Primo giorno:
Italia - Sharm el Sheikh
Partiamo dall'Italia con uno dei molteplici voli charter in
partenza da varie città italiane; all'arrivo a Sharm ci
aspetta subito una discussione interminabile con l'addetto ai
passaporti che a tutti i costi ci rifila il bollino del
visto di entrata in Egitto (costo 25 euro),
assolutamente non necessario per coloro che volessero
rimanere nella penisola del Sinai. Non serve infatti il
visto a coloro che intendono rimanere nella Penisola con,
eventualmente, l'unica estensione possibile in Giordania uscendo
e rientrando dallo stesso posto di frontiera. Dal momento che la
discussione avrebbe messo in serio pericolo il nostro ingresso,
paghiamo e rimandiamo il problema a quando rientreremo in
Italia.
Ci sistemiamo subito al Pigeon's House di Naama Bay; Hammed,
il proprietario, è cortese e simpatico ed il prezzo per
una singola/doppia con bagno in camera è di USD10 - 20
(Pigeon@Access.com.eg
tel.+20 69 600996; +20 69 600998).
Secondo giorno:
Naama Bay - Nuweiba - Aqaba - Petra
Partiamo con l'unico pullman delle 9.00 per Nuweiba
alla volta di Petra che speriamo di raggiungere in serata. Alle
11.30 siamo al botteghino della dogana egiziana, poco informata
sui reali orari di partenza delle navi, ma esperta sui costi e
gli ultimi aumenti del prezzo del biglietto: USD 50 per il
battello veloce con partenza alle 15.00, un'ora di percorrenza e
presentazione in dogana 2 ore prima, oppure USD 30 per il normale
traghetto partenza a 12.00, 3 ore di viaggio con presentazione
alle 10.00, praticamente impossibile. Iniziamo così il
lungo iter burocratico doganale egiziano fatto di timbri, moduli
da riempire, lunghe attese per aspettare non si sa bene chi e poi
finalmente a bordo.
Il battello di proprietà giordana ci fornisce un primo
assaggio sulla differenza organizzativa tra i due Paesi.
Arriviamo ad Aqaba alle 17,30 (la Giordania è 1 ora
avanti) e, sbrigate velocemente le pratiche di ingresso (da qui
per entrare in Giordania non si paga nulla), contattiamo subito
un taxista il quale si offre per USD 35 di portarci a Petra; non
avendo alcuna alternativa (il primo autobus è l'indomani
mattina alle 8.00), accettiamo e partiamo alla volta di Petra. Il
paesaggio è meraviglioso, la luce della sera illumina il
deserto che ci regala tanta emozione. Arriviamo dopo 2 ore di
macchina al Valentine House, pulito ed accogliente (USD 8 a
testa) in tempo per rifocillarci e fare un giro della
città.
Terzo giorno:
Petra
Sveglia all'alba. Decidiamo di prendere il taxi gratuito delle
6.00 per raggiungere le rovine ed iniziare di buon mattino la
visita al sito di Petra, antica capitale dei Nabatei (
orari: 6.00 - 18.00, ingresso USD 15). Il sito è immenso
ed il siq di entrata lungo 3 km attraversa un paesaggio
aspro e ricco di storia per poi spalancarsi come una finestra su
quella che è l'immagine simbolo di Petra, il
Kazneh, con la facciata ornata di colonne. Fà caldo
ma ciò non ci impedisce di gustare l'atmosfera di questa
città un tempo importante crocevia di popoli. Giriamo per
la città ricca di un teatro, tempietti, ma soprattutto
decine e decine di tombe scavate nell'arenaria dalle mille
sfumature. Al termine di un sentiero formato da molteplici
scalini si giunge infine ad un'altra meraviglia, il cosiddetto
Monastero: da qui la vista spazia su questo pezzo favoloso di
terra giordana. Usciamo da Petra per ultimi; il tempo di
rinfrescarci in albergo e siamo già a tavola per una cena
beduina organizzata da Hibraim, il simpatico proprietario .
Quarto giorno:
Petra - Wadi Rum - Aqaba
Anche per oggi sveglia all'alba. Si parte con il pulmino delle
6.00 (USD 4 a testa) per il Wadi Rum, lo spettacolare
deserto caro a Lawrence d'Arabia. Arriviamo alle 8.00, in tempo
per un the e per metterci d'accordo con Zedane, la nostra guida,
e poi via nel cuore del deserto (costo dell'escursione completa
di 6 ore euro 17,50 cadauno comprensivi di taxi dal Wadi Rum ad
Aqaba con partenza alle 17,30). L'esperienza nel deserto è
sempre entusiasmante e lo è ancora di più quando si
entra in contatto con i padroni di casa che, a dispetto delle
comodità dell'era moderna, si muovono in questo ambiente
in maniera naturale. L'ospitalità è per un beduino
del deserto la regola prima di ogni incontro ed anche qui, dove
il turismo confonde ogni rapporto umano, ci accorgiamo che prima
di tutto viene il sorriso. Ci godiamo fino in fondo l'aria che si
respira, fotografando nel nostro cuore il tramonto sulle dune
tanto che non ci accorgiamo di essere in forte ritardo
all'appuntamento col nostro taxi. Niente paura, Sahir e lì
che ci aspetta: "questo fa parte dell'integrità d'animo
dei giordani" ci spiegherà dopo, e via verso Aqaba
dove arriviamo a sera inoltrata.
Quinto giorno:
Aqaba - Nuweiba - Sharm el Sheikh
Oggi finalmente ci possiamo svegliare con calma e gustarci la
città. Aqaba, cinta da brulle montagne e dal
deserto, costituisce lo sbocco della Giordania sul Mar Rosso. Sul
suo lungomare si possono vedere una fortezza mamelucca del XIV
sec., il Museo archeologico e l'Acquario con i pesci del Mar
Rosso. Il traghetto di ritorno per l' Egitto parte alle 12.00, ma
in dogana ci dobbiamo presentare alle 10.00 e sbrigare con calma
(anzi con molta calma!) tutte le pratiche doganali ( il biglietto
del traghetto veloce costa 45 euro/dollari cadauno + tasse
d'uscita solo in lire giordane 5). Arriviamo a Nuweiba
alle 15.00 (ora egiziana) finalmente più rilassati dal
momento che abbiamo più di una volta dubitato di riuscire
a tornare a Sharm in tempo per fare una nuotata. Il pullman parte
alle 16,30 con arrivo al Pigeon's House alle 20,00. Il tempo di
una doccia e fuori alla ricerca di Sherif, il nostro amico
dell'agenzia che ci organizza l'escursione di domenica. Siamo
stanchi ma soddisfatti di essere riusciti nell'impresa giordana e
ci diamo alla pazza gioia per le vie di Sharm.
Sesto giorno:
Sharm el Sheikh - Dahab - Monastero di Santa
Caterina - Dahab - Sharm el Sheikh
Sveglia prima dell'alba: il pullman per Dahab è
alle 6.00 (partito poi alle 7.00, non chiedetecene il motivo; 1
ora e 30 min. di viaggio, costo 11 L.E). Da Dahab ripartiamo per
il Monastero di S.Caterina alle 9.00 (L.E 16). Viaggio
è complesso ma ricco di carica emotiva. Arriviamo al
piazzale alle 11.45 e, consapevoli di non riuscire ad entrare nel
Monastero distante altri 2 km e che chiude alle 12.00, corriamo e
corriamo fino al punto di prendere un taxi per gli ultimi 800 m
...ce l'abbiamo fatta! mentre le porte del Monastero che si
chiudono dopo di noi. Fondato dall'imperatore Giustiniano, il
Monastero sorge a 1570 m di altezza, tra le alture del Sinai.
Custodito da monaci greco - ortodossi è famoso anche come
centro di cultura: la sua Biblioteca vanta una collezione di
manoscritti seconda solo a quella del Vaticano. E' proprio vero,
si sente la presenza di Dio qui dentro e rimaniamo a parlare con
padre Nicolas fino a quando lui stesso deve lasciarci.
L'autobus per il ritorno passa all'incrocio distante 3 km dal
Monastero alle 13.00, dunque via per un'altra maratona. Siamo
stanchi ma felici di essere arrivati fin qui. Partiamo alle 13,30
e siamo a Dahab alle 15.00, in tempo per il nostro primo
bagno nel Mar Rosso. Stupendo! I pesci sono migliaia, di tutti i
colori, piccoli, grandi e soprattutto vicini a noi! Siamo partiti
dall'Italia attrezzati di maschera e boccaglio e pertanto
passiamo l'intero pomeriggio in acqua. Il tempo di mangiare in
uno dei tanti localini sulla spiaggia e via di ritorno a Sharm
con l'ultimo bus delle 10.00. Ritorniamo da Sheriff : è
già tardi ma lui è li che ci aspetta e ci organizza
la gita dell'indomani alla più bella barriera corallina
del Mar Rosso: Ras Mohamed (USD 25).
Settimo giorno:
Naama Bay - Ras Mohammed - Naama Bay
Ras Mohammed (Capo del Profeta in arabo) è
situata sull'estrema punta meridionale del Sinai. Parco nazionale
marino dal 1983 è famosa per l'eccezionale ricchezza dei
suoi fondali marini, brulicanti di vita. Il taxi viene a
prenderci in albergo alle 9.00 ed inizia così la nostra
prima escursione marina ricca e soprattutto nuova per noi che
abitiamo sul mare ma che i pesci siamo abituati a vederli in
pescheria e non a casa loro. La nave è ben attrezzata e ci
godiamo la giornata fino alle 16,30 quando ci riaccompagnano in
hotel. Una doccia e via per la nostra ultima serata. Decidiamo di
spingerci con i minibus fino a Old Sharm che dicono di
essere meno turistica. Solo apparenza: ci sono sì meno
luci, ma per il resto non c'e differenza. Decidiamo di fermarci a
mangiare al Sinai Resturant: veramente buoni i piatti di pesce ed
il prezzo "da contrattare" .
Ottavo giorno:
Sharm el Sheikh - Italia
Prepariamo i nostri zaini e dopo colazione decidiamo di andare
ad un'altra spiaggia famosa per la barriera corallina: Shark Bay
a 8 km dal nostro hotel (L.E 15 in tre e L.E10 cadauno di
ingresso ). Ne vale veramente la pena e ci godiamo le ultime ore
di mare e questo sole meraviglioso che dà colore a ogni
forma sott'acqua. Il ritorno a casa non può che essere
fatto con un po' di rimpianto...