Dopo aver vagabondato per quasi tutte le isole Cicladi, lambito la Grecia continentale e scoperto Creta, mancava solo il Dodecaneso... E quale isola se non Rodi, la maggiore dell'arcipelago più vicino alla costa turca, poteva soddisfare questo desiderio? Scelta azzeccata visto che Rodi possiede tutte le caratteristiche in grado di soddisfare le diverse esigenzedi ogni viaggiatore: sole, mare, storia, verdi pinete, alte e aspre montagne, spiagge lunghe e solitarie oppure attrezzate e popolate, località tranquille e remote e/o paesi chiassosi e pieni di vita. Un microcosmo completo che non lascia indifferenti e non vi deluderà.
Primo giorno:
Tolos - Petaloudes - Kameiros - Skala Kamirou - Kalavarda - Tolos (km 85 circa)
Lasciato l'aeroporto, che si trova a Paradissi, seguendo la strada principale che percorre la costa orientale dell'isola in meno di 15 minuti si raggiunge Tolos, posto a 1 km da Theologos e a soli 22 km dalla città di Rodi. Qui abbiamo affittato un appartamento (450 euro per due settimane) che mediamente è composto da una camera ampia con due letti singoli, angolo cottura con frigo, un balcone grande con tavolino e sedie, un bagno piccolo, ma con acqua calda sempre presente. La zona è quella che fu interessata dal primo impulso turistico avuto dall'isola negli anni '70 e che vide il sorgere di un numero impressionante di grandi hotel che si susseguono lungo la costa da Kritika, subito fuori Rodi città, all'inizio della baia di Trianta sino a Tolos. Questo tratto di costa però non é per nulla bello: é battuto infatti dal meltemi che soffia da ovest senza sosta, e il mare é sempre mosso. La spiaggia, di sabbia e ghiaia, é stretta e poco piacevole alla vista. Il turismo, esclusivamente inglese.
Come prima escursione scegliamo Petaloudes, dove si trova la famosa "valle delle farfalle". Per raggiungerla si segue la strada principale verso Paradissi e dopo 3 km si svolta a destra in direzione Petaloudes; superati i paesi di Kato Kalamonas e Kalamonas, piccoli e insignificanti, si arriva alla valle delle farfalle, dopo 7 km di strada. La "valle" (ingresso 3 euro) non é altro che una piccola gola solcata da un ruscello su un lato della quale é stato ricavato un sentiero artificiale con scalini, parapetti e punti sosta. L'impatto visivo é carino, ma si ha l'impressione di trovarsi nel classico "specchio per allodole" per turisti... anche se le farfalle ci sono davvero e sono moltissime, tutte uguali, con il loro mantello nero e rosso, puntinato di bianco. Attenzione, sono soprattutto nella parte bassa del sentiero, molto meno in quella alta. Quindi, se decidete di visitare Petaloudes, percorrete il sentiero per intero: se partite dall'alto, sappiate che, al disotto della strada oltre il bar, c'é l'ingresso alla parte bassa della "valle", la migliore, e non bisogna pagare di nuovo, basta far vedere il biglietto acquistato per visitare la parte superiore. La visita dura circa un'ora e, se decidete di farla, cercate di arrivare presto al mattino, verso le 09.00, quando ancora non c'é molta gente, in modo da godervi il luogo da soli.
Ritornati sulla strada costiera imbocchiamo la strada in direzione sud per raggiungere Kameiros e visitare le rovine della città antica. Seguendo la costa si superano i paesi di Soroni, Fanes e Kalavarda; 3 km dopo si trova ben segnalata la deviazione a sinistra per l'antica Kameiros; ancora 1 km e si giunge in uno spiazzo che funge da parcheggio, alle porte del sito archeologico (biglietto di entrata, 4 euro). Il sito é molto ben tenuto ed é evidentissima la pianta della vecchia città di Kameiros soprattutto dalla collina che la sovrasta e che garantisce un pittoresco colpo d'occhio sulle rovine, offrendo come sfondo il mare e la vicina costa turca.
Si riprende la strada costiera e si prosegue verso sud per 15 km sino a raggiungere Skala Kamirou, paesino da dove partono i traghetti per Chalki, piccola isola che può regalare agli amanti della tranquillità una giornata piacevolissima. Infatti nell'isola non ci sono bus, nè macchine per spostarsi dal piccolo ormeggio intorno al quale sorge il paese abitato dai pescatori e dalle loro famiglie: per raggiungere le spiagge bisogna fare affidamento solo sulle proprie gambe! (orari: tutti i giorni per Chalki partenza alle 14.30 e ritorno il giorno successivo con partenza da Chalki alle 06.00; la domenica invece è possibile fare un tour giornaliero con partenza alle 09.00 e ritorno da Chalki alle 17.00; durata della navigazione circa 1 h e 30 min.). A ridosso del porticciolo di Skala Kamirou ci sono due ristoranti, praticamente l'uno di fronte all'altro, che come specialità offrono pesce, ma i prezzi sembrano tutt'altro che convenienti. Se si vuole mangiare del buon pesce fresco e saporito ad un prezzo ragionevole (circa 20 euro a persona) bisogna andare invece al Ristorante Macedonia che si trova sulla strada principale, proprio di fronte alla deviazione per Skala Kamirou.
La costa tra Paradissi e Kalavarda non é nulla di particolare: stretta, ciottolosa, maltenuta e con il mare sempre mosso. Qualche km prima del paese di Kalavarda la costa é lievemente migliore: a ridosso della stretta spiaggia ci sono dei piccoli alberi, che oltre a garantire un'ombra naturale, rendono più pittoresco l'impatto visivo. La spiaggia é di sabbia, ma molto stretta e siccome di notte é continuamente bagnata dal mare, é umida. L'acqua é chiara, anche se ci sono a riva molte alghe, mentre più avanti é di un azzurro intenso: comunque nulla di particolare! Tornati a Tolos ceniamo alla "Taverna To Petrino": i tavoli sono sotto un porticato ricoperto di canne, in un contesto grazioso arricchito da uno stile da vecchia locanda greca. I piatti serviti sono abbondanti, ben cucinati e buoni, il servizio e il prezzo ottimi (6-7 euro a persona).
Secondo giorno:
Tolos - Panagia Tsampica - Tsampica Beach - Arhangelos - Stegna - Tolos (km 88 circa)
Partenza alla volta della costa orientale imboccando la strada costiera in direzione sud verso Soroni. Terminato l'abitato di Soroni si svolta a sin. verso l'interno dell'isola, seguendo le indicazioni per Dimylia ed Eleoussa. La strada é molto bella, immersa completamente nella pineta e mostra un'isola ricca di verde, di vegetazione e rigogliosa. Si sente un intenso odore di resina oltre ad una tanto agognata frescura. La strada comincia a salire lievemente e dopo 4 km si giunge al monastero di Syla, che il 27 luglio si anima per una grandiosa festa.
Altri 5 km e si arriva a Dymilia, piccolo paese che si sviluppa ai lati della strada principale; fatti altri 2 km ecco Eleoussa, dove si trova la deviazione per Profitis Ilias. Eleoussa é un bel paese con due ristoranti, una grande piazza in cui si fronteggiano la stazione di polizia e una graziosa chiesa cattolico-ortodossa e un'immensa fontana circolare. Si prosegue verso la costa orientale seguendo le indicazioni per Archipoli mentre la strada comincia a scendere. Superata l'insignificante Archipoli e fatti altri 5 km si trova sulla destra la deviazione per Epta Piges, le sette sorgenti.
Altri 3 km e finalmente si incontra la strada principale che percorre la costa orientale in località Kolimpia; prendendo a destra, verso il sud dell'isola, dopo solo 2 km si incontra sulla sinistra la deviazione per il monastero di Tsampica: la strada da asfaltata diventa "cementata", nel senso che é costituita da una stretta e sconnessa striscia di cemento, che si arrampica per 1,8 km sulle pendici della montagna in cima alla quale é posto il monastero. Un sentiero, che parte poco più avanti, porta sin dentro al monastero. Gli isolani sono molto devoti alla Beata Vergine di Tsampica a cui la tradizione vuole che si rivolgano le donne per ottenere la grazia di un nascituro. Il monastero, tuttavia, é ben poca cosa: é costituito infatti da una piccola cappella nella quale si trova l'icona della Beata Vergina di Tsampica, l'unica in cui il piccolo Gesù é raffigurato al centro, tra le braccia della Madonna, e non in braccio come in tutte le altre icone. La cosa bella di Panagia Tsampica é comunque la splendida vista panoramica che si gode dall'alto: a sinistra la vista spazia sulla spiaggia di Kolimpia e su tutta la baia di Afantou, a destra sulla splendida spiaggia di sabbia dorata di Tsampica.
Raggiungere la spiaggia é veramente facile, basta infatti riprendere la strada principale verso sud e dopo 300-400 m si trova a sin. l'indicazione per Tsampica beach. Sul primo tratto di spiaggia che si incontra ci sono ombrelloni e lettini, ma in fondo a destra c'é un ampio tratto completamente libero (possibilità di mangiare uno spuntino nei bar). La spiaggia é veramente bella, lunga e larga con la classica forma a mezza luna e composta interamente di sabbia dorata. L'acqua é limpidissima e di un brillante colore verde.
Lasciata Tsampika ci dirigiamo verso Arhangelos situato 3 km più a su, paese carino famoso per le ceramiche e i tappeti tessuti a mano. Da vedere c'é la bella chiesa ortodossa, posta nella zona alta, che ha un magnifico campanile bianco tutto lavorato e un giardino con alberi e panche a l'ombra, dove riposare al fresco. Ritornati verso il centro del paese, prima di raggiungerlo una deviazione a destra conduce a Stegna, sulla baia di Arhangelos. Il paese é carino, con locali e ristoranti, ma la spiaggia non é niente di particolare. Tornati a Kolimpia si ripercorrono a ritroso i 27 km che separano Tolos dalla costa orientale.
Terzo giorno:
Tolos - Castello di Kritinia - Siana - Castello di Monolithos - Prassonissi - Plimmiry - Tolos (km 194 circa)
La lunga baia di Apolakkia, offre un mare dai colori intensi e incredibilmente belli -
©MaurizioFabbri Partenza verso il sud dell'isola, ma seguendo la costa occidentale. La spiaggia é molto frastagliata, estremamente corta e soprattutto di ghiaia; per molti tratti é a ridosso della strada, praticamente deserta e il mare é mosso e, anche se di un bel colore azzurro pastello, appare poco pratico per potersi bagnare. Superato Skala Kamirou e fatti altri 2 km, sulla destra si incontra la deviazione per il castello di Kritinia (fortezza medievale di Kastellos), costruito dai Cavalieri nel 16° sec. per proteggere la costa occidentale dell'isola. L'esterno sembra in buono stato, sono presenti tutte le mura perimetrali, mentre l'interno é assai spoglio e di fatto quello che resta sono solo le mura. La vista che si gode dall'alto del colle é molto bella: a destra si domina la costa occidentale sino a Kalavarda, con Capo Kopria in primo piano, mentre di fronte sono ben visibili le isole di Marry, Strongyli, Tragoussa e, più defilata, la grande Alimia. A sinistra si scorge invece la baia di Glyfada. Tutto intorno la vegetazione é molto rigogliosa con predominanza di conifere e altri arbusti sempreverdi. Ritornati sulla strada principale si prosegue verso sud alla volta di Monolithos, dove si trova un'altra fortezza suggestiva a picco sul mare.
Superata la piccola cittadina di Kritinia, che possiede una graziosa chiesetta, si seguono le indicazioni per Siana caratterizzata da una bella piazza: sul lato destro si affacciano due ristoranti, su quello sinistro una graziosa chiesetta cattolico ortodossa. (Di fronte a quest'ultima, lungo la strada principale ci sono, uno di fila all'altro, due negozi che vendono i caratteristici tappeti di cotone tessuti con il telaio a mano: contrattando un po' si portano via per 10 euro).
Fatti altri 5 km si giunge a Monolithos: subito dopo essere entrati nell'abitato si trova, sulla destra, la deviazione per il castello. Percorsi altri 2 km lo si scorge dalla strada apprezzandone la straordinaria architettura. Per accedere alla fortezza (ingresso gratuito) basta seguire il piccolo sentiero, con tanto di scalini, che parte proprio dai bordi della strada. E' incredibile, possente e fiera, ma ancora più impressionante é il colpo d'occhio che offre sulla costa: a destra si scorge nitidamente la baia di Kimarassi, di fronte Capo Ag. Georgios con l'inconfondibile isoletta e a sinistra la lunga baia di Apolakkia. I colori sono intensi e profondi. Il mare é blu, ma verso la costa diviene di un azzurro vivo mentre tutto intorno domina il verde della pineta, fitta ed ininterrotta. Ritornati verso Monolithos si supera Apolakkia e si prende a destra seguendo le indicazioni per Kattavia: ad una curva si trova il ristorante Chisama dove si può pranzare sui tavolini all'aperto sotto un pergolato di vimini, piatti abbondanti e prezzi normali, splendida vista sulla baia!
Dopo pranzo si riparte alla volta di Prassonissi, la punta estrema dell'isola: la strada corre per ben 10 km costeggiando il mare e il panorama è una delizia per gli occhi. Percorsi altri 3 km si imbocca la deviazione per Prassonissi: si prende a destra, si percorrono altri 5 km e dopo aver scollinato ecco di fronte a noi lo stretto e lungo istmo di sabbia che collega Rodi alla piccola e deserta isola di Prassonissi. Qui si incontrano e fronteggiano i due mari: quello mosso della costa occidentale e quello calmo della costa orientale. La spiaggia é di sabbia bruna abbastanza grossa e l'acqua cristallina e di colore verde; l'unico neo é il vento, che soffia fortissimo, scaraventando addosso sabbia e ancora sabbia. Ritornati sulla strada principale si prende a destra, verso Kattavia (1 km), villaggio semplice e fuori dalle rotte turistiche. Da Kattavia ci si dirige verso Plymmiri. La spiaggia é a destra: una lunghissima baia praticamente deserta composta esclusivamente da ghiaia. E' perfetta per prendere la tintarella prima di intraprendere il ritorno a Tolos.
Quarto giorno:
Tolos - Kolympia - Epta Piges - Saint Nectarius - Tolos (km 70 circa)
Tra Arhipoli e Epta Piges si trova la bella chiesa ortodossa di Saint Nectarius -
©MaurizioFabbri Via verso la costa orientale attraverso la "solita" strada, quella che tocca Dymilla, Eleoussa, Archipoli e Epta Piges. Giunti all'incrocio con la strada principale della costa orientale decidiamo di dare un'occhiata alla vicina baia di Afantou. Svoltati quindi a sinistra, si percorrono 5 km e, dopo aver superato la deviazione che indica Afantou centro, sulla destra si trova quella per la spiaggia. Altri 800 m ed eccoci sulla strada che costeggia la baia di Afantou, lunghissima e ben attrezzata. Il mare é celeste e calmissimo, una tavola piatta; la spiaggia é di ciottoli e sabbia.
Si ritorna sulla strada principale e fatti 5 km verso sud si svolta a sin. in direzione Kolympia; altri 2 km e si arriva in riva al mare, dopo aver attraversato il centro del paese che sembrerebbe estremamente turistico.Giunta sul mare la strada si biforca e le indicazioni recano scritto su entrambi i lati "beach": a sinistra si trova la parte di spiaggia che, in sostanza, é la parte finale della Baia di Afantou, a destra, invece, superato Capo Vagia si trovano due baie, separate tra loro da scogli. A sinistra, dopo una piccola discesa di una ventina di metri, superato un rudimentale campo da basket, si trova la prima baia: piccolina, stretta e di sabbia, una perfetta mezza luna che purtroppo é completamente occupata dagli ombrelloni e dai lettini posti probabilmente dal bar che si trova a ridosso. Una piccola discesa che dà accesso alla seconda baia, molto più ampia e lunga, ma completamente di ciottoli e costellata lungo tutto il suo perimetro da residenze e villaggi.
La baia, che ha sulla destra il massiccio sul quale troneggia Panagia Tsampica, é battuta da un leggero vento e l'acqua é stupenda: cristallina e trasparente verso riva, di un azzurro profondo più al largo. Diventa subito profonda e non è affatto fredda.
Riprendiamo la strada verso Tolos facendo però sosta a Epta Piges, le sette sorgenti (2 km); la stretta lingua di cemento che segue si erpica all'interno della pineta per 800 m e termina in un ampio spiazzo adiacente ad un bar che ha numerosi tavolini posti sulla sponda di un piccolo torrente all'ombra delle conifere. Questa é la "famosa" Epta Piges! Tutto si risolve nel piccolo ponte di fianco al bar dal quale si vedono le sette sorgenti; io, però, ne ho contate solo quattro! Epta Piges dà l'idea dell'attrazione costruita per i turisti. Si può considerare esclusivamente un buon diversivo alla spiaggia, verso fine giornata quando, annoiati dal sole e dal caldo, si vuole bere qualcosa nel fresco della pineta.
Ci rimettiamo in marcia verso casa, ma dopo altri 4,2 km facciamo un'altra sosta a Saint Nectarius, una graziosa chiesa ortodossa posta alle pendici di un alto colle. Per cenare puntiamo su Paradissi (4 km): qui ci sono due ristoranti ma è possibile ordinare delle squisite gyros ben farcite di tsatsiki, pomodoro, cipolla e prezzemolo, abbondanti di carne e con qualche patata fritta da Xepi: costo 1,30 euro... il paradiso! Questo idillio purtroppo é interrotto troppo spesso dagli aerei che decollano da Rodi: la pista dell'aeroporto é infatti proprio qui dietro!
Quinto giorno:
Tolos - Castello di Feraklos - Agia Agathi - Psinthos (km 100 circa)
La baia di Malona, al centro della quale, su un colle, si trovano le rovine del castello di Feraklos -
©MaurizioFabbri Partenza alla volta di Haraci, sulla costa occidentale: superato Arhangelos e il bivio per Malona, la strada comincia a salire e dopo la curva, dall'alto, si scorge la baia di Charaki. Terminata la discesa, sulla sinistra si trova la deviazione per Haraci, che chiaramente imbocchiamo; altri 800 m e sempre sulla sinistra notiamo la deviazione per Agia Agathi, più nota come "Gold Beach" e il castello di Feraklos. Si prosegue a piedi lungo la strada sterrata, che comincia a salire verso il colle dove, ben visibili, sono le rovine del castello. La strada sterrata diviene ben presto sentiero; ci si arrampica, nel vero senso della parola, lungo il colle, anche se l'ascesa è facilitata dal posizionamento delle pietre che creano dei rudimentali scalini e si giunge in cima, all'interno del castello di cui resta ben poco.
Comunque la vista che si gode é molto bella: da una parte si domina il piccolo centro di Haraci, di cui é possibile ammirare la perfetta baia concentrica e quasi completamente chiusa, più oltre la lunga baia di Charaki e di Kalathos e sul fondo, perso nella foschia, Lindos. Dalla parte opposta invece si vede molto bene Agia Agathi e la sua spiaggia di sabbia dorata e si capisce perché la chiamino Gold beach! La sabbia é di un beige molto scuro e l'acqua limpidissima e cristallina, una piscina a cielo aperto con pesci di varie forme, dimensioni e colori. Riprendiamo la strada di casa...
Per rompere la monotonia dello spostamento, superato Saint Nectarius, si può imboccare a destra la deviazione per Psinthos. La strada é segnalata come asfaltata, ma dell'asfalto rimane ben poco...Il panorama é bello: una continua pineta, non sembra neanche di essere su un'isola... Finalmente si arriva a Psinthos, piccolo paese con una grande e bella piazza, su cui si affacciano diversi ristoranti e dove convergono tutte le strade che portano qui. Infatti appena superatala, la strada si biforca: a destra si va in direzione di Rodi, a sinistra verso Petaloudes. Di ritorno a Tolos si può decidere di cenare a Theologos, alla Taverna Drossia dove si mangia molto e bene e si spende poco! Ve la consiglio, anzi stra-consiglio!
Sesto giorno:
Tolos - Kalathos - Baia di Vlicha - Baia di Agia Ioannis - Tolos (km 114 circa)
Partenza alla volta di Kalathos, località a 10 km da Lindos. Giunti sulla strada principale della costa orientale, si prende verso destra dirigendosi a sud in direzione Lindos; si superano Arhangelos e Charaki, quindi fatti altri 5 km si arriva a Kalathos. La spiaggia di Kalathos é di sabbia e ghiaia ed é la continuazione naturale della lunga baia di Charaki; il mare, neanche a dirlo, é azzurro, ma di un azzurro scuro, intenso e profondo.
Più avanti, sul versante nord di capo Agia Aimilianos, c'é la piccola baia di Vlicha che dovrebbe essere più caratteristica: si ritorna quindi sulla strada principale e si prende a sinistra per Lindos; dopo circa 1,5 km si trova la deviazione per Vlicha beach, altri 800 m e si è sul mare. La baia é abbastanza lunga con alle spalle vari villaggi e hotel; é di ghiaia e presenta tre file di ombrelloni. Fortunatamente é anche larga, quindi nei 10 metri che separano la prima fila di ombrelloni dal mare ci si può tranquillamente sistemare, cosa che fanno in molti visto che un ombrellone e due lettini costano 7 euro al giorno! L'acqua é cristallina ed ha un colore verde tenue per poi divenire, più al largo, blu scuro.
Dirigendosi poi a sud, la strada sale sulle pendici di Capo Aimilianos e dall'alto si ha un ottimo colpo d'occhio sull'intera baia di Vlicha, Kalathos e la baia di Charaki. Appena scollinato e fatte altre due curve, si arriva a un punto di vista privilegiato: consente di ammirare infatti in tutta la sua bellezza Lindos, con il caratteristico paesino di case bianche a ridosso dell'imponente fortezza e sulla sinistra, in basso, una delle sue due baie, la più ampia, con un mare azzurro pastello.
Proseguendo oltre il promontorio c'è una baia, stranamente non segnalata, fra Lindos e Capo Lardos (unica costruzione presente é il Residence Lindos Memories da cui parte una strada piastrellata che porta alla spiaggia). La spiaggia è costituita di sabbia e ghiaia fine, non é troppo larga ed é lunga circa 300 m. L'acqua ha dei colori incredibili: verso riva é verde brillante, a causa dei numerosi scogli presenti, ma più al largo é di un blu intenso nel quale si aprono delle vere e proprie chiazze turchesi in corrispondenza del fondale sabbioso. Incomprensibile come un posto di tale bellezza non venga segnalato; la spiaggia infatti é deserta e credo che chi venga qui, non lo faccia con intento, ma ci capiti per caso...
Al calar della sera si ritorna a Tolos.
Settimo giorno:
Tolos - Lindos - Pefki - Lardos - Tolos (km 130 circa)
La meta odierna è Lindos: partendo la Tolos in mezz'ora si raggiunge la parte opposta dell'isola e, incontrata la strada principale della costa orientale, dopo 26 km si arriva a Lindos: tempo impiegato 45 minuti. Puntiamo sulla fortezza: circa 1 km di passeggiata lungo un pendio non troppo scosceso e comunque ben percorribile visto che per 2/3 é all'interno del paese e nell'ultima parte il sentiero é ben segnato e tenuto (se proprio non si sopporta camminare, allora si può ricorrere agli asinelli: appena entrati in paese, sulla destra si trova il punto di partenza di questi "poveri" animali che per tutto il giorno portano i turisti alla fortezza; costo del trasporto: 4 euro).
In poco meno di 10 minuti si giunge all'entrata della fortezza (ingresso 6 euro). L'area intorno all'acropoli fu portata alla luce nei primi anni del 1900 dai danesi che ritrovarono, e si portarono via, uno dei reperti più importanti conosciuto col nome di Cronaca del Tempio di Atena da Lindos: si tratta di due lastre di marmo con iscrizioni di Timochide, sacerdote di Atena, datate 99 a.C. che ora sono in bella mostra al museo di Copenhagen! L'acropoli, disposta su quattro diversi livelli, si erge su una roccia triangolare, più larga e bassa sul lato nord e più alta e stretta su quello sud. Tutto intorno si erge la muraglia costruita dai cavalieri che, a differenza delle antiche mura originarie, impedisce di vedere le costruzioni che ci sono all'interno.
La splendida fortezza-acropoli di Lindos domina il piccolo paese di case bianche -
©MaurizioFabbri L'atmosfera è stana, quasi magica... Sembra di trovarsi in un grande set cinematografico: l'unica cosa che tiene attaccati alla realtà sono i rumori del paese sottostante che si stende come un lenzuolo bianco, intatto e non deturpato da alcuna costruzione moderna. Il governo greco ha infatti vietato qualsiasi tipo di speculazione edilizia e se si vuole dormire qui bisogna prendere in affitto le camere che gli abitanti mettono a disposizione dei turisti, che non sono nè poche, nè a buon prezzo. In lontananza (e parzialmente coperta dal corpo centrale del castello dei Cavalieri) si vede la baia più grande di Lindos mentre sul retro, dal Tempio di Atena, si apre completamente alla vista la piccola baia di San Paolo, il porticciolo di Lindos ricavato in un anfratto naturale circolare, quasi completamente chiuso.
Tornati in paese ci dirigiamo verso la spiaggia: é stretta e lunga circa 200 m, ma la cosa peggiore sono gli eccessivi ombrelloni! Il mare in compenso é molto bello, calmo e liscio come una tavola, cristallino e azzurro tenue. Verso mezzogiorno ci si avvia verso il cuore del paese: i vicoli sono completamente tappezzati di merce che non varia poi molto da un esercizio all'altro. Fondamentalmente vendono tutti le stesse cose: paccottaglia per turisti, cara e poco caratteristica... Anche i locali e i ristoranti sono moltissimi, si ha l'imbarazzo della scelta, ma i prezzi sono molto più alti del solito. E' difficile trovare Lindos non invasa dai turisti e quindi, per cercare un po' di più calma ci dirigiamo verso Pefki (4 km).
Superato Capo Ioannis, troviamo una bella località balneare che non ha niente da invidiare a Lindos, se non la fortezza... Si percorre la strada che porta in paese scorrendo un'interminabile fila di ristoranti, negozi, bar e locali. Ogni cinquanta metri sulla destra si incontra una traversa che va verso il mare. Si può ritornare sulla strada principale e proseguire verso sud; dopo 3 km si incontra il bivio per Gennadi e Kattavia e, pur se in piccolo e leggermente sbiadita, l'indicazione per Lardos beach. Non é niente di particolare, anzi sicuramente il tratto di costa meno attraente visto sino ad ora con sabbia e ciottoli e l'acqua che, pur avendo un colore verde brillante, non é completamente limpida.
Ritorno a Tolos.
Ottavo giorno:
Tolos - Kiotari - Gennadi - Vati - Tolos (km 160 circa)
Da Tolos si parte alla volta di Gennadi, paese che si trova a sud della costa orientale dell'isola. Invece della "solita strada" questa volta seguiamo un nuovo percorso: si supera Soroni e si arriva alle porte di Kalavarda, prendendo a sin. in direzione Salakos. La strada si allontana dalla costa e comincia a salire; dopo 7 km si incontrano le prime case di Salakos, piccolo centro ben curato e accogliente, almeno all'apparenza.
Lasciato il paese, la strada continua per altri 5 km salendo le pendici occidentali del monte Ilias e lasciando intravedere a tratti la costa sottostante. Si giunge quindi ad un bivio: a destra si va verso Emponas, a sinistra verso Profitis Ilias. I seguenti 5 km che conducono sino al paese di Profitis Ilias sono, per il panorama che regalano, eccezionali, incredibili e particolarissimi. La strada sale al centro della montagna tra piccole e continue curve nel bel mezzo di un vero e proprio bosco di conifere, pini e abeti. Una vegetazione incredibilmente florida e bella ci inghiotte e di colpo diventiamo anche noi parte di questa pineta fittissima in cui i raggi del sole filtrano a fatica e soltanto a tratti, creando un crepuscolo di luce che rende pieno di fascino questo spostamento.
Si prosegue, lasciandosi alle spalle Profitis Ilias, verso Eleoussa dove ci si ricollega all'ultimo tratto della "solita" strada che porta alla costa orientale. Si superano Kolimpia, Kalathos, Pylonas e Lardos, Pefki per giungere a Gennadi la cui attrazione principale è la grande e bella chiesa di San Giorgio. La baia di Gennadi é lunga e ininterrotta, costituita di sabbia e ghiaia e con diversi punti in cui ci sono ombrelloni alternati ad ampi spazi deserti in cui regna la quiete e la tranquillità. Carina anche la spiaggia di Kiotari (5,5 km) la cui acqua ha un acceso colore verde ed è molto limpida. Tutto sommato un bel posticino... Si può pranzare al vicino Ristorante Stefano: il pesce é carissimo a discapito delle numerose barche che si trovano nel piccolo porticciolo e che presuppongono la presenza di numerosi pescatori; le altre pietanze sono nella norma e le porzioni abbondanti e buone.
Per tornare a Tolos, invece di ripercorrere a ritroso la strada da cui siamo arrivati ritorniamo a Gennadi dove, prima di entrare nell'abitato, giriamo a destra verso l'interno in direzione Vati che si raggiunge dopo 7 km. Si prosegue per Apolakkia: altri 10 km di strada interna per passare nuovamente attraverso Monolithos, Siana e Kritinia, costeggiando prima il massiccio dell'Akramytis e poi quello dell'Attaviros.
Nono giorno:
Tolos - Rodi - Felirimos - Baia di Trianta - Ialyssos - Tolos (km 70 circa)
Le rovine di quello che una volta fu un elegante centro termale a Kallitheae -
©MaurizioFabbri Da Tolos si risale verso nord e, superato l'aeroporto, si seguono le indicazioni per Rodi. La strada abbandona la costa e piega verso destra: é una sorta di superstrada, scorrevole, rettilinea e veloce che consente di evitare il caos dei paesi affacciati sulla baia di Trianta. In circa 15 minuti si arriva in città.
Le mura di Rodi sono già uno spettacolo: imponenti e massicce. In alcuni punti sono spesse 12 m e il fossato arriva a 21 m di larghezza. Se ciò stupisce, quello che si trova al loro interno é qualcosa di unico e indescrivibile... La città vecchia infatti é un vortice di vicoli e piccole stradine che si intrecciano tra loro in un enorme labirinto con un fascino inconsueto e particolarissimo. Perdersi e ritrovarsi al suo interno é una vera e propria gioia... Tutte le costruzioni sono in sasso e sono le stesse, spesso fedelmente ristrutturate, di 6 secoli fa. La città medievale, detta Kastro, é suddivisa in due settori: quello nord, che comprendeva l'acropoli interna e il Castello dei Cavalieri, detto Collacchio, e quello sud, la Chora, più vasto, dove abitava il popolo. Molteplici sono i monumenti interessanti e degni di nota che si trovano a Rodi e si incontrano facilmente passeggiando per la città (su tutti ricordo il Palazzo del Gran Maestrio orario:9-19, lun.12.30-19, chiuso la dom.). E non dimenticate di andare a vedere le due colonne che delimitano l'ingresso al porto, sulla cima delle quali svettano le statue del Cervo e della Cerva, simboli della città: qui infatti la tradizione colloca il mitologico colosso di Rodi. Rodi é fantastica, incredibile, bella e affascinante; ci si può tranquillamente passare un'intera giornata, tanti sono i monumenti che possiede. Anzi forse non é affatto sbagliato pensare che sia tutto l'insieme un'enorme monumento, che é arrivato intatto sino a noi...
Lasciamo Rodi costeggiando il porto, passiamo di fronte all'acquario e torniamo indietro seguendo le indicazioni per Ialyssos. Superiamo Kritika e Ixia, costeggiando la baia di Trianta e dopo 8 km entriamo nell'abitato di Ialyssos. Un cartello indica la deviazione per il colle di Filirimos, dove si trova l'acropoli di Ialyssos. La strada, 5 km in tutto, va verso l'interno e per i primi 3 km resta pianeggiante, poi comincia a salire, con vari tornanti, in mezzo ad un bosco di pini, per giungere in cima al colle dove, di fronte ad un ampio parcheggio, c'é l'ingresso all'acropoli. Fatta una breve salita si giunge alla piccola chiesa di Panagia Filerimou, carina e strana al tempo stesso. Dal colle si gode di un bellsssimo panorama: di fronte c'é la baia di Trianta e lo sguardo segue l'orizzonte, da Rodi a Kremastì! Ritorno a Tolos.
Decimo giorno:
Tolos - Terme di Kallithea - Tolos (km 70 circa)
Le terme di Kallithea sono poste all'inizio della costa orientale, a 15 km da Rodi città. Per raggiungerle si ripercorre la superstrada per Rodi, ma arrivati al semaforo che di fatto ne sancisce la fine, invece di girare a sinistra, verso la città, si prende a destra verso Faliraki, cuore del nuovo sviluppo turistico dell'isola. Imboccata la strada costiera, ritornando verso il capoluogo e fatti 6 km, sulla destra, si trova la deviazione per Kallithea.
L'entrata alle vecchie terme é gratuita, anche perché sono state abbandonate e solo ultimamente si sono fatti dei lavori per poterle recuperare. L'interno é fortunatamente ancora salvo e garantisce un po' di quella caratteristica atmosfera che doveva respirarsi al suo interno nei momenti di massimo splendore. Il resto della struttura é completamente in rovina e aggirarsi per quelli che erano gli spogliatoi e i padiglioni laterali sembra un viaggio all'interno di una città fantasma. Tuttavia ciò che resta consente di farsi un'idea della bellezza e del fascino che questo luogo doveva avere, quando dalle sue fonti sgorgava un'acqua dalle qualità terapeutiche. L'insenatura su cui si affacciano le terme ha un'acqua limpida e di colore verde; anche qui é pieno di lettini e volendo si può rimanere per trascorrere una tranquilla giornata al sole. Dalla parte opposta, proprio sotto il parcheggio da cui parte il breve sentiero che consente di accedervi, c'è un'altra spiaggia. L'acqua é limpidissima e di un colore verde acceso. Sulla sinistra, all'inizio della spiaggia, si trova una taverna con diversi tavolini posti sotto un pergolato coperto d'edera, dove si può pranzare. In serata ritorno a Tolos.
Undicesimo giorno:
Tolos - Capo Ladikò - Baia di Anthony Quinn - Trogonou - Tolos (km 85 circa)
Si ripercorre la strada che consente di arrivare dalla parte opposta dell'isola e, giunti a Faliraki, si prosegue verso sud. Percorso poco più di 1 km, sulla sinistra si trova la deviazione per Ladikò e la baia di Anthony Quinn. La strada sale per 500 m, quindi ridiscende per circa 200 m e si biforca: prendendo a destra si scende per altri 150 m arrivando a ridosso della baia di Capo Ladikò dove si trova una piccola e stretta spiaggia di sabbia e ghiaia occupata completamente da ombrelloni e lettini, alle spalle della quale c'é una taverna.
Andando a sinistra, invece, la strada continua per circa 200 m terminando in uno spiazzo sterrato che funge da parcheggio per coloro che vogliono scendere alla baia di Anthony Quinn (il nome deriva dal fatto che il governo, ai tempi del film "Zorba il greco" aveva regalato la baia al popolare attore; alcuni anni dopo però, cambiato il governo, lo stato si riprese il regalo! L'attore non si rassegnò all'idea di perdere questo piccolo angolo incontaminato e aprì un contenzioso legale che ancora oggi si trascina senza giungere ad una soluzione) oppure al porticciolo di Capo Ladikò, costituito da una banchina in cemento sulla quale sono disposti ombrelloni e lettini.
La Baia é dotata di una spiaggia ridottissima ma in compenso l'acqua é straordinaria, limpidissima e di un colore particolare che va dal verde all'azzurro tenue. Purtroppo, data la sua notorietà, si riempie subito e in breve tempo ci si trova in un carnaio. 1,5 km più a sud c'è un'altra spiaggia, Trogonou beach, tratto iniziale della lunga baia di Afantou. La spiaggia é interamente composta da ciottoli grossi, bianchi, levigati e arrotondati, che caratterizzano anche il fondale circostante. L'acqua é molto bella, limpida e di un colore verde intenso nei primi 10-15 metri mentre diventa lentamente blu scuro più al largo.
Ritorno a Tolos.
Dodicesimo giorno:
Tolos - Trogonou - Tolos (km 80 circa)
La baia di Afantou ci ha lasciato soddisfatti e visto che riteniamo meriti molto di più di qualche ora rubata alla fine di una giornata, decidiamo di dedicarle interamente il nostro penultimo giorno a Rodi. Ci dirigiamo quindi verso Trogonou beach per sistemarci proprio all'estremità sinistra della spiaggia dove c'é una sorta di grotta, molto affascinante, sotto la quale disporsi.
Lo scenario é incredibile: di fronte, a pochi metri, il mare col suo continuo andirivieni, a destra tutta la lunga baia di Afantou, sopra la scogliera (tra l'altro, l'ombra della grotta consente di ripararsi dai raggi del sole che, verso mezzogiorno, si fanno sentire)! Per mangiare vi sono alcune taverne: la prima che si incontra, posta a ridosso del gruppo di ombrelloni bianchi, é carina, pulita e stranamente vuota: è infatti riservata ai militari e alle loro famiglie che qui hanno la loro spiaggia privata. La taverna successiva, quella che porta il nome della spiaggia, poche decine di metri più avanti, ha prezzi abbordabili anche per il pesce, le porzioni sono abbondanti e tutto é buono e ben cucinato.
Ritorno a Tolos.
Tredicesimo giorno:
Tolos - Rodi - Tolos (km 50 circa)
Trascorrere un'altra giornata girovagando per l'affascinante Rodi può essere una valida alternativa a una giornata in spiaggia nel caso siate sazi di sole e mare. Potete dedicare un po' di tempo al Museo archeologico che occupa l'antico Ospedale dei Cavalieri, splendido edificio del XV sec., e visitare, nella città nuova, l'Acropoli con lo stadio, il teatro e il Tempio di Apollo Pizio. Da qui si gode una vista magnifica e, se vi arrivate nel tardo pomeriggio, anche degli splendidi tramonti.