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Da Sharm a Taba

aggiornamento: 21/11/2010

A cura di: Michela Lucarini

Punto di Partenza e di Arrivo:
Sharm - Taba
Durata del Viaggio:
3 giorni
Mezzo di Trasporto:
fuoristrada 4x4
Difficoltà ed Imprevisti:
nessuna; eccetto la salita al Monastero di Santa Caterina che richiede allenamento
Spesa approssimativa:
n.d.

Questa volta vogliamo fare un viaggio in Egitto, mar Rosso, in una zona che non sia affollata dal turismo, all’insegna della pace, così decidiamo di fare la costa da Sharm a Taba con base a Nuweiba (circa 200 km da Sharm).

Arrivati a Sharm ci aspetta un viaggio di due ore per raggiungere Nuweiba; lo facciamo in jeep,la strada è in mezzo al deserto ma asfaltata.

Il paesaggio è bellissimo, siamo in mezzo alle montagne del deserto, vediamo dei villaggi abitati, cammelli allo stato brado, cani randagi, ci capita anche di vedere la carcassa di qualche cammello morto.

A metà strada vediamo il cammello più grande del mondo! Sì, è una formazione rocciosa che vista da lontano ha la forma di un grande cammello chinato…i giochi della natura!

Arriviamo a Nuweiba e alloggiamo all’hotel Domina, piccolo hotel con bungalow. Prima di disfare le valigie andiamo a vedere la spiaggia: sabbiosa, con palme, selvaggia.

Dalla spiaggia si scorge il profilo dell’Arabia Saudita, un bellissimo spettacolo visto al mattino al sorgere del sole tra le mille sfumature di giallo e rosso dei colori del cielo.

Nuweiba è la nostra base e da qui faremo tutta la costa.

Nuweiba

è divisa in due parti distanti tra loro alcuni chilometri. La parte con le spiagge e gli hotel è Nuweiba el Tarabin, mentre la zona con il porto e il villaggio di beduini è Nuweiba el Muzeini. Sulla costa di Nuweiba si trovano tanti posti dove alloggiare spendendo quasi niente, non occorre fare prenotazione.

La spiaggia è grande, con palme. Nella sabbia corrono tanti granchi che qui hanno la loro tana, il mare è bellissimo e per il poco turismo si ha la possibilità di vedere pesci diversi, tipo i serpenti di mare, razze e, se si è fortunati, si possono incontrare anche i delfini.

Nel paese ci sono solo pochi negozi, niente discoteche, niente locali notturni ma una pace immensa. La popolazione locale è molto cordiale.Verso sera la spiaggia si affolla di beduini che pescano secondo tecniche e modi antichi; a volte siamo andati con loro a pescare le seppie, poi una bella grigliata sulla spiaggia con loro.

Facendo base a Nuweiba si possono organizzare varie gite per conoscere in maniera più approfondita i dintorni. Ognuno quindi potrà alternare a proprio piacimento le giornate di mare a quelle alle varie località che elenchiamo di seguito considerando che anche le escursioni nell’entroterra sono facilmente effettuabili.

Dahab

Si trova a circa 100 km da Nuweiba. E’ un ex villaggio di pescatori oggi diventato rinomato centro turistico in quanto affacciato sul Mar Rosso. Come dice il suo stesso nome (Dahab in arabo significa oro) ha belle spiagge dorate.

Nel paese ci sono tanti negozietti e ristorantini dove si può mangiare dell’ottimo pesce. Il paese è molto caratteristico, l’artigianato costa meno che a Sharm e da qui si può fare l’escursione al parco naturale di Ras Abu Galum, dove c’è una bellissima barriera corallina. E’ l’ideale per chi ama lo snorkelling o fare delle immersioni (degne di nota in particolar modo l’immersione nel Canyon, una spaccatura che raggiunge i 50 m di profondità, e quella al Blue Hole) ma anche per gli appassionati di windsurf in quanto la zona è particolarmente ventosa.

Taba

E' l’ultimo paese egiziano prima di raggiungere Israele. Si trova a circa 100 km da Nuweiba.

La strada che porta a Taba è costeggiata da un mare che qui ha splendide sfumature blu-turchesi.

Lungo la strada si trova la spettacolare baia di Fijord: una profonda baia rassomigliante ai fiordi norvegesi. Proseguendo, dopo un breve tratto, si raggiunge il laghetto di acqua salmastra di Sun Pool, situato in una specie di anfiteatro naturale a pochi passi dal bagnasciuga.

Da Taba si raggiunge anche la Pharaoh’s Island, a circa 200 metri dalla costa, circondata completamente da barriera corallina; qui le acque sono davvero cristalline e sull’isola si può visitare il castello restaurato di Gezirat Fara'un.

Canyon colorato

Il canyon colorato
Il canyon colorato

Si raggiunge in jeep, tra deserto sabbioso e roccioso. Arrivati, si fa una passeggiata di circa un'ora tra le montagne, dove le rocce assumono dei colori particolari, dal giallo al rosso, e le erosioni del tempo hanno formato dei disegni. Le formazioni rocciose passano dall’arenaria al calcare, al granito, alle vene di cobalto. Alla fine della facile camminata, un tè caldo dai beduini.

Oasi di Ain Furtaga

Ci si arriva in jeep attraversando una zona di basse dune sabbiose e altipiani pietrosi dove si vedono frequentemente le tende dei beduini che vivono ai margini dell’Egitto turistico.

Dopo avere chiesto il permesso, si può visitare l’oasi e bere con i beduini l’habac, un tè aromatizzato.

Qui c’è una pace incredibile, il mondo si è fermato e si fà fatica a venire via…

Monastero di Santa Caterina

Raggiungerlo è una faticaccia in quanto si parte di notte per raggiungere la cima del monte in cui è costruito, ma quando all’alba si ammira il panorama del Sinai si viene ripagati di tutto. Il monastero è come una cittadella religiosa con edifici di rara bellezza. Situato sul Gebel Mousa (Sinai), a 1500 m di altezza, fu costruito ai tempi dell’imperatore bizantino Giustiniano (527-535) sui luoghi dove già numerosi monaci, in tempi antecedenti, si erano ritirati in preghiera e meditazione. Ancor oggi è abitato da una piccola comunità di monaci greci-ortodossi.

Il complesso del monastero di Santa Caterina è costituito dalla chiesa della Trasfigurazione sovrastata da un alto campanile e da una moschea. La parte più antica del monastero è visibile nella cappella del Roveto Ardente. costruita nel punto esatto dove comparve a Mosè il roveto in fiamme. Molto interessante è la Biblioteca che conserva, dopo quella del Vaticano, la seconda più vasta collezione del mondo di manoscritti antichi. Nel Museo si possono ammirare diverse icone bizantine di inestimabile valore, magnifici affreschi ed altre decorazioni religiose in oro e pietre preziose.

Ci sarebbe da scrivere all’infinito e comunque le parole non possono prendere il posto delle immagini, per capire la sensazione che si prova a visitare questi posti, bisogna esserci.

Ho visitato Egitto in largo e in lungo ma sinceramente questi luoghi sono quelli che più mi sono rimasti nel cuore, un ricordo bellissimo di posti dove, fortunatamente per noi, ancora non è arrivato il turismo di massa.



   

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