichè credono che il consumo dei derivati del latte prolunghi la vita. Anche la carne o "cibo grigio" ha il suo posto nella cucina mongola. Da metà agosto a metà settembre i mongoli cacciano e mangiano la marmotta che preparano bollita.

A Ulan Baator si trovano ristoranti con cucina internazionale e, dopo alcune settimane nella steppa, li apprezzerete: vi saranno proposti dei ravioli alla carne fritti o bolliti..

I guantz o mense, frequentate quasi esclusivamente dai mongoli, servono della buona e abbondante cucina tradizionale per circa 2 USD.

Troverete numerose guantz nelle città, anche se nascoste nei palazzi, mentre nella steppa spesso le guantz sono in una iurta.

Dai nomadi sarete sempre accolti con una o più ciotole di airak (latte fermentato), formaggi e tè al latte salato, yogurt, hormog, panna e formaggio. Il formaggio (cammello, giumenta, yak o capra) può essere salato o dolce e ne esistono mille specie diverse. Un consiglio: prendetene solo un pezzettino e, se vi piace, servitevi ancora, altrimenti provatene un altro...

D'estate, i nomadi non propongono carne ai visitatori perché è il periodo in cui la fanno essiccare per l'inverno, ma la sera ne troverete un po' nella vostra minestra di pasta (molto buona). Se sarete fortunati vi sarà offerta della vodka appena distillata (una squisitezza).

Ricordate comunque sempre una cosa: se vi viene offerta qualunque cosa asseggiatela di buon grado perchè rifiutare significa offendere l'ospite.

A Ulaan Baator si trova di tutto nei supermercati e, solo nella capitale, troverete qualche frutta e verdura fresca.

Nelle cittadine potrete trovare i prodotti di base mancanti al mercato o nei generi alimentari (delguur) ma verificate le date di scadenza! Generalmente la frutta e la verdura sono difficile da trovare. Nelle ger potrete comperare del formaggio, dello yogurt, del tè...

 

Se intendete soggiornare nella steppa dovete essere autonomi in tutto prima di partire. A Ulaan Baator si trova di tutto nei supermercati: seguite i consigli dell'autista per comperare il necessario e pensate che anche lui mangia e che vi è più che utile ...(l'autista prevede il cibo per sè, ma non sono tanto ricchi).

Comperate acqua in abbondanza o portate un filtro per l' acqua. Da casa potete portare delle salse per condire la pasta (la pasta mongola è buona), zucchero, bustine di tè, succo di limone, sale e pepe, olio e aceto, formaggio da grattugiare, budini, frutta e verdure lunga conservazione, marmellate e miele per la colazione... .

Portatevi degli ami e una canna da pesca, i fiumi sono pieni di pesci della stessa famiglia del salmone (taimen); i mongoli non mangiano pesce sia per gusto che per tradizione, ma si divertono a pescare e vendono quanto pescano.

Portate posate, bicchiere e un piatto per persona (in plastica riutilizzabile: non create rifiuti perché loro non ne creano).

Se volete cucinare per conto vostro portatevi un fornello a gas con combustibile a sufficienza per la durata del vostro soggiorno. Gli autisti utilizzano dei fornelli che alimentano con una bomboletta spray (i fornelli, di marca coreana, si presentano come una valigia diplomatica, il coperchio serve a proteggere la fiamma dal vento: sistema ingegnoso, prende poco spazio, ed è possibile acquistarne uno ad Ulaan Baator per circa 20 USD).

 

 

 

 

Posta e telefono

Per telefonare in Mongolia dall'Italia è necessario comporre lo 00976 seguito dal prefisso della località senza lo 0 e dal numero desiderato.

Per telefonare dalla Mongolia in Italia è necessario comporre lo 0039 seguito dal numero desiderato.

 

Per telefonare conviene recarsi al Palazzo delle Poste di Ulaan Baator , lo stesso per le cittadine della steppa. Nella capitale vi è inoltre la possibilità di telefonare presso noleggiatori di telefoni lungo le strade.

Ora la rete telefonica é migliorata e anche nella steppa si può usare il cellulare anche se non ovunque. Non è raro vedere, nella iurta, vicino ai finimenti del cavallo appoggiato anche un cellulare! Il connecting people sembra essere giunto a buon punto e la follia del cellulare sembra aver raggiunto anche la Mongolia, soprattutto ad Ulaan Baator e nelle cittadine principali.

Diversi cybercafe sono a vostra dispozione nella capitale o nelle poste delle cittadine.



 

 

Moneta e carte di credito

 

Moneta ufficiale della Mongolia è il togrog o, in russo, tughrig, diviso in 100 möngös. 

 

Gli euro sono accettati anche se i dollari forse costituiscono ancora la moneta più adatta al cambio.

E' possibile cambiare solo a Ulaan Baator, nella steppa non esistono bancomat o meglio, ne troverete solamente nelle capitali di provincia o in certe località turistiche.

Le carte di credito sono utilizzabili soltanto a Ulaan Baator con possibilità di ritirare dollari o togrog; gli sportelli ATM forniscono invece solamente moneta locale. Ricordate che le commissioni in genere sono consistenti.

In centro, a una cinquantina di metri dallo State Dep. Store, c'è la cittadella del cambio nero. Provate a cambiare, mettendovi in anticipo da parte le banconote che intendete usare per il cambio giusto per non far vedere il portafoglio gonfio!

E' necessario portare con sè un certo quantitativo di moneta locale in piccoli tagli perché serve a pagare le notti sotto la iurta e per le piccole spese (ammesso che troviate una città. Si può viaggiare anche 15 giorni di seguito senza attraversare una sola città, solo a volte incontrerete piccoli centri amministrativi dove fare benzina). Quindi calcolate in anticipo quante notti dovrete passare sotto la iurta in modo da avere con voi in contanti la moneta esatta (non potrete chiedere il resto a persone che non hanno un soldo con sè e il vostro autista non avrà sempre moneta a sufficienza per aiutarvi).

A Kharakorim avrete la possibilità di pagare i souvenir con euro o dollari, anche se in questi casi pagherete di più che non usando la moneta locale.



 

 

 

Cambio attuale:

1 Euro = 1.664,30 Tugrik
1 USD = 1.309,34 Tugrik

dati aggiornati al 23/08/10

 

Sanità

In Mongolia l’acqua non è potabile e anche in città è meglio filtrare l’acqua o bere solo acqua minerale in bottiglia. Le bottiglie vuote faranno la gioia dei nomadi che le usano come recipienti per l’airak o la vodka fatta in casa o come imbuto, quindi non buttatele ma chiedete durante le vostre soste se i nomadi incontrati sono interessati alle vostre bottiglie vuote! Lo stesso vale anche per le scatole di conserve vuote, tutto viene riclicato, prima di decidere di buttare nella spazzatura i vostri rifiuti chiedete, il vostro autista farà da tramite!)

 

La qualità del servizio sanitario in Mongolia è bassa.

E' raro trovare al di fuori di pochi ospedali nella capitale (Russian Polyclinic Hospital; Hospital Number 2 e Yonsei Friendship Hospital) personale medico e sanitario competente e in grado di comunicare in una lingua occidentale, (la maggior parte dei medici sono di formazione russa). In ogni caso, dette strutture ubicate nella Capitale richiedono quasi sempre un immediato pagamento dei propri servizi ( un'evacuazione sanitaria d'emergenza verso paesi terzi può costare sino a 100.000 USD). Si consiglia pertanto di stipulare, prima della partenza, una assicurazione che preveda, in caso di emergenza, il rimpatrio o l'evacuazione verso altri Paesi dell'area, più attrezzati dal punto di vista sanitario.

 

Data la difficoltà di reperimento di medicinali occidentali, si suggerisce di partire con una scorta adeguata alle proprie eventuali necessità.

Le farmacie di Ulan Baator non sono ben rifornite, nella steppa è molto difficile reperire medicamenti pur di uso comune, quindi portate con voi tutte le medicine che ritenete necessarie.

 

Sicurezza


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it
Lungo le strade della Mongolia
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A Ulaan Baator e nelle principali città (mercati, stazioni) sono in aumento i furti e i borseggi. Pertanto prestate attenzione: non precipitatevi fuori dal treno appena giunti a Ulaan Baator: è il quel momento che operano i borseggiatori.

Evitate anche di uscire da soli la notte e di frequentare zone isolate.
Nella steppa vige una totale sicurezza; solo gli ubriaconi potrebbero, come ovunque, infastidrivi.

 

Uso e spaccio di droga nonchè rapporti sessuali con minori sono puniti molto severamente, gli ultimi addirittura con la pena di morte.

 

 

Comportamenti


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it
Binomio affascinante: un khazako e la sua aquila
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Se vi lavate in un ruscello o abbeveratoio non sporcate l'acqua con il sapone, perché dopo quest’acqua sarà bevuta dalle mandrie e dai nomadi.

Nelle iurte, chiedete il permesso prima di buttare qualsiasi cosa nel fuoco perchè il fuoco è sacro come l'acqua e la terra. E ricordate di non stendere mai i piedi verso il focolare. In ogni caso, seguite sempre i consigli dei vostri ospiti per sapervi comportare dentro una iurta.

Ai mongoli piace molto farsi fotografare, una pellicola non basta per ogni famiglia! Indosseranno i loro abiti più belli per voi. Per spedire le foto fatevi scrivere in cirillico gli indirizzi che poi incollerete sulla busta (la posta funziona bene).

Ai mongoli piacciono molto la magia e i giochi: se saprete trasformarvi in David Copperfield … successo garantito!

Ai mongoli piace molto fumare: se avrete portato con voi stecche di sigarette e accendini da regalare o condividere, molte porte vi saranno aperte...

 

Viaggiare con bambini


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it

I tragitti sono lunghi e stancanti anche per un adulto per cui sarà meglio prevedere tappe più corte e alcuni giorni di riposo presso qualche famiglia nomade. Inoltre, la differenza dell'alimentazione potrebbe farsi sentire per cui sarà meglio portarsi appresso o acquistare localmente alimenti più idonei al gusto europeo e al palato dei piccoli.

Per il resto, poter correre senza nessun pericolo in vista ed essere a stretto contatto con la natura natura renderanno la Mongolia un vero paradiso per ogni bimbo.

 

 

Viaggiatori disabili

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Curiosità

 L'arte canora mongola possiede una particolarità: il canto Khoomi.

Questa tecnica di canto, molto stancante, è molto esigente a livello di corde vocali, laringe e diaframma. Il cantante produce due voci simultaneamente: un suono fondamentale più grave e uno armonico più acuto che nello stesso tempo vibra.

L'Urtynn Duu, canto dai suoni molto lunghi, è evocatore delle vaste steppe della Mongolia. I mongoli hanno molti canti che ricordano forme e suoni istintivi come, ad esempio, il modo che hanno i bambini di eccitare i loro cavalli nella corsa.

 

 



 


 
 

Guide e libri

 


Il paese in cifre
Capitale Ulan Baatar
Superficie 1.564.116 kmq
Popolazione 2.951.786 (luglio 2007)
Densità 1,6 ab./kmq
Religione buddhismo lamaista, sciamanesimo, cristiana e musulmana
 

Geografia e territorio

La Mongolia, situata tra la Cina e la Russia (a nord), è conosciuta per l’immensità delle sue steppe.

Con 1.564.000 kmq per circa 3.000.000 di abitanti, la sua densità di popolazione è una delle più basse al mondo: poco più di 1 abitante per kmq.

Una volta totalmente nomade, la popolazione vive ora al 60% nelle città.
Al nord e all’ovest troviamo le montagne dell’Altai e del Khangar (circa 4200 m), all’est e al sud gli altipiani semi desertici o desertici come il deserto dei Gobi.

 

Clima

Il clima della Mongolia è continentale con estati calde (piogge importanti nelle montagne del nord ovest) e inverni freddi e rigidi (-20°C con punte anche di -45°C) che durano da ottobre a marzo.

L'atmosfera è secca, limpida e pura, ma il prezzo dell'assenza di umidità si paga con un'eccezionale escursione termica, sia giornaliera che stagionale.

Ad Ulaaan Baatar, che sorge a 1351 m di altitudine ed è la capitale più fredda del mondo, l'inverno ha caratteristiche artiche con temperature minime giornaliere stabili sui -30° C da dicembre a febbraio, punte di -40° C e gelo costante da settembre a maggio.

Durante la breve estate mongola (giugno-agosto) le temperature raggiungono i 30° C con picchi di 40° C, ma anche in questo periodo le notti sono fredde con temperature che precipitano intorno ai 5° C.

Venti violenti possono soffiare durante la primavera e provocare tempeste di sabbia.

Solo nel nord del Paese si toccano a fatica i 400 mm annui di pioggia, ma ci sono località che ne totalizzano appena 70.



 

Ecologia e ambiente


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it
In cerca del combustibile...
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Il popolo della Mongolia é il popolo piu ecologico di questo pianeta, nulla va buttato e nulla viene usato se non necessario ed indispensabile. Questo modo di comportarsi é strettamente legato al suo modo di vita ancestrale e al nomadismo, che pratica tutt'oggi e che non permette il superfluo.

E' importante saper prenderne esempio e vivere senza crearci inutili bisogni e, soprattutto, senza esportare il nostri modi di vita estremamente dannosi per un così fragile ecosistema.

 

Popolazione

La stragrande maggioranza della popolazione è composta da mongoli (95%), il 5% sono khazaki mentre percentuali assai più basse rappresentano cinesi e russi.

I mongoli sono dei nomadi e  vivono nelle iurte (ger in mongolo); nell'Altai vive l'etnia dei khazaki, che ha adottato gli stessi usi e costumi. 

In Mongolia sono presenti 20 gruppi etnici ognuno con caratteristiche e tradizioni particolari.

 

La tenda circolare tradizionale che si ritrova dal Kirgikistan ai confini con la Russia rimane ancora per quasi tutta la popolazione un modo di vivere ideale visto i rigori del clima e risale all'epoca di Gengis Khan. L'uso vuole che gli invitati prendano posti sulla sinistra della ger, la destra è riservata alla famiglia.

I nomadi, che rappresentano oltre la metà della popolazione, si spostano dalle due alle otto volte all'anno con tutto il gregge alla ricerca dei pascoli migliori. 

La densità della popolazione della Mongolia è la più bassa del mondo: 2 abitanti per kmq. Ad ogni abitante, tuttavia, corrispondono circa 120 capi di bestiame.

 

Lingua

Lingua ufficiale della Mongolia è il khalkha, dal nome dell’etnia dominante.

Il mongolo moderno è una lingua molto spigolosa e ardua da assimilare per uno straniero.

 

Il russo e il cinese sono parlati come pure il tedesco. Attualmente l’inglese inizia a diffondersi tra i più giovani assieme al francese.

Pochissimi autisti sanno un’altra lingua, la vostra conoscenza del russo può esservi utile così come possedere un vocabolario inglese-mongolo o russo-mongolo. Non è però è difficile di viaggiare con un tale handicap perché il vostro autista farà di tutto per farsi capire anche se solo con il linguaggio delle mani!  Nel caso lo desideriate, 10-20 euro al giorno è il costo di un interprete da prenotare con largo anticipo.

 

Durante il regime sovietico venne imposto in Mongolia l'uso dell'alfabeto cirillico tuttora attuale.

 

Religione


                              © Cristiano Lissoni / iMondonauti.it
Rito sciamanico
photo.lissoni.it

La religione più diffusa è il buddhismo lamaista (96%), mentre in alcune zone è ancora praticata la tradizionale religione sciamanica.

Le credenze sciamaniche (divinizzazione degli elementi e della natura vergine) sono ancora molto vivaci e seguite specialmente nel nord al confine con la Siberia. Famosi per i loro sciamani sono i Buriati e i Tsatan, ma al giorno d'oggi anche i Mongoli fanno difficoltà a riconoscere un bravo sciamano in quanto molti ne approfittano per guadagnare soldi.

 

Vi è anche una piccola minoranza cristiana e musulmana.

 

Divenuti musei sotto il regime sovietico, numerosi templi come il Gandam di Ulaan Baator sono ridiventati oggi luogo di culto.



 

 

Storia



                              © Cristiano Lissoni / iMondonauti.it
Vecchio partigiano in Piazza Sukhbaatar, Ulaanbaatar
photo.lissoni.it

Tra il IV e il XII sec. d. C. poco si sa delle tribù, prevalentemente unne, che scorazzavano nelle vaste prateria dell'Asia centro-settentrionale.

Nella primavera del 1206, anno della tigre secondo il calendario cinese, nell'estremo est della steppa eurasiatica un'assemblea generale delle popolazioni di stirpe mongola si riunì per eleggere una guida comune. La scelta cadde su Temujin (il fabbro), quarantenne e quindi già vecchio, capo dei mongoli Borjigin. Nei 20 anni successivi Temujin  avrebbe lanciato le tribù alla conquista del più grande impero di tutti i tempi.

Il mondo avrebbe imparato a conoscere e temere "il fabbro" con il nome con cui i  Mongoli lo chiamavano: Gengis Khan ossia "sovrano Oceano".

Molti pensano a Gengis Khan come al più spaventoso barbaro passato alla storia. Il giudizio deve essere sfumato: certo non esitò a sterminare un distaccamento nemico o a massacrare la popolazione di un'intera città come fece nel 1221 in Persia, a Merv, dove con i 700.000 abitanti vennero uccisi anche cani e gatti. Ma questi erano i costumi dell'epoca: i suoi nemici non agivano diversamente e, come lui, non concepivano la sottomissione dei vinti se non attraverso il terrore.

La grande impresa di Gengis Khan fu di trasformare dei rozzi guerrieri nomadi in un'armata organizzata così bene che molti illustri strateghi militari del secolo scorso ne rimasero affascinati definendola una precorritrice delle forze armate moderne.

Fino a poco fa si pensava che le vittorie mongole fossero dovute alla superiorità numerica. Recenti studi dimostrano esattamente l'opposto! Un'estrema mobilità permetteva veloci accerchiamenti degli avversari cosicchè questi pensavano essere circondati da forze ampiamente superiori. Quando il Khan era presente tutti marciavano ai suoi ordini sotto il tuk, lo stendardo formato da 9 code bianche di yak, simbolo di Gengis Khan. La mobilità era facilitata anche dalle tende in feltro con intelaiatura di vimini, pieghevoli, leggere e facili da trasportare, ancora in uso oggigiorno presso tutti i nomadi. Spie ed esploratori fornivano ai generali ogni notizia utile e seminavano la discordia intrattenendo così una vera guerra psicologica.

Le truppe, prima di partire, erano esaminate in maniera minuziosa, fino all'ultimo ago o filo per rattoppare gli abiti lacerati.

L'esercito marciava in colonne separate collegate da staffette: gli esploratori fornivano le ultime indicazioni sui movimenti degli avversari. Nessuno colse mai di sorpresa un'armata mongola! Dopo l'accerchiamento, la tattica mongola era di lasciare una via di fuga in modo che i nemici terrorizzati  si ritiravano per essere però falciati facilmente a campo aperto. Per ingannare il nemico venivano utilizzati interi reparti di manichini montati su cavalli di riserva, ma dopo che il grande sovrano entrò in contatto con il mondo cinese iniziò ad usare anche le macchine d'assedio, le balestre e i proiettili incendiari.

Gengis Khan fu anche un grande uomo di stato e un capace amministratore. Prima di tutto cercò l'appoggio di tutte le religioni con cui entrò in contatto ma stando bene attento che non offuscasse il suo comando. Per sua decisione si introdusse un'unica scrittura per i documenti reali e la stesura di un codice di leggi.

La genialità del sovrano si vide anche nel come seppe affidare l'amministrazione dell'impero agli uomini più validi nei singoli campi: così vi furono ingegneri cinesi, amministratori persiani, medici arabi e militari russi.

La Pax Mongolica che, 20 anni dopo la morte del sovrano e grazie alle successive conquiste andava dal Mediterraneo al Pacifico, era caratterizzata da una estrema sicurezza delle frontiere, condizione base di uno sviluppo commerciale su scala mondiale che nemmeno l'impero romano conobbe mai. La pace e la disciplina ferrea che regnavano fecero scrivere allo storico musulmano Abu-I- Ghazi: "sotto il regno di Gengis Khan, tutto il paese tra l'Iran e il Turan (cioè alle porte della Mongolia) godeva di una tale tranquillità che una fanciulla nuda e sola avrebbe potuto viaggiare da levante a ponente con un piatto d'oro in testa senza dover subire la minima violenza".

Secondo i resoconti degli storici,  il guerriero mongolo era particolarmente resistente tanto che in caso di bisogno poteva digiunare 10 giorni alimentandosi solo con il sangue dei suoi cavalli.

Era dotato di una vista molto acuta: si dice poteva distinguere un uomo da un animale a 30 km di distanza! Imparava ad andare a cavallo a 3 anni come ancor oggi avviene e a 4 o 5 anni riceveva il suo primo arco. Il servizio militare spesso durava tutta la vita ed era svolto da ogni uomo valido tra i 14 e 60 anni.

La principale arma dei mongoli era l'arco con una portata di tiro tra i 200 e 300 metri. Fra le altre armi, una lancia con un uncino in punta per disarcionare il nemico. Veniva anche utilizzata la mazza da guerra e ogni cavaliere riceveva in dotazione un'ascia leggera, una lima per affilare le punte delle frecce, un lazo di crine di cavallo, un rotolo di corda, ago e filo, una pentola di ferro o di terracotta e due borracce in pelle piene di airak (bevande a base di latte di giumenta fermentato). Un ultimo particolare: puzzava: lavarsi era una eccezione!

 

Alla morte di Gengis Khan seguirono tre secoli di lotte sanguinose per la successione.

Nel 1579 i Khan si convertirono al buddhismo, ma ciò non impedì ulteriori guerre tra Mongoli, Manchu, Ming e Zungari.

 

Risale al 1906 la rivolta del popolo mongolo contro i cinesi che sfociò nell'indipendenza (1911).

Nel 1919 la Cina invase la Mongolia liberata dai cosacchi solo nel 1921.

Con l'aiuto di consiglieri russi la Repubblica Popolare Mongola (1924-1990) fu organizzata sul modello sovietico. In tale contesto i Russi misero in piedi un valido sistema di sanità e di istruzione portando al 90%  la percentuale delle persone che sapevano leggere e scrivere. Nello stesso tempo imposero ai mongoli il sistema del collettivismo e repressero la religione espropriando i beni feudali e monastici e uccidendo migliaia di monaci ed avversari politici.

Nel 1990, con il crollo del comunismo, ebbero luogo le prime elezioni libere che permisero al Partito popolare rivoluzionario mongolo di vincere. L'apertura e i radicali cambiamenti che ne seguirono provocarono il malumore della popolazione: malgrado il fiasco visibile dell'economia di modello sovietico, la gente era persuasa che si vivesse meglio "prima". Ciononostante le riforme presero il  volo,  le privatizzazione iniziarono e le elezioni del 1996 misero fine a 75 anni di regno del Partito popolare rivoluzionario mongolo.

Ora la Mongolia spera poter conservare la sua neutralità tra i due giganti che la circondano, Russia e Cina, e il che il turismo possa avere un ruolo molto importante nel suo sviluppo in un futuro prossimo.

 

 

Costituzione

La Mongolia è una Repubblica Popolare suddivisa in 21 province.

L'indipendenza del Paese dalla Cina risale all'11 luglio 1921 mentre solo il 12 febbraio 1992 è stata promulgata la Costituzione.

Attuale Capo dello Stato è N. Enkhbayar, in carica dal 2005. Il Presidente dura in carica 4 anni e il mandato può essere rinnovato per altri 4 anni.

 

 

Situazione politica

Nel 1990 ebbero luogo le prime elezioni libere che permisero al Partito popolare rivoluzionario mongolo di vincere. L'apertura e i radicali cambiamenti che seguirono provocarono il malumore della popolazione: malgrado il fiasco visibile dell'economia di modello sovietico, la gente era persuasa che si vivesse meglio "prima". Ciononostante le riforme presero il  volo,  le privatizzazione iniziarono e le elezioni del 1996 misero fine a 75 anni di regno del Partito popolare rivoluzionario mongolo. Ora la Mongolia spera poter conservare la sua neutralità tra i due giganti che la circondano, Russia e Cina,  e il che il turismo possa avere un ruolo molto importante nel suo sviluppo in un futuro prossimo.  

 

Economia


                              © Graziella Lunetta / iMondonauti.it


                              © Cristiano Lissoni / iMondonauti.it
Preparazione del formaggio
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L'economia della Mongolia si fonda essenzialmente su agricoltura e allevamento (49% della forza lavoro) anche se solo l'1% del territorio è coltivato perchè per i mongoli lavorare la terra è un disonore, la terra deve rimanere libera!

Orzo, frumento, avena, patate, ortaggi rappresentano le principali colture mentre si allevano ovini, caprini, bovini e cavalli.

 

Industrie tessili, alimentari, conciarie, della carta, cementifici, raffinerie sono presenti soprattutto nel nord del Paese.

La Mongolia resta tuttavia un Paese piuttosto povero: nel 2002 il prodotto interno lordo era pari a un pil pro capite pari a 460 dollari. Il 36% della popolazione risulta vivere al di sotto della soglia di povertà; a Ulaan Baator sono almeno 6000 i bambini di strada. 

 

Festival e tradizioni


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I khazaki sono abilissimi cacciatori con le aquile
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Le contorsioniste di Ulaanbaatar
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Il Naadam è la grande festa mongola che si tiene dall' 11 al 13 luglio e durante la quale tutti i Mongoli arrivano a Ulaan Baator per assistere ai tre giochi virili da loro preferiti: la lotta, il tiro con l'arco e la corsa dei cavalli. La cerimonia d’apertura inizia alle 10 allo stadio e si comprano i biglietti fuori dello stadio o in città o se avete già prenotato un autista potrà farlo per voi.
La cerimonia d’apertura vi porterà in un altro mondo, in un'altra dimensione: parata di cavalli con ufficiali vestiti di abiti antichi, musica di tamburi.

La lotta inizia subito dopo: il spettacolo è maestoso anche se molto lento e si è assai distanti dei lottatori.

Nel piccolo stadio, a 100 m di distanza da quello grande, si svolgono le competizioni di tiro con l’arco alle quali sono ammesse anche donne.
Ognuno è giuria e partecipante al tempo stesso e fa gesti strani e lancia varie grida per indicare al tiratore la qualità del suo tiro.

Le corse a cavallo si svolgono a Yarma, a circa 10 km dal centro vicino l’aeroporto, e sono destinate ai bambini sino ai 12 anni che partono da soli per corse sfrenate di 25-30 km nella steppa; il vincitore sarà leone d’oro.

Se non avete tanto tempo a disposizione potete assistere ai tre giochi in una sola giornata senza problemi.

Durante l’estate nella steppa si può assistere a piccoli Naadam, ma le date non sono fisse e ogni anno non avvengono nelle stesse cittadine. Nelle grandi città come Tseterleg e Moron le date sono quelle di Ulan Baatar.

 

A Ulaan Baator spettacoli di danze e canti tradizionali al teatro di fronte alla posta e rappresentazioni di circo (ca 8 euro il posto).

 

Per veri viaggiatori il torneo tra falconieri e la relativa gara di caccia con le aquile che si disputa il primo week end di ottobre nelle praterie vicino a Olgy, tra i monti Altai.

Attualmente esistono due festival delle aquile nella regione di Bayan Olgy, al confine con la Russia.

Uno, molto tradizionale, si svolge per 2 giorni a circa 10 km da Bayan Olgi.

Ad ogni turista viene richiesto il pagamento di 15 USD a giornata, incluso un concerto di musica folcloristica in città.

Dopo le iscrizioni e la presentazione di ogni falconiere, ognuno dovrà dimostrare le capacità del suo uccello durante le varie prove. Due giorni di selezioni permetteranno di scegliere le cinque aquile che potranno partecipare al gran finale. Una giovane volpe o un lupo saranno liberati e lasciati in preda ai rapaci: la prima aquila che lo ghermirà sarà dichiarata la vincitrice per l'anno in corso e premiata.

Si possono vedere anche vari giochi di destrezza equestre tipici dell' Asia centrale e assistere ad un piccolo Nadaam con corse di cavalli e arcieri. L’atmosfera è autentica.

Nelle stesse date, a circa 60 km da Olgy si svolge un altro festival. I due tornei si fanno concorrenza ed è evidente che uno dei due scomparirà fra alcuni anni. 

E' nel 2000 che i Khazakh decisero di riprendere con la tradizione dei tornei e due anni dopo nasceva il secondo festival. Fu concepito per attirare i turisti dei tour operator e per fare arrivare tanti falconieri: danno premi più belli e pagano la loro partecipazione.

Al turista verranno chiesti 30 USD a persona e al giorno incluso un concerto di musica folcloristica.

È possibile affittare una tenda da campeggio per 50 USD o dormire sotto una iurta per il doppio. Se vorrete usufruire della vostra tenda pagherete comunque 20 USD.

Durante il festival vi è la possibilità, per il turista, di avere contatti con i vari falconieri ed eventualmente organizzare con loro delle battute di caccia nelle montagne dei dintorni.



 

 



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