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Sanità e Sicurezza
Disturbi e ferite
Assideramento
Il corpo umano a contatto con una superficie fredda perde circa 3°C all'ora, mentre se immerso in acqua fredda può perdere anche 30°C all'ora.
L'assideramento può verificarsi anche a temperature più alte rispetto a quelle del congelamento e pu&.. continua...
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Cimici e pidocchi
Le cimici sono un ordine di insetti piuttosto ricco di specie.
Quelle fastidiose per l'uomo sono facilmente attratte da letti o materassi sudici.
Il contatto con le cimici dei letti è riconoscibile perchè di solito lascia piccole ma fastidiose punt.. continua...
Le cimici sono un ordine di insetti piuttosto ricco di specie.
Quelle fastidiose per l'uomo sono facilmente attratte da letti o materassi sudici.
Il contatto con le cimici dei letti è riconoscibile perchè di solito lascia piccole ma fastidiose punture in fila sulla pelle.
I pidocchi infettano i capelli o i peli del pube e si prendono da persone infette condividendo pettini, abiti o per contatto ravvicinato.
Esistono diversi farmaci che permettono di risolvere il problema, ma è opportuno avere una diagnosi medica per chiarire la tipologia dell'infezione.
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Colpo di calore
Tale condizione patologica, rara, ma seria perchè talvolta mortale, avviene quando i meccanismi di regolazione della temperatura corporea subiscono un'alterazione e la temperatura sale a livelli pericolosi.
Periodi prolungati di esposizione ad alte temperature possono provocare .. continua...
Tale condizione patologica, rara, ma seria perchè talvolta mortale, avviene quando i meccanismi di regolazione della temperatura corporea subiscono un'alterazione e la temperatura sale a livelli pericolosi.
Periodi prolungati di esposizione ad alte temperature possono provocare il colpo di calore.
L'IPERTERMIA viene definita come un aumento della temperatura centrale dell'organismo al di sopra dei 41°C.
Può essere causata da: bruschi impatti con climi caldi in zone equatoriali o desertiche, improvvisi cambiamenti climatici, alterazioni di microclimi in ambienti chiusi (abitacolo dell'automobile, bagni turchi o saune), attività fisica svolta in ambienti particolari (fonderie, miniere, cantieri) o attività sportiva agonistica o meno svolta in ambienti particolarmente caldi o umidi.
Il colpo di calore è il severo disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l'organismo non riesce ad adattarsi.
Può manifestarsi anche in un ambiente chiuso oppure in un luogo dove non batte direttamente il sole.
Inizia con un senso di irrequietezza, mal di testa, ronzii agli orecchi.
In un breve tempo la temperatura del corpo raggiunge e supera i 38,5 gradi.
La pelle è calda al tatto e appare congestionata. Il viso diventa bluastro, il respiro è accelerato, il cuore batte disordinatamente e la pupilla appare dilatata. Non c'è sudorazione e la pressione si abbassa a tal punto da portare allo svenimento.
E' necessario trasportare subito la persona in un luogo fresco, ombroso e possibilmente ventilato. Va quindi sdraiata sulla schiena con le gambe sollevate e svestita completamente.
Con un asciugamano o un panno imbevuti di acqua fredda è necessario tamponare più volte il corpo dell'ammalato allo scopo di far scendere la temperatura. Ogni volta che l'asciugamano diventa tiepido va nuovamente immerso in acqua fredda.
Se possibile, è bene anche porre una borsa di ghiaccio sulla testa della persona.
La temperatura corporea va tenuta costantemente sotto controllo: se scende al di sotto dei 38 gradi è bene sospendere gli impacchi e asciugare la persona.
Se la temperatura risale invece è necessario riprendere l'operazione di raffreddamento.
Al più presto possibile si deve chiamare un'ambulanza: il trasporto in ospedale e il ricovero sono indispensabili.
Si manifesta prevalentemente in soggetti giovani che praticano attività fisica in ambienti eccessivamente caldo umidi oppure in soggetti anziani in cui i meccanismi di termoregolazione sono alterati. In queste condizioni il sudore non può evaporare e quindi non si può realizzare quel meccanismo di dispersione del calore con conseguente diminuzione della temperatura corporea.
SEGNI E SINTOMI Malessere generale, sete, rossore al viso (per vasodilatazione), nausea, vomito, vertigini fino alla confusione mentale, stupor, delirio ed infine coma.
COSA FARE * Portare il soggetto in ambiente fresco e ventilato * spogliarlo dei vestiti
* eseguire spugnature di acqua fresca e borse di giaccio sul capo
COSA NON FARE * Non far bere acqua gelata * evitare di far scendere troppo bruscamente la temperarura corporea
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Colpo di sole
Il colpo di sole compare dopo una lunga esposizione ai raggi solari.
Il primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea. La temperatura corporea si alza, la pelle appare secca e molto arrossata.
La pri.. continua...
Il colpo di sole compare dopo una lunga esposizione ai raggi solari.
Il primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea. La temperatura corporea si alza, la pelle appare secca e molto arrossata.
La prima cosa da fare è portare la persona colpita in un luogo fresco , ombroso e ventilato e farla sdraiare a terra a pancia in su, tenendole le gambe sollevate rispetto al resto del corpo. Immergere un lenzuolo o un grande asciugamano in acqua fredda e poi avvolgervi la persona per farle sentire un immediato benessere.
Se è possibile, è ancora meglio riempire una vasca d'acqua fredda e farvi distendere il colpito. Consigliabile anche una borsa di ghiaccio sulla testa: tutti i provvedimenti hanno lo scopo di far abbassare la temperatura del corpo.
Se dopo circa mezz'ora di trattamento refrigerante la temperatura non scende, è assolutamente necessario chiamare un'ambulanza per il trasporto al Pronto Soccorso. E' sconsigliabile infatti accompagnare la persona con la propria auto, soprattutto se la giornata è molto calda e se batte il sole: il tragitto in un ambiente non attrezzato potrebbe peggiorare la situazione.
Per togliere il bruciore della pelle e dare quindi un pò di sollievo alla persona, è molto efficace, in attesa di cure più specialistiche, appoggiare sulle zone arrossate qualche fetta di pomodoro fresco.
SEGNI E SINTOMI
Malessere generale, cefalea, sudorazione, rossore al viso (per vasodilatazione), nausea, vomito, vertigini fino alla confusione mentale, svenimento e stato di shock.
COSA FARE * Portare il soggetto in ambiente fresco e ventilato * togliergli i vestiti * eseguire spugnature di acqua fresca e borse di giaccio sul capo
COSA NON FARE * Non far bere acqua gelata * evitare di far scendere troppo bruscamente la temperatura corporea
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Congelamento
Può manifestarsi soprattutto in alta quota (montagna), in climi particolarmente freddi o in condizioni di lavoro particolari (celle frigorifere) ad opera di un complesso di fattori: freddo tra 0°C e 10°C, umidità, vento, altitudine, immobilità, abbigliamento inadeguat.. continua...
Può manifestarsi soprattutto in alta quota (montagna), in climi particolarmente freddi o in condizioni di lavoro particolari (celle frigorifere) ad opera di un complesso di fattori: freddo tra 0°C e 10°C, umidità, vento, altitudine, immobilità, abbigliamento inadeguato, disidratazione o stati di malattia.
Si verifica per esposizione prolungata dell'organismo a temperature rigide e le parti più colpite sono in genere quelle più esposte: dita delle mani, faccia ed orecchie, a causa dello sfavorevole rapporto tra estensione della superficie cutanea e del volume ematico regionale circolante. Tali aree sono molto più distanti dal cuore, punto in cui il nostro corpo tenta di mantenere costante la temperatura per preservare le funzioni di organi principe.
La risposta del nostro organismo a temperature troppo basse consiste in una riduzione del flusso sanguigno per cercare di ridurre il più possibile la perdita di ulteriore calore corporeo. La scarsa circolazione periferica fa sì che i fluidi del nostro organismo si condensino in microcristalli di ghiaccio, i quali sono i reali responsabili dei danni ai tessuti.
Il congelamento si distingue in tre gradi di gravità crescente: 1° grado superficiale : la cute si presenta pallida, fredda ed insensibile.
La parte colpita è facilmente riconoscibile, si avverte una sensazione di dolore e bruciore, successivamente si ha indolenzimento.
Il danno è reversibile senza conseguenze permanenti a patto che vi sia un tempestivo ed immediato riscaldamento, se l'esposizione continua si può passare al 2° grado supe rficiale: la cute diventa di colore rosso-bluastro ricoperta di vescicole chiare e meno sensibile agli stimoli. Anche in questo caso si ha guarigione spontanea senza conseguenze nel giro di 1-3 settimane;2° grado profondo : le vescicole che prima erano chiare si presentano ora di colore rosso scuro con più marcata perdita della sensibilità. Anche qui la guarigione è spontanea ma richiede qualche mese;3° grado profondo : la cute si presenta di colore nero, liscia, con aspetto a porcellana.
Il quadro inquesto caso è grave, perchè indica l'interessamento di cute, sottocute e muscoli sottostanti.
Si instaura se il soggetto colpito tarda a notare la sensazione di intorpidimento delle estremità che, con il protrarsi dell'esposizione al freddo, tende progressivamente a scomparire con il progressivo danneggiamento delle terminazioni nervose.
Va fatto presente che il processo di morte dei tessuti tende a procedere in modo graduale e continuo per giorni e settimane anche dopo che il soggetto sia stato riscaldato in ambiente caldo e debitamente curato.
COSA FARE IMPORTANTE: sul luogo dell'incidente è assai difficile riconoscere il grado e l'estensione del congelamento: è perciò di grande importanza che, come primo intervento per tutte le lesioni da freddo, l'infortunato venga trasferito nel più breve tempo possibile in luogo confortevole e riscaldato. * IN LOCO: riscaldare l'infortunato anche con il calore del proprio corpo nelle zone in cui la pelle è più sottile e vascolarizzata: sotto le ascelle o attorno al collo. Solo se non è possibile un altro tipo di riscaldamento si possono eseguire dei leggeri massaggi nelle zone del corpo immediatamente adiacenti quelle congelate. * Fare assumere bevande calde, zuccherate e ricche di sali minerali. * Avvolgere le zone lesionate in fasciature sterili non compressive. * PER IL TRASPORTO: in caso di congelamenti lievi lasciare che l'infortunato si muova da solo, in tutti gli altri casi è preferibile non farlo camminare.
COSA NON FARE * Non frizionare con la neve, non automassaggiare (la parte lesionate va trattata come se fosse una ferita aperta), * non far assumere bevande alcooliche, * non far fumare, * non mettere pomate o unguenti anticongelanti o farmaci vari, * non iniziare il riscaldamento prima che l'infortunato sia stato trasferito in luogo caldo e riparato.
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Disidratazione
In climi torridi, soprattutto se aridi e ventilati come i deserti, è facile andare incontro a disidratazione e deficienza di sali, che possono causare un grande senso di spossatezza.
Prendersi il tempo giusto per acclimatarsi alle nuove condizioni, non effettuare sforzi fisici ecces.. continua...
In climi torridi, soprattutto se aridi e ventilati come i deserti, è facile andare incontro a disidratazione e deficienza di sali, che possono causare un grande senso di spossatezza.
Prendersi il tempo giusto per acclimatarsi alle nuove condizioni, non effettuare sforzi fisici eccessivi e soprattutto bere spesso in modo da non sentire lo stimolo della sete ed evitare minzioni poco frequenti e urine troppo giallastre.
Si manifesta in corso di sudorazione profusa con conseguente perdita di acqua ed elettroliti che generalmente vengono compensati dall'assunzione di bevande ed elettroliti, ma che in alcune circostanze (pensiamo ai maratoneti quando non effettuano correttamente le soste previste per il ristoro) possono invece risultare carenti e causare una sofferenza del metabolismo cellulare (carenza di sodio e cloro).
COSA FARE * Somministrare bevande ad alto contenuto di sali tipo Gatorade. COSA NON FARE * Somministrare bevande ghiacciate.
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Ferite ed escoriazioni
Quando si viaggia è molto importante non sottovalutare piccole ferite od escoriazioni. Qualunque sia il livello igienico-sanitario del vostro viaggio, le possibilità di entrare in contatto con materiale sporco sono altissime ed una piccola ferita può facilmente fare infezione.. continua...
Quando si viaggia è molto importante non sottovalutare piccole ferite od escoriazioni. Qualunque sia il livello igienico-sanitario del vostro viaggio, le possibilità di entrare in contatto con materiale sporco sono altissime ed una piccola ferita può facilmente fare infezione.
Innanzitutto è importante, prima di ogni, viaggio controllare la situazione delle vaccinazioni in particolar modo per l'antitetanica e l'antidifterica.
E' importante lavare immediatamente la parte lesionata e trattarla il più presto possibile con soluzioni antisettiche .
Se si continua il viaggio e soprattutto se le condizioni igienico-sanitarie sono precarie è importante trattare la parte con antibiotici topici che mantengano una maggior copertura batterica.
Coprire la parte con cerotti o bende ha il vantaggio di minimizzare il contatto con polvere e sporco, ma ha lo svantaggio di favorire la sudorazione e trattenere umidità che favorisce ulteriori infezioni.
Se le condizioni igieniche obbligano a coprire la parte lesa arieggiare appena possibile. Se la situazione peggiora e la piccola ferita si trasforma in infezione profonda è opportuno contattare un medico che valuterà la necessità di una terapia antibiotica.
Chiamiamo ferita la rottura della pelle provocata da un trauma . Le ferite possono essere più o meno estese, superficiali oppure profonde a seconda che interessino la sola cute o anche le strutture anatomiche sottostanti, come i tendini e i muscoli.
Le ferite del capo, del torace e dell'addome possono essere talmente profonde da coinvolgere nella rottura anche gli organi contenuti rispettivamente nel cranio, nella gabbia toracica e nella cavità addominale; in questo caso vengono dette ferite penetranti.
Le ferite assumono aspetti diversi in base alla causa che le ha provocate.
Sotto tale aspetto distinguiamo: 1) ferite lacero-contuse : con schiacciamento e strappamento irregolare della pelle, provocate dall'urto contro un ostacolo rigido, smussato; 2) ferite da taglio : lacerazioni nette, provocate da strumenti affilati, come un coltello, una sottile lamiera, un coccio di vetro; 3) ferite da punta e da punta-taglio , provocate dalla penetrazione di uno strumento appuntito ed eventualmente tagliente (chiodo, spillone, coltello, freccia, ...); 4) ferite d'arma da fuoco , provocate dalla penetrazione di proiettili.
Le ferite da punta, da punta-taglio e da fuoco sono le più pericolose perchè possono penetrare nelle zone profonde del corpo e ledere organi vitali, grossi vasi sanguigni, visceri, provocando rapidamente la morte o comunque gravi emorragie e gravi infezioni.
I PERICOLI CONNESSI ALLE FERITE L'immediato pericolo di una ferita è costituito dalla perdita di sangue che essa comporta per la rottura di vasi sanguigni (emorragia).
Nella maggior parte dei casi si tratta di vasi di piccolo calibro che in pochi minuti cessano spontaneamente di sanguinare ( avviene cioè un'emostasi spontanea).
Quando la rottura interessa vasi di calibro più grosso l'emostasi spontanea può richiedere più tempo o, eccezionalmente, non avviene affatto, con il grave pericolo di un'eccessiva perdita di sangue e conseguente alterazione, più o meno grave, della funzione cardiocircolatoria (ricordiamo che nell'adulto sono normalmente presenti circa 5 litri di sangue circolante).
Se la lacerazione interessa grosse arterie l'emorragia sarà rapida ed imponente e solo un tempestivo soccorso potrà salvare la vita del paziente.
Le emorragie superficiali, esterne, sono facilmente individuabili, mentre le ferite penetranti possono causare emorragie interne non visibili, ma che rapidamente compromettono la funzione cardiocircolatoria provocando nel paziente alterazioni del polso sempre più accentuate e uno stato di generale malessere sempre più intenso, con spossatezza, sudorazione e pallore (stato di shock).
Un secondo pericolo connesso alle ferite è quello delle infezioni .
Le infezioni sono malattie causate da microbi penetrati attraverso la breccia aperta dalla ferita.
Alcuni di questi microbi sono in grado di provocare malattie molto gravi all'organismo, anche mortali. Tra le tante ricordiamo in particolare il tetano , una malattia contro la quale non esiste tuttora una cura efficace che possa combatterlo una volta presente. I nostri sforzi sono concentrati allora nella prevenzione della malattia stessa, cosa possibile con la somministrazione di un vaccino e di un siero specifici. Pertanto, di fronte ad una ferita, è sempre necessario provvedere, al massimo entro 24 ore, al trattamento antitetanico, a meno che il paziente non sia già regolarmente vaccinato.
IL PRIMO SOCCORSO NELLE FERITE Consideriamo le diverse circostanze:
se, al momento del soccorso, l'emorragia è ancora presente, comprimere la ferita per alcuni minuti con compresse sterili o pulite, tenendo sollevato l'arto eventualmente interessato. Ciò è quasi sempre sufficiente ad accelerare la spontanea cessazione del sanguinamento. Una volta cessata l'emorragia, medicare la ferita, detergere cioè la cute circostante con acqua, acqua e sapone o acqua ossigenata, disinfettare la cute circostante, ricoprire con compresse sterili o pulite e fasciare. Ciò costituirà una prima barriera contro l'ulteriore penetrazione di microbi e darà sollievo alla persona.
Se l'emorragia non si arresta spontaneamente praticare un bendaggio compressivo che possa sostituire la compressione manuale prima esercitata.
Di fronte ad una emorragia imponente, non controllabile con un bendaggio compressivo, mantenere la compressione manuale o, se la ferita interessa un arto, applicare un laccio emostatico a monte della ferita, mai però sotto il gomito o sotto il ginocchio; infatti per essere efficace il laccio deve essere applicato tra la spalla e il gomito o tra l'inguine e il ginocchio.
Un laccio efficace si ottiene annodando una striscia di stoffa arrotolata attorno al braccio o alla coscia, mantenendola larga, senza stringere; al di sotto si introduce poi un bastoncino rigido e si comincia ad attorcigliare l'anello di stoffa, stringendolo sempre di più finchè non vediamo cessare l'emorragia. Si termina fissando il bastoncino all'arto, con un cerotto o un cordone, affinchè, mollandolo, non si srotoli il laccio.
E' bene ricorrere al laccio solo in casi estremi e, quando si è costretti a farlo, ricordarsi di segnare sempre l'ora in cui lo si è applicato, in modo chiaro e ben visibile, sul paziente stesso.
Se i tempi di soccorso si prolungano, allentare il laccio ogni ora per 5 o 6 minuti durante i quali andrà ripresa la compressione manuale della ferita.
La rimozione definitiva del laccio dovrà esser fatta solo da un medico.
Nel caso di ferite da punta o da arma da fuoco al capo, al torace o all'addome, senza un'apparente emorragia esterna, dovranno essere attentamente sorvegliate le funzioni vitali.
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Idrosi
Irritazione della pelle che si presenta con piccole bollicine sottocutanee causate da eccessiva traspirazione. Generalmente si presenta con i primi caldi o pochi giorni dopo l'arrivo in climi caldi.
Non ha particolari controindicazioni e di solito passa da sè . <.. continua...
Irritazione della pelle che si presenta con piccole bollicine sottocutanee causate da eccessiva traspirazione. Generalmente si presenta con i primi caldi o pochi giorni dopo l'arrivo in climi caldi.
Non ha particolari controindicazioni e di solito passa da sè .
Utilizzate creme idratanti ed eventualmente refrigeranti.
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Infezioni fungine
Climi caldo umidi sono fonte di infezioni fungine della pelle che generalmente si presentano nel cuoi capelluto, tra le dita, nell'inguine e tra le natiche, nel corpo (tricofizia). Le infezioni fungine si contraggono da persone, animali o in ambienti umidi come pavimenti delle docce; la scarsa ig.. continua...
Climi caldo umidi sono fonte di infezioni fungine della pelle che generalmente si presentano nel cuoi capelluto, tra le dita, nell'inguine e tra le natiche, nel corpo (tricofizia). Le infezioni fungine si contraggono da persone, animali o in ambienti umidi come pavimenti delle docce; la scarsa igiene personale facilità la possibilità di infezione. Per prevenire le infezioni fungine è importante indossare sempre calzature confortevoli che permettano il più possibile la traspirazione della pelle. In caso di infezione avere cura dell'igiene personale, utilizzare acqua calda e sapone disinfettante e poi esporre l'area all'aria e ai raggi solari, trattare con farmaci fungicidi.
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Jet Lag
Il jet lag é un disturbo causato dallo spostamento in un Paese con molte ore di differenza rispetto a quello di origine. Generalmente comincia ad essere percepito con fusi orari superiori alle tre ore.
Molte delle funzioni fisiologiche sono regolate da ritmi interni che seguono le 2.. continua...
Il jet lag é un disturbo causato dallo spostamento in un Paese con molte ore di differenza rispetto a quello di origine. Generalmente comincia ad essere percepito con fusi orari superiori alle tre ore.
Molte delle funzioni fisiologiche sono regolate da ritmi interni che seguono le 24 ore. Quando si viaggia per grandi distanze è necessario un periodo di adattamento al nuovo tempo che, in alcune persone particolarmente sensibili, può rivelarsi con disturbi quali affaticamento, disorientamento, insonnia, ansia e perdita dell'appetito.
Tenete presente che, spostandosi ad est, il jet lag è più pronunciato rispetto a spostamenti ad ovest : a causa del senso della rotazione terrestre, andando ad est il giorno viene ad accorciarsi, il contrario avviene spostandosi verso ovest.
Lo stress del jet lag è tanto più sentito quanto maggiore è lo stress del viaggio: poco riposo, disidratazione, prolungata inattività.
Per prevenire il jet lag è opportuno partire già con un fisico riposato (avendo aggiunto qualche ora di sonno nei giorni precedenti), scegliere le coincidenze in modo da ridurre il periodo di viaggio, cercando di arrivare di sera per andare subito a dormire o, per distanze molto lunghe, prevedendo soste intermedie di un giorno intero.
Durante il volo è opportuno cercare di bere molto e, per quanto possibile, di riposare.
All'arrivo è opportuno prendere il più presto possibile i ritmi del nuovo orario: rispettare i nuovi orari dei pasti e del sonno-veglia. Molto utile può essere camminare alla luce del giorno.
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Mal di montagna
Si tratta di una sindrome provocata dalla rapida esposizione ad una ridotta tensione di ossigeno nell'aria inspirata.
Generalmente si verifica ad altitudini superiori ai 2500-3000 m e colpisce anche soggetti precedentemente sani.
Può avere un'insorgenza.. continua...
Si tratta di una sindrome provocata dalla rapida esposizione ad una ridotta tensione di ossigeno nell'aria inspirata.
Generalmente si verifica ad altitudini superiori ai 2500-3000 m e colpisce anche soggetti precedentemente sani.
Può avere un'insorgenza subacuta o cronica, ma generalmente ha un andamento acuto, favorito nella sua insorgenza da alcuni fattori favorenti quali: la mancanza di acclimatazione dovuta ad ascensione troppo rapida, senza soste intermedie; esercizio fisico intenso nei primi giorni dopo l'arrivo in quota; assunzione di bevande alcoliche; giovane età.
L'ipossia, causata dalla ridotta tensione di ossigeno nell'aria inspirata, provoca: iperventilazione (che comporta una eccessiva perdita di anidride carbonica con l'aria espirata ed una conseguente alcalosi respiratoria per aumento del pH del sangue); stimolazione del sistema nervoso simpatico con conseguenti tachicardia, aumento della gittata cardiaca, ridistribuzione del flusso vascolare (dovuto a vasodilatazione coronarica e cerebrale, vasocostrizione cutanea e del piccolo circolo); disidratazione dovuta all'iperventilazione (in presenza di ridotta umidità ambientale) e all'eventuale lavoro fisico.
Le manifestazioni acute più comuni, in soggetti non acclimatati, possono iniziare a manifestarsi a circa 2000 m in rapporto alla vasodilatazione cerebrale prodotta dall'ipossia e consistono in: irritabilità , insonnia, vertigini, cefalea, stanchezza, nausea e talvolta vomito.
La sintomatologia regredisce per lo più spontaneamente nel giro di 2-3 giorni, tempo necessario a che l'organismo compensi l'alcalosi respiratoria con una adeguata perdita di bicarbonato con l'urina.
Per accelerare la risoluzione dei sintomi è solitamente sufficiente il riposo fisico, una idratazione abbondante per via orale , eventualmente acido acetilsalicilico per la cefalea.
Per la profilassi , quando non sia possibile adottare le comuni regole dell'acclimatazione (ascensione graduale salendo non più di 250-300 m al giorno al di sopra dei 2500 m, con giorni di riposo saltuari al di sopra dei 400 m) si è dimostrata utile la somministrazione di acetazolamide, dal giorno precedente l'ascensione fino a 2-3 giorni dopo (250 mg. ogni 8-12 ore).
Quadri clinici molto più gravi e che possono manifestarsi dopo rapide ascese oltre i 3000 m sono: edema polmonare da altitudine, edema cerebrale da altitudine.
Edema polmonare da altitudine: si tratta di un edema polmonare lesionale (non cardiogeno), per fortuna di osservazione piuttosto rara, che può manifestarsi sia in forma subclinica che in quadri di estrema gravità. Il rischio è proporzionale all'altezza raggiunta e alla rapidità di ascensione, all'intensità del lavoro fisico, alla giovane età . La causa sembra da ricondurre ad una eccessiva vasocostrizione del circolo polmonare in risposta all'ipossia alveolare; questa condurrebbe ad una stasi capillare con successiva sofferenza dell'endotelio e passaggio di fluido nell'interstizio e nell'alveolo.
Il quadro clinico si manifesta 24-48 ore dopo l'arrivo in quota.
Per il trattamento è d'obbligo il rapido trasporto del soggetto a quote più basse, in genere è sufficiente scendere a 1000-1500 m di quota; in mancanza di questo il quadro clinico può aggravarsi rapidamente.
In attesa del trasporto e durante lo stesso si devono attuare provvedimenti d'urgenza quali la somministrazione di ossigeno, diuretici, morfina e cortisonici endovena.
Edema cerebrale da altitudine: manifestazione grave, ma fortunatamente assai rara, che si verifica in condizioni analoghe a quelle già descritte per l'edema polmonare.
Anche in questo caso la causa va ricercata in un danno endoteliale dei vasi capillari secondario all'ipossia.
I sintomi iniziali sono costituiti da cefalea ingravescente, nausea, vomito, irritabilità, disorientamento, allucinazioni e fenomeni convulsivi. Nei casi più gravi, durante il sonno può comparire un'alterazione particolare del respiro rappresentato da un periodismo ritmico della frequenza e profondità del respiro (crescendo-decrescendo) alternato a brevi periodi di apnea.
Se non si provvede al rapido trasporto del soggetto a quote inferiori sopravvengono obnubilamento del sensorio fino al coma. Il trattamento durante il trasporto consiste nella somministrazione di ossigeno, cortisonici e glicerolo.
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Mal di movimento
Disturbo del quale soffrono molte persone durante i trasporti in auto, corriera, nave o aereo, e che si presenta con malessere generale, nausea, sonnolenza e vomito. Per minimizzare il mal di movimento conviene posizionarsi nei sedili anteriori delle auto, nella parte centrale dell.. continua...
Disturbo del quale soffrono molte persone durante i trasporti in auto, corriera, nave o aereo, e che si presenta con malessere generale, nausea, sonnolenza e vomito. Per minimizzare il mal di movimento conviene posizionarsi nei sedili anteriori delle auto, nella parte centrale della nave e sui sedili posti in prossimità delle ali dell'aereo.
L'aria fresca generalmente aiuta, mentre leggere o fumare tende a peggiorare la situazione.
In commercio sono presenti diversi farmaci contro questo disturbo, ma possono causare sonnolenza e vanno presi prima dello spostamento, dato che dopo l'inizio dei sintomi i farmaci non sono più efficaci.
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Meduse, coralli e animali
Molti anche gli animali che si rivelano pericolosi da mangiare per la presenza di tossine. Chiedere informazioni alla gente del luogo o leggere eventuali avvisi locali è il modo migliore per evitare il contatto con le meduse. Particolare attenzione è da riservare alle cubomeduse, che si trovano nell.. continua...
Molti anche gli animali che si rivelano pericolosi da mangiare per la presenza di tossine. Chiedere informazioni alla gente del luogo o leggere eventuali avvisi locali è il modo migliore per evitare il contatto con le meduse. Particolare attenzione è da riservare alle cubomeduse, che si trovano nelle acque costiere dell'Australia settentrionale durante i mesi estivi. La puntura di questi particolari animali, è estremamente pericolosa se non mortale. Fortunatamente, il contatto con la maggior parte delle specie di meduse esistenti causa reazioni molto più blande, seppure dolorose. Bagnare la ferita con aceto aiuta a deattivare molti dei principi tossici inoculati dalle punture di questi animali. Lozione di calamina, antistaminici e analgesici aiutano a ridurre la reazione infiammatoria e a lenire il dolore. Alcuni molluschi gasteropodi appartenenti alla famiglia dei Conidi, rinvenibili in Australia e nell'Oceano Pacifico, sono dotati di un aculeo velenoso la cui ferita può essere molto dolorosa e, talvolta, letale. Ci sono diverse specie di pesci e altre creature marine che possono pungere o mordere, provocando lesioni pericolose.
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Morsi e punture
Le punture di api e vespe sono dolorose piuttosto che pericolose.
La pericolosità della puntura, che in rarissimi casi può essere mortale, dipende dalla sensibilità individuale: esistono persone allergiche alle sostanze contenute nel veleno (generalmen.. continua...
Le punture di api e vespe sono dolorose piuttosto che pericolose.
La pericolosità della puntura, che in rarissimi casi può essere mortale, dipende dalla sensibilità individuale: esistono persone allergiche alle sostanze contenute nel veleno (generalmente innocuo) per le quali può presentarsi uno shock anafilattico.
In aree tropicali (particolarmente nel centro America) esistono scorpioni e ragni molto velenosi.
Nei paesi dove è possibile incontrare ragni e scorpioni, evitare di frugare negli anfratti rocciosi o degli alberi e di sollevare sassi o tronchi.
Le punture o l'accidentale contatto con gli insetti non causano solo banali pruriti. Basti pensare alle allergie (provocate dai veleni inoculati), allo choc anafilattico, così come sono molte le malattie che possono essere trasmesse all'uomo tramite la puntura di insetti volanti (malaria, febbre gialla, filariosi, leishmaniosi, tripanosomiasi).
Mentre per alcune di queste malattie sono disponibili vaccini o farmaci profilattici, per altre purtroppo non sono stati ancora predisposti trattamenti altrettanto efficaci. E' evidente comunque che il modo migliore di evitare queste malattie trasmesse da insetti sia quello di evitare di essere punti. A questo proposito sarà bene adottare alcuni semplici accorgimenti, come ad esempio quello della scelta di un abbigliamento idoneo teso a ridurre il più possibile la superficie di pelle esposta: maglie a maniche lunghe, scarpe chiuse con calze lunghe e pantaloni lunghi; evitare di restare a lungo in luoghi aperti nelle ore serali visto che molti di questi insetti sono più attivi di sera e di notte.
In caso di punture sospette soprattutto agli arti inferiori dopo sosta in prati o zone erbose selvagge, sarà buona norma ispezionare attentamente la parte per verificare l'eventuale presenza di zecche la cui rimozione andrebbe effettuata rapidamente e da mani esperte per evitare eventuali malattie molto gravi quali la Malattia di Lyme.
Per proteggere i bambini sono utili le zanzariere alle finestre, su lettini, carrozzine e passeggini.
Evitate di far sudare tanto i piccoli perchè l'odore del sudore attira le zanzare. Infine in aree ad alta densità di insetti, è bene che i bimbi siano vestiti piuttosto che svestiti! Il caldo si combatte scegliendo tessuti leggeri e di fibre naturali ma con maniche e calzoni lunghi.
Per non attirare gli insetti nei mesi caldi, gli entomologi raccomandano di indossare abiti bianchi, soprattutto dopo il tramonto (le zanzare sono attirate dai colori scuri) e di evitare l'uso di profumi, deodoranti, lacche per capelli.
I bambini sono particolarmente a rischio: la loro pelle sottile, l'assenza di peli, i vasi sanguigni in superficie, i sonni profondi e protratti, la sudorazione e (nei neonati) i rifiuti organici escreti e non subito rimossi (pannolini), esercitano un'attrazione che va contrastata con ogni mezzo.Questi accorgimenti permettono anche di non usare troppi repellenti chimici sulla pelle dei bambini, limitandone l'uso solo alle zone della pelle che restano esposte.
Gran parte dei rimedi naturali, come gli estratti di citronella e di geranio, possiedono capacità di allontamento degli insetti molto limitate nel tempo e necessitano di applicazioni ripetute continue.
L'olio di citronella è fotosensibilizzante, quindi non adatto se si prende sole.
Le ricerche hanno dimostrato che non servono a niente gli sfregamenti con aglio, peperoncino, scorza di limone e chiodi di garofano. I derivati del piretro (estratti dal crisantemo) sono validi insetticidi, ma deboli repellenti. Sul mercato, facilmente reperibili sia nei supermercati sia in farmacia, sono presenti prodotti repellenti che sono molto efficaci nella protezione da tutte le specie di zanzare, anche dalla tanto temuta zanzara tigre, che è quella attiva durante il giorno.
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Sanguisughe e zecche
Le sanguisughe sono invertebrati anellidi imparentati con i lombrichi e sono parassiti ematofagi (succhiatori di sangue). Possono trovarsi facilmente nelle foreste umide tropicali, dove durante il periodo delle piogge possono costituire un vero flagello. Hanno la capacit&agr.. continua...
Le sanguisughe sono invertebrati anellidi imparentati con i lombrichi e sono parassiti ematofagi (succhiatori di sangue). Possono trovarsi facilmente nelle foreste umide tropicali, dove durante il periodo delle piogge possono costituire un vero flagello. Hanno la capacità di infilarsi facilmente attraverso i vestiti e possono cadere anche dagli alberi.
Il morso non è doloroso perchè iniettano prima una sostanza anestetica ed un anticoagulante. In caso di morso non perdete la calma: è più l'impressione del problema reale, non tentate di strappare l'animale, la pressione farebbe penetrare parte del contenuto stomacale ed aumentare il rischio infezioni.
Secondo noi il metodo migliore per togliersi le sanguisughe è cospargere l'animale con un pizzico di sale (è realmente opportuno averlo con sè se si frequentano zone a rischio sanguisughe nel periodo delle piogge): il distacco è assolutamente immediato.
Eventualmente si può anche utilizzare l'accendino: riscaldando l'animale questo si distacca in fretta.
Se l'area è molto infestata è opportuno spogliarsi ogni 15-30 minuti e controllarsi anche all'interno delle scarpe.
Le zecche sono invertebrati della classe acari, imparentati con i ragni. Anch'esse sono parassiti ematofagi e nella maggior parte dei casi provocano solamente piccole punture. E' comunque possibile il rischio di infezioni ed è quindi opportuno evitare di essere punti.
In Italia si trovano soprattutto nei boschi nel periodo autunnale: indossare calzoni lunghi ed usare composti repellenti. Per aree estere è opportuno verificare prima se c'è il pericolo di zecche.
In caso di morso, evitare assolutamente di strappare l'animale : lo strappo lascia certamente il rostro all'interno della carne e le pressioni sull'individuo provocano l'ingresso nella ferita di parte del contenuto stomacale.
L'animale va tolto utilizzando pinze che devono far presa solo sulla parte anteriore (evitando pressioni sul corpo), il distacco deve avvenire gentilmente e non bisogna avere fretta. Eventualmente è possibile prima uccidere l'animale sul posto con composti chimici (alcool, tintura di iodio, ecc.) e distaccarlo solo dopo qualche minuto, quando la muscolatura è rilassata e il rostro viene via con maggiore facilità.
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Scottature solari
Per chi viaggia in paesi tropicali, in deserti o in alta quota, si ricordi che la possibilità di andare incontro a scottature o eritemi solari è molto elevata anche se il cielo è leggermente nuvoloso.
Tenete presente inoltre che l'esposizione ai raggi UV solari &eg.. continua...
Per chi viaggia in paesi tropicali, in deserti o in alta quota, si ricordi che la possibilità di andare incontro a scottature o eritemi solari è molto elevata anche se il cielo è leggermente nuvoloso.
Tenete presente inoltre che l'esposizione ai raggi UV solari è una delle maggiori cause di tumore alla pelle.
Possono interessare il primo soccorritore le ustioni termiche, elettriche, da radiazioni e chimiche da acidi o alcali caustici. Quando un liquido bollente, un oggetto caldo o incandescente, un gas o un vapore ad elevata temperatura vengono a contatto con il nostro corpo, provocano delle lesioni più o meno gravi, dette ustioni .
Classifichiamo le ustioni in tre gradi, a seconda del loro aspetto e profondità : * ustioni di I grado : la pelle si mostra arrossata, a volte un po' tumefatta, discretamente dolente; * ustioni di II grado : la zona interessata è dolente e mostra vesciche o bolle superficiali piene di un liquido chiaro o lacerate; * ustioni di III grado : la pelle si mostra dura, di colore pallido o nerastro, insensibile.
Le ustioni di primo grado regrediscono rapidamente senza particolari conseguenze; quelle di secondo grado sono anch'esse reversibili, ma più lentamente, rimanendo esposte alcuni giorni al pericolo delle infezioni; le ustioni di terzo grado non sono invece reversibili: la pelle è morta, con il tempo si staccherà e la guarigione, in mancanza di cure specifiche, avverrà con la formazione di una cicatrice deturpante; anche per questo tipo di ustioni sussiste il pericolo delle infezioni, tra cui quella tetanica.
La gravità delle ustioni dipende soprattutto dalla loro estensione : è meno grave l'ustione di III grado di un dito che l'ustione di I grado di tutto il corpo.
Dobbiamo allora distinguere le ustioni anche in localizzate ed estese. Quando l'estensione supera il 20% della superficie corporea nell'adulto o il 12-15% nel bambino abbiamo una vera e propria Malattia da Ustione.
Tale malattia da ustione comporta una più o meno grave alterazione della funzione cardiocircolatoria, anche mortale, per la perdita eccessiva di liquidi attraverso le zone ustionate.
Per valutare l'estensione delle ustioni si ricorrre alla cosiddetta regola del 9: * il tronco costituisce il 36 % della superficie totale del corpo (petto e ventre: 18 % + dorso e glutei: 18 %) * testa e collo: 9 %; * arti inferiori: 18 % ciascuno; * arti superiori: 9 % ciascuno. L' ustione che occupa una superficie superiore al 10 % negli adulti e al 5 % nei bambini comporta squilibri di carattere generale. Le ustioni di secondo e di terzo grado sono delle ferite: esiste per queste il pericolo di infezione. Nelle ustioni esiste pericolo di shock e di disidratazione.
COSA FARE ustioni di primo grado: * bagnare con acqua fredda, asciugare per compressione senza strofinare o impolverare con talco; tutte le altre: * medicare asetticamente, usare garza, MAI cotone; * dar da bere all'ustionato se lo desidera; * mettere il soggetto in posizione orizzontale antishock (declivio di 30 gradi); * togliere gli abiti, magari tagliandoli onde non farli strofinare eccessivamente contro la pelle.
Ustioni da corrente elettrica : * cercare sia l'ustione di entrata sia quella di uscita della c.e. e trattarle entrambe come ustioni di terzo grado;
ustioni chimiche da alcali o da acidi forti: * il primo soccorritore deve agire subito intervenendo contro la concentrazione della sostanza e contro il tempo di contatto del caustico coi tessuti organici; serve all'uopo un lavaggio con acqua corrente in abbondanza ricordando che alcune sostanze come l'acido solforico e la calce viva reagiscono con l'acqua producendo grande quantità di calore; pertanto in casi di questo tipo il lavaggio deve essere continuato per almeno 10 minuti.
COSA NON FARE * NON aprire le vesciche; * NON asportare lo strato di cute che forma il tetto delle vesciche; * NON ricoprire le ustioni con pomate o sostanze grasse senza l'indicazione di un medico; * NON somministrare bevande alcoliche.
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Serpenti
Incorrere in morsi mortali di serpenti è meno facile di quello che si pensa dato che tutte le specie tendono a fuggire quando sentono la presenza dell'uomo.
A parte i grandi serpenti costrittori come l'anaconda e il boa che, se di grandi dimensioni, possono tendere aggu.. continua...
Incorrere in morsi mortali di serpenti è meno facile di quello che si pensa dato che tutte le specie tendono a fuggire quando sentono la presenza dell'uomo.
A parte i grandi serpenti costrittori come l'anaconda e il boa che, se di grandi dimensioni, possono tendere agguati anche all'uomo, la maggior parte dei serpenti morde per difesa. Infatti è possibile avvicinarsi inavvertitamente ad un serpente mimetizzato perchè intorpidito dal freddo o perchè fino ad una attimo prima si sentiva sufficientemente al sicuro.
Nei nostri viaggi ci è capitato spesso di vedere turisti occidentali che, non abituati alla possibilità di trovare nella vegetazione serpenti velenosi, vagavano con leggerezza calzando sandali e calzoni corti.
Nei Paesi in cui è possibile incontrare serpenti velenosi (informarsi prima di un'escursione) riteniamo importante, visto che la posta in gioco è piuttosto alta, avere sempre i seguenti accorgimenti: quando la vegetazione limita la visibilità indossare scarponi alti, pantaloni lunghi, non alzare sassi o frugare nelle fratture delle rocce.
In caso di morso è opportuno evitare di succhiare la ferita per l'estrazione del veleno dato che si avrebbe l'assimilazione dello stesso attraverso la mucosa orale, evitare di manipolare la ferita perchè aumenta la diffusione del veleno nel sangue, rimanere calmi e chiamare soccorsi evitando il più possibile di muovere la parte morsa.
Generalmente nei centri ospedalieri locali sono presenti antidoti specifici.
Evitate la cattura dell'animale per il riconoscimento se ci fosse anche una minima possibilità di essere morsi di nuovo.
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Links utili sanità
www.voyager-viaggiesalute.it - Una guida in continuo aggiornamento ricca di consigli e informazioni su tutti i Paesi del mondo, informazioni sui rischi connessi al viaggio, su come prevenirli e su come gestire correttamente i problemi di salute eventualmente comparsi al rientro. Voyager – Viaggi e salute nasce con lo scopo di diventare un valido supporto al viaggiatore e al medico per poter rispondere correttamente, e in modo agile e veloce, alle domande sui rischi legati al viaggio ma anche per orientarsi rapidamente di fronte a disturbi e malattie osservati più frequentemente al rientro.
www.dovesiamonelmondo.it - "Dove siamo nel mondo" è un servizio del Ministero degli Affari Esteri che consente agli italiani che si recano temporaneamente all'estero di segnalare - su base volontaria - i dati personali, al fine di permettere all'Unità di Crisi, nell'eventualità che si verifichino situazioni di grave emergenza, di pianificare con maggiore rapidità e precisione interventi di soccorso. In tali circostanze di particolare gravità è evidente l'importanza di essere rintracciati con la massima consentita tempestività e - se necessario - soccorsi.
www.emergency.it - Nei paesi devastati dalla guerra, le vittime innocenti sono bambini, donne, uomini mutilati e feriti. Sopravvivono a stento. Fra mine antiuomo, epidemie e denutrizione. Emergency è là per dar loro assistenza chirurgica, riabilitazione, ospedali. Anche un po' di speranza. Con l'impegno di medici e personale specializzato. E la sola forza della solidarietà: non fatela mancare.
www.who.int - Sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità con gli aggiornamenti e allerta sanitari nei Paesi di tutto il mondo : indispensabile da consultare prima della partenza
www.viaggiaresicuri.mae.aci.it - Il sito dell'Automobil Club Italia: un punto di riferimento essenziale per la sicurezza di chi sta per mettersi in viaggio: da consultare assolutamente
www.vaccinazionieviaggi.it - informa sulle vaccinazioni richieste o raccomandate da ogni Paese; contiene una sezione dedicata ai vaccini e alle malattie infettive e permette anche di trovare il Centro di Medicina dei Viaggi più vicino al proprio domicilio
www.vistonline.it - informazioni sulla sanità e burocrazia dei vari paesi, in certi casi molto dettagliate
www.viaggiesalute.org -
www.travelclinic.it - Diagnosi e cura delle malattie del viaggiatore; info: 06-6864925
www.tripprep.com -
www.tpa.it/sanimav/ - (in italiano)
www.simvim.it - Società italiana medicina dei viaggi e delle migrazioni; info: 02-87380301
www.cesmet.com - Centro di medicina preventiva e tropicale; indicazioni su prevenzione, vaccinazioni, diagnosi e cura
www.fofi.it/pub/salute/viaggi.htm -
www.ministerosalute.it - Ufficio profilassi delle malattie infettive del Ministero della Salute; info: 06-59941
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