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Sortilegio inca

aggiornamento: 07/02/2011

A cura di: Fabrizio Tabarelli

Punto di Partenza e di Arrivo:
Lima
Durata del Viaggio:
15 gg.
Mezzo di Trasporto:
minivan
Difficoltà ed Imprevisti:
nessuna
Spesa approssimativa:
circa 3.500 euro (comprensivi di voli e mezza pensione)

Era da molto tempo che c’eravamo prefissati come destinazione turistica il Perù, la terra del mitico popolo Inca, dove la religione e le credenze antiche si fondono nel sincretismo religioso, dove i colori e il calore della gente ti cattura inevitabilmente. Non avendo molto tempo per organizzare a puntino il viaggio ci siamo affidati ad un tour operator da anni specializzato nei viaggi in Perù.

Primo giorno:

Milano - Madrid - Lima (volo)

Lima - Plaza de Armas
Lima - Plaza de Armas

Decolliamo alla volta di Madrid dove cambiamo volo direttamente per Lima.

Arriviamo all’aeroporto internazionale Jorge Chavez di Lima verso le 19 (in Perù ci sono 6 ore in meno rispetto all’Italia) e dobbiamo sottostare alle severe misure di sicurezza prima di uscire dall’aerostazione nonché ad una lunga attesa prima che i bagagli vengano scaricati dall’aereo. Terminate le formalità doganali all’ingresso dell’aeroporto veniamo subito accolti dalla guida che ci accompagna fino all’hotel dandoci appuntamento a domani.

L’hotel in cui alloggiamo è il Sol Melia (nel quartiere di San Isidro, Av. Salaverry; ottima sistemazione).

Secondo giorno:

Lima

Questa giornata la dedichiamo alla visita turistica della città.

Iniziamo subito con il Museo Nazionale di Antropologia (museonacional.perucultural.org.pe) dove veniamo resi edotti sulla storia peruviana. Successivamente ci rechiamo in Plaza de Armas dove visitiamo la Cattedrale al cui interno sono conservate le spoglie di Simon Bolivar. La piazza è stracolma di gente ed è il vero fulcro di Lima. Durante la visita osserviamo il cambio della guardia nel vicino Palazzo presidenziale dove, la banda dopo aver intonato l’inno peruviano, esegue il brano “El Condor Pasa” ormai diventato inno nazionale “ufficioso”.

Proseguiamo con la visita della città recandoci nella vicina Chiesa di San Francisco dove scendiamo nelle lugubri catacombe. Di certo per noi la temperatura di questi sotterranei è una panacea rispetto al clima cittadino che si aggira intorno ai 27° C.

Per il pranzo ci portiamo nel moderno quartiere di Miraflores passando per il lussuoso quartiere di San Isidro e osservando il sito archeologico incaico rinvenuto in città: la Huaca Pucclana. Miraflores offre molteplici possibilità di pranzare negli innumerevoli ristoranti dislocati in prossimità del Parque del Amor nel centro Larcomar (www.larcomar.com). Questo parco si trova a ridosso della scarpata che da direttamente sull’oceano ed è stato costruito utilizzando uno stile architettonico simile a quello dello spagnolo Gaudì (degna di nota la Statua degli Amanti). Da provare durante i pasti l’aperitivo conosciuto come Pisco Sour fatto con vino pisco e un intruglio di uova, e la birra di grano detta cicha e la cicha morada.

Dopo una passeggiata sul lungomare e la visita al Parque El Faro, dove è ubicato un vero e proprio faro, ritorniamo in albergo con un taxi. Un consiglio che possiamo dare a tal proposito e di prendere solo taxi “sicuri” che sono di colore giallo con esposta la regolare autorizzazione della Municipalidad (il Comune) poichè solo questi applicano una tariffazione corretta.

Rientriamo in albergo in tempo per la cena e ci prepariamo per il giorno successivo.

Terzo giorno:

Lima - Riserva Nazionale di Paracas - Ica

 

Isole Ballestas - pinguini di Humboldt
Isole Ballestas - pinguini di Humboldt

Partiamo da Lima accompagnati da una guida locale e ci dirigiamo con un pulmino verso sud, precisamente nella Riserva Nazionale di Paracas.

Usciti dal turbinio del traffico di Lima imbocchiamo la strada Panamericana che attraversa praticamente il Sud America e procediamo verso Paracas. Durante il tragitto possiamo scorgere le favelas abbarbicate sul versante andino e la linea costiera sull’Oceano Pacifico. Il paesaggio comincia ad assumere i tipici tratti desertici della costa peruviana.

Arriviamo finalmente nella Riserva Nazionale di Paracas dove ci imbarchiamo alla volta delle Isole Ballestas, definite anche piccole Galapagos. Durante il trasbordo passiamo davanti alla cosiddetta Candelabra, arcana scultura scavata nella roccia a forma di candelabro. Approdiamo in prossimità delle Isole Ballestas (dove è peraltro vietato scendere) e dall’imbarcazione ci gustiamo lo spettacolo naturale con un vero e proprio tripudio di fauna: elefanti marini, fenicotteri, pinguini di Humboldt. Le foto e le riprese video non mancano per immortalare questo meraviglioso spettacolo. A proposito, occhio alle ustioni solari! Qui il sole picchia duramente, ne parliamo per esperienza personale. Ritornati sulla terraferma facciamo sosta a Paracas per il pranzo dove gustiamo dell’ottimo pesce come la Trucha a la plancha, per poi proseguire alla volta della Cattedrale, un promontorio roccioso sempre all’interno della Riserva di Paracas che dà sull’Oceano e che ha la forma di un edificio religioso.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Ica dove visitiamo il Museo Regional de Ica in cui sono esposti molti reperti relativi alla Cultura Paracas. Terminata la visita andiamo in albergo per la cena. L ’hotel dove alloggiamo è il Las Dunas (www.lasdunashotel.com) situato nelle immediate vicinanze di Ica.

Quarto giorno:

Ica - Nazca

Partiamo da Ica accompagnati dalla guida e ci dirigiamo a Nazca dove sorvoleremo l’altopiano che contiene le famosissime e misteriose "linee".

Alle 10.30 siamo all’aeroporto di Nazca pronti per il sorvolo, facciamo il check - in e il bar annesso ci offre il Pisco Sour. Espletate le formalità pre - volo, ci portiamo sulla pista dove ci aspetta il comandante. Prima di salire ci viene dato il tragitto di volo con l’indicazione di tutte le figure che vedremo, la durata del volo è di circa mezz’ora.

Alle 10.55 decolliamo, il panorama è magnifico. Durante il volo il pilota illustra tutte le figure virando vertiginosamente a destra e sinistra e permettendoci di fare foto. Atterrati, foto di rito con il pilota e poi assalto dei vari bambini del luogo con delle mappe delle linee di Nazca e t - shirt a go - go. La mezz’ora sulla carriola volante ci ha messo sottosopra lo stomaco, ma è senz'altro valsa la pena di fare questa esperienza esplorativa imperdibile dall’alto.

Condor - Linee di Nazca - Il condor
Condor - Linee di Nazca - Il condor

Proseguiamo il viaggio con la visita a Nazca della casa di Maria Reiche (la studiosa delle linee misteriose) ora convertita in museo, dove sono conservati tutti gli strumenti e la documentazione inerente lo studio delle medesime. Arrivati in loco troviamo due grosse alpache all’ingresso del Museo. A fianco dello stesso la tomba della sig.ra Reiche .

Prima di pranzare, visto che ormai sono le 11.30, la guida ci consiglia di fare altre due visite esplorative nei dintorni di Nazca. Pertanto, ci rechiamo dapprima agli acquedotti di Cantallo. Questi non sono altro che delle condotte sotterranee che portavano (e lo fanno tuttora) l’acqua dalle Ande verso la città di Nazca. Lungo il percorso gli Incas hanno ricavato dei fori a spirale onde permettere la manutenzione ordinaria di queste condotte.

Cogliamo l’occasione per accedere brevemente a questi “fori”. Contestualmente facciamo un'incursione nella vicina piantagione di cotone. Il paesaggio è alquanto desertico e sullo sfondo di queste distese “incotonate” possiamo notare una cima “innevata”. La guida ci fa notare che non è una montagna bensì il Cerro Blanco ovvero la duna di sabbia più alta delle Americhe!

Proseguiamo le visite con il sito delle rovine di Paredones, un antico tempio incaico ormai andato quasi distrutto. Qui la guida ci fa conoscere un frutto peruviano, la lucuma, che ha un gusto del tutto simile a quello delle nostre noci e con la quale si confezionano ottimi gelati.

Consumato il pranzo presso il Ristorante El Porton, nel pomeriggio visitiamo il Museo Didattico Antonini che fa parte di un spedizione archeologica italiana (www.geocities.com/proyectonasca/index.htm). Nel giardino botanico esterno possiamo vedere una parte dell’acquedotto di Cantallo dove l’acqua scorre ancora.

Verso sera ci sistemiamo in albergo, il Nazca Lines (www.peru - hotels.com/nazlines.htm ), centralissimo, per un po’ di relax che non guasta, visto il caldo opprimente. Terminata la cena decidiamo di andare a fare un giro notturno per le vie di Nazca, rimanendo uniti onde evitare spiacevoli inconvenienti. La cittadina si presenta vivace e gli abitanti in Plaza de Armas sono alquanto tranquilli. Non c’è molto da vedere se non la frenetica vita notturna.

Quinto giorno:

Nazca - Arequipa

Questa giornata viene completamente spesa per il trasferimento da Nazca ad Arequipa che si trova a ben 2.600 m s.l.m.. Il tragitto lo effettuiamo in minivan ed è veramente lungo. Il paesaggio che si sussegue è molto monotono, il deserto impera tutt’intorno, talvolta anche sulla Panamericana troviamo mezzi meccanici con pale che tolgono la sabbia che puntualmente invade la corsia. Ogni tanto, dove la strada attraversa le vallate, incontriamo zone verdi ricche soprattutto di aranceti coltivati.

Alle 14.00 ripartiamo per Arequipa, abbandonando la costa. Il paesaggio cambia radicalmente passando da una valle all’altra. Al bivio di Reparticion il nostro pulmino viene fermato dalla Commissaria dela Carrettiera, la polizia stradale locale. L’autista è costretto a scendere e portarsi in caserma per dare spiegazioni mentre noi rimaniamo sul mezzo come polli ad attendere l’esito del controllo. Dopo qualche minuto vediamo l’autista uscire indenne dalla caserma.

La strada per Arequipa si sviluppa in salita e possiamo notare l’enorme quantitativo di immondizie depositato a margine della strada, un vero e proprio sentiero di guerra. Verso le 18.00 arriviamo ad Arequipa e qui veniamo subito deviati dalla strada principale, un vigilantes fa svoltare tutto il traffico in una strada secondaria.

In lontananza vediamo l’imponenza del vulcano El Misti che sovrasta la città di Arequipa e, dopo una serie di deviazioni, arriviamo in Plaza de Armas.

La cosa che stupisce tutti è la Cattedrale che possiamo vedere e ammirare come nuova. Nel 2001 infatti, un disastroso terremoto fece crollare le due torri campanarie ma oggi questo non si vede, sembra che non sia successo niente.

Il traffico è molto caotico ed è caratterizzato da una serie di piccoli taxi “multicolor”. Dopo aver fatto qualche giro, riusciamo a scovare il nostro albergo. Un gradevole hotel, la Posada del Inca, in ottima posizione centrale, con vista sulla Plaza de Armas. Terminata la cena, decidiamo di fare un giro nell’antistante Plaza de Armas. C’è molta tranquillità, mentre non si può dire lo stesso per il traffico che è incasinato anche di sera.

Sesto giorno:

Arequipa

Arequipa - La Cattedrale
Arequipa - La Cattedrale

Dopo una tranquilla e rilassante colazione, ci spostiamo subito presso il mirador di Arequipa da dove si possono vedere il panorama della città e i vulcani (ben 3!) che la circondano. La zona è appena fuori del centro abitato. La giornata è bellissima, con cielo terso ed sole accecante. La guida ci dà alcune spiegazioni sulla posizione geografica di Arequipa e la presenza dei vulcani che fanno da cornice. In prossimità del mirador c’è un chiosco con vendita di prodotti tipici peruviani e alcuni lama domestici.

Proseguiamo la visita tornando in città e recandoci presso il quartiere di Yanahuara per visitare la chiesa. Qui gli arredi sacri e le usanze sono del tutto particolari: da un lato, la statua della Madonna ha un ricco vestito comprensivo di cappello da gaucho, dall'altro veniamo a sapere che gli ex voto peruviani non sono “per grazia ricevuta” ma “per grazia da ricevere!.

Nella piazza di Yanahuara c’è un mirador con splendida vista sulla città. Proseguendo per il centro andiamo a visitare la Chiesa de la Compañia e la relativa Cappella Sistina peruviana, purtroppo in restauro. Poi ci rechiamo negli annessi chiostri con negozi di abbigliamento.

Durante la visita udiamo provenire dall’esterno una dolce melodia musicale tipica dei carretti dei gelatai. In realtà, non si tratta del carretto immaginario del gelataio ma della raccolta dell'immondizia. La guida ci informa a tal proposito che l’Azienda Municipale di Arequipa ha installato sui propri mezzi questa musichetta con cui avverte i cittadini e copre il fastidioso rumore dello svuotamento dei cassonetti.

Visitiamo la Cattedrale di Arequipa, completamente ricostruita a tempo di record dopo il terremoto del 2001. Non disturbiamo più di tanto in quanto stanno celebrando la S. Messa. Ci rechiamo infine al Monastero di Santa Catalina (www.santacatalina.org.pe), un’interessante struttura con dei bellissimi colori dal rosso al blu intenso in cui capeggiava incontrastata la Sora Aña , già assunta agli onori della beatificazione. Terminata la visita torniamo nuovamente nel quartiere di Yanahuara dove abbiamo appuntamento per il pranzo terminato il quale ci avviamo a piedi lungo Avenida del Ejercito che sbocca direttamente nel centro storico di Arequipa.

Vorremmo andare a vedere “Juanita”, la mummia dell’Ampato, ma il museo è chiuso. Pertanto proseguiamo per Plaza de Armas dove facciamo i primi acquisti che proseguiranno nei vari negozietti di abbigliamento situati nel chiostro della Chiesa de la Compania.

Una volta riposati dalla fatiche quotidiane proseguiamo per la una locale pizzeria dove mangiamo una buona pizza, e non ci priviamo nemmeno di quattro passi per il centro storico by night.

Settimo giorno:

Arequipa - Cuzco (volo)

Cusco - Quenko
Cusco - Quenko

Partiamo di buon mattino per l’aeroporto di Arequipa dove, alle 7.55, prendiamo l’aereo per Cuzco, il tempo di percorrenza dovrebbe essere circa un’ora ma durante il volo veniamo informati che a Cuzco eluvia cioè piove. Sono ormai le 9 quando il comandante ci avverte che a causa della pioggia persistente su Cuzco, l’aereo è costretto a fare inversione di marcia su Arequipa attendendo che il tempo migliori. Dopo un’ora e mezza di trepida attesa arriva la lieta novella che a Cuzco il tempo è migliorato e ripartiamo.

Arriviamo finalmente a Cuzco (3.450 s.l.m.) dove in fase vediamo che sta piovendo come non mai! L ’aeroporto della città è modesto e ci aspetta la guida. Dopo aver praticamente “navigato” attraverso il parcheggio con bagagli e quant'altro, veniamo trasportati con il pulmino in centro, presso il nostro albergo Posada del Inca. La guida, durante il tragitto, ci fa rabbrividire in quanto ci racconta che l’aeroporto di Cuzco è sprovvisto di radar e pertanto si confida nella bravura dei piloti per atterrare a vista. Comunque, è in costruzione un nuovo aeroporto visti l’incremento del flusso turistico.

Vista l'ora pranziamo in Plaza de Armas dove ci sono dei ristorantini molto affidabili. La guida ci consiglia il Ristorante Pachacutec in Plaza de Armas (pachacutecrestaurant.com) dove possiamo gustare la tipica cucina andina e peruviana. Ottima la papa a la huancacina (patate bollite con salsa andina fatta con latte e pepe giallo) oppure il queso frito de casa (pezzi di formaggio con patate e cipolle). Il costo medio a persona è di circa 86 soles (20 euro). Il clima si è nel frattempo assestato, anche se non piove le nuvole fanno comunque da tetto alla città.

Cominciamo con la visita della cattedrale all’entrata della quale le mamas ci chiedono di acquistare delle candele. La struttura all’interno è veramente grandiosa e qui si capisce il cosiddetto “sincretismo religioso” ovvero il mix tra la cultura religiosa cattolica e quella incaica. La Madonna è raffigurata come una persona con la luna ai suoi piedi e la guida ci svela i segreti sulla Pachamama (la madre terra) cui le popolazioni andine sono molto devote. Da evidenziare che, per la visita della Cattedrale, siamo entrati dalla Chiesa di Jesus Maria e siamo usciti dalla Chiesa de El Triunfo che affiancano entrambe la struttura principale.

Ci incamminiamo verso la Chiesa di San Blas passando per le vie strette dove possiamo notare il basamento incaico ancora intatto delle varie abitazioni. Tra queste notiamo, attraversando il vicolo denominato Hatunrumiyoc, la famosa “pietra dai dodici angoli”. Dopo una salita resa faticosa per l’altitudine arriviamo in Plazoleta San Blas visitando così l’omonima Chiesa.

Visita successiva: la Chiesa di Santo Domingo costruita sulle rovine del tempio incaico più importante della cultura andina e cioè il Qoricancha. Il sito è molto interessante anche per la collocazione. Durante la visita comincia un po’ a piovigginare ma niente di particolare. Interessante è anche la veduta esterna complessiva dove si capisce la reale estensione della struttura incaica.

Ritorniamo verso Plaza de Armas passando per Avenida do Sol, l’arteria principale di Cuzco, molto trafficata e piena di gente.

Stasera cena all’Inka Grill (www.inkagrillcusco.com), ristorante in Plaza de Armas, con tanto di gruppo musicale peruviano.

Ottavo giorno:

Cuzco e dintorni

Cusco - Tempio di Tambo Machay
Cusco - Tempio di Tambo Machay

Prima di partire per le escursioni la guida ci consegna il boleto turistico, una sorta di Cuzco card che ci permette di accedere gratuitamente ai principali siti incaici di Cuzco e dintorni.

La prima tappa è il sito archeologico della fortezza di Sacsayhuaman. Durante il tragitto, appena fuori Cuzco, ci fermiamo sul piazzale della Chiesa di San Cristobal dove possiamo notare il panorama sull’intera città di Cuzco e sul retro possiamo vedere i resti delle mura del palazzo inca Qollqanpata dal quale si accedeva a Sacsayhuaman.

Dopo un breve tragitto, arriviamo a Sacsayhuaman. Il sito copre una vasta zona e lo spettacolo è davvero unico. La guida ci illustra la storia della fortezza e la sua conformazione con le mura a zig zag. Le indagini svolte in loco rilevano come la città di Cuzco avesse la forma urbanistica di un puma la cui testa era rappresentata proprio da questa fortezza immensa.

Ripartiamo alla volta di Tambo Machay, tempio adibito al bagno del re inca ed ai relativi cerimoniali. Il sito era molto più grande di quanto appare ora e con una struttura acquedottistica molto complessa; l’acqua sgorga ancora sulle rovine.

Si prosegue per la vicina fortezza di Puca Pucara, chiamata anche la fortezza rossa per il colore del materiale da costruzione. Sulla sommità, la guida ci fa notare sul lato della montagna di fronte il tragitto di un sentiero inca.

Torniamo a Cuzco dove ci dedichiamo alla scoperta della città raggiungendo il parco con la Cascata Incas (una fontana). Cena tipica al ristorante Tunupa (www.tunupa.com.pe) con danze folkloristiche.

Nono giorno:

Cuzco - Chinchero, saline di Maras - Ollantaytambo - Yucay

In minivan arriviamo a Poroy, un paesino alla periferia nord di Cuzco dove si trova la stazione ferroviaria del treno Cuzco - Machu Picchu. La guida ci spiega che questa è la fermata migliore per prendere il treno per Machu Picchu in quanto, da Cuzco a Poroy, in treno ci si impiega quasi un’ora e mezza a causa degli scambi ferroviari a zig - zag dovuti al dislivello tra le due stazioni. Proseguiamo per il paese di Chinchero attraversando verdi vallate. Il tempo non è un granchè, il cielo è plumbeo e minaccia pioggia da un momento all’altro. Ad un certo punto ci fermiamo per ammirare l’altopiano chiamato la Pampa de Anta. Qui i campi e le coltivazioni di patate formano delle enormi e suggestive scacchiere verdi.

Dopo qualche minuto arriviamo a Chinchero, tipico esempio di cittadina costruita interamente su murature incaiche. All’entrata del paese la guida ci chiede se vogliamo fare la “scalata” della via principale o, in alternativa, il giro panoramico delle mura. Optiamo per la seconda soluzione molto più abbordabile e meno faticosa. Siamo a oltre 3000 m ed il cielo è carico di nubi che danno un'impronta particolare al paesaggio. Oltrepassati i bastioni incaici arriviamo davanti alla chiesa locale, finemente decorata. Proseguiamo per la piazza del mercato che è completamente deserta se non per qualche mamas improvvisata che ci vende dei braccialetti fatti a mano.

Riprendiamo il nostro viaggio esplorativo in Valle Sacra avendo per meta le saline di Maras. Dopo una serie di tratti impervi arriviamo alle saline. Lo spettacolo è assicurato in quanto davanti a noi possiamo vedere gli immensi terrazzamenti bianchi ricoperti di sale. Essendo fuori stagione le saline non evidenziano il loro candore naturale ma lo spettacolo è comunque assicurato. Dopo una camminata acrobatica sulle sponde delle vasche arriviamo alla strada che ci porterà al fondovalle. Lungo il costone della montagna si possono ancor oggi vedere antiche tombe Inca.

Il fondovalle si apre sulla Sacra Valle degli Incas dove, impetuoso, scorre il fiume Urubamba. Lungo il tragitto che percorriamo possiamo notare che il fiume trasporta, in superficie, un sacco di materiale plastico: non essendo smaltibili, le bottiglie di plastica una volta utilizzate vengono buttate direttamente nel fiume. Che tristezza!

Pranzo presso il ristorante Tunupa Valle Sagrado (www.tunupa.com.pe), decorato finemente con affreschi e immerso nella tranquilla Valle Sacra degli Incas. Ottimo e da provare il lomo saltado ovvero pezzi di carne fritti con le cipolle.

Ollantaytambo - la fortezza
Ollantaytambo - la fortezza

Dopo il pranzo ripartiamo con il minivan percorrendo la strada della valle e arrivando, nel pomeriggio, ad Ollantaytambo. Per accedere al paese dobbiamo passare dalla biglietteria e mostrare il boleto turistico. All’ingresso ci sono i resti di una sbarra e la guida ci spiega che, fino a non molto tempo fa, per entrare nei paesi si pagava un pedaggio.

Arriviamo nella piazza all’ingresso della Fortezza di Ollantaytambo dedicata al generale Ollantay. L’imponenza della fortezza ci lascia senza fiato: una serie di gradoni si inerpicano per la montagna formando una struttura monumentale notevole. Dopo una serie infinita di gradini ed uno sfinimento generale (l’altitudine si fa sentire) arriviamo sulla sommità della fortezza per poi ridiscenderne e visitare le varie fontane che ne stanno alla base, compreso il Bagno delle Vergini. Ritorniamo in paese la cui piazza è animata da una serie interminabile di rivendite di tappeti.

Proseguiamo la nostra strada ripercorrendo la Valle Sacra fino a Yucay dove pernotteremo. Lungo il tragitto la guida ci fa visitare un’azienda agricola dove si produce in maniera domestica la chicha, ovvero la birra di frumento. La proprietaria ci illustra le fasi di produzione della bevanda e la guida ci spiega che prima di mettere a macerare il frumento le donne ci sputano sopra per favorire i processi fermentativi. In questa azienda agricola si allevano anche i porcellini d’India, gli strafamosi cuy, tanto apprezzati nella cucina peruviana. Prima di ripartire, facciamo una partita a sapo, un gioco semplice basato sul lancio di monete su un tavolino corredato di buchi. A seconda di dove cade la moneta si acquisiscono diversi punti.

Arriviamo a Yucay nell’albergo La Casona de Yucay (www.hotelcasonayucay.com/index.html) giusto in tempo per la cena. La sistemazione è molto buona e l'hotel è dotata anche di un giardino ben curato.

Decimo giorno:

Yucay - Ollantaytambo - Agua Calientes - Machu Picchu

Oggi, dalla stazione di Ollantaytambo prenderemo il treno che ci porterà ad Agua Calientes da cui proseguiremo, in pullman, fino a Machu Picchu (machupicchu.perucultural.org.pe). Ovunque è un via vai di turisti tra i quali spiccano tanti escursionisti in procinto di inoltrarsi nell’Inca Trail, il percorso andino che porta a piedi fino alle rovine di Machu Picchu. Dopo qualche minuto di attesa arriva il treno e saliamo. I posti a sedere sono già prenotati e i passeggeri sono molti. La ferrovia Cuzco - Aguas Calientes è a scartamento ridotto, quindi la velocità del treno non è assolutamente paragonabile a quella dei nostri treni europei.

I paesaggi che si susseguono durante il tragitto sono stupendi; il treno costeggia spesso per lunghi tratti il fiume Urubamba che visto da vicino fa veramente paura per l’enorme quantità di acqua che vi scorre. Ogni tanto si possono scorgere delle rovine incas. Il viaggio dura quasi un’ora e mezza e alla fine arriviamo ad Aguas Calientes dove pernotteremo e dove, purtroppo, comincia a piovere. Proseguiamo in autobus verso il sito di Machu Picchu, dopo venticinque minuti di tornanti infernali arriviamo sulla sommità. Con la guida accediamo al complesso che, nonostante la pioggia, brulica di turisti. Ci portiamo in prossimità del luogo denominato “la capanna del pastore” dove si può ammirare la classica veduta di Machu Picchu. Le nuvole basse non ci presentano un bello spettacolo, anzi, non si riesce a vedere nemmeno il complesso archeologico, ma guida ci incoraggia dicendoci di avere pazienza in quanto in questo periodo dell’anno (fine gennaio) al mattino il tempo è sempre capriccioso ma poi, verso il pomeriggio, si rasserena.

Machu Picchu
Machu Picchu

Lo spettacolo è comunque in ogni modo assicurato in quanto la nuvole basse lasciano spazio ad ampie schiarite conferendo al luogo un’atmosfera particolare con i contrafforti delle Ande che coreografano l’intero paesaggio. Il momento è magico per tutti. Arriviamo all’Intihuatana quando piove a dirotto; proseguiamo la visita ed arriviamo nella piazza centrale di Machu Picchu per poi passare nella piazzetta della Pietra Sacra che si trova in prossimità dell’accesso del percorso per l’Huayna Picchu, la vetta andina a lato delle rovine. Tornando verso l'uscita non manchiamo di ammirare il condor, una scultura che si trova all’interno del complesso archeologico e che probabilmente è stato scolpito dagli stessi Incas.

Il ristorante posto all'ingresso del sito propone prezzi proibitivi per il pranzo per cui decidiamo di andare nel chiosco vicino (alternative non ce ne sono visto l’angusto spazio del piazzale d’ingresso) e, tra tramezzini e bevande, riusciamo a pranzare discretamente senza spendere un’esagerazione. Il biglietto ci dà la possibilità di rientrare nel complesso archeologico in giornata, pertanto ritorniamo all’interno delle rovine decidendo di fare un’escursione alternativa all’Intipunku, ovvero la Porta del Sole. Per arrivarci dobbiamo percorrere un’oretta di Inca - trail nel suo tratto finale. Il panorama che si può ammirare una volta arrivati alla meta è davvero grandioso.

Torniamo in pullman ad Agua Calientes rendendoci conto, con l'occasione, di quanto faccia paura il Rio Urubamba: essendo in piena le sue acque sono veramente impetuose!

La sistemazione ad Aguas Calientes è il nuovissimo hotel Hatuchay Tower (www.hatuchaytower.com) con un’invidiabile vista sul Rio Urubamba.

Undicesimo giorno:

Agua Calientes - Cuzco

Giornata a disposizione per visitare liberamente il paese di Aguas Calientes (www.aguas - calientes.com) e dintorni.

Nelle vicinanze della stazione di Ponte Ruinas c’è un orto botanico e, a circa 25 minuti di camino sulla ferrovia, si può ammirare una cascata che scende direttamente dai contrafforti andini per gettarsi fragorosamente nel fiume Urubamba.

Il paese di Aguas Calientes, al secolo Machu Picchu Pueblo, si trova completamente incastonato nelle pendici andine e attualmente sta vivendo una ristrutturazione urbanistica di notevole impatto con le vecchie baracche di lamiere per la vendita di souvenir che stanno lasciando il posto ai nuovi chioschi attrezzati per la vendita di souvenir. Facciamo quattro passi in centro: la Plaza de Armas ospita le statue dei capostipiti dell’Impero Inca, Mama Occlo e Manco Capac i quali, secondo la leggenda, sorgendo dal lago Titicaca hanno fondato l’impero. Visitiamo anche la piccola chiesa. Sulla piazza ci sta anche il telefono pubblico e ne approfittiamo per telefonare in patria.

Altra visita d’obbligo sono i bagni termali da cui prende il nome appunto Aguas Calientes, ma sono in completa ristrutturazione in quanto una recente frana li ha completamente distrutti.

Dopo il pranzo ci portiamo in stazione dove alle 15.55 prendiamo il treno di ritorno per Cuzco (la durata del viaggio è stimata in tre ore circa). Il tragitto in treno è abbastanza lungo tanto che dopo il paese di Ollantaytambo deviamo per la Pampa de Anta e cominciamo ad arrancare con tutto il convoglio. Ad un certo punto la linea ferroviaria (treno compreso) deve superare i primi dislivelli altitudinari: praticamente gli steward scendono per coadiuvare il treno ad affrontare il tratto a zig zag e, quindi, approntare le manovre ai vari cambi durante il passaggio di tutto il convoglio. E’ ormai buio quando arriviamo alla stazione di Poroy dove scendiamo in quanto ci attende la guida con il pulmino per trasportarci fino in albergo a Cuzco di nuovo all’hotel Posada del Inca.

Dodicesimo giorno:

Cuzco - Pisac - Cuzco - Puno

Pisac - La fortezza
Pisac - La fortezza

Partiamo alla volta di Pisac in tutta fretta. La strada che porta a Pisac non è molto lunga, sono appena 30 km da Cuzco, ma ci sono diverse curve e tornanti da affrontare. La guida ci racconta che la Valle Sacra degli Incas comincia da Pisac ed è da qui che il fiume Urubamba prende questo nome; prima di Pisac l’Urubamba assume il nome di Vilcanota.

Arrivati a Pisac lasciamo il paese e ci dirigiamo verso le rovine omonime che distano pochi km e si trovano sulla parte sommitale del paese. Il paesaggio è veramente “fotonico” in quanto l’estensione del complesso archeologico lascia senza fiato. La giornata peraltro è una delle migliori e ciò permette di gradire totalmente gli scorci panoramici che ci vengono offerti.

Le rovine di Pisac si estendono su una dorsale di oltre 1 km e la parte finale dove è ubicato l’Intihuatana si trova sulla parte sommitale, immediatamente a ridosso del paese nuovo di Pisac.

Esaurita la visita alle rovine proseguiamo per il paese dove facciamo subito i conti con il mercato che si rivela una vera accozzaglia di colori (e di turisti!). Ci diamo appuntamento con la guida per mezzogiorno al minivan. Ci addentriamo così nei meandri del mercato e cominciamo subito a contrattare con i vari venditori. Arriviamo nella zona frutta e verdura e comperiamo qualcosa per oggi in quanto non abbiamo il pranzo incluso quindi ci dobbiamo arrangiare. Tra i vari acquisti comperiamo anche dei capienti zaini inca in quanto si prevede un esubero di souvenir e quindi la necessità di un bagaglio suppletivo.

Ritornati a Cuzco partiamo alla volta di Puno: dovremo affrontare ben 389 km con il minivan. Lungo il tragitto la guida ci fa vedere i resti della porta d’ingresso a sud di Cuzco e passando oltre, ci fa notare in lontananza il paese di Oropesa dove viene prodotto il pane per l’intera città di Cuzco. Ci fermiamo poi nel paese di Andahuaylillas dove visitiamo la chiesa, un vero gioiello d'arte coloniale, completamente ricoperta d’oro. Durante l’attesa del sacrestano ci fermiamo sul piazzale dove andiamo all’arrembaggio delle immancabili mamas con relative bancarelle al seguito. L’interno della chiesa è veramente eccezionale, i vari stucchi finemente elaborati.

Proseguiamo il viaggio verso Puno e dopo qualche km arriviamo a Raqchi, parcheggiamo nel piazzale del piccolo paese ed entriamo alle rovine dopo che la guida ha esibito il nostro boleto turistico. Il complesso archeologico è molto imponente soprattutto per le strutture incaiche restaurate. Nella campagna circostante i bambini che pascolano capre e pecore. Dopo una serie di circonvoluzioni all’interno del recinto archeologico torniamo verso il minivan e ammiriamo dall’esterno la bianca chiesa di Raqchi.

Riprendiamo la marcia e, nel tardo pomeriggio, arriviamo al passo Abra La Raya a 4.329 m s.l.m. che segna il confine tra le province di Cuzco e Puno e fa anche da spartiacque. Il fiume Vilcanota (poi Urubamba) infatti, nasce nelle vicinanze del passo. Parcheggiamo nella piazzola di sosta dove inevitabilmente le mamas con alpaca e tutta la prole ci attendono per una foto di rito. Il freddo si fa sentire: siamo nel punto più alto che finora abbiamo visitato e completamente circondati da cime innevate. Scattiamo qualche foto anche alla segnaletica che evidenzia il confine di provincia.

Cominciamo la discesa verso Puno: il paesaggio che ci circonda è abbastanza desolante e monotono. Il cielo si fa completamente plumbeo stile nubifragio e, nella speranza che non sopraggiunga una tempesta andina, proseguiamo. E' ormai buio quando arriviamo a Juliaca: una cittadina veramente squallida. Entriamo in paese e ci troviamo subito a fare i conti con immense pozzanghere d’acqua, qua probabilmente si è scatenato il nubifragio che ci ha sfiorato. Passiamo per il centro cittadino, un vero inferno di auto. Puno è vicino a Juliaca, quindi ancora mezz’oretta di strada e arriveremo a destinazione.

Sono ormai le 20 passate quando cominciamo a vedere Puno by night dal minivan. Pian pianino discendiamo i tornanti che ci portano in città.

L’albergo Posada del Inca si trova immediatamente fuori dal bailamme cittadino e direttamente in riva al Lago Titicaca.

Tredicesimo giorno:

Puno - isole Uros

Lago Titicaca - Imbarcazione di totora
Lago Titicaca - Imbarcazione di totora

Dopo la colazione ci portiamo sul molo dell’albergo dove sta arrivando l’imbarcazione che ci porterà alle isole Uros. La popolazione che abita nella zona del lago Titicaca appartiene alla razza Aymara e parla un dialetto particolare, mentre nella zona di Cuzco la popolazione è Qechua e ha il proprio dialetto. Il tempo stamattina non è dei migliori, parecchie nuvole scure sono parcheggiate all’orizzonte e il sole stenta a farsi vedere. Inoltre la temperatura è abbastanza fresca.

Una ventina di minuti bastano per farci arrivare a destinazione e visitare il quartier generale di quella che oggi viene chiamata Riserva Comunal del Titicaca anziché Riserva Regional, modifica voluta dal Presidente del Perù quando è stato in visita alle isole Uros. L’isoletta ospita un piccolo giardino botanico e un museo il cui accesso è controllato da un airone piuttosto arrabbiato.

Terminata la visita riprendiamo la navigazione e scendiamo sulla prima isola. Queste isole non sono altro che delle piattaforme galleggianti costruite con la totora che è una pianta acquatica simile alla nostra cannuccia di palude. Inevitabile, come sempre, l’accoglienza della popolazione con bancarelle e quant’altro mentre la guida ci fa vedere come vengono sostituiti i vari strati di totora per assicurare la manutenzione delle isole galleggianti. Saliamo anche sulle varie torri mirador per vedere il panorama delle isole con il lago. Proseguiamo con la visita ad un’altra isola dove possiamo vedere una scuola, un museo di uccelli imbalsamati ed abbiamo anche la fortuna di vedere allestita una piccola cucina da campo.

Piccolo appunto negativo: troppe bottiglie di plastica galleggiano sulle placide acque del lago! Arrivati a terra proseguiamo per Puno: basta prendere un minitaxi ed in dieci minuti si è in centro a Puno. Ci incamminiamo subito in direzione della Plaza de Armas in modo da trovare qualche ristorante affidabile. Prima, però, facciamo una capatina al Mercado Central con la speranza di trovare bancarelle di souvenir, ma ci rendiamo subito conto di aver preso un abbaglio, il mercado è qualcos’altro: un capannone dove un formicaio di gente si muove tra svariate bancarelle di frutta, verdura e alimentari vari. Sgattaioliamo via sconcertati dal bailamme del mercato e ci fiondiamo lungo Avenida Lima che ci porta direttamente in Plaza de Armas dove pranzeremo. Il ristorante è molto tranquillo e durante il pranzo possiamo vedere anche la partita. Il pasto non è niente male a base di trucha (trota) e le patate che sono buonissime con costo attorno agli 80 soles. Appena usciti dal ristorante, un gruppo di facinorose mamas arriva con tutta la mercanzia a spalla e, in un attimo, veniamo circondati da un piccolo mercato con maglioni in lana d’alpaca, sciarpe, chullos (i tipici copricapo), guanti e quant’altro. Visti e contrattati i prezzi, che si dimostrano del tutto abbordabili e convenientissimi, facciamo grandi spese. La gente attorno a noi aumenta, arrivano bambini con la richiesta di pulirci le scarpe, arrivano altre mamas. Infine arrivano anche i poliziotti richiamati dallo schiamazzo e ci chiedono se ci sono problemi. Risolviamo il tutto con un semplice no problem e se ne vanno.

Decidiamo di visitare il Parco Huajsapata che si trova sulla collina che domina Puno e il lago. La strada che percorriamo è abbastanza faticosa tanto che siamo obbligati a fermarci a brevi intervalli visto che il fiato ci manca a causa dell’altitudine: per fortuna che, ad un certo punto, si staglia davanti a noi l’enorme statua di Manco Capac rivolta verso il lago. Secondo la leggenda, Manco Capac e Mama Occlo si sono generati dal lago Titicaca creando la cosiddetta “dinastia del Sole” degli Incas, teoria già verificata ad Aguas Calientes controllando le statue dei due coniugi in Plaza de Armas. Qualcuno del gruppo viene colto dai primi sintomi del soroche, il mal di montagna peruviano che si manifesta in genere con forte mal di testa. Puno in effetti si trova a 3.800 m s.l.m., sicuramente ad un’altitudine più elevata di Cuzco.

Quattordicesimo giorno:

Puno - Chucuito - Sillustani - Juliaca - Lima

Puno - Lago Sillustani
Puno - Lago Sillustani

Mattinata all’insegna della sorpresa e dell’incredibile. Durante la notte un violento temporale si è abbattuto sulla zona del Lago Titicaca: il paesaggio circostante il lago è completamente bianco, conseguenza della grandinata che ha accompagnato il fortunale. Nelle case di fronte all’albergo (notare che le nostre camere non danno sul lago ma dalla parte opposta), qualcuno sta spalando il ghiaccio dai tetti onde evitare possibili crolli.

Allibiti dallo spettacolo imprevisto, ci portiamo in sala ristorante per la consueta colazione a buffet, dopo di che trasferiamo nella hall i nostri bagagli e facciamo check - out. Questa mattina concludiamo le visite sul lago e partiamo subito per Chucuito che si trova a sud di Puno. Durante il tragitto la guida ci da ulteriori informazioni sul lago Titicaca e sui confini con i territori boliviani che si trovano più a sud, con la cittadina di Desaguadero distante 200 km circa da Puno.

Arrivati a Chucuito visitiamo subito il tempio dedicato alla fertilità. Per arrivare al tempio dobbiamo passare un bel tratto di strada finemente impantanata, poi lo spettacolo sexy del tempio: all’interno del recinto, una serie di pietre falliche si mettono in mostra con le misure più disparate.

Torniamo indietro verso Puno, facciamo una breve sosta per vedere la totora e le balsas, le tipiche imbarcazioni che solcano le acque del lago Titicaca, e proseguiamo per Juliaca, con breve sosta a Sillustani, piccolo paese sul lago Umayo. Arrivati in prossimità di Sillustani possiamo vedere in lontananza i chullpas ovvero le costruzioni funerarie tipiche della zona. Durante la visita del sito, la guida ci illustra le varie scoperte fatte in tempi recenti, tra cui il ritrovamento del tesoro in una tomba lì vicino. Proseguiamo il giro del sito e ci portiamo nella postazione dove c’è una bella veduta dell’isola detta “delle vigogne”. La vigogna, un tempo animale domestico, ora vive ritirata in queste zone in molti esemplari. E’ stretta parente del lama e dell’alpaca da cui si differenzia solo per la statura più bassa.

Arrivati a Juliaca abbiamo la conferma di quanto visto l’altro giorno ovvero che si tratta di una cittadina caotica e disordinata. Ma noi dobbiamo solo proseguire per l’aeroporto dove prenderemo l’aereo per Lima. Dopo un’ora solamente saremo già nella capitale.

A Lima ritorniamo ad alloggiare all'hotel Sol Melia.

Quindicesimo giorno:

Lima

Ultimo giorno di permanenza in Perù, con molta desolazione ci apprestiamo a fare l’ultima colazione in hotel. Alle 9 arriva puntuale la guida che ci scarrozza per l’ultima volta in giro per Lima.

Il Museo Larco Herrera (www.museolarco.org) è molto interessante per le sue superbe collezioni di ceramiche, tessuti ed oggetti in oro e argento: una serie infinita di vetrine stipate di questi reperti, una vera e propria miniera archeologica. Terminiamo il giro con la visita della “sala a luci rosse” ovvero una collezione di vasellame e reperti vari di ispirazione tipicamente erotica.

Ripartiamo per il quartiere di Miraflores dove passeremo il pomeriggio in giro per negozi con il dichiarato obiettivo di spendere gli ultimi quattro soles che ci restano.

Dall'hotel, dove recuperiamo i bagagli, ci muoviamo alla volta dell'aeroporto: l'attesa dell'imbarco sarà lunga, anche se cerchiamo di accorciarla andando nel vicino ristorante ordinando qualche tramezzino e l’immancabile birra. Il viaggio di ritorno procederà senza intoppi di sorta e molto tranquillamente, l’orario d'arrivo previsto a Madrid è per le 15.35 dell'indomani. Da Madrid ci imbarcheremo poi per Milano Linate con arrivo previsto verso le 20.

Questo viaggio ci rimarrà per sempre nel cuore, probabilmente il Perù ha sortito su di noi un certo che di magico: un sortilegio Incas.



   

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