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Una settimana nell'isola di Cherso

aggiornamento: 17/06/2010

A cura di: Davide Gaglio

Punto di Partenza e di Arrivo:
Porozina - Merag - Porozina
Durata del Viaggio:
7 giorni
Mezzo di Trasporto:
automobile
Difficoltà ed Imprevisti:
nessuna
Spesa approssimativa:
200-250 euro circa (alloggio in tenda)

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L’isola di Cherso, situata tra l'Istria e l'isola di Krk, è una splendida e tranquilla isola al centro della regione croata del Quarnaro. Lunga 68 km, nella parte settentrionale è ricoperta da vaste pinete e foreste di querce poi, man mano che si procede verso sud, il paesaggio si trasforma in ambiente di macchia mediterranea caratterizzato dalla presenza di muretti a secco. La zona più a sud è invece quasi steppica con presenza di prati aridi e vaste zone rocciose e brulle.

Per raggiungere Cherso proveniendo dall'Italia bisogna attraversare l’Istria oppure uscire dal valico di Pesek e seguire la strada verso Fiume (Rijeka) fino al paese di Opatija dove si gira a destra e si segue la costa fino al bivio a sinistra per Brastova. Da Brastova parte ogni ora un traghetto con trasporto auto (costo: 13 kune) che approda a Porozina da dove parte l’unica strada che attraversa per il lungo l’isola di Cherso. In alternativa, altri traghetti partono da Valbiska (isola di Krk).

L’isola di Cherso merita più di una settimana di visita, ma in sette giorni riuscirete a visitare i posti più belli e rappresentativi di questa splendida isola. Per ridurre al massimo i costi alloggeremo in tenda, tra natura incontaminata, spiagge isolate e tranquille e un mare cristallino ricco di fauna marina.

Primo giorno:

Porozina - Beli (km 15 circa)

Scesi dal traghetto a Porozina imbocchiamo la strada che attraversa tutta l’isola superando il paese di Dragozetici; dopo circa 10 km si raggiunge il bivio che porta a Beli. Il bivio si trova in alto su un crinale, in un posto meraviglioso dove merita fare una sosta. La strada per Beli prosegue con una lunga e stretta lingua di asfalto in discesa. Raggiunto il paesino di Beli ci si accorgerà subito della tranquillità che regna in tutta l’isola. Lasciata la macchina al paese si scende verso la spiaggetta, meta meritata dopo il lungo viaggio.

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A Beli si trova il Centro di recupero dei grifoni (Eko Zenter) dedicato alla conservazione e tutela dell’habitat di questi splendidi avvoltoi. In seguito ad un progetto che ha visto la liberazione di numerosi grifoni, oggi la popolazione (che si riproduce regolarmente) è costituita da 140 rapaci. La visita al centro costa 20 kune e inizia con una mostra che spiega la loro biologia e le loro abitudini. Dietro al Centro si può visitare una voliera dove si possono ammirare 4 o 5 esemplari di grifoni; l’ingresso comprende anche l’accesso ai sentieri di 5, 6 e 7 km che si snodano intorno al complesso dando la possibilità di scoprire i fitti boschi a ridosso della costa dove è possibile incontrare animali selvatici e osservare le splendide coste dell’isola di Krk poco distante.

L’Auto-camp “Brajdi na moru” si trova alle spalle della spiaggetta ed è l’unico campeggio presente in tutta la zona settentrionale; in alternativa è possibile affittare una stanza presso privati a poco prezzo (circa 40 euro la doppia) ma si rischia di trovare i pochi posti letto a disposizione già occupati.

Secondo giorno:

Beli - Cres (Cherso) (km 15 circa)

Da Beli si ripercorre la strada fino al bivio e si procede per altri 12 km fino alla città più importante dell’isola chiamata, non a caso, Cherso. Cherso è una pigra cittadina inondata dal sole. Sul lungomare ci sono delle case a terrazza color pastello, passeggiando per le vie si vedono tracce del dominio di Venezia tra cui gli stemmi delle potenti famiglie venete. Dal lungomare, Riva Creskih Kapetana, la città vecchia si estende verso l’interno fino ad Aprilia XX Setaliste, e racchiude la maggior parte dei monumenti e delle chiese. Proseguendo lungo la baia per circa 1 km troverete le spiagge rocciose; lì è ubicato un buon campeggio chiamato “Kovacine” dove trascorrere la notte. In tutti i campeggi dell’isola i prezzi dei campeggi sono pressoché uguali, circa 30 euro di spesa per due persone con tenda.

Terzo giorno:

Cherso - Orlec - Valun (km 15 circa)

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Da Cherso, continuando verso sud per circa 8 km, si raggiunge un bivio; girando sulla destra si arriva a Valun mentre, se si vuole proseguire, si raggiunge presto un altro bivio in direzione Orlec.

Prima di raggiungere Valun vale la pena di spendere un po’ di tempo nei dintorni di Orlec. Il paesino è immerso nel nulla, sembra che lì il tempo si sia fermato da 50 anni. Dopo pochi chilometri si raggiunge la costa orientale dell’isola caratterizzata da falesie e costoni rocciosi dove è facile avvistare i grifoni. Dal posteggio parte una stradina ripida che scende verso una piccola spiaggetta isolata e tranquilla. Ritornando al bivio per Valun si percorre una strada tortuosa ma che regala paesaggi costieri mozzafiatoe, dopo circa 3 km, si giunge a Valun. Questo piccolo borgo, situato a 15 km sud-ovest di Cherso, è annidato ai piedi di scoscesi dirupi ed è circondato da spiagge di ghiaia. Nei periodi di alta stagione, entrare con la macchina in paese ha un costo di poche kune al fine di tutelare la tranquillità del luogo e dare un piccolo sostegno alla popolazione, povera e isolata. Il paese è disseminato da idilliache calette: a 700 m dal paese vi è una spiaggia dorata con acqua trasparente, a ridosso della spiaggia un bel bosco di conifere e, dall’estremo sinistro della spiaggia, parte un percorso in mezzo al bosco, ricco di muretti a secco, che raggiunge altre zone ideali per la balneazione. Dall’altro lato, a ridosso del paese, parte un sentiero che conduce a un’altra spiaggia e al campeggio “Zdovica” dove è possibile trascorrere la notte. Vicino al mare alcuni ristoranti servono piatti di pesce e di pasta alla clientela che, seduta ai tavoli di legno, si gode la vista della tranquilla insenatura. Riuscirete ad alzarvi da tavoli sazi, dopo un bel menù di carne o di pesce spendendo non più di 15 euro a testa.

Quarto giorno:

Valun - Martinsciaca (km 15 circa)

Paesaggio notturno di fronte a Cherso
Paesaggio notturno di fronte a Cherso

Lasciamo Valun nella sua idilliaca tranquillità e torniamo al bivio con la strada principale per raggiungere un’altra baia ben più turistica, quella di Martinscica. Lungo la strada si potrà ammirare il lago di Vransko, ma non provate a deviare verso stradine che portano al lago visto che non esistono strade praticabili che vi arrivano e inoltre, così come in molti altri laghi croati, è vietato il transito presso queste zone. Dopo circa 10 km dal bivio voltate a sinistra, attraverserete il paesino di Stivan e, dopo pochi chilometri, raggiungerete Martinscica.

Il paese si estende lungo la costa, è ricco di chiese e monumenti da visitare. Un grandissimo campeggio (Auto-camp “Slatina”) è locato alle spalle del porticciolo; di fronte al campeggio vi è una grande baia di ciottoli da cui si può ammirare la piccola isola di Zeca.

Quinto giorno:

Martinscica - Stiva - Ustrine (km 13 circa)

Dal paesino di Stiva, vicino Martinscica, parte un sentiero percorribile a piedi che porta a Ustrine. Il percorso è lungo poco meno di 6 km (si sconsiglia percorrerlo nelle ore più calde della giornata); si può lasciare tranquillamente la macchina a Stiva, l’unico problema sarà poi andarla a riprendere. Se non avete voglia di camminare riprendete la strada principale e, dopo aver superato il bivio per Belej, raggiungerete una deviazione per Ustrine.

Il paesino, piccolissimo e poco popolato, è ubicato su una scogliera a strapiombo sul mare. Per raggiungere la spiaggia si deve percorrere una ripidissima stradina: è meglio percorrerla a piedi anche se qualcuno, pur di non farsi una bella passeggiata, rischia di far fondere il motore della propria auto. La camminata dura non più di 20 minuti ma, anche se il ritorno durerà il doppio dovendo superare un dislivello di circa 200 m, lo sforzo sarà ricompensato dalla bellezza della caletta che si raggiunge alla fine della stradina.

Quarto-quinto giorno:

Ustrine - Osor (km 6 circa)

Lasciamo Ustrine nel pomeriggio del quarto giorno per osservare lo splendido tramonto dall’alto del borgo, poi riprendiamo la strada principale per continuare verso sud in direzione Osor; qui passeremo la notte nel campeggio di “Bijar” oppure presso l’Auto-camp “Preko mosta”.

L'isola di Cherso è separata dall’isola di Losinj da un canale lungo 11 m; il ponte girevole che le collega viene fatto ruotare due volte al giorno per consentire il passaggio delle navi dal Canale di Losinski al Golfo del Quarnaro e viceversa. Durante il periodo medievale grazie alla presenza del canale, che si ritiene sia stato scavato dai romani, Osor fu in grado di controllare una rotta marittima di cruciale importanza. Oggi sta rinascendo nelle vesti di città-museo, ricca di chiese e strade che dalla quattrocentesca zona centrale si dirigono verso la campagna. Nella piazza principale e in altre piazze minori si possono ammirare pregevoli sculture moderne e, durante le Serate Musicali del periodo estivo, vengono a suonare nelle chiese cittadine musicisti da tutta la Croazia..

Da Osor si possono raggiungere dei bei posti dove andare a fare il bagno o fare snorkeling. Al di fuori del centro abitato, oltre il monastero francescano, si aprono infatti invitanti calette. Inoltre, oltrepassando il canale e seguendo la strada che costeggia la costa, si possono raggiungere le numerose spiagge della ben più turistica isola di Losinj.

Per lasciare l’isola avete due possibilità: - potete prendere il traghetto da Merag (ritornando verso nord si svolta a destra, al bivio poco dopo la cittadina di Cherso); l’attraversamento dello Srednja passage vi permetterà di raggiungere l’isola di Krk (connessa alla terraferma da un lungo ponte) presso la località di Valbiska; - se invece volete tornare in Istria per raggiungere velocemente l’Italia, da Osor dovrete riattraversare i 68 km verso nord ritornando a Porozina, imbarcarvi nuovamente sul traghetto e tornare a Brestova.



   

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