Home / Asia / Guida Sumatra: cosa vedere e come organizzare il viaggio
sumatra

Guida Sumatra: cosa vedere e come organizzare il viaggio

Chi decide di visitare Sumatra è certamente una persona intenzionata a conoscere una realtà profondamente differente da quella occidentale, in un ambiente dove la natura è presente in tutti i suoi aspetti. La quinta isola del mondo per estensione, fa parte dell’arcipelago indonesiano che regala un ambiente profondamente incontaminato dove sono presenti, antichi retaggi culturali che ancora mantengono integre tradizioni, usi e costumi.
Sumatra rappresenta ai giorni nostri, la nuova frontiera dell’Indonesia in quanto le sue molteplici e poco sfruttare ricchezze che si trovano in natura, hanno suscitato un enorme interesse presso investitori decisi a sfruttare le varie opportunità di affari presenti e ciò sta determinando una trasformazione improvvisa di un territorio fino ad ora mantenuto selvaggio. Le nuove realtà sono evidenziate dai recenti insediamenti urbani, dalle piantagioni che si replicano una dopo l’altra e da imprese commerciali che vedono a Sumatra, un nuovo sviluppo capitalistico che poco o nulla, ha a cuore le negative conseguenze che ci saranno in una terra ancora vergine.
Risulta quindi una occasione quella rappresentata da un viaggio che permetta di conoscere Sumatra prima di una sua inevitabile mutazione per poter così apprezzare quanto ancora è incontaminato da un criminale progresso. Sumatra sarà in grado di colpirvi la fantasia e l’immaginazione soprattutto quando realmente vivrete panorami da favola che paiono talmente belli ed incantati da sembrare finti. Il ricordo che riporterete da questa avventurosa destinazione sarà così presente da considerarlo indelebile nel tempo e vi darà emozionare ogni volta si ripresenterà nella vostra memoria. Sarà allora che ascolterete di nuovo i rumori della giungla, il placido mormorio di un corso d’acqua e l’afrore marcato della foresta pluviale.

Passaporto e visto

Per entrare in Indonesia, e quindi a Sumatra, il turista italiano deve possedere il passaporto valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese e che deve essere munito dell’obbligatorio visto di entrata che deve essere richiesto all’Ambasciata indonesiana in Italia al costo di 38 euro. Il visto riguarda sia i passeggeri di voli speciali non di linea, sia coloro che viaggiano per affari. I turisti possono ottenere il visto turistico con validità di 1 mese anche al loro arrivo in aeroporto al costo di 25 euro. Non si deve mai superare il periodo di permanenza previsto dal visto onde non incorrere in pesanti sanzioni.

Sumatra: cosa vedere

Moltissime sono le attrazioni ed i luoghi da conoscere a Sumatra e, quella che segue, è una lista indicativa dei posti che meritano una particolare attenzione.

Brastagi e i Karo Batak

Brastagi o Berastagi significa “negozio di riso” ed è una città nel distretto di Karo Regency che si trova all’incrocio sulla strada principale che unisce gli altipiani Karo del Nord Sumatra alla città costiera di Medan, lontana circa una settantina di chilometri. Brastagi, posta a 1300 mt s.l.m. è particolarmente famosa per il mercato di frutta e verdura dove la specialità coltivata in modo massiccio è rappresentata dal frutto della passione. I vicini vulcani attivi di Mount Sibayak dove si trovano sorgenti di acqua calda e quello di Monte Sinabung, sono le attrazioni principali ed invitano tutti gli appassionati di arrampicata a cimentarsi nella scalata che si realizza in un solo giorno ma per la quale c’è bisogno di una locale guida.
La città è il principale centro della popolazione dei Karo Batak ed è considerata un ideale base dalla quale partire per fare escursioni presso i villaggi di questa etnia che è raggruppata in agglomerati nel raggio di una ventina di chilometri di distanza. Il clima è totalmente gradevole perché, una volta lasciata la fitta giungla che si attraversa per raggiungere Brastagi, la temperatura è decisamente più fresca. La cittadina è incorniciata da una rigogliosa vegetazione tropicale composta da banani, palme e bambù che si confonde con abeti e pini tipici delle zone di montagna. La sua produzione di frutta è così ricca (così come quella di ortaggi e fiori) che è da qui che partono merci destinate non solo a rifornire gran parte di Sumatra ma anche i mercati di Penang e di Singapore.

Isola di Nias

Ad un centinaio di chilometri dalla costa occidentale di Sumatra, in mezzo alle trasparenti acque dell’Oceano Indiano, si trova la splendida isola di Nias. Ha una particolare forma allungata che vede una sorta di catena montuosa al centro e delle zone paludose sulle sue coste ed è totalmente coperta da una fitta giungla tropicale. La caratteristica è quella che a Nias si vive in modo primitivo come se il tempo non fosse mai passato e, la sua popolazione si dedica all’agricoltura, avendo paradossalmente paura del mare. Ciò che colpisce il visitatore che ha modo di entrare dentro le pieghe di questa arcaica cultura è la vista di villaggi che sono costruiti in un certo modo e dei grandiosi monumenti megalitici che si trovano in ogni centro abitato.
Si è scoperto che questi villaggi erano anticamente progettati seguendo un preciso criterio religioso coniugato all’esigenza di essere difendibili dagli attacchi nemici. Per questo, le costruzioni poggiavano su delle piattaforme alte e totalmente mondate dalla vegetazione che poteva celare alla vista un attacco nemico, e che erano collegate con delle lunghe scalinate. I villaggi erano anche protetti da ciclopiche mura di pietra ancora oggi visibili, probabilmente erette come difesa contro i Niassesi, i crudeli cacciatori di teste e dediti ai sacrifici umani, che spesso tentavano l’assalto. Anticamente il villaggio presentava tanti monumenti di pietra dei quali, alcuni son visibili ancora oggi di ogni dimensione e forma e avevano la funzione di essere in gran parte dedicati al culto. Gli etnologi hanno identificato la luna come unica grande divinità che veniva considerata come madre di ogni cosa vivente e, quindi, fulcro imprescindibile di ogni momento dell’esistenza dell’uomo.
Ai giorni nostri, la popolazione che risiede nei villaggi costieri sono in gran parte convertiti all’Islam mentre quella dell’interno, pratica una sorta di religione sincretica che miscela il cristianesimo importato dai missionari olandesi con le animistiche antiche credenze.
Sotto l’ottica della natura, Nias risulta essere estremamente interessante per via delle sue immacolate spiagge di sabbia bianca e da un mare dalle sfumature celesti e trasparenti. Da visitare l’incontaminata insenatura naturale di Teluk Dalam dove impera una laguna circondata da una barriera corallina e da una corona di palmizi che regalano una visione paradisiaca a questo angolo naturale dominato dall’alto da una antica missione.
La cittadina offre anche l’opportunità di effettuare una escursione giornaliera alla scoperta dei tre villaggi di origine megalitica più importanti della parte meridionale dell’isola, Bawamataluo, Hhilismaetano e Orahili, collegati con locali pullman oppure noleggiando un 4×4 con autista.
La visita di questi villaggi merita anche per la possibilità di vedere la tradizionale danza di guerra Tulo-Tulo eseguita da danzatori che indossano antichi costumi fatti di piume. Scenografico anche il salto della pietra in cui danno prova di coraggio i ragazzi saltando dall’alto di un altare a forma di piramide alto oltre 2 metri.
Tempo disponibile permettendo, sarebbe bene andare alla scoperta dei villaggi meno turistici che si trovano nell’interno dell’isola dove è possibile scoprire una vita ancora scandita da ritmi ancestrali e dove, ad esempio, è lo sciamano l’unico abilitato a praticare la medicina e dove immergersi in una atmosfera speciale circondati dagli abitanti vestiti da abiti tradizionali ed armati di arco, frecce e lance e le donne a seno scoperto.

Per arrivare a Nias si prende l’aereo da Medan ed atterrare a Gunungsitoli, la capitale dell’isola che non merita di essere vista e da dove si può imbarcare per Teluk Dalam effettuando un viaggio di circa sei ore che risulta essere piacevole in quanto il traghetto naviga costeggiando l’isola regalando un meraviglioso paesaggio fatto da spiagge solitarie contornate di giungla fittissima.
E’ possibile arrivare anche via mare a Nias prendendo uno dei traghetti da Sibolga che regolarmente collegano sia Teluk Dalam che a Gunungsitoli.
Un’alternativa dedicata agli amanti dell’avventura è quella rappresentata dal collegamento via mare che porta da Teluk Dalam fino a Sumatra, più precisamente per Padang,con uno scalo alle splendide isole Mentawi, ancora intatte e praticamente sconosciute al turismo.

Lago Toba e isola Samosir

4 ore di viaggio è quanto necessita per coprire i 176 chilometri di strada che separano Medan da Prapat, centro situato sulle rive del lago di origine vulcanica Toba che si trova ad un’ altezza di 800 metri sul livello del mare e, con i suoi 450 metri di profondità, è uno dei laghi più profondi del mondo. In questo luogo magico è possibile assaporare una tranquillità totale nonostante il lago sia diventato una meta del turismo nazionale e internazionale.
Chi decide di inserire Toba come destinazione non può non recarsi a Samosir, l’isola che si trova nel centro del lago e raggiungibile in solo un’ora di battello da Prapat. La piccola isola ci si può immergere nella cultura batak e vivere nella natura incontaminata deliziandosi del verde della vegetazione e delle chiare e tiepide acque del lago. Molti sono i villaggi batak sorti lungo le coste dell’isola che, anticamente, erano quasi tutti fortificati ed uniti tra loro da una unica strada in terra battuta che è possibile percorrere tutta nell’arco di una sola giornata di cammino. Le gente di questi luoghi è molto cordiale e gentile e spesso può capitare di assistere a piacevoli concerti di musica tradizionale.
Un’arte puramente batak è il sigalegale, ossia la danza delle marionette portata in scena durante le cerimonie di nozze. Le marionette sono di legno intagliato grandi quanto un giovane batak e sono rivestite da un lungo sarong blu e un turbante rosso, che sono gli abiti tradizionali di questa etnia.

Al centro dell’isola c’è un rilievo montuoso alto circa 1600 metri ricco di vegetazione che può essere percorso dagli appassionati di trekking con due percorsi di lunghezza diversa. Il più lungo parte dal villaggio di Tomok è può essere portato a termine comodamente in 3 giorni, mentre il più breve e più frequentato, parte da Ambarita e necessita di 2 giorni di cammino.
Lungo il percorso si possono osservare diverse specie di splendidi uccelli, una natura rigogliosa con piante di caffè, fiori di garofano, cannella e piante carnivore.

Medan

Situata di fronte alla costa malese all’altezza di Penang, si trova Medan considerata la porta d’ingresso per visitare la parte settentrionale di Sumatra.
Città giovane, caotica, rumorosa e trafficata fu voluta dagli olandesi alla fine dell’Ottocento e cresciuta molto in fretta diventando un centro commerciale ed economico di primaria importanza per via della sua posizione che la fa trovare al centro delle maggiori piantagioni di caucciù e di tabacco e con il porto di Belawan, molto ben strutturato. La città è un polo musulmano di notevole importanza ricco di sontuose moschee ma, dal punto di vista turistico, non presenta particolari attrattive.

Orang Utang Rehabilitation Centre

A 80 km a nord di Medan nei pressi del villaggio di Bukit Lawang ed è all’interno del Gunung Leuser National Park si trova l’ Orang Utang Rehabilitation Centre, gestito dalla Società Zoologica di Francoforte. Missione del centro è quella di riportare alla vita selvaggia gli oranghi dopo un periodo passato in cattività.
Vedere gli oranghi nel loro ambiente naturale è molto interessante anche se, ma quando si arriva da queste parti, non si può non restare incantati dalla bellezza di una natura selvaggia piena di vita che va dalla miriade di farfalle coloratissime che si alzano in volo, ai gibboni con i strani suoni che emettono fino ai grandi pipistrelli alati.
Per visitare il centro è d’obbligo l’utilizzo delle guide ufficiali che sono le guardie forestali del parco. La visita consiste un una mezzora di camminata con un tratto effettuato in canoa al fine di raggiungere una curata radura dove sono ubicate sia le abitazioni che i laboratori degli studiosi. Poi si prosegue fino a giungere al punto di raccolta degli oranghi dove sarà possibile vederli da vicino approfittando degli orari stabiliti dal centro per far portare da mangiare agli animali. Gli esemplari di questi animali veramente simili all’uomo, vivono solo nel Borneo e a Sumatra. La loro vita si svolge principalmente sugli alberi con rare discese a terra e sono caratterizzati da un lungo pelo rossiccio, braccia lunghissime, grande bocca dai forti denti con i quali strappano le cortecce dagli alberi e da una incredibile agilità. La loro alimentazione è composta da noci, frutta, insetti, uova, piccoli mammiferi e corteccia.
Per visitare il parco è necessario avere un permesso che si può richiedere ed ottenere negli uffici del PPA a Medan oppure a Bukit Lawang e ha una durata di un massimo di 72 ore. Raggiungere il centro da Medan è facile con i locali autobus ma occorre munirsi di tanta pazienza per via del grande numero di soste che vengono fatte in corso di viaggio, ragion per cui chi non ha molto tempo a disposizione, può rivolgersi alle agenzie di viaggio che organizzano escursioni giornaliere.

Siberut

Altra meta interessante è la minuscola ma deliziosa isola di Siberut che, insieme a Sipora, Pagai Utara e Pagai Selatau, forma l’arcipelago delle Mentawi distanti 150 chilometri dalla costa occidentale di Sumatra.
Non è stato mai facile raggiungere queste isole così come non lo è neppure oggi a causa di un fortissimo vento che spira e dalla fittissima barriera corallina che rendono ardua la navigazione.
Muara è il villaggio principale di Siberut dove approdano tutte le imbarcazioni provenienti da Padang (16 ore di navigazione), oppure da Nias (dopo diversi giorni di viaggio per mare).
Ultimamente la locale compagnia aerea Merpati ha istituito un volo settimanale che collega Padang a Siberut. Tuttavia viaggio e permanenza nell’isola non sono facili, in quanto non vi sono losmen e neppure ristoranti e ciò comporta una unica possibilità rappresentata nel chiedere ospitalità alla missione cristiana o alla resthouse governativa, dove le condizioni di vita sono estremamente spartane.
Non esistono strade che colleghino i vari villaggi tra loro ed è necessario risalire i fiumi in canoa verso l’interno dell’isola oppure via mare per quelli che sorgono sulle coste ma le privazioni ed il sacrificio per i pochi esploratori saranno ricompensati in modo unico e, cioè osservare e venire a contatto con una delle ultime popolazioni ancora socialmente e culturalmente intatte di questa terra. I piccoli agglomerati mentawiani sorgono in luoghi nascosti dalla fitta vegetazione tropicale dell’isola e sono formati solo da grandi palafitte con il tetto a spiovente, dette uma, dove possono convivere fino a dieci famiglie. La struttura sociale si basa sulla comunione di beni di tutti i partecipanti della comunità dove anche i figli vengono allevati da tutte le donne del clan. L’etnia dei mentawiani presenta una corporatura esile ma agile che indossa abiti di corteccia che copre parzialmente la pelle chiara generalmente ricoperta da molti e raffinati tatuaggi effettuati in varie occasioni della vita di un uomo. L’arte del tatuaggio è particolarissima e molto dolorosa è rappresenta una prova di grande coraggio per i giovani adolescenti il sottoporsi a questo trattamento che li fa entrare direttamente nel mondo degli adulti.
La popolazione mentawiana è davvero particolare e completamente diversa dalle altre popolazioni di Sumatra con linguaggio, usi, costumi, e religione propri. La religione è basata sull’attribuzione di un anima immortale che periodicamente torna sulla terra sotto varie forme, oltre che a ogni elemento della natura, anche agli oggetti di uso comune. Oltre a queste avventurose escursioni Siberut offre spiagge bellissime e una meravigliosa barriera corallina ancora incontaminata.

isola di sumatra

Quando andare a Sumatra

A causa delle intense piogge (all’incirca da novembre a marzo) che coinvolgono sia il nord che il sud dell’isola e che impediscono di spostarsi, il periodo migliore per effettuare il viaggio è sempre l’estate nei mesi compresi tra maggio e settembre. In questo periodo anche il mare si presenta calmo permettendo così di fare ottimi bagni e di spostarsi sulle altre isole.
E’ bene tenere presente che per gli indonesiani il periodo delle vacanze è alla fine del Ramadan, giorni in cui alcune località di villeggiatura sono off limits come disponibilità alberghiera e i prezzi salgono alle stelle. Un secondo periodo di alta stagione è il Natale, perché gli studenti delle scuole superiori visitano in autobus le principali mete turistiche

Quanto stare

Sumatra è un particolare universo eccitante e meraviglioso tutto da scoprire ed incarna una meta tra le più avventurose di tutto il Sud-Est asiatico ma presenta anche molte difficoltà per le quali è necessario possedere tre cose fondamentali: tempo, pazienza e resistenza fisica. Per una adeguata conoscenza dell’isola, viste le difficoltà di spostamento e dato che alcune zone (Lago Toba, le spiagge di Niass) invitano alla sosta prolungata, si consigliano almeno 15-20 giorni.

Da mettere in valigia

Indispensabili sono abiti leggeri di cotone, un maglione, un K-way, scarpe leggere o sandali per uso quotidiano e un paio di scarpe robuste con suola vibram se pensate di affrontare dei trekking, cappello, creme solari, occhiali da sole, cappellino. Da non dimenticare la farmacia da viaggio.

Voli e come arrivare a Sumatra

E’ possibile arrivare a Sumatra da molti posti e con diversi mezzi. Il modo più semplice e più usato è l’aereo.
Si può raggiungere Medan (la città principale di Sumatra) con voli regolari da Penang e Kuala Lumpur (Malesia) e da Singapore con le loro rispettive compagnie aeree e anche con la Garuda. Inoltre da Jakarta ci sono voli giornalieri che portano nelle principali località di Sumatra.
Chi ha tempo a disposizione può optare per la nave, ci sono collegamenti da Penang, da Kuala Lumpur, da Singapore e dall’isola di Giava per Belawan il porto di Medan.

Tasse di ingresso-imbarco

La tassa di imbarco è di 50.000 rupie per i voli internazionali e di 30.000 rupie per i voli nazionali da pagarsi in valuta locale direttamente in aeroporto. Gli importi indicati sono soggetti a variazioni senza preavviso.

Spostarsi e trasporti

Voli interni

Le compagnie aeree nazionali indonesiane assicurano i collegamenti tra le principali città. Garuda, Mandala, Merpati e Bouraq editano un orario nazionale relativo ai voli locali che è reperibile nei rispettivi uffici direzionali di Jakarta. Sulle rotte più frequentate occorre prenotare i voli con largo anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione come luglio e agosto.

Mezzi pubblici

Viaggiare all’interno di Sumatra può essere un’esperienza memorabile ma le poche vie di comunicazioni esistenti sono tortuose, non ben asfaltate e non raramente dissestate. In effetti la rete delle strade si riduce a un lungo asse stradale che porta da nord a sud mentre la zona est non ha quasi vie d’accesso se non delle strade sterrate spesso impraticabili.

La linea ferroviaria è estremamente limitata e presenta treni di vario genere che vanno da quelli lenti, brutti ma economici, a quelli decisamente confortevoli e costosi. È comunque preferibile acquistare i biglietti del passaggio in treno con un giorno di anticipo per essere certi di trovare posto.
Per una totale autonomia negli spostamenti si possono noleggiare automobili, motociclette e biciclette nelle principali città e destinazioni turistiche, tenendo sempre presente il problema legato alle condizioni delle strade.

Dormire a Sumatra: hotel e pernottamento

Nessun tipo di problema nel trovare un alloggio confacente alle proprie esigenze, si presenta nella capitale Medan con un costo che può andare dalle 15.000-20.000 rupie per una doppia in un albergo di basso costo fino alle 35.000-60.000 rupie in alberghi di standard più elevato e così via.
Nella regione del lago Toba si può trovare alloggio sia a Prapat, dove molti sono gli alberghi e i ristoranti sull’isola di Samosir, nei vari villaggi di Tomok, Ambarita o nella penisola di Tuk Tuk, con prezzi variabili dalle 7.000-8.000 alle 60.000-80.000 rupie a seconda il tipo di sistemazione scelta.
A Bukit Lawang (Orang Utang Rehabilitation Centre ) si può pernottare presso la rest house governativa oppure in altri complessi aperti di recente tutti abbastanza ben organizzati, con bungalow e ristorante.
A Brastagi è possibile trovare alloggio in molti losmen generalmente economici, puliti e con ottimi ristoranti.
Nonostante Teluk Dalam sia il maggiore centro della parte sud di Nias, non sono molti i losmen dove è possibile trovare alloggio. Conviene quindi percorrere altri 12 km per arrivare a Langudi un villaggio situato in una baia meravigliosa con spiagge di sabbia bianca finissima, un mare cristallino e con alcuni losmen dove alloggiare e farsi cucinare il pesce pescato dai locali.
A Siberut l’unica possibilità che rimane ai viaggiatori che si avventurano fin qui, consiste nel chiedere ospitalità alla missione cristiana o alla rest house governativa dove lo standard è estremamente spartano.

Cucina e mangiare

A Medan si va dai tipici mie, punti di ristoro che offrono spaghetti o riso, ai ristoranti, di tutti i livelli, balisi, cinesi, occidentali.
Sul lago Toba nessun problema in quanto si tratta di una zona di villeggiatura per gli indonesiani e quasi tutti gli alberghi hanno un proprio ristorante. Lo stesso vale per Brastagi, mentre Nias e Siberut, più lontane dalle mete turistiche, sono di conseguenza meno attrezzate.

Comportamenti

È bene conoscere alcune regole di buona educazione indonesiana per evitare di creare antipatiche situazioni. Ad esempio è bene sapere che mentre il contatto fisico tra persone dello stesso sesso è molto diffuso e privo di significati sessuali, è bene evitare in pubblico effusioni o baci tra persone di sesso opposto anche se sposate. Non bisogna mai indicare col dito medio ma con il pollice, né porgere prendere o mangiare con la mano sinistra, né esibire la pianta dei piedi o incrociare le gambe e neppure restare in piedi vicino a una persona seduta e soprattutto mai toccare la testa dei bambini ritenuta sacra. Occorre ricordarsi che per entrare nei templi è necessario annodare intorno alla vita una fascia di stoffa in segno di rispetto e non stare in posizione sovrastante rispetto agli oggetti sacri, ai sacerdoti e alle persone che pregano. Infine, i visitatori vengono sempre accolti con cibo e bevande ma che devono onorare solo dopo essere stati invitati a farlo e mai prima del padrone di casa.

Clima e meteo

L’equatore divide quasi esattamente a metà Sumatra per cui il periodo monsonico interessa il nord e il sud con intensità diversa.
A nord dell’equatore la stagione umida giunge ad ottobre e si protrae fino ad aprile mentre la stagione secca inizia a maggio e termina a settembre.
A sud dell’equatore la pioggia raggiunge il suo culmine nei mesi tra dicembre e febbraio rendendo impossibile lo spostamento all’interno dell’isola.

Ecologia e ambiente

La regione è ricca di foreste di tek, ebano e bambù, e vi sono piantagioni di caffè, caucciù e palma da cocco.
La zona orientale è caratterizzata da vaste pianure paludose dominate da enormi mangrovie che raggiungono altezze vertiginose (a volte superano i 200 metri), vi sono molti fiumi lunghi e navigabili spesso risaliti da grossi battelli. Qui la giungla è fittissima e la natura domina incontrastata tra alberi di legno pregiato, felci gigantesche, liane, orchidee e fiori meravigliosi (tra i quali la gigantesca rafflesia), vivono indisturbati animali di ogni tipo, tra i quali l’orang utang specie in via d’estinzione.
La foresta lascia poco spazio allo sfruttamento agricolo e di conseguenza la zona è scarsamente abitata.

Festival e tradizioni

A Sumatra le feste e le cerimonie sono numerosissime. Queste non cadono quasi mai nella stessa data ogni anno ed è quindi consigliabile rivolgersi all’Ufficio del Turismo per avere un calendario preciso degli avvenimenti più importanti.
All’inizio di maggio, nella regione del lago Toba, tra i Batak ha luogo l’Horas Festival con gare di cavalli e di barche.
A giugno a Parapat si svolge una festa molto importante, il Festival del Lago Toba con esposizione di prodotti artigianali, danze e gare di abilità.
A metà giugno sull’isola di Nias si svolge il Ya’howu Festival con antiche danze tradizionali tra cui il salto della pietra. Di particolare interesse è la possibilità di ammirare gli antichi costumi guerrieri dei Niassesi.
Alla fine di luglio si svolgono a Sumatra altre due feste di particolare rilievo: nella regione dei Karo il Mejuah-Juah festival con cerimonie religiose, danze e musiche rituali; e a Bukitinggi il combattimento dei bufali che coinvolge appassionatamente la popolazione che arriva a scommettere anche grosse cifre.
All’inizio di dicembre a Pematang Purba si svolge il Rondang Bintang Festival festa tipica dei Simalungun con danze, bellissimi costumi e poesie recitate da donne e bambini.

Leggi anche

mongolia

Guida Mongolia: consigli di viaggio

Viaggio in Mongolia consigli Se viaggiare è la vostra passione e siete in cerca di ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *