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Turchia

 

 

 

 

 

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Autori: Fabio Bertasi, Mario Baracchino

Aggiornamenti di: Mario Baracchino, Alessio Maestripieri Gian Andrea Pagnoni Franco Rizzi 

Situata geograficamente e storicamente a cavallo tra Europa ed Asia, la Turchia appare ad un occhio occidentale una terra di grandi contrasti: un Paese fortemente islamico in uno degli Stati più laici del mondo, dove portare simboli religiosi (come il velo) in luoghi pubblici è vietato per legge, una capitale europea come Ankara e regioni ai margini come il sud est curdo, la richiesta di entrare in Europa e profondi problemi politici con stati confinanti come l'Armenia (per il non riconosciuto genocidio) e la Grecia (per la questione di Cipro).

L'antica Asia Minore ha da sempre attirato l'uomo occidentale per il fascino esercitato da una terra che fu culla di civiltà, per la seduzione molto più terrena che sprigionavano le sue sensualissime odalische, per l'essere uno dei principali ponti tra oriente ed occidente.

Oggi la Turchia attira per le sue profonde radici storiche, i monumenti di importanza mondiale come Aya Sofia a Istanbul, le rive del Mar Nero o le spiagge del Mediterraneo, i ghiacci del Monte Ararat alla ricerca dell'arca di Noè o i paesaggi della Cappadocia.

Queste diversità rendono ancor oggi affascinante un viaggio nelle molteplici anime della Turchia, un Paese capace di sorprendere il viaggiatore straniero con la calda ospitalità e gentilezza della sua gente, con la bellezza incontaminata dei suoi paesaggi, con la capacità di offrire molto spendendo davvero poco.


 

Passaporto e visto

Per entrare in Turchia, ai cittadini italiani è sufficiente la carta d’identità valida per l'espatrio.

La carta di identità è sufficiente anche per i cittadini che viaggiano con mezzo proprio (auto, moto, camper ecc.), anche se è preferibile che l'autista del mezzo sia provvisto di passaporto, sul quale vengono registrati i dati del mezzo.

Attenzione: la carta di identità cartacea con validità rinnovata mediante apposizione di timbro sul retro del documento è accettata mentre le Autorità di frontiera turche possono non  consentire l’accesso nel Paese ai viaggiatori in possesso di carta di identità elettronica con certificato di proroga (cedolino cartaceo di proroga di validità del documento). Si raccomanda in tal caso di utilizzare altro tipo di documento (passaporto), onde evitare il respingimento alla frontiera.

 

Dal 23 maggio 2007, i cittadini italiani che si recano in Turchia non hanno più bisogno del visto di ingresso.

 

Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione viene richiesta al viaggiatore italiano per entrare nel Paese.

Sono consigliate le vaccinazioni contro il tifo, l'epatite A e l'epatite B (6 milioni di portatori).

Esiste un rischio malaria, esclusivamente nella forma benigna da P. vivax, da marzo a fine novembre nelle regioni di Cukurova/Amikova e da metà marzo a metà ottobre nel sud-est dell'Anatolia.

 

Cosa vedere

La Turchia offre infinite opportunità di scelta considerata la molteplicità dell'offerta.

Ad ogni modo, se andate in Turchia per la prima volta, le mete d'obbligo sono Istanbul, Ankara e la vicina Bogazkale (Hattusas), Bursa, il paesaggio da fiaba della Cappadocia, una delle meraviglie geologiche del mondo, con i centri di Goreme, Avanos, Ortahisar e Urgrup e poi, oltre, le città sotterranee di Kaymakli e Derinkuyu per terminare con la visita di Konya e Pamukkale.

Approdi spettacolari, tesori archeologici e spiagge da sogno si trovano lungo la costa egea (Pergamo, Efeso, Izmir, Bodrum, Marmaris, Fethiye) e mediterranea (Kekova, Antalya, Side, Aspendos).

Splendida anche l'Anatolia orientale dove il complesso monumentale di Nemrut Dagi vale da solo il viaggio. Estremamente interessanti anche le località di Diyarbakir, Van, Dogubeyazit e il Monte Ararat, Trabzon e Samsun.

Ovunque, gli amanti dello shopping non avranno che l'imbarazzo della scelta vista la ricchezza e la varietà dell'artigianato turco.


Istanbul

Luogo più visitato della Turchia, separata nella parte europea e asiatica dallo stretto del Bosforo, è l'unica città al mondo a cavallo tra due continenti.

Un visita alla città necessita di non meno di tre giorni fino ad una settimana o più.

Il primo nucleo di Istanbul (Bisanzio) nacque sul versante europeo del Bosforo tra il Mar di Marmara e il Corno d'Oro.

Nel 328 d.C. l'imperatore Costantino il Grande ne fece la Roma d'Oriente. Si sviluppò così Costantinopoli, per più di mille anni capitale dell' Impero d'Oriente.

Conquistata dagli ottomani nel 1453 divenne capitale dell'Impero ottomano fino alla fine della I Guerra Mondiale quando, con il crollo dell'Impero, la Guerra di Indipendenza turca e la promulgazione della Repubblica turca (1923) Istanbul dovette cedere il titolo di capitale ad Ankara.

Nonostante questa perdita di potere politico Istanbul è ancora oggi il fulcro della vita culturale ed economica del Paese.

Per secoli Santa Sofia (Aya Sofya) è stato l'edificio sacro più importante del cristianesimo. Il suo aspetto attuale, risalente al 532-537, è stato modificato dopo la conquista ottomana di Costantinopoli. Sormontata da un'enorme cupola, dal 1934 la chiesa, trasformata poi in moschea, funge da museo.

A est della Aya Sofya si trova il Topkapi Sarayi, il palazzo del sultano, enorme e fastoso complesso con abitazioni, harem ed edifici per servizi sviluppatosi dal 1465 attorno a quattro cortili. Centro del potere dell'lmpero ottomano tra il XV ed il XIX sec., vi furono accumulati ingenti tesori, di cui solo una minima parte viene esposta al pubblico.

In uno dei cortili si trova il padiglione del Mantello Sacro con le reliquie del Profeta Maometto, ma altrettanto importante è la visita dell'harem, luogo di delizie del sultano.

Le Moschea di Solimano (Süleymaniye Camii), la più grandiosa della città, fu progettata nel XVI sec. dal famoso Sinan, uno dei più importanti architetti ottomani, per celebrare i trent'anni di regno di Solimano il Magnifico. Dalla cupola centrale alta 53 m per un diametro di 27,50 m, si diramano altre cupole su cui svettano quattro minareti. Presenta una immensa sala di preghiera che può ospitare fino a 5.000 persone.

Nel giardino interno è il Mausoleo del Sultano che custodisce le spoglie di Solimano e di Rosselana, la sposa prediletta, e comprende quattro medrese (collegi teologici), una scuola di medicina, un ospizio, una cucina per i poveri, un caravanserraglio e dei bagni turchi.

Mehmet Aga, allievo di Sinan, progettò la Sultan Ahmet Camii (1609-1616), universalmente conosciuta come Moschea Blu per il colore delle maioliche di Iznik che la ornano. L'elevato numero di minareti (sei) non ha pari ed è superato solo dalla moschea della Kaaba, alla Mecca, che ne ha sette. Tale particolarità architettonica è l'espressione delle manie di grandezza del Sultano Ahmet I che, non potendo eguagliare la magnificenza della Moschea di Solimano né quella di Aya Sofya, non trovò soluzione migliore per distinguerla da tutte le altre che aggiungervi due minareti supplementari.

La Mahmut Pasa Camii del 1462 è invece la moschea più antica della città.

Dalla torre di Galata (1348), di origine genovese, si gode una bella vista sulla città, il Corno d'Oro e il Bosforo.

Molti turisti effettuano una piacevole escursione in battello alle Isole dei Principi nel Mar di Marmara.

Particolarmente interessante ed affascinante è la visita alle cisterne sotterranee, enormi serbatoi del periodo bizantino costruiti spesso con materiali di recupero per sopperire alla mancanza d'acqua in caso d'assedio. La più famosa è la Cisterna Basilica (Yerebatan Sarayi, visitabile tutti i giorni tranne il giovedì) con una sala di 140m per 70 m coperta da un soffitto a volte sorretto da 336 colonne; il pavimento è allagato e una passerella permette di raggiungere il fondo dove si trovano due blocchi di marmo con un bassorilievo della Medusa.

Ankara

In antitesi ad Istanbul, che vive nel ricordo degli splendori dell'Impero ottomano, Ankara è una moderna capitale dall'aspetto austero proiettata verso il futuro.

Da qui, negli anni Venti, partì la riscossa dei turchi contro i sultani e Ataturk lanciò il programma di modernizzazione del Paese.

Se non partite con la visita della Turchia da Ankara probabilmente non vi conviene entrare nel caos di una metropoli moderna dall'aria irrespirabile in cui le strisce pedonali non sono ancora state inventate. Se invece il vostro viaggio inizia da Ankara allora varrà la pena passare un paio di giorni nella visita delle poche rovine romane rimaste, del famosissimo mausoleo di Ataturk e della Cittadella.

Non è un caso che la prima visita del papa Ratzinger in Turchia inizi con il mausoleo di Ataturk (Anitkabir), imponente monumento che da una collina domina gran parte della città. Con la sala degli onori e il dettagliato museo, con gli oggetti personali di Ataturk e i documenti della guerra d'indipendenza, vi farà capire il culto della persona di Mustafa Kemal Atatuk ancora oggi radicato nell'immaginario collettivo turco. Costruito nel 1953 dopo una gara d'appalto internazionale vinta dal gruppo turco, è il capolavoro dell'architettura moderna turca (entrata gratuita tutti i giorni escluso il lunedì; in estate spettacolo di suoni e luci di notte).

La Cittadella (Ankara Kalesi) è senza dubbio la parte più interessante di Ankara. Ancora non completamente scoperta dai turchi è di fatto una zona di abitazioni povere alcune delle quali, in stile ottomano, sono state ristrutturate e sono sede di locali, ristoranti, negozi, hotel. Da non perdere una visita in libertà tra i vicoli fino alla sommità da cui si gode la più bella vista di Ankara.

La Moschea Aslanhane è una delle più grandi moschee di Ankara. Costruita nel XIII sec. in stile selgiuchide (il minbar è originale del 1290), presenta un mihrab decorato ed è detta anche "moschea foresta" perché sorretta da colonne dipinte in legno. Accanto alla moschea si trova la tomba di Ahi Serafeddin.

Nei pressi è un caravanserraglio con cortile interno e due piani di abitazioni oggi sede di negozietti di artigianato locale.
La Moschea Kocatepe (Kocatepe Camii), è una bella moschea in stile ottomano con enorme cupola centrale e quattro minareti costruita tra il 1967 ed il 1987. E' la più grande moschea della città e una delle più grandi del mondo.

Situato presso la città è il Museo delle Civiltà Anatoliche (Anadolu Medeniyetler Muzesi) detto anche Museo degli Ittiti, uno dei più importanti musei d'Europa. Conserva una collezione di oggetti che abbracciano tutta la storia della Anatolia: paleolitico, neolitico, hatti, ittita, frigio, urarte e romano (aperto tutti i giorni, in inverno è chiuso il lunedì).

Cappadocia

Un labirinto di torri, crepacci, canyon, pinnacoli e case troglodite, un paesaggio fiabesco a 4 ore di macchina da Ankara.

Arrivare in Cappadocia (in turco si pronuncia cappadochia) non è difficile, ma se non si è dotati di un mezzo proprio non è facile girarla. Se si ha poco tempo, un giorno può bastare per visitare il Parco di Goreme, ma per una visione completa sono necessari almeno 3 giorni.

Nevsehir, la città meno interessante, capoluogo di provincia, è considerata la porta della regione della Cappadocia sia perché è in posizione baricentrica a tutte le principali emergenze sia perché vi si trovano ottime sistemazioni a buoni prezzi.

A sud di Nevsehir (circa 25 km) vi sono le chiese e le città sotterranee: cunicoli scavati nel tufo che raggiungono a Kaymakli e soprattutto a Derinkuyu la massima espressione. Iniziate dagli Ittiti, furono sviluppate in epoca romana e bizantina dai cristiani per rifugiarvisi durante gli attacchi degli arabi.

A Derinkuyu potrete visitare 8 piani di labirinti sotterranei, una vera e propria città che in periodi alterni ha ospitato fino a 30.000 persone. Dormitori, cucine, stalle, scuole, chiese, magazzini, pozzi, cantine scavati nel tufo e migliaia di condotti per l'areazione che gli arabi non riuscirono mai a scoprire integralmente.

Solo una parte è visitabile perché molte delle abitazioni moderne in superficie sono proprietarie di parti dei cunicoli che ancora oggi utilizzano come depositi o cantine.

Tre milioni di anni fa i vulcani Monte Erciyes (m 3.916) e Monte Hasan (m 3.268) che fanno da sfondo alla Cappadocia eruttarono chilometri cubi di materiale ricoprendo tutto l'altopiano di ceneri e tufo. Colate basaltiche successive hanno formato strati di materiale tenero (tufo) e duro (basalto) creando paesaggi surreali e spettacolari burroni con toni che vanno dal rosso al verde al grigio.

I camini delle fate sono il risultato di milioni di anni di erosione delle piogge e del vento. Dove si scopriva, la parte tenera veniva profondamente incisa ed erosa mentre le piastre di basalto offrivano riparo dall'erosione al tufo sottostante. Ne è conseguito un paesaggio a pinnacoli di tufo sormontati dalla loro piastra basaltica protettiva: sono i camini delle fate in cui, dal 4000 a.C. ad oggi, gli uomini hanno scavato le loro abitazioni.

La zona più ricca di emergenze paesaggistiche come i camini delle fate è il Parco Nazionale di Göreme, conosciuta al tempo dei romani con il nome di Cappadocia.

La maggior parte dei camini delle fate appare oggi come un cono di tufo privo del cappello basaltico perché nel periodo romano furono prelevati per essere utilizzati come pietre sepolcrali.

A 1,5 km dal centro è il Museo all'aria aperta di Göreme, un complesso monastico di chiese e cappelle rupestri tappezzate di affreschi, uno dei siti più famosi della Turchia.

La maggior parte delle cappelle sono datate dal X al XIII sec., periodo bizantino e selgiuchide, e sono costruite su una pianta a forma di croce la cui cupola centrale è sorretta da quattro colonne. Altri luoghi che non possono essere persi durante una visita al Parco di Göreme sono Urgup (con la cittadella che si eleva per 60 m e permette una stupenda vista sulla valle), Ortahisar e Zelve.

Circa 70 km a sud di Nevsehir è la Valle di Ihlara, un canyon con pareti verticali tra Selime e Ihlara. A Beliserma il fiume esce dalla gola ed un sentiero percorribile con una passeggiata di circa 4 ore raggiunge Ihlara, il centro capoluogo della regione che non presenta caratteristiche paesaggistiche o culturali di rilievo.

Selime presenta invece camini delle fate, edifici scavati nella roccia spesso proprietà privata ed ancora oggi utilizzati come abitazioni o magazzini dagli abitanti.

All'uscita del paese il Museo permette di visitare un insediamento cristiano di chiese ed edifici scavati nella roccia.

Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati





 

Ora

I turisti italiani devono mettere avanti di 1 h. l'orologio al momento del loro arrivo in Turchia (quando in Italia sono le 12 in Turchia sono le 13).

Stessa differenza quando in Italia è in vigore l'ora legale, adottata anche in Turchia.

 

Quando andare

La data di partenza di un viaggio in Turchia dev'essere scelta in funzione delle località che si intendono visitare.

A Istanbul primavera ed autunno sono le stagioni ideali anche se bisogna dire che, neppure durante l'estate, si raggiungono le temperature che invece si hanno in altre parti del Paese.

Lungo le coste dell'Egeo e del Mediterraneo la stagione balneare va da aprile ad ottobre con temperature intorno ai 30° C e una temperatura dell'acqua che oscilla tra i 26° e i 28° C.

Per le visite turistiche delle città lungo le coste i mesi di aprile, maggio, settembre ed ottobre sono da preferire in quanto la temperatura non supera i 20-25° C. Tra l'altro è bene ricordare che questi mesi sono quelli meno affollati e con i prezzi assai meno elevati.

Le regioni centrali del Paese fanno preferire la primavera e l'estate che, se pur calda, non è mai torrida come invece avviene nelle pianure vicine al confine con la Siria.

Lungo le coste del Mar Nero cade molta pioggia durante tutto l'anno ma sia in estate che in inverno la temperatura rimane accettabile.

Per un viaggio nella Turchia orientale il periodo compreso tra metà maggio e inizio ottobre è senz'altro il migliore.

 

Quanto stare

Anche se la maggior parte dei turisti soggiorna a Istanbul al massimo 3 gg., una settimana dovrebbe costituire il tempo minimo per conoscere questa multiforme città, dal fascino sottile e ammaliante.

Un soggiorno di 15 gg. consente di unire alla visita di Costantinopoli anche quella della Cappadocia, una delle zone più suggestive e fantastiche della Turchia, e proseguire per Konya e Pamukkale.

In una settimana, raggiungendo in volo Antalya, sulla costa mediterranea, si può unire a un piacevole soggiorno balneare anche la visita delle antiche città di Termessos, Side e Aspendos per poi dirigersi in caicco verso la splendida baia di Kekova.

Chi opta per la costa egea invece, in 7-10 gg., può unire l'utile al dilettevole e alternare sole e bagni alla visita delle splendide città di Pergamo, Efeso, Bodrum, Marmaris, Fethiye.

Condizioni di sicurezza permettendo, estremamente interessante è il tour dell'Anatolia orientale con le colossali statue di Nemrut Dagi e le lontane Diyarbakir, Van e Trabzon: 7 gg. costituiscono il tempo necessario al tour.

Per un giro completo del Paese è necessario almeno 1 mese.

 

Da mettere in valigia

Per una vacanza balneare portare vestiti leggeri di cotone mentre se si intende visitare l'interno del Paese è bene avere a portata di mano anche qualche maglione e un impermeabile leggero. Utili cappello, occhiali da sole, sandali o scarpe comode, farmacia da viaggio. Se si intende visitare la Turchia in inverno è necessario portare un abbigliamento pesante.

 

Elettricità

La tensione della rete elettrica turca è quella standard di 220 volt e le prese sono in genere compatibili con le normali spine europee.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Turchia) abbiamo un voltaggio di 220 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Europea a 2 poli

Tedesca a due poli con contatti di terra laterali
 
 
 

Ambasciate e indirizzi

 
Ambasciata e Consolati 
Ambasciata e Consolato di Turchia in Italia Via Palestro 28, Roma
tel: 06-4452337, fax: 06-4941526
Ambasciata italiana in Turchia Ataturk Bulvari 118, Kavaklidere, Ankara
tel: 312-4265468
tel 2: 312-4265461/2/3
sito web: www.ambankara.esteri.it/
Consolato d'Italia in Turchia Cumhuriyet Meydani 12/13, Izmir
tel: 232-4636676
tel 2: 232-4636696, tel 3: 232-4638132
altre informazioni utili: Sedi consolari anche a Antalya, Bodrum, Iskenderun, Bursa, Edirne
Consolato di Turchia in Italia Via Pergolesi 1/13, Napoli
tel: 081-681561, fax: 081-7611016
Consolato Generale d'Italia in Turchia Tom Tom Kaptan Sosak 15, Tophane, Istanbul
tel: 212-2431024/5
tel 2: 212-2525437, tel 3: 212-2513294
Consolato Generale di Turchia Via Larga 19, Milano
tel: 02-5821201
Consolato Generale di Turchia S. Marco 2414, Venezia
tel: 041-5230707
Consolato Generale di Turchia Piazza Unità d'Italia 7, Trieste
tel: 040-6702711
Consolato Generale di Turchia Via Magenta 57, Torino
tel: 011-544050
Consolato Generale di Turchia Piazza De Ferrari 4, Genova
tel: 010-2474313
Ufficio informazioni dell'Ambasciata di Turchia Piazza della Repubblica 50, Roma
tel: 06-4820856
tel 2: 06-4871190, tel 3: 06-4871393
 
Turismo e Cultura 
Associazione Nazionale Alberghi Istiklal Cad. 184, Gala Ishan, Galatasaray, Istanbul
tel: 212-2495153
tel 2: 212-2514859
Automobile e Touring Club di Turchia informazioni turistiche, Istanbul
tel: 212-2690875
Informazioni tel: 118
altre informazioni utili: da qualsiasi località della Turchia senza alcun prefisso
Informazioni turistiche Ataturk Aeroporto, Yesilkoy
tel: 212-5734136
tel 2: 212-6630793
Informazioni turistiche Taksim Meydani, Maksem, Istanbul
tel: 212-2456876
Informazioni turistiche Sultanahmet Meydani, Istanbul
tel: 212-5188754
Informazioni turistiche presso il porto, Istanbul
tel: 212-2495776
Istituto italiano di cultura Mesrutiyet Cad. 161, TK-80050 Tepebasi, Istanbul
tel: 212-2510487
tel 2: 212-2939848
Istituto italiano di cultura Mahatma Ghandi 32, G.O.P., Ankara
tel: 312-4464085
tel 2: 312-4465178
Ministero del Turismo di Turchia Turizm Bakanligi, Ismet Inonu Bulvari 5, Bahceliev, Ankara
tel: 312-2128300
sito web: www.turkey.org/
Ufficio cultura e informazioni Piazza della Repubblica 55-56, Roma
tel: 064871393, fax: 064882425
tel 2: 0648711190
sito web: www.goturkey.com
 
Sanità e Sicurezza 
Ambulanza tel: 112
Basin ve Turizm Polisi Sultan Ahmet, Istanbul
tel: 5285369
Informazioni sanitarie tel: 184
Ospedale americano Admiral Bristol Guzelbahce Sok. Nisantasi, Istanbul
tel: 212-2314050
Ospedale italiano Defterdar Yokusu, Tophane, Istanbul
tel: 212- 2499751
tel 2: 212-2499752
Polizia tel: 155
Polizia municipale tel: 153
Pompieri tel: 110
Soccorso stradale tel: 212-2786214
altre informazioni utili: numero unico funzionante dalle 9 alle 17 dei giorni feriali
Vigili tel: 154
 
 
 

Voli e come arrivare

L'aereo è sicuramente il mezzo più comodo e veloce per arrivare in Turchia: dall'Italia sono sufficienti 3-4 ore per raggiungere Istanbul o Izmir.

La compagnia di bandiera turca Turkish Airlines (www.thy.com/it) offre voli giornalieri da Roma e Milano per Istanbul da cui è poi possibile proseguire con comode coincidenze per le principali città turche.

(Utile sapere che i passeggeri che acquistano un volo a/r della Turkish con almeno una tratta internazionale volata dalla compagnia turca possono acquistare a tariffe speciali i voli interni in Turchia). 

Anche l'Alitalia (www.alitalia.it) effettua voli giornalieri da Roma e da Milano.

In estate, ai voli di linea si affiancano i charter effettuati dai principali tour operator che permettono di raggiungere le località turistiche (Izmir, Antalya, Ankara) senza scali intermedi.



Se non si hanno problemi di tempo si può optare per il traghetto che consente, tra l'altro, di imbarcare la propria auto.

La Turkish Marittime Lines (c/o Bassani Spa, S. Basilio, S. Marta fabbr.17, Venezia, tel. 0415208819) effettua servizio settimanale da Venezia per Izmir e da Brindisi per Cesme .

Quest' ultima tratta è coperta anche dalla Med Link (Epirotiki Cruises and Ferries, Via Barberini 47, Roma, tel. 06-4817806; www.mll.gr) e dalla Sea Serenade (Morfimare, Corso de Tullio 36/40, Bari, tel. 080-5210022, 5246803) che poi prosegue per Marmaris.

A Cesme ci si può arrivare anche partendo da Trieste (Anatolia Ferries, tel. 221-6161110; www.ferrycenter.se).

Manca un collegamento diretto Italia-Turchia con il treno. Si può salire a Venezia, raggiungere Budapest e di lì proseguire per Istanbul (2 gg. di viaggio) oppure raggiungere Brindisi in treno e proseguire in traghetto.

 

Il collegamento con pullman Eurolines non è più attivo fino ad Istanbul (si ferma a Sofia da cui bisogna proseguire con mezzi locali).

Chi volesse raggiungere la Turchia con la propria auto potrebbe affrontare il percorso più breve (circa 1600 km) che da Trieste passa per Ljubljana, Zagreb, Beograd, Nis, Sofia, Edirne.

L'alternativa è seguire l'itinerario sopraindicato fino a Nis e proseguire attraverso Skopije e Thessaloniki per poi attraversare il confine turco a Ipsala (circa 1950 km).

Questo secondo percorso è però più pericoloso a causa del notevole flusso di veicoli e dei tratti stradali disagevoli che si devono percorrere (trasformazione in autostrada con raddoppio corsie del tratto Zagabria-Belgrado e asfalto sconnesso nei primi 60 km del tratto Nis-Skopije).



 

Tasse di ingresso-imbarco

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Spostarsi e trasporti

Voli interni

La compagnia di bandiera Turkish Airlines (www.thy.com/it) offre voli interni a prezzi speciali a coloro che acquistato un biglietto di a/r con almeno una tratta internazionale volata con loro. Si parte da tariffe di 200 euro per due voli interni.

Economica e affidabile la compagnia low cost Pegasus Airlines (www.flypgs.com) che consente di raggiungere diverse città turche con comodi voli interni. Voli interni a prezzi economici sono offerti anche da Istanbul Airlines.

Mezzi pubblici

Le città lungo le coste del Mar Egeo e del Mar Nero sono collegate tutto l'anno da traghetti per passeggeri e talvolta per auto (Istanbul-Izmir, Istanbul-Trabzon). Esistono inoltre servizi di traghetti sul Mar di Marmara e sullo stretto di Dardanelli.


Vari treni giornalieri collegano le città di maggior interesse turistico e le zone di confine; lungo la costa mediterranea non ci sono ferrovie e sull'Egeo c'è solo il tratto tra Izmir e Soke.

Solo la linea Istanbul-Ankara è allineata a standard europei, una qualche comodità nelle tratte Istanbul-Kars, Istanbul-Izmir, Ankara-Isparta, Ankara-Basmane, per il resto i treni sono in genere poco frequenti, lenti e affollati.

 

Collegamenti più rapidi ed economici sono invece assicurati dai pullman che raggiungono anche i centri più sperduti (per es., la tratta Istanbul-Cappadocia costa 19-25 euro a seconda della compagnia prescelta e dura circa 12 ore).

Se partite da Istanbul vi conviene servirvi della stazione di Harem, lato asiatico, 15 min. di traghetto da Sirkeci, in modo da evitare gli ingorghi di centro città.

Conviene affidarsi alla compagnia che ha il maggior numero di bus nella regione e ricordarsi che soste non previste o guasti meccanici sono l'occasione per poter conoscere più da vicino i propri compagni di viaggio!





Mezzi a noleggio

Chi vuole viaggiare in totale autonomia può noleggiare un'automobile presso le varie agenzie di autonoleggio presenti nelle grandi città e negli aeroporti oppure, prima della partenza, tramite internet. Il costo è di circa 30 euro al giorno.

Considerato che attualmente il diesel costa meno della benzina, conviene optare per un'auto di questo tipo.

 

Per visitare più comodamente gli angoli segreti della costa egea e mediterranea è possibile noleggiare un caicco ossia una goletta a due alberi con o senza skipper. Il costo varia in base al tipo di barca e al periodo prescelto.

Altri mezzi

Per spostarsi nelle grandi città vi sono economici taxi e taxi collettivi (dolmus) che coprono itinerari prestabiliti.

Patente

E' necessario essere in possesso della patente italiana, della carta verde, avere almeno 21 anni ed essere muniti di carta di credito.

Carburante

La benzina costa, al litro, circa 1.95 euro; il diesel costa invece 1,70 euro al litro.

Per chi si reca in Turchia con un mezzo proprio è molto conveniente acquistare olio per motori, dato che il prezzo del prodotto è decisamente inferiore a quello italiano. Per l'acquisto vanno bene anche i distributori di carburanti, che hanno prezzi decisamente competitivi.



 

Hotel e pernottamento

Esistono possibilità di alloggio per tutte le fasce di prezzo e di qualità, dagli hotel di lusso ricavati in antichi palazzi ai caratteristici alberghi scavati nel tufo della Cappadocia, ai villaggi - vacanza della costa pronti a ricevere chi vuole godersi solo sole e mare.

Gli alberghi migliori si trovano ovviamente nelle città di maggior afflusso turistico (120-300 euro la camera doppia in hotel a 4-5 stelle, min 10-15 euro, doppia media 40-50 euro in hotel a 3 stelle) ma anche nelle zone meno battute è sempre possibile trovare un alloggio modesto: le tipiche pansiyon sono frequentate soprattutto dai turchi e offrono servizi essenziali a circa 15-35 euro per notte in camera doppia.

 

Spendere ancora meno è possibile dormendo negli ostelli (Yucelt Interyouth Hostel, Caferye Sock 61, Istanbul, tel. 212-51361501) e nelle residenze studentesche che si trovano a Istanbul, Bursa, Izmir, Canakkale e Ankara (10-15 euro in camera, 4-6 euro per letto in camerata; info: Genctur Turizm ve Seyahat Acentesi, Gurkan Cad. 14, Cagaloglu Sultanahmet, Istanbul, tel. 212-5205274-5, 5190864 oppure 7 Tur Tourism, Inonu Cad. 37/2 Gunussuyu, Istanbul, tel. 212-2525921).

 

I campeggi ufficiali sono limitati e di buon livello; quelli privati costano meno (10 euro per una stanza in bungalow) ma quanto a pulizia lasciano molto a desiderare.

Il campeggio libero non è consigliato ed è comunque sempre meglio chiedere prima se potete farlo.

Per chi arriva in camper e desidera fare campeggio libero, al momento non esistono limitazioni. Se vi fermate a dormire in grandi centri turistici, dove la delinquenza è abbastanza diffusa, cercate di parcheggiare in zone abbastanza centrali e bene illuminate.

Nell'Anatolia orientale, prima di fermarvi per la notte, recatevi al più vicino posto di polizia. Sono molto gentili con i turisti e vi consiglieranno loro dove fermarvi e quasi sicuramente ogni tanto verranno a piedi e a controllare che tutto vada bene.



 

Cucina e mangiare

Come per il dormire, la scelta è estremamente ampia: dai ristoranti di lusso con spettacoli di musica e danze ai piccoli locali frequentati soprattutto dai lavoratori ma dove il cibo è sempre buono e il servizio cortese (max 30-35 euro, min 6-12 euro, pasto medio 15-20 euro).

Si mangia bene anche per la strada: polpettine, spiedini, fritture e il costo è irrisorio.

Un consiglio per chi va al ristorante: i locali dove sul menu compaiono alcolici sono per turisti. Scegliete quindi locali dove non servono alcolici: si spende meno e si mangia molto meglio.

 

I turchi sono molto orgogliosi della loro cucina e a ragione essendo essa davvero speciale, ricchissima ed appetitosa, una delle più varie e raffinate del Mediterraneo.

Se avete occasione di visitare la città di Afyon, assaggiate il kaimak, un formaggio molto simile al mascarpone che ha una particolarità: viene preparato con il latte di mucche che mangiano foglie di oppio. Il formaggio non ha l'effetto di una droga, ma acquista certamente un sapore unico ed estremamente gustoso .

Esiste una bevanda, che ora si trova anche nei supermercati della Turchia occidentale, l'ayran, ottenuta dalla miscelazione di yogurt greco colato, acqua fresca e sale, che i turchi usano per pasteggiare e che serve a rinfrescare la bocca, dopo aver gustato i cibi turchi molto ricchi di spezie e peperoncino piccante.

 

Moneta e cambio

La moneta ufficiale della Turchia è la Nuova lira turca (TRY).

 

E' bene non cambiare rilevanti quantità di denaro e conservare sempre le ricevute del cambio qualora si desideri riconvertire le lire turche al ritorno.

Le banche sono chiuse il sabato e la domenica e talvolta anche il venerdì pomeriggio. L'orario di apertura è 8.30-12 e 13.30-17; sabato e domenica sono aperte solo quelle degli aeroporti internazionali e della stazione ferroviaria Sirkeci di Istanbul.

I commercianti e le agenzie di cambio accettano senza difficoltà gli euro.

Le carte di credito sono accettate soprattutto nelle grandi città e nei paesi delle zone turistiche.

 

Cambio attuale:

1 Euro = 2,71 Lira Turchia (nuova)
1 USD = 1,98 Lira Turchia (nuova)

dati aggiornati al 25/10/13

 

Posta e telefono

Il servizio postale turco è affidabile anche se non molto veloce.

Gli uffici postali principali (PTT) delle città più importanti sono aperti dal lunedì al sabato con orario 8-24 e la domenica con orario 9-19. Gli uffici secondari sono invece chiusi nei giorni festivi mentre nei giorni feriali seguono l'orario 8.30-12.30 e 13.30-17.30.

Per telefonare in Turchia dall'Italia bisogna comporre lo 0090 seguito dal prefisso della città senza lo 0 e dal numero dell'utente.

Per telefonare in Italia dalla Turchia bisogna fare lo 0039  seguito dal numero dell'abbonato completo di prefisso.
Per fare telefonate internazionali a carico del destinatario comporre il numero 115.

Possono essere utilizzati esclusivamente i telefoni portatili della rete GSM. I cellulari hanno copertura nella maggior parte del territorio. La riesportazione degli apparecchi telefonici viene verificata al momento della partenza.

Un consiglio per chi deve telefonare in Italia: non usate il vostro cellulare, che è carissimo, ma acquistate una scheda telefonica turca e telefonate da un telefono pubblico: viene a costare decisamente meno. Le schede telefoniche si possono acquistare negli uffici postali e negli appositi botteghini.

Dalle grandi città e dalle località turistiche balneari si può invece telefonare direttamente in teleselezione o usare i telefoni che consentono l'uso delle carte di credito.

 

Sanità

La situazione sanitaria della Turchia è soddisfacente anche se è bene ricordare di adottare alcune norme di igiene quali non mangiare verdura cruda, sbucciare la frutta, consumare carne e uova di pollame e volatili solo se ben cotte, non acquistare antipasti e insalate miste già confezionate per la possibile presenza, recentemente accertata, di colibatteri "E".

Al fine di evitare diarree è buona norma bere acqua imbottigliata. L'acqua non è potabile in particolare nel sud-est anatolico.

 

Anche se alcuni medici e farmacisti hanno studiato all'estero e quindi parlano inglese o tedesco, in genere il servizio sanitario e ospedaliero non è a livello occidentale.

Nei casi di emergenza è bene pertanto rivolgersi agli ospedali italiani o americani presenti nelle città principali (Istanbul, Ankara e Izmir).

Negli ospedali turchi si riceve comunque soccorso senza problemi e, nei casi meno gravi, gratuitamente.

Viceversa, per ottenere prestazioni sanitarie quali ricoveri urgenti, visite mediche o acquisto di medicinali, i cittadini italiani sono tenuti al pagamento dei relativi onorari/spese che talvolta possono raggiungere cifre considerevoli. Il Consolato Generale di Istanbul ha concluso con la Universal Hospital Group un Protocollo che prevede un trattamento di favore per tutti i cittadini italiani presso gli Ospedali facenti parte del predetto gruppo; ad Istanbul, presso l’Ospedale Tedesco in Sira Selviler Caddesi, nell'area di Taksim. L'accordo prevede l'applicazione del 45 % di sconto sulle spese mediche, esclusi farmaci e cure dentali o estetiche.

I medici privati richiedono invece il pagamento di un onorario ufficiale.

La cosa migliore è quindi stipulare una valida assicurazione sanitaria prima della partenza dall'Italia.

 

Le farmacie vendono praticamente tutte le medicine indipendentemente dal fatto che vadano vendute su ricetta medica o meno.

 

 



 

Sicurezza

I Turchi discendono da un fiero popolo proveniente dalle remote steppe asiatiche e sono capaci di atti molto decisi ma anche di attenzioni e delicatezze. L'atteggiamento generale dei Turchi nei confronti degli stranieri è molto positivo e decisamente cordiale con gli italiani e se è vero che sono possibili eccezioni, la regola è quella della profonda cortesia verso l'ospite.

Sono purtroppo in aumento scippi e furti, in particolare di passaporti e di carte d'identità, sia negli alberghi che negli appartamenti soprattutto delle grandi città. In aumento anche gli incidenti stradali dovuti alla scarsa manutenzione delle strade e alle abitudini di guida dei locali; in caso di incidente è indispensabile attendere l'arrivo della polizia che farà i dovuti accertamenti.

E' punito duramente lo spaccio e l'uso di droga anche in piccole quantità. Il partito curdo PKK può tentare di servirsi di turisti e viaggiatori per portare lettere e pacchi fuori dei confini turchi: sta a voi scegliere se correre o meno il rischio nella consapevolezza che, se scoperti, l'arresto è quasi inevitabile.

Per quanto riguarda le aree di instabilità politica (quelle orientali e sud-orientali del Paese) è in corso un evidente miglioramento della situazione; ciononostante è bene avere estrema prudenza nella zona delle città di Sivas, Malata e Mardin e lungo la zona di confine con l'Iraq. In particollare, nella città di Mardin, vicino al confine con la Syria, città peraltro considerata ad alto rischio, esiste la Polizia Turistica che si occupa di fare da guida e di controllare che i turisti non abbiano noie dalla popolazione locale, peraltro molto disponibile e gentile.

Il monte Ararat è zona militare e bisogna avere il permesso del governo turco per visitarla.

L'attuale situazione medio-orientale consiglia al viaggiatore di innalzare il livello di cautela. A tal fine resta altamente opportuno aggiornarsi quotidianamente, tramite Ambasciata, sulla situazione di sicurezza del Paese ospitante. In particolare, si invita alla prudenza in prossimità di moschee, Università, Ambasciate americana e britannica, luoghi in cui sono in corso manifestazioni di protesta.

 

Comportamenti

Sebbene la Turchia sia uno Stato laico è raccomandabile avere rispetto per le regole islamiche; in particolare è bene non indossare abiti aderenti e succinti, coprirsi il capo e togliersi le scarpe quando si visitano le moschee.

Toglietevi le scarpe anche se siete invitati a casa di qualche turco: la possibilità di un invito è meno remota di quanto possiate pensare perché i turchi sono estremamente gentili e ospitali.

E' consigliato non parlare mai con i turchi nè di politica nè di religione in quanto sono molto suscettibili e quindi è molto facile trovarsi a discussioni poco piacevoli, anche se conosciamo molto bene i nostri interlocutori.

 

Viaggiare con bambini

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Viaggiatori disabili

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Curiosità

"Mi sono spinto alle sorgenti del Tigri proprio là dove fuoriescono le acque. Le armi del mio esercito si bagnarono. Offrii sacrifici agli dei.": sono le parole incise da Salmanassar III che ricordano, a distanza di millenni, l'emozione di uno dei primi scopritori delle mitiche sorgenti create dal dio assiro Marduk e da molti cercate invano. Ricordate anche dalla Genesi che le situa nell'Eden, le sorgenti del Tigri si trovano in realtà tra i monti del Tauro orientale: scaturiscono dalle grotte di Birkilin dette anche grotte di Alessandro Magno.

Nella Licia, lungo la costa meridionale della Turchia, vi è Demre (l'antica Myrauna), piccola località in cui San Nicola (protettore dei bambini, noto come Santa Claus, cioè Babbo Natale) prestò la sua opera di vescovo. La cittadina presenta un importante sito archelogico licio, la chiesa di San Nicola dove il 6 dicembre i fedeli del santo si radunano in preghiera, e il Museo di Babbo Natale.

 

Guide e libri

 
 

Geografia e territorio

La Turchia confina a N con la Grecia, la Bulgaria e il Mar Nero, a E con la Georgia, l'Armenia e l'Iran, a S con l'Iraq , la Siria e il Mar Mediterraneo che a O prende il nome di Mar Egeo.

 

Con una superficie di 780.580 kmq, la Turchia è grande circa il doppio dell'Italia: il 3% del suo territorio si trova nel continente europeo (Tracia orientale) mentre l'Anatolia (Asia Minore) appartiene all'Asia.

Fatta eccezione per una piccola zona del tavoliere arabico a sud-est il Paese appartiene alla zona delle catene montuose eurasiatiche: i monti Pontici a nord e il Tauro a sud che si prolunga nei rilievi dell'Antitauro. La cima più elevata del Paese è l'Ararat (5165 m), di biblica memoria. I monti del Tauro degradano più dolcemente dei monti Pontici permettendo la formazione di due pianure, quella più ampia di Adana e quella più stretta di Antalya.

L'uniforme andamento delle coste settentrionali e meridionali contrasta con la molteplicità delle frastagliature della costa occidentale.

L'aridità dell'interno e la struttura ad altopiano, chiuso da catene montuose, fanno sì che la Turchia abbia una rete idrografica di scarso rilievo.

Tra i monti del Tauro orientale sgorgano le sorgenti del Tigri e dell'Eufrate che scorrono in terra turca rispettivamente per 1950 e 2760 km.

 

Ecologia e ambiente

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Clima e meteo

Lungo le coste turche il clima è tipicamente mediterraneo con estati calde e inverni miti.

La stagione calda è decisamente secca mentre le precipitazioni sono abbondanti durante i mesi invernali; le temperature estive si aggirano sui 30° C superando anche i 35° C nelle zone riparate dal vento.

L'Anatolia ha un clima continentale e semidesertico con estati calde ed inverni freddi. Di sera, anche in estate, la temperatura si abbassa perché si rimane sempre a un'altitudine di quasi 1000 m; la primavera porta invece le piogge.

La costa del Mar Nero è la zona più mite e piovosa della Turchia il che significa alta umidità dell'aria e un'afa tropicale in estate; rare le nevicate invernali.

A Istanbul infine, la temperatura non raggiunge punte molto elevate nemmeno in estate.

 

Popolazione

Bisogna sfatare la diffusa convinzione che i turchi siano arabi (due popolazioni etnicamente e geneticamente molto diverse) e che i turchi siano neri, bassi e con i baffi.

Arrivando ad Ankara vi renderete conto della notevole diversità somatica dei turchi paragonabile a quella dell' Italia del Nord: moltissimi individui infatti sono biondi, senza baffi e dalla fisionomia centro europea.

I turchi (una popolazione di origine centroasiatica) costituiscono circa il 90% della popolazione della Turchia.

Numerose minoranze etniche popolano il Paese la più importante delle quali è rappresentata dai curdi, in aumento demografico a causa dell'alto tasso di natalità, stanziati soprattutto nelle zone sud-orientali del Paese.

Lungo la zona di confine con la Siria abitano gruppi di arabi (1-2%).

Fino alla prima guerra mondiale risiedevano in Turchia forti minoranze di armeni e di greci ma dei primi, dopo il loro sterminio, ne restano circa 40.000 mentre i greci turchi furono scambiati con turchi abitanti in Grecia; i circa 10.000 greci rimasti oggi vivono soprattutto a Istanbul. Poche migliaia di individui contano anche le minoranze dei lasi, circassi, georgiani e bulgari islamici.

Con una popolazione di circa 70 milioni di abitanti, la Turchia è il 17esimo Paese più densamente popolato nel mondo.

La popolazione rurale rappresenta circa il 43% del totale.  La maggior parte della popolazione è composta dai giovani (circa il 40% ha meno di 15 anni e il 72% meno di 35).

 

Lingua

Lingua ufficiale del Paese è il turco, appartenente al gruppo uralo-altaico, la lingua originalmente parlata dalle popolazioni delle catene montuose degli Altai (tra Cina, Mongolia e Russia). La lingua altaica si è distribuita fino ai Balcani ed oggi 140-150 milioni di persone parlano derivati di questa lingua. Gruppi di popolazioni altaiche sono migrate in Estremo Oriente (l'attuale giapponese), nord Europa (l'attuale finlandese) e intorno al I sec. in Anatolia.

La lingua ha subito nei secoli diverse trasformazioni prima di arrivare all'attuale lingua parlata, il turco. Con l'accettazione dell'islam, la lingua parlata subì notevoli influenze arabe, tuttavia il persiano rimase il linguaggio dell'arte e della diplomazia.

Con l'inizio XX sec., in seguito ai cambiamenti e alle riforme del Paese, Mustafa Kemal Ataturk con la sua filosofia di occidentalizzazione del Paese decise di cambiare la lingua fino allora parlata: molte parole persiane e arabe furono eliminate e sostituite da nuovi vocaboli turchi, i verbi irregolari furono eliminati mentre l'alfabeto latino (più vicino alla fonetica turca) sostituì nella scrittura la vecchia grafia araba. A causa del diffuso analfabetismo dell'epoca (80%) questa trasformazione fu di difficile attuazione nella realtà e ancor oggi in alcune aree marginali ci sono alcune difficoltà di comunicazione tra vecchia e nuova generazione.

 

Nelle località turistiche sono abbastanza diffusi l'inglese, il tedesco e più raramente l'italiano. Ad Istanbul però, data la grande affluenza di italiani, moltissimi commercianti si sono adeguati e hanno fatto dei corsi di italiano, che è decisamente più diffuso rispetto a qualche anno fa.

 

Religione

Ufficialmente la Turchia è uno Stato laico ma il 98% della popolazione è composto da musulmani di credo sunnita.

Il restante 2% comprende piccoli gruppi di sciiti delle regioni orientali del Paese, comunità di ebrei sefarditi, greci e armeno-ortodossi, cattolici di rito bizantino e armeni protestanti.

 

Storia

Tra il 6250 e il 5400 a.C. in Anatolia viene fondata Catal Hoyuk, una delle più antiche città del mondo. Con il regno degli ittiti (1850-1200 a.C.) la Turchia entra per la prima volta nella storia mentre, verso il 1250 a.C., gli achei attaccano i principati della costa egea e inizia la guerra di Troia. Nei secoli successivi l'Anatolia diventa un grande crogiolo di razze: frigi e cimmeri, mesi e lidi, greci e carii, urartei e persiani; con Alessandro Magno la regione rientra nella sfera culturale greco-ellenistica. Ereditando il regno di Pergamo, Roma pone piede in Asia nel 133 a.C.: Efeso ne diventa il capoluogo mentre Antiochia, Cesarea e Pergamo sono metropoli potenti e famose in tutto il mondo di allora.

L'impero bizantino dura più di mille anni (330-1453 d.C.) e Costantinopoli diventa una città ricca e potente. Nel VII sec. gli Arabi attaccano per la prima volta Costantinopoli, poi compaiono i Turchi selgiuchidi mentre nel 1301 Osman I fonda l'Impero Ottomano che, nel 1453, conquisterà Costantinopoli e poi, via via, la Siria, L'Egitto, i Balcani, l'Iraq, l'Ungheria e il Mar Mediterraneo diventando uno degli imperi più vasti di tutti i tempi estendendosi dalla Russia all'Algeria.

L'Impero Ottomano durerà 5 secoli e subirà la sconfitta definitiva con la I Guerra mondiale. Nel 1919 scoppia la Guerra d'indipendenza guidata dal generale Mustafa Kemal che, nel 1923, proclama la Repubblica con capitale Ankara. Kemal, che il Parlamento chiamerà Ataturk (padre dei turchi) occidentalizza il Paese: abolisce la poligamia, dà il diritto di voto alle donne, abolisce l'Islam quale religione di stato, introduce l'uso dell'alfabeto latino. In seguito la democrazia sarà minacciata da un paio di colpi di stato nel 1960 e nel 1971. Nel 1991 la Turchia partecipa alla Guerra del Golfo mentre nel 1993 sale al potere Tansu Ciller. Alla fine del 1995 le nuove elezioni vedono la vittoria del partito islamico Refah e del suo leader Erbakan che verrà sostituito, nel 1997, da un governo di coalizione di centro-sinistra guidato da Yilmaz e, nel 1999, da un nuovo governo riaffidato a Ecevit mentre a peggiorare una situazione già fortemente instabile, si inserisce il problema curdo (il suo leader Ocalan fu per un lungo periodo agli arresti in Italia).

Lo Stato mantiene un carattere fortemente laico, ma negli ultimi anni si è assisto ad un rinvigorimento dei partiti filo islamici (attualmente al governo) e una diminuzione dell'interesse dei cittadini turchi ad entrare in Europa.

 

Costituzione

Dal 1923 la Turchia è una Repubblica che la Costituzione del 1961 definisce "nazionale, democratica, laica e sociale".

Tre anni dopo il colpo di stato incruento del 1980 i cittadini turchi furono chiamati alle urne per eleggere i membri della Grande Assemblea Nazionale che detiene il potere legislativo e che è composta dall'Assemblea Nazionale e dal Senato. La Grande Assemblea elegge il Presidente che resta in carica 7 anni e non può essere rieletto. Il potere esecutivo è in mano al Presidente della Repubblica e al Consiglio dei Ministri.

Oggi il Paese è retto da un sistema politico pluripartitico ispirato a concezioni democratiche.

 

Amministrativamente la Turchia è divisa in 67 zone con a capo altrettanti governatori.

 

Situazione politica

La Repubblica turca fondata nel 1923 da Kemal Ataturk vede minacciata la propria democrazia dai colpi di stato del 1960 e del 1971. Due anni più tardi Bulent Ecevit ordina alle truppe turche di invadere la parte settentrionale di Cipro. Nel 1983, dopo tre anni di governo dei militari, la vittoria del Partito della Patria porta al governo Torgut Ozal che avvia la Turchia verso una forte crescita economica e sociale facendola al contempo uscire dall'isolamento politico.

Nel 1991 la Turchia partecipa alla Guerra del Golfo contro l'Iraq. Morto Ozal nel 1993 sale al potere l'energica Tansu Ciller mentre il Paese chiede di entrare nell'Unione Europea. Alla fine del 1995 le nuove elezioni vedono la vittoria del partito islamico Refah e del suo leader Erbakan che mettono a dura prova il tradizionale laicismo e occidentalismo turco. Nel 1997 Erbakan è costretto alle dimissioni e il suo partito viene sciolto consentendo la formazione di un governo di coalizione retto da Mesut Yilmaz. Nel 1999 il nuovo governo del Paese viene riaffidato a Ecevit mentre a peggiorare una situazione già fortemente instabile concorre il problema curdo e il processo contro il leader curdo A. Ocalan. A seguito poi del disastroso terremoto che ha colpito la Turchia nell'estate-autunno 1999, si è sviluppato in tutto il Paese una forte presa di posizione contro la corruzione politica, l'esercito e il governo che non hanno saputo gestire in maniera adeguata l'emergenza. Attualmente la Turchia si trova al centro di una grave tempesta finanziaria scatenata dai contrasti tra il presidente Sezer e il premier Ecevit, emergenza che ha aperto crepe nel governo turco.

Negli ultimi anni la Turchia sta cercando di avviare una serie di riforme in grado di consentirle l'ingresso nella UE. Tra i vari nodi da risolvere ricordiamo la questione cipriota, quella delle minoranze curde e quella relativa al riconoscimento di responsabilità dell'Impero Ottomano nel genocidio armeno.

 

Economia

Se fino a 20 anni fa la Turchia era un paese rurale, oggi ha varcato la soglia dell'industrializzazione anche se continua ad avere un grande bisogno di investimenti per modernizzare e ampliare le infrastrutture.

Lo Stato, onnipresente, controlla settori chiave come quelli dell'industria pesante, tessile, petrolchimica, siderurgica e metalmeccanica. Sono in continuo aumento le fabbriche per il montaggio delle auto, la costruzione di macchine utensili e il settore della trasformazione.

Più della metà della popolazione attiva è tuttora impegnata nell'agricoltura; particolarmente sviluppate sono le coltivazioni del grano, patate, legumi, cotone, frutta, olive, semi di girasole, tabacco e barbabietole da zucchero.

Pecore, bovini e capre pascolano sui vasti altopiani dell'Anatolia; i montoni da lana si allevano per la fabbricazione dei tappeti.

Un costante e progressivo incremento continua ad avere l'industria turistica alla quale si dedicano molte risorse.

Lo sfruttamento di materia prime (carbone, lignite, rame, bauxite, boro, cromo), di cui il Paese è ricchissimo, viene portato avanti con lentezza.

Complessivamente si può dire che le importazioni superano ancora decisamente le esportazioni, divario questo in parte coperto dalle rimesse effettuate dai lavoratori turchi all'estero. Il deficit della bilancia commerciale e l'altissimo tasso di inflazione, pur in miglioramento, non hanno pertanto ancora permesso alla Turchia di costruire un'economia sana e di porsi alla pari con gli altri paesi occidentali che di fatto hanno congelato la sua ammissione all'Unione Europea temendo di doverla sostenere finanziariamente e di dover aprire le porte a masse di immigrati.

 

Festival e tradizioni

Festività nazionali sono il 1° gennaio, il 23 aprile (Giorno dell'Indipendenza), l'1, il 19 e il 27 maggio, il 30 agosto, il 29 ottobre (Festa della Repubblica), il 10 novembre (Anniversario della morte di Ataturk; non è una festività fissata per legge).

Vengono osservate tutte le festività islamiche quali il Capodanno, la vigilia e la fine del Ramadam, la Festa del Sacrificio che è la festa più importante dell'Islam paragonabile al nostro Natale e il Giorno della nascita del profeta Maometto. Esse seguono il calendario lunare islamico il che significa che cadono ogni anno in momenti diversi.

Feste di vario tipo vengono organizzate in tutti i villaggi del Paese e in ogni periodo dell'anno.

Tra le più famose ricordiamo: la Lotta dei cammelli a Selcuk (15-16 gennaio),

la festa del Mesir, un dolce alle spezie, che si tiene a Manisa (21-24 marzo),

il Festival della musica e del folklore a Silifke (20-26 maggio; la più autentica tra le molte manifestazioni simili),

la Festa di Pamukkale a Denizli (25-27 maggio),

il Festival della musica, del folklore e degli sport acquatici a Foca (24-27 giugno),

il Torneo di lotta orientale di Kirpinar a Edirne (1-7 luglio),

il Festival internazionale della danza popolare a Samsun (1-31 luglio),

la Festa di Ihlara ad Aksaray (2-6 luglio),

la Festa di Nasreddin Hoca ad Aksehir (5-10 luglio),

il Festival di Troia con concerti e danze popolari a Canakkale (10-14 agosto),

il Festival ittita a Corum (17-22 settembre),

la Festa di San Nicola a Demre (3-7 dicembre)

e la Festa di Mevlana, con i dervisci danzanti a Konya (14-17 dicembre).




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