Stati Uniti Itinerario 4 |
Da Las Vegas a Las Vegas attraverso tutto il Sud-Ovest americano di Carlo Andreatta |
Punto di partenza: |
Las Vegas |
Punto di arrivo: |
Cedar City oppure Las Vegas |
Lunghezza: |
6000 km(comprese le deviazioni) + 250 km a piedi (12-14 km giornalieri di media) |
Durata: |
18-19 gg. |
Mezzo di trasporto: |
automobile e a piedi |
Difficoltà: |
trekking molto faticosi di vari km anche in quota e con passaggi esposti su via attrezzate e non (per persone con buone capacità di adattamento a quote superiori ai 3000 m ) |
Primo giorno:
Las Vegas
Full immersion ex abrupto sotto le forche caudine di Las Vegas: notte illuminata a giorno o giorno illuminato a notte? Più osservo Las Vegas più mi stupisco di stupirmi. Nella capitale del gioco d'azzardo da visitare ci sono praticamente solo i Casinò, sia nuovi che storici: tra i più originali il Luxor, il New York New York, il Paris Paris, l'Excalibur o il Venetian, una piccola Venezia con tanto di gondolieri... Per il pernottamento non ci sono problemi: la città offre una miriade di motel per tutte le tasche; noi consigliamo la zona vicino all'aeroporto per evitare grossi problemi di traffico.
Secondo giorno:
Las Vegas - Death Valley (km 285 circa)
Via da Las Vegas: percorrendo la I-15 North, si prende l'uscita 42A sulla US-95N in direz. Reno e successivamente la NV-374 per poi seguire la CA-190. Si giunge in tal modo al parco dal poco accattivante nome di Valle della Morte, tanto tutti prima o poi..Veduta mozzafiato da Dante's View, assolutamente da non mancare pena la scomunica.
Capatina al mitico Zabrieskie Point, il più famoso tra i punti panoramici e anche il primo che si incontra arrivando dal Nevada, poi Badwater e Artist's Drive con la stupefacente arrampicata per godersi la tavolozza dell'Artist's Palette. Questa sassaia caleidoscopica ha in sovrappiù un "sahara" in miniatura incastonato tra picchi arditi (attenzione a non calpestare i poveri rattlesnakes ovvero serpenti a sonagli, tanto educati da avvisare prima di azzannarti). Molto simpatica l'escursione da sotto il livello del mare californiano ai picchi del Nevada della ghost town (meglio boom town) chiamata Rhyolite dove un ruspante vecchietto informa il turista con profusione di dettagli, materiale e soprattutto gratuitamente.
Rhyolite ghost Town è una cittadina fantasma che si raggiunge proseguendo per 1 km e mezzo a piedi a partire dall'ufficio informazioni di Rhyolite: in piedi resta poco ma ci aiuta a capire come doveva essere la vita da queste parti all'inizio del '900. Il calore della zona è decisamente scoraggiante a qualsiasi attività fisica, non rimane che tuffarsi nella piscina dello Stovepipe Wells (posto a 45 min. di auto da Rhyolite, il motel fa capo alla Fred Harvey Company ed è dotato di bungalows, supermarket e ristorante; in b/s stanze di cat. luxury a 50$ la doppia).
Terzo giorno:
Da Stovepipe Wells si imbocca la CA-190 svoltando subito a destra sulla Daylight Pass che in seguito diventa US-95, giungendo al magnifico cratere vulcanico detto Ubehebe davvero possente; breve camminata al cratere minore bordeggiando spettacolarmente su colate laviche rese aggraziate da una fioritura alpina multicolore.
Si raggiunge poi il castello moresco chiamato Scotty's Castle, assurdo, kitsch e quant'altro ovvero la parte bizzarra dell'american dream. Ora il castello è diventato un museo ed è visitabile con il biglietto d'entrata alla Death Valley. Magnifici panorami, highway a perdita d'occhio in una tavolozza cromatica perennemente azzerata e rielaborata dalle nuvole.
A Tonopah si imbocca la US-6 fino a Warm Spring dove si devia sulla NV-375 (o Extraterrestrial Highway) giungendo finalmente a Rachel, in una zona sperduta del sud Nevada. Vicino a questo villaggio si trova la mitica Area 51 o Groom Lake Base, non segnata su alcuna carta, dove fu progettato e sperimentato l'F117 o Stealth e dove sarebbe depositato il famoso disco volante di Roswell.
Puntatine al Cathedral Gorge State Park, un misto tra Badlands Park, Bryce Canyon e Death Valley; piccolo trail dal punto panoramico Miller Point, molto azzardato, scivoloso, un mondo arancione. Percorrendo la NV-318 e la US-50 si arriva a Ely tra paesaggi alpini unici e veduta di sbieco del domani: il maestoso Wheeler Peak. A Ely si può pernottare in uno dei numerosi motel. Noi ci siamo trovati bene al Main Motel (Best Western), 1101 Aultman Street, tel. 775-289-4529, circa 42$ la camera doppia.
Quarto giorno:
Ely - Great Basin - Cedar City (Utah) (km 321 circa)
Si parte da Ely in direzione Osceola/Baker prendendo in successione la US-93, la US-50 sino a Baker, la NV-487 che a Garrison diventa UT-21. Trails al Great Basin tra pini aristati, ghiacciai e laghetti alpini, belvederi e panorami indescrivibili. Tonificante camminata tra balze scoscese, chipmooks (avete presente i disneyani Cip e Ciop?) occhieggianti/trastullantisi con fiori!
Proseguendo lungo la UT-130 si entra nella I-15 South a Enoch e si imbocca l'uscita 42 giungendo in tal modo a Kolob Section, la parte nord-occidentale del parco di Zion, un vero gioiello naturale con i Finger Canyon e la possibilità di effettuare numerosi trekking anche molto impegnativi. Pomeriggio in preesplorazione a Kolob Section verso il calar del sole, bagliori rossastri tra monolitiche formazioni rocciose .si prospetta un felice domani per Kolob Arch Trail . Si può pernottare a Cedar City (Town and Country Inn , Best Western, 189 North Main, tel. 435-586-9900, 63 $ la camera doppia compresa la prima colazione. Nei pressi del motel si può anche cenare da Sizzler a circa 8 $ "all you can it").
Quinto giorno:
Cedar City - Kolob Section - Zion (km 96 circa)
Si parte da Cedar City immettendosi sulla I-15 South fino all'uscita 27, direz. Toquerville, poi si imbocca la UT-9 per Springdale-Zion.Giornata memorabile. Sentiero incantevole tra una valle di singolare bellezza e numerosi avvistamenti di fauna (tacchini selvatici, scoiattoli, serpenti). Il Kolob Arch, l'arco naturale più grande del mondo, è possente e vale la fatica della ventina di km a piedi (le guide parlano di 8-9 ore di cammino, ma si può fare in 6 ore circa). Vedute panoramiche mozzafiato ovunque.
Pomeriggio trail a Zion fino alle Emerald Pool con vedute di quasi pari valore a quelle della mattina, se si è fortunati si possono avvistare i cervi. Le Emeral Pool sono delle cascatelle d'acqua molto suggestive e raggiungibili da diversi sentieri; sono tre: le lower, le middle e le upper, queste ultime con un bel laghetto. Attenzione: nel parco di Zion si può entrare con l'auto solo se si pernotta allo Zion Lodge (circa 70 $ la camera doppia) situato all'interno del parco.
Per cenare ci si può recare a Springdale dove si trovano ottimi ristoranti, pizzerie e fast food. Noi ci siamo trovati bene al "Pizza e Pasta": si deve fare un po' di fila perchè i posti a sedere sono pochi ma in compenso si mangia ottimamente.
Sesto giorno:
Zion
Zion è uno dei più bei parchi americani e, di conseguenza, è anche molto frequentato. Al contrario di altri parchi tiene ben nascosti i suoi gioielli:
il Canyon Overlook con panorama all'altezza del nome (ci si arriva dopo circa 1 km di cammino e consente la vista della maggior parte della Valle di Zion);
l' Angel's Landing della serie vertigini, strapiombi, catene cui abbracciarsi per la vita (per salire in cima si deve seguire il sentiero che parte dalla fermata del minibus, sale di colpo per un dislivello di circa 1500 m diventando, negli ultimi 300 m, sentiero attrezzato con larghezza massima di 50 cm e pareti a strapiombo; solo per persone esperte);
l'incanto postimpressionista della Weeping Rock e, ciliegina sulla torta, un tuffo nel Narrows Canyon con guado di un fiumiciattolo smeraldino tra pareti d'arenaria a strapiombo su di noi per alcuni chilometri, cascatelle e sassi levigati dal tempo.
Ovunque sono possibili incontri ravvicinati con la fauna del luogo; se si pernotta allo Zion Lodge si vedranno, nelle ore serali e mattutine, molti animali che vengono a mangiare nei prati antistanti i bungalows.
Settimo giorno:
Zion - Page
Visita all'alba della silente Checkerboard Mesa, roccia di arenaria levigata dal tempo e dalle condizioni atmosferiche che hanno scavato profondi solchi, tra bluebird, scoiattoli e cerbiatti , camminata fino al bordo dell'abisso Horseshoe Bend . Da Zion si imbocca la UT-9 sino a Mount Carmel Junction per poi proseguire con la US-89 fino a Page (Arizona).
Pomeriggio a Upper Antelope (Corkscreew Canyon), ieratico ma purtroppo troppo frequentato (è il prezzo della notorietà; le ore migliori per visitarlo sono comunque tra le 12 e le 14) poi camminata lungo il bordo del canyon con vedute sull'immenso Lake Powell e un' occhiata dal punto panoramico. Si può pernottare a Page (Econolodge Page, 121 S. Lake Powell Blvd, tel. 928-645-2488, 39 $ la camera doppia in b/s, 75 $ in a/s); la nostra esperienza diretta sconsiglia di fermarsi a mangiare da Stromboli's: è pieno di italiani, la pizza non è buona ed è caro.
Ottavo giorno:
Page - Kayenta
Da Page, imboccando la AZ-564, si giunge al Navajo National Monument, splendido parco la cui visita si effettua con l'accompagnamento di guide native. Vista dal belvedere di Betatakin House, domani escursione giù nel canyon. Betatakin House e Keet Seel House sono delle rovine della civiltà anasazi stupendamente conservate e accessibili solamente con un tour gestito interamente da guide navajo (solitamente il tour dura mezza giornata con partenza alle ore 7.00 a.m., ora locale navajo. Attenzione: in tutta la nazione navajo - Monument Valley, Betatakin, Canyon de Chelly, Window Rock- siamo sempre un'ora indietro rispetto all'ora dell'Arizona!).
Imboccata la US-163 si arriva alla Monument Valley, con mesas colossali e panettoni di roccia: giro non convenzionale nell'Hidden Canyon tra archi, petroglifi, dune di sabbia e meraviglie assortite (tour fattibile solamente con guida indiana che conduce nella zona non accessibile ai turisti. Il giro dura solitamente 3 ore, ma se la guida vede persone interessate fa fare anche un giro di circa 5 ore nel qual caso ricordatevi di darle una buona mancia!).
Si prosegue lungo la US-163 e, svoltando a sin. sulla UT-316 si arriva a Goosenecks con ritorno per il tramonto!! (Il tour al Goosenecks State Park, un insieme di serpentine erose dal San Juan River nel corso dei secoli, è piuttosto faticoso se si decide di scendere). Si può pernottare a Kayenta (Holiday Inn Kayenta, 70 $ la camera doppia).
Nono giorno:
Kayenta - Chinle (km 172 circa)
Da Kayenta si prosegue per 8 miglia lungo la US-160, poi si svolta a destra sulla Indian Route 59 fino a Many Farms per poi svoltare nuovamente sulla US-191 e sulla Indian Route 7. Si giunge così al Canyon De Chelly, altro parco in territorio indiano al cui interno si trovano abitazioni rupestri anasazi e strade navajo tradizionali.
Al mattino trail a White House Ruins e nel pomeriggio trail con guida navajo giù nel canyon per il Cracktrail (quasi freeclimbing) fino ad Antilope House Ruins con sovrappiù di splendidi pittografi e petroglifi. Pericoloso ma sublime!! Percorrendo altre 2 miglia circa sempre lungo l'Indian Route 7 si arriva quindi a Chinle dove si può pernottare (Holiday Inn Chinle, Indian Route 7, circa 62 $ la camera doppia).
Decimo giorno:
Chinle - Window Rock Tribal Park - Chinle (km 70 circa)
Si parte da Chinle prendendo la US-191 sino a Ganado e si prosegue sulla AZ-264 fino a Window Rock. Capatina all'Historic Hubbell Trading Post, una delle tante "agenzie commerciali" che sorgevano nel sud-ovest nel 1880, e visita al Window Rock Tribal Park e al suo gigantesco arco naturale. Nel pomeriggio si va sul South Rim del De Chelly e i suoi straordinari panorami con megafinale alla mitica, ieratica e silente Spider Rock.
Undicesimo giorno:
Chinle - Four Corners - Farmington (New Mexico) (km 241 circa)
Da Chinle, lungo la Indian Route 64, si giunge al lato nord del Canyon De Chelly con i suoi panorami tutti interessanti e notevoli, poi, dopo aver percorso una lunga strada sterrata, Shiprock, roccia sacra per i nativi che si staglia in mezzo ad un piatto deserto nei dintorni dell'omonima cittadina: mitica/monolitica/ieratica/sacra/indimenticabile.
Proseguendo lungo la IR-12 fino a Rock Point, da qui imboccando la IR-35 fino a Red Mesa e poi la US-160 si arriva al Four Corners Monument, un po' di folklore a stelle e strisce, l'unico posto negli USA in cui si incontrano quattro Stati: Colorado, Utah, Arizona e New Mexico.Altri 30 km lungo la US-550 e, ciliegina sulla torta, l' Aztec Ruins National Monument, fantastica cittadella-fortezza degli anazasi in una verdeggiante spianata con una silente/rossastra/finestrata grande riva davvero da ammutolire. Molto bella e molto ben conservata.
Si torna indietro e si imbocca la US-64 che conduce a Farmington dove si pernotta (Best Western Inn & Suites, 700 Scott Avenue, tel. 505-327-5221, 70 $ la camera doppia con prima colazione e possibilità di collegamento internet tramite web tv).
Dodicesimo giorno:
Farmington - Taos
Si parte da Farmington prendendo la US-64 fino a Bloomfield, si prosegue sulla NM-44 sino a Cuba, si gira a sin. sulla NM-126 (sterrata) per proseguire sulla NM-4 fino al Bandelier National Monument : davvero interessante per l'approccio culturale alla civiltà che abitò questo canyon adattandosi all'ambiente in maniera stupefacente. Si possono godere svariate vedute panoramiche, tra cui resti circolari della cittadella, nonché arrampicarsi su lunghe scale di legno fino ad una kiva cerimoniale dalla quale si gode una veduta mozzafiato. Dalla lunga casa costruita nei fianchi incredibilmente erosi del canyon, spande un pungente odore del guano depositato dagli attuali abitanti. Ricapitolando: canyon molto lussureggiante, cromaticamente esaltante, da vedere.
Si prosegue sulla NM-501-502 sino a San Ildefonso e, di lì, verso Pojaque sulla NM-503 per giungere a Chimayo. Pellegrinaggio adobi al Santuario di Chimayo davvero ameno, sperduto in un minuscolo villaggio; a Las Trampas per la chiesa cattolica di S. Josè de Garcia ,poi Peñasco e il silente magnifico Picuris Pueblo con campana in ferro centrale, poi Taos! (NM-518). A Taos si può pernottare ( Katchina Lodge & Meeting Center, 413 North Pueblo Road, tel. 505-758-2275, 69 $ la camera doppia compresa la prima colazione).
Tredicesimo giorno:
Taos
Taos dunque, posto incantato/evole seppur troppo trafficato; comunque il famoso pueblo è un gioiello conservato al di fuori del mondo e come tale si fa ben pagare per osservarlo. Se si giunge il mattino presto si può goderlo in santa pace anticipando lo sbarco delle orde turistiche. Poi un saltino a Ranchos de Taos a fotografare e visitare la sfruttatissima S. Francisco de Asis Mission, splendida nella delicata doratura mattutina.
Poi a nord al Rio Grande Gorge State Park, piccola camminata lungo il bordo dal quale si gode notevole vista sull'orrido squarciato dal verdeggiante fiume incanalato tra rocciose pareti laviche. Sullo sfondo, agile e slanciato, salta da rim a rim un flessuoso ponte in ferro che per la gioia degli astanti vibra al passaggio di ogni sferragliante mezzo pesante. Nel pomeriggio, struscio nella Old Town tra kitscherie assortite, grappoli di rosso chili e murales vari (troppo, troppo traffico!!!).
Quattordicesimo giorno:
Taos - San Luis (Colorado) - Durango (km 406 circa)
Si parte da Taos prendendo la NM-522 direz. North; appena passato il confine la strada diventa CO-159 ed eccociin Colorado, esattamente a San Luis, il più antico insediamento dello Stato: visita alla chiesetta ancora in adobi (fango, paglia e acqua) anche se abbiamo cambiato Stato, che si eleva in alto su un colle con magnifico effetto prospettico. La moderatamente tortuosa salita paga pegno alle stazioni della "via crucis". Arrivati alla sommità del colle appare in contemporanea la bucolica missione e un panorama a 360° sulle Rockies Mountains tutte attorno. L'interno della pieve è silente, lindo, ideale al raccoglimento, ci si sente un po' osservati da un gigantesco Cristo sul coro.
Da S. Luis si prosegue sino a Fort Garland, si svolta a sin. sulla US-160 in direz. Alamosa e poi a dx sulla CO-150: dopo circa 40 km si arriva al Visitor Center delle Grand Sand Dunes, vere meraviglie naturali. Le Grandi Dune del Colorado stanno per essere promosse parco nazionale. L'inizio è bizzarro: la catena più meridionale delle rocciose, nella fattispecie le Sangre de Cristo, marmoree, espressionisticamente macchiate dal fogliame settembrino, hanno inopinatamente ai piedi una cintura di altissime e notevolissime dune sabbiose sahara style. Dopo il primo impatto è naturale volersi buttare a scalare la duna più alta (siamo a 2649 m, e la più alta è di 250 m). Camminare su un nevaio può essere la sensazione che più si confà a questa esperienza, la salita è moderatamente ardua ma il panorama è senza prezzo!
Mai sazi di bellezza percorriamo il Montville Nature Trail e, tra ruscelli e bianche betulle, occhieggiano le solite ambrate dune impreziosite da sporadici batuffoli di nuvolette ovattate. Poi scarpinata fino al Medano Creek che lambisce le dune, purtroppo completamente secco in questa stagione. Si torna ad Alamosa e da lì si prosegue sulla US-160 fino a Durango dove si può pernottare (Days Inn Durango, 1700 County Road 203, 68 $ la camera doppia compresa la prima colazione).
Quindicesimo giorno:
Durango - Cortez (km 73 circa)
Si parte da Durango percorrendo la US-160: tra Marcos e Cortez si svolta per Mesa Verde dove si può compiere una piacevole escursione con ranger di origini italiane a Balcony House. Tra scale, scalette, tunnel, passaggi a quattro zampe e arrampicate si riesce forse ancor di più a godere di questo sito per il quale il termine unico "sa di muffa". La veduta dalla "casa" è affascinante, in settembre il fogliame incendiato macchia in maniera unica e suggestiva il canyon sottostante; il silenzio assoluto saltuariamente rotto da un colpo d'ali o da un gracchio contribuisce all'unicità del tutto.
Religiosamente ci affacciamo da ogni punto panoramico e per sovrappiù ci concediamo il Trail dei Petroglifi, circa 6 km di giro fino a queste antiche iscrizioni sulla roccia, l'unica in tutto il parco che ti sorprende senza preavviso allo svoltare di un anonima curva tra i ginepri. Cliff Palace e Spruce House, nella luce incerta del pomeriggio, tra una fiammata e l'altra di un sole che gioca a nascondino tra i cirri sono decisamente memorabili. Queste due cittadelle degli anazasi, incastonate nella roccia, sono le due meraviglie del parco ma si possono vedere anche gli scavi archeologici e un'infinita serie di case e villaggi in rovina. Lasciamo questo sito, giustamente compreso tra quelli considerati patrimonio dell'umanità con un sentimento indescrivibile.
Proseguendo lungo la US-160 si arriva a Cortez dove è possibile pernottare ( Econolodge Cortez, 2020 E. Main Street, 70 $ la camera doppia compresa la prima colazione).
Sedicesimo giorno:
Cortez - Blanding (km 157 circa)
Si parte da Cortez sulla US-160 in direz. South, si svolta a dx sulla CO-41 che diventa UT-262 e quindi si svolta ancora su delle Rural Route senza numero per arrivare a Hovenweep National Monument nell'amato Utah, non tralasciando la vista di Shiprock (paesaggio maestoso) e Aneth. Hovenweep è un'altra cittadella sul famoso Trail of the Ancient. Ataviche costruzioni appollaiate o adagiate nel canyon che ospita un considerevole numero di tali ruderi. Trail ad anello che, costeggiando il bordo, svela tutte queste meraviglie mentre qua e là occhieggiano lucertole, scoiattoli e conigli selvatici. Misteriosi sono i motivi per cui fu costruita questa città che non fu mai abitata: si trattava forse di un qualche osservatorio astronomico?
Nel pomeriggio si torna indietro prendendo la US-191 che ci porta a Edge of the Cedar State Park, che vale la visita per un rudere anasazi, parecchi manufatti e oggettistica esposti in un moderno museo. Si pernotta a Blanding (Best Western Gateway Inn, 88 East Center, tel. 435-678-2278, 65 $ la camera doppia compresa la prima colazione).
Diciasettesimo giorno:
Blanding - Torrey (km 277 circa)
Si parte da Blanding sulla UT-95 e si svolta a dx sulla UT-275 per arrivare al Natural Bridges National Monument: una rivelazione. Canyon silente, tre archi affascinanti, ruderi anasazi, petroglifi, pittografi, coyote e lucertole in fuga. I sentieri per raggiungere due meravigliosi archi sono assai faticosi ma ricompensano alla grande dello sforzo. Si torna sulla UT-95 passando il mitico ponte sul Lake Powell ad Hite e costeggiandolo per qualche km per poi svoltare sulla UT-24 ad Hanksville. Si giunge così a Capitol Reef, gioiello policromatico con in sovrappiù Fruita, delizioso villaggio di agricoltori con annessa vecchia scuola e i mitici, rosati Fremont Petroglyphs.
Torrey si trova poco fuori il parco è vi si può pernottare (Best Western Capitol Reef Resort, 2600 East Highway 24, tel. 435-425-3761, 68 $ la camera doppia colazione compresa).
Diciottesimo giorno:
Torrey - Cedar City (km 298 circa)
Si parte da Torrey sulla UT-12, si costeggia Escalante NM lungo una strada panoramica mozzafiato, si prosegue sulla UT-14 e la UT-148 e si arriva al Bryce Canyon: trail congiunti "Navajo" e "Queen's Garden", di stupore in stupore tra slot canyon, ginepri, cromatismi arancio-rosa-latte, favolose betulle giallocolorate. Camminiamo tra torreggianti colonne di arenaria in uno scenario talmente bizzarro da sembrare finto.
Dopo i trails si paga pegno ai punti panoramici obbligatori: dall'indefinibile Inspiration Point al Cedar Breaks NM, al Point Supreme fino a dei superbi pini aristati con strepitose vedute d'insieme mentre qualche isolata nuvola in fuga provvede a contrastare il panorama per la gioia degli esteti. Una visita approfondita di Bryce Canyon può richiedere 2-3 gg. mentre una visita veloce richiede circa mezza giornata.
A seconda dei casi si può pernottare a Cedar City (Town and Country Inn, Best Western, 189 North Main, tel. 435-586-9900, 63$ la camera doppia compresa la prima colazione) oppure proseguire per Las Vegas (circa 288 km sulla I-15 direz. South, circa 2.30 h di auto).
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N.B. Il kilometraggio giornaliero indicato è quello relativo alla distanza dal punto di partenza a quello d'arrivo mentre le distanze intermedie per raggiungere le varie "attrazioni" sono di difficile quantificazione in quanto all'interno dei Parchi dove spesso, il cartello con le distanze indica solo i km fino al centro visitatori.