L’isola di Cherso, situata tra l'Istria e l'isola di Krk, è
una splendida e tranquilla isola al centro della regione croata del
Quarnaro. Lunga 68 km, nella parte settentrionale è ricoperta da vaste
pinete e foreste di querce poi, man mano che si procede verso sud, il
paesaggio si trasforma in ambiente di macchia mediterranea
caratterizzato dalla presenza di muretti a secco. La zona più a sud è
invece quasi steppica con presenza di prati aridi e vaste zone rocciose
e brulle.
Per raggiungere Cherso proveniendo dall'Italia bisogna
attraversare l’Istria oppure uscire dal valico di Pesek e seguire la
strada verso Fiume (Rijeka) fino al paese di Opatija dove si gira a
destra e si segue la costa fino al bivio a sinistra per Brastova. Da
Brastova parte ogni ora un traghetto con trasporto auto (costo: 13
kune) che approda a Porozina da dove parte l’unica strada che
attraversa per il lungo l’isola di Cherso. In alternativa, altri
traghetti partono da Valbiska (isola di Krk).
L’isola di Cherso merita più di una settimana di visita, ma in
sette giorni riuscirete a visitare i posti più belli e rappresentativi
di questa splendida isola. Per ridurre al massimo i costi alloggeremo
in tenda, tra natura incontaminata, spiagge isolate e tranquille e un
mare cristallino ricco di fauna marina.
Primo giorno:
Porozina - Beli (km 15 circa)
Scesi dal traghetto a Porozina imbocchiamo la strada che
attraversa tutta l’isola superando il paese di Dragozetici; dopo circa
10 km si raggiunge il bivio che porta a Beli. Il bivio si trova in alto
su un crinale, in un posto meraviglioso dove merita fare una sosta. La
strada per Beli prosegue con una lunga e stretta lingua di asfalto in
discesa. Raggiunto il paesino di Beli ci si
accorgerà subito della tranquillità che regna in tutta l’isola.
Lasciata la macchina al paese si scende verso la spiaggetta, meta
meritata dopo il lungo viaggio.
A Beli si trova il Centro di recupero dei grifoni (Eko
Zenter) dedicato alla conservazione e tutela dell’habitat di
questi splendidi avvoltoi. In seguito ad un progetto che ha visto la
liberazione di numerosi grifoni, oggi la popolazione (che si riproduce
regolarmente) è costituita da 140 rapaci. La visita al centro costa 20
kune e inizia con una mostra che spiega la loro biologia e le loro
abitudini. Dietro al Centro si può visitare una voliera dove si possono
ammirare 4 o 5 esemplari di grifoni; l’ingresso comprende anche
l’accesso ai sentieri di 5, 6 e 7 km che si snodano intorno al
complesso dando la possibilità di scoprire i fitti boschi a ridosso
della costa dove è possibile incontrare animali selvatici e osservare
le splendide coste dell’isola di Krk poco distante.
L’Auto-camp “Brajdi na moru” si trova alle spalle della
spiaggetta ed è l’unico campeggio presente in tutta la zona
settentrionale; in alternativa è possibile affittare una stanza presso
privati a poco prezzo (circa 40 euro la doppia) ma si rischia di
trovare i pochi posti letto a disposizione già occupati.
Secondo giorno:
Beli - Cres (Cherso) (km 15
circa)
Da Beli si ripercorre la strada fino al bivio e si procede per
altri 12 km fino alla città più importante dell’isola chiamata, non a
caso, Cherso. Cherso è una pigra cittadina inondata
dal sole. Sul lungomare ci sono delle case a terrazza color pastello,
passeggiando per le vie si vedono tracce del dominio di Venezia tra cui
gli stemmi delle potenti famiglie venete. Dal lungomare, Riva Creskih
Kapetana, la città vecchia si estende verso l’interno fino ad Aprilia
XX Setaliste, e racchiude la maggior parte dei monumenti e delle
chiese. Proseguendo lungo la baia per circa 1 km troverete le spiagge
rocciose; lì è ubicato un buon campeggio chiamato “Kovacine” dove
trascorrere la notte. In tutti i campeggi dell’isola i prezzi dei
campeggi sono pressoché uguali, circa 30 euro di spesa per due persone
con tenda.
Terzo giorno:
Cherso - Orlec -
Valun (km 15 circa)
Da Cherso, continuando verso sud per circa 8 km, si raggiunge
un bivio; girando sulla destra si arriva a Valun mentre, se si vuole
proseguire, si raggiunge presto un altro bivio in direzione Orlec.
Prima di raggiungere Valun vale la pena di spendere un po’ di
tempo nei dintorni di Orlec. Il paesino è immerso
nel nulla, sembra che lì il tempo si sia fermato da 50 anni. Dopo pochi
chilometri si raggiunge la costa orientale dell’isola caratterizzata da
falesie e costoni rocciosi dove è facile avvistare i grifoni. Dal
posteggio parte una stradina ripida che scende verso una piccola
spiaggetta isolata e tranquilla. Ritornando al bivio per Valun si
percorre una strada tortuosa ma che regala paesaggi costieri
mozzafiatoe, dopo circa 3 km, si giunge a Valun.
Questo piccolo borgo, situato a 15 km sud-ovest di Cherso, è annidato
ai piedi di scoscesi dirupi ed
è circondato da spiagge di ghiaia. Nei periodi di alta stagione,
entrare con la macchina in paese ha un costo di poche kune al fine di
tutelare la tranquillità del luogo e dare un piccolo sostegno alla
popolazione, povera e isolata. Il paese è disseminato da idilliache
calette: a 700 m dal paese vi è una spiaggia dorata con acqua
trasparente, a ridosso della spiaggia un bel bosco di conifere e,
dall’estremo sinistro della spiaggia, parte un percorso in mezzo al
bosco, ricco di muretti a secco, che raggiunge altre zone ideali per la
balneazione. Dall’altro lato, a ridosso del paese, parte un sentiero
che conduce a un’altra spiaggia e al campeggio “Zdovica” dove è
possibile trascorrere la notte. Vicino al mare alcuni ristoranti
servono piatti di pesce e di pasta alla clientela che, seduta ai tavoli
di legno, si gode la vista della tranquilla insenatura. Riuscirete ad
alzarvi da tavoli sazi, dopo un bel menù di carne o di pesce spendendo
non più di 15 euro a testa.
Quarto giorno:
Valun - Martinsciaca (km 15 circa)
Paesaggio notturno di fronte a Cherso
Lasciamo Valun nella sua idilliaca tranquillità e torniamo al
bivio con la strada principale per raggiungere un’altra baia ben più
turistica, quella di Martinscica. Lungo la strada si potrà ammirare il
lago di Vransko, ma non provate a deviare verso stradine che portano al
lago visto che non esistono strade praticabili che vi arrivano e
inoltre, così come in molti altri laghi croati, è vietato il transito
presso queste zone. Dopo circa 10 km dal bivio voltate a sinistra,
attraverserete il paesino di Stivan e, dopo pochi chilometri,
raggiungerete Martinscica.
Il paese si estende lungo la costa, è ricco di chiese e
monumenti da visitare. Un grandissimo campeggio (Auto-camp “Slatina”) è
locato alle spalle del porticciolo; di fronte al campeggio vi è una
grande baia di ciottoli da cui si può ammirare la piccola isola di Zeca.
Quinto
giorno:
Martinscica - Stiva - Ustrine (km 13
circa)
Dal paesino di Stiva, vicino Martinscica, parte un sentiero
percorribile a piedi che porta a Ustrine. Il
percorso è lungo poco meno di 6 km (si sconsiglia percorrerlo nelle ore
più calde della giornata); si può lasciare tranquillamente la macchina
a Stiva, l’unico problema sarà poi andarla a riprendere. Se non avete
voglia di camminare riprendete la strada principale e, dopo aver
superato il bivio per Belej, raggiungerete una deviazione per Ustrine.
Il paesino, piccolissimo e poco popolato, è ubicato su una
scogliera a strapiombo sul mare. Per raggiungere la spiaggia si deve
percorrere una ripidissima stradina: è meglio percorrerla a piedi anche
se qualcuno, pur di non farsi una bella passeggiata, rischia di far
fondere il motore della propria auto. La camminata dura non più di 20
minuti ma, anche se il ritorno durerà il doppio dovendo superare un
dislivello di circa 200 m, lo sforzo sarà ricompensato dalla bellezza
della caletta che si raggiunge alla fine della stradina.
Quarto-quinto
giorno:
Ustrine - Osor
(km 6 circa)
Lasciamo Ustrine nel pomeriggio del quarto giorno per
osservare lo splendido tramonto dall’alto del borgo, poi riprendiamo la
strada principale per continuare verso sud in direzione Osor;
qui passeremo la notte nel campeggio di “Bijar” oppure presso
l’Auto-camp “Preko mosta”.
L'isola di Cherso è separata dall’isola di Losinj da un canale
lungo 11 m; il ponte girevole che le collega viene fatto ruotare due
volte al giorno per consentire il passaggio delle navi dal Canale di
Losinski al Golfo del Quarnaro e viceversa. Durante il periodo
medievale grazie alla presenza del canale, che si ritiene sia stato
scavato dai romani, Osor fu in grado di controllare una rotta marittima
di cruciale importanza. Oggi sta rinascendo nelle vesti di città-museo,
ricca di chiese e strade che dalla quattrocentesca zona centrale si
dirigono verso la campagna. Nella piazza principale e in altre piazze
minori si possono ammirare pregevoli sculture moderne e, durante le
Serate Musicali del periodo estivo,
vengono a suonare nelle chiese cittadine musicisti da
tutta la Croazia..
Da Osor si possono raggiungere dei bei posti dove andare a
fare il bagno o fare snorkeling. Al di fuori del centro abitato, oltre
il monastero francescano, si aprono infatti invitanti calette. Inoltre,
oltrepassando il canale e seguendo la strada che costeggia la costa, si
possono raggiungere le numerose spiagge della ben più turistica isola
di Losinj.
Per lasciare l’isola avete due
possibilità: - potete prendere il traghetto da Merag (ritornando verso
nord si svolta a destra, al bivio poco dopo la cittadina di Cherso);
l’attraversamento dello Srednja passage vi
permetterà di raggiungere l’isola di Krk (connessa alla terraferma da
un lungo ponte) presso la località di Valbiska; - se invece volete
tornare in Istria per raggiungere velocemente l’Italia, da Osor dovrete
riattraversare i 68 km verso nord ritornando a Porozina, imbarcarvi
nuovamente sul traghetto e tornare a Brestova.