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Guida Sulawesi
Autori: www.iMondonauti.it , Nicoletta Ciroldi
In passato chiamata Celebes, Sulawesi è una splendida isola dalla forma insolita che ricorda una piovra con quattro lunghe penisole che racchiudono tre grandi golfi, Bone, Tolo e Tomini. La sua conformazione cosi particolare permette al visitatore di godere di paesaggi sempre diversi che vanno dalla risaia a terrazze, alle spiagge solitarie, dalle ripide montagne alle impenetrabili foreste, dalle isole coralline di sogno agli ampi laghi azzurrini. Molto variegato e interessante è l'aspetto etnico di Sulawesi, un vero miscuglio di razze e gruppi tribali: Bugi, Toraja, Minhasa, Makassar.
Notizie pratiche su cosa vedere:
Itinerari consigliati e raccontati
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Quando andare
Il periodo più indicato per un soggiorno nell'isola è quello che va da aprile ad ottobre quando minori sono le precipitazioni dovute ai monsoni.
Ora
Sulawesi è 8 ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich e quindi 7 ore in avanti rispetto all'Italia.
Burocrazia e visti
Per entrare a Sulawesi e quindi in Indonesia, il viaggiatore italiano dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese.
Il visto è obbligatorio e può essere richiesto all'Ambasciata indonesiana in Italia (38 euro): ne dovranno essere in possesso sia i passeggeri di voli speciali non di linea, sia coloro che viaggiano per affari; gli altri turisti possono ottenere il visto turistico con validità di 1 mese anche al loro arrivo in aeroporto (25 euro).
Si raccomanda di non superare il periodo di permanenza previsto dal visto per non incorrere in pesanti sanzioni.
Vaccinazioni
Nessuna vaccinazione è obbligatoria per il turista italiano che intenda recarsi in Indonesia; se si proviene da zone infette è invece obbligatoria quella contro la febbre gialla.
Consigliata è la vaccinazione antitifica e quella contro l'epatite A e B (quest'ultima solo se si intende soggiornare a lungo nel Paese; 5-20% di portatori del virus HBV).
Nell'intero Paese e durante tutto l'anno esiste pericolo di malaria, fatta eccezione per le grandi città e le principali località turistiche di Giava e Bali. È segnalata forte resistenza del Plasmodium falciparum alla clorochina e resistenza alla sulfadossina/pirimetamina.
Da mettere in valigia
Abiti leggeri di cotone, un maglione, una giacca a vento leggera, scarpe leggere o sandali per uso quotidiano e un paio di scarpe robuste con suola vibram se pensate di affrontare dei trekking, cappello, creme solari.
Elettricità
L'elettricità è distribuita come corrente alternata a 220 volt nei centri principali mentre nelle località minori si trova a volte quella a 110 volt.
Le prese sono di vario tipo e quindi conviene munirsi di adattatori multipresa.
É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.
In questo paese ( Sulawesi) abbiamo un voltaggio di 230 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:
Indirizzi utili
tel: 31937445, fax: 31937422
tel 2: cell. di servizio: 0815 1811344
sito web: www.italambjkt.or.id/
altre informazioni utili: per chi telefona dall'Italia anteporre ai numeri lo 0062 e omettere lo 0
tel: 06-4200911
tel 2: 06-42011498, tel 3: 06-42014186
sito web: www.indonesianembassy.com/
tel: 0299990024
tel: 010-6404375
tel: 08-15519694
tel: 080-5237108
tel: 6729390
tel 2: 67322663
tel: 0751-31013
tel 2: cellulare 0811663836
tel: 021-5705434
tel 2: 021-5705437, tel 3: cellulare 0873685100640
tel: 021-323490, fax: 021-337422
tel: 021-31904133
tel: 021-4896558
tel: 021-5712032
tel: 21-5704879
sito web: www.tourismindonesia.com/
tel: 021-3927531
sito web: www.itacultjkt.or.id/
tel: 021- 5205455; 021- 5251369
tel 2: 021- 5209671; 021-5251073, tel 3: 021- 5250738
tel: 021-5234005
tel 2: 021-5707998
tel: 031-838153, fax: 031-837511
altre informazioni utili: presente camera di decompressione
tel: 021-7505980
tel: 021-5501111
altre informazioni utili: per soccorsi urgenti in tutta l'Indonesia e per rintracciare persone; per le altre città il relativo numero di telefono si trova sulla prima pagina dell'elenco telefonico alla voce SAR
Quanto stare
Si possono ipotizzare complessivamente 7-8 giorni da trascorre tra il territorio Toraja (3-4 giorni) e la zona nord con Manado e le isole di fronte. Se poi si vuole visitare il Lore Lindu National Park e la regione sud-est, praticamente vergine e poco esplorata dai turisti, si devono considerare altri 5-6 giorni.
Come arrivare
Il modo più semplice per arrivare a Sulawesi è l'aereo. La capitale dell'isola, Ujung Pandang, è collegata giornalmente con Jakarta, Surabaja, Denpasar.
Chi ha spirito di avventura e adattamento potrà pensare di raggiungere Sulawesi via mare. Il viaggio è sicuramente più lungo, dura circa due o tre giorni, ma gli imprevisti non mancheranno e l'avventura è assicurata.
Tasse di ingresso-imbarco
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Cosa vedere e cosa fare
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Lore Lindu National Park
Questa riserva naturale è situata sugli altopiani centrali di Sulawesi, ed è molto importante per la protezione di specie animali e vegetali endemiche di estremo interesse. Arrivare in questa zona non è però molto semplice, mancano le strade e le strutture alberghiere. L'unica possibilità è chiedere ospitalità nei villaggi dei Toraja occidentali. Quindi l'esplorazione di questi luoghi è riservata a chi ha molto tempo a disposizione, allenamento e spirito di adattamento.
In questa riserva si possono percorrere sentieri a piedi o a cavallo, andando alla ricerca dei caratteristici megaliti seminascosti tra il verde; e con un po' di fortuna si potranno vedere il macaco nero, il bufalo nano, e il babirussa.
Manado e isola di Bunaken
Manado è la principale città della regione nord di Sulawesi.
L' etnia dominante è quella dei Minhasa di religione cristiana.
All'inizio del nostro secolo la dominazione degli olandesi ha fortemente influenzato questa regione e i forti scambi commerciali tra loro intercorsi, soprattutto di caffè, hanno permesso a questa zona di raggiungere un certo livello di sviluppo e di benessere.
Oggi Manado dà un'impressione reale di prosperità, quasi da sembrare la capitale di un altro Paese, inoltre la città è particolarmente ricca di monumenti, che sono però di scarso interesse storico. La maggior attrazione di Manado è comunque la meravigliosa barriera corallina al largo della vicina isola di Bunaken, che si può raggiungere con delle barche a motore che effettuano delle corse regolari.
Il modo migliore per godersi appieno la bellezza del reef è quello di affittarsi una barca in proprio e vagare liberamente in questo splendido mare facendo snorkeling e immersioni.
Popolo Toraja
I Toraja vennero a contatto col mondo occidentale solo sul finire del secolo scorso. In quegli anni erano ancora temibili tagliatori di teste spesso coinvolti in guerre tra i vari clan in cui erano suddivisi. In passato non vi era alcuna organizzazione socio-politica che andasse oltre quella del piccolo villaggio o al massimo piccoli gruppi di villaggi.
Attualmente i Toraja, fieri delle proprie tradizioni, si riconoscono etnicamente come un unico popolo rivendicando a Jakarta una maggiore autonomia locale.
La ricchezza di una famiglia Toraja è a tutt'oggi quantificabile con il numero dei bufali posseduti. Lo sposo infatti deve dare dei bufali al padre della sposa per poter contrarre il matrimonio, per costruire le abitazioni il legname si acquista pagando coi bufali, infine durante i funerali si sacrificano bufali. Insomma questo animale, per loro cosi' sacro, è anche una sorta di moneta di scambio.
Le abitazioni
La prima cosa che colpisce il visitatore arrivando in uno di questi villaggi è la particolare architettura delle case tradizionali toraja.
I tongkonan, cosi' sono chiamate queste strane abitazioni, sono di pianta quadrangolare poggiate su palafitte e sormontate da un tetto a sella di canna di bambù massiccio e imponente. Questo particolare tipo di tetto secondo alcuni può sembrare un'imbarcazione, antico ricordo del loro passato di navigatori, secondo altri si ispira alla forma curvilinea delle corna del bufalo sacro di cui si considerano discendenti.
Le case sono tutte rivolte a nord, perché é li che dimorano gli dei, e hanno la facciata minuziosamente decorata con disegni geometrici colorati. Sulla facciata viene anche fissato il katik, uccello stilizzato dal collo allungato e generalmente vi sono appese lunghe file di corna di bufalo sacrificati in occasione dei riti funebri.
Ogni tongkonan può essere circondato da altre costruzioni più piccole che solitamente servono come depositi per i raccolti di riso o per ospitare parenti ed amici.
I riti funebri
Le cerimonie funebri sono a dir poco grandiose, richiedendo preparativi interminabili: sacrifici di animali, combattimenti tra bufali, danze rituali e talvolta la costruzione di case provvisorie per ospitare i partecipanti alle celebrazioni. Queste cerimonie sono tanto più imponenti quanto più significativo era il ruolo sociale del defunto, ma in ogni caso provoca sempre il collasso economico della famiglia. A volte si devono aspettare mesi o anni per raggiungere la cifra che occorre per poter seppellire il proprio congiunto.
Queste cerimonie hanno un significato profondo per i Toraja, servono per preservare la famiglia del defunto da sventure e assicurarle di conseguenza prosperità e fecondità.
Nel giorno stabilito dal cerimoniere i familiari del defunto ricevono doni e offerte da parenti e amici poi, al sopraggiungere della notte, tutti si recano al centro del villaggio dove è stata eretta una costruzione che ospiterà il feretro e un fantoccio di legno che rappresenta il morto.
Hanno poi inizio una lunga serie di danze tradizionali dette mabadong che raccontano antiche leggende del posto e celebrano il defunto. Poi, ecco che arriva il momento fissato dal sacerdote che, con un colpo di macete alla gola, ferirà a morte il bufalo, ed è in questo istante che lo spirito del morto lascerà definitivamente il corpo e a cavallo dell'animale affronterà un viaggio lungo e tortuoso che lo condurrà nell'aldilà (chiamato puya). Il bufalo prescelto per tale sacrificio dovrà essere tra i più forti in modo da facilitare il viaggio e di conseguenza lo spirito del defunto potrà intercedere per la vita dei propri parenti, presso gli dei.
Un tempo, arrivati a questo punto del cerimoniale si procedeva al sacrificio di altri bufali, e si concludeva con un grande banchetto; oggigiorno però, essendo gli animali tassati dal governo, non si sacrificano più in così grande numero, ma ci si limita a farli gareggiare tra loro, cosa molto apprezzata dai Toraja.
Ormai per gli invitati è ora di tornare ai propri villaggi, però il corpo non è ancora sepolto, è solo in un secondo tempo che il feretro riccamente addobbato verrà tumulato nelle tombe poste in caverne naturali o scavate nelle pareti rocciose, ma sempre in località appartate. Davanti a questi cimiteri verranno poi esposti i manichini raffiguranti il morto (detti tau- tau), vestiti con gli abiti usati in vita dal defunto stesso, tutto ciò allo scopo di proteggere le tombe.
Una volta all'anno i Toraja si occupano di cambiare i vestiti dei tau-tau logorati dalle intemperie e inoltre durante tutto l'arco dell'anno portano offerte in cibo, tabacco e betel per ingraziarsi questi strani guardiani.
Tanatoraja
Situata in una zona montuosa a 1000 m di altitudine, a circa 300 km a nord di Ujung Pandang, la regione dei Toraja (il nome significa gente dell'altopiano), è sicuramente la parte più interessante di Sulawesi.
I primi villaggi che si incontrano arrivando in questa zona sono Makale e Rantepao, centri più grandi dove è possibile alloggiare e che sono ottimi punti di partenza per la visita ai numerosi villaggetti disseminati sui pendii delle montagne, che si trovano in gran parte nel raggio di 25 km.
Gli usi e costumi di questo popolo sono davvero sorprendenti: infatti in questi luoghi il progresso procede lentamente e non ha ancora intaccato in modo sostanziale il modo di vivere e la struttura dei villaggi. Qui il ritmo della vita è ancora scandito dalla raccolta del riso e dalle fastose cerimonie funebri.
Ujung Pandang
L'antica Makassar, non riveste un particolare interesse storico. La città è invece molto importante dal punto di vista commerciale, infatti il suo porto è il principale dell'Indonesia orientale. Vi si possono trovare attraccate numerose imbarcazioni provenienti da porti lontani e da ogni parte dell'arcipelago ed in particolare quelle tipiche dei Bugi chiamate prahus.
Nella città, comunque, si possono visitare i templi cinesi, il mercato del pesce e il forte di Rotterdam con il suo piccolo museo.
Se si ha tempo a disposizione si può prendere il battello e recarsi a fare il bagno nelle piccole isole (Samalona, Baranglempo, Barangiati) al largo della città, oppure si possono fare escursioni nei dintorni, dove nei villaggi Bugi si potrà venire a contatto diretto con le loro tradizioni.
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Come spostarsi
Voli interni
Per spostarsi all'interno dell'isola ci si può servire dei numerosi voli interni che collegano Ujung Pandang con Gorontalo e Manado nel nord dell'isola. Esistono inoltre ulteriori voli che collegano tra loro molte località fuori mano.
Mezzi pubblici
La zona forse più interessante dell'isola, Tanatoraja, si può raggiungere da Ujung Pandang solamente via terra con autobus locali (Ujung Pandang-Rantepao 300 km, 8-10 ore circa) oppure affittando jeep o pulmini con autista.
Il viaggio ci offre scenari molto belli e interessanti, si attraversano piccoli villaggi Bugi e lungo la costa si gode della vista di un mare cristallino solcato da imbarcazioni multicolore.
La strada è spesso in pessime condizioni con tratti non asfaltati.
Anche il resto dell'isola è difficilmente percorribile via terra poiché le strade, quando ci sono, sono più simili a piste.
In molti casi i collegamenti tra villaggi è affidato ad imbarcazioni locali.
Mezzi a noleggio
Altri mezzi
Patente
Carburante
Dormire
A Ujung Pandang non si trova la stessa qualità delle attrezzature alberghiere di Bali o Giava ed inoltre i costi sono leggermente superiori. È sempre possibile trovare però delle sistemazioni a prezzi medi. A Rantepao e nei villaggi vicini sono numerosi i piccoli losmen a buon prezzo. Si ha spesso anche la possibilità di trovare una sistemazione presso la gente del villaggio.
Mangiare
Nessuna difficoltà nel trovare ristorantini e bancarelle che cucinano soprattutto pesce freschissimo e di ogni qualità a Ujung Pandang ed a Manado.
Cucina prevalentemente cinese e indonesiana, invece, nella terra dei Toraja.
Posta e telefono
Ufficio Postale, Ujung Pandang, all'angolo tra JL Supratman e Jl Shamet Riyani tutti i giorni dalle 8 alle 20, domenica dalle 9 alle 16.
Ufficio Postale, Rantepao, JL Ahmad Yani. Ufficio Postale, Manado, JL Sam ratulangi dalle 8 alle 19.30.
Per telefonare dall'Italia in Indonesia il prefisso internazionale è 0062.
Per telefonare dall'Indonesia verso L'Italia bisogna comporre lo 00139 seguito dal numero dell'abbonato.
Prefissi interni di Sulawesi: Manado, 0431; Rantepao, 0423; Ujung Pandang, 0411.
Moneta e carte di credito
L'unità monetaria dell'Indonesia è la rupia indonesiana.
Il dollaro è la moneta più facilmente convertibile sempre che le banconote non siano troppo usurate nel qual caso possono essere anche rifiutate.
Le banche sono aperte da lunedì a venerdì con orario 8-14.30; al sabato e alla domenica restano chiuse.
Gli uffici di cambio autorizzati offrono, nelle regioni più turistiche, tassi competitivi; gli sportelli osservano orari diversi e sono aperti fino alle 18, domenica inclusa. I tassi praticati dagli hotel sono invece in genere poco convenienti.
Le carte di credito sono accettate negli esercizi turistici e consentono di prelevare contanti presso alcune banche.
Cambio attuale:
1 Euro = 11.666,50 Rupia Indonesiana
1 USD = 9.083,23 Rupia Indonesiana
dati aggiornati al 23/07/10
Sanità
Al fine di evitare malattie trasmesse dagli alimenti e dall'acqua è bene rispettare le più elementari norme sanitarie ed igieniche: bere solo acqua imbottigliata, non mangiare verdura cruda e sbucciare la frutta, prestare attenzione ai frutti di mare (possono manifestarsi colera e altre diarree acquose, dissenterie amebiche e bacillari, febbre tifoide, epatite A ed E).
Le filarosi sono endemiche in gran parte delle zone rurali del Paese. Possono verificarsi epidemie di dengue, anche di tipo emorragico, tanto nelle zone urbane che rurali mentre casi di febbre fluviale del Giappone sono stati segnalati nelle zone disboscate della maggior parte dell'Indonesia.
Attenzione ai morsi di serpente e agli animali rabidi.
Sicurezza
Data l'instabilità che ancora caratterizza la situazione politica e sociale dell'Indonesia si raccomanda di evitare assembramenti di persone, dimostrazioni e luoghi in cui si svolgono manifestazioni di protesta e di prestare particolare attenzione in vicinanza di ambasciate e uffici pubblici. L'Ambasciata Italiana consiglia di segnalare sempre la propria presenza in Indonesia indirizzando alla medesima Ambasciata un fax con generalità e numeri telefonici. In generale è bene ricordare che, se si affrontano itinerari impegnativi al di fuori dei normali circuiti turistici, è prudente informare circa la propria destinazione e gli orari di arrivo previsti; se possibile conviene viaggiare in convoglio e portare con sé un telefono cellulare.
Si sconsiglia in particolare la zona Palu/Tanah Toraja, il distretto di Poso, città costiera epicentro degli scontri tra cristiani e musulmani, e comunque tutti quei posti ritenuti pericolosi dalla stessa gente locale. Inoltre è sempre buona norma non avvalersi di guide locali improvvisate ma fare riferimento a guide autorizzate e consigliate dagli alberghi presso i quali lasciare sempre gli estremi dell'itinerario che si intende seguire.
Uso e commercio di droghe sono equiparati penalmente e la legge indonesiana prevede per i trasgressori pene fino a 20 anni di reclusione.
Comportamenti
Benché i comportamenti degli occidentali vengano entro certi limiti tollerati è bene conoscere alcune regole di "buona educazione" indonesiana: mentre il contatto fisico tra persone dello stesso sesso è molto diffuso e privo di significati sessuali, è bene evitare in pubblico effusioni o baci tra persone di sesso opposto anche se sposate; non bisogna mai indicare col dito medio ma con il pollice, né porgere prendere o mangiare con la mano sinistra, né esibire la pianta dei piedi o incrociare le gambe, né rimanere in piedi vicino a una persona seduta e soprattutto mai toccare la testa dei bambini (la testa infatti è la parte più importante del corpo perché è in essa che entra la divinità che porta la vita); per accedere ai templi è necessario annodare intorno alla vita una fascia di stoffa in segno di rispetto e non stare in posizione sovrastante rispetto agli oggetti sacri, ai sacerdoti e alle persone che pregano; i visitatori vengono sempre accolti con cibo e bevande che devono onorare solo dopo essere stati invitati a farlo e mai prima del padrone di casa.
Viaggiare con bambini
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Viaggiatori disabili
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Curiosità
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Link utili
www.north-sulawesi.com
in inglese; notizie su Sulawesi nord cioè sulla regione di Manado
www.sulawesi-travel.com
in inglese; informazioni generali di viaggio e turistiche
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Guide e libri
Geografia e territorio
L'ossatura delle quattro penisole che compongono Sulawesi è prevalentemente montuosa con montagne quasi tutte di origine vulcanica come il Rantekombola che arriva ad una altitudine di 3450 m.
Un massiccio centrale, dominato dal monte Lokilaki (3311 m), si eleva nel cuore dell'isola dove si incontrano i sistemi montuosi delle penisole.
Brevi fiumi scorrono all'interno interrotti da cascate e rapide e ampi laghi, tra i quali il principale è il lago Towi.
Clima
Il clima è tipicamente equatoriale, caldo e umido con abbondanti piogge, che nella parte nord dell'isola sono più o meno presenti durante l'arco dell'anno, mentre al sud si riversano copiose nel periodo monsonico, che in questa zona va' da dicembre a marzo.
Ecologia e ambiente
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Popolazione
Sulle coste vivono principalmente i Bugi e i Makassar, popolazioni di origine indonesiana che hanno un grande passato di navigatori, prima come avventurosi pirati poi come mercanti di spezie. Tuttora conservano gran parte del monopolio del commercio delle spezie verso i grandi porti dell'arcipelago. Quando queste popolazioni si insediarono sulle coste dell'isola (nel X sec.), fu a discapito dei Toraja che furono costretti a ritirarsi nell'interno sulle montagne, in punti quasi inaccessibili.
Lingua
La lingua ufficiale è, come nel resto dell'Indonesia, il bahasa Indonesia ma sopravvivono comunque i dialetti di ciascuno dei gruppi etnici che vivono sull'isola.
Religione
La religione musulmana è diffusa tra le popolazioni stanziate sulla costa. Nell'interno, invece, come conseguenza degli sforzi dei missionari nel corso dei secoli successivi, è stata introdotta una vena di cristianità nei tradizionali credo e costumi animisti dando vita ad una religione "tutta Toraja". Questa popolazione, sfidando il tempo, ha mantenuto intatte le proprie tradizioni e la propria cultura per secoli, offrendo cosi al visitatore straniero la sorpresa di un mondo ancora intatto e di un fascino davvero unico e sorprendente.
Storia
Sulawesi ha un passato denso di dominazioni straniere di vario genere, a partire da quella indiana che ha avuto una forte influenza e ha lasciato numerose tracce tuttora visibili. Poi, fu la volta dei primi europei (i portoghesi) che nel 1512 esplorarono l'isola e stipularono un trattato con il sultano del Makassar.
Nel 1607 i portoghesi furono soppiantati dagli olandesi che per tre secoli lottarono con gli indigeni per avere il controllo totale sul territorio.
Dal 1942 fu poi invasa dai balisi e più volte attaccata dagli americani, ma dal 1949 fa parte integrante della Repubblica di Indonesia.
Costituzione
Amministrativamente, Sulawesi è attualmente divisa in quattro province: Sud, Sud-est, Centrale, Nord.
Situazione politica
Numerose guerre civili interne si sono susseguite anche dopo il raggiungimento dell'indipendenza fino alla fine degli anni '60 circa. Soltanto in questi ultimi due decenni Sulawesi ha raggiunto una certa pace che ha portato ad un più rapido sviluppo economico.
Economia
La ricchezza e la fertilità del suolo fanno si che l'economia dell'isola sia basata quasi esclusivamente sull'agricoltura. I principali prodotti sono: grano, riso, cocco, tabacco, tek, caucciù.
Una particolarità è rappresentata dalla grande quantità di chiodi di garofano che viene prodotta nella parte Nord-Est dell'isola.
Le uniche attività industriali sono legate all'artigianato che, in particolare, è rivolto alla lavorazione di bambù ed osso.
Festival e tradizioni
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