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Guida Romania

Autori: www.iMondonauti.it

 

Da quando i Paesi dell'est europeo, finito il blocco sovietico, sono tornati ad essere accessibili ad un vasto pubblico, la Romania è subito balzata ai primi posti negli interessi dei viaggiatori. Un viaggio in Romania può infatti rappresentare un'alternativa alla vacanza convenzionale e offrire l'occasione di scoprire un mondo "diverso" e unico, dove lo scorrere del tempo non ha intaccato usi, costumi e tradizioni secolari così come non ha compromesso la tradizionale ospitalità, cortesia e disponibilità dei suoi abitanti. La maggior parte del territorio romeno è rimasto indenne alle spesso disastrose conseguenze della massiccia industrializzazione condotta in epoca comunista (visibili soprattutto nel sud del Paese) e ha conservato scenari agresti bucolici e tipologie abitative che ricordano tempi lontani.

Dopo gli anni del duro regime comunista di Ceausescu e la rivoluzione del 1989, la Romania è stata infatti protagonista di grossi cambiamenti sia a livello politico che economico e culturale. I più giovani si sono velocemente adattati, ma la generazione precedente, che ha vissuto anni di terrore e miseria e che ancor oggi vive in villaggi dove il tempo sembra essersi fermato, è ancora lontana anni luce da questo cambiamento.

Un'occasione dunque per cercare di capire un Paese particolare che sta ancora cercando la propria identità, ricco di contraddizioni e difficile da decifrare, ma con il quale sempre più dovremo confrontarci, soprattutto adesso che è entrato a far parte dell'Unione Europea.




Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico Non necessario per soggiorni inferiori ai 90 gg.
Passaporto E' sufficiente la carta d'identità valida per l'espatrio
Vaccino Febbre Gialla Non necessaria
Profilassi Antimalarica Non necessaria
Vaccino Epatite A Consigliato
Vaccino Epatite B Consigliato
Vaccino Antitifico Non necessario
 

Quando andare

Il periodo migliore per un viaggio in Romania va da giugno a metà settembre se si intende raggiungere le coste del Mar Nero, con notti fresche e rari temporali; da fine primavera all'autunno nel resto del Paese. Nelle zone di montagna le stagioni migliori per un soggiorno sono l'estate e l'inverno.

 

Ora

Il turista italiano al suo arrivo in Romania deve spostare avanti il proprio orologio di 1 ora (quando in Italia sono le 12 in Romania sono le 13). Quando in Italia è in vigore l'ora legale lo è anche in Romania e quindi la differenza rimane invariata.

 

Burocrazia e visti

Per soggiorni in Romania fino a 30 gg. al cittadino italiano è sufficiente la carta d'identità valida per l'espatrio mentre per soggiorni fino a 90 gg. è necessario il passaporto senza alcun visto.

Per soggiorni superiori ai 90 giorni bisogna richiedere il visto.

Se si entra nel Paese con la carta d'identità, oltre la scadenza del mese non si potrà ottenere il prolungamento del permesso di soggiorno.

 

Attenzione: la carta di identità cartacea con validità rinnovata mediante apposizione di timbro sul retro del documento è accettata mentre le Autorità di frontiera rumene non consentono l’accesso nel Paese ai viaggiatori in possesso di carta di identità elettronica con certificato di proroga (cedolino cartaceo di proroga di validità del documento). Si raccomanda in tal caso di utilizzare altro tipo di documento (passaporto), onde evitare il respingimento alla frontiera.



 

Vaccinazioni

Per andare in Romania non è obbligatoria alcuna vaccinazione. Sempre consigliata la vaccinazioni antitetetanica e quella per l'epatite A e B, piuttosto diffuse.

 

Da mettere in valigia

Abbigliamento pratico ed informale, qualche capo pesante per la sera anche in estate, scarpe comode, un impermeabile o un ombrello, farmacia da viaggio, una torcia. Repellenti per le zanzare sono necessari se intendete visitare la zona del delta del Danubio, nel qual caso ricordate anche di munirvi di un potente binocolo.

 

Elettricità

La corrente elettrica è a 220 volt, le prese sono a due buchi.

É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.

In questo paese ( Romania) abbiamo un voltaggio di 220 V con una frequenza di 50 Hz , e le seguenti prese:

 

Europea a 2 poli

Tedesca a due poli con contatti di terra laterali
 
 
 

Indirizzi utili

 
  Burocrazia e Visti 
Ambasciata d'Italia in Romania Str. Coanda 7-9, Bucarest
tel: 21-2128737, fax: 21-3120422
tel 2: 21-3052100, tel 3: cell. di emergenza:40 (0)722 314803
Ambasciata di Romania in Italia Via Tartaglia 36, Roma
tel: 06-8084529, fax: 8084995
tel 2: 06-8087777
sito web: www.mae.ro
Cancelleria consolare INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Bucarest
tel: 1-2232424
Consolato di Romania in Italia Via Zuppetta 7 D, Bari
tel: 080-5248219
Consolato generale di Romania in Italia Via Gignese 2, Milano
tel: 02-40074018, fax: 02-40074023
Consolato onorario di Romania in Italia Via Bembo 79, Asolo
tel: 0423952055
 
  Turismo e Cultura 
Ostelli Str. Clabucet 2/69, Cluj-Napoca
tel: 264-186616, fax: 264-186616
Ufficio per le informazioni turistiche Via Torino 95, Roma
tel: 06-4880267, fax: 06-48986281
tel 2: 06-4872166
sito web: www.romania.it
Ufficio turistico nazionale Strada Apolodor 17, Bucarest
tel: 1-4100491, fax: 1-4100579
tel 2: 1-4101262
sito web: www.romtourprom.ro; www.romaniatravel.com
 
  Sanità e Sicurezza 
Ambulanza/emergenze tel: 961
tel 2: 112
Ospedale d'urgenza tel: 962
Polizia tel: 955
tel 2: 112
Soccorso stradale INDIRIZZO SCONOSCIUTO, Bucarest
tel: 21--2222222
tel 2: chiamando da un cell. 0745-382715, 0722-382715
 
 
 

Quanto stare

Due settimane sono il minimo indispensabile per avere una conoscenza abbastanza approfondita del Paese e che comprenda almeno le località principali della Transilvania, della Bucovina e del Maramures. Se avete più tempo a disposizione potete dedicare alcuni giorni alla scoperta del delta del Danubio.

 

Come arrivare

Voli plurisettimanali collegano Roma, Milano e Treviso con Bucarest (2 h e 5 min-3 h e 45 min.) e sono offerti sia da Alitalia (tel.062222; www.alitalia.it) che dalla compagnia di bandiera romena Tarom (tel. 06 85305045; www.tarom.ro).

Voli per altre destinazioni romene (Arad, Oradea, Timisoara, Cluj Napoca, Bacau, Chisinau, Sibiu) partono anche da Torino, Bergamo, Verona, Venezia, Ancona, Firenze, Bologna e Napoli (Carpatair, www.carpatair.ro), da Roma 3 volte la settimana per Timisoara.

Voli low cost con partenza da varie località italiane sono offerti invece da MyAir (www.myair.com), Blue Air (www.blueair-web.com), Club Air (www.clubair.it) e Windjet (www.volawindjet.it).

 

Treni espressi internazionali in partenza da Venezia collegano le capitali mitteleuropee con Bucarest e le più importanti città del Paese (info: www.trenitalia.it).

 

Vi è anche un servizio di pullman che da Genova-Torino-Mestre raggiunge Bucarest facendo tappa a Oradea, Cluj, Alba Iulia, Rimnice Vilcea, Pitesti (info: www.eurolines.it); possibilità di partire anche da Bari/Padova per Bucarest, da Taranto/Roma per Suceava e da Torino/Milano per Constanta (info: www.sita-on-line.it).

Se si prenota con almeno 50 gg. di anticipo si può pagare fino al 50% in meno sul costo del biglietto.

 

Per raggiungere la Romania dall'Italia con la propria auto due sono le vie principali e di maggior interesse per le località toccate: da Tarvisio per Villach-Klagenfurt-Graz-Vienna-Budapest-Bors-Oradea oppure via Trieste-Lubiana-Maribor fino a Banska Bistrica, poi Ormoz-Cakovat-Letenye-Szeged-Arad.

Tutti i veicoli immatricolati all'estero devono pagare, al momento del loro ingresso nel Paese, una tassa di circolazione (il relativo adesivo si chiama rovinieta, www.rovinieta.ro, acquistabile presso gli uffici postali o le stazioni di servizio Petrom. Il costo varia a seconda del tipo di veicolo, peso, durata del soggiorno ecc. Indicativamente per un'auto si paga 0,60 euro per 1 g, da 1,80 a 3,00 euro per 7 gg, da 3,60 a 6,00 euro per 1 mese.

Attenzione: si consiglia vivamente di acquistare la vignette il prima possibile anche se nessuno invita a farlo al fine di non offrire l'occasione alla polizia, al primo controllo, di richiedere il pagamento di multe esose).

 

Navi da crociera fanno scalo a Costanza sul Mar Nero con partenza da Istanbul o Odessa mentre navi fluviali percorrono il Danubio da Passau fino a Costanza nel periodo estivo.



 

Tasse di ingresso-imbarco

Nessuna tassa è richiesta all'arrivo in Romania.

Se entrate in Romania con la vostra auto ricordate di acquistare la rovinieta, un adesivo che dimostra che avete pagato la relativa tassa di circolazione.

 
 

Cosa vedere e cosa fare

Bucarest, l'ex Parigi dei Balcani, con i resti della megalomania architettonica di Caeusescu che, per dar vita ai suoi folli sogni, non esitò a distruggere un sesto della capitale. Tra i vari edifici ricordiamo l'enorme Palazzo del Popolo, oggi sede del Parlamento: 330.000 metri quadrati di estensione, oltre 3000 stanze, un mostro al quale lavorarono 20.000 operai e per costruire il quale il dittatore fece abbattere 26 chiese e oltre 7000 case. A visitarlo, difficilmente si apprezzano i decori architettonici che dovrebbero abbellirlo, in compenso vien da pensare a tutti coloro che vissero in quegli anni di terrore durante ai quali non si parlava nemmeno con i vicini di casa per paura che ti denunciassero alla polizia.

Dopo aver girato per la città potete fare una puntatina al parco Herastrau e visitare il Museo del villaggio, dove sono state ricostruite abitazioni, fattorie, chiese di campagna tradizionali.

 

Il delta del Danubio, proclamato dall'Unesco Riserva della biosfera, paradiso dei birdwatchers e di coloro che amano una natura rimasta praticamente intatta. La zona è ricchissima di fauna, con specie rare di uccelli (il pellicano riccio), pesci, rettili, ma anche mammiferi tra cui il lupo (www.deltadunarii.ro).

 

I monasteri della Bucovina.

Voronet, Arbore, Humor, Moldovita, Sucevita sono i più importanti e risalgono al XV-prima metà del XVI sec. Concepiti come roccaforti religiose divennero straordinari scrigni d'arte in seguito alla decorazione delle pareti da parte di anonimi monaci.

Gli affreschi dei monasteri della Bucovina sono veramente magnifici e ci raccontano di storia e di fede, di giochi di potere e di semplicità contadina.

Per maggiori info: Alla scoperta dei monasteri della Bucovina.

 

Le architetture in legno del Maramures.

Situata all'estremo nord-ovest della Romania tra le scure foreste dei Carpazi ai confini con l'Ucraina, la regione del Maramures conserva intatte tradizioni millenarie in un ambiente bucolico e silente dove i contadini lavorano ancora con strumenti antichi altrove scomparsi.

Abitata dai discendenti dei Daci che tanto filo da torcere diedero all’esercito romano, è una terra famosa per le feste popolari, per gli splendidi costumi ancor oggi indossati dalle donne, per la suggestiva architettura "spontanea" in legno dei portici delle case e delle chiese dai tetti aguzzi dichiarate monumento nazionale dal governo romeno.

La chiesa di Surdesti, dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità, con i 72 m di altezza del suo campanile, è considerata l'edificio ligneo più alto d'Europa.

Per maggiori info: Nel Maramures romeno.

 

E ancora: l'allegro cimitero di Sapanta, un cimitero coloratissimo nonchè straordinario spaccato di vita popolare.

 

Tra i più giovani le spiagge del Mar Nero stanno godendo di un periodo di fortuna. Sono circa 70 km di spiagge sabbiose affacciate su un mare abbastanza simile all'Adriatico. E anche le stazioni balneari (Mamaia, Eforie, Costinesti, Olimp, Neptun ecc.) assomigliano sempre più a delle Rimini romene, economiche e ricche di divertimenti di ogni genere.

La città più importante del litorale è Costanza, dove si mescolano elementi della cultura occidentale e orientale, il Faro genovese e la grande Moschea. Qui morì in esilio Ovidio (17 d.C.).

 

Gli amanti di Dracula non potranno evitare di recarsi in Transilvania, nei luoghi in cui il personaggio inventato da Stoker amava aggirarsi.

A Piatra Fantanele sorgeva (nel romanzo) il castello del conte, ma il Castel Dracula non è che un anonimo edificio creato per turisti sprovveduti. Anche il castello di Bran (questo sì almeno d'epoca), spacciato come il castello di Dracula e la residenza di Vlad l'Impalatore, non ha nulla a che fare con entrambi.

Meglio recarsi a Sighisoara, città natale di Tepes, ricca di bei monumenti e circondata da mura medioevali perfettamente conservate. A una trentina di km da Sighisoara merita una visita anche Biertan, uno dei più bei villaggi della Transilvania.

L'unico luogo che veramente ha a che fare con Vlad Tepes si trova a Poienari, vicino al villaggio di Arefu: qui si trovano i resti del suo castello che, come ben si addice al personaggio, sorgeva su un cocuzzolo raggiungibile dopo aver salito ben 1400 gradini. Peccato che adesso abbia a fianco una centrale idroelettrica.

Ambito luogo di villeggiatura, immersa tra i pini dei Carpazi, interessante è anche Sinaia, dove visitare il monastero e il castello di Peles e quello adiacente di Pelisor. Immersi in un parco, i due edifici ottocenteschi voluti da Carol I sono arredati con sfarzo ed eleganza.

Castello fiabesco anche quello dei Corvino che sorge a Hunedoara. Ricco di torri e mura merlate, molto ben conservato, risale al XIV sec.

Hunedoara è anche la base di partenza per coloro che vogliano visitare fortezze daciche e romane sparse tra Cotesti, Densus, Hatteg, Orastie e Sarmizegetusa, l'antica Ulpia Traiana.

Info più particolareggiate in: Tra i boschi della Transilvania e i ricordi del sanguinario Vlad Tapes.

 

Tra le città romene degne di nota e che meritano senz'altro una visita sono: Brasov, città ricca di monumenti del 1400-1500 e punto di partenza per la visita del castello di Bran, della chiesa-fortezza di Prejmer e della stazione sciistica di Poiana Brasov; Cluj-Napoca, il maggiore centro della Transilvania, vivace città ricca di musei e di interessanti edifici; Sibiu, accogliente località origini sassoni, con la piazza principale circondata da case gotiche con singolari abbaini; l'antichissima città della Moldavia di Piatra Neamt (nei dintorni c'è anche il monastero di Bistrita e, più a ovest, le gole di Bicaz, uno dei paesaggi romeni più affascinanti, risalente al Mezoico); Timisoara, importante centro economico e culturale, il cui nome è noto ai più in quanto qui ebbe inizio la rivoluzione del 1989. Da vedere la cattedrale cattolica e quella ortodossa e la pittoresca piazza anche se ciò che più commuove sono le lapidi commemorative che ricordano i caduti di quei giorni del 1989; Iasi, in Moldavia, seconda città della Romania, che conserva la Chiesa dei Tre Gerarchi (1635), con magnifici affreschi e decorazioni esterne un tempo impreziosite di oro, argento e lapislazzuli.

 

Per gli amanti della natura la Romania è un vero paradiso: vi sono 17 parchi naturali e ben 582 aree protette.

Il primo parco nazionale romeno, fondato nel 1935, fu quello del Retezat (www.retezat.ro). Qui, in una natura ricca ed intatta, potrete ancora incontrare l'orso bruno oltre a ben 55 specie di mammiferi. Tra i rapaci spiccano invece l'aquila reale e l'anitraria minore.

Sui monti Rodnei (www.arpmnv6.ro) troverete invece una rara sottospecie di camoscio, il rupicapra rupicapra balcanica, in pericolo di estinzione.

Fauna e flora forestale anche sui monti Calimani (www.calimani.ro), di origine vulcanica. Il bisonte europeo lo potete vedere nella riserva di Silvut-Hateg e nell'area protetta di Dragos-Voda.

Entrambe fanno parte del Parco naturale Vanatori-Neamt (www.vanatoripark.ro).

Se poi volete cambiare genere e siete amanti delle svolazzanti farfalle, il loro habitat ideale lo troverete nel Parco nazionale Domogled-Valea Cernei (www.domogled-cerna.ro). Ben 1500 specie di farfalle volano tra i fitti boschi di pino banatico.

Altrettanto romantiche sono le cicogne nere che popolano il Parco delle Porte di Ferro (www.portiledefier.ro). Il nome "Porte di ferro" indica una spettacolare strettoia che il Danubio attraversa poco dopo aver raggiunto la Romania: nelle sue acque e tra le sue rive vivono più di 5000 specie animali senza contare che vi sbocciano anche moltissimi fiori, tra cui anche un particolare tipo di garofano. Tra i parchi meglio gestiti, con visite guidate e torri di osservazione, spicca il Parco naturale del fiume Meresul (www.luncameresului.ro), a pochi km da Timisoara. Lo popolano moltissime specie di uccelli, ma anche cinghiali, cervi e lontre che hanno eletto il basso corso del fiume Meresul loro dimora ideale.

Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:

Itinerari consigliati e raccontati



 

Come spostarsi

 
 
 

Voli interni

La compagnia di bandiera Tarom (www.tarom.ro) offre voli interni che collegano le maggiori città del Paese; spesso i voli non sono diretti ma è necessario far scalo a Bucarest.

 

Mezzi pubblici

I treni sono frequenti e in orario ma il livello del comfort è inferiore a quello europeo (consigliabile viaggiare in 1a classe).

Vi sono 5 tipi di treni la cui differenza principale consiste nella velocità: si passa da quelli che viaggiano a velocità molto bassa e con le portiere aperte per consentire di salire e scendere durante tutto il percorso (personae) a quelli che mantengono una velocità più consona a quella cui siamo abituati (rapid, expres, intercity; www. cfr.ro). Tranne che su quelli del primo tipo, su tutti gli altri la prenotazione del posto a sedere è obbligatoria e inclusa nel costo del biglietto.

Se pensate di viaggiare molto in treno vi conviene acquistare la tessera Euro Domino (www.eurodomino.it) che vi permetterà di viaggiare illimitatamente in seconda classe. Il costo varia tra i 58 euro per 3 gg. e i 123 euro per 8 gg., 44-104 euro rispettivamente per i più giovani.

Il biglietto Rail Inclusive Tour invece vi permette di acquistare sia il viaggio in treno che il pernottamento in hotel.

 

Scadente è anche il livello degli autobus che comunque assicurano i collegamenti tra le località principali e i più sperduti villaggi del Paese. Ricordate però che la frequenza è, in genere, piuttosto bassa e che spesso c'è un unico autobus la mattina e/o il pomeriggio (per questo motivo, lungo le strade, è molto facile incontrare persone che chiedono un passaggio alle auto in transito).

Ci sono anche dei minibus chiamati maxitaxi che viaggiano su varie direttrici: chiedete direttamente agli autisti che percorso compiono e gli orari.

 

 

Mezzi a noleggio

L'unica autostrada a più di due corsie è la E 70 Bucarest-Pitesti (115 km); la Bucarest-Costanza (200 km) è completa solo in alcuni tratti.

Le strade nazionali sono buone e con un'ottima segnaletica di tipo internazionale, quelle distrettuali e secondarie sono in genere strette e mal tenute.

Si raccomanda la massima attenzione al traffico di bici o di carri trainati da cavalli, non sempre muniti di segnaletica luminosa.

Sulle strade principali sono frequenti i posti di blocco da parte della Polizia Stradale.

 

Altri mezzi

 

Patente

Per guidare in Romania è sufficiente la patente italiana, ma se intendete noleggiare un'auto potrebbe essere necessaria quella internazionale poichè alcune agenzie di autonoleggio la richiedono.

 

Carburante

La benzina non è di qualità molto buona (alcuni rivenditori rifilano addirittura benzina diluita con acqua).
Conviene scegliere i distributori della Petrom o delle marche internazionali.
La benzina verde (95 ott.) si trova solo a ovest del Paese e costa 3,50 RON  al litro così come la benzina verde (98 ott.).



 

Dormire

L'offerta alberghiera romena è in fase di sempre maggior differenziazione e sviluppo. Se da un lato si trovano ancora vecchi alberghi di epoca sovietica dove la cifra richiesta per una camera doppia non vale assolutamente quanto viene offerto, dall'altro molti privati si stanno affacciando al turismo ed offrono camere di buon livello a prezzi convenienti.

Mediamente per un hotel di media categoria si spendono 20-90 euro per la camera doppia, prima colazione compresa, ma nelle località meno turistiche i prezzi scendono notevolmente (www.hotelnet.ro). A Bucarest si trovano anche hotel di livello internazionale con prezzi che vanno dai 100 ai 250 euro per una camera doppia: sono concentrati soprattutto in centro e nei pressi della Gara de Nord, la stazione ferrioviaria principale.

Stanno muovendo i primi passi anche gli agriturismi, e con una certa facilità si riescono a trovare soluzioni di buon livello senza dimenticare l'opportunità di poter alloggiare in una vera casa rurale romena. L'accoglienza è in genere semplice ma sincera, e la padrona di casa si farà in quattro per farvi sentire a casa vostra (www.antrec.ro).

In ostello generalmente si pagano circa 70 RON: la sistemazione è adatta a coloro che viaggiano con un budget molto limitato.



 

Mangiare

La cucina romena è molto semplice e genuina, basata su piatti saporiti e facili da preparare, quasi tutti a base di carne o pesce.

Si può iniziare con la ciorba, gustosa zuppa di verdure, e continuare gustando la mamaliga, cibo povero e contadino per eccellenza, una consistente polenta di mais che i romeni usano spesso come alternativa al pane. Bollita, cotta al forno, fritta e reinventata in numerose ricette, costituisce ancora per molti romeni il piatto principale (in Romania, per definire una persona povera si dice: " Non ha nemmeno la mamaliga in tavola").

La carne è di ottima qualità e molto saporita: maiale, vitello, montone o pollo vengono generalmente cotti alla griglia su fuoco a legna. Da assaggiare anche i mititei, piccole salcicce aromatizzate e arrostite. Contaminazioni etniche non sono rare ed ecco quindi la musaca greca e lo snite, una specie di cotoletta impanata con contorno di peperoni, pomodori e cipolle di origini bulgare.

Buoni ed economici i vini (Cotnari), ottima la birra, ma la bevanda nazionale è un distillato di prugne chiamato tuica (fate attenzione, perchè ha una gradazione che va dai 15 ai 60 gradi!).

Se a fine pasto volete bere del caffè, evitate il Ness e preferite il cafea naturala, caffè alla turca da bere dopo aver fatto depositare sul fondo della tazza la polvere di caffè.

 

Mediamente si spendono 24-50 RON per un pranzo in un ristorante di medio livello, ma vedrete che vi alzerete comunque dal tavolo sazi e soddisfatti.

 

Posta e telefono

Per telefonare dall'Italia in Romania bisogna comporre lo 0040 seguito dal prefisso della località senza lo 0 e dal numero desiderato.

Per telefonare dalla Romania in Italia bisogna comporre lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato desiderato.

Conviene effettuare le chiamate internazionali dai telefoni pubblici anziché dagli alberghi in quanto il loro costo risulta inferiore (circa 2 RON al min.).

 

Moneta e carte di credito

Dal 1 luglio 2005 la moneta ufficiale della Romania è il nuovo leu (pl. lei; 1 euro = 3,62 nuovi lei). 1 nuovo leu (RON) vale 10.000 vecchi lei; entrambi resteranno in circolazione fino al 31/12/2006.

La moneta di riferimento è il dollaro accettato ovunque anche se non si possono effettuare acquisti in dollari (è consigliabile dichiarare all'arrivo le somme superiori ai 10.000 $).

Gli euro sono facilmente convertibili nei maggiori centri urbani.

Si può cambiare ai posti di frontiera, nelle banche (cambio aperto dal lunedì al venerdì con orario 9-12 e 13-15), nei grandi alberghi e negli uffici delle agenzie di viaggio. Il tasso di cambio è stabilito liberamente da ogni banca o ufficio di cambio che devono rilasciare regolare ricevuta presentando la quale si potrà riconvertire la moneta romena eventualmente non spesa.

Le carte di credito sono diffuse ed accettate nei maggiori alberghi, ristoranti, negozi e per il pagamento di alcuni servizi.

 

Cambio attuale:

1 Euro = 4,13 Nuovo Leu
1 USD = 3,06 Nuovo Leu

dati aggiornati al 22/02/10

 

Sanità

Le strutture sanitarie della Romania non sono ai livelli europei per cui si sconsiglia di recarsi in Romania a coloro che necessitano di frequente assistenza medica.

Gli ospedali pubblici sono piuttosto scadenti, meglio rivolgersi in caso di necessità presso qualche struttura sanitaria privata.

L'assistenza sanitaria ai cittadini italiani non è gratuita (lo è solo il pronto soccorso), anzi potrebbe rivelarsi molto costosa perché in caso di necessità viene richiesto il pagamento in anticipo e in contanti. E' buona norma pertanto stipulare un'assicurazione privata che preveda la copertura delle spese sanitarie ed, eventualmente, il rimpatrio in caso di emergenza.

 

E' buona norma rispettare le più elementari norme igieniche, non bere l'acqua ma acquistare acqua imbottigliata, non mangiare verdure crude e mangiare solo la frutta che si è potuta sbucciare personalmente.

 

Sicurezza

La situazione è abbastanza normale nelle zone urbane, è sufficiente che prestiate attenzione a non mettere in mostra grosse quantità di denaro, cellulare e macchine fotografiche di valore, documenti.

A proposito di quest'ultimi, fatevene qualche fotocopia e mostrate quella al posto dell'originale se avete dubbi sulla persona che ve lo richiede (ovviamente, tenete a portata di mano carta d'identità e passaporto se questi vi vengono richiesti dalla polizia; diffidate invece da coloro che si presentano come poliziotti in borghese).

Prestate attenzione nelle zone periferiche delle grandi città, nei pressi delle stazioni ferroviarie, degli aeroporti, dei grandi alberghi, dei mercati e nei luoghi molto affollati perchè la microcriminalità è sempre presente.

Durante il vostro viaggio potreste imbattervi in vasti accampamenti di zingari: talvolta sono davvero affascinanti, ma il consiglio è di non scendere dall'auto e di tenere i finestrini ben chiusi.

 

Comportamenti

Il problema dei falsi poliziotti è assai meno grave di quanto lo era una volta, ma succede ancora che qualcuno voglia rifilarvi una multa per infrazioni inesistenti. Se siete certi di non aver violato alcuna norma, e se il sedicente poliziotto vi richiede passaporto, dite che mostrerete quanto richiesto solo al suo superiore in commissariato. Vedrete che, con ogni probabilità, la situazione si appianerà velocemente e che, altrettanto velocemente, il falso poliziotto si dileguerà.

 

Viaggiare con bambini

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Viaggiatori disabili

In Romania, come in genere in tutti i paesi dell' area balcanica, è del tutto assente una qualche forma di sensibilità su questo argomento; sono pertanto da mettere in preventivo marciapiedi sconnessi senza rampe e con scalino d'accesso particolarmente elevato, alberghi con alte e ripide scalinate, mancanza di parcheggi riservati, banche che ripetono su tutto il territorio nazionale la stessa struttura a ripida scalinata d'accesso; in questo caso, fortunatamente, con balaustra cui aggrapparsi. Alcuni alberghi inoltre sono sprovvisti di ascensore, oppure sfoggiano ancora alcuni esemplari risalenti al periodo austro-ungarico. Morale della favola: ognuno faccia i conti con il proprio handicap.

 

Curiosità

Lo scrittore irlandese Bram Stoker pubblicò nel 1897 un romanzo che avrebbe avuto una fortuna strepitosa: era dedicato al vampiro Dracula.

Per Dracula, Stoker si ispirò ad un personaggio realmente esistito: Vlad Tepes ossia Vlad Impalatore (1431-1476), figlio di Vlad Dracul (ossia Drago) e governatore della Valacchia, famoso per la straordinaria ferocia con cui combatteva e puniva nemici e traditori della patria. Ma per i romeni, Vald Tepes è un eroe, un condottiero patriottico e coraggioso che ha difeso l'indipendenza a costo della vita, metodi sanguinari a parte.

E se volete visitare i luoghi di Vald Tepes non dovete andare a Bran, spacciato come castello di Dracula ma in realtà castello di caccia del padre Vlad Dracul, ma a Sighisoara, sua città natale.

 

Eugene Ionesco (1912-1994), drammaturgo, maestro della visione onirica del reale, dell'introspezione psicoanalitica e dell'analisi della solitudine umana.

Constantin Brancusi (1876-1957), scultore, il genio che rivoluzionò il concetto di scultura, amico di Modigliani, Satie e Duchamp, grande maestro della stilizzazione delle forme.

Mircea Eliade (1907-1986), storico delle religioni, grande esperto di yoga e sciamanesimo e prolifico romanziere.

S. Celibidache (1912-1996), uno dei maggiori direttori d'orchestra di tutti i tempi, codirettore dell'Orchestra Filarmonica di Berlino, direttore dell'Orchestra Nazionale di Francia e dell'Orchestra Filarmonica di Monaco.

Cos'hanno in comune? Sono tutti esponenti di primissimo piano della vitalità culturale romena.

 
 

Guide e libri

 


Il paese in cifre
Capitale Bucarest
Superficie 237.500 kmq
Popolazione 22.329.977 (dicembre 2006)
Densità 91,3 ab./kmq
Religione Cristiana (ortodossi, cattolici, uniati, protestanti)
 

Geografia e territorio

La Romania confina a N e NE con l'Ucraina, a E con la Moldavia e il Mar Nero, a S con la Bulgaria e a O con la Serbia e l'Ungheria; in particolar modo, il Danubio segna il confine tra Romania e Serbia, Bulgaria e Ucraina mentre il Prut, affluente del Danubio, segna il confine tra Romania e Moldavia.

 

Il principale gruppo montuoso del Paese è costituito dai Carpazi che si possono distinguere in Carpazi orientali, Carpazi meridionali o Alpi Transilvaniche e Carpazi occidentali. I Carpazi ricoprono circa un terzo del Paese e le loro foreste sono tra le più incontaminate d'Europa.

All'interno dell'arco montuoso dei Carpazi si stende il vasto altopiano della Transilvania che digrada in ampie depressioni vallive.

Pianeggiante è la zona del Maramures, parte di quella del Banato, la Moldavia e, soprattutto, la Valacchia.

Oltre ai già citati Danubio e Prut, i principali fiumi del Paese sono il Sirez, la Moldova, il Somes, il Mures, l'Olt, l'Agres e lo Jiu.

La Romania è ricca anche di bacini lacustri, lagune e stagni. Una parte importantissima, in questo senso, è rappresentata dal delta del Danubio, ecosistema fluviale di importanza mondiale.

 

Clima

La Romania ha un clima tipicamente continentale caratterizzato da inverni freddi e nebbiosi anche in pianura, primavere relativamente brevi e con frequenti precipitazioni temporalesche, estati calde ed autunni freschi e piovosi.

Tra novembre e febbraio frequenti sono le nevicate.

Le temperature più alte si hanno in luglio (22° C di media in pianura), le più basse in gennaio (mediamente -3° C in pianura, -10° C in montagna, dove troverete neve da dicembre ad aprile).



 

Ecologia e ambiente

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Popolazione

I rumeni costituiscono quasi il 90% della popolazione del Paese.

Tra le minoranze, i più numerosi sono gli ungheresi (6,6%), seguiti dagli zingari rom e poi da tedeschi, polacchi, slovacchi, cechi, ucraini, russi, greci, armeni e turchi.

Gli zingari rom rappresentano il 2,5% della popolazione, quasi 2 milioni di individui, e sono la comunità più numerosa a livello mondiale. Giunsero in Romania come schiavi portati da mongoli e tartari mentre i nomadi corturari vi arrivarono dall'India nel XV sec.

 

La distribuzione della popolazione non è uniforme e a regioni densamente popolate se ne contrappongono altre con densità assai più scarsa.

 

Lingua

La lingua ufficiale della Romania è il romeno, e la Romania è l'unica nazione del blocco orientale con lingua neolatina dominante.

Le minoranze nazionali hanno scuole proprie in cui l'insegnamento viene svolto nella lingua del gruppo mentre il romeno è insegnato come seconda lingua.

Diffusi sono, soprattutto nelle zone di confine, l'ungherese e il tedesco, anzi l'ungherese è dominante in due distretti (Hargita e Covasua) e parlato dalla metà della popolazione del Mures.

L'inglese e il francese sono parlati correntemente, l'italiano è capito con facilità (in questi casi, ovviamente è meglio che vi rivolgiate ai giovani: soprattutto nelle campagne gli anziani difficilmente sono in grado di capire qualche lingua straniera).

 

Religione

La Chiesa ortodossa romena raccoglie la maggioranza della popolazione (87%).

La chiesa cristiana ortodossa o d'Oriente nacque nel 1054 in seguito al rifiuto di riconoscere il primato del papa di Roma.

Il rito che scandisce la vita religiosa è greco-bizantino e, oltre ai canti corali, prevede la venerazione di icone che raffigurano i santi. Nel periodo comunista la Romania, diversamente da altri Paesi del blocco sovietico, non mise mai al bando la Chiesa e, di conseguenza, anche i monasteri poterono mantenere le loro attività.

La Chiesa ortodossa, strutturata secondo complesse gerarchie, è molto potente ed esercita grande influenza sulla popolazione devota.

 

La comunità protestante (calvinista) è leggermente più numerosa di quella cattolica (di rito sia latino che greco) ed entrambe sono costituite soprattutto da fedeli di origine ungherese.

Il 3% dei cattolici sono uniati. Con tale nome si intende la Chiesa cattolica orientale che conserva rito e disciplina canonica ortodossa. In particolare, la chiesa uniate romena usa ancor oggi il rito bizantino.

Minoranze di musulmani (Dobrugia) ed ebrei, la maggior parte dei quali emigrati in Israele dopo la II Guerra Mondiale.

 

Storia

I primi insediamenti umani nella zona attualmente occupata dalla Romania risalgono al 10000 a. C., ma solo nel 3000 a. C. si hanno segni di insediamenti stabili (tribù trace).

Gli antichi abitanti della Romania erano i Daci, ossia Geti appartenenti alla più ampia tribù dei Traci.

Sorta come Stato con questo nome solo nel XIX sec., il Paese può però vantare una storia molto più antica che possiamo far risalire agli inizi del II sec., quando l'imperatore Traiano avvia la conquista della Dacia e inizia la romanizzazione della regione (il nome Romania deriva proprio dall'aggettivo latino romanus). Per difficoltà difensive Aureliano abbandona la regione e, per un lungo periodo, la Romania subisce una lunga serie di invasioni da parte di Goti, Sarmati, Unni, Gepidi, Avari, Slavi, Bulgari...

Solo con il XIII sec. e con le lotte dei principi (voivodi) della Valacchia e della Moldavia contro ungheresi, polacchi ed ottomani si va consolidando la coscienza di una individualità distintiva nei confronti dei paesi vicini e nemici.

 

La situazione politica della Romania appare però quanto mai avversa ad ogni unificazione: dal 1775 infatti l'Austria aveva occupato non solo la Transilvania, ma anche la Bucovina mentre i principati di Moldavia e Valacchia erano sotto la sovranità turca.

Nel 1848, in seguito ai movimenti rivoluzionari, nella Transilvania inizia un forte periodo di magiarizzazione mentre nel 1862 Valacchia e Moldavia formano invece lo stato indipendente di Romania, guidato dal principe A. I. Cuza. Di lì a poco la Romania diventa un regno con sovrano Carlo I.

Bisogna attendere il 1918 affinchè Transilvania, Bucovina e Bessarabia si uniscano alla Romania anche se, con la II Guerra mondiale, la Bessarabia e la Bucovina del nord passano alla Russia, la Transilvania del nord all'Ungheria e la Dobrugia meridionale alla Bulgaria. Dopo la II Guerra mondiale, a seguito degli accordi di Yalta, la Romania entra a far parte del sistema sovietico e diventa una nazione comunista.

Negli anni '60 i contrasti con l'Unione Sovietica, di natura principalmente economica, portano ad una politica estera indipendente e alla nuova Costituzione della Repubblica Socialista di Romania.

Nel 1965 inizia il governo del presidente N. Ceausescu che instaura uno dei regimi più opprimenti e totalitari del secolo passato: malato di megalomania, il dittatore precipita il Paese in una grave crisi economica mentre i diritti civili subiscono fortissime restrizioni.

Solo nel 1989, in seguito a una rivolta nazionale, Ceausescu viene deposto e ucciso. La Romania è pronta ad iniziare il suo percorso di Paese democratico.

 

Costituzione

La Romania è una repubblica parlamentare bicamerale.

La repubblica fu proclamata nel 1947; la costituzione venne promulgata nel 1991 (revisionata nel 2003).

Il potere legislativo è esercitato dal Senato (143 membri) e dalla Camera dei Deputati (343 membri) che vengono rinnovati ogni 4 anni.

Le minoranze (18) sono rappresentate in Parlamento da un parlamentare ciascuna.

Il potere esecutivo è invece esercitato dal Presidente della Repubblica, che dura in carica 5 anni e a cui spetta la nomina il primo ministro. Attuale capo dello Stato è T. Basescu.

 

Amministrativamente la Romania è divisa in 41 distretti.

 

Situazione politica

Dopo il governo di Iliescu, ex comunista sempre diviso tra apertura e chiusura, tra voglia d'Europa e diffidenza nei confronti dell'Occidente, la Romania sperimenta un governo di centro destra che ha, come scopi primari, la lotta alla corruzione generalizzata, la riforma della pubblica amministrazione, interventi di rilievo nella tutela dell'infanzia e nell'assistenza sanitaria ai disabili. Il tutto in vista dell'entrata della Romania nella UE avvenuta il 1 gennaio 2007, fatto storico di enorme portata per il Paese. Pur con grossi problemi sociali ancora da risolvere sul tappeto, con zone di povertà e stato di abbandono, la Romania sta dimostrando una grande vitalità e un'apertura all'economia di mercato che non mancherà di dare i suoi frutti.

 

Economia

Tradizionalmente dedito all'agricoltura, alla pastorizia e allo sfruttamento delle foreste, il popolo romeno è ancora largamente legato a queste attività.

In agricoltura prevalgono i cereali (granoturco e grano) ma si coltivano anche avena, orzo e segale, piante oleose, verdura, frutta (secondo produttore mondiale di prugne).

Sviluppata la coltivazione della vite. L'agricoltura estensiva si trova solo nelle pianure della Valacchia mentre nel resto del Paese sono maggiormente diffusi i piccoli appezzamenti.

L'allevamento del bestiame, soprattutto di ovini e suini, costituisce una buona risorsa anche se ha subito una drastica riduzione durante gli anni del regime di Ceausecu.

Il peso del settore agricolo, che ancora di recente sfiorava il 40% sul PIL complessivo, sta tuttavia diminuendo a favore del settore industriale e dei servizi.

Per quanto riguarda l'industria, il regime comunista aveva sviluppato nel Paese soprattutto l'industria pesante; dopo il collasso dell'Unione Sovietica (1989-1991), in Romania molte industrie vennero abbandonate perchè improduttive ed obsolete con la conseguenza che, attualmente, lo Stato si ritrova con capacità industriali totalmente inadatte alle reali necessità.

Soprattutto nell'ultimo decennio, la presenza di manodopera qualificata a basso costo ha fatto sì che molte industrie italiane, soprattutto del Nordest, stabilissero le loro fabbriche in Romania.

O meglio, lungo la frontiera occidentale della Romania e a Bucarest; mentre nelle regioni orientali l'economia non riesce a decollare e la povertà investe ancora larghi strati della popolazione colpendo duramente le fasce più deboli.

Sono quasi 100.000 i bambini abbandonati dai genitori che vivono per strada o negli orfanatrofi. Bambini e ragazze vanno inoltre ad alimentare il mercato della prostituzione, mercato di cui la Romania è uno dei principali poli. Con l'entrata in Europa della Romania questo e gli altri gravi problemi di cui il Paese soffre (corruzione, disoccupazione, criminalità organizzata che gestisce l'emigrazione clandestina e altre lucrose attività illegali) dovranno essere affrontati con maggior rigore.

 

Festival e tradizioni

Feste ufficiali: 1 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 1 dicembre (festa nazionale; si festeggia l'unificazione della Transilvania con la Romania avvenuta nel 1918), Natale.

Feste tradizionali: 14 febbraio (S. Valentino), 1 (festa di inizio primavera) e 8 marzo (festa della donna) , 1 novembre (festa dei morti).

Nei villaggi di campagna, dalla primavera all'autunno, molte sono le occasioni di fare festa e di indossare i colorati costumi tradizionali. A Bucarest, la prima metà di maggio, il festival Mircolul Diversitatii offre l'occasione di assistere a canti e balli delle minoranze romene. Sempre a maggio (prima o seconda domenica) al Passo di Huta si tiene la caretteristica Festa dei pastori. Ad Avram Iancu si svolge la Festa delle ragazze (seconda metà di luglio) mentre le Giornate medioevali di Sighisoara (fine luglio) fanno accorrere parecchia gente. Gli amanti del folclore potranno assistere alla Festa nazionale del folclore che si tiene il 14 agosto a Passo di Prislop (pochi km da Borsa) mentre ad inizio ottobre la Festa della vendemm (Sarasau) è l'occasione giusta per conoscere pittoresche usanze.



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