Luogo antico e suggestivo per ogni cristiano, prescelto da Dio
per donare a Mosè le Tavole della Legge, il Sinai è
una penisola bagnata dal Mar Rosso. Mare chiamato con questo nome
dai geografi arabi, forse per il colore delle rocce che
costituiscono le sue rocce, forse per la saltuaria colorazione
rossastra delle acque dovute alla proliferazione di alghe. Il Mar
Rosso è un mare piuttosto ampio (ben 438.000 mq di
superficie) dalla forma caratteristica, stretta e allungata:
è lungo ben 2.250 km e largo circa 300
km.
E’ un mare estremamente salino e caldo il che determina
una incredibile varietà di forme di vita: oltre 1.000
(mille!) specie di pesci tropicali e 450 specie di madrepore.
La sua barriera corallina è tra le più belle del
mondo, seconda solo a quella australiana. E’ formata da
colonie di piccolissimi animali che nel corso di milioni di anni
hanno costruito le loro strutture dure e solide: madrepore,
attinie, gorgonie, coralli…tutti di incredibile bellezza!
Il Mar Rosso e il suo deserto sono due aree ecologicamente
intatte. E tutelate. La pesca è severamente regolamentata,
mentre è del tutto vietata quella ad arpione. Il Mar Rosso
costituisce quindi un vero Paradiso per gli appassionati di
immersioni subacquee.
Vorrei riportare qui la descrizione più bella che ho
trovato del Mar Rosso:è di Flavio Grassi, un turista che
al suo ritorno ha così spiegato bellezza delle sue
acque:
“Il segreto è la luce. La luce implacabile del
sole del deserto che penetra a fondo in un'acqua la cui
limpidezza non ha paragoni. Una limpidezza dovuta alla
profondità oceanica a cui, nonostante la ridottissima
larghezza, arriva il mar Rosso. Che è davvero un piccolo
oceano, perché è la profonda spaccatura che separa
due placche continentali: l'Africa da una parte, l'Asia
dall'altra. In un mare così profondo il moto ondoso non
riesce a smuovere la sabbia del fondo, così non ci sono
particelle solide in sospensione nell'acqua. Ma non basta:
entrambe le coste del mar Rosso sono desertiche: qui non ci sono
fiumi che si riversano in mare scaricando tonnellate di detriti
come in quasi tutti i mari del mondo. Il ricambio dell'acqua
avviene solo attraverso il Bab al Mandab, lo «stretto delle
Lacrime» attraverso cui si rovesciano impetuosamente le
acque dell'Oceano Indiano. Ma, per quanto turbolente siano le
correnti che per secoli hanno trascinato le navi sui suoi scogli
procurandogli il poco beneaugurante nome, il Bab al Mandab
è a più di duemila chilometri di distanza dalla
punta del Sinai e prima di arrivare fin qui l'acqua è
perfettamente depurata, come se fosse passata per una gigantesca
vasca di decantazione.” [brano tratto da http://www.viaggimagazine.it/rpt/2003/10/124-egitto.php]
SHARM EL SHEIKH
Sul Mar Rosso si affacciano diverse località di
villeggiatura, ma la più famosa e amata dagli taliani
è indubbiamente Sharm el Sheikh, più semplicemente
chiamata Sharm. Di Sharm, prima di partire, sapevo che è
un non luogo, ossia una cittadina nata diversi anni fa dal nulla
e circondata solo da sabbia e deserto. In effetti, 40 anni fa, al
suo posto c’era solo sabbia: i primi ad insediarsi in
questa zona e a costruire alberghi furono gli israeliani nel
1968. E' soprattutto nell’ultimo decennio che la cittadina
ha vissuto un vero e proprio boom turistico ed è
diventata una delle mete preferite dagli taliani (e dai russi),
attirati dalla vicinanza (solo 4 ore di volo), il mare bellissimo
e i prezzi abbordabili. In effetti ancora alla fine degli anni
Ottanta Sharm contava appena tre alberghi e un centro di
immersione.
Oggi il numero degli hotel, dei villaggi, delle
multiproprietà è incredibile: a Naama Bay ce ne
sono ben 64! Purtroppo anche il deserto più vicino a Sharm
ne ha sofferto e mostra, in tutto il suo orrore, sacchetti di
plastica e detriti abbandonati… Sharm è un luogo
insolito. Pur essendo egiziano, Sharm è un luogo che con
l’Egitto ha poco o niente da spartire: non ha una storia o
una popolazione locale (beduini a parte) giacchè gli
egiziani che lavorano negli hotel e nei negozi sono emigrati dal
Cairo, da Alessandria o altre città in cerca di lavoro.
Ciò spiega perché molti turisti, al ritorno,
raccontano di non aver visto circolare donne egiziane (le mogli
dei lavoranti, solitamente stagionali, restano infatti nei paesi
di origine, lasciando i loro uomini a lavorare e a vivere a
Sharm).
Col nome di Sharm el Sheikh si intende tutta al
località nel suo complesso, che in realtà è
composta da più zone. C’è una zona
comunemente denominata Sharm vecchia, che credevo fosse
quella dell’insediamento originario, a fine anni ’60,
mentre invece una guida ci ha spiegato che è nata 15 anni
fa. In questa zona i turisti in genere non soggiornano
perché piuttosto rovinata e priva di barriera. Però
ci si va in cerca di souvenir a prezzi più economici che
non Naama (approfitto comunque per dire che gli acquisti sono
davvero poco a buon prezzo e ciò vale sia a Sharm che a
Dahab: conviene fare gli acquisti lungo il Nilo, se venite dalla
crociera, perché sul Mar Rosso costa tutto molto di
più,e la roba è identica).
Subito accanto a Sharm si trova Naama Bay, ovvero la
zona più turistica. Naama Bay si trova a 7 km
dall’aeroporto.Questo è il cuore della
località e tutti gli alberghi, anche i più
distanti, offrono servizi navetta per raggiungerla.E' una zona
che a molti ricorda le più turistiche località
della Riviera adriatica: c’è un lungomare stracolmo
di palmette, negozi, discoteche, luci stile Las Vegas, insegne,
ristorantini american style come ad es. Planet Hollywood,
Hard Rock Cafe, Mac Donald, Pizza Hut...C’è anche un
grande Casinò, il Sinai Grand Casinò, e numerose
sono le discoteche: Bus Stop e Black House sono molto famose;
c’è anche una pista da go kart e un parco di
divertimenti, il “Mille e una notte”, che si trova a
Ras um Sid e propone spettacoli equestri in ambientazione
faraonica. Moltissimi i negozi e i centri commerciali. Naama, a
mio giudizio, è piuttosto insignificante e priva di
fascino al confronto con i mercatini tipici arabi; merita giusto
una passeggiata serale, peraltro poco rilassante, dato le
insistenze continue dei venditori. A Naama si trovano molti
telefoni pubblici, varie farmacie e numerose banche. Ci sono
inoltre 2 camere iperbariche e 2 ospedali. Questa zona è
stracolma di hotel ...e di spiagge affollate con gli ombrelloni
attaccati gli uni agli altri!Inutile dire che le tante barche, le
banana boat, le moto d'acqua hanno quasi completamente privato la
zona dell’originaria magnifica barriera corallina! La baia
si è trasformata in un vero e proprio porto di mare,
stipato di ogni genere di battello a motore e barche. Insomma,
non è la zona giusta per chi cerca tranquillità e
snorkelling; oltretutto è decisamente poco ventilata .
Vicinissima a Naama (1 km , e a 5 km dall'aeroporto),
c’è la località di White Knight, una
baia con vista sull’isola di Tiran.Qui la barriera è
più che discreta. Far Garden si trova invece a 3 km
da Naama Bay e a 6 km dall’aeroporto.E’ una zona
perfetta per gli appassionati di snorkelling.Shark's Bay
è un’altra località molto turistica situata a
10 km da Naama Bay e a 5 km dall’aeroporto: è una
baia famosa per la bellezza della barriera corallina e per la
magnifica insenatura che la ospita.
Ras um Sid si trova a 8 km da Naama Bay e a 20 km
dall’aeroporto ed è una nuova realtà
turistico residenziale. Infine c’è Nabo
Bay (15 km da Naama Bay e a 8 km dall’aeroporto): in
realtà non è una baia vera e propria, ma sorge su
un ampio tratto di mare aperto, dai meravigliosi coralli. Anche
questa è una nuova realtà turistico residenziale
situata di fronte all’isola di Tiran e vicinissima
all’area protetta di Nabq, celebre per la foresta di
mangrovie. Per muoversi tra le varie località, oltre alle
navette messe di solito a disposizione dall’ hotel si
possono utilizzare i taxi. Sono di due tipi: quelli egiziani (in
regola) e quelli beduini, riconoscibili dal fatto che sono
sgangherati e risalenti agli anni Settanta. Ovviamente sono
abusivi e anche molto economici! Se li prendete, preparatevi ad
una conversazione surreale, dato che i beduini parlano pochissimo
l’italiano e l’inglese! E preparatevi ad una guida
molto informale, anche a fari spenti nel buio! Normalmente molti
di questi tassisti beduini stazionano di persona lungo le strade
principali di Naama, sempre pronti a chiedervi se avete bisogno
di un taxi. In quanto abusivi, non possono sostare con
l’auto in centro, quindi “reclutano” clienti
che poi accompagnano al mezzo, posteggiato al di fuori
dell’area del centro.
ESCURSIONI DA SHARM
Tutti i Tour Operator organizzano le stesse escursioni. Ma se
avete la possibilità di andare a Naama troverete numerose
agenzie egiziane che organizzano le stesse escursioni dei T. O.
italiani a prezzi molto, molto più bassi. Pensateci e non
abbiate paura: i più sono affidabili e vi danno
l'opportunità di stabilire un minimo di contatto con la
gente del luogo.
- Monastero di Santa Caterina
Da solo o abbinato a Dahab, oppure all’ascesa notturna
sul Sinai.
Il Monastero si trova in mezzo al deserto, a 1.600 m, e ospita
capolavori dell’arte bizantina: 2.000 icone e 3.000
manoscritti preziosissimi. Da Sharm bisogna affrontare 240 km per
arrivare al monastero: l’escursione prevede un lungo
tragitto in pullman di circa 2 ore e mezza. Le condizioni della
strada sono buone, salvo nel tratto finale quando si fa
sterrata.
L'origine del Monastero risale al 330 d.C. quando
l'imperatrice Elena, madre dell'Imperatore Costantino,
ordinò la costruzione di una piccola chiesa presso
ilRoveto Ardente di Mosè, ai piedi del monte Sinai: la
Chiesa della Trasfigurazione. Un paio di secoli più tardi
l’Imperatore Giustiniano fece fortificare il complesso.Il
monastero venne ingrandito a più riprese nei periodi
successivi; la cinta muraria è di dimensioni e di altezza
diverse per la necessità di adattarla alla conformazione
della montagna. Fu solo nell'XI sec. che il Monastero fu dedicato
a Santa Caterina d'Alessandria, una martire morta nel IV sec.
d.C. I suoi resti, che si dice furono trovati dai monaci sulla
cima di una montagna vicino al Monte Sinai, furono seppelliti
nella basilica del monastero. Nonostante la conquista da parte
degli arabi musulmani del Sinai nel 641 d.C., i monaci
continuarono a vivere nel convento, salvaguardati da un editto di
Maometto che assicurava loro la sua protezione, provvedimento che
prese anche Napoleone durante la Campagna d'Egitto. I monaci che
vivono oggi nel Monastero appartengono ad un ordine monastico che
in origine aderiva alla Chiesa di Roma e nel 1260 fu riconosciuto
dal papa Innocenzo IV, ma due secoli più tardi, nel 1439,
all'epoca del Concilio di Firenze, se ne staccò per
seguire la liturgia della Chiesa Ortodossa d'Oriente.
Essi seguono la regola di San Basilio e adottano la lingua
greca nelle funzioni liturgiche essendo i monaci stessi in gran
maggioranza Greci. Il Monastero custodisce preziosi tesori: oltre
al sarcofago con il corpo della santa, racchiude una magnifica
collezione di oltre 2.000 icone di epoca paleocristiana,
bizantina e post bizantina, per non parlare della ricca
biblioteca, che ospita la seconda più vasta collezione
(dopo quella del Vaticano) di manoscritti antichi in greco,
siriaco e arabo (purtroppo la Biblioteca non è aperta al
pubblico). La splendida Basilica è impreziosita da
magnifici mosaici, con pregevoli opere bizantine. Da un paio
d’anni (2002) è stata inoltre resa accessibile al
pubblico una delle più belle e singolari collezioni di
oggetti d'arte cristiana: un piccolo ma singolare museo di nove
stanze chiamato "La Sacra Sagrestia" espone dei capolavori di
grande valore artistico.Tra i raffinati oggetti esposti si
trovano delle squisite icone bizantine del VI sec., delicati
manoscritti in siriano risalenti al IX sec., rari libri di
preghiera slavi oltre a splendidi oggetti in argento, oro, avorio
e pietre preziose. Probabilmente l’oggetto più
prezioso tra quelli esposti è una parte del Codex
Sinaiticus, una versione della Bibbia risalente al IV sec.
che si trova al British Museum di Londra.Prima di terminare la
visita si ammira anche il Roveto ardente di Mosè e si
può sistare nell’ossario, una stanza chiusa al
pubblico, ma visibile attraverso una finestrella:
all’interno teche con scheletri e ossa varie.
Per questa escursione (abbinata a Dahab) abbiamo speso 40
euro, incluso pranzo in ristorante.
- Salita al Monte Sinai
Il Monte Sinai è un luogo sacro per le tre grandi
religioni monoteistiche: secondo la tradizione tra i monti del
Sinai avvenne l'Esodo degli Ebrei che, dopo 40 estenuanti giorni
di marcia tra le montagne ed i deserti, arrivarono al Monte Horeb
sulla cui vetta Mosè ricevette le Tavole della Legge con i
10 comandamenti. Escursione impegnativa che occupa l’intera
notte. Si parte di notte, tra le 22 e mezzanotte, con jeep o
minibus. La salita al Monte (2.285 m) richiede circa 3 ore di
cammino.La prima parte del percorso in salita può essere
fatta su dromedario: è chiamata Il Cammino di
Mosè e consiste in 3.700 gradini. La seconda, invece,
è fatta per forza a piedi: sono 700 scalini.Meglio essere
un minimo allenati (la salita è molto ripida), calzare
scarpe adatte, portarsi felpona e abbigliamento pesante, foulard
per la gola e torcia elettrica. Giunti in cima si attente
l’alba. In genere l’ascesa al monte è abbinata
alla visita del Monastero di Santa Caterina e si torna in albergo
in tempo per il pranzo.
A noi questa escursione è stata proposta a 40 euro.
-Canyon colorato
Di solito abbinato alla visita della cittadina di Nuweiba (150
km da Sharm) dura un'intera giornata. L’escursione,
effettuata in jeep o minibus, attraversa una pista desertica e
giunge al Canyon, dove si scende a passeggiare tra le rocce
multicolori (la zona dell’area protetta di Taba).Il pranzo
è servito di solito sul mare, a Nuweiba. Nel pomeriggio
c’è tempo per un po’ di relax.
A noi questa escursione è stata proposta a 50 euro,
incluso pranzo.
- Parco nazionale di Ras Abu Galum
Si effettua in fuoristrada e parte in dromedario (sino al
pozzo naturale) e comprende bagni, sole e mare nell’area
protetta di Ras Abu Galum. Talvolta la gita prevede una sosta a
Dahab per lo shopping ma la vera attrazione della gita è
il Blue Hole, un punto della barriera corallina
particolarmente bello e intatto.
A noi questa escursione è stata proposta a 70 euro,
incluso pranzo e 1 ora di dromedario.
- Parco marino di Ras Mohammed
Ras Mohammed è zona protetta dal 1983 e si trova sulla
punta estrema della penisola del Sinai.Chiamato anche "l'Acquario
di Allah", è ancora spettacolare, nonostante la massiccia
presenza di turisti. Offre colori inimmaginabili, pesci
multicolori e profondità niente male, fino a 180
metri!Molto divertente anche per i non sub, dotati solo di pinna
e maschera! Se si ha paura, viene fornito un giubbetto
salvagente.
Da Sharm il Parco è raggiungibile, via terra, in circa
45 minuti di pulmino. Oppure via mare.La località è
una baia con dei promontori da cui è possibile godere di
bellissimi panorami sul Golfo di Aqaba.Secondo la tradizione
questo è il luogo in cui le acque del Mar Rosso si sono
divise per lasciare passare Mosè con gli Ebrei in fuga
dall'Egitto.
L’ingresso al Parco è suggestivo: ci sono enormi
blocchi di cemento che ricordano i primitivi menhir di
Stonehenge! La durata dell’escursione è di mezza
giornata o un giorno intero. Si effettua via terra o mare.Via
terra prevede la sosta, all'interno del parco, al "lago magico"
nelle cui acque turchesi si può fare il bagno, alla
"piccola foresta delle mangrovie" e alla "spaccatura della
roccia" causata da un terremoto di alcuni secoli or sono. Via
mare, invece, prevede la sosta ad altri due punti per lo
snorkelling.
Per questa escursione, via terra, abbiamo speso 40 euro + 5 di
ingresso al parco.
- Isola di Tiran
E’ un'isola disabitata con spiagge molto belle che si
trova tra il Golfo di Suez e quello di Aqaba, in pratica di
fronte la Giordania. La gita, della durata di un giorno, offre
l’opportunità di effettuare alcune soste di
snorkelling su barriere strabilianti.La si può raggiungere
con una lunga navigazione lungo la costa oppure con un tragitto
in pullman seguito da un breve passaggio via mare. A noi questa
escursione è stata proposta a 30 euro, incluso pranzo.
- Dahab
Località talvolta abbinata all’escursione diurna
al Monastero di Santa Caterina. Dahab si trova a circa 100 km da
Sharm. E’ un sito formato da un promontorio che delimita
due baie le cui sponde sono ricoperte da una sabbia colore
giallo-oro da cui trae origine il nome Dahab, parola che nella
lingua beduina significa "oro". Un esteso palmeto contorna la
spiaggia di Ghazala creando un paesaggio carino, ma purtroppo
assai devastato dall’incontrollata crescita turistica
(campeggi, ristoranti., alberghi, bar e locali notturni).
Un tempo piccolo villaggio beduino, Dahab divenne celebre
negli anni Settanta come meta preferita dagli hippy. Oggi
è ancora molto turistica e ricca di bazar, assolutamente
non conveniente come ci dicevano!L’impressione non è
buona: non è né bella, ne curata. Tutti i negozi
hanno la stessa paccottiglia in vendita, decisamente kitsch e a
prezzi elevati rispetto alle località lungo il Nilo. I
venditori sono stressanti e le contrattazioni scarse,
perché i prezzi restano alti.Una vera delusione: Dahab mi
era stata descritta come una località ridente e
caratteristica. Sì, forse per chi non è mai stato
in un paese arabo e non può fare raffronti. Io l’ ho
trovata brutta e davvero poco significativa. La gita può
prevedere la possibilità di fare il bagno nella baia
Blue Hole, una spaccatura nella roccia che dai 6 m scende
a picco a 50.
A noi questa escursione è stata proposta a 20 euro.
- Cammellata nel deserto con tè/cena
beduina
A dire il vero trattasi di dromedari e non cammelli.
Interessante specie per chi non è mai stato nel deserto:
un tramonto nel deserto va visto almeno una volta nella vita! Al
vostro arrivo sarete circondati da un orda di bambini che vi
inviteranno a salire sul loro cammello. Naturalmente, poi vi
chiederanno la mancia per il loro servizio; lasciate perdere le
caramelle, meglio le matite colorate e le magliette. Di solito i
beduini offrono tè alla menta e pane cotto sulla pietra
mentre la cena beduina prevede di solito carne alla griglia, riso
bollito e pane beduino.
A noi questa escursione al tramonto per il tè è
stata proposta a 30 euro; con cena a 40 euro.
- Moto nel deserto
La chiamano anche Moto Quad Runner (sconsigliata a
bambini e donne in stato interessante). Si visita il deserto
intorno a Naama Bay. Le moto sono automatiche o a marce; portarsi
foulard e occhiali per proteggersi dall’inevitabile sabbia
sollevata….
A noi questa escursione è stata proposta ad un prezzo
compreso tra 35 e 50 euro, a seconda dell’orario e della
scelta tra moto singola o doppia.
- Gita con barche dotate di fondo di vetro
Gita di mezza giornata fatta su barche dotate di fondo
trasparente. Si scende lungo la costa di Naama Bay, ammirando
pesci e coralli. Gita perfetta per chi non ha troppa confidenza
col mare.
A noi questa escursione è stata proposta a 20 euro per
1 ora e mezza di uscita.
- Il Cairo e le piramidi di Giza
La gita prevede una visita alle Piramidi di Giza, la Sfinge,
la Cittadella e una breve visita al Museo Egizio, dove si possono
ammirare i tesori di Tutankhamon. Gita che vi sconsiglio:
è molto costosa, prevede troppe ore di viaggio e si
finisce col vedere poco e in fretta: meglio lasciare il Cairo
classico ad altre occasioni.
In aereo l’escursione costa intorno ai 250/300 euro
cad.; in pullman il costo è più che dimezzato
(intorno ai 100 euro, di solito), ma le ore di viaggio sono
francamente esagerate: 6 ore in andata e 6 di ritorno!
- Luxor
Gita che vi sconsiglio: Luxor merita almeno 2 giorni di
soggiorno, figuratevi cosa potete vedere in poco più di
una mezza giornata! Trattasi di un vero tour de force tra
Valle dei Re e delle Regine, tempio di Hatshepsut, Colossi di
Memnone, templi di Luxor e Karnak. Il prezzo? In aereo
l’escursione costa intorno ai 210/300 euro cad. , pranzo e
visite incluse.
- Petra
Alcuni T.O. propongono l’escursione in aereo a Petra, la
Città Rosa fondata dai Nabatei. Petra è la
più celebre località archeologica della Giordania,
un capolavoro scoperto solo agli inizi del 1800 e oggi sotto la
protezione dell'UNESCO in quanto ritenuta patrimonio
dell'umanità. Partenza da Sharm El Sheikh in aereo per
Aquaba. All'arrivo partenza in pullman verso Petra, che si
può visitare a cavallo fino all'inizio di Siq. Al termine
della visita guidata si sosta per il pranzo e quindi si rientra a
Sharm El Sheikh.
Costa molto (intorno ai 250/300 euro cad) e bisogna avere il
passaporto.
CLIMA
A Sharm i mesi più caldi sono giugno, luglio e agosto,
con caldo davvero intenso (sempre oltre i 40°, con punte di
45/48°).Ovviamente questo è anche il periodo in cui si
trova l’acqua alla temperatura più mite
(29/30°), mentre in altri periodi dell’anno, anche a
causa del vento, è necessario fare il bagno con la muta da
sub.
Le temperature medie estive sono le seguenti (considerando la
min. notturna e la max. diurna):maggio 24°-34 ° C, giugno
26°-37 ° C, luglio 26°-39° C (con punte di
45°), agosto 26°-40 ° C, settembre 26°-38°C
(ogni volta che uscite in escursione portate sempre con voi
dell’acqua minerale in bottiglia e magari delle bustine di
sali minerali , tipo Polase, da sciogliere in caso di spossatezza
o eccessiva perdita di liquidi. In particolare questa precauzione
è utile per chi, come me, ha la pressione bassa).
ABBIGLIAMENTO
In estate vi consiglio di portare abiti in fibre naturali
(ottimo il lino), e qualche indumento più pesante per la
sera. Non dimenticate un pullover o una felpa di cotone da
portare con voi anche di giorno, durante le escursioni, per
ripararvi dall’aria condizionata di pullman e ristoranti.
Fate molta attenzione all’uso smodato che gli egiziani
fanno dell’aria condizionata: in estate lo sbalzo tra
esterno e interni è incredibile. Nelle camere l’aria
condizionata è regolabile, perciò è meglio
regolarla al minimo, in modo da evitare problemi! Ricordate
infine che l’Egitto è pur sempre un paese musulmano
e richiede un abbigliamento adeguato: evitate scollature,
minigonne e pantaloncini troppo corti durante le escursioni o le
uscite serali. Anche uno sfoggio eccessivo di gioielli non
è di buongusto…Indispensabili un cappello, gli
occhiali da sole, creme solari ad alta protezione e le scarpine
di gomma o plastica per proteggersi da coralli. Se li possedete,
portate con voi anche pinne, maschera e boccaglio. Nel nostro
albergo non era possibile noleggiarli, ma solo acquistarli.
PRECAUZIONI IN MARE
- in acqua indossate una T shirt di cotone (meglio
se colorata, perché il bianco consente a molti raggi di
passare) se avete la carnagione delicata o pallida, specie se
praticate lo snorkelling per lungo tempo;
- utilizzate creme al alta protezione (25/30)
resistenti all’acqua e comunque riapplicatele dopo il
bagno;
- calzate scarpette di gomma ai piedi: vi
proteggeranno dai coralli;
- non date cibo ai pesci (morirebbero);
- non toccate la barriera corallina nè
calpestatela con le scarpette o pinne;
- non infilate le mani in alcun anfratto;
- non asportate coralli, conchiglie e stelle marine:
non solo rischiate multe salatissime e timbro sul passaporto
come ospite indesiderato, ma contribuite alla rovina di questo
paradiso…
Purtroppo comuni sono le lesioni dovute a taglio da corallo.
Molti dimenticano che il corallo è un animale e non una
roccia: il suo tocco brucia e si infetta facilmente. Come
procedere, se si viene in contatto? Bisogna pulire bene irrorando
e strofinando la ferita a fondo con acqua dolce o soluzione
salina, rimuovendo ogni detrito visibile. Si può a questo
punto disinfettare con mercuro cromo e coprire con una
medicazione sterile. Poi bisogna controllare che non insorgano
reazioni allergiche o infezioni (attenzione a gonfiori, febbre,
pus…). In questi casi consultare un medico che vi
darà la crema antibiotica giusta.
Se volete fare immersioni sappiate che la
profondità massima delle immersioni è di 30 metri.
Chi vuole fare immersioni deve esibire un certificato medico
sportivo di idoneità, il brevetto in possesso e il log
book. L’escursione sub più nota è forse
quella al relitto del Thislegorm , un cargo armato inglese
affondato dai tedeschi il 6 ottobre 1941. Fu ritrovato da
Cousteau nel ’56 e poi di nuovo perso. Dal 1991 è
stato definitivamente ritrovato. Il cargo era lungo ben 126 m.
Ora si trova tra i 17 e i 33 m di profondità, nello
stretto di Gubal, a 7,5 miglia dalla costa del Sinai.
Un’altra immersione spettacolare è alla barriera di
Shark e Yolanda Reef , che si trova nel Parco di Ras Mohammed:
qui la barriera scende verticalmente fino ad oltre 700 m!
COSA ACQUISTARE
Le cose “tipiche” da acquistare sono:
spezie (tra cui un ottimo hennè e un
buonissimo karkadè, mentre lasciate perdere lo zafferano),
soprammobili e utensili in legno, borse in pelle, scatoline
intarsiate in madreperla, boccette in vetro lavorato e profumi,
tessuti di cotone egiziano, considerato da molti come il migliore
del mondo oppure capi già confezionati quali sciarpe,
camicie e freschissime tuniche, ciabattine di pelle di dromedario
(odore poco piacevole, ma morbidissime), shisha (pipa ad
acqua) con aromi alla frutta, papiri veri e… papiri finti
(cioè foglie di banano stampate a macchina): per
distinguerli ricorrete a questo piccolo “trucco”.
Inumidite di saliva il vs. dito mignolo e passatelo sul disegno
del papiro in un angolo: se il dito si colora, il papiro è
dipinto originale, se invece non si sporca, allora è
stampato e dovrà costare quindi pochissimo!
Il classico cartiglio d’oro col proprio nome trascritto
in geroglifico, gioielli come turchesi, lapislazzuli, topazio,
acquamarina (ma occhio alle fregature se non siete esperti).
Contrattare è un'abitudine, oltre che un modo stressante
di entrare in rapporto con i mercanti locali. Ricordate che il
primo prezzo è sempre folle, anche 10 volte superiore a
quello reale: occorre quindi armarsi di santa pazienza e
rilanciare fino all’accordo. La prima regola comunque
è “girare” e cercare il prezzo migliore: non
fermatevi al primo negozio che incontrate!
Molti turisti lamentano il modo in cui si viene presi di mira
dai negozianti: in effetti può essere stressante. Oltre a
richiami insistenti e ripetuti, i venditori amano ripetere ai
turisti italiani di avere origine italiana, di essere figli di un
italiano e di avere la fidanzata in Italia. Quasi sempre si
tratta di frottole, dette per attirare l’attenzione e la
simpatia dei turisti in cerca di souvenir. A volte, invece, vi
dicono che lavorano nel vostro hotel e poi vi invitano a seguirli
per andare a visitare il loro negozio o il negozio di un amico
oppure, più semplicemente, vi affiancano e attaccano
bottone per chiedervi le vostre impressioni e alla fine,
inevitabilmente, vi invitano a seguirli nel loro negozio, o in
quello di amici e parenti. Stringi stringi, la fine è
sempre quella!
Ogni egiziano a Sharm ha il suo nome in italiano e parla
piuttosto bene la nostra lingua, conoscendo addirittura i nostri
dialetti regionali. I negozi hanno spessissimo le insegne in
italiano, magari un poco strampalate. I negozi sono ovunque,
anche negli hotel, ma se volete fare acquisti è bene
andare a Naama Bay o a Sharm vecchia, dove si riescono a spuntare
prezzi sicuramente migliori, mentre negli hotel difficilmente
contrattano e hanno prezzi molto più alti. Sappiate
comunque che la zona è cara e i souvenir hanno prezzi
esosi rispetto al resto dell’Egitto.
N.B. Secondo la legge egiziana è
illegale vendere o acquistare oggetti
d’antiquariato (anche non egiziani) che abbiano più
di 100 anni. Al momento della partenza, prima di
lasciare l’ Egitto, qualora foste in possesso di oggetti
dall’aria vagamente antica vi verrà richiesta la
documentazione che ne certifichi l’età. Attenzione
quindi ad effettuare incauti acquisti.