Il massaggio
tradizionale tailandese (nuad phaen
borarn significa letteralmente toccare per
guarire) è normalmente
eseguito a terra, su un sottile materasso, indossando abiti
tradizionali confortevoli in cotone che consentano ampli
movimenti.
Le origini
di questa antica arte risalgono, secondo la tradizione, ad un
medico indiano del V sec. a.C. tuttora noto in Thailandia come
“Padre della Medicina”, che portò le sue conoscenze al servizio
della comunità buddhista che, dall’India, si trasferì in
Thailandia.
Il massaggio inizia quasi sempre con il
Wai Khru o saluto cerimoniale. Il
terapista-massaggiatore si concentra per alcuni momenti
inginocchiato vicino al paziente appoggiando il palmo della mano
sul suo ventre che, secondo la medicina cinese e la medicina
indiana, rappresenta il centro dell’essere umano.
Quindi
inizia il massaggio che ha un
ritmo coordinato alla respirazione del
ricevente per creare uno stato di
armonia. La durata del massaggio è
variabile (da 1 a 3 ore a seconda della necessità, della richiesta
e del prezzo concordato) come variabile è l’intensità con cui il
massaggiatore esegue la pressione sui diversi punti del corpo del
paziente. Le tecniche del massaggio differiscono
inoltre anche dalla zona della Thailandia in cui ci si trova. Nel
nord del Paese, ad esempio, il massaggio prende il nome
Lanna (dal Regno che anticamente era presente in questa
regione) ed è decisamente più delicato di quello tradizionale; in
genere è eseguito con movimenti ampi. Ottima la mia personale
esperienza presso la spa dell’Hotel
Raming Lodge di Chiang Mai dove, l’atmosfera rilassante e un
servizio eccellente hanno contribuito ad amplificare gli effetti
benefici del trattamento (2 ore di massaggio costano 800 baht, 1000
baht se si associa la riflessiologia plantare - prezzi analoghi a
quelli dei massaggiatori in strada). Il massaggio tradizionale
tailandese invece è decisamente più energetico (finanche doloroso)
e può portare a far assumere posizioni tipiche dello Yoga che, in
condizioni normali, non si sarebbe in grado. Inoltre il massaggio
tailandese non viene eseguito solo con le mani ma spesso prevede
l’ausilio dei piedi, dei gomiti e delle ginocchia.
Sia nelle
città più grandi che nei piccoli centri non è difficile trovare
strutture dove ricevere un buon massaggio, a prezzi ragionevoli (un
buon prezzo è 400 baht – circa 10 euro - per 2 ore di massaggio) ed
eseguito in modo professionale. Semplici consigli da tenere
presenti possono essere quello di evitare il massaggio eseguito
direttamente sulla spiaggia (la sabbia è abrasiva e il sole causa
ustioni spesso percepibili solo dopo che si rientra in camera – la
combinazione amplificata delle due cose potrebbe rovinare il resto
della vacanza), di non farsi incantare dai massaggiatori lungo la
strada (spesso non è più economico e non viene eseguito da
personale qualificato), di comunicare prima eventuali problemi
osteoarticolari e di non fidarsi degli sguardi ammiccanti delle
ragazze presunte massaggiatrici (famoso, fin troppo, l’happy
ending che però può tramutarsi nel ritrovarsi senza passaporto
e con il portafoglio svuotato).
A Bangkok,
un’esperienza da fare è il massaggio presso la scuola di Medicina
Tailandese che si trova all’interno di Wat Po (il più grande tempio
della capitale nelle vicinanze del Gran Palazzo) in cui al
massaggio si associa la particolare atmosfera del tempio. In
alternativa, i centri Health Land, diffusi
in tutta la città (uno anche a Pattaya), forniscono un eccellente
servizio a prezzi contenuti (il centro dispone di una propria
scuola che non è aperta a chi non parla thai).
Una curiosità: in pratica tutti i tailandesi sanno eseguire
un minimo di massaggio e il motivo è da ricercare nelle origini
della tradizione così diffusa. Soprattutto nelle zone rurali i
genitori rientrano in casa e, tolte le scarpe, si siedono a terra
lasciando che i bambini concedano loro un massaggio ristoratore (la
scena più emozionante a cui abbia assistito l’ho vista alla
periferia di Ayutthaya con una nonna sorridente sdraiata a terra
che si faceva camminare sulla schiena dalla nipotina e accarezzare
la pianta dei piedi da un secondo bambino).