Primo giorno:
Ceuta - Tetouan - Chechaouen - Fes (km 274)
La strada costiera Ceuta (Sebta) - Tetouan (42
km) attraversa una zona residenziale della locale classe benestante. A
Tetouan si possono visitare i souk della sua pittoresca
medina e passeggiare lungo gli stretti vicoli fino a raggiungere la
kasba, da cui si gode un'ampia veduta della città e dei suoi
giardini. (Tetouan è una cittadina con una elevatissima concentrazione
di malavita: prestate dunque la dovuta attenzione!) Lasciata Tetouan
seguite le indicazioni per Chechaouen (Chaouen) - Fes -Meknes. Subito
oltre Tetouan la strada si restringe, costeggia la discarica dei Paese
e si inerpica ripida lungo i primi contrafforti del Rif. Questa
catena montuosa è la naturale prosecuzione della Sierra della penisola
iberica: monti brulli ed arsi dal sole con vegetazione arbustiva ed
uliveti (le costruzioni si caratterizzano per le coperture in lamiera
ondulata). Numerose greggi di ovini e piccole mandrie di vacche si
intravvedono sui versanti lungo la strada; i villaggi, man mano che si
sale, si diradano. Un primo colle libera l'orizzonte consentendo una
splendida visuale sulle valli sottostanti; diversi bacini artificiali
si aprono sulla destra della strada ed ampie piazzole consentono la
sosta per le fotografie. Nella stagione invernale i corsi d'acqua sono
gonfi e limacciosi e, solitamente, tracimano a livello delle rare
spianate (nell'inverno '97 tra Chechaouen e Ouezzane ho dovuto
affrontare ben tre guadi lungo la statale, uno dei quali con acque fino
a 50 cm!)
A Chechaouen la strada percorre un'ampia vallata: il paese
s'intravvede sulla sinistra, arroccato sulle pendici della montagna. E'
un paesino pittoresco e architettonicamente incantevole con le casette
immacolate di calce. Ma l'opprimente presenza sia dei venditori di kjf
(ne è uno dei maggiori centri di spaccio) sia l'assillante presenza di
procacciatori di affari, parcheggiatori e rompipalle in genere ad ogni
angolo, fa presto dimenticare la bellezza del luogo in favore di una
salutare fuga verso luoghi meno stressanti. L'artigianato è ad uso dei
turismo di massa e le strutture ricettive, nonostante l'apparenza
sontuosa, lasciano assai a desiderare mentre i costi sono elevati.
Oltre Chechaouen, tra questa e Ouezzane (69 km), la strada attraversa
vaste distese di conifere ed affronta numerosi colli. (Consiglio
l'itinerario per Ouezzane perché la tratta che passa per Ketama è
dominio degli spacciatori di kíf. Non vi sono problemi per la
sicurezza, ma l'impressionante numero dei posti di blocco della
Gendarmeria è veramente snervante!) Sulla tratta Chechaouen - Ouezzane
vi è un solo posto di controllo e la strada è solitamente deserta,
assolutamente non battuta dai tour organizzati. Oltre il centro abitato
di Ouezzane la strada scende verso la piana di Meknes attraverso
immensi campi ondulati. I rilievi si addolciscono via via che si scende
lasciando spazio a vasti altopiani di selvaggia bellezza. Proseguite
per Fes.
Secondo e terzo giorno:
Fes
Fes, forse la più bella delle Città imperiali, merita
sicuramente una sosta di un paio di giorni. Situata in splendida
posizione, tutta circondata da colline, a differenza di Marrakech essa
conserva inalterate le sue caratteristiche culturali. Per notizie in
dettaglio sulla città di Fes rimando alle innumerevoli guide già in
commercio. Ricordate comunque che Fes el-Bali (vecchia Fes)
merita una visita accurata e fatta senza fretta: è qui che si trovano
le più celebri moschee e madrase della città come la Moschea degli
Andalusi e la Moschea Karaouiyine, la madrasa Attarine e quella di Bou
Inania, il santuario di Moulay Idriss e il Palazzo di Bou Jeloud. A Fes
Djedid (nuova Fes) trovate invece il Palazzo reale, la Grande
Moschea e la Moschea di Moulay Abdallah. A proposito dell'"assedio" dei
procacciatori d'affari devo dire che Fes ne sembra immune; ho percorso
la medina di Fes el Bali e di Fes Djedid in lungo ed in
largo e nessuno mi ha minimamente infastidito, anzi, tutte le persone
con le quali ho avuto contatti si sono mostrate gentilissime e
cordiali. Consiglio la visita dell'esposizione del Mastro dei Portali,
artista dell'ottone. Diverse scuole coraniche sono aperte alle visite:
sono luoghi affascinanti. Il quartiere dei conciatori è ormai famoso
nel mondo, e gli articoli in vendita sono di ottima qualità e minimo
costo. Una breve gita sulla strada panoramica vi consentirà di avere
una visione dall'alto delle medine con i monti della regione di
Taza da sfondo: un quadro mozzafiato.
Le strutture ricettive non mancano. Ritengo che una buona
sistemazione economica sia il Camping Municipale,
qualche km ad est della città: è un luogo sicuro, offre tutti i servizi
di un camping di medio livello con in più una ampia piscina, toccasana
in occasione di un viaggio estivo. Nel Camping è possibile assoldare
una guida per la visita della città (circa 6 ore di visita) e recarvisi
con un taxi lasciando le auto nel complesso, senza alcun timore di
furti. Il costo di una guida si aggira sui 21 euro, a prescindere dal
numero di persone che verranno accompagnate. Per il taxi il costo a/r è
di circa 3 euro. Non abbiate timore dì non trovare il Camping:
all'entrata di Fes verrete letteralmente assediati da torme di giovani
(ed anche meno giovani) in motorino che vi offriranno i loro servigi.
Con 1 euro lire vi toglierete il pensiero dell'assedio e vi
risparmierete una non facile ricerca: il fortunato prescelto vi farà
strada fino all'ingresso dei Camping.
Quarto giorno:
Fes - Taza (km 150 circa)
Da Fes il nostro itinerario volge alla volta di Taza, antico
caposaldo dei Riff: la strada che porta a Oujda conduce a Taza in circa
150 km. A circa mezza via, nei pressi di un immenso bacino artificiale
si diparte sulla destra la deviazione per il Parco di Friouato.
Questo Parco statale ad un primo approccio non appaga: la strada sale
attraverso boschi di conifere abbastanza anonimi, specialmente per un
viaggiatore proveniente da paesi boscosi come il Nord Italia e l'Europa
in genere. Ma, poco dopo, la vista si ritrova a spaziare in un
altopiano stupefacente, verdissimo in inverno, stepposo in estate,
punteggiato di rare capanne in fango e paglia, a tetto piatto, di
fattura quasi nepalese... Tutt'intorno una corona di alte vette, per 5
mesi l'anno incappucciate di neve. E poi le gole strette e vertiginose,
giù, verso Taza. Nei pressi del margine orientale dell’altipiano si
apre la caverna di Friouato, grande antro con volta crollata,
visitabile per pochi euro. Scendendo a Taza, visibile ad est dal bordo
dell'altopiano, numerosi torrentelli in inverno scendono spumeggiando
in stretti canaloni dando vita a cascate anche di notevoli dimensio ni.
Taza troneggia su di un colle vasto e pianeggiante, crocevia
in passato di grande importanza strategica tra il Rif e l'Atlante, sede
dì sanguinose rivolte. Oggi è un tranquillo borgo di case bianche,
suddiviso in due distinte parti, bassa (nuova) ed alta (antica). Potete
visitare la Moschea degli Andalusi, la madrasa merinide, la torre
saracena, il curioso minareto della Djamaa Es Souk, la Grande Moschea e
i bastioni, spesso costruiti a picco sul dirupo. Ogni sera, nel centro
della città nuova, un piccolo ma coloratissimo mercato anima le vie.
Ristorantini ad uso dei locali si aprono nei vicoli ed ogni genere di
mercanzie viene esposto lungo i marciapiedi: la gente dì Taza, almeno
per quanto riguarda la mia personale esperienza, è assolutamente
ospitale.
Quinto giorno:
Taza - Midelt - Er Rachidia (km 430 circa)
Da Taza si prosegue fino a Guerciff, dove si devia a tutto sud per
imboccare la stradina strettissima che, in 350 km, conduce a sud di
Midelt, attraverso l'AntiAtlante ed escludendo i rilievi di
lfrane, Azrou ed in generale la regione dei Cedri. Tra Guerciff e
l'innesto della statale Midelt – Er Rachidia, 350 km più a sud-est non
c'è assolutamente nulla! Solo arenaria, sabbia e cespugli, in un
susseguirsi incredibilmente scenografico di tavolati e pinnacoli rossi
con, sulla destra a circa 100 km, le alte vette d'Atlante. Il nastro
d'asfalto è in condizioni pessime e non consente il passaggio
contemporaneo di due veicoli. Non vi sono distributori fino ad Er
Rachidia o Mideit: calcolate quindi con prudenza le scorte di
carburante. Lo spettacolo è emozionante, una fascia pre-desertica
che può anche suscitare angoscia, ma che mette il viaggiatore in
sintonia con il paesaggio che incontrerà scendendo a sud, oltre Er
Rachidìa.
VARIANTE:
Le piste tra i cedri: Fes-Ifrane - Azrou - Foresta di
cedri (km variabili a seconda delle tratte percorse nella foresta)
Da Fes proseguire alla volta di lfrane, centro di
villeggiatura posto a 1650 m di altitudine. Poco oltre l'abitato di
lfrane, superato l'aeroporto visibile in lontananza sulla destra, la
statale per Midelt sale verso una zona boscosa. Siamo alle pendici
della Regione dei Cedri. Dopo pochi tornanti un enorme
cartello turistico indica, sulla destra, una diramazione verso la
Foresta di Cedri(100.000 ettari): la imbocchiamo. Il sottile nastro
di asfalto si biforca dopo alcune centinaia di metri: teniamo la
sinistra e penetriamo nella foresta. Più avanti la foresta dirada e si
accede ad un vastissimo altopiano erboso, fresco anche in piena estate.
Numerose tende di nomadi punteggiano la piana. Appena oltre gli ultimi
cedri una deviazione segnalata (cartello illeggibile) conduce ad uno
specchio d'acqua che lambisce gli alberi verso monte ed ospita in
estate famiglie di nomadi con le loro greggi: se lo chiedete vi
permetteranno di pernottare presso il loro campo.
Tornati alla strada principale si prosegue ancora sulla piana per
circa 15 km. A destra ed a sinistra numerose sterrate portano alla
foresta che circonda l'altopiano. E' possibile, su queste piste,
incrociare taglialegna con i loro enormi autocarri da trasporto. E'
gente cordiale, non avvezza ad incontrare turisti: saranno lieti di
scambiare due parole con voi e vi inviteranno a fermarvi presso le loro
baracche, nel folto della foresta.
La strada prosegue fino a Khenifra, capoluogo della tribù
degli Zaiani, e situata a 830 m di altitudine sulla riva destra
dell'Oum er Rebia. Consiglio di pernottare al limitare della piana e
ritornare poi sulla strada per Midelt. Nella zona numerose piste si
dipartono verso i rilievi a lato della spianata: alcune di esse portano
verso oriente ed è possibile raggiungere tramite queste la località di
lmilchil e, di qui, le valli dei Dades o di Todra. (Per questo tipo di
tracciati, quasi di tipo trialistico, rimando alle edizioni Road Book
della Pirelli. Se siete in cerca dei fuoristrada ad ogni costo, diversi
spunti di quei road book faranno al caso vostro.
ATTENZIONE: una nuova rotabile asfaltata,
recentissima, sale dall’abitato di Rich verso il villaggio di Agoudal,
il più alto del Marocco e, puntando poi a nord, verso Benji Mellal,
passa nel villaggio di Imilchil (ora pullula letteralmente di
alberghetti) e sfiora il lago, un tempo raggiungibile solamente in 4x4
e dopo una pista piuttosto dura. Oltre il lago è possibile raggiungere
sempre su asfalto Kenifrha, con soli 20 km di cantiere ancora sterrato
poco oltre il lago. Potrebbe capitarvi, dunque, di spaccarvi la schiena
salendo ad Agoudal in 6 ore di pista da M’serir, nel Dades, e
parcheggiare il vostro 4x4 polveroso e stanco accanto ad una
scintillante berlinetta da città…).
Ma ritorniamo all'itinerario principale, sulla rotabile per Midelt:
da qui ci si spinge sempre più a sud est, fino al grande bacino di Er
Rachidia, che segna in pratica l'inizio della piana desertica che
conduce al confine algerino.
Sesto giorno:
Valle dello Ziz - Er Rachidia - Erdouf (km 200 circa)
Oltre la diga che domina alla sinistra della strada, il fiume
Ziz s'incunea in una gola dirupata e stretta che offre meravigliosi
spunti paesaggistici. Lungo il corso dei fiume tamerici e canneti fanno
da cornice a piccoli laghetti e stagni con, da sfondo, le bastionate di
roccia strapiombanti. In questa zona incontrerete il Tunnel dei
Legionario, che altro non è che una piccola galleria scavata a mano
dalle truppe della legione durante l'occupazione francese. E'
attraversata dalla carrozzabile Midelt-Er Rachidia, quindi si è
obbligati a transitarvi, ma non è certo un luogo che suscita emozioni;
nelle nostre Alpi decine di gallerie decisamente più impressionanti
sono state scavate dagli Alpini nell'ambito dei lavori di
fortificazione a cavallo dei due conflitti mondiali. Ad Er Rachidia, la
valle dei fiume Zíz si perde in una gola profonda, scavata nella piana
sulla quale s'erge la città.
Er Rachidia è una cittadina decisamente viva. I suoi 50.000
abitanti ogni sera si riversano lungo le vie del centro ed i caffè sono
sempre stracolmi. Per strada si vedono molte donne anche dopo il
tramonto, molte di esse vestono all’occidentale. Massiccia la presenza
dei militari. Numerosi alberghi e ristoranti offrono i loro servizi;
c'è anche un camping, a circa 10 km sulla strada per Erfoud.
Personalmente ho pernottato all'Hotel Oasis, alla periferia sud-est,
verso Erfoud; è un albergo decoroso, decisamente di sapore "africano" e
pulito. Il personale è davvero gentile e pronto a tentare di risolvere
qualsiasi vostro problema. Non c'è garage, ma il posto è assolutamente
sicuro. Nei dintorni dell'albergo, prendendo le stradine che portano
verso destra, incontrerete decine e decine di locali tipici, ad uso dei
locali: non vi troverete un solo turista ma vivrete momenti di una
realtà altrimenti introvabili: decine di grill fumosi con brochettes
freschissime da consumare in piedi o seduti sui gradini di un portico,
tra stuoli di gatti e bimbi vocianti, le strade invase da un brulicare
di gente colorata, a godersi il fresco della sera... E nessuno vi verrà
ad importunare; anzi la gente verrà a salutarvi per il sincero piacere
dì comunicare con voi.
I famigerati procacciatori di affari ad Er Rachidía io non li ho mai
incontrati, a parte qualche timida offerta dì guide per escursioni
verso la vicina Erfoud. Se invece volete a tutti i costi utilizzare la
vostra Air Camping, procedete sulla strada per Erfoud. Oltre l'incrocio
che conduce all’Hotel Oasis, superate il ponte sullo Ziz, lasciate
sfilare sulla destra la recinzione di un sontuoso Hotel a
cinque stelle e superate i sobborghi meridionali della città. A
circa 8 km dall'incrocio troverete un cartello sulla destra che riporta
l'indicazione del Sahara 4x 4 Tourist Camp. Una breve sterrata conduce
sul limitare dei giardini che sono adiacenti al Campo. Pare non offrano
servizio di ristorazione, quindi dovrete essere autosufficienti per
quanto riguarda il vitto. (Se avete qualche problema, di qualsiasi
genere esso sia, andate a mio nome all'hotel Oasis e chiedete di Hassan
Wahidi, tel. 2519, sarà felice di aiutarvi).
La strada che da Er Rachìdia conduce ad Erfoud costeggia il solco
fluviale creato dallo Ziz nelle rocce di arenaria.Oltre i sobborghi del
capoluogo, il panorama sulla valle è meraviglioso: un susseguirsi di
oasi lussureggianti, giardini ben curati, piccoli villaggi. Diversi
punti panoramici sullo strapiombo.
Arrivando ad Erfoud si vedono sulla destra piccole dune di
5/10 metri di altezza, dalla disposizione caotica. Uno strano pozzo
attirerà la vostra attenzione a circa 5 km da Erfoud: una zampillante
colonna d'acqua che si solleva da una condotto posta al centro di una
vasca circolare. Si tratta di una sorgente d'acqua solforosa non
potabile. L'abitato di Erfoud è preannunciato da un sobborgo molto
pittoresco; la carrozzabile fiancheggia la cinta muraria di un'antica
Kasbha, sfila al limitare di alcuni giardini, per tuffarsi nella via
principale di Erfoud. (Distributore di benzina appena entrati sulla
sin. Diverse botteghe di gommisti e meccanici ai lati della strada).
L'Hotel Tafilalet si trova sulla sin., lo si riconosce dal muro
rivestito di piastrelle verdi e dal parcheggio adiacente, solitamente
zeppo di 4x4 e bus dei tour organizzati che qui scendono per recarsi
all'Erg Chebbi. L'Hotel è molto bello ma assai caro. Si può usufruire
della piscina anche se non vi si alloggia pagando un ticket irrisorio;
può essere una piacevole pausa "rinfrescante" nel corso della discesa
verso il sud. All'hotel Tafilalet potete informarvi per avere delle
guide per itinerari in 4x4, anche se la maggior parte di esse non
conosce altro itinerario se non la classica Erfoud-Merzouga e ritorno,
per la quale la guida davvero non occorre... Ma qui potete chiedere di
Aziz Belmadani, un ottimo giovane, che non possiede una vettura 4x4 ma
che può guidarvi con sicurezza lungo la pista Taouz-Mahamid lungo il
confine algerino. Può condurvi anche lungo la pista delle miniere che
da Taouz risale a nord verso Rissani, o a M'fis,circumnavigando l'Eirg
Chebbi (anche per questi ultimi due itinerari ritengo superflua la
guida se si hanno buone conoscenze di navigazione).
Oltre il Tafilalet, sempre sullo stesso lato, trovate un buon
ristorantino a prezzi modici,con ottimi piatti locali. Lo riconoscerete
dalle foto della Parigi - Dakar appese all'interno; solitamente non è
frequentato dai turisti.
Settimo giorno:
Erdouf - Merzouga - Taouz - Pista delle miniere -
Rissani - Sigilmassa - Mecissi (km 100 circa)
Da Erdouf una pista conduce a Merzouga e all'Erg Chebbi. La maggior
parte delle pubblicazioni riferisce che l'erg Chebbi è l'unico
erg che si trova in Marocco: è falso. A parte le formazioni dunarie
che si trovano lungo il confine mauritano, nelle depressioni dei
Jebel tra Erfoud e Mahamid e a parte gli agglomerati sabbiosi di
Laayoune e Dachla, a sud di Mahamid si trova l'Erg Debaia, propaggine
dell'Erg Occidentale Algerino. L'erg Chebbi non è che un catino
sabbioso di dune piramidali non ordinate in cordoni e vallate,
circoscritto dalle montagne a nord ovest e dall'hammada a sud
est. La sua ampiezza si limita a qualche decina di chilometri in senso
nord-sud ed a circa 50 km da est ad ovest. Le formazioni dunarie più
elevate si trovano nei pressi dell'abitato di Merzouga, quasi
ai margini orientali dell'Erg. Numerosi villaggi si susseguono lungo la
pista tra Erfoud e Merzouga ed anche oltre Merzouga, verso Taouz al
confine con l'Algeria. Consiglio di procedere oltre Merzouga e
circumnavigare l'Erg almeno fino a M'fis,per godere dei silenzi
dell'erg lontano dalle centinaia di turisti che ogni giorno
affollano le dune intorno a Merzouga.
Bel chott tra Merzouga e Taouz. Si segnalano siti
rupestri nelle vicinanze di Taouz. Visitarli è quasi
impossibile: al vostro ingresso in paese verrete letteralmente assaliti
da decine di ragazzi che vi faranno passare la voglia di fermarvi; i
militari dei posto di confine non sono dei più socievoli. Le dune di
Merzouga sono meta di escursioni per i locali che vi si recano per
effettuare sabbiature terapeutiche nei mesi estivi; non vi sarà
difficile vedere persone completamente sepolte nella sabbia rovente,
col capo riparato da un ombrello. Fate molta attenzione
nell'attraversare i villaggi: centinaia di bimbi sbucano dalle viuzze e
rischiate di investirli. Una bella foggara si vede accanto
all'oasi immediatamente precedente Merzouga. Un pozzo alimenta i
giardini, che sono una meraviglia di silenzio e frescura anche in
agosto. Il lago stagionale segnalato da molte guide è asciutto ormai da
tre anni anche in inverno.
La famosa Valle dei fossili è la regione che si estende
sulla sin. della rotabile che da Erfoud porta all'Erg Chebbi. L'hammada
che vi troverete a percorrere è un fondo marino dei Cretaceo; gli
indigeni la sfruttano per vendere ai turisti dei manufatti litici
contenenti fossili. Alcuni di questi oggetti sono di pregevole fattura
e costano una sciocchezza. (Fate caso al bancone della Reception
dell'Hotel Tafilalet di Erfoud: è un unico blocco litico con centinaia
di fossili del Cretaceo...). Diverse capanne, lungo la strada ed
all'interno dell'hammada non sono che le botteghe di questi
artigiani dei fossili. Andate a visitarle: vi offriranno un buon tè e
troverete begli oggetti.
(ATTENZIONE: la grande pista di confine che da
Taouz conduce a Mahamid è vietata e soggetta al controllo dei militari:
per percorrerla occorrono permessi specifici. So che molti la seguono
senza questi documenti e che i gendarmi incontrati non hanno mai posto
questioni…ma è comunque illegale ed il rischio di sconfinare in Algeria
(se sorpresi sono grane!) è elevato. C’è una disputa in corso
sull'andamento di queste frontiere e non tira aria tranquilla.
Rissani viene descritta dalle guide come un luogo
fondamentale, da non perdere... lo l'ho visitata tre volte, e tre volte
sono letteralmente fuggito inseguito da stuoli di motorini e biciclette
di "guide" di un'insistenza sconcertante. La piazza mercatale è
materialmente inavvicinabile a causa di questa abitudine dei locali,
abitudine peraltro alimentata dalla massa di turisti dei tour
organizzati, il più delle volte facilmente raggirabili e di facile
portafoglio,che qui calano a migliaia... Rissani rimane oggi un
crocevia importante, nodo stradale che collega la valle dello Ziz a
Tinherir, Tazzarine, Ouarzazate o Zagora. E' punto di partenza per la
via più breve per scendere all'Erg Chebbi o a Taouz. Totalmente deserto
è invece il periplo sterrato che costeggia la periferia sud della
città, indicato da un cartello stradale proprio dirimpetto le rovine di
Sigilmassa. Ho letto su alcune rinomate guide che questo"circuito" è
deludente. Io l'ho trovato interessante: ho incontrato contadini al
lavoro, fermandomi a discorrere con loro, ho assistito ai lavori di
irrigazione dei giardini, trovato scorci meravigliosi di vita
quotidiana intorno ai pozzi ed alle fontane, ho passeggiato
indisturbato tra le coltivazioni, ho ammirato i giochi dei bambini nei
cortili... 12 km di tranquillità proprio accanto al caos di pullman e
4x4 del centro di Rissani. C'è poi, in questo circuito, l'emozione di Sigilmassa.
E' vero che le rovine non sono che poveri ruderi, ma pensare che quei
ruderi sono stati una delle città più potenti ed importanti di tutto il
Sahara mette impressione. La caduta di prestigio della città, con la
fondazione di Tindouf ed il dirottamento dei traffico commerciale verso
di essa, ne segnò la condanna e l'abbandono graduale; così come avvenne
a Murzuq, in Libia, a Timbouctou in Mali... Ma tra le rovine resta come
un profumo di passato luminoso che suscita davvero emozione.
Sulla strada per Tinherir si apre la rotabile per Mecissi,Tazzarine,
Zagora, asfaltata e poco frequentata. Da questa stessa rotabile si
dipartono due piste che scendono direttamente a sud verso Zagora
attraverso i Jebel ed il colle Tafilalet. Una più breve
parte da Tazzarine ed in 90 km conduce all'ansa del Draa a sud di
Zagora. E' una pista scorrevole per i primi 30 km, assolutamente
impegnativa nei restanti 60, con passaggi quasi trialistici sul fondo
sassoso di ouadi disastrati. Un'altra pista, lunga circa 330
km, parte invece da Mecissi e punta su una serie di villaggi posti
nelle valli dei jebel: Fezzou, Oum Jirane,Tissemimoune. Si
unisce alla traccia proveniente da Tazzarine poco oltre il passo dei
Tiz 'n Tafilalet.
Entrambe hanno come punto di arrivo l'oasi di Zagora sul
corso dei Draa. In entrambi i percorsi,quasi totalmente infrequentati,
è notevole la possibilità di smarrire la giusta via. Numerose tracce
conducono ad est, verso l'Algeria, altre riportano all'asfalto in
direzione di Alnif e Tazzarine. A sud est dell'abitato di Fezzou
numerosi chott di fondo cedevole inducono a compiere un ampio
giro che porta sempre più alla deriva verso est, seguendo tracce
fievoli che terminano in una depressione sabbiosa di alcuni km quadrati
posta a ridosso delle montagne che separano questa regione dal corso
inferiore dello Ziz. Nella parte settentrionale del percorso, nei
dintorni di Tazzarine, sono segnalate incisioni rupestri. Tutta la zona
è ricca di fossili anche se in percentuale nettamente inferiore
rispetto alla regione a sud ovest di Erfoud. Nei pressi del villaggio
di Tissemimoune dei ragazzi vendevano interessanti reperti fossili e
geodi. Numerosi accampamenti di nomadi tra le gole dei Jebel
lungo tutto il percorso a sud di Oum Jirane.
Ottavo giorno:
Mecissi - Zagora (pista) - Tagounite (solo 4x4) (km
290 circa)
Zagora è una città priva di interesse, a meno che non si
arrivi dalle piste: è infatti un buon posto dove far rifornimento e
consumare un buon pasto in uno dei numerosi ristoranti. Vi sono diverse
stazioni di servizio, due con autolavaggio (concordate il prezzo
prima!). La strada che esce dal paese a nord conduce a Ouarzazate,
lungo il Draa, tra palmeti e giardini di incommensurabile bellezza. La
rotabile che va a sud est conduce a Mahamid, all'ansa del Draa, in
prossimità dei confine algerino. Lungo questa strada si attraversa
Tamegroute citato nelle guide per la presenza della sua scuola coranica
e per le isolate formazioni dunarie che si trovano a pochi km
dall'asfalto; non merita una deviazione. Tra Tamegroute e Mahamid la
strada supera un valico sul Jebel Bani che offre una splendida vista
sulla valle dei Draa e sulla pianura che conduce a Mahamid e Foum
Zguid.
Prima di giungere all'abitato di Tegounite un cartello in
legno,dipinto in giallo e blu, sulla sinistra, indica il bivio per
Kasbha Issfoul, luogo davvero meraviglioso. Il maestro elementare
della Kasbha è il proprietario di un alberghetto, il Bivouac Isfoul,
splendida oasi tra le dune dorate proprio di fronte all’antica
fortezza. L'ingresso alla struttura implica lo scavalcamento di una
piccola duna di sabbia cedevole, ma non ci sono problemi. La piscina
non è che una vasca di acqua di sorgente, ma in estate merita un tuffo.
Gente semplice e davvero gentile. Questo luogo è assolutamente
imperdibile!!! Un ragazzo del luogo, Boubker lkhlaff, se vi interessa
può farvi da guida sulle piste circostanti,anche fino a Foum Zguid o
all'Erg Debaia... Nell'oasi di Oum Lalek, posta a circa 10 km dall'erg
Debaia, l'acqua è abbondante. Un ex professore di filosofia nativo di
Essaouira vi ha aperto un Bivouac, sempre deserto anche per la poca
socialità dell'individuo in questione. Una famiglia di pastori vive
nelle vicinanze. L'oasi sorge nelle vicinanze di un marabutto: è un
luogo sacro ed è credenza dei locali che porti sfortuna cogliere i
datteri per consumarli altrove: consumateli lì, non si sa mai!
Circa 60 km a sud dell’oasi si apre la pianura del lago fossile di
Iriki, grande specchio d’acqua bacino di raccolta dei torrenti del
Bani. Recenti spedizioni archeologiche hanno rilevato un’ingente
quantitativo di fossili del cretaceo anche in questa regione ar
gillosa. A Tegounite c'è una pompa di carburante, ma è spesso
a secco: vista la relativa vicinanza con Zagora conviene fare il pieno
di serbatoi e riserve nel capoluogo,onde evitare sorprese. In caso di
estrema necessità potete chiedere al Bivouac Issfoul di vendervi della
nafta:ne hanno una scorta. Nello splendido paradiso del Bivouac Issfoul
(cartello stinto a nord della strada, 5 km prima del paese) è possibile
pernottare.
Nono giorno:
Tagounite - Foum Zguid passando per l'Erg Debaia (solo
4x4) (km 150 circa)
A sud-est di Mahamid il Draa si piega a sud con un'ampia ansa. La
pista che collega Tagounite a Foum Zguid corre parallela al Draa tra il
letto dei oued ed il Jebel Bani ad ovest. Tutta la regione è
caratterizzata da terreno duro intercalato a vaste distese cedevoli,
residui melmosi ed argillosi. Più ad est le sabbie hanno il
sopravvento,sino a degradare nella piatta hammada di Tindouf.
Una appendice di erg oltrepassa il Draa e si spinge fin quasi
alle pendici del Jebel Bani, prolungamento dell'Erg Occidentale
Algerino: si tratta dell'Erg Debaia, chiamato dai berberi Ch
Gaga, grande mare di sabbia. Esso non è direttamente visibile dalla
pista che conduce a Foum Zguid; all'altezza dell'oasi sopra citata di
Oum Lalek, circa 60 km a sud di Maharnid, occorre abbandonare la pista
con una deviazione di 90° verso est. Dopo circa 15 km, oltre un
colletto tra colline tabulari ed una ripida salita sabbiosa, il mare di
sabbia appare di fronte, dominato da alcune dune piramidali che
sfiorano i 150 m. A differenza dell'erg Chebbi, questa conca sabbiosa
non è delimitata da montagne, ma sembra continuare verso est fino
all'orizzonte senza soluzione di continuità. ln realtà l'Erg Debaia è
diviso dall'Erg Occidentale Algerino dalla valle del Draa, a qualche
decina di km più ad est. Dall'alto dei siouf si possono ben
notare stretti gassi raggiungibili in 4x4 solamente dietro attento
esame degli itinerari, in quanto mancano vere e proprie valli
interdunarie e si vedono numerose formazioni ad anello anche se con
creste non eccessivamente elevate. Le dune vere e proprie sono
anticipate da una piana sabbiosa piuttosto cedevole (ATTENZIONE:
numerose formazioni di terreno più consistente formano scalini
perpendicolari alla direzione di avvicinamento all'erg di anche
60 cm di altezza che, se presi a velocità sostenuta, possono provocare
seri danni ai ponti!) La sabbia si presenta in tonalità più chiare
dell'Erg Chebbi ed i granelli sono di grandezza più consistente. Nomadi
accampati a qualche km dalle dune.
Foum Zguid a prima vista può apparire assolutamente anonimo
è in realtà una bella oasi, posta proprio nella valle di sbocco del
fiume Zguid dal Bani verso la piana di Iriki… E’ raggiungibile da
Mahamid previo attraversamento di un insidioso chott e di 120
km di pista pessima. Ha un'importanza capitale in quanto è snodo
stradale per le maggiori località della regione. Di qui infatti, per
asfalto, si raggiunge Ouarzazate e la valle dell'alto Draa oppure,
sempre su asfalto ma verso sud, le oasi di Tata ed Akka, lungo il corso
del basso Draa; o, ancora oltre, Guelmine e Cap Draa sull'Atlantico. La
strada che segue il corso dello Zguid fino a Tazenahkt si snoda
attraverso paesaggi da mille ed una notte fatti di arenaria resa un
merletto dal vento…. Se volete pernottare in città recatevi al
bell’Hotel Iriki, alla periferia sud. La cucina è ottima, l’accoglienza
anche. Pulito e con aria condizionata (ottima cosa d’estate: in agosto
in questa regione il termometro supera di parecchio i 50 gradi!). Il
palmeto è ombroso e molto tranquillo.
Decimo giorno:
Foum Zguid - Ouarzazate - Ait Ben Haddou (km 150
circa)
Giunti nella alta valle del Draa a Zagora, se non vi interessa
raggiungere il sud est di Mahamid o il sud di Tata, Akka, Guelmine e
Tan Tan, potete fare rotta verso ovest, alla volta di Ouarzazate.
Questo grosso centro ampliatosi intorno alla kasbha
originaria ai tempi della dominazione francese non presenta grossi
spunti di interesse paesaggistico. Consiglio di proseguire verso nord
ovest fino all’abitato posto in prossimità del bivio per il villaggio
berbero di Ait Ben Haddou (cartello sulla destra provenendo da
Zagora. Posto di polizia fisso, pattuglie in motocicletta. Siamo su una
delle maggiori arterie di collegamento di tutto il Paese. Il traffico
turistico è intenso). Ait Ben Haddou è una splendida kasbha
restaurata in parte, posta a circa 15 km a nord della strada
Ouarzazate-Marrakech. Domina un'ampia valle ed un piccolo villaggio
meta di migliaia di tour organizzati. Nonostante la grande affluenza
turistica non vi ho mai trovato venditori insistenti o guide
asfissianti; è anzi un luogo tranquillo. Nell'estate '98 hanno aperto
un piccolo camping proprio a pochi passi dalla strada principale. Un
ampio parcheggio si apre a destra della strada in prossimità di due
Hotel posti ai due lati del vicolo d'accesso alla kasbha.
(Parcheggiate altrove: qui troverete parcheggiatori di professione che
pretenderanno un compenso per custodire l'auto!).
La kasbha merita senza dubbio una visita accurata:
dalla sommità si gode di un panorama mozzafiato sulla valle e sulle
alture verso nord ovest in direzione di Telouet. Alcune famiglie di
berberí abitano nelle dimore più basse, vicino ai giardini e non amano
essere fotografati. I torrioni della porta meridionale, restaurati in
occasione dei film Gesù di Nazareth, hanno parti in carton gesso, ma
buona parte della struttura è originale. In alcune case sono state
aperte piccole botteghe di oggettistica per turisti. I giardini,
situati a sud della fortezza, sono in degrado ma nascondono
meravigliosi scorci naturalistici. La parte sommitale della kasbha,
la più antica, è totalmente in rovina: attenzione ai massi pericolanti.
Undicesimo giorno:
Ait Ben Haddou - Telouet (pista solo 4x4) - Marrakech
(km 150 circa)
La valle che unisce Ait Ben Haddou a Telouet è
meravigliosa: un susseguirsi continuo di giardini, kasbhe,
piscine naturali, distese di giunchi, boschetti di tameríci, il tutto
incassato in gole strapiombanti di arenaria rossa dominate da tozzi
rilievi tabulari. Paesaggio selvaggio e splendido. La pista è
abbastanza impegnativa ma percorribile con tranquillità in circa tre
ore (45 km circa). Telouet è un paese anonimo dominato però da
una kasbha imponente, di particolare struttura architettonica:
è un complesso fortificato con torri imponenti e con tetti in tegole di
colore verde smeraldo: in tempi passati si trattava di una residenza
reale (La visita è subordinata alla presenza all'ingresso del guardiano
governativo che possiede le chiavi dei cancelli).
Dai tetti splendida vista sulla valle che porta al Tiz 'n Tika,
verso Marrakech. All'interno splendidi saloni con stucchi e gessi
finemente lavorati, soffittature cesellate e pavimenti in marmo
bianco.Vale una visita; nonostante l'abbandono in cui versa, la
kasbha (che poi kasbha non è!) dà ancora l'idea dei fasti
regali che essa conteneva. Il villaggio vecchio, posto a ridosso delle
mura del palazzo,è ormai abbandonato ed è luogo di gioco per i bimbi
della città nuova distante 1 km. Nella città nuova è possibile
pasteggiare in diversi ristorantini, alcuni anche invitanti; negoziettì
di alimentari e piccole botteghe sulla piazza principale.
Dodicesimo e tredicesimo giorno:
Marrakech
Ho lasciato per ultima Marrakech. Marrakech
l’inghippo, l’attrazione per i turisti, Marrakech la finta, la città
dei ricchi sfondati e dei più poveri tra i poveri… ma anche Marrakech
incantata, Marrakech che non si può non visitare e, lasciata, non si
può dimenticare fino al punto da tornarci e tornarci ancora perchè
l’emozione di Djema El Fna non è descrivibile a parole, non è possibile
dipingerla o fissarla in una foto. Marrakech è da vivere, da sentire
con le mani e con l’olfatto, è da ascoltare nei suoi infiniti rumori,
richiami, urla… Marrakech dal traffico da incubo, dalla gente che
riempie le strade, Marrakech della Kotubia, simbolo stesso del Marocco
e dell’Islam… Marrakech delle vetrine che non sfigurerebbero in San
Babila a Milano, nelle grandi vie della città nuova…
E poi le mura antiche, le porte, ed all’interno la realtà esplosiva
di una cultura ed una società incredibilmente diverse dalle nostre
eppure egualmente ricche. Non amo le città. Prediligo i grandi spazi,
la solitudine delle sabbie e delle piste, ma non posso non amare
Marrakech. Marrakech non è Fes, non è reale, ma proprio questa sua
irrealtà la rende unica in tutto il Maghreb. In nessun altro luogo si
respira l’aria di Marrakech, in nessun altro luogo potrebbe esistere
una piazza come Djema El Fna. Per questo motivo un
viaggiatore delle sabbie come me, solitamente in fuga dai grandi
agglomerati urbani e dai grandi ammassi di folla, si è tuffato nel caos
di quella piazza più volte in più anni, toccando ogni volta una
Marrakech diversa, portandomi via sensazioni ogni volta diverse, ogni
volta indelebili, ogni volta più forti. Non vi racconto Marrakech: sono
migliaia i libri che parlano dei suoi monumenti, delle sue genti, delle
sue strade, della sua storia antica e recente. Non ve la racconto
perchè, stranamente, Marrakech è per me come la sabbia: non la si può
raccontare, ma solo vivere…
Quattordicesimo giorno:
Marrakech - Essaouira - Casablanca (km 530 circa)
Raggiungiamo Essaouria nel primo pomeriggio. Memori delle
passate esperienze estive in questa città lasciamo l’auto ben lontana
dalle mura del borgo vecchio e ci inoltriamo nella cittadina a piedi.
Ci colpisce subito la tranquillità del luogo: giriamo per diverse ore
nei vicoli senza subire alcuna pressione da venditori e procacciatori.
Passeggiamo indisturbati anche nella zona delle bancarelle dove si
arrostisce il pesce. Sulle spiagge invece la ressa,e non è un gioco di
parole, oceanica: insieme a Larache, Asilah e Tan Tan Plage questa
cittadina è la meta più ambita per le vacanze al mare dei marocchini
benestanti.
Circa 70 km a nord di Essaouira abbandoniamo la strada principale
per imboccare la via costiera, che ci regala panorami fantastici, a sud
di Safi. Visitiamo alcuni villaggi di pescatori e pranziamo sulla riva
dell’Oceano, completamente isolati…Il panorama dalle spiagge, battute
dai venti, è meraviglioso. Qualche decina di km prima di Essaouria
scendiamo per una breve pista fino ad un piccolo golfo naturale dove
sorge un piccolo villaggio. Le barche sono ancorate nella rada ed un
manipolo di uomini stanno sulla risacca intenti ad ordinare le reti. Un
istmo di rocce erose dal mare separa le acque tranquille
dell’insenatura dalle onde dell’Oceano. Una pace incredibile regna sul
villaggio.
Quindicesimo giorno:
Casablanca - Larache - Tangeri (km 371 circa).
Libri consigliati:
Robogabr'aoun - La sabbia è in me. Modena,
Mucchi, 2001.