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Nella Puszta ungherese

aggiornamento: 14/01/2011

A cura di: Flavia Daneo

Punto di Partenza e di Arrivo:
Budapest
Durata del Viaggio:
1-2 gg., 400 km circa
Mezzo di Trasporto:
automobile
Difficoltà ed Imprevisti:
nessuna
Spesa approssimativa:
55 euro circa

Tutto cominciò nel 1241: l'arrivo dei mongoli, che invasero la regione distruggendo ogni cosa al loro passaggio, trasformò la grande pianura magiara, ricca di boschi rigogliosi e di ampie paludi piene di canne, in una terra desolata e incoltivabile, in steppa. Eppure questa immensa prateria piatta ha un suo fascino particolare: qui è possibile vedere all'orizzonte la polvere delle mandrie di cavalli lanciati al galoppo, le lunghe fattorie dai tetti che quasi toccano terra, animali tipici introvabili altrove come le capre racka, dalle lunghe corna attorcigliate, e i maiali mangalica, dal folto vello di lana ricciuta. Da ultimo, ma non certo ultimi, i csikos , gli abilissimi mandriani a cavallo che, avvolti nelle loro vesti blu, danno alla puszta quel tocco di romanticismo che resterà tra i ricordi incancellabili del viaggio.

Primo giorno:

Budapest - Hortobagy (Km 200 circa)

Da Budapest si imbocca l'autostrada M3 fino a Fuzesabony e si prosegue con la strada E 33 (direz. Debrecen) per giungere, dopo circa 200 km, al villaggio di Hortobagy, punto di partenza per la visita dell'Hortobagy Nemzeti Park. Istituito nel 1973, il Parco Nazionale racchiude una superficie di 70.000 ettari e costituisce uno dei maggiori territori erbosi protetti d'Europa, dove pascolano mandrie di cavalli e di bufali, greggi di capre racka, dalle corna a torciglione, branchi di bovini grigi dalle lunghe corna che richiamano alla mente antichissimi tempi mitologici, riccioluti maiali di razza mangalica che allattano maialini che sembrano cinghiali in miniatura.

Si può cominciare la visita partendo dal ponte di pietra a nove archi che attraversa il fiume e che è il più lungo ponte di pietra costruito in Ungheria: a pochi passi, il Museo dei pastori permette di farsi una prima idea delle abitudini dei pastori della puszta di un tempo (abiti, utensili, strumenti musicali ecc.; ingresso 300 fiorini).

Cavaliere della Putsza

Cavaliere della Putsza con il suo elegante costume

Oltrepassato il ponte si imbocca una stradina sulla destra in direz. Hotel Epona, che si raggiunge e oltrepassa: sulla sin. c'è il punto di ritrovo per la visita alla puszta che avviene su carri trainati da cavalli (il biglietto si può fare sul posto o presso il Tourinform al Museo dei pastori, tel. 52-369119. Le visite avvengono alle 9, 10, 14, 16; c'è un altro punto di raccolta e partenza più a est, a 7 km da Hortobagy in direz. Debrecen). La visita dura oltre 1 ora e permette di vedere da vicino i vari animali che pascolano nella steppa, ma soprattutto l'esibizione dei csikos, i butteri locali, che si lanciano in ardite evoluzioni sul dorso di cavalli Nonius lanciati al galoppo, facendo schioccare le fruste finemente lavorate.

l pernottamento a Hortobagy consente di scegliere tra l'Hotel di lusso Epona, immerso nella puszta, oppure i prezzi più contenuti dell'Hortobagy Hotel (2 km dalla csarda di Hortobagy, lungo la E33, direz. Debrecen, tel. 52-369071, cell. 06309958293, 4000 fiorini circa la doppia + abbondante prima colazione; possiblità di campeggio e di sosta camper). Vi è anche la possibilità di dormire in stanze private: sulla disponibilità chiedete informazioni all'Ufficio turistico presso il Museo dei pastori.

Per mangiare vi sono alcune piccole osterie; la locanda più famosa è la Hortobagy Nagycsarda, aperta alla fine del XVIII e che ha accolto più di un brigante locale anche se adesso di tipico non e rimasto quasi nulla essendosi molto turisticizzata.Chi si accontenta di un panino può acquistare l'occorrente presso la locale Coop, a pochi passi dal centro.

Secondo giorno:

Hortobagy - Godollo - Budapest (200 km circa)

Si ripercorre la stessa strada dell'andata; imboccata l'autostrada, una quindicina di km prima di giungere a Budapest, si può fare una sosta a Godollo, piacevole cittadina la cui attrattiva principale è rappresentata dal castello barocco di Grassalkovich (Kiraly Kastely, Szabadsag ter 1; orario 10-18 da aprile a ottobre, fino alle 17 il resto dell'anno), del 1750, dove amava soggiornare l'imperatrice Elisabetta d'Austria quando ne aveva abbastanza della corte di Vienna. Circondato da boschi il castello, per dimensioni e splendore, rivaleggiava con il Palazzo Esterhazy di Fertod.

Se nel frattempo è giunta l'ora di pranzo ci si può fermare a gustare i piatti della cucina ungherese da Pelikan (Kossuth Lajos utca 31) prima di proseguire per Budapest.



   

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