Tutto cominciò nel 1241: l'arrivo dei mongoli, che invasero la
regione distruggendo ogni cosa al loro passaggio, trasformò la grande
pianura magiara, ricca di boschi rigogliosi e di ampie paludi piene di
canne, in una terra desolata e incoltivabile, in steppa. Eppure questa
immensa prateria piatta ha un suo fascino particolare: qui è possibile
vedere all'orizzonte la polvere delle mandrie di cavalli lanciati al
galoppo, le lunghe fattorie dai tetti che quasi toccano terra, animali
tipici introvabili altrove come le capre racka, dalle lunghe corna
attorcigliate, e i maiali mangalica, dal folto vello di lana ricciuta.
Da ultimo, ma non certo ultimi, i csikos , gli abilissimi
mandriani a cavallo che, avvolti nelle loro vesti blu, danno alla
puszta quel tocco di romanticismo che resterà tra i ricordi
incancellabili del viaggio.
Primo giorno:
Budapest - Hortobagy (Km 200 circa)
Da Budapest si imbocca l'autostrada M3 fino a Fuzesabony e si
prosegue con la strada E 33 (direz. Debrecen) per giungere, dopo circa
200 km, al villaggio di Hortobagy, punto di partenza per la
visita dell'Hortobagy Nemzeti Park. Istituito nel 1973, il Parco
Nazionale racchiude una superficie di 70.000 ettari e costituisce uno
dei maggiori territori erbosi protetti d'Europa, dove pascolano mandrie
di cavalli e di bufali, greggi di capre racka, dalle corna a
torciglione, branchi di bovini grigi dalle lunghe corna che richiamano
alla mente antichissimi tempi mitologici, riccioluti maiali di razza
mangalica che allattano maialini che sembrano cinghiali in miniatura.
Si può cominciare la visita partendo dal ponte di pietra a
nove archi che attraversa il fiume e che è il più lungo ponte di pietra
costruito in Ungheria: a pochi passi, il Museo dei pastori
permette di farsi una prima idea delle abitudini dei pastori della
puszta di un tempo (abiti, utensili, strumenti musicali ecc.; ingresso
300 fiorini).
Cavaliere della Putsza con il suo elegante costume
Oltrepassato il ponte si imbocca una stradina sulla destra in direz.
Hotel Epona, che si raggiunge e oltrepassa: sulla sin. c'è il punto di
ritrovo per la visita alla puszta che avviene su carri trainati da
cavalli (il biglietto si può fare sul posto o presso il Tourinform al
Museo dei pastori, tel. 52-369119. Le visite avvengono alle 9, 10, 14,
16; c'è un altro punto di raccolta e partenza più a est, a 7 km da
Hortobagy in direz. Debrecen). La visita dura oltre 1 ora e permette di
vedere da vicino i vari animali che pascolano nella steppa, ma
soprattutto l'esibizione dei csikos, i butteri
locali, che si lanciano in ardite evoluzioni sul dorso di cavalli
Nonius lanciati al galoppo, facendo schioccare le fruste finemente
lavorate.
l pernottamento a Hortobagy consente di scegliere tra l'Hotel di
lusso Epona, immerso nella puszta, oppure i prezzi più contenuti
dell'Hortobagy Hotel (2 km dalla csarda di Hortobagy, lungo la E33,
direz. Debrecen, tel. 52-369071, cell. 06309958293, 4000 fiorini circa
la doppia + abbondante prima colazione; possiblità di campeggio e di
sosta camper). Vi è anche la possibilità di dormire in stanze private:
sulla disponibilità chiedete informazioni all'Ufficio turistico presso
il Museo dei pastori.
Per mangiare vi sono alcune piccole osterie; la locanda più famosa è
la Hortobagy Nagycsarda, aperta alla fine del XVIII e che ha accolto
più di un brigante locale anche se adesso di tipico non e rimasto quasi
nulla essendosi molto turisticizzata.Chi si accontenta di un panino può
acquistare l'occorrente presso la locale Coop, a pochi passi dal centro.
Secondo giorno:
Hortobagy - Godollo - Budapest (200 km circa)
Si ripercorre la stessa strada dell'andata; imboccata l'autostrada,
una quindicina di km prima di giungere a Budapest, si può fare una
sosta a Godollo, piacevole cittadina la cui attrattiva
principale è rappresentata dal castello barocco di Grassalkovich
(Kiraly Kastely, Szabadsag ter 1; orario 10-18 da aprile a ottobre,
fino alle 17 il resto dell'anno), del 1750, dove amava soggiornare
l'imperatrice Elisabetta d'Austria quando ne aveva abbastanza della
corte di Vienna. Circondato da boschi il castello, per dimensioni e
splendore, rivaleggiava con il Palazzo Esterhazy di Fertod.
Se nel frattempo è giunta l'ora di pranzo ci si può fermare a
gustare i piatti della cucina ungherese da Pelikan (Kossuth Lajos utca
31) prima di proseguire per Budapest.