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Sanità e Sicurezza
Malattie diffuse
AIDS
AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome ) o Sindrome da immunodeficenza acquisita, è la forma terminale della malattia provocata dallo HIV (Human Immunodeficiency Virus) o virus dell'immunodeficenza umana.
L'AIDS è un grosso problema per molti Paesi nel mond.. continua...
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Colera
Il colera è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Vibrio cholerae .
I vibrioni del colera sono diversi e si distinguono in base al sierogruppo, biotipo e sierotipo cui appartengono.
Quello maggiormente responsabile della malattia nell'uomo è il .. continua...
Il colera è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Vibrio cholerae .
I vibrioni del colera sono diversi e si distinguono in base al sierogruppo, biotipo e sierotipo cui appartengono.
Quello maggiormente responsabile della malattia nell'uomo è il Vibrio cholerae sierogruppo 01, biotipo El Tor, sierotipo Ogawa.
I sintomi della malattia , che ha un periodo di incubazione di 1-5 giorni, sono diarrea improvvisa e intensa con scariche sempre più liquide e incolori, e conseguente ingente perdita di liquidi, calcio e potassio. Segue il vomito che aggrava lo stato di disidratazione.
Il paziente è ipoteso, tachicardico e con diuresi ridotta o addirittura assente (anuria).
Se non interviene la cura reidratante, si ha shock irreversibile e morte.
A volte però la malattia si presenta in forma molto attenuata e quindi benigna.
Essa è comunque sempre grave quando interessa i bambini, in quanto in questi l'equilibrio idrico ed elettrolitico è molto delicato.
L'infezione si contrae con gli alimenti o le bevande inquinati . Gli alimenti a maggior rischio sono i frutti di mare e il pesce, ingeriti senza adeguata cottura, la verdura, la frutta, l'acqua da bere e le bevande prodotte con acqua inquinata. La trasmissione avviene in condizioni di scarsa igiene (carenze del sistema di depurazione dei liquami o di potabilizzazione dell'acqua) in cui il vibrione, eliminato con le feci, può arrivare all'uomo sano, attraverso gli alimenti e le bevande.
Più rara, ma possibile, la trasmissione da malato a sano nelle condizioni di scadente igiene personale.L
La prevenzione , per chi viaggia in Paesi a rischio, si basa soprattutto sulla cottura degli alimenti e sull'uso di bevande sicure (imbottigliate o in lattina).
L'acqua da bere può essere bollita o trattata con disinfettante a base di cloro (es. Steridrolo, Amuchina, Euclorina). Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di acquistare alimenti, anche cotti, da ambulanti, e di mangiare in locali con evidenti carenze igieniche.
Per la prevenzione esiste anche un vaccino: in genere però la vaccinazione non è consigliata, quando ci si reca in Paesi a rischio, tenuto conto della bassa percentuale di protezione che essa offre e delle notevoli controindicazioni.
Può essere consigliata in casi particolari: è opportuno quindi chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.
Attualmente nessun Paese richiede il certificato di vaccinazione anticolerica ai viaggiatori internazionali.
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Dengue
E' una malattia di origine virale .
Esistono almeno 4 tipi di virus del Dengue che vengono trasmessi mediante la puntura della femmina della zanzara della specie Aedes aegypti .
Anche la specie Aedes albopictus (zanzara tigre) &eg.. continua...
E' una malattia di origine virale .
Esistono almeno 4 tipi di virus del Dengue che vengono trasmessi mediante la puntura della femmina della zanzara della specie Aedes aegypti .
Anche la specie Aedes albopictus (zanzara tigre) è in grado di fungere da vettore.
I sintomi sono febbre alta, mal di testa frontale, dolori alle articolazioni e ai muscoli. A volte c'è vomito, nausea ed eruzioni sulla pelle del torace, delle braccia, delle gambe ed anche del volto.
Molti casi sono così lievi da non essere facilmente riconoscibili, ma può presentarsi anche nella forma emorragica che è molto più grave.
Il Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di casi ogni anno.
E' diffusa in centro e sud America, Africa subsahariana, India, Indocina e sud-est asiatico.
Non c'è una cura specifica per il Dengue e non esiste un vaccino .
Il viaggiatore che si reca nelle zone a rischio dovrebbe evitare le punture di zanzare applicando repellenti sulla pelle, indossando vestiario che copra le braccia e le gambe, dormendo in locali forniti di zanzariere o di aria condizionata. Deve ricordare di avvertire il proprio medico circa il viaggio fatto in caso si manifesti febbre nelle prime 2 settimane dopo il ritorno.
In caso di Dengue o di Dengue emorragica non usare Aspirina ma Tachipirina.
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Diarrea e dissenteria
E' uno dei disturbi più frequenti nei viaggiatori , un problema che prima o poi deve affrontare la stragrande maggioranza di coloro che viaggiano in Paesi dove l'igiene non è sempre ai massimi livelli.
Il rischio di contrarre la cosiddetta diarrea del .. continua...
E' uno dei disturbi più frequenti nei viaggiatori , un problema che prima o poi deve affrontare la stragrande maggioranza di coloro che viaggiano in Paesi dove l'igiene non è sempre ai massimi livelli.
Il rischio di contrarre la cosiddetta diarrea del viaggiatore è infatti moderato nei Paesi dell'Europa mediterranea, del Medio Oriente, in Cina, Russia e Sudafrica; alto nel resto dell'Africa, in America Latina e nella maggior parte dell'Asia (dove si arriva talvolta a raggiungere il 90% di rischio).
La diarrea si manifesta con scariche intestinali di feci molto liquide , spesso ripetute nell'arco della giornata ed accompagnate da dolori addominali, talvolta da febbre e vomito.
Generalmente è causata da fenomeni banali (es. eccessi alimentari, semplice cambiamento di clima, affaticamento o tensione nervosa), ma può essere anche il segnale di un'infezione intestinale.
La trasmissione dei virus, ma soprattutto batteri, avviene per via alimentare attraverso l'ingestione di acqua o cibi infetti. Per prevenire l'infezione è quindi necessario seguire alcune semplici norme: evitare di bere l'acqua che esce dal rubinetto (anche per lavarsi i denti) e bere acqua bollita o imbottigliata, evitare il ghiaccio e i gelati artigianali, non mangiare verdura o frutta che non si possa sbucciare personalmente, evitare i pesci e i crostacei o la carne non perfettamente cotta, evitare anche buona parte dei cibi che si possono comperare nei mercatini lungo le strade, ma anche quelli dei buffet (dove spesso restano esposti per ore senza alcuna protezione).
Per la diarrea senza complicazioni, il pericolo maggiore è dato dalla disidratazione: è importante quindi assumere continuamente liquidi - particolarmente i bambini piccoli - che rimpiazzino quelli perduti. Per questo non bisogna arrivare a sentire lo stimolo della sete e nemmeno avere le urine troppo gialle.
Per la diarrea pesante è importante assumere anche frutta o reintegratori salini. In tutti i casi bene controllare la qualità dell'acqua e degli alimenti in modo da non peggiorare la situazione.
Se la situazione diventa irresistibile è opportuno assumere antidiarroici.
Oggi è in commercio un nuovo vaccino (Dukoral) che copre in percentuale molto alta sia dal rischio colera che dalla cosiddetta diarrea del viaggiatore. Il nuovo vaccino si assume oralmente con un bicchiere d'acqua: due dosi da assumere ad una settimana di distanza una dall'altra completando il ciclo possibilmente una settimana prima della potenziale esposizione all'infezione.
Può essere somministrato anche alle donne in gravidanza e ai bambini sopra ai 2 anni (tra i 2 e i 6 anni di età sono indicate 3 dosi).
La diarrea, nella maggior parte dei casi un disturbo passeggero, può essere un sintomo della dissenteria amebica, una malattia causata da un parassita, l'ameba, graduale nei sintomi con crampi addominali ed eventualmente vomito; la febbre può non essere presente.
Molto importante in questo caso la consultazione di medici specialisti perchè la malattia persiste finchè non viene curata con farmaci specifici. Il trattamento è lo stesso della giardia.
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Difterite
La difterite è una malattia infettiva , causata da un batterio e localizzata a livello delle mucose delle prime vie respiratorie, dove il bacillo giunge con l'inspirazione di secrezioni del naso e della faringe dei malati o di portatori: è facilmente diffuso con .. continua...
La difterite è una malattia infettiva , causata da un batterio e localizzata a livello delle mucose delle prime vie respiratorie, dove il bacillo giunge con l'inspirazione di secrezioni del naso e della faringe dei malati o di portatori: è facilmente diffuso con la saliva, starnuto e tosse.
I bacilli della difterite, pur rimanendo fermi nelle prime vie respiratorie, emettono tossine che colpiscono reni, nervi e cuore.
Questa malattia colpisce soprattutto i bambini, ma anche gli adulti.
Il periodo di incubazione è di 2-7 giorni, dopo i quali si rende nota con un'infiammazione della mucosa colpita .
La zona dove il bacillo si è stabilito si arrossa, si gonfia, è dolente e si copre di una patina biancastra che diventa sempre più spessa e dura da asportare. Compaiono febbre, indebolimento, gonfiore delle ghiandole linfatiche che circondano la lesione.
Vi sono varie forme dì difterite, indicate secondo l'organo originariamente colpito: il naso, le tonsille o la laringe.
La laringite difterica , nota col nome di Croup, è particolarmente grave, perchè porta all'asfissia per occlusione del passaggio dell'aria nella laringe.
Malattia un tempo molto diffusa e pericolosa, oggi l'introduzione del vaccino antidifterico ha risolto il problema.
La vaccinazione in Italia è obbligatoria per i bambini in età prescolastica.
La presenza della malattia va, per legge, denunciata all'autorità Sanitaria e necessita di un rigoroso isolamento dei malati che dura fino a 3 settimane dopo la guarigione e dopo almeno 2 tamponi negativi.
Il vaccino è di solito associato al vaccino antitetanico.
In generale la vaccinazione non va fatta a soggetti con malattie febbrili in corso.
Controindicazione assoluta è invece l'allergia accertata al vaccino.
La sieropositività per HIV, in assenza di patologie in atto, non controindica la vaccinazione.
Ai viaggiatori adulti che si recano in Paesi a rischio è consigliato un richiamo.
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Ebola
E' una malattia causata da un virus che si trasmette da un individuo malato ad uno sano attraverso il sangue, le secrezioni, il trapianto di organi o i rapporti sessuali.
Casi di contagio si sono verificati tra persone venute in contatto con scimpanzè infetti. <.. continua...
E' una malattia causata da un virus che si trasmette da un individuo malato ad uno sano attraverso il sangue, le secrezioni, il trapianto di organi o i rapporti sessuali.
Casi di contagio si sono verificati tra persone venute in contatto con scimpanzè infetti.
La malattia ha un'altissima mortalità (50-90% dei malati).
Dopo un periodo di incubazione di 2-21 giorni, la malattia si manifesta con rapida insorgenza di febbre, dolori muscolari, stato di prostrazione, mal di testa, mal di gola. In seguito insorgono: vomito, diarrea, eruzioni sulla pelle, emorragie interne ed esterne e complicazioni a carico dei reni e del fegato.
Tutti i casi di febbre di Ebola sono stati riscontrati in Africa (Sudan, Zaire, Costa d'Avorio).
Una delle ultime epidemie si è verificata in Gabon nel 1996. Nel 2000 un'epidemia si è verificata in Uganda.
Non esiste una cura specifica nè un vaccino.
Il rischio per i viaggiatori internazionali che si dirigono nei Paesi in cui esistono focolai epidemici è trascurabile .
Coloro invece che si recano ad assistere i malati (personale medico o infermieristico, missionari) devono fare massima attenzione.
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Encefalite balise
Infezione al cervello di tipo virale causata da un virus del genere Flavivirus e trasmessa da zanzare dele genere Culex .
Diffusa in molti Paesi dell'Asia e dell'Estremo Oriente (India, Nepal, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia, Cina, Giappone, Co.. continua...
Infezione al cervello di tipo virale causata da un virus del genere Flavivirus e trasmessa da zanzare dele genere Culex .
Diffusa in molti Paesi dell'Asia e dell'Estremo Oriente (India, Nepal, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia, Cina, Giappone, Corea), dove si manifesta soprattutto nel periodo estivo-autunnale. In altri Paesi del sud-est asiatico (Indocina, Malesia, Filippine, Singapore, Sri Lanka e Taiwan) si può sviluppare nella stagione delle piogge.
La maggior parte delle infezioni avviene in aree rurali dato che il virus è ospitato da maiali e uccelli limicoli.
I sintomi sono febbre, mal di testa e alterazione della conoscenza .
Necessario il ricovero ospedaliero per una corretta diagnosi e trattamento, la malattia può essere molto pericolosa. Nella maggioranza dei casi, l'infezione nell'uomo decorre in modo silente e si risolve senza alcun sintomo; in altri casi la malattia si presenta con sintomi di una grave encefalite che può portare a morte fino al 30% delle persone colpite o, nei sopravvissuti, determinare delle conseguenze permanenti a carico del sistema nervoso centrale.
Il rischio per il viaggiatore è generalmente molto basso; esso può sussistere per coloro che si dirigono nelle zone rurali dei Paesi a rischio e vi soggiornano nel periodo estivo-autunnale (zone temperate), o nel periodo delle piogge (zone tropicali), per diverse settimane. Il rischio è ancora maggiore per coloro che vanno in zone coltivate a risaia o in prossimità di allevamenti di maiali.
La prevenzione generica si basa sulla lotta alle punture di zanzara: repellenti sulla pelle, abiti idonei e con maniche lunghe, insetticidi negli ambienti in cui si soggiorna, zanzariere.
La prevenzione specifica, nei casi in cui è realmente indicata, può essere fatta, su consiglio del medico, con la vaccinazione.
L'indicazione alla vaccinazione esiste per i soggetti che soggiornano per periodi lunghi (oltre 1 mese), in zone rurali del sud-est asiatico (India, Indonesia, Indocina) o, meno frequentemente, in Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea).
Devono essere somministrate 2-3 dosi a distanza di 1-2 settimane, più un richiamo ogni 1-4 anni, per via sottocutanea. Il vaccino è controindicato in soggetti con malattie acute in atto di tipo febbrile, con malattie renali, cardiache o epatiche con neoplasie o leucemie; non va somministrato a soggetti con ipereattività allergica ed alle donne in gravidanza.
Ai bambini al di sotto dei 3 anni va somministrata una dose pari alla metà di quella degli adulti.
L'immunità si raggiunge dopo 2 settimane.
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Encefalite da zecche
L'encefalite europea da zecche o meningoencefalite difasica è una malattia di origine virale trasmessa con la puntura della classica zecca (Ixodes ricinus ) diffusa in molti paesi dell'Europa centrale, in parte della Scandinavia e nei paesi dell'ex.. continua...
L'encefalite europea da zecche o meningoencefalite difasica è una malattia di origine virale trasmessa con la puntura della classica zecca (Ixodes ricinus ) diffusa in molti paesi dell'Europa centrale, in parte della Scandinavia e nei paesi dell'ex Unione Sovietica. In Italia è segnalata in alcune aree del nord-est.
Il virus responsabile della malattia appartiene al gruppo B dei Flavivirus .
La trasmissione del virus può avvenire anche attraverso le uova di zecca mediante il latte non pastorizzato di animali infetti (mucche, pecore e capre).
Dopo un periodo di incubazione di 1-2 settimane la malattia esordisce con febbre e una sintomatologia di tipo influenzale. Segue un intervallo di 1-3 giorni senza sintomi e infine una fase con sintomi neurologici di encefalite: vertigini, tremori, cefalea. In alcuni casi si possono avere sequele neuropsichiche.
La mortalità è di circa l'1%. Non esiste una cura efficace con farmaci .
La prevenzione si basa su: educazione sanitaria dei viaggiatori che si recano in zone boschive a rischio, lotta alle punture di zecche mediante repellenti da applicare sulle parti scoperte degli arti, e l'uso di vestiario adatto, pastorizzazione del latte, vaccinazione.
Il vaccino va somministrato in 3 dosi: la seconda dose a distanza di 1-3 mesi dalla prima e la terza dose a distanza di 9-12 mesi dalla seconda. Per alcune categorie più esposte è raccomandato anche un richiamo ogni 3-5 anni. Gammaglobuline: sono disponibili in alcuni Paesi e possono essere somministrate, in alcuni casi, a soggetti non vaccinati.
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Epatiti
L'epatite virale è una malattia diffusa nel mondo e i virus responsabili oggi conosciuti sono numerosi.
Anche in Italia il fenomeno ha una sua consistenza.
La disponibilità di vaccini sia contro l'epatite A che contro l'epatite B hanno portato un notevole de.. continua...
L'epatite virale è una malattia diffusa nel mondo e i virus responsabili oggi conosciuti sono numerosi.
Anche in Italia il fenomeno ha una sua consistenza.
La disponibilità di vaccini sia contro l'epatite A che contro l'epatite B hanno portato un notevole decremento per ciò che concerne l'infezione da virus B nel nostro Paese; per ciò che riguarda l'epatite A disponiamo oggi di un'arma efficace in particolare per i viaggiatori in aree endemiche e per i soggetti esposti.
Non esistono ancora vaccini contro gli altri virus, ma la ricerca biotecnologica è in questo campo molto avanzata.
Le principali diagnosi differenziali: dati clinici
Numerosi sono i virus capaci di provocare un'infiammazione acuta del fegato e alcuni di essi sono in grado di dare gravi forme croniche.
I virus epatitici propriamente detti vengono indicati con le lettere dell'alfabeto dalla A alla G e clinicamente presentano differenze già dalla modalità di trasmissione. Mentre i virus A (HAV) ed E (HEV) riconoscono una via oro-fecale (cioè vengono introdotti con gli alimenti contaminati ed eliminati con le feci), gli altri sono trasmessi per via parenterale (trasfusioni di sangue ed emoderivati, punture accidentali, uso di siringhe in comune ecc.) o per via sessuale e materno-fetale, soprattutto il virus B (HBV).
Altre differenze si hanno nel periodo di incubazione che risulta molto più breve (20-60 giorni) per il virus A, mentre per il virus B e C possono passare anche diversi mesi. I meccanismi attraverso i quali ciascun il virus epatitico, penetrato nell'organismo, determina il danno sono differenti e in rapporto a vari fattori: tipo di virus, carica virale, meccanismi di acquisizione dell'infezione, età e risposta immune dell'ospite ecc. E' quindi facilmente intuibile come epatiti diverse possano avere manifestazioni cliniche simili ma anche come lo stesso tipo di epatite possa esprimersi in forme cliniche differenti.
Da queste considerazioni generali emerge che è difficile classificare una epatite acuta in rapporto alle sole manifestazioni cliniche; oggi la classificazione precisa dell'eziologia di un'epatite virale acuta è consentita in tutti i casi e solo dai mezzi sierologici a disposizione.
La maggioranza delle epatiti virali acute è asintomatica od oligosintomatica: noi vediamo solo quelle che si manifestano con sintomi o che vengono diagnosticate perché ricercate.
Quando presenti, i sintomi classici sono quelli comuni a tutte le infezioni virali (sensazione di malessere, astenia (stanchezza), febbricola o febbre, inappetenza e nausea) e quelli più specifici di danno epatico (ittero, colorito scuro delle urine, colore chiaro delle feci, prurito). Nei casi di danno epatico grave con conseguente insufficienza epatica, accanto ai segni classici, si evidenziano i segni patognomonici dell'epatite fulminante (manifestazioni emorragiche, coma epatico).
L'acquisizione di metodologie sierologiche sensibili e specifiche ha fatto sì che la clinica non sia più utilizzata per la diagnosi eziologica di epatite; essa riveste comunque sempre grande importanza per l'inizio dell'iter diagnostico.
Epatite A Nella prima infanzia l'epatite A è spesso asintomatica; nell'adulto la sintomatologia è quasi sempre presente.
Quando sintomatica, l'epatite A esordisce in maniera brusca e i primi sintomi sono costituiti da malessere generale, astenia, anoressia, nausea, qualche volta vomito e dolenzia al fianco destro.
Nei primi giorni di malattia è spesso presente febbre (50% dei casi). Successivamente, spesso dopo la scomparsa del malessere generale e della febbre, compaiono i segni più tipici dell'epatite (subittero o ittero, prurito, urine scure) che fanno ipotizzare diagnosi di epatite acuta.
L'epatite A guarisce sempre e, specie nell'infanzia, in breve tempo. Nell'adulto spesso i tempi di guarigione sono più lunghi e nel 5-10% dei casi i sintomi e segni della colestasi intraepatica (ittero, prurito, iperbilirubinemia, aumento della fosfatasi alcalina) persistono anche per più di 4 mesi.
Epatiti fulminanti non sono frequenti e si verificano quasi esclusivamente nell'adulto.
L'epatite A non evolve mai in cronicità.
Epatite B e Delta L'epatite B e Delta hanno segni e sintomi clinici, quando presenti, sovrapponibili a quelli riportati per l'epatite A.
In alcuni casi sono presenti dolori articolari ed orticaria che spesso precedono i sintomi più classici.
All'epatite B e Delta sono imputabili la maggioranza delle epatiti fulminanti.
L'epatite B può trasformarsi in forma cronica.
I sintomi dell'epatite cronica B e Delta non sono molto frequenti e spesso sono aspecifici (turbe dispeptiche, malessere generale). Nella maggioranza dei casi l'inizio dell'iter diagnostico che porta alla diagnosi di epatite cronica parte da reperti laboratoristici (aumento delle transaminasi, HBsAg positività ecc.) o clinici (epatomegalia, subittero, eritema palmare, spider naevi ecc.) occasionali.
Epatite C L'epatite C è frequentemente asintomatica nella fase acuta e a scarsa espressività clinica nella fase cronica nella stragrande maggioranza dei casi. Quando presenti, i sintomi e segni clinici sono rappresentati da astenia e sensazione generica di malessere (che comunque sono sintomi spesso non indicativi di patologia organica e certamente non presenti solo nelle epatiti croniche).
Frequente è l'associazione di infezione da virus C con porfiria cutanea tarda e crioglobulinemia.
Epatite E
E' causata da un virus endemico in alcune aree dell'Asia e dell'Africa. In Italia sono stati riportati casi sporadici, principalmente tra viaggiatori provenienti dalle aree endemiche.
Ha espressività clinica simile all'epatite A. L'ittero è comunque risultato essere presente nella totalità dei casi studiati. Al pari dell'epatite A, non evolve in cronicità.
Sono stati riportati casi di epatite fulminante principalmente tra le donne in gravidanza.
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Febbre della Rift Valley
La febbre di Rift Valley è una malattia di natura virale che interessa soprattutto gli animali, ma che talvolta colpisce l'uomo.
La malattia fu individuata per la prima volta nella valle del Rift, in Kenia, nel 1930, durante un'epidemia fra gli ovini.
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La febbre di Rift Valley è una malattia di natura virale che interessa soprattutto gli animali, ma che talvolta colpisce l'uomo.
La malattia fu individuata per la prima volta nella valle del Rift, in Kenia, nel 1930, durante un'epidemia fra gli ovini.
Il virus appartiene al genere Phlebovirus e alla famiglia dei Bunyaviridae e viene trasmesso dalla puntura di zanzare del genere Aedes , generalmente a bovini, ovini, caprini.
L'infezione per l'uomo avviene sia con la puntura di zanzare infette che mediante il contatto con il sangue o i fluidi corporei di animali o di pazienti infetti.
Negli animali la malattia può avere un'alta mortalità e ha un'alta incidenza di aborto.
Dopo un periodo di incubazione di 2-6 giorni si ha comparsa rapida di sintomi simili all'influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari e mal di schiena. In una percentuale più bassa si manifestano quadri clinici diversi e più gravi quali: retiniti emorragiche che esitano in parziale perdita della vista, sindromi neurologiche quali meningoencefalite e sindromi emorragiche con vomito, diarrea ematica, petecchie sulla pelle, itterizia. La mortalità è più elevata nei pazienti con sindrome emorragica (circa il 50%). In totale la mortalità è però inferiore all'1% dei casi.
Non esiste una terapia specifica, ma solo una terapia sintomatica e di supporto.
La prevenzione si basa su programmi di vaccinazione degli animali e sulla prevenzione dalle punture di insetto.
Esistono due tipi di vaccino per uso veterinario, per l'uomo è stato approntato un vaccino inattivato, ma esso non è ancora disponibile.
Misure di prevenzione sono: evitare il contatto con il sangue o i fluidi corporei di animali o persone infetti, lotta alla puntura delle zanzare.
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Febbre gialla
Malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia dei Flavivirus , il quale viene trasmesso all'uomo dalla puntura di zanzare della specie Aedes aegypti .
Il periodo di incubazione, dopo la puntura della zanzara, è di 3.. continua...
Malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia dei Flavivirus , il quale viene trasmesso all'uomo dalla puntura di zanzare della specie Aedes aegypti .
Il periodo di incubazione, dopo la puntura della zanzara, è di 3-6 giorni.
I sintomi della febbre gialla sono: brividi, febbre, mal di testa, dolori ossei e muscolari, stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito appare una leucopenia ed emorragie. L'ittero, inizialmente modesto, si intensifica gradualmente.
La malattia può evolvere con sintomi di albuminuria e, in casi gravi, anuria.
La trasmissione del virus, può avvenire mediante il cosiddetto ciclo della giungla e il ciclo urbano.
Il ciclo della giungla (cosiddetto perché l'habitat specifico è la giungla) si verifica tra zanzare e alcuni primati. Quando l'uomo viene punto, nella giungla, da tali zanzare infette, può innescare il ciclo urbano se, spostandosi in zone urbane, viene punto dalle zanzare di tipo domestico (Aedes aegypti ).
La prevenzione è basata su: 1) lotta alle punture delle zanzare mediante insetticidi, repellenti sulla pelle, zanzariere, abbigliamento adeguato; 2) vaccinazione.
Diffusione e vaccinazione
La vaccinazione antiamarillica contro la febbre gialla è consigliata a tutti i viaggiatori che si recano nei Paesi dell'Africa sub-sahariana e nei Paesi che si affacciano sul bacino amazzonico .
Nei pazienti non vaccinati la mortalità può essere superiore al 50%.
La vaccinazione è obbligatoria per coloro che partono dall'Italia e si dirigono verso i seguenti Paesi: Benin, Burkina Faso, Camerun, Congo, Costa d'Avorio, Gabon, Ghana, Guyana Francese, Liberia, Mali, Niger, Repubblica Centroafricana, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Togo, Repubblica Democratica del Congo. Per la Mauritania, l'obbligo sussiste qualora vi si soggiorni per oltre 2 settimane.
Molti Paesi richiedono un certificato di vaccinazione per viaggiatori che provengono da zone infette; indicazioni specifiche sono riportate nei singoli Paesi nella sezione Vaccinazione delle guide.
Il vaccino è costituito da una sospensione di virus viventi attenuati del ceppo 17 D.
Si somministra per via sottocutanea in un'unica dose.
La vaccinazione antiamarillica è controindicata in soggetti con allergie verso le proteine dell'uovo, malattie neurologiche, malattie infettive in atto, insufficienza renale, malattie del sistema immunitario, immunosoppressione, cardiopatie scompensate, gravidanza, età inferiore ai 6 mesi.
L'immunità ha una durata di 10 anni.
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Febbre tifoide
E' una malattia batterica che coinvolge l'intero organismo (sistemica) caratterizzata da esordio insidioso, febbre elevata, cefalea, malessere generale, anoressia (mancanza di appetito), rallentamento delle pulsazioni (bradicardia relativa), esantema papuloso localizzato al tronco, tosse .. continua...
E' una malattia batterica che coinvolge l'intero organismo (sistemica) caratterizzata da esordio insidioso, febbre elevata, cefalea, malessere generale, anoressia (mancanza di appetito), rallentamento delle pulsazioni (bradicardia relativa), esantema papuloso localizzato al tronco, tosse secca e disturbi gastrointestinali (costipazione o diarrea).
L'infezione può decorrere in forma sub-clinica. E' frequente la possibilità dell'instaurarsi dello stato di portatore cronico, che può essere anche molto prolungato nel tempo.
La febbre tifoide, anche detta tifo addominale, è provocata da un batterio , la Salmonella typhi , appartenente al numerosissimo genere Salmonella di cui fanno parte anche le S. paratyphi A e B, responsabili dei paratifi e le cosiddette salmonelle minori, responsabili di infezioni e tossinfezioni a trasmissione alimentare.
Come si trasmette
La febbre tifoide rientra nell'ambito delle malattie a trasmissione fecale-orale; può quindi essere contratta in seguito all'ingestione di acqua o alimenti (mitili, frutta, verdura, latte non pastorizzato) contaminati da materiali fecali contenenti Salmonelle.
Le Salmonelle sono dotate di una notevole resistenza nell'ambiente esterno, soprattutto se contenute in materiali organici e possono persistere per mesi nei liquami e nel fango; resistono a lungo anche nell'acqua e nel ghiaccio.
Gli insetti, in particolar modo le mosche, possono fungere da vettori passivi dei germi patogeni.
L'uomo, malato o portatore, è l'unica sorgente di infezione.
Periodo di incubazione
Il periodo di incubazione può variare da 3 giorni a 3 mesi a seconda della dose infettante, ma abitualmente è di 1-3 settimane.
Periodo di contagiosità
I pazienti affetti da febbre tifoide sono infettanti fintanto che S. typhi è presente nelle feci, ovvero dalla prima settimana di malattia per tutta la durata della convalescenza.
Il 2-5% dei pazienti diviene portatore cronico, potendo eliminare le salmonelle del tifo per molti mesi e, in casi estremi, per anni.
Come si previene
Come per tutte le malattie a trasmissione fecale, lo scrupoloso rispetto di elementari norme igieniche è fondamentale, a livello individuale, per la prevenzione della febbre tifoide (vedere a fondo pagina le 10 regole d'oro).
A livello collettivo la prevenzione delle malattie a trasmissione fecale-orale si realizza attraverso il corretto smaltimento ed allontanamento dei rifiuti solidi e liquidi e la disponibilità di acqua per uso umano sicura e controllata.
Le salmonelle delle tifo presentano una notevole resistenza nell'ambiente esterno ma sono comunque sensibili all'azione dei comuni disinfettanti.
Una buona soluzione disinfettante ad uso domestico può essere ottenuta diluendo 1 cucchiaio da tavola di comune varechina in 1 litro d'acqua. La soluzione così ottenuta può essere utilizzata per la disinfezione di posate, stoviglie ed altri utensili, di servizi igienici e di biancheria. Può essere usata anche per disinfettare frutta e verdura da consumare crude, che dovranno successivamente essere abbondantemente risciacquate con acqua sicura (bollita o altrimenti disinfettata).
La comune varechina può essere usata anche per "disinfettare" l'acqua da bere: in questo caso, per evitare sapori sgradevoli, il quantitativo da usare è un cucchiaino da tè in un litro d'acqua. La soluzione così preparata deve essere lasciata riposare per circa un'ora prima del consumo.
In commercio sono disponibili preparati già pronti per la disinfezione in ambito domestico di acqua e altri potenziali veicoli di infezione.
Nei confronti della febbre tifoide sono disponibili diversi vaccini contenenti germi uccisi, da somministrare per via intramuscolare (due dosi a distanza di un mese), germi viventi attenuati, da somministrare per via orale (tre capsule da assumere a giorni alterni) e vaccini contenenti l'antigene polisaccaridico Vi della S. typhi , da somministrare ugualmente per via intramuscolare (una sola dose, con richiami ogni 2-3 anni).
Questi vaccini conferiscono una protezione pari all'80-90%, della durata presumibile di 2-3 anni; sono indicati in situazioni epidemiche e per viaggiatori diretti in zone endemico-epidemiche, oppure per soggetti maggiormente esposti a rischio per motivi professionali (tecnici di laboratorio, addetti allo smaltimento di rifiuti, etc...).
Precauzioni nei confronti del paziente, di conviventi e di contatti
Nell'assistenza a pazienti affetti da febbre tifoide debbono essere adottate precauzioni enteriche fino a risultato negativo di 3 coprocolture consecutive, eseguite su campioni fecali prelevati a non meno di 24 ore di distanza l'uno dall'altro e a non meno di 48 ore dalla sospensione di qualsiasi antibiotico.
In caso di positività anche di una sola coprocoltura, l'intera procedura deve essere ripetuta dopo un mese.
Fino a negativizzazione delle coprocolture i soggetti colpiti da febbre tifoide debbono essere allontanati dalle attività che comportino la manipolazione o distribuzione di alimenti, l'assistenza sanitaria e quella all'infanzia.
I conviventi ed i contatti di un caso di febbre tifoide vanno sottoposti a sorveglianza per la ricerca di altri casi di infezione e della fonte di esposizione, con particolare riguardo a storie di viaggi in aree endemiche e alle abitudini alimentari, con loro allontanamento dalle attività che comportino la manipolazione o distribuzione di alimenti, l'assistenza sanitaria e quella all'infanzia, fino a risultato negativo di 2 coprocolture e di 2 urinocolture eseguite su campioni prelevati a non meno di 24 ore di distanza l'uno dall'altro e dopo sospensione per 48 ore di qualsiasi trattamento antimicrobico.
La vaccinazione antitifica è di valore limitato in caso di esposizione a casi conclamati, mentre può essere utile in caso di convivenza con portatori cronici.
Prevenzione del colera e di malattie a trasmissione fecale-orale:
1) bere soltanto acqua sicura, ovvero acqua che sia stata bollita o disinfettata con cloro o iodio, o acqua minerale imbottigliata la cui bottiglia venga aperta in vostra presenza;
2) evitare il ghiaccio, a meno che non si sia assolutamente sicuri che esso è stato prodotto con acqua sicura;
3) consumare soltanto cibo che sia stato cotto accuratamente e che sia ancora caldo nel momento in cui viene servito; 4) proteggere gli alimenti dagli insetti molesti per mezzo di reticelle, o in appositi contenitori;
5) refrigerare immediatamente dopo la preparazione i cibi che non vengono consumati subito
6) evitare frutti di mare e pesce crudi;
7) evitare di consumare verdure e frutta cruda a meno che non siano state lavate, sbucciate, preparate da voi stessi: ricordando il detto: cuocilo, sbuccialo, o lascialo stare;
8) bollire il latte non pastorizzato prima di consumarlo, evitare gelati e dolci alla crema che potrebbero essere stati confezionati con latte non pastorizzato o avere subìto ricontaminazione;
9) assicurarsi che i cibi acquistati da venditori ambulanti siano stati completamente ed accuratamente cotti in vostra presenza e non contengano parti crude;
10) lavarsi sempre accuratamente le mani dopo essere stati al gabinetto e prima di mangiare.
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Filaria
Sono una serie di disturbi più o meno gravi causati da vermi Nematodi della famiglia delle filarie diffuse soprattutto in Africa e Sud America.
Le filarie vengono trasmesse da uomo ad uomo o da animale ad uomo, mediante la puntura di insetti (zanzar.. continua...
Sono una serie di disturbi più o meno gravi causati da vermi Nematodi della famiglia delle filarie diffuse soprattutto in Africa e Sud America.
Le filarie vengono trasmesse da uomo ad uomo o da animale ad uomo, mediante la puntura di insetti (zanzare, tafani, simulidi).
Le principali forme di filariosi sono:
1) filariosi linfatiche.
Sono causate dalle filarie delle specie Wuchereria bancrofti e Brugia malayi (Filariosi di Bancroft), e vengono trasmesse da zanzare delle specie Culex e Aedes .
Sono caratterizzate da infiammazione ed ostruzione delle vie linfatiche degli arti inferiori, con ristagno della linfa, edemi e, nel maschio, anche idrocele;
2) filariosi cutanea.
E' causata dalla filaria della specie Loa-loa ed è trasmessa dalla mosca del mango, una specie di tafano del genere Chrysops .
E' caratterizzata da edemi superficiali al livello del volto o delle articolazioni con modica febbre.
A volte il verme è visibile sotto la pelle e si muove; il fenomeno può interessare anche la congiuntiva oculare;
3) oncocercosi o filariosi oculo-cutanea.
E' causata dalla filaria Onchocerca volvulus che viene trasmessa all'uomo da un simulide (simile ad un moscerino).
La filaria femmina adulta ha grandi dimensioni (fino a 50 cm).
Le lesioni pi๠comuni sono: eruzioni cutanee, maculo papule, noduli, elefantiasi dei genitali esterni femminili; ma il quadro più grave è la cecità che si può verificare quando il verme si localizza al collo o al capo.
La prevenzione delle Filariosi è basata sulla lotta alle punture degli insetti vettori mediante repellenti sulla pelle, zanzariere ed insetticidi negli ambienti in cui si soggiorna.
In casi particolari è possibile fare anche una prevenzione con farmaci. Tale forma di prevenzione viene applicata su vasta scala, già da alcuni anni, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nei Paesi a rischio, per la protezione delle popolazioni indigene.
Non esiste una vaccinazione , ma c'è una cura con farmaci.
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Giardia
La giardia è un'altra delle malattie che causano diarrea.
Il parassita che la provoca è presente in acque contaminate.
I sintomi sono crampi e gonfiore di stomaco, nausea, diarrea maleodorante, gas intestinali e ritenzione idrica.
I sintomi .. continua...
La giardia è un'altra delle malattie che causano diarrea.
Il parassita che la provoca è presente in acque contaminate.
I sintomi sono crampi e gonfiore di stomaco, nausea, diarrea maleodorante, gas intestinali e ritenzione idrica.
I sintomi possono manifestarsi anche diverse settimane dopo l'esposizione al parassita, possono poi sparire per alcuni giorni e ritornare. Per il trattamento è necessario consultare un medico specializzato.
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Laishmaniosi
Gruppo di malattie causate da protozoi del genere Leishmania e trasmesse da mosche generalmente presenti sulla sabbia appartenenti al genere Phlebotomus .
Benché si conoscano centinaia di specie di flebotomi, solo una trentina sono responsabili della trasmissione della malat.. continua...
Gruppo di malattie causate da protozoi del genere Leishmania e trasmesse da mosche generalmente presenti sulla sabbia appartenenti al genere Phlebotomus .
Benché si conoscano centinaia di specie di flebotomi, solo una trentina sono responsabili della trasmissione della malattia. E' la femmina del flebotomo che nel succhiare il sangue di mammiferi e dell'uomo, trasmette la malattia dagli animali all'uomo o da uomo ad uomo.
Si conoscono numerose specie di Leishmanie e si ricordano Leishmania tropica , L. donovani, L. infantum, L. braziliensis .
Le Leishmaniosi si presentano con sintomi molto vari .
La Leishmaniosi cutanea è caratterizzata da lesioni ulcerose sulla pelle.
La Leishmaniosi cutaneo-mucosa è una forma più grave, in cui le ulcere tendono ad interessare anche le mucose (bocca, fosse nasali).
La Leishmaniosi viscerale, conosciuta anche col nome di Kala azar , è caratterizzata da accessi febbrili irregolari, perdita di peso, anemia, ingrandimento del fegato e della milza, e da un'altissima mortalità se non trattata.
L'insetto vettore delle Leishmanie (Phlebotomus ) è diffuso in tutte le regioni intertropicali e temperate del mondo.
Il viaggiatore dovrebbe evitare le sue punture mediante repellenti da applicare sulla pelle, nelle parti scoperte del corpo, e usare insetticidi e zanzariere negli ambienti in cui dorme.
Esistono farmaci per la cura della malattia, ma il trattamento deve essere fatto il più precocemente possibile. Non esiste un vaccino.
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Malaria
E' una malattia causata da protozoi del genere Plasmodium. I principali sono: Plasmodium falciparum, P. vivax, P. ovale, P. malariae .
I sintomi della malattia sono molto variabili : essi dipendono dalla specie di Plasmodio responsabile (la forma pi&ugr.. continua...
E' una malattia causata da protozoi del genere Plasmodium. I principali sono: Plasmodium falciparum, P. vivax, P. ovale, P. malariae .
I sintomi della malattia sono molto variabili : essi dipendono dalla specie di Plasmodio responsabile (la forma più grave è causata da P. falciparum ) e dalle condizioni del soggetto.
Generalmente assomigliano ad un'influenza: è generalmente presente febbre, spesso episodica e ad intervalli, a volte preceduta da brividi, mal di testa, dolori muscolari, talvolta si aggiunge anemia ed ittero (colorazione giallastra della pelle). I sintomi però possono essere molto lievi e non destare apprensione nel viaggiatore.
Le recidive si possono verificare anche dopo anni dall'infezione primaria.
La malaria da P. falciparum , se non trattata in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte.
Trasmissione della malattia
Tali protozoi vengono trasmessi da un individuo malato ad uno sano attraverso la puntura della femmina di zanzare del genere Anofele . A volte la trasmissione si verifica con la trasfusione di sangue e, occasionalmente, da madre a feto durante la gravidanza.
Il rischio di contrarre la malaria è molto variabile in relazione al Paese a rischio che si visita, all'area (urbana o rurale) in cui si soggiorna, alle condizioni degli ambienti in cui si vive.
La gravità della malattia è in relazione al Plasmodio responsabile (la mortalità per malaria è, di solito, legata al Plasmodium falciparum ), alla resistenza del Plasmodio alla Clorochina o ad altri antimalarici, alla precocità della diagnosi e del trattamento, oltre che alle condizioni del paziente.
Prevenzione
La prevenzione della malaria è basata sulla prevenzione meccanica (impedire la puntura della zanzara) e sulla prevenzione con farmaci: profilassi e, in caso di infezione già avvenuta, diagnosi precoce e trattamento immediato.
La prevenzione meccanica ha lo scopo di impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare.
Il viaggiatore dovrà adottare le seguenti misure:
1) dormire in stanze con reti alle finestre o con aria condizionata, oppure usare zanzariere, specialmente per i bambini, abbastanza ampie da poter le rimboccare sotto il materasso; sarebbe bene anche impregnarle con insetticidi;
2) usare un insetticida al piretro per eliminare eventuali zanzare;
3) chi sta fuori dopo il tramonto dovrebbe indossare vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi, ecc.); preferire abbigliamento di colore chiaro, perché i colori scuri attraggono le zanzare;
4) spalmare o spruzzare le parti del corpo che rimangono scoperte con insetto-repellenti (da evitare il contatto con le mucose o con gli occhi), tenendo presente che il sudore riduce l'effetto di tali preparati;
5) ricordare infine che le zanzare sono molto attive al buio, all'umido e al caldo.
La prevenzione con farmaci è una profilassi e non un vaccino . Ciò vuol dire che la prevenzione con farmaci prevede la somministrazione di sostanze farmacologiche ad intervalli precisi che diminuiscono la possibilità di contrarre la malattia.
Tale tipo di prevenzione deve assolutamente essere indicata dal medico (possibilmente specializzato in malattie tropicali) caso per caso, tenuto conto che:
1) in molti Paesi esiste la resistenza alla Clorochina;
2) i farmaci antimalarici a volte sono controindicati (vedi sotto);
3) nei bambini piccoli e nelle donne in gravidanza sono necessarie speciali precauzioni;
4) l'associazioni di antimalarici con altri farmaci può essere sconsigliabile;
5) l'autotrattamento deve essere riservato ai casi in cui il viaggiatore si dirige in località lontane da strutture sanitarie e deve essere limitato al tempo necessario a raggiungere un servizio sanitario per il trattamento più adeguato;
6) gli antimalarici possono dare effetti collaterali indesiderati.
Controindicazioni per i farmaci antimalarici
Per le indicazioni e controindicazioni di un farmaco, il viaggiatore deve consultare il proprio medico di fiducia il quale, conoscendo le condizioni di ogni suo assistito, può dare i consigli più adeguati.
Generalmente l'A.S.L. più vicina ha un centro vaccinazioni anche per malattie tropicali che può dare consigli adeguati. Meflochina (Lariam): è' il farmaco più potente, ma anche il più pesante. E' controindicato: a) nei soggetti ipersensibili alla Meflochina o al chinino; b) in soggetti con precedenti di epilessia o di disturbi psichiatricio convulsioni; c) in gravidanza. Non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 3 mesi.
Inoltre il Lariam non va somministrato in concomitanza con Clorochina, Chinidina o Chinoloni e particolare attenzione va posta alla somministrazione di Lariam in soggetti che assumono beta bloccanti, calcioantagonisti, digitalici.
Il farmaco può dare nausea, vomito, disturbi intestinali, vertigini.
Le vaccinazioni con vaccini batterici vivi dovrebbero essere completate almeno 3 giorni prima di iniziare ad assumere il Lariam.
Clorochina : è controindicata nei soggetti che in precedenza hanno mostrato ipersensibilità al farmaco.
La Clorochina non dovrebbe essere somministrata a soggetti con storia di epilessia o grave psoriasi.
Il farmaco può dare disturbi intestinali, cefalea, vertigini.
Paludrin : è controindicato nei soggetti che in precedenza hanno manifestato ipersensibilità al farmaco.
Può dare raramente nausea, vomito, ulcere orali.
Doxiciclina : è controindicata: a) nei bambini al di sotto degli 8 anni di età ; b) in gravidanza; c) nei soggetti con precedenti di ipersensibilità alfarmaco.
Attenzione va posta nell'esporsi alla luce solare per il rischio di fotosensibilizzazione: usare creme filtro ad alta protezione o scegliere un altro farmaco per la prevenzione della malaria.
Possibili effetti indesiderati sono: nausea, vomito, diarrea.
Nel Paese meta del mio viaggio c'è la malaria! ... che fare?
Dato che non esistono vaccini contro alcuna forma di malaria , la profilassi antimalarica consta di una terapia antibiotica specifica.
I farmaci antimalarici hanno spesso forti controindicazioni ed alcune persone non riescono a sopportarli, per questo molti rinunciano alla profilassi.
Si tenga presente che: 1) i centri per malattie tropicali invitano sempre ad effettuare la profilassi antimalarica, e vi consigliamo di chiedere la consulenza di questi centri specializzati;
2) qualora si decidesse di partire senza profilassi, sappiate che la malaria è una malattia pericolosa ma curabile. Tenetevi controllati per un mese dopo il vostro rientro e non sottovalutate piccole febbriciattole e malesseri diffusi: sono nella stragrande maggioranza dei casi semplici mal di testa, ma potrebbero essere il campanello d'allarme della malattia in atto; a quel punto un ricovero in ospedale risolverà la situazione in breve tempo.
Dato che nemmeno i farmaci più moderni danno la totale garanzia di non contrarre la malaria, la migliore profilassi antimalarica è, ovviamente, il non farsi pungere dalle zanzare .
Per questo consigliamo di indossare abiti lunghi soprattutto nei periodi delle piogge (primavera e autunno) e durante le ore serali, e di usare abbondantemente repellenti per insetti, e soprattutto le zanzariere sul letto.
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Malattia del sonno
Si conoscono 2 tipi principali di tripanosomiasi: la Tripanosomiasi americana o malattia di Chagas e la Tripanosomiasi africana o malattia del sonno.
Malattia presente in Africa tra il 15° parallelo nord e il 20° parallelo sud.
I protozoi (Tripanosoma spp .), responsa.. continua...
Si conoscono 2 tipi principali di tripanosomiasi: la Tripanosomiasi americana o malattia di Chagas e la Tripanosomiasi africana o malattia del sonno.
Malattia presente in Africa tra il 15° parallelo nord e il 20° parallelo sud.
I protozoi (Tripanosoma spp .), responsabili della malattia, vengono trasmessi all'uomo mediante la puntura della mosca tse-tse, un grosso insetto grigio-marrone simile ad un tafano, che punge di giorno, riconoscibile per il modo a forbice con cui ripiega le ali quando è a riposo.
Nella forma cronica (causata da Tripanosoma brucei gambiense ), i sintomi di malattia possono essere assenti per mesi o anni, dopo l'avvenuta infezione. In generale essi sono febbre, linfoadenopatie, edemi cutanei, tachicardia, ipotensione, ingrandimento del fegato e della milza, meningo-encefalite con letargia. La presenza di detti sintomi è variabile da caso a caso.
La forma acuta (causata da Tripanosoma brucei rhodesiense ) si presenta soprattutto con i sintomi della meningo-encefalite letargica.
I sintomi insorgono già dopo 6-28 giorni dall'infezione e portano nel tempo ad una progressiva sonnolenza e letargia, da cui il nome di malattia del sonno.
I rischi per il viaggiatore internazionale siano relativamente bassi , è comunque bene prendere tutte le precauzioni contro le punture della mosca tse-tse.
E' da ricordare che tale insetto è attratto da oggetti in movimento e da colori scuri contrastanti, e che riesce a pungere anche attraverso vestiario leggero. E' consigliato pertanto l'uso di vestiario fatto di materiale resistente, di colore che si mimetizza con l'ambiente e che copra il più possibile gli arti, nonché l'uso di insetticidi.
Non esiste un vaccino nè una profilassi a parte il cercare di evitare le punture della mosca. Esiste una cura con farmaci.
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Malattia di Chagas
Si conoscono due tipi principali di tripanosomiasi: la Tripanosomiasi americana o malattia di Chagas e la Tripanosomiasi africana o malattia del sonno.
La malattia di Chagas è una malattia diffusa in centro e sud America e causata da un protozoo flagellato (Tripanosoma cruzi.. continua...
Si conoscono due tipi principali di tripanosomiasi: la Tripanosomiasi americana o malattia di Chagas e la Tripanosomiasi africana o malattia del sonno.
La malattia di Chagas è una malattia diffusa in centro e sud America e causata da un protozoo flagellato (Tripanosoma cruzi ) che viene trasmesso all'uomo attraverso le feci di cimici alate della famiglia Triatomine che trovano generalmente rifugio nelle crepe dei muri, dei tetti di frasche delle capanne e nelle fronde delle palme.
Queste cimici pungono la persona infetta per alimentarsi del suo sangue assumendo il parassita, il quale si moltiplica nel loro intestino venendo poi esecreto con le feci. Le feci infette di queste cimici, a contatto con piccolissime lesioni della pelle dell'uomo, possono consentire al tripanosoma di penetrare nell'organismo umano.
Il tripanosoma può essere trasmesso anche con trasfusioni di sangue.
Nella forma acuta, la malattia si presenta con edema sulla zona cutanea infetta, febbre ed infiammazione ghiandolare. A volte si ha scompenso cardiaco, aritmie, meningoencefalite.
Nella forma cronica si può avere cardiopatia, megaesofago, megacolon e bronchiettasie.
Se non trattata può condurre alla morte.
La prevenzione per il viaggiatore consiste nell'evitare di pernottare in abitazioni fatiscenti dove possono annidarsi le cimici alate, e nell'usare insetticidi e zanzariere da letto.
In caso di trasfusione di sangue in aree infette è necessario accertarsi che il sangue sia stato testato anche per le tripanosomiasi.
Non esiste un vaccino nè una profilassi a parte il cercare di evitare i morsi della mosca. Esiste una cura con farmaci.
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Malattia di Lyme
La malattia di Lyme è una infezione trasmessa dalle zecche , che può essere contratta nel Nord America, Europa e Asia.
La malattia inizia tipicamente con ampie eruzioni cutanee attorno al punto in cui la zecca ha perforato la pelle accompagnate da febbre, mal .. continua...
La malattia di Lyme è una infezione trasmessa dalle zecche , che può essere contratta nel Nord America, Europa e Asia.
La malattia inizia tipicamente con ampie eruzioni cutanee attorno al punto in cui la zecca ha perforato la pelle accompagnate da febbre, mal di testa, estrema debolezza, giunture doloranti e irrigidimento dei muscoli del collo.
Se non curati, questi sintomi si risolvono dopo alcune settimane, ma nei mesi successivi si possono sviluppare disordini al sistema nervoso, al cuore, e alle giunzioni muscolari.
Le cure ottengono i loro risultati migliori se condotte nel primissimo periodo della malattia. Per questo motivo, ai primi sintomi bisogna affidarsi al più presto ad un controllo medico.
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Meningite meningococcica
Malattia batterica che attacca il cervello ed altre parti del sistema nervoso. E' molto pericolosa e può essere fatale.
Il meningococco di tipo A è il maggiore responsabile delle epidemie, ma anche il tipo B ed il tipo C possono, più raramente.. continua...
Malattia batterica che attacca il cervello ed altre parti del sistema nervoso. E' molto pericolosa e può essere fatale.
Il meningococco di tipo A è il maggiore responsabile delle epidemie, ma anche il tipo B ed il tipo C possono, più raramente, causare episodi epidemici.
I Paesi a rischio in cui avvengono epidemie ricorrenti sono l'Africa sub-sahariana, la Mongolia, il Vietnam, il bacino amazzonico brasiliano, l'India del nord e il Nepal, dove i rischi maggiori avvengono per contatto ravvicinato con persone affette.
I sintomi sono febbre, mal di testa, fotosensibilità, dolori muscolari al collo ed eventualmente chiazze violacee sulla pelle.
La meningite può essere fulminante, con morte entro poche ore, per cui è assolutamente necessario il ricovero immediato.
Il trattamento viene fatto con antibiotici per endovena.
Il vaccino può essere consigliato al personale militare ed ai viaggiatori che si recano nell'Africa sub sahariana ove si verificano spesso piccole epidemie nella stagione secca (dicembre-giugno).
Il vaccino è costituito da antigeni polisaccaridici capsulari. La vaccinazione va fatta in dose unica per via sottocutanea.
Esistono diversi tipi di vaccino, seconda la loro composizione antigenica.
L'efficacia del vaccino è più bassa nei bambini di età inferiore ai 2 anni e non è dimostrata nei bambini al di sotto dei 3 mesi di vita. L'immunità si raggiunge dopo 2 settimane.
Effetti collaterali: possibile eritema in zona di iniezione.
Controindicazioni: allergia accertata verso il vaccino e gravidanza.
Per i pellegrini che si recano alla Mecca, l'Arabia Saudita richiede un certificato di vaccinazione antimeningite di data non superiore ai 2 anni e non inferiore alle 3 settimane.
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Poliomelite
La poliomielite è una malattia, causata da 3 tipi di virus intestinali, che si trasmette da uomo a uomo per via alimentare attraverso feci e saliva. In circa il 95% delle persone infettate dai virus della polio non si manifesta alcun disturbo.
Sinto.. continua...
La poliomielite è una malattia, causata da 3 tipi di virus intestinali, che si trasmette da uomo a uomo per via alimentare attraverso feci e saliva. In circa il 95% delle persone infettate dai virus della polio non si manifesta alcun disturbo.
Sintomi minori possono comprendere mal di gola, febbre moderata, nausea e vomito. In alcuni casi (1-2%) si può manifestare rigidità di collo, della schiena o delle gambe, ma senza paralisi.
Invece, in meno dell'1% dei casi (all'incirca in uno ogni 1000 infezioni) si verifica la paralisi.
In talune circostanze i virus poliomielitici possono causare anche paralisi respiratorie rendendo così impossibile la respirazione autonoma.
Alcune persone possono recuperare la funzionalità muscolare in modo completo, ma sono anche possibili ricadute dopo 30-40 anni con dolori muscolari e progressivo indebolimento.
Prima dell'avvento della vaccinazione antipolio, annualmente in Italia si verificavano alcune migliaia di casi di polioparalisi (un picco fu registrato nel 1958 con più di 8.000 casi) ai quali si associavano centinaia di decessi. Erano colpiti per lo più bambini in età scolare e per tale motivo la malattia veniva anche chiamata "paralisi infantile".
Dopo l'introduzione della vaccinazione avvenuta in Italia prima con il vaccino Salk (nel 1957) e poi con il vaccino Sabin (nel 1964), la malattia subì una drastica riduzione fino alla definitiva scomparsa di casi avvenuta all'inizio degli anni '80. Oggi la poliomielite, per effetto dell’alto numero di vaccinati, risulta eliminata in tutti i Paesi industrializzati.
In alcuni Paesi in via di sviluppo, dove la copertura vaccinale è inadeguata, si registra ancora qualche migliaio di casi di poliomielite paralitica . Tuttavia, grazie alle attività per l’eradicazione della poliomielite, il numero dei casi di poliomielite è diminuito, anche in questi Paesi, di oltre l’85% in poco più di un decennio.La vaccinazione antipolio è indicata per soggetti mai vaccinati o vaccinati da oltre 10 anni.
Ai viaggiatori che si recano in Paesi in cui la poliomielite è ancora endemica (Africa sub sahariana ed altri Paesi in via di sviluppo) è consigliabile 1 richiamo se hanno fatto la prima vaccinazione nell'infanzia, oppure possono fare la serie completa di inoculazioni, come nell'infanzia.
I vaccini possono avere controindicazioni: si consiglia pertanto di informarsi presso la ASL più vicina.
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Rabbia
Infezione virale diffusa in molti Paesi e a decorrenza mortale se non trattata in tempo.
La rabbia viene generalmente trasmessa dalla saliva (morso o lecco) di animali infetti come cani, gatti, pipistrelli, scimmie.
La vaccinazione pre-esposizione è consiglia.. continua...
Infezione virale diffusa in molti Paesi e a decorrenza mortale se non trattata in tempo.
La rabbia viene generalmente trasmessa dalla saliva (morso o lecco) di animali infetti come cani, gatti, pipistrelli, scimmie.
La vaccinazione pre-esposizione è consigliata solo a quei viaggiatori che vanno per svolgere attività o professioni a rischio (veterinari, addetti all'allevamento o alla macellazione di animali, cacciatori, guardie forestali) in Paesi ove la rabbia fra gli animali esiste in forma enzootica (Africa, sud America, Asia).
La vaccinazione pre-esposizione non è consigliabile in gravidanza o in corso di malattie febbrili. In ogni caso è necessaria una valutazione del rischio effettuata da personale medico competente.
Tenuto conto della gravità della rabbia, in caso di morsi in situazioni a rischio, la vaccinazione post-esposizione dovrebbe essere sempre effettuata perchè la necessità del trattamento immediato generalmente prevale sulle controindicazioni della vaccinazione.
Molto importante è individuare con certezza l'animale che ha causato il morso : l'analisi dell'individuo permette di evitare il vaccino in caso di sanità.
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Schistosomiasi-Bilharzia
La schistosomiasi o bilharzia è una malattia trasmessa in acqua e causata da minuscoli vermi Platelminti Trematodi .
L'ospite intermedio è costituito da lumache acquatiche nelle quali il parassita di moltiplica e poi esce nell'ambiente acquati.. continua...
La schistosomiasi o bilharzia è una malattia trasmessa in acqua e causata da minuscoli vermi Platelminti Trematodi .
L'ospite intermedio è costituito da lumache acquatiche nelle quali il parassita di moltiplica e poi esce nell'ambiente acquatico.
Il parassita entra nell'uomo attraverso la pelle annidandosi nell'intestino o nella vescica.
Il primo sintomo può essere un rossore nell'area di ingresso attraverso la cute, accompagnato da una sensazione di malessere e alcune settimane dopo si sviluppa una febbre elevata.
I segni più evidenti dello stabilirsi del parassita sono dolori addominali e sangue nelle urine; questi segni possono manifestarsi anche mesi dopo l'esposizione.
Il miglior metodo per prevenire la bilharzia è di evitare di bagnarsi in laghi, pozze , piccole dighe nei Paesi in cui è presente il parassita.
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Tetano
Il tetano è una malattia acuta, spesso mortale , prodotta dalla tossina del batterio Clostridium tetani .
Si contrae con ferite e graffi su materiale sporco.
Il rischio di contrarre l'infezione sussiste praticamente ovunque, le spore sono infatti m.. continua...
Il tetano è una malattia acuta, spesso mortale , prodotta dalla tossina del batterio Clostridium tetani .
Si contrae con ferite e graffi su materiale sporco.
Il rischio di contrarre l'infezione sussiste praticamente ovunque, le spore sono infatti molto resistenti.
Ogni ferita deve essere pulita e disinfettata nel modo più opportuno.
La profilassi attiva si effettua mediante la vaccinazione.
In Italia è obbligatoria per particolari categorie a rischio e per tutti i neonati, ed ha una protezione del 99%.
In caso di ferita è necessario effettuare il richiamo (una semplice e indolore iniezione intramuscolare) entro le 6 ore e, comunque, non oltre le 24 ore dall'incidente.
In linea di massima ed indipendentemente dagli obblighi di legge, è sempre consigliabile vaccinarsi contro il tetano . Tale consiglio è maggiormente valido per i viaggiatori che vanno in Paesi con carenti strutture sanitarie e per coloro che praticano attività o sport a rischio di ferite o di traumi.
Il vaccino è costituito da anatossina tetanica purificata. Si somministra per via intramuscolare o sottocutanea.
Prima della partenza di ogni viaggio i viaggiatori già vaccinati in passato dovrebbero fare almeno un richiamo se l'ultima vaccinazione risale ad oltre 10 anni. Seguiranno richiami ogni 10 anni.
Effetti collaterali: possibile dolore, arrossamento, tumefazione nella zona di inoculazione; più raramente, rialzo febbrile. Il vaccino antitetanico è spesso associato al vaccino antidifterico. L'associazione è utile soprattutto per i viaggiatori che vanno nei Paesi dell'Europa dell'est (ex Unione Sovietica).
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Tifo
Il tifo viene diffuso da zecche, topi, pidocchi .
I primi sintomi sono febbre, brividi, mal di testa e forti dolori muscolari seguiti in pochi giorni da eruzioni cutanee estese su tutto il corpo. Spesso è presente una estesa piaga dolorante nel punto di ingresso del .. continua...
Il tifo viene diffuso da zecche, topi, pidocchi .
I primi sintomi sono febbre, brividi, mal di testa e forti dolori muscolari seguiti in pochi giorni da eruzioni cutanee estese su tutto il corpo. Spesso è presente una estesa piaga dolorante nel punto di ingresso del patogeno (zona in cui si è stati morsi o punti) con i linfonodi circostanti gonfi e dolenti.
Il tifo può essere curato se ci si affida ad un accurato controllo medico.
Fate riferimento agli avvisi delle autorità sanitarie locali per cautelarvi nelle aree in cui le zecche costituiscono un pericolo in questo senso.
Durante e subito dopo la permanenza in aree a rischio (es. una escursione in una foresta tropicale), controllate spesso la vostra cute (compresi i capelli) per verificare la presenza di zecche.
Un repellente per insetti può essere di aiuto nella prevenzione, e gli escursionisti più intraprendenti che preparano itinerari di più giorni in aree a rischio zecche, potrebbero impregnare i loro stivali e calzoni con i principi attivi benzil-benzoato e dibutilftalato.
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Tubercolosi (TBC)
La tubercolosi è una infezione batterica che viene tipicamente trasmessa da persona a persona attraverso i colpi di tosse, ma può diffondersi anche attraverso il consumo di latte non pastorizzato. Il latte bollito non espone a rischi di contagio e anche l'acidif.. continua...
La tubercolosi è una infezione batterica che viene tipicamente trasmessa da persona a persona attraverso i colpi di tosse, ma può diffondersi anche attraverso il consumo di latte non pastorizzato. Il latte bollito non espone a rischi di contagio e anche l'acidificazione cui viene esposto il latte per ricavare lo yoghurt o il formaggio uccide i batteri.
I viaggiatori generalmente non sono esposti a rischi molto elevati di contrarre la malattia dato che è richiesto un contatto famigliare abbastanza stretto e continuato con le persone ammalate perchè il patogeno si trasmetta.
Cause e modalità d'infezione
La tubercolosi è dovuta al Mycobacterium Tubercolosis o bacillo di Kock , che appartiene al genere Mycobacterium , ordine Actynomicetaceae , classe Schizomycetae .
Si tratta di batteri a forma di bastoncino, Gram positivi, aerobi, asporigeni, immobili e privi di ciglia.
La via d'infezione più comune è quella aerogena: i micobatteri emessi per lo più con la tosse e la fonazione passano dall'ambiente al soggetto sano depositandosi a livello degli alveoli, nelle parti più aerate del polmone, e dando luogo al complesso primario (malattia visibile alla radiografia del torace).
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Vermi intestinali
Sono parassiti del tubo digerente appartenenti ai taxa dei Nematodi e dei Plateminti, molto comuni in aree tropicali. Le differenti specie hanno modalità diverse di infezione e di patologia: alcuni possono essere ingeriti, altri entrare attraverso la pelle o per l.. continua...
Sono parassiti del tubo digerente appartenenti ai taxa dei Nematodi e dei Plateminti, molto comuni in aree tropicali. Le differenti specie hanno modalità diverse di infezione e di patologia: alcuni possono essere ingeriti, altri entrare attraverso la pelle o per l'orifizio anale.
Le infestazioni non sono generalmente molto serie, ma vanno assolutamente riconosciute e trattate perchè se sottovalutate possono portare a problemi realmente seri nel tempo.
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Links utili sanità
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www.fofi.it/pub/salute/viaggi.htm -
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