L'Havasu Canyon comprende un territorio in cui maestose pareti di
roccia, acque verde-blu, cascate mozzafiato si alternano a vegetazione
rigogliosa e a campi di mais e meloni. Il torrente Havasu scorre
attraverso il Canyon e il villaggio indiano di Supai prima di
precipitare in una cascata imponente che lo congiunge al fiume
Colorado. Il Canyon e il suo torrente, situati a circa 56 km in linea
d'aria a nord ovest di Grand Canyon Villane, appartengono agli indiani
Havasupai (havasu significa "blu" e pai significa "popolo"). Gli
Havasupai vivevano qui già da molto tempo quando arrivò l'uomo bianco.
La tribù coltivava il fertile suolo del canyon durante l'estate per poi
trasferirsi sull'altopiano dopo il raccolto. Svernavano sull'altopiano,
raccogliendo abbondanti frutti selvatici e legna per il fuoco. Il
missionario spagnolo Francisco Garcès visitò la tribù
nel 1776 e riferì che si trattava di un popolo felice e industrioso.
Anche se si trattava di una tribù pacifica, subì la triste sorte di
tutti gli indiani d'America: nel 1882 venne confinata in una riserva
minuscola mentre gli allevatori si impadronirono delle loro terre
sull'altopiano. Gli Havasupai protestarono ma dovettero aspettare sino
al 1975 per vedersi restituire le loro dimore invernali. Oggi la
riserva Havasupai siestende per 76.115 ettari; quasi tutti i 600 membri
della tribù vivono nel villaggio di Supai.
La tribù, saggiamente, decise di non consentire che una strada
invadesse il suo canyon, perciò abitanti e turisti vi arrivano per lo
più a dorso di mulo, a cavallo o a piedi. Un'alternativa è costituita
dagli elicotteri, anche se con il loro rumore appaiono fuori posto. Il sentiero
di 13 km che congiunge Hualapai Hilltop a Supai è la via
d'accesso abituale. Da Seligman, sulla I-40, prendete la AZ-66
direzione nord-ovest per 45 km, poi svoltate a destra sulla strada
indicata e lastricata per 100 km, sino a Hualapai Hilltop. Se arrivate
da ovest, prendete la AZ-66 direzione nord-est (fuori da Kingman) per
96 km, poi girate a sinistra (altri 100 km); fate il pieno prima di
lasciare la AZ-66: dopo aver svoltato non troverete negozi, nè acqua,
nè provviste. La strada per Hualapai Hilltop sale tra foreste di pini
che poi cedono il passo a ginepri e infine, vicino alla sommità, a
sterpaglia del deserto. Vi sono anche varie scorciatoie sconnesse per
arrivarci, ma sono poche le indicazioni e le superfici sono
accidentate. Hualapai Hilltop dispone di parcheggi e di stalle.
E' necessario prenotare in anticipo per campeggiare
o pernottare al Lodge. Da Hualapai Hilltop (1580 mt) il sentiero scende
con pendenza moderata nell'Hualapai Canyon per i primi 2,5 km e poi si
fa più pianeggiante per i rimanenti 10,5 km fino al Supai Village (972
mt). Circa 2, 5 km prima del villaggio, il sentiero raggiunge le acque
spumeggianti dell'Havasu Canyon. Evitate la calura delle giornate
estive, in cui le massime possono superare i 40° C. Portate
sempre con voi acqua potabile. Tutti i visitatori devono
pagare una quota (l'ultima volta che ci sono stato la quota era 12 USD
nel periodo estivo e un po' meno nel resto dell'anno) quando arrivano a
Supai. Tra le molte regole della tribù, ce ne sono alcune che prevedono
di lasciare a casa gli animali domestici, bevande alcoliche e
armi. Per preservare il suolo del canyon non è consentito
utilizzare fuochi e tantomeno carbone: chi campeggia deve portarsi un
fornello se desidera cucinare.
I luoghi più famosi del Canyon iniziano 2,5 km a valle di Supai.
Quattro cascate precipitano su pareti di calcare nel giro di soli 3,2
km. Le prime che incontrerete sono le Navajo Falls (alte 23
mt) che hanno varie sezioni molto ampie. Devono il nome ad un capo
tribù Havasupai del XIX sec. che venne rapito bambino dai Navajo e
cresciuto come uno di loro. Solo quando fu adulto venne a conoscenza
delle sue vere origini e tornò presso gli Havasupai.
Le spettacolari Havasu Falls precipitano per 30 metri fino
ad un bel laghetto turchese orlato da sedimenti di travertino. Le
invitanti acque cristalline rendono il luogo perfetto per una nuotata.
Le Mooney Falls, le più impressionanti, si tuffano per 60 metri
in un'altra pozza colorata. Gli Havasupai chiamarono queste cascate
particolarmente venerate "Madre delle Acque". Il nome attuale deriva da
un prospettore che morì qui nel 1880. I suoi assistenti stavano facendo
scendere Mooney dalle pareti vicine alle cascate quando la corda si
ruppe; Mooney morì sfracellato sulle rocce sottostanti, ma passarono 10
mesi prima che i suoi compagni riuscissero a costruire una scala di
legno per scendere lungo le cascate a seppellire il corpo coperto dal
travertino.
Un sentiero accidentato scende a fianco delle cascate lungo lo
stesso percorso scavato nel travertino dai minatori, un anno dopo la
morte di Mooney. Si passa attraverso due tunnel e poi si scende con
l'ausilio di catene e di pioli. Sul fondo, potrete nuotare nel
laghetto. In alto sulle pareti del canyon vedrete le cavità dalle quali
i minatori del passato estraevano argento, piombo, zinco e vanadio.
Le Beaver Falls, 3,2 km a valle delle Mooney rappresentano
la meta di una bella escursione di una giornata dai campeggi o da
Supai. Passerete vicino ad innumerevoli invitanti laghetti di
travertino e a piccole cascate delle quali le Beaver sono le maggiori.
Il sentiero, impervio in alcuni punti, attraversa tre volte il
torrente, sale lungo una parete per poi scendere e attraversare una
quarta volta il torrente sotto a Beaver Falls. Continua per altri 6,4
km lungo l'Havasu fino al fiume Colorado. Il campeggio è proibito sotto
le Mooney Falls. Fotografare le cascate può essere un impresa, le
maggiori possibilità di averle in pieno sole sono in maggio, giugno e
luglio.