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Fabio, Flavia, Gian Andrea

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Belgio

 

 

 

 

 

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Autori: Flavia Daneo

Aggiornamenti di: Martin Stancel 

Foto: Flavia Daneo

 

Economia

© Flavia Daneo / iMondonauti.it
Bruxelles: Atomium

Dopo le enormi distruzioni provocate dalle due Guerre Mondiali, il Belgio ha ricostruito il proprio apparato produttivo nazionale realizzando un'originale integrazione economica con Olanda e Lussemburgo uniti nel Benelux.

Solo il 2% della popolazione è impiegato nell'agricoltura, spesso addirittura solo part-time (fenomeno praticato da molti dipendenti dell'industria che risiedono in piccoli centri). Solo un quarto del territorio risulta regolarmente coltivato; ciò nonostante il Belgio ha migliorato la propria produttività puntando molto sulla meccanizzazione e modernizzazione delle teciche agricole.

Prevalgono i cereali, la barbabietola da zucchero, i legumi, le patate e il luppolo.

Sviluppato l'allevamento di bovini e suini. Modesta l'attività peschereccia.

Grande produttore di carbone nel secolo passato, attualmente il Belgio vede una netta diminuzione dello sfruttamento dei suoi giacimenti a causa della chiusura di molti centri, degli alti costi e della forte concorrenza degli idrocarburi. Irrilevanti le risorse di ferro, metano e fosfati.

Importante l'industria metallurgica, meccanica, elettronica, elettrotecnica, chimica, alimentare, tessile, calzaturiera e dell'abbigliamentio.

Anversa è uno dei centri mondiali della lavorazione e del commercio dei diamanti.

L'economia del Belgio si basa prevalentemente su attività industriali e commerciali.

Il settore terziario costituisce il 75% del PIL e ha largamente superato il secondario. Questo sviluppo è parzialmente dovuto alla presenza a Bruxelles delle sedi internazionali della UE che hanno favorito la nascita di numerose agenzie ed imprese di servizi e un'enorme apertura con il commercio estero.

Fin dal passato rinomato polo commerciale, il Belgio deriva dal commercio oltre il 20% del suo PIL.

   

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