A mezz'ora di macchina ad est di Phoenix si trova Apache
Junction, una piccola città che solo apparentemente si differenzia
dagli altri centri abitati americani delle stesse dimensioni. Ad Apache
Junction e dintorni imperversa infatti ormai da più di 100 anni una
malattia chiaramente contagiosa : la febbre dell'oro. L' epidemia ebbe
inizio con un certo Jakob Waltz che con le sue pepite d'oro, negli anni
settanta del 1800, mise in tremenda agitazione i suoi colleghi
cercatori d'oro. Dove si trovasse la leggendaria miniera del
"Dutchman", come Waltz veniva chiamato, è rimasto un segreto che il
tedesco si è portato nella tomba. Ed è così che è nata la leggenda
della Lost Dutchman Mine. Il fatto che fino ad oggi, tra queste
montagne selvagge, non sia venuto alla luce alcun giacimento d'oro
degno di nota e che i geologi non credano neanche probabile l'esistenza
di grossi filoni auriferi in questo tipo di roccia, non ha avuto
comunque alcuna ripercussione sulla caccia al tesoro. Si arricchisce
senz'altro di più chi, nelle "montagne della superstizione", voglia
scovare tesori paesaggistici o voglia ritemprare lo spirito e il corpo.
Da Apache Junction si dirama in direzione nord est la Strada Statale 88
dove ha inizio il cosiddetto Sentiero degli Apache che
percorre un tragitto circolare coprendo una distanza di circa 150
miglia, tornando poi indietro sulla Highway 60 verso Apache Junction
attraverso Globe e Superior. Partendo da Phoenix si può percorrere
questo tragitto in un solo giorno badando bene però di mettersi in
cammino al mattino presto perché la strada in molte parti è tortuosa e
non asfaltata.
A cinque miglia da Apache Junction si trova la città fantasma di Goldfield.
Alla fine del 1800 fu, per un breve periodo, un accampamento di
cercatori d'oro; attualmente il luogo sembra un museo all'aperto per
via dell'attrezzatura per l'estrazione mineraria e di alcuni scheletri
di cercatori. A un miglio e mezzo da Goldfield si dirama sulla destra
la strada per il Lost Dutchman State Park da dove si possono
fare escursioni, attraverso le montagne, che coprono l'arco di un solo
giorno. Due miglia più avanti si trova un belvedere che dà su una
formazione rocciosa a forma di ago chiamata Weaver's Needle
dove, secondo molte voci, si troverebbe proprio la miniera di Jakob
Waltz. Percorrendo altre 5 miglia si raggiunge l'azzurro Canyon Lake
creato con la costruzione della diga Flat ad opera dei mormoni.
Circa 19 miglia a nord-est di Apache Junction si raggiunge Tortilla
Flat, l'unico insediamento su questo tratto dotato di un piccolo
negozio e un modesto ristorante. A cinque miglia la strada asfaltata si
trasforma in una stretta stradina che scende a picco verso il Fish
Creek Canyon. Sulla sinistra si trova l'Apache Lake,
creato dalla diga Horse Mesa che si estende per 18 miglia fino alla diga
Roosevelt, la più grande diga di sbarramento del mondo.
Passata la diga Roosevelt la strada è di nuovo asfaltata e porta,
dopo tre miglia, al bivio per il Tonto National Monument dove
si trovano tre villaggi tuttora in buono stato di conservazione scavati
nella roccia ad opera degli indiani Salado. Arrampicandosi per il
sentiero che si apre nella tipica vegetazione desertica, dopo circa
mezz'ora di cammino si raggiunge la Lower ruin che una volta
doveva essere suddivisa in 19 stanze ricavate in una cavità naturale, e
alla quale è anche annessa un'altra costruzione di 13 stanze. Per
visitare la Upper Ruin, formata da 40 stanze, si deve camminare
per altre tre ore (andata e ritorno). Esiste la possibilità di fare
visite guidate col ranger (consigliato).
Presso le città di Globe e di Miami, entrambe famose
per la loro fiorente industria mineraria, il Sentiero degli Apache
raggiunge due strade di grande comunicazione, le Interstate 60 e 70. Globe
fu probabilmente chiamata così per via di un blocco d'argento del peso
di 50 libbre che vi fu trovato nel 1800. A Miami fu invece la
miniera di rame a lasciare un segno nella storia. Un miglio e mezzo a
sud di Globe vi sono altre rovine degli indiani Salado in un luogo
chiamato Besh-ba-Gowah. Con un po' di fortuna si possono
osservare gli archeologi al lavoro di restauro.
A ovest della località mineraria Superior (dove fu girato e
ambientato parte del film U-Turn di Oliver Stone), una stradina
secondaria conduce all'Apache Tears Mine (miniera delle lacrime
degli Apache) dove, come racconta la leggenda, gli indiani, circondati
dalla cavalleria americana, si uccisero saltando giù da una roccia. Le
lacrime versate dalle donne in lutto furono poi trasformate in perle di
ossidiana vulcanica.
Un po' più verso ovest si trova il Boyce Thompson Southwestern
Arboretum, un giardino botanico con migliaia di specie diverse di
piante tra cui yucca, agave, diversi tipi di cactus, palme, pini ed
eucalipti. Da qui proseguendo per un breve tratto si ritorna ad Apache
Junction, dove finisce quest'itinerario.