1° giorno
ITALIA-CANCUN (VOLO)
Per poter contare su un biglietto aereo conveniente abbiamo prenotato con largo anticipo, così come per le prime due notti di hotel.
Il nostro volo, prima di arrivare a destinazione, farà due scali: uno a Roma e l’altro a Philadelphia (Roma-Philadelphia-Cancun: US AIRWAYS). Arriviamo a Cancun alle 21.46 e, dopo il ritiro dei bagagli, ci dirigiamo all’ingresso dell'aeroporto dove una serie di taxisti ci aspetta, vogliosi del nostro dinero. Siamo partiti dall’Italia con soli euro e la carta di credito quindi, prima di salire su un taxi collettivo (250 pesos a testa) abbiamo prelevato allo sportello bancomat un po’ di pesos. Ci accorgiamo infatti subito che è più conveniente pagare in pesos invece che in euro.
Il pulmino ci porta fin davanti all'Hotel Margaritas (502 pesos in 2; www.margaritascancun.com). Prenotato su internet con minima cauzione ma molto vicino alla stazione degli autobus ADO.
Prima di andare a coricarci ci rechiamo alla stazione degli autobus per prenotare il biglietto per il giorno seguente.
2° giorno
CANCUN-CHICHEN ITZA
Partenza di buona mattina da Cancun direzione Chichen Itza con autobus di seconda classe ADO. Specifico bene seconda classe perché con questo pullman abbiamo potuto farci lasciare proprio davanti all’albergo da noi scelto a Piste (3 km dal sito). Anche questo albergo l’abbiamo prenotato su Internet (www.doloresalba.com; 445 pesos per una stanza molto carina).
Il viaggio verso Piste dura circa 3 ore e l’autista, su nostra richiesta, ci lascia proprio davanti all’Hotel. Ottima sistemazione con aria condizionata e passaggio gratuito verso le rovine Maya di Chichen Itza.
Nel pomeriggio andiamo a vedere le Grotte di Balancanché (circa 1. 5 km dall’ Hotel; noi siamo andati a piedi. 55 pesos l’ingresso).
La visita non è male, eravamo solo noi e la guida. Davanti all’Albergo c’è anche un cenote (cratere di acqua dolce) ma, essendo tornati tardi dalle grotte, non abbiamo più potuto andare a visitarlo (chiude verso le 17).
La sera siamo pronti per andare a vedere lo spettacolo delle luci al sito Maya (unico biglietto sia per la sera che per il giorno seguente).
Esperienza meravigliosa. Fantastici giochi di luci sui templi narrano la storia dei Maya di Chichen Itza.
3° giorno
CHICHEN ITZA-MERIDA
Grazie al nostro passaggio gratuito ci rechiamo, armati di zaini, alle rovine. Lasciato il bagaglio al deposito (gratis), ci addentriamo nel mondo Maya. Finita la visita abbiamo cambiato degli euro al cambio all’ingresso del sito per poter pagare l'autobus che ci avrebbe portato a Merida.
La compagnia dei pullman ADO (Siempre Primera è il loro slogan) ha sempre un ufficio in ogni zona turistica e quindi non è difficile avere informazioni sugli orari e sull’acquisto dei biglietti.
Nel pomeriggio partiamo alla volta di Merida (4 ore circa) per arrivare verso le 18 a destinazione (attenzione a non fare lo stesso nostro errore: a Merida ci sono due capolinea; ovviamente noi, presi dall’entusiasmo, siamo scesi a quello sbagliato).
Nonostante tutto soggiorniamo in un Hotel consigliatoci dalla guida senza aria condizionata (solo ventilatore) a 340 pesos per stanza. Scelta della sistemazione dettata dalla vicinanza alla stazione dei pullman.
Visita della città, anche se nel frattempo si scatena un uragano pazzesco, e prenotazione all’ufficio informazioni sulla Zocalo (Piazza Centrale) dell’escursione che avremmo fatto il giorno seguente alle rovine di Uxmal e Kabah percorrendo la famosa Ruta Puuc.
Prima di inzupparci per bene ci infiliamo in un ristorantino con due amici italiani conosciuti sull’autobus.
4° giorno
UXMAL-KABAH-RUTA PUUC
Partenza verso le 9 dal nostro hotel (quando si prenota un'escursione ti vengono sempre a prendere): ci dirigiamo con il nostro pulmino alle rovine di Uxmal. Bellissime, non c’è che dire, tutta un’altra cosa rispetto a Chichen Itza. Sicuramente meno sfruttate turisticamente in quanto lontane dalle solite mete di pellegrini americani e italiani che si riversano sulla costa, ed ancora non completamente esplorate per la solita mancanza di fondi.
Ci immergiamo tra le rovine e le innumerevoli iguane che ci seguono con lo sguardo. Guida in lingua spagnola ma di facile comprensione. Abbandonato Uxmal ci dirigiamo verso Kabah, sito un po’ più piccolino del precedente ma pieno di fascino.
Rapida visita e poi via a far pranzo al ristorante (compreso nella gita). Terminata l’abbuffata di fajatas de cerdo e l’immancabile birra (Sol o Corona) facciamo ritorno a Merida, pronti per intraprendere l’ennesima avventura,12 ore di autobus ADO che ci porterà, il giorno successivo, a San Cristobal, nel Chiapas).
Ore 19.15: partenza per San Cristobal… non vediamo l’ora di arrivare.
5° giorno
MERIDA-SAN CRISTOBAL
Eccoci, sono le 7. 30 del mattino, non fa caldissimo (anzi fà fresco), i 2700 m s.l.m. si fanno sentire ma siamo arrivati!
Per fortuna fino a Palenque riusciamo a dormire ma dopo…apriti cielo! Una miriade di curve e controcurve con gli immancabili dossi (topes) per far rallentare questi pazzi autisti che sfrecciano a più non posso. Scendiamo un po’ intontiti dal nostro mezzo di trasporto e, dopo aver consultato la guida, ci sentiamo chiamare da una donna che ci consiglia l’Hostal Plaza Central. Accettiamo, anche perché il taxi è compreso nel prezzo della stanza e noi di camminare a quell'ora non ne abbiamo proprio voglia. Questo Hostal si rivelerà un’ottima scelta: è in una posizione strategica, con varie tipologie di stanze che vanno dal più comune dormitorio alla doppia, prezzo 200 Pesos senza aria condizionata, letti abbastanza buoni e bagno privato. Sistemato il bagaglio partiamo subito per farci un bel giro della città. Fantastica, come avevamo letto.
Vicino a noi c’è un bellissimo mercato d’artigianato locale dove faremo tutti i nostri acquisti giocando con i locali al ribasso dei prezzi (il nostro passatempo della vacanza). Gironzoliamo nelle stradine fino a perderci.
La chiesa più famosa che ogni guida riporta è la Cattedrale ma non è tutto qua. Il mio consiglio è di lasciarsi trasportare dall'atmosfera, tutto il resto verrà da se.
La città è piena di agenzie di viaggio e, dopo vari tentativi, ecco quella che fa per noi (la più economica! ): con la Trutamundo prenotiamo tutte le escursioni, perfino lo spostamento da Palenque a Flores in Guatemala.
6° giorno
SAN CRISTOBAL-CANYON DEL SUMIDERO-SAN JUAN CHAMULA-ZINACANTAN
Partenza alle 9 direttamente dal nostro Hostal per andare al Canyon del Sumidero.
Noi siamo puntuali, ma qui siamo in Messico e i loro tempi d’attesa sono molto diversi dai nostri, altro che quarto d’ora accademico!
Il viaggio sul pulmino non dura molto, circa 45 min. ma sono sufficienti per instaurare un dialogo con l’autista. Simpatico come tutti i messicani, mi spiega che era il 14 (bella scoperta penso io) ovvero S. Valentino. Mai festeggiato più di tanto in vita mia. Ma dall’entusiasmo con cui mi parla l’autista capisco che qui è un giorno abbastanza importante; ne avremo conferma la sera.
Arrivati al Canyon ci imbarcano su una lancia (20 posti) ed inizia lo spettacolo: uccelli di tutti i tipi, cascate naturali (una chiamata Albero di Natale) e, alla fine, addirittura i coccodrilli. Non ci sono parole! Pareti alte quasi 1 km ci sovrastano: che impressione e che figata!
Passiamo sulla lancia circa 2 ore sempre con gli occhi sgranati per ammirare le bellezze della natura e, per fortuna, la giornata è bella.
Al nostro ritorno facciamo tappa a Chiapa de Chorzo, un bel paesino, per mangiare. Ci sono circa 40°C.
Tornati a San Cristobal riusciamo ancora a cambiare i soldi (le banche stanno aperte anche nel pomeriggio fino alle 18).
Nel pomeriggio, dato che non siamo ancora sazi di visitare, partiamo per due villaggi stupendi: Zinacantan e San Juan Chamula.
Siamo solo in quattro più la guida.
Nel primo villaggio visitiamo una tipica casa locale dove assaggiamo le tortillas fatte a mano direttamente sulla piastra con vari condimenti ed il liquore tipico dei maya, una vera bomba alcolica, micidiale per i nostri stomaci.
Ma il bello viene quando arriviamo a San Juan Chamula. Mai visto una cosa del genere: ogni guida ne parla, ma solo quando sei lì ti accorgi della particolarità del posto. Un mercato coloratissimo di frutta e verdura fà da contorno alla Chiesa.
Consiglio la guida per questa escursione, anche perché vi racconterà, come ha fatto con noi, tutta la magia di questo luogo.
Il pavimento della chiesa è pieno di aghi di pino e candele. Intere famiglie di messicani si recano qui in pellegrinaggio. I maya di queste zone credono ancora nelle guarigioni fatte dai santoni: incontro tra sacro e profano. Che magia!
Non possiamo crederci: una signora vicino a noi ha sgozzato una gallina per sacrificarla: infatti in questi paesini la gente non crede nella medicina ed il loro punto di riferimento è la chiesa (vista come ospedale), mentre lo stregone è il loro guaritore. Consiglio a tutti questa gita.
Alla sera scopriamo, come dicevo prima, che è San Valentino, una festa molto sentita da queste parti. Nello Zocalo (Piazza principale) hanno addirittura montato un palco per l'esibizione di una nota cantante messicana. Finito il concerto c’è anche il tempo per la lotteria con tanto di sindaco e tanti ospiti. Ma la cosa che ci stupisce di più è che tutti i negozi sono addobbati con ghirlande a forma di cuore e donne di ogni età hanno un regalo (dal semplice palloncino al dolce, naturalmente a forma di cuore). Presi dall'euforia ci lasciamo contagiare dall’atmosfera festosa così, con la mia fidanzatina, andiamo in un bel ristorantino. 110 Pesos tutto compreso ovvero all inclusive (tutto quello che riesci a mangiare):ci ho dato dentro, soprattutto con la carne, sbalordendo la proprietaria.
7° giorno
SAN CRISTOBAL (GITA A CAVALLO)
Ormai affezionati alla nostra agenzia, prenotiamo un'escursione a cavallo. Premetto che noi, a parte vederli ed accarezzarli, non abbiamo mai avuto il piacere di montare nessuno di questi quadrupedi. Ci vengono a prendere con uno scassone di macchina, suscitandoci varie perplessità.
Non facciamo troppa strada, giusto nei sobborghi di S. Cristobal, per arrivare al nostro maneggio, se si può definire tale un praticello tra le casette con tre cavalli. Pensiamo subito: dove sono gli altri ? All'arrivo della guida capiamo che siamo solo noi!
Partiamo alla volta di un parco naturalistico con i cavallini che ormai conoscevano la strada a memoria. Non male, penso all’inizio anzi, preso dall'euforia cerco in tutti i modi di andare al galoppo. Ma dopo un’oretta di cavalcata ho incominciato ad avere i primi cedimenti e indolenzimenti sia delle gambe ma soprattutto del mio fondo schiena! Arriviamo comunque al parco attraverso un percorso nei boschi: qui ci sono molti animali da vedere anche se sono tutti rinchiusi all'interno di gabbie.
Dopo la visita risaliamo in groppa: al ritorno ho addirittura incominciato ad avere le allucinazioni. Non vedo l’ora di arrivare.
Ritornati alla base veniamo informati che il nostro autista ha avuto guai con la batteria della macchina (strano non l’avrei mai detto visto il mezzo). Comunque facciamo ritorno in paese con un collettivo col culetto e gambe distrutte.
Il giretto è stato davvero carino ma penso che non salirò più su un cavallo per un bel po’ di tempo !
Tornati a S. Cristobal ritorniamo in agenzia per prenotare il trasferimento da S. Cristobal a Palenque con annesse visite alle due cascate più famose del Chiapas: Agua Azul e Misol-Ha. Sapendo già il da farsi e per evitare di perdite di tempo prenotiamo anche il pullman che ci porterà a Flores in Guatemala. Passeremo la frontiera a bordo di una barchetta.
8° giorno
SAN CRISTOBAL-AGUA AZUL-MISO HA-PALENQUE
Abbandoniamo di buonora il nostro Hotel, ma soprattutto S. Cristobal, per andare a vedere queste famose cascate.
Saliti sul pulmino (tutti i nostri zaini sono ovviamente sistemati sul tetto) non vediamo l’ora di arrivare ma da lì alla prima tappa ci aspettano, come ci ha avvertito l’autista, 2000 curve e circa un centinaio di topas (dossi).
Dopo un paio d’ore di curve e dossi arriviamo ad Agua Azul. Fantastico, che spettacolo! E tutto un borbottio d’acqua che scende attraverso rapide. Presi dall'euforia e dalla voglia di fare il bagno incominciamo a risalire le cascate tramite una stradina in mezzo agli alberi, ovviamente piena di bancherelle di frutta e souvenirs. Arrivati fin dove ci è permesso, ci spogliamo e ci buttiamo in acqua. Che refrigerio! Siamo immersi nelle acque Azul di nome e di fatto, che colore bellissimo!
Purtroppo i tempi sono stretti e il sito di Palenque ci aspetta, quindi partiamo allora alla volta di Miso-Ha, un’altissima cascata immersa nella vegetazione. Qui, se uno vuole, può anche passare dietro la cascata per poter raggiungere una grotta.
Abbiamo solo 1 ora a disposizione e tra foto e quant’altro siamo costretti a ripartire.
Siamo ormai al termine della nostra gita ma adesso sì che viene il bello perchè siamo arrivati al sito di Palenque!
Prendiamo subito una guida che parla l’italiano (125 pesos a testa) e che ci racconta la vita dei maya che hanno vissuto qui.
A differenza dello Yucatan, qui di acqua ce n’è, e anche tanta. La vegetazione è talmente fitta che sembra quasi impenetrabile.
La guida ci racconta che solo il 2% delle rovine, un po’ per mancanza di fondi e un po’ per non modificare l’ecosistema, sono attualmente visitabili. Comunque quello che si vede basta e avanza per capire l’imponenza e l’immensa cultura di questo magnifico popolo.
Saliamo su alcuni templi per poter almeno immaginare l’estensione di questa città. Infinito e ‘laggettivo giusto. Che bel posto!
Un’altra caratteristica di questo sito è la possibilità di vedere le famose scimmie urlatrici, esperienza che non abbiamo potuto vivere appieno visto che questi animali non si sono fatti vedere ma solo sentire: le loro urla rimbombano nel cielo ed il loro grido si sente fino a 7 km di distanza. Assicuriamo che è impressionante e fortissimo!
Terminata la visita ritorniamo al pulmino per farci portare alla nostra nuova location per la notte. Abbiamo scelto El Pachan (www.elpanchan.com), un Hostal vicino al sito (200 pesos a stanza). Non possiamo crederci quando ci fanno vedere la nostra stanza: in poche parole, ci hanno sistemato in una specie di piccionaia su due piani. Al piano terra c’è il bagno e la doccia, mentre al primo piano la stanza, il lavandino e il letto. Bellissima e decisamente originale, visto che le finestre non esistono, c’è solo una rete anti-insetti che ci separa dalla jungla. Una notte che ci rimarrà sempre nella nostra mente. Il letto e tutto il resto sono ok, puliti il bagno e la doccia, ma la particolarità è il contatto con la natura. Sembra di stare fuori.
A parte la stanza, questo Hotel, campeggio e quant’altro è uno spettacolo. Cena a base di pizza, anche buona, nel ristorantino con musica dal vivo. Ma non vediamo l’ora di dormire nella jungla. Dopo poco siamo però svegliati dalle scimmie urlatrici: per fortuna abbiamo sentito il loro urlo già nel pomeriggio altrimenti un bell’ infarto non ce lo toglieva nessuno, sembra di averle in stanza.
Il trasferimento tra Palenque e Flores (Guatemala) più la visita di due siti con colazione, pranzo e attraversamento del fiume c’è costato 1200 pesos a testa. Un po’ caro ma ne vale la pena.
9° giorno
PALENQUE-YAXCHILAN-BONAMPAK-FLORES (GUATEMALA)
Sveglia presto, ovviamente, per poter partire verso il Guatemala e le rovine di Tikal.
Ci aspettiamo un viaggio duro e lungo e così è. Arriviamo a Flores alle 21; come al solito ci vengono a prendere in ritardo, meno del normale a dir la verità, ma siamo già contenti che il pulmino sia arrivato visto che l’escursione l’avevamo prenotata a S. Cristobal e non volevamo restare li a Palenque ancora un giorno.
Prima di attraversare il confine guatemalteco visitiamo ancora due siti maya: il primo Yaxchilan, immerso nella jungla (piccolino ma molto bello), e il secondo, proprio a ridosso del confine, chiamato Bonampak.
Spenderei solo due parole per quest’ultimo sito, molto bello ed impressionante nella sua imponenza. C’è da dire che ogni volta che visitiamo delle rovine maya rimaniamo affascinati dalla natura e dai suoi animali, quali serpenti, pipistrelli ragno, scimmie urlatrici e pappagalli ed è dura farne un resoconto. Insomma, tutto da scoprire.
La particolarità di questo sito è quella di trovarsi proprio a ridosso del fiume Usumacinta che delimita il confine con il Guatemala.
Per potervi accedere, infatti, bisogna fare circa un’ora di risalita sul fiume. Esperienza bellissima anche se su quelle barchette non si finisce mai di oscillare e nell'acqua ci sono pure i coccodrilli. La visita merita veramente.
Abbiamo visto forse l’unico labirinto maya del Chiapas all'interno del quale ci soni molti pipistrelli ragno e altri insetti di chissà quale epoca, visibili grazie alle torce portate da casa. Finita la nostra visita, sotto un sole cocente, risaliamo sulla barca per ritornare al nostro imbarco.
Pranziamo in un ristorantino e poi riprendiamo la lancia per andare finalmente in Guatemala.
Ci accorgiamo presto che la nostra avventura per questo giorno non è ancora finita: dopo circa un’oretta di discesa nel fiume, arriviamo in un villaggio non ben identificato. Qui il nostro traghettatore ci fa scendere e ci indica la via da seguire: uno sterrato incredibile e noi, con i nostri bagagli, siamo costretti ad arrampicarci su una salita che sembra non finire mai. Arrivati in cima e con la speranza di trovare ad aspettarci il pulmino per Flores, restiamo subito demoralizzati quando apprendiamo che il nostro mezzo di locomozione, non vedendoci arrivare, è tranquillamente partito.
Cosa fare? Vedendoci abbastanza incazzati la nostra guida ci propone di prendere il pullman locale per poter arrivare a destinazione.
Accettiamo essendo questa l’unica possibilità di lasciare quel villaggio ed ovviamente i biglietti li compera lui.
Stanchi e senza un quetzal (moneta locale), ci dirigiamo verso l'autobus: almeno in apparenza sembra un rottame su 4 ruote, pieno di gente e senza ammortizzatori. Depositiamo il bagaglio nella stiva (meno male che avevamo i coprizaini) e con gli occhi al cielo partiamo.
Ci sentiamo come quei profughi che cercano di eludere le frontiere. Caldo atroce ma il peggio deve ancora arrivare. Due ore di sterrato su un pullman senza ammortizzatori non lo auguro proprio a nessuno.
Con le ossa rotte finalmente arriviamo a Santa Elena, proprio a ridosso di Flores. Siamo costretti a scendere visto che l'autobus non arriva fino a Flores. Appena scesi ci si presenta subito un tassista che per 100 pesos a testa ci porterà prima al bancomat e poi all’Hotel Santa Rita.
Al bancomat non riusciamo a prelevare ma, vista la stanchezza, ci facciamo subito portare all’Hotel. Guardiamo le camere, non il massimo a dir la verità e senza condizionatore, però accettiamo lo stesso. Ci lascia la stanza per 400 quetzal a notte e, visto che il proprietario dell’Hotel confabula un po’ con il tassista pensiamo: “Guarda qui che ci vogliono fregare”. Lasciati i bagagli facciamo un giro di perlustrazione per vedere i prezzi degli altri Hotel e per poter prelevare un po’ di soldini. Abbiamo ragione: voleva fregarci.
In paese ci sono delle sistemazioni migliori ad un prezzo molto inferiore. Facciamo subito ritorno all’albergo per vederci più chiaro e, alla fine, riusciamo a farci lasciare la stanza per 2 notti a 300 quetzal (in due).
Prima di andare a cena e poi a nanna prenotiamo da un’agenzia l’escursione a Tikal per il giorno seguente. Tutti ci avevano detto che per poter visitare meglio il sito bisogna alzarsi prestissimo per vedere l’alba, e così facciamo (costo dell’escursione: 310 quetzal comprensivi di guida, trasporto e ingresso al sito).
10° giorno
FLORES-TIKAL-FLORES
Sveglia alle 2.30 di notte. In paese non c’è ovviamente nessuno quando alle 3 arriva a prenderci il nostro solito pulmino per portarci a vedere l’alba sulle rovine maya di Tikal.
Dormiamo, come tutti gli altri turisti, un pochino sul pulmino ma la strada non è molta visto che in 45 min. siamo arriviamo.
Armati con le nostre torce ci addentriamo nella jungla per raggiungere la vetta della piramide, alta più di 44 m per vedere ed ascoltare il risveglio della natura ed il sorgere del sole. Un'esperienza magica: 40 persone in silenzio su una struttura in pietra che osservano ed ascoltano in rigoroso silenzio tutto quello che ci circonda, scimmie urlatrici, uccellini e altri animali con i relativi richiami.
Finita la magia ritorniamo alla base della piramide ed inizia il nostro tour del sito della durata di circa 3 ore.
Enorme direi, immerso nella jungla. Vediamo, oltre agli innumerevoli uccelli, anche le famose scimmie ragno e molte specie di tucani.
Consiglio veramente a tutti di andare a Tikal, uno dei siti più belli che vediamo durante l’intero viaggio.
Finita la nostra gita facciamo ritorno col pulmino a Flores. Arriviamo nel primo pomeriggio, ed anche se siamo un po’ stanchi per la levataccia della mattina, decidiamo di fare un giro della minuscola isola. Per gironzolare nei vicoletti decidiamo di prendere un tuk tuk, una sorta di Ape (motorino con 3 ruote) che per 10 quetzal a testa ci porta un po’ in giro.
Prenotiamo infine il nostro trasferimento per il Mexico con destinazione Chetumal nello Yucatan per la modica cifra di 400 quetzal.
11° giorno
FLORES-BELIZE CITY-CHETUMAL-PLAYA DEL CARMEN
Sveglia come sempre ad ore impossibili e come al solito noi siamo puntualissimi. Ci viene a prendere un pulmino non troppo grande ma ben assortito di turisti di ogni parte del mondo. Dopo circa 3 ore siamo al confine con il Belize, ma che fatica arrivarci!
Le strade anche qui non sono il massimo. Qualche chilometro prima del confine l’autista fa salire sul pullman un uomo che, non facendoci un cambio svantaggiosissimo, ci rilascia dei Dollari Belisiani per poter passare la frontiera.
Insomma, per andare in Belize, abbiamo pagato 20 quetzal a testa (attenzione che il quetzal non ve lo cambia poi più nessuno) e per ritornare in Messico abbiamo pagato 60 Dollari Belisiani a testa.
Del Belize non possiamo dire niente dato che ci siamo solo fermati a Belize City e ci è sembrata piena di rasta man.
La pulizia e l’ordine delle strade e dei giardini ci è sembrata impeccabile (non a caso è una colonia inglese).
Dopo ore e ore di viaggio finalmente ritorniamo in Messico. Non vediamo l’ora di scendere da questo fantastico pulmino che con i sui 80 km/h ci ha fatto fare un bel po’ di strada!
Ma eccoci a Chetumal. Anche qui ci aspetta l’ennesima trafila della frontiera (sali e scendi dal pullman). Scendiamo direttamente al terminal degli autobus Ado e da lì proseguiamo per Playa del Carmen, la nostra meta finale della giornata (Chetumal-Playa del Carmen 380 pesos in due). Arriviamo ormai in tarda serata a Playa e non vi dico la difficoltà che incontriamo per trovare un posto per dormire.
E’ vero che siamo abituati troppo bene con i prezzi del centro Messico, però di farci fregare non ne abbiamo troppa voglia anche perché passeremo qui tutti i restanti giorni della nostra vacanza. Soggiorniamo, solo per una notte all’hotel El Elefante per 400 pesos a stanza (stanza tranquilla con aria condizionata e bagno privato. La mattina però ci troviamo invasi dalle formiche meglio cambiare aria!)
Prima di andare a nanna, ormai esausti dal viaggio ma contenti che potremo fare un bel po’ di mare, andiamo a cenare in un ristorantino sulla Av. 5, la strada più famosa di Playa dove si sono insediati tutti i locali peggiori in puro stile americano (niente a che vedere con il Messico).
12° giorno
PLAYA DEL CARMEN
Dedichiamo un po’ di tempo alla ricerca del nostro prossimo hotel, visto che vogliamo cambiare. La nostra scelta cade sull’ Hostal Colores Messicanos (Av. 15 norte s/n entre Av. Juarez y calle2; turquesadelcarmen@yahoo.com. mx) per 300 pesos a stanza.
Stanza pulita con due letti matrimoniali comodi più bagno privato. L’unica pecca è la mancanza dell'aria condizionata (c’è solo un ventilatore a pale). L'ostello comunque è situato vicino alla stazione dei collectivos (risulteranno molto utili per i trasporti e molto più economici dei pullman Ado).
13° giorno
PLAYA DEL CARMEN-ISLA COZUMEL-PLAYA DEL CARMEN
Oggi insieme decidiamo di partire per una gita sull’isola Cozumel, proprio di fronte a Playa.
Partenza verso le 9 dal terminal dove un aliscafo ci aspetta, pronto a condurci a destinazione. Appena arrivat,i una miriade di persone si mettono all’opera per venderci pacchetti completi per fare snorkeling e qualsiasi attività turistica.
Memori di quello che avevamo letto ed ormai esperti nell'arte della contrattazione decidiamo di salire su una barchettina che per 225 pesos a testa ci fa fare un po’ di snorkeling in tre punti strategici dell’isola. Non male, anche se il mare del Mar Rosso è molto più popolato di pesci.
Peccato che il mare e il tempo che non fossero dei migliori comunque ci siamo divertiti lo stesso.
Tornati a terra decidiamo di affittare una macchina per poter girare l’isola. Continuando con le contrattazioni riusciamo a prendere un Maggiolino cabrio per tutta la giornata a 100 pesos a testa (benzina esclusa). Partiamo così alla scoperta dell’isola con cartina alla mano rilasciataci dal noleggiatore.
L’isola non è molto grande ed è percorsa da un’unica strada che costeggia tutte le spiagge più belle.
Ad est, verso l’Oceano, il mare è più mosso mentre dal lato ovest le spiagge e la barriera corallina sono molto più belle.
Un posto molto bello da vedere è il faro, posizionato a sud dell’isola (Punta Sur Celarain), all'interno di un parco naturale (ingresso al parco: 55 pesos). Si può salire fin sul faro e, da lì, ammirare il frangersi delle onde sulla spiaggia.
La zona è costituita da una parte paludosa nella quale trovano alloggio famiglie di alligatori facilmente visibili dalle torrette costruite ad hoc.
Finito il nostro tour ci rimane solo il tempo di fare un giro per il paese, niente di speciale, con i suoi classici negozietti turistici, e di lasciare il nostro mezzo di locomozione per riprendere il traghetto.
Ritornati a Playa rifacciamo tappa allo stesso ristorantino della sera prima per riassaporare la cucina locale messicana.
14° giorno
PLAYA DEL CARMEN-PUERTO AVENTURAS-PAAMUL
Oggi destinazione Puerto Aventuras e Paamuc.
In tutta la riviera Maya non so quanti alberghi ci siano, ma ad ogni sosta del nostro collectivos corrisponde un mega hotel.
Faccio questa premessa perché anche Puerto Aventuras non è nient’altro che un grosso complesso residenziale all'interno del quale trova anche posto anche un delfinario. Il sogno di molti, quello di nuotare con i delfini, qui si può realizzare anche se il tutto non è di certo a buon mercato. Noi abbiamo evitato.comunque la spiaggia: non è male anche se il fondale è pieno di pietre e per entrare nell'acqua si fa una fatica del diavolo.
Beh, per non buttare via l’intera giornata risaliamo sul collectivos e ci facciamo lasciare alla spiaggia di Paamul.
Qualche chilometro a piedi ed arriviamo alla spiaggia. Questa località viene descritta dalla guida come un posto di sosta per turisti americani che, ormai in pensione, si sono insediati con i loro mobil-home (case viaggianti) direttamente sulla spiaggia creando dal nulla questa specie di campeggio. Carino come posto. La spiaggia è piena di palme e, vista la mancanza di strutture alberghiere bar ecc., non è troppo curata.
Ritorniamo sulla statale e via di nuovo con il collectivos verso Playa. Giornata strana quella che abbiamo trascorso un po’ al di fuori dei classici itinerari turistici.
15° giorno
PLAYA DEL CARMEN-ISLA MUJERES-PLAYA DEL CARMEN
Giornata molto impegnativa quella che ci aspetta, ma dopo aver visto un mare come quello dell’isola Mujers tutto è passa in secondo piano!
Partenza sempre di buon’ora e, con il nostro affezionatissimo collectivos, partiamo alla volta dell’Isla Mujers (60pesos in due).
Dopo alcune ore siamo al terminal dei collectivos proprio davanti alla stazione degli autobus Ado. Da lì per arrivare all’imbarcadero prendiamo un altro collectivos (9 pesos in due) direzione Puerto Juarez. Arrivati al terminal saliamo sulla nave che, nel giro di mezz’ora, ci porta nel vero e proprio paradiso di sole e mare (140 pesos in due con partenze ogni mezz’ora).
Sbarcati ci dirigiamo subito verso playa Norte.
L’isola non è molto grande anzi, con una semplice bicicletta che noi affittiamo nel pomeriggio a 75 pesos, si può farne tranquillamente il giro.
La playa è bellissima ed il mare è fantastico ma il mio consiglio è quello di arrivare fino al punto più estremo dell’isola dove il paesaggio marino è mozzafiato. Questo sì che è il mar dei Carabi!
Vicino ad un super hotel si trova un’insenatura dove si può fare tranquillamente snorkeling senza allontanarsi troppo dalla spiaggia.
Pesci di tutti i colori si rincorrono, ti accerchiano permettendoti di vivere un'esperienza magnifica. Noi abbiamo addirittura visto una murena.
Se penso che il giorno prima ero titubante riguardo quest’isola, ora posso confermare che ne è valsa veramente la pena, e che dovendo scegliere tra le due isole dello Yucatan ora eviterei Cozumel.
Passata tutta la mattinata a mollo decidiamo di visitare anche il resto dell’isola. Con la bici ci dirigiamo verso il Tortugranja dove, all'interno di vasche, è possibile avere un contatto diretto con il mondo delle tartarughe. Per pochi pesos, 20 per la precisione, abbiamo potuto vedere e toccare questi enormi animali marini. Beh, cosa posso dire se non che è valsa veramente la pena venire qui.
Finita la giornata facciamo ritorno a Cancan e, non senza qualche difficoltà nel ritrovare la stazione dei collectivos, torniamo a Playa stanchi ma contenti del giorno trascorso.
16° giorno
PLAYA DEL CARMEN-PARCO ACQUATICO XEL HA-PLAYA DEL CARMEN
Viste le innumerevoli attrazioni della Penisola dello Yucatan non potevamo non andare a visitare almeno uno dei due parchi acquatici.
Tra Xel-ha e X-caret abbiamo scelto il primo.
Premesso che l’ingresso è carissimo (820 pesos a testa) e che c’è poco da risparmiare acquistandolo on-line, devo dire che è un'esperienza che consiglio. A Playa ci sono migliaia di agenzie che propongono l’escursione con ingresso al parco ma noi, come al solito, optiamo per il fai da te. L’unica convenienza sta nell'ora di arrivo a parco (con i collectivos puoi partire a qualsiasi ora) e il giorno.
La domenica è il giorno migliore in quanto ci sono i cambio dei turisti negli alberghi. Con l’ingresso al parco è compreso tutto... insomma all inclusive: cibo, bevande, maschera, boccaglio (monouso), asciugamano e tutto quello che ti può venire in mente.
Nel parco si può nuotare tra una miriade di pesci colorati che, come per miracolo, si sono insediati in questa insenatura naturale del parco.
Tra le varie attrazioni ‘è anche un tipico cenote con il suo fiumiciattolo navigabile. Ci si può sedere su una ciambella gonfiabile e, nuotando con le pinne, discendere il fiume. Se devo dire la verità non è stato il massimo anche perché, arrivati nella laguna dove si può fare snorkeling, la corrente è abbastanza forte e per andare avanti con il salvagente bisogna nuotare alla grande.
La giornata trascorre nell'ozio più totale, tra una mangiata e una nuotata.
In conclusione il parco è una grossa attrazione per i turisti, molto cara ma alla fine abbastanza divertente. Anche qui c’è un grosso delfinario dove, per la modica cifra di 100 dollari circa, è possibile con questi mammiferi.
17° giorno
PLAYA DEL CARMEN-CANCUN
Oggi mare a Playa visto che in serata dobbiamo ripartire alla volta di Cancun per trascorrere l’ultima notte in Messico.
Lasciati gli zaini all’Hostel Colores Messicano andiamo diritti alla spiaggia di Playa che, tra una cosa e l’altra, avevamo sempre snobbato.
In effetti non è niente di speciale anche perché sembra quasi di essere in Liguria. Locals quasi nessuno se non qualche gruppo di mariaci, che per qualche pesos ti strimpella delle canzoni.
Passiamo la giornata a crogiolarci al sole consapevoli che la fine della vacanza è vicina.
Verso sera prendiamo il pullman Ado consci del fatto che questo mare lo vedremo ormai solo in foto in Italia.
Arriviamo a Cancun verso sera. Alloggiamo all’Hotel Terracaribe trovato su internet che per 110 pesos a notte: sarà la nostra ultima dimora in Messico. Ottimo hotel, pulito, con bagno in camera, aria condizionata e piscina: l’albergo più bello della vacanza.
Prima di ritornare in Italia abbiamo voluto immergerci un po’ nel caos di Cancun. Città da tutti sconsigliata per l’esagerazione dei locali e degli hotel, tutti su standard americani.
Disgustati dalla verità di quello che avevamo letto e sentito, non so spiegarmi come qualcuno sano di mente possa anche solo pensare di fare una vacanza esclusivamente qui. Comunque noi ormai siamo alla fine e ci accontentiamo di vedere il Coco Bongo, famosa discoteca dove hanno girato il film The Mask.
Prima di tornare in albergo decidiamo di far tappa alla stazione dei pullman Ado per prenotare il nostro trasporto per l'aeroporto (35 pesos a testa più 15 pesos dal nostro hotel fino al terminal Ado. Beh, rispetto ai 250 pesos che ci avevano chiesto al nostro arrivo a Cancan, ne abbiamo fatti di passi in avanti, no?)
18° giorno
CANCUN-ITALIA (VOLO)
Partenza in mattinata dall’Hotel per evitare di perdere l’autobus.
Abbiamo ancora il tempo di farci l’ultima colazione messicana prima dell’imbarco.
Ore 11. 35 partenza dall'areoporto di Cancun con Us Airways, direzione Italia. Non prima di rifare tutti gli scali dell'andata.
Tutti i prezzi di questo Itinerario sono relativi all’anno 2008.
Consigli finali: alla domenica l’ingresso ai siti archeologici, alle chiese ecc. sono gratuiti oppure vengono applicate tariffe ridotte.
Utilizzate il più possibile i bus collettivi (collectivos): costano molto meno dei pullman linea ADO (solo per i tratti brevi).
Confrontate sempre le offerte di più agenzie di viaggio quando volete fare un'escursione: le differenze di prezzo possono essere notevoli.
Portate con voi creme da sole con indice di protezione alta (qui il sole non scherza).