Primo giorno: Dublino
Il volo Ryan Air FR9907 Pisa - Dublino parte ed arriva in perfetto orario e dopo avere preso possesso nelle nostre camere al Trinity Capital Hotel, in Pearse Street, (www.trinitycapitalhotel.com) vista l’ora (sono circa le 21.30) ci tuffiamo subito nell’atmosfera dublinese fatta di pubs e locali in Temple Bar (www.visit-templebar.com).
Il famoso quartiere è il centro della vita notturna e non di Dublino, noi optiamo (ma sicuramente non lo rifaremmo) per l'Hard Rock Cafè in Fleet Street, dove mangiamo bene, ma spendiamo una tombola!
Secondo giorno: Dublino
Iniziamo la visita di Dublino.
Imbocchiamo subito la College Street e ci godiamo la bellissima Grafford Street di primo mattino, praticamente deserta! Arriviamo al St. Stephen Green Park (altrimenti noto solamente con The Green, il parco ) e iniziamo a girarlo in lungo e in largo, scattando molte foto, visto che per circa 15 minuti esce il sole!
Cerchiamo, nella parte South, il parco giochi, come indicato dalla guida, ma purtroppo è in rifacimento.
Usciti dal parco, ne visitiamo subito un altro, l’Ivegard, altrettanto bello, anche se meno frequentato.
Arrivati all’ora del pranzo ci dirigiamo allo St. Stephen Shopping Centre, un bellissimo centro commerciale dalla facciata in vetro e ferro battuto di colore bianco che si affaccia proprio sul Green, assolutamente da visitare!
Pranziamo infatti incollati ai vetri vista parco e ci godiamo il passeggio sulla parte iniziale di Grafford Street.
Passiamo un attimo in hotel, che non rimane molto distante, e riusciamo di nuovo in direzione O’Connell Street .
La strada, si dice una delle più ampie d’Europa, è molto vivace, piena anch’essa di negozi e negozietti.
Al centro della via svetta il monumento detto The Spire (l’ago), uno spillone altissimo che pare sia il monumento più alto del mondo, costruito dai Dublinesi per commemorare la lotta all’eroina.
A metà della strada svoltiamo sulla Henry Street, altra strada piena zeppa di negozi e gente per arrivare dopo poco al ponte di Half Penny.
Questo ponticello, solo pedonale, è veramente una chicca. Fino al inizio secolo per attraversarlo occorreva pagare mezzo penny – di cui il nome Half Penny. Oggi non c’è più “pedaggio”, e visto il passaggio continuo di turisti, Dublino ha perso un bella entrata!
Al di la del ponte entriamo in Temple Bar, sempre animatissimo anche nel pomeriggio, e ci dirigiamo all' ultra famoso Temple Bar Pub (www.thetemplebarpub.com) un’istituzione a Dublino! Sediamo in mezzo a molta gente e sorseggiamo una mezza pinta di Guinness (che goduria). Soddisfatti appieno, fatto un ulteriore un giretto nel quartiere, torniamo e ceniamo tutti insieme al ristorante dell’ hotel, tutto sommato mangiando bene.
Terzo giorno: Dublino
Decidiamo senza indugio la visita del Trinity College (www.tcd.ie).
L’entrata del Trinity è spettacolare: appena varcato l’enorme cancello in ferro battuto si passa sotto un arco e ci si trova all’interno di un vasto cortile con un campanile settecentesco al centro (si dice che lo studente che si presenta ad un esame dopo aver sentito il rintocco della campana, non superi l’esame).
Gli edifici che circondano il cortile sono davvero belli, e per un attimo mi sono sentito anch’io un collegiale.
La campana inizia a suonare a lutto, infatti poco dopo arriva un carro funebre:siamo capitati proprio durante il funerale di un membro di rango del college.
Passiamo davanti alla Berkeley Library con la scultura del nostro Arnaldo Pomodoro “Sfera nella sfera” e andiamo al museo del “Book of Kells”. Contrariamente a quanto indicato nella nostra guida,a vedere il famoso Libro di Kells non c’è tanta gente e quindi mi godo con calma le due pagine visibili del Book. Dalla stanza del Book si passa alla Old Library, la biblioteca del College, dove sono conservati circa 200.000 libri e manoscritti datati fra il 1500 e il 1600.
Nella Old Library è anche conservata la più antica lira gaelica d’Irlanda (simbolo della Guinness e Ryan Air).
All’uscita, soddisfatti, torniamo nella zona di Grafford Street e dello St. Stephen SC.
Inizia a piovere, ma dopo poco riesce il sole e passeggiamo su una Grafford Street piena di giocolieri e artisti di strada.
Il tempo torna a farsi minaccioso, così optiamo per la Guinness Store House (www.guinness-storehouse.com).
Inutile dire che il famoso museo della Guinness è il classico “acchiappa turisti” con tanto di shopping annesso che vende le stesse cose a marchio “Guinness” che si possono trovare dappertutto a Dublino, ma a prezzo maggiorato naturalmente! Al 7° piano dell’ edificio c’è il Gravity bar dove si può bere una pinta di birra (compresa nel prezzo del biglietto) e godersi a 360° gradi il panorama della città (anche se con la calca di gente che c’è è molto difficile raggiungere le vetrate). I piani sottostanti illustrano la storia della birra, della sua immagine pubblicitaria, fino ad arrivare ai piani bassi, dove è ricostruita la sua produzione con buon effetto scenografico (dalla materia prima al prodotto finale). Sinceramente mi aspettavo di più da questo tanto decantato museo della birra.
All’uscita piove (che novità) e decidiamo di prendere al volo un taxi fino all’Half Penny bridge, dove c’è una porta al coperto dove aspettiamo che spiova. La pioggia cessa nel giro di 15 minuti.
Decidiamo per la cena a Temple Bar e su azzeccatissima indicazione della guida ceniamo al ristorante italiano “Il Baccaro” in Meeting house (www.ilbaccaro.com). Poi, stanchi ma felici tutti a nanna!
Quarto giorno: Dublino-Newgrange-Melfort-Monosterboise-Dublino
La giornata di oggi è quella scelta per la gita fuori Dublino.
Il tour, già studiato a casa, prevede il sito archeologico di Newgrange, l’abbazia di Mellfort, il cimitero gaelico di Monosterboise e in serata cena sulla costa.
Gasatissimi, raggiungiamo l’aeroporto di Dublino e noleggiamo una Opel Astra alla “Budget” .
Guido io, e con molto attenzione, poiché la guida a sinistra mi intimorisce un pochino, imbocchiamo rapidamente l’autostrada verso il nord e, senza grosse difficoltà, arriviamo al Visitor Center di Newgrange (www.knowth.com/).
Il centro visite è molto ben organizzato, ci sono dei pulmini che trasportano i visitatori ai complessi di Newgrange e di Knowth a orari prestabiliti. Dicono che occorre, soprattutto in estate, prenotarsi in anticipo on line per non rischiare di non trovare posto. Noi non abbiamo avuto problemi e abbiamo prenotato il tour a Knowth alle 11,45 e quello a Newgrange alle 12,45.
Il tempo non ci viene incontro infatti, appena scesi dal pulmino a Knowth, inizia a piovere, prima leggermente poi arriva un bell'acquazzone. Come i classici turisti sprovveduti siamo senza ombrello!
Il sito è affascinante, è composto da 18 tumuli più piccoli e uno più grande, sicuramente adibiti a tombe per personaggi importanti. Il tumulo più grande è anche visitabile all’interno e si sono stati ritrovati molti reperti, addirittura in numero superiore a quelli del sito più famoso di Newgrange. Il sito è visitabile solo con la guida che parla,parla,parla (e noi sotto l’acqua) senza che riusciamo a capire un granchè.
Purtroppo il tempo inclemente ci fa desistere nella visita.
La successiva visita a Newgrange ci lascia senza parole. L’Irlanda vale una visita solo per venire a Newgrange!
Sarà che siamo degli appassionati del genere, ma questo sito è veramente unico!
Il grande tumulo costruito su una collinetta risale tra il 2700 e il 3200 a.C. e sembra essere la tomba dei re di Tara, popolazione che abitava queste lande in quei tempi. Anche qui, sempre sotto la pioggia, siamo costretti ad attendere la fine della illustrazione della guida (proviamo ad entrare nella tomba da soli, ma veniamo malamente “scacciati”), poi insieme al gruppo, entriamo nel tumulo, passando sotto uno stretto cunicolo lungo 14 m ed arriviamo all’unica stanza centrale composta da 3 nicchie. L’interno è di grande rilievo soprattutto per il graffiti (soprattutto le spirali) e per il tetto a lastroni incrociati. La guida simula con buon effetto la luce del sole che il giorno del solstizio d’inverno (21 dicembre) entra dall’entrata del tumulo.
Torniamo al visitor center, pranziamo e ripartiamo verso l’abbazia di Mellfort. Purtroppo il GPS non riesce a trovarla e giriamo per la bella campagna irlandese per circa mezz’a. Poi, all’improvviso, ecco un cartello indicatore che ci “illumina il cammino”!
L’abbazia è abbastanza diroccata, ma la base rimasta ci da un’idea di come doveva essere.
Si tratta di un’abbazia circestense voluta addirittura da San Malachia!
Facciamo le foto di rito e poi via verso Monasterboise.
Il cimitero di Monasterboise, peraltro ancora attivo, è famoso perché qui possiamo trovare le croci gaeliche (quelle celtiche) più grandi d’Irlanda. Anche qui facciamo foto e video movie.
Torniamo a Dublino con cena in camera in hotel.
Quinto giorno: Dublino-Italia
E’ il giorno del rientro, ci alziamo con calma e prepariamo i bagagli.
Andiamo a visitare la zona medievale di Dublino: prima tappa, St. Patrick’s Cathedral (www.stpatrickscathedral.ie).
E’ una delle due cattedrali di Dublino, famosa per la Porta della conciliazione: la leggenda narra infatto che nella porta fu creato un foro per celebrare la pace fra i due signori di Kildare e di Ormonde e permettere loro di stringersi la mano.
Belli sono anche gli adiacenti giardini di St. Patrick’s anche se il tempo piovigginoso non ci permette un lunga sosta . Proseguiamo verso l’altra cattedrale, la Christ Church (www.cccdub.ie), anch’essa molto bella.
Questa volta non entriamo anche perché, essendo domenica mattina, le visite sono limitate. Ce la gustiamo da fuori e facciamo diverse foto (non a caso è la chiesa più fotografata d’Irlanda).
Il tempo è sempre brutto. Facciamo una fugace visitina al Dublin Castle, solo dall’esterno, e decidiamo di ripararci in qualche pub o ristorante per il pranzo.
La guida indica di “non perdersi” il lunch all' Elefant & Castle a Temple Bar e infatti proviamo ad entrare, ma la fila e tutti i tavolini occupati ci fanno desister. Optiamo per un pasto ad un fast food (poco fast per dirla tutta) sulla Westmoreland Street e torniamo in hotel.
Decidiamo di fare un tour su bus turistici della City Seesighting (15 euro e un'ora e mezza di tour). Tutto sommato facciamo un bel giro, vedendo posti che non avevamo visto prima (Phoenix Park, Kilmainham Gaol).
Non ci rimane che tornare in hotel facendo l’ultimo tratta a piedi da O’Connell’ Street e andare all’aeroporto per tornare in Italia.
Salutiamo Dublino e l’Irlanda con il solito magone ma con la promessa di rivederci!