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L'Atlante e il centro-sud, fino ai confini del deserto

aggiornamento: 08/12/2010

A cura di: RoboGabr'Aoun

Punto di Partenza e di Arrivo:
Ceuta - Tangeri
Durata del Viaggio:
15 gg. (senza varianti e deviazioni) - ca. 2800 km
Mezzo di Trasporto:
auto; 4x4
Difficoltà ed Imprevisti:
nessuna
Spesa approssimativa:
n.d.

Primo giorno:

Ceuta - Tetouan - Chechaouen - Fes (km 274)

La strada costiera Ceuta (Sebta) - Tetouan (42 km) attraversa una zona residenziale della locale classe benestante. A Tetouan si possono visitare i souk della sua pittoresca medina e passeggiare lungo gli stretti vicoli fino a raggiungere la kasba, da cui si gode un'ampia veduta della città e dei suoi giardini. (Tetouan è una cittadina con una elevatissima concentrazione di malavita: prestate dunque la dovuta attenzione!) Lasciata Tetouan seguite le indicazioni per Chechaouen (Chaouen) - Fes -Meknes. Subito oltre Tetouan la strada si restringe, costeggia la discarica dei Paese e si inerpica ripida lungo i primi contrafforti del Rif. Questa catena montuosa è la naturale prosecuzione della Sierra della penisola iberica: monti brulli ed arsi dal sole con vegetazione arbustiva ed uliveti (le costruzioni si caratterizzano per le coperture in lamiera ondulata). Numerose greggi di ovini e piccole mandrie di vacche si intravvedono sui versanti lungo la strada; i villaggi, man mano che si sale, si diradano. Un primo colle libera l'orizzonte consentendo una splendida visuale sulle valli sottostanti; diversi bacini artificiali si aprono sulla destra della strada ed ampie piazzole consentono la sosta per le fotografie. Nella stagione invernale i corsi d'acqua sono gonfi e limacciosi e, solitamente, tracimano a livello delle rare spianate (nell'inverno '97 tra Chechaouen e Ouezzane ho dovuto affrontare ben tre guadi lungo la statale, uno dei quali con acque fino a 50 cm!)

A Chechaouen la strada percorre un'ampia vallata: il paese s'intravvede sulla sinistra, arroccato sulle pendici della montagna. E' un paesino pittoresco e architettonicamente incantevole con le casette immacolate di calce. Ma l'opprimente presenza sia dei venditori di kjf (ne è uno dei maggiori centri di spaccio) sia l'assillante presenza di procacciatori di affari, parcheggiatori e rompipalle in genere ad ogni angolo, fa presto dimenticare la bellezza del luogo in favore di una salutare fuga verso luoghi meno stressanti. L'artigianato è ad uso dei turismo di massa e le strutture ricettive, nonostante l'apparenza sontuosa, lasciano assai a desiderare mentre i costi sono elevati. Oltre Chechaouen, tra questa e Ouezzane (69 km), la strada attraversa vaste distese di conifere ed affronta numerosi colli. (Consiglio l'itinerario per Ouezzane perché la tratta che passa per Ketama è dominio degli spacciatori di kíf. Non vi sono problemi per la sicurezza, ma l'impressionante numero dei posti di blocco della Gendarmeria è veramente snervante!) Sulla tratta Chechaouen - Ouezzane vi è un solo posto di controllo e la strada è solitamente deserta, assolutamente non battuta dai tour organizzati. Oltre il centro abitato di Ouezzane la strada scende verso la piana di Meknes attraverso immensi campi ondulati. I rilievi si addolciscono via via che si scende lasciando spazio a vasti altopiani di selvaggia bellezza. Proseguite per Fes.

Secondo e terzo giorno:

Fes

Fes, forse la più bella delle Città imperiali, merita sicuramente una sosta di un paio di giorni. Situata in splendida posizione, tutta circondata da colline, a differenza di Marrakech essa conserva inalterate le sue caratteristiche culturali. Per notizie in dettaglio sulla città di Fes rimando alle innumerevoli guide già in commercio. Ricordate comunque che Fes el-Bali (vecchia Fes) merita una visita accurata e fatta senza fretta: è qui che si trovano le più celebri moschee e madrase della città come la Moschea degli Andalusi e la Moschea Karaouiyine, la madrasa Attarine e quella di Bou Inania, il santuario di Moulay Idriss e il Palazzo di Bou Jeloud. A Fes Djedid (nuova Fes) trovate invece il Palazzo reale, la Grande Moschea e la Moschea di Moulay Abdallah. A proposito dell'"assedio" dei procacciatori d'affari devo dire che Fes ne sembra immune; ho percorso la medina di Fes el Bali e di Fes Djedid in lungo ed in largo e nessuno mi ha minimamente infastidito, anzi, tutte le persone con le quali ho avuto contatti si sono mostrate gentilissime e cordiali. Consiglio la visita dell'esposizione del Mastro dei Portali, artista dell'ottone. Diverse scuole coraniche sono aperte alle visite: sono luoghi affascinanti. Il quartiere dei conciatori è ormai famoso nel mondo, e gli articoli in vendita sono di ottima qualità e minimo costo. Una breve gita sulla strada panoramica vi consentirà di avere una visione dall'alto delle medine con i monti della regione di Taza da sfondo: un quadro mozzafiato.

Le strutture ricettive non mancano. Ritengo che una buona sistemazione economica sia il Camping Municipale, qualche km ad est della città: è un luogo sicuro, offre tutti i servizi di un camping di medio livello con in più una ampia piscina, toccasana in occasione di un viaggio estivo. Nel Camping è possibile assoldare una guida per la visita della città (circa 6 ore di visita) e recarvisi con un taxi lasciando le auto nel complesso, senza alcun timore di furti. Il costo di una guida si aggira sui 21 euro, a prescindere dal numero di persone che verranno accompagnate. Per il taxi il costo a/r è di circa 3 euro. Non abbiate timore dì non trovare il Camping: all'entrata di Fes verrete letteralmente assediati da torme di giovani (ed anche meno giovani) in motorino che vi offriranno i loro servigi. Con 1 euro lire vi toglierete il pensiero dell'assedio e vi risparmierete una non facile ricerca: il fortunato prescelto vi farà strada fino all'ingresso dei Camping.

Quarto giorno:

Fes - Taza (km 150 circa)

Da Fes il nostro itinerario volge alla volta di Taza, antico caposaldo dei Riff: la strada che porta a Oujda conduce a Taza in circa 150 km. A circa mezza via, nei pressi di un immenso bacino artificiale si diparte sulla destra la deviazione per il Parco di Friouato. Questo Parco statale ad un primo approccio non appaga: la strada sale attraverso boschi di conifere abbastanza anonimi, specialmente per un viaggiatore proveniente da paesi boscosi come il Nord Italia e l'Europa in genere. Ma, poco dopo, la vista si ritrova a spaziare in un altopiano stupefacente, verdissimo in inverno, stepposo in estate, punteggiato di rare capanne in fango e paglia, a tetto piatto, di fattura quasi nepalese... Tutt'intorno una corona di alte vette, per 5 mesi l'anno incappucciate di neve. E poi le gole strette e vertiginose, giù, verso Taza. Nei pressi del margine orientale dell’altipiano si apre la caverna di Friouato, grande antro con volta crollata, visitabile per pochi euro. Scendendo a Taza, visibile ad est dal bordo dell'altopiano, numerosi torrentelli in inverno scendono spumeggiando in stretti canaloni dando vita a cascate anche di notevoli dimensio ni.

Taza troneggia su di un colle vasto e pianeggiante, crocevia in passato di grande importanza strategica tra il Rif e l'Atlante, sede dì sanguinose rivolte. Oggi è un tranquillo borgo di case bianche, suddiviso in due distinte parti, bassa (nuova) ed alta (antica). Potete visitare la Moschea degli Andalusi, la madrasa merinide, la torre saracena, il curioso minareto della Djamaa Es Souk, la Grande Moschea e i bastioni, spesso costruiti a picco sul dirupo. Ogni sera, nel centro della città nuova, un piccolo ma coloratissimo mercato anima le vie. Ristorantini ad uso dei locali si aprono nei vicoli ed ogni genere di mercanzie viene esposto lungo i marciapiedi: la gente dì Taza, almeno per quanto riguarda la mia personale esperienza, è assolutamente ospitale.

Quinto giorno:

Taza - Midelt - Er Rachidia (km 430 circa)

Da Taza si prosegue fino a Guerciff, dove si devia a tutto sud per imboccare la stradina strettissima che, in 350 km, conduce a sud di Midelt, attraverso l'AntiAtlante ed escludendo i rilievi di lfrane, Azrou ed in generale la regione dei Cedri. Tra Guerciff e l'innesto della statale Midelt – Er Rachidia, 350 km più a sud-est non c'è assolutamente nulla! Solo arenaria, sabbia e cespugli, in un susseguirsi incredibilmente scenografico di tavolati e pinnacoli rossi con, sulla destra a circa 100 km, le alte vette d'Atlante. Il nastro d'asfalto è in condizioni pessime e non consente il passaggio contemporaneo di due veicoli. Non vi sono distributori fino ad Er Rachidia o Mideit: calcolate quindi con prudenza le scorte di carburante. Lo spettacolo è emozionante, una fascia pre-desertica che può anche suscitare angoscia, ma che mette il viaggiatore in sintonia con il paesaggio che incontrerà scendendo a sud, oltre Er Rachidìa.

VARIANTE:

Le piste tra i cedri: Fes-Ifrane - Azrou - Foresta di cedri (km variabili a seconda delle tratte percorse nella foresta)

Da Fes proseguire alla volta di lfrane, centro di villeggiatura posto a 1650 m di altitudine. Poco oltre l'abitato di lfrane, superato l'aeroporto visibile in lontananza sulla destra, la statale per Midelt sale verso una zona boscosa. Siamo alle pendici della Regione dei Cedri. Dopo pochi tornanti un enorme cartello turistico indica, sulla destra, una diramazione verso la Foresta di Cedri(100.000 ettari): la imbocchiamo. Il sottile nastro di asfalto si biforca dopo alcune centinaia di metri: teniamo la sinistra e penetriamo nella foresta. Più avanti la foresta dirada e si accede ad un vastissimo altopiano erboso, fresco anche in piena estate. Numerose tende di nomadi punteggiano la piana. Appena oltre gli ultimi cedri una deviazione segnalata (cartello illeggibile) conduce ad uno specchio d'acqua che lambisce gli alberi verso monte ed ospita in estate famiglie di nomadi con le loro greggi: se lo chiedete vi permetteranno di pernottare presso il loro campo.

Tornati alla strada principale si prosegue ancora sulla piana per circa 15 km. A destra ed a sinistra numerose sterrate portano alla foresta che circonda l'altopiano. E' possibile, su queste piste, incrociare taglialegna con i loro enormi autocarri da trasporto. E' gente cordiale, non avvezza ad incontrare turisti: saranno lieti di scambiare due parole con voi e vi inviteranno a fermarvi presso le loro baracche, nel folto della foresta.

La strada prosegue fino a Khenifra, capoluogo della tribù degli Zaiani, e situata a 830 m di altitudine sulla riva destra dell'Oum er Rebia. Consiglio di pernottare al limitare della piana e ritornare poi sulla strada per Midelt. Nella zona numerose piste si dipartono verso i rilievi a lato della spianata: alcune di esse portano verso oriente ed è possibile raggiungere tramite queste la località di lmilchil e, di qui, le valli dei Dades o di Todra. (Per questo tipo di tracciati, quasi di tipo trialistico, rimando alle edizioni Road Book della Pirelli. Se siete in cerca dei fuoristrada ad ogni costo, diversi spunti di quei road book faranno al caso vostro.

ATTENZIONE: una nuova rotabile asfaltata, recentissima, sale dall’abitato di Rich verso il villaggio di Agoudal, il più alto del Marocco e, puntando poi a nord, verso Benji Mellal, passa nel villaggio di Imilchil (ora pullula letteralmente di alberghetti) e sfiora il lago, un tempo raggiungibile solamente in 4x4 e dopo una pista piuttosto dura. Oltre il lago è possibile raggiungere sempre su asfalto Kenifrha, con soli 20 km di cantiere ancora sterrato poco oltre il lago. Potrebbe capitarvi, dunque, di spaccarvi la schiena salendo ad Agoudal in 6 ore di pista da M’serir, nel Dades, e parcheggiare il vostro 4x4 polveroso e stanco accanto ad una scintillante berlinetta da città…).

Ma ritorniamo all'itinerario principale, sulla rotabile per Midelt: da qui ci si spinge sempre più a sud est, fino al grande bacino di Er Rachidia, che segna in pratica l'inizio della piana desertica che conduce al confine algerino.

Sesto giorno:

Valle dello Ziz - Er Rachidia - Erdouf (km 200 circa)

Oltre la diga che domina alla sinistra della strada, il fiume Ziz s'incunea in una gola dirupata e stretta che offre meravigliosi spunti paesaggistici. Lungo il corso dei fiume tamerici e canneti fanno da cornice a piccoli laghetti e stagni con, da sfondo, le bastionate di roccia strapiombanti. In questa zona incontrerete il Tunnel dei Legionario, che altro non è che una piccola galleria scavata a mano dalle truppe della legione durante l'occupazione francese. E' attraversata dalla carrozzabile Midelt-Er Rachidia, quindi si è obbligati a transitarvi, ma non è certo un luogo che suscita emozioni; nelle nostre Alpi decine di gallerie decisamente più impressionanti sono state scavate dagli Alpini nell'ambito dei lavori di fortificazione a cavallo dei due conflitti mondiali. Ad Er Rachidia, la valle dei fiume Zíz si perde in una gola profonda, scavata nella piana sulla quale s'erge la città.

Er Rachidia è una cittadina decisamente viva. I suoi 50.000 abitanti ogni sera si riversano lungo le vie del centro ed i caffè sono sempre stracolmi. Per strada si vedono molte donne anche dopo il tramonto, molte di esse vestono all’occidentale. Massiccia la presenza dei militari. Numerosi alberghi e ristoranti offrono i loro servizi; c'è anche un camping, a circa 10 km sulla strada per Erfoud. Personalmente ho pernottato all'Hotel Oasis, alla periferia sud-est, verso Erfoud; è un albergo decoroso, decisamente di sapore "africano" e pulito. Il personale è davvero gentile e pronto a tentare di risolvere qualsiasi vostro problema. Non c'è garage, ma il posto è assolutamente sicuro. Nei dintorni dell'albergo, prendendo le stradine che portano verso destra, incontrerete decine e decine di locali tipici, ad uso dei locali: non vi troverete un solo turista ma vivrete momenti di una realtà altrimenti introvabili: decine di grill fumosi con brochettes freschissime da consumare in piedi o seduti sui gradini di un portico, tra stuoli di gatti e bimbi vocianti, le strade invase da un brulicare di gente colorata, a godersi il fresco della sera... E nessuno vi verrà ad importunare; anzi la gente verrà a salutarvi per il sincero piacere dì comunicare con voi.

I famigerati procacciatori di affari ad Er Rachidía io non li ho mai incontrati, a parte qualche timida offerta dì guide per escursioni verso la vicina Erfoud. Se invece volete a tutti i costi utilizzare la vostra Air Camping, procedete sulla strada per Erfoud. Oltre l'incrocio che conduce all’Hotel Oasis, superate il ponte sullo Ziz, lasciate sfilare sulla destra la recinzione di un sontuoso Hotel a cinque stelle e superate i sobborghi meridionali della città. A circa 8 km dall'incrocio troverete un cartello sulla destra che riporta l'indicazione del Sahara 4x 4 Tourist Camp. Una breve sterrata conduce sul limitare dei giardini che sono adiacenti al Campo. Pare non offrano servizio di ristorazione, quindi dovrete essere autosufficienti per quanto riguarda il vitto. (Se avete qualche problema, di qualsiasi genere esso sia, andate a mio nome all'hotel Oasis e chiedete di Hassan Wahidi, tel. 2519, sarà felice di aiutarvi).

La strada che da Er Rachìdia conduce ad Erfoud costeggia il solco fluviale creato dallo Ziz nelle rocce di arenaria.Oltre i sobborghi del capoluogo, il panorama sulla valle è meraviglioso: un susseguirsi di oasi lussureggianti, giardini ben curati, piccoli villaggi. Diversi punti panoramici sullo strapiombo.

Arrivando ad Erfoud si vedono sulla destra piccole dune di 5/10 metri di altezza, dalla disposizione caotica. Uno strano pozzo attirerà la vostra attenzione a circa 5 km da Erfoud: una zampillante colonna d'acqua che si solleva da una condotto posta al centro di una vasca circolare. Si tratta di una sorgente d'acqua solforosa non potabile. L'abitato di Erfoud è preannunciato da un sobborgo molto pittoresco; la carrozzabile fiancheggia la cinta muraria di un'antica Kasbha, sfila al limitare di alcuni giardini, per tuffarsi nella via principale di Erfoud. (Distributore di benzina appena entrati sulla sin. Diverse botteghe di gommisti e meccanici ai lati della strada).

L'Hotel Tafilalet si trova sulla sin., lo si riconosce dal muro rivestito di piastrelle verdi e dal parcheggio adiacente, solitamente zeppo di 4x4 e bus dei tour organizzati che qui scendono per recarsi all'Erg Chebbi. L'Hotel è molto bello ma assai caro. Si può usufruire della piscina anche se non vi si alloggia pagando un ticket irrisorio; può essere una piacevole pausa "rinfrescante" nel corso della discesa verso il sud. All'hotel Tafilalet potete informarvi per avere delle guide per itinerari in 4x4, anche se la maggior parte di esse non conosce altro itinerario se non la classica Erfoud-Merzouga e ritorno, per la quale la guida davvero non occorre... Ma qui potete chiedere di Aziz Belmadani, un ottimo giovane, che non possiede una vettura 4x4 ma che può guidarvi con sicurezza lungo la pista Taouz-Mahamid lungo il confine algerino. Può condurvi anche lungo la pista delle miniere che da Taouz risale a nord verso Rissani, o a M'fis,circumnavigando l'Eirg Chebbi (anche per questi ultimi due itinerari ritengo superflua la guida se si hanno buone conoscenze di navigazione).

Oltre il Tafilalet, sempre sullo stesso lato, trovate un buon ristorantino a prezzi modici,con ottimi piatti locali. Lo riconoscerete dalle foto della Parigi - Dakar appese all'interno; solitamente non è frequentato dai turisti.

Settimo giorno:

Erdouf - Merzouga - Taouz - Pista delle miniere - Rissani - Sigilmassa - Mecissi (km 100 circa)

Da Erdouf una pista conduce a Merzouga e all'Erg Chebbi. La maggior parte delle pubblicazioni riferisce che l'erg Chebbi è l'unico erg che si trova in Marocco: è falso. A parte le formazioni dunarie che si trovano lungo il confine mauritano, nelle depressioni dei Jebel tra Erfoud e Mahamid e a parte gli agglomerati sabbiosi di Laayoune e Dachla, a sud di Mahamid si trova l'Erg Debaia, propaggine dell'Erg Occidentale Algerino. L'erg Chebbi non è che un catino sabbioso di dune piramidali non ordinate in cordoni e vallate, circoscritto dalle montagne a nord ovest e dall'hammada a sud est. La sua ampiezza si limita a qualche decina di chilometri in senso nord-sud ed a circa 50 km da est ad ovest. Le formazioni dunarie più elevate si trovano nei pressi dell'abitato di Merzouga, quasi ai margini orientali dell'Erg. Numerosi villaggi si susseguono lungo la pista tra Erfoud e Merzouga ed anche oltre Merzouga, verso Taouz al confine con l'Algeria. Consiglio di procedere oltre Merzouga e circumnavigare l'Erg almeno fino a M'fis,per godere dei silenzi dell'erg lontano dalle centinaia di turisti che ogni giorno affollano le dune intorno a Merzouga.

Bel chott tra Merzouga e Taouz. Si segnalano siti rupestri nelle vicinanze di Taouz. Visitarli è quasi impossibile: al vostro ingresso in paese verrete letteralmente assaliti da decine di ragazzi che vi faranno passare la voglia di fermarvi; i militari dei posto di confine non sono dei più socievoli. Le dune di Merzouga sono meta di escursioni per i locali che vi si recano per effettuare sabbiature terapeutiche nei mesi estivi; non vi sarà difficile vedere persone completamente sepolte nella sabbia rovente, col capo riparato da un ombrello. Fate molta attenzione nell'attraversare i villaggi: centinaia di bimbi sbucano dalle viuzze e rischiate di investirli. Una bella foggara si vede accanto all'oasi immediatamente precedente Merzouga. Un pozzo alimenta i giardini, che sono una meraviglia di silenzio e frescura anche in agosto. Il lago stagionale segnalato da molte guide è asciutto ormai da tre anni anche in inverno.

La famosa Valle dei fossili è la regione che si estende sulla sin. della rotabile che da Erfoud porta all'Erg Chebbi. L'hammada che vi troverete a percorrere è un fondo marino dei Cretaceo; gli indigeni la sfruttano per vendere ai turisti dei manufatti litici contenenti fossili. Alcuni di questi oggetti sono di pregevole fattura e costano una sciocchezza. (Fate caso al bancone della Reception dell'Hotel Tafilalet di Erfoud: è un unico blocco litico con centinaia di fossili del Cretaceo...). Diverse capanne, lungo la strada ed all'interno dell'hammada non sono che le botteghe di questi artigiani dei fossili. Andate a visitarle: vi offriranno un buon tè e troverete begli oggetti.

(ATTENZIONE: la grande pista di confine che da Taouz conduce a Mahamid è vietata e soggetta al controllo dei militari: per percorrerla occorrono permessi specifici. So che molti la seguono senza questi documenti e che i gendarmi incontrati non hanno mai posto questioni…ma è comunque illegale ed il rischio di sconfinare in Algeria (se sorpresi sono grane!) è elevato. C’è una disputa in corso sull'andamento di queste frontiere e non tira aria tranquilla.

Rissani viene descritta dalle guide come un luogo fondamentale, da non perdere... lo l'ho visitata tre volte, e tre volte sono letteralmente fuggito inseguito da stuoli di motorini e biciclette di "guide" di un'insistenza sconcertante. La piazza mercatale è materialmente inavvicinabile a causa di questa abitudine dei locali, abitudine peraltro alimentata dalla massa di turisti dei tour organizzati, il più delle volte facilmente raggirabili e di facile portafoglio,che qui calano a migliaia... Rissani rimane oggi un crocevia importante, nodo stradale che collega la valle dello Ziz a Tinherir, Tazzarine, Ouarzazate o Zagora. E' punto di partenza per la via più breve per scendere all'Erg Chebbi o a Taouz. Totalmente deserto è invece il periplo sterrato che costeggia la periferia sud della città, indicato da un cartello stradale proprio dirimpetto le rovine di Sigilmassa. Ho letto su alcune rinomate guide che questo"circuito" è deludente. Io l'ho trovato interessante: ho incontrato contadini al lavoro, fermandomi a discorrere con loro, ho assistito ai lavori di irrigazione dei giardini, trovato scorci meravigliosi di vita quotidiana intorno ai pozzi ed alle fontane, ho passeggiato indisturbato tra le coltivazioni, ho ammirato i giochi dei bambini nei cortili... 12 km di tranquillità proprio accanto al caos di pullman e 4x4 del centro di Rissani. C'è poi, in questo circuito, l'emozione di Sigilmassa. E' vero che le rovine non sono che poveri ruderi, ma pensare che quei ruderi sono stati una delle città più potenti ed importanti di tutto il Sahara mette impressione. La caduta di prestigio della città, con la fondazione di Tindouf ed il dirottamento dei traffico commerciale verso di essa, ne segnò la condanna e l'abbandono graduale; così come avvenne a Murzuq, in Libia, a Timbouctou in Mali... Ma tra le rovine resta come un profumo di passato luminoso che suscita davvero emozione.

Sulla strada per Tinherir si apre la rotabile per Mecissi,Tazzarine, Zagora, asfaltata e poco frequentata. Da questa stessa rotabile si dipartono due piste che scendono direttamente a sud verso Zagora attraverso i Jebel ed il colle Tafilalet. Una più breve parte da Tazzarine ed in 90 km conduce all'ansa del Draa a sud di Zagora. E' una pista scorrevole per i primi 30 km, assolutamente impegnativa nei restanti 60, con passaggi quasi trialistici sul fondo sassoso di ouadi disastrati. Un'altra pista, lunga circa 330 km, parte invece da Mecissi e punta su una serie di villaggi posti nelle valli dei jebel: Fezzou, Oum Jirane,Tissemimoune. Si unisce alla traccia proveniente da Tazzarine poco oltre il passo dei Tiz 'n Tafilalet.

Entrambe hanno come punto di arrivo l'oasi di Zagora sul corso dei Draa. In entrambi i percorsi,quasi totalmente infrequentati, è notevole la possibilità di smarrire la giusta via. Numerose tracce conducono ad est, verso l'Algeria, altre riportano all'asfalto in direzione di Alnif e Tazzarine. A sud est dell'abitato di Fezzou numerosi chott di fondo cedevole inducono a compiere un ampio giro che porta sempre più alla deriva verso est, seguendo tracce fievoli che terminano in una depressione sabbiosa di alcuni km quadrati posta a ridosso delle montagne che separano questa regione dal corso inferiore dello Ziz. Nella parte settentrionale del percorso, nei dintorni di Tazzarine, sono segnalate incisioni rupestri. Tutta la zona è ricca di fossili anche se in percentuale nettamente inferiore rispetto alla regione a sud ovest di Erfoud. Nei pressi del villaggio di Tissemimoune dei ragazzi vendevano interessanti reperti fossili e geodi. Numerosi accampamenti di nomadi tra le gole dei Jebel lungo tutto il percorso a sud di Oum Jirane.

Ottavo giorno:

Mecissi - Zagora (pista) - Tagounite (solo 4x4) (km 290 circa)

Zagora è una città priva di interesse, a meno che non si arrivi dalle piste: è infatti un buon posto dove far rifornimento e consumare un buon pasto in uno dei numerosi ristoranti. Vi sono diverse stazioni di servizio, due con autolavaggio (concordate il prezzo prima!). La strada che esce dal paese a nord conduce a Ouarzazate, lungo il Draa, tra palmeti e giardini di incommensurabile bellezza. La rotabile che va a sud est conduce a Mahamid, all'ansa del Draa, in prossimità dei confine algerino. Lungo questa strada si attraversa Tamegroute citato nelle guide per la presenza della sua scuola coranica e per le isolate formazioni dunarie che si trovano a pochi km dall'asfalto; non merita una deviazione. Tra Tamegroute e Mahamid la strada supera un valico sul Jebel Bani che offre una splendida vista sulla valle dei Draa e sulla pianura che conduce a Mahamid e Foum Zguid.

Prima di giungere all'abitato di Tegounite un cartello in legno,dipinto in giallo e blu, sulla sinistra, indica il bivio per Kasbha Issfoul, luogo davvero meraviglioso. Il maestro elementare della Kasbha è il proprietario di un alberghetto, il Bivouac Isfoul, splendida oasi tra le dune dorate proprio di fronte all’antica fortezza. L'ingresso alla struttura implica lo scavalcamento di una piccola duna di sabbia cedevole, ma non ci sono problemi. La piscina non è che una vasca di acqua di sorgente, ma in estate merita un tuffo. Gente semplice e davvero gentile. Questo luogo è assolutamente imperdibile!!! Un ragazzo del luogo, Boubker lkhlaff, se vi interessa può farvi da guida sulle piste circostanti,anche fino a Foum Zguid o all'Erg Debaia... Nell'oasi di Oum Lalek, posta a circa 10 km dall'erg Debaia, l'acqua è abbondante. Un ex professore di filosofia nativo di Essaouira vi ha aperto un Bivouac, sempre deserto anche per la poca socialità dell'individuo in questione. Una famiglia di pastori vive nelle vicinanze. L'oasi sorge nelle vicinanze di un marabutto: è un luogo sacro ed è credenza dei locali che porti sfortuna cogliere i datteri per consumarli altrove: consumateli lì, non si sa mai!

Circa 60 km a sud dell’oasi si apre la pianura del lago fossile di Iriki, grande specchio d’acqua bacino di raccolta dei torrenti del Bani. Recenti spedizioni archeologiche hanno rilevato un’ingente quantitativo di fossili del cretaceo anche in questa regione ar gillosa. A Tegounite c'è una pompa di carburante, ma è spesso a secco: vista la relativa vicinanza con Zagora conviene fare il pieno di serbatoi e riserve nel capoluogo,onde evitare sorprese. In caso di estrema necessità potete chiedere al Bivouac Issfoul di vendervi della nafta:ne hanno una scorta. Nello splendido paradiso del Bivouac Issfoul (cartello stinto a nord della strada, 5 km prima del paese) è possibile pernottare.

Nono giorno:

Tagounite - Foum Zguid passando per l'Erg Debaia (solo 4x4) (km 150 circa)

A sud-est di Mahamid il Draa si piega a sud con un'ampia ansa. La pista che collega Tagounite a Foum Zguid corre parallela al Draa tra il letto dei oued ed il Jebel Bani ad ovest. Tutta la regione è caratterizzata da terreno duro intercalato a vaste distese cedevoli, residui melmosi ed argillosi. Più ad est le sabbie hanno il sopravvento,sino a degradare nella piatta hammada di Tindouf. Una appendice di erg oltrepassa il Draa e si spinge fin quasi alle pendici del Jebel Bani, prolungamento dell'Erg Occidentale Algerino: si tratta dell'Erg Debaia, chiamato dai berberi Ch Gaga, grande mare di sabbia. Esso non è direttamente visibile dalla pista che conduce a Foum Zguid; all'altezza dell'oasi sopra citata di Oum Lalek, circa 60 km a sud di Maharnid, occorre abbandonare la pista con una deviazione di 90° verso est. Dopo circa 15 km, oltre un colletto tra colline tabulari ed una ripida salita sabbiosa, il mare di sabbia appare di fronte, dominato da alcune dune piramidali che sfiorano i 150 m. A differenza dell'erg Chebbi, questa conca sabbiosa non è delimitata da montagne, ma sembra continuare verso est fino all'orizzonte senza soluzione di continuità. ln realtà l'Erg Debaia è diviso dall'Erg Occidentale Algerino dalla valle del Draa, a qualche decina di km più ad est. Dall'alto dei siouf si possono ben notare stretti gassi raggiungibili in 4x4 solamente dietro attento esame degli itinerari, in quanto mancano vere e proprie valli interdunarie e si vedono numerose formazioni ad anello anche se con creste non eccessivamente elevate. Le dune vere e proprie sono anticipate da una piana sabbiosa piuttosto cedevole (ATTENZIONE: numerose formazioni di terreno più consistente formano scalini perpendicolari alla direzione di avvicinamento all'erg di anche 60 cm di altezza che, se presi a velocità sostenuta, possono provocare seri danni ai ponti!) La sabbia si presenta in tonalità più chiare dell'Erg Chebbi ed i granelli sono di grandezza più consistente. Nomadi accampati a qualche km dalle dune.

Foum Zguid a prima vista può apparire assolutamente anonimo è in realtà una bella oasi, posta proprio nella valle di sbocco del fiume Zguid dal Bani verso la piana di Iriki… E’ raggiungibile da Mahamid previo attraversamento di un insidioso chott e di 120 km di pista pessima. Ha un'importanza capitale in quanto è snodo stradale per le maggiori località della regione. Di qui infatti, per asfalto, si raggiunge Ouarzazate e la valle dell'alto Draa oppure, sempre su asfalto ma verso sud, le oasi di Tata ed Akka, lungo il corso del basso Draa; o, ancora oltre, Guelmine e Cap Draa sull'Atlantico. La strada che segue il corso dello Zguid fino a Tazenahkt si snoda attraverso paesaggi da mille ed una notte fatti di arenaria resa un merletto dal vento…. Se volete pernottare in città recatevi al bell’Hotel Iriki, alla periferia sud. La cucina è ottima, l’accoglienza anche. Pulito e con aria condizionata (ottima cosa d’estate: in agosto in questa regione il termometro supera di parecchio i 50 gradi!). Il palmeto è ombroso e molto tranquillo.

Decimo giorno:

Foum Zguid - Ouarzazate - Ait Ben Haddou (km 150 circa)

Giunti nella alta valle del Draa a Zagora, se non vi interessa raggiungere il sud est di Mahamid o il sud di Tata, Akka, Guelmine e Tan Tan, potete fare rotta verso ovest, alla volta di Ouarzazate.

Questo grosso centro ampliatosi intorno alla kasbha originaria ai tempi della dominazione francese non presenta grossi spunti di interesse paesaggistico. Consiglio di proseguire verso nord ovest fino all’abitato posto in prossimità del bivio per il villaggio berbero di Ait Ben Haddou (cartello sulla destra provenendo da Zagora. Posto di polizia fisso, pattuglie in motocicletta. Siamo su una delle maggiori arterie di collegamento di tutto il Paese. Il traffico turistico è intenso). Ait Ben Haddou è una splendida kasbha restaurata in parte, posta a circa 15 km a nord della strada Ouarzazate-Marrakech. Domina un'ampia valle ed un piccolo villaggio meta di migliaia di tour organizzati. Nonostante la grande affluenza turistica non vi ho mai trovato venditori insistenti o guide asfissianti; è anzi un luogo tranquillo. Nell'estate '98 hanno aperto un piccolo camping proprio a pochi passi dalla strada principale. Un ampio parcheggio si apre a destra della strada in prossimità di due Hotel posti ai due lati del vicolo d'accesso alla kasbha. (Parcheggiate altrove: qui troverete parcheggiatori di professione che pretenderanno un compenso per custodire l'auto!).

La kasbha merita senza dubbio una visita accurata: dalla sommità si gode di un panorama mozzafiato sulla valle e sulle alture verso nord ovest in direzione di Telouet. Alcune famiglie di berberí abitano nelle dimore più basse, vicino ai giardini e non amano essere fotografati. I torrioni della porta meridionale, restaurati in occasione dei film Gesù di Nazareth, hanno parti in carton gesso, ma buona parte della struttura è originale. In alcune case sono state aperte piccole botteghe di oggettistica per turisti. I giardini, situati a sud della fortezza, sono in degrado ma nascondono meravigliosi scorci naturalistici. La parte sommitale della kasbha, la più antica, è totalmente in rovina: attenzione ai massi pericolanti.

Undicesimo giorno:

Ait Ben Haddou - Telouet (pista solo 4x4) - Marrakech (km 150 circa)

La valle che unisce Ait Ben Haddou a Telouet è meravigliosa: un susseguirsi continuo di giardini, kasbhe, piscine naturali, distese di giunchi, boschetti di tameríci, il tutto incassato in gole strapiombanti di arenaria rossa dominate da tozzi rilievi tabulari. Paesaggio selvaggio e splendido. La pista è abbastanza impegnativa ma percorribile con tranquillità in circa tre ore (45 km circa). Telouet è un paese anonimo dominato però da una kasbha imponente, di particolare struttura architettonica: è un complesso fortificato con torri imponenti e con tetti in tegole di colore verde smeraldo: in tempi passati si trattava di una residenza reale (La visita è subordinata alla presenza all'ingresso del guardiano governativo che possiede le chiavi dei cancelli).

Dai tetti splendida vista sulla valle che porta al Tiz 'n Tika, verso Marrakech. All'interno splendidi saloni con stucchi e gessi finemente lavorati, soffittature cesellate e pavimenti in marmo bianco.Vale una visita; nonostante l'abbandono in cui versa, la kasbha (che poi kasbha non è!) dà ancora l'idea dei fasti regali che essa conteneva. Il villaggio vecchio, posto a ridosso delle mura del palazzo,è ormai abbandonato ed è luogo di gioco per i bimbi della città nuova distante 1 km. Nella città nuova è possibile pasteggiare in diversi ristorantini, alcuni anche invitanti; negoziettì di alimentari e piccole botteghe sulla piazza principale.

Dodicesimo e tredicesimo giorno:

Marrakech

Ho lasciato per ultima Marrakech. Marrakech l’inghippo, l’attrazione per i turisti, Marrakech la finta, la città dei ricchi sfondati e dei più poveri tra i poveri… ma anche Marrakech incantata, Marrakech che non si può non visitare e, lasciata, non si può dimenticare fino al punto da tornarci e tornarci ancora perchè l’emozione di Djema El Fna non è descrivibile a parole, non è possibile dipingerla o fissarla in una foto. Marrakech è da vivere, da sentire con le mani e con l’olfatto, è da ascoltare nei suoi infiniti rumori, richiami, urla… Marrakech dal traffico da incubo, dalla gente che riempie le strade, Marrakech della Kotubia, simbolo stesso del Marocco e dell’Islam… Marrakech delle vetrine che non sfigurerebbero in San Babila a Milano, nelle grandi vie della città nuova…

E poi le mura antiche, le porte, ed all’interno la realtà esplosiva di una cultura ed una società incredibilmente diverse dalle nostre eppure egualmente ricche. Non amo le città. Prediligo i grandi spazi, la solitudine delle sabbie e delle piste, ma non posso non amare Marrakech. Marrakech non è Fes, non è reale, ma proprio questa sua irrealtà la rende unica in tutto il Maghreb. In nessun altro luogo si respira l’aria di Marrakech, in nessun altro luogo potrebbe esistere una piazza come Djema El Fna. Per questo motivo un viaggiatore delle sabbie come me, solitamente in fuga dai grandi agglomerati urbani e dai grandi ammassi di folla, si è tuffato nel caos di quella piazza più volte in più anni, toccando ogni volta una Marrakech diversa, portandomi via sensazioni ogni volta diverse, ogni volta indelebili, ogni volta più forti. Non vi racconto Marrakech: sono migliaia i libri che parlano dei suoi monumenti, delle sue genti, delle sue strade, della sua storia antica e recente. Non ve la racconto perchè, stranamente, Marrakech è per me come la sabbia: non la si può raccontare, ma solo vivere…

Quattordicesimo giorno:

Marrakech - Essaouira - Casablanca (km 530 circa)

Raggiungiamo Essaouria nel primo pomeriggio. Memori delle passate esperienze estive in questa città lasciamo l’auto ben lontana dalle mura del borgo vecchio e ci inoltriamo nella cittadina a piedi. Ci colpisce subito la tranquillità del luogo: giriamo per diverse ore nei vicoli senza subire alcuna pressione da venditori e procacciatori. Passeggiamo indisturbati anche nella zona delle bancarelle dove si arrostisce il pesce. Sulle spiagge invece la ressa,e non è un gioco di parole, oceanica: insieme a Larache, Asilah e Tan Tan Plage questa cittadina è la meta più ambita per le vacanze al mare dei marocchini benestanti.

Circa 70 km a nord di Essaouira abbandoniamo la strada principale per imboccare la via costiera, che ci regala panorami fantastici, a sud di Safi. Visitiamo alcuni villaggi di pescatori e pranziamo sulla riva dell’Oceano, completamente isolati…Il panorama dalle spiagge, battute dai venti, è meraviglioso. Qualche decina di km prima di Essaouria scendiamo per una breve pista fino ad un piccolo golfo naturale dove sorge un piccolo villaggio. Le barche sono ancorate nella rada ed un manipolo di uomini stanno sulla risacca intenti ad ordinare le reti. Un istmo di rocce erose dal mare separa le acque tranquille dell’insenatura dalle onde dell’Oceano. Una pace incredibile regna sul villaggio.

Quindicesimo giorno:

Casablanca - Larache - Tangeri (km 371 circa).

Libri consigliati:

Robogabr'aoun - La sabbia è in me. Modena, Mucchi, 2001.



   

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